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Il freddo fa male anche alla velocità di ricarica?

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Il freddo fa male alla velocità di ricarica, non solo all’autonomia? Andrea e Gianni raccontano di rifornimenti a potenze molto più basse del previsto…

Il freddo fa maleIl freddo fa male anche alle colonnine oltre che alle batterie e all’autonomia?

“Sono un possessore di una Peugeot e-2008 con batteria da 50 kWh, che  può caricare fino a 100 kW. Il problema è che, pur utilizzando  colonnine potenti (sino a 348 kW) al massimo la macchina carica a 24-25 kW a scendere. È vero che l’operazione la faccio di solito con batteria abbastanza piena (70 %) ma comunque mi sembra anomalo caricare così lentamente. Se dovessi trovarmi a centinaia di km da casa mica posso aspettare ore per farlo. Grazie“. Andrea Magri – Ferrara

il freddo fa malePre-riscaldamento e pompa di calore servono?

“Dopo un anno circa di Peugeot e-208e da 50 kWh da inizio autunno ed ancor peggio in inverno ho riscontrato diversi problemi nei consumi, che riducono notevolmente l’autonomia. In mod. ECO con tratte sempre uguali casa-lavoro, urbano ed extraurbano, rispetto all’estate se accendo il riscaldamento non supero i 200km, rispetto ai 350 omologati. Ho così deciso di acquistare una MG 4 da 64 kWh, con maggiore autonomia, preriscaldamento batterie e pompa di calore. Vi chiedo come ed in che caso va usato il preriscaldamento e a cosa serve: consente maggiore risparmio e autonomia? O solo a ottimizzare la ricarica? La pompa di calore mi consentirà risparmio nei consumi invernali? Il caricatore della MG mi consentirà ricariche più veloci rispetto alla Peugeot? Ad oggi ho avuto esperienze poco confortanti anche con colonnine che spacciano 110 o 300 kW in DC, quando arrivo a vedere 30/40 kW mi ritengo fortunato. Non parliamo poi delle colonnine da 22 kW in AC: faccio prima a casa con la wallboxGianni 

il freddo fa male
La Peugeot e-2008: batteria da 50 kWh, ricarica fino a 100 kW.

Il freddo fa male, se non si ricorre ai giusti rimedi…

Risposta. È il sistema di ricarica dell’auto elettrica che gestisce il rifornimento e decide fino a che potenza accettare. Quando fa freddo, se la batteria non è riscaldata e si utilizza una stazione di ricarica rapida, il sistema “chiede” alla colonnina di limitare la sua velocità. E non viceversa. In inverno molti di noi notano che la velocità di ricarica è più lenta e questo è dovuto a diversi fattori. Tra questi la temperatura delle celle è fondamentale e una batteria riscaldata si carica più velocemente. Se si prevede di utilizzare una stazione di ricarica rapida quando fa freddo, meglio farlo dopo un certo numero di km, perché il viaggio nel frattempo avrà riscaldato la batteria. Se invece la stessa operazione avviene dopo che l’auto è stata lasciata tutta la notte al freddo, la ricarica richiederà più tempo. Pre-riscaldare le batterie serve proprio a questo: a far sì che la ricarica avvenga a temperatura ottimale, con tempi più contenuti.

Il freddo fa male
La MG4 nella versione 64 kWh di batteria si ricarica fino a 135 kW.

Ed ecco a che cosa serve la pompa di calore

Quanto alle pompa di calore, l’opportunità di un loro utilizzo in alcuni veicoli nasce da una   differenza che esiste tra auto elettriche e auto a combustione interna. Le prime, infatti, non sono in grado di riscaldare a sufficienza l’abitacolo sfruttando il calore residuo generato dal motore. Si ricorre quindi alle pompe di calore, in grado di comprimere il liquido di raffreddamento ad alta pressione, generando il calore che serve per riscaldare l’aria fredda che entra nell’abitacolo. In questo modo è possibile riscaldare la vettura riducendo al minimo il consumo di energia elettrica stoccata nella batteria. Con un evidente vantaggio in termini di autonomia rispetto ai veicoli elettrici privi di pompa di calore. Quanto infine alle potenze massime di ricarica chiede da Gianni, la MG4 64 kWh arriva a 11 kW in AC e a 135 in DC. La Peugeot e-208 si ferma rispettivamente a 7,4 e 100.

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21 COMMENTI

  1. Potrebbe aiutare ricordare che la batteria consente di conservare temporaneamente l’energia elettrica come energia chimica. Le reazioni di carica e scarica sono fortemente limitate, in potenza assorbita e ceduta, quanto più la batteria è lontana dai sui circa 20 gradi e dal livello di carica stessa.
    Ogni forma di riscaldamento o raffreddamento sarà sempre fatto ad un costo, solitamente peggiorando l’efficienza di ricarica.
    Non tutti i sistemi sono uguali, dipende dal margine di sicurezza preso per stabilizzare e proteggere le singole celle.
    Alcuni costruttori hanno margini maggiori perché vogliono scongiurare il rischi di perdita di controllo della temperatura delle celle. È lì che di solito gli aggiornamenti Sw vanno a lavorare, avendo accumulato nel tempo dati di flotta.

  2. Riguardo il primo dubbio comunque c’entra sicuramente anche il fatto che dice che carica con batteria al 70%. Le velocità massime di ricarica si ottengono con batteria quasi scarica, man mano che sali la velocità scende, quando sei al 70% vai già molto più lento del massimo consentito

        • Non è il prodotto (Tesla). E’ così che funziona. Ho volutamente provato ad andare in una DC becharge da 100 kW a 200 metri con l’auto ferma al freddo sottozero da ore. La ricarica sarà partita a 25 kW a dir tanto. Ovviamente dopo 5 minuti ho staccato e proseguito la ricarica a casa.
          E’ una prova fatta anche da Bjorn e ho provato a replicarla, con i medesimi risultati.

          • E’ un prodotto ancora con una mole di problemi purtroppo, per chi non fa un utilizzo da citycar 50km giornalieri al max che sarebbe ottima.
            Purtroppo se dopo aversi destreggiato tra App-Card-Colonnine funzionanti etc. pianificazione tragitto-autonomia-degrado batteria, anche la ricarica quando sei fuori casa e distante dipende così tanto da condizioni al contorno, come i consumi in base a velocità di crociera, la temperatura inferiore ai 10° ma anche superiore ai 30° … …. e stiamo parlando un prodotto escluso incentivi in generale da 40K€ ….Speriamo il progresso continui veloce e a passi da gigante! E sappiamo cosa Ford 1 secolo fa all’insegna della democratizzazione dell’automobile disse:
            “C’è vero progresso soltanto quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.

          • Se vogliamo parlare per “amor di scienza”, per carità…
            Ma se vogliamo parlare di fatti concreti: che senso ha mettere un’auto in carica ad una colonnina DC dopo che è stata ferma al freddo sottozero per ore?
            Prima di tutto: una colonnina DC si usa nei viaggi, quindi nella quasi totalità dei casi la userai mentre stai viaggiando, per cui con batteria calda (la tesla peraltro ha proprio una funzione apposita di preriscaldamento della batteria quando le dici che stai andando a caricare). In secondo luogo, se proprio devi andarci prima di partire, perlomeno attivi il preriscaldamento… e non solo per far contenta la batteria, ma anche per far contenti i passeggeri che non devono entrare in una macchina gelida. Peraltro ci mette davvero pochi minuti l’auto a scaldarsi.
            Per Mirco che parla di “mole di problemi”: lo invito a provare una Tesla prima di parlare. E ricordo che la Tesla Model Y è l’auto più venduta in Norvegia (record assoluto di vendite in un anno, da sempre, tenendo conto di tutti i tipi di motorizzazioni), il paese europeo dove c’è la percentuale maggiore di auto elettriche sul totale. Proprio un paese che non si può certamente definire caldo…

          • Senza contare questo: “dopo 5 minuti ho staccato e proseguito la ricarica a casa”. Perché, anche ammettendo che ti caricasse a 25 kW per tutta la durata della carica (ti sei fermato solo dopo 5 minuti), tu a casa carichi a qualche velocità vagamente vicina a questa?

    • La Norvegia ha gli stessi abitanti del Veneto e con un surplus enorme per la produz. di idrocarburi magari o no è di gran lunga più facile estendere le colonnine ricarica e le auto elettriche costano 15% in meno di una termica: beh a queste condizioni uno si fa gran meno problemi a prenderla e considerare invece tutta la mole di problemi oggettivi che ci sono per far quadrare i conti e giustificare il salto di spesa come in Italia, o no ? A meno delle accuse che anche la’ ora spuntano, e le limitazioni di corrente. Non occorre solo “provare prima di parlare” ma mettere sul tavolo tutto quando è tutto necessariamente da considerare date le condizioni al contorno in cui uno la compra e la usa.
      Saluti.

  3. Sembra ci sia un po’ di confusione in chi scrive. Andare su una colonnina da 350 kw con una 208 è abbastanza assurdo, bastano e avanzano 100. In ogni caso tutto dipende dall’auto e dalla temperatura. Su questo l’mg4 della seconda domanda è top: ha il preriscaldamento che va usato una ventina di minuti prima di andare alla fast. Carica in modo strepitoso (ci sono tanti video in rete) e peraltro sicuramente è limitata a 140 ma li tiene fino oltre il 50%.La pompa di cacalore aiuta i consumi nelle temperature 5 40 gradi.
    Peraltro nessuno fa video sulle ricariche a 11 kw visto che anche li non tutte le auto sono uguali, anche in relazione ad eventuali assorbimenti durante la sosta.

  4. Ultimamente trovo strani certi articoli di possessori auto elettriche , non sanno nulla delle loro auto ,di che capacita ,velocità di ricarica sono dotate .Io acquistai la mia auto in Germania da privato ,andai in Germania a prendermela feci targhe provvisorie e poi senza nessuna esperienza feci i miei primi 1200km per portarla a casa ,quasi non sapevo nemmeno come si mette una spina trifase in casa figurarsi caricare un auto Bev ma ce la feci ,poi in 3 mesi avevo appreso tutto sulle prestazioni batteria e ricarica dell auto , velocita in AC in Dc e non mi lamento certo che la mia carichi massimo 11kw in Ac perche dipende dall auto non dalla colonnina . Ragazzi si leggono articoli imbarazzanti su possessori di Bev o Plug in. Sbaglio? insomma e vome mia moglie non sapesse se fare benzina o diesel o gpl dopo 3 mesi di una termica .

    • Commento fuori luogo secondo me, fortuna che si può sempre fare affidamento sulla competenza e disponibilità della redazione per fugare ogni dubbio, caro Ivan, non sono tutti così “camaleontici” come te in capacità di adattarsi. Riguardo il quantitativo di kW di assorbimento in ricarica ricordo il video ID 3 software 3.0 che spiega appunto che, rispettando i limiti di velocità, in caso di necessità di ricarica con temperature esterne basse occorre raggiungere la colonnina accelerando per riscaldare prima il pacco batterie, e come nel caso delle Skoda Eniaq, si raggiunge il dato massimo di ricarica con le colonnine ultra fast a 300/350 kW perché se la potenza massima erogabile si avvicina a quella dell’auto, la ricarica avverrà a kW più basso (100 su colonnina a 150kw ricarica bassa sotto i 50kw).

    • Sono d’accordo. La mia prima esperienza è stata molto meno impegnativa della tua, ma comunque leggo un sacco di racconti che sembra non sappiano minimamente in cosa hanno speso 20-30-40k€. A prescindere da cosa compro con quella cifra, mi informo un attimo prima di tirarli fuori

    • Ivan io ho fatto la stessa cosa. Model 3 presa in germania e primo viaggio 900 km lisci come l’olio.
      Concordo che molti non sanno come funziona la loro auto. Ogni inverno le stesso cose…

    • Ivan hai ragione. Ma ti invito a riflettere sul fatto che la BEV si sta “democratizzando”.
      Sta diventando popolare. Quindi se prima la maggioranza dei possessori era appassionata, ora stanno arrivando anche qulli per cui l’auto è puramente una utility. E non si preoccupano di conoscerne tutti i dettagli di funzionamento.
      C’è gente che a malapena sa fare carburante alle termiche. Conosco persone che hanno fatto un viaggio di 500km in estate al caldo perchè non si erano accorti di aver disattivato per sbaglio l’AC.

      Poi possiamo parlare dell’approccio dei costruttori a questa situazione. Tesla ci ha visto non lungo, ma lunghissimo. Non ti devi preoccupare di nulla. L’auto “sa” cosa fare. Preriscalda, raffredda, gestisce la rigenerativa ecc ecc.
      Gli altri costruttori si sono approcciati alla cosa in modo classico: ti spiego come fare e cosa fare. (o non te lo spiego proprio).

      Quindi spezzo una lancia in favore dell’ignoranza. Non bisogna vergognarsi di voler sapere. Il probelma vero è che non capisce, non vuole imparare e poi spara a zero sulla BEV perchè non si è preso il tempo di voler scoprire i propri errori.

      PS: Scriviamo a grandi lettere che “Se l’auto carica a max 100, non serve A NULLA la colonnina a 350. Si ruba solo il posto a chi può caricare più veloce!” 😀

      • magari ricordando che i 350 kW sono a 800V e la maggior parte delle EV ha powertrain a 400V (a parte i fortunati con Taycan, EV6 e Ioniq5, per ora); quindi la potenza massima teorica, erogabile da HPC, sarà di 175 kW @ 400V

    • Ivan concordo ma credo che nelle lettere di Andrea e di Gianni ci sia anche la precisa volontà di lanciare frecciatine alla Peugeot per risultati deludenti, una shitstorm spontanea e non coordinata a seguito dei tanti soldi investiti in prodotti che appaiono un po’ lontani dalle aspettative e dai dati di omologazione. Oggettivamente quello che emerge da queste lettere e dalle tante altre arrivate in passato a questo e ad altri siti è una bocciatura sonora della piattaforma STLA Small e dell’attuale gruppo motopropulsore (batteria inclusa, ovviamente). Velocità di ricarica basse, autonomia molto lontana dal dato dichiarato, etc. Si spera che con l’STLA Medium tanti problemi saranno risolti e si spera anche che non tutto dipenda dalle nuove maxi batterie ma anche da efficientamenti su tutto il gruppo motopropulsore.

      Molti prendono in giro gli acquirenti scettici parlando di ansia da ricarica, ma se uno acquista un’auto da 350 km di autonomia e poi quella effettiva è di 200 (con una batteria con 12 mesi di vita) secondo me l’ansia aumenta e non diminuisce. E’ inutile ormai fare la polemica sull’aria condizionata: sappiamo tutti per esperienza che primavera e autunno durano poche settimane, mentre abbiamo inverni sempre più rigidi ed estate sempre più torride, quindi i famosi 20 gradi ideali non li troviamo mai. Questo ha impatti non solo sull’autonomia ma anche sulla velocità di ricarica.

      Siamo “ansiosi” noi o sono i possessori che vendono il veicolo dopo un anno con l’auspicio di passare all’ultima tecnologia disponibile, sperando sia un po’ meglio di quello che hanno comprato l’anno scorso?

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