La batteria allo stato solido di Donut Lab, annunciata come una svolta epocale per la mobilità elettrica, finisce al centro di un caso internazionale. Un insider citato dal sito americano Electrek parla apertamente di possibile frode, mettendo in dubbio le prestazioni dichiarate. L’azienda finlandese respinge le accuse e rilancia, ma il dibattito si fa sempre più acceso.
Prestazioni straordinarie… forse troppo
La startup Donut Lab aveva attirato l’attenzione globale al CES 2026 dichiarando di aver sviluppato una batteria all-solid-state già pronta per la produzione, con numeri fuori scala: 400 Wh/kg di densità energetica, ricarica completa in pochi minuti, super sicura e con una durata teorica fino a 100.000 cicli. Non a caso, l’annuncio era stato definito potenzialmente “il più dirompente nella storia dell’elettrico”.
Ma proprio l’eccezionalità delle prestazioni ha sollevato dubbi nella comunità tecnica. Il CEO di Svolt, per esempio, ha parlato di parametri “contraddittori” e irrealizzabili, sostenendo che una batteria con queste caratteristiche “non esiste al mondo”.
Donut Lab replicò promettendo di pubblicare a puntate (ogni lunedì) i risultati certificate dei test condotti dall’istituto indipendente VTT. Finora abbiamo potuto leggere i risultati riguardo alla ricarica ultrarapida di una singola cella, al funzionamento ad alte temperature e all’autoscarica. Da tre settimane, però, non si è più visto nulla. Proprio quando si attendevano i due dati più critici: alta densità energetica e durata estrema.
E ora arriva la denuncia per frode
Il nodo centrale, infatti, è la combinazione di tutte le prestazioni. Sono obiettivi teoricamente raggiungibili ma in conflitto tra loro nello sviluppo delle batterie su scala industriale. Per di più, in gennaio Donut Lab promise i primi lotti commerciali entro il primo trimestre 2026, ma ad oggi la promessa non è stata mantenuta.
E ora arriva la notizia della denuncia. L’ha pubblicata Helsingen Sanomat , il più grande quotidiano finlandese. A presentarla è stato Lauri Peltola, ex responsabile commerciale di Nordic Nano, partner di Donut Lab per il progetto. Sostiene che la batteria fornita per i test indipendenti appartiene a una vecchia generazione, il cui sviluppo è stato abbandonato. Mentre la nuova generazione è in fase di sviluppo iniziale e non ancora pronta per la produzione di massa.
Donut Lab: “Non è una truffa”
Donut Lab ha respinto le accuse, ribadendo la validità della propria tecnologia e promettendo test indipendenti e maggiore trasparenza. L’azienda ha poi svelato che Lauri Peltola, per il suo ruolo in Nordic Nano, non aveva accesso alle informazioni riservate, non aveva il quadro complessivo del progetto e le conoscenze per comporenderne i risvolti tecnologici. Donut Lab insiste poi sul fatto che i risultati completi arriveranno e che la batteria entrerà davvero in applicazioni reali, a partire dalle moto elettriche Verge.

Le batterie allo stato solido sono considerate la prossima grande rivoluzione delle tecnologia elettrica e tutti i big dell’automotive sono in gara per realizzarle. Ma nessun grande costruttore è ancora arrivato alla produzione di massa. E qualcuno che aveva dato il lancio per “imminente” ha dovuto ricredersi.
LEGGI anche: “Batterie a stato solido: da Donut Lab un segnale di speranza per l’Europa” e guarda il VIDEO


