Home Auto Il Disinformatico a Difesaonline: questa non era un’auto elettrica…….

Il Disinformatico a Difesaonline: questa non era un’auto elettrica…….

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L’auto elettrica uccide? E il gasolio, la benzina, il metano no? E poi: in base a quali prove, a quali verità scientifiche Difesaonline sostiene che in caso di incidenti i soccorritori rischiano di restare folgorati? Dal suo blog il Disinformatico replica, durissimo, il cacciatore di fake Paolo Attivissimo. Ecco come.

Con 65 mila visualizzazioni in due giorni appena la “lettera” anonima pubblicata dal sito  Difesaonline.it sia avvia a diventare la reginetta 2019 delle fake news. Tanto che dalla svizzera si è mosso anche il nostro amico Paolo Attivissimo, demolendo dal suo blog Disinformatico le panzane sull’auto elettrica “arma letale” contenute nel testo. Vediamo come. La prima fake rigurada l’illustrazione che correda e giustifica il titolo “La morte viaggia su auto elettrica: le verità scomode delle auto ecologiche”.

Paolo Attivissimo, il Disinformatico

«Basta usare Tineye _ scrive il Disinformatico _ per scoprire che la foto in testa all’articolo mostra un incidente fra due minivan (non elettrici) avvenuto negli Stati Uniti nel 2016. La seconda foto mostrata nell’articolo, invece, è tratta da qui e mostra un vistoso tubo di scappamento. Neanche questa è un’auto elettrica. Cominciamo bene».
Poi tra le altre “perle” di un testo che Attivissimo definisce «completamente privo di qualunque pezza d’appoggio» il Disinformatico cita il passaggio in cui si sostiene che «le prese elettriche domestiche solitamente sono limitate ad un carico massimo di 1500 Watt. A 2300W per 8 ore consecutive il rischio di incendio del garage tende a diventare una certezza…».

Elsa sotto carica (dal blog di Paolo Attivissimo – Disinformatico).

«Come mai _ chiede Attivissimo _ il mio garage, nel quale carico da un anno la mia auto elettrica, non ha ancora preso fuoco. Come mai? Semplice. Perché non sono così cretino da collegare un apparecchio elettrico a una presa non adatta. Una regola elementare che vale per un tostapane come per una Tesla. Però Difesaonline non ha sentito il bisogno di titolare “La morte viaggia sul pane a fette: le verità scomode dei tostapane”». Ed è falso anche che le prese elettriche siano limitate a un carico massimo di 1.500 Watt perché «se fosse vera, sarebbe impossibile usare una lavatrice o un trapano», tutti dispositivi che assorbono potenze ben superiori.

Altra bufala riguarda i TIR da 1.500.000 km/anno a veicolo. «Faccio il conticino della serva _ scrive il Disinformatico _: un milione e mezzo di chilometri l’anno fanno 4109 km al giorno per 365 giorni l’anno. Per fare 4109 km in un giorno, guidando per 24 ore filate, bisogna percorrere 170 chilometri ogni ora senza mai fermarsi. TIR che corrono a 170 all’ora?».
Venendo al dunque, l’articolo di Difesaonline sostiene che il “pericolo mortale” sta nel rischio di folgorazione da parte delle batterie delle auto elettriche in caso di incidente.

Ma siccome «chi progetta le auto elettriche non è scemo» tutte le batterie sono predisposte in modo da prevedere sezionatori e fusibili che isolino i singoli moduli in caso di rottura dell’involucro. Può un singolo modulo andare in cortocircuito con la carrozzeria e rilasciare una scarica istantanea letale? No, sostiene Attivissimo. E lo spiega così: «Come spiega bene questa risposta su Quora, le batterie delle auto elettriche sono composte da tante piccole batterie da circa 4 volt ciascuna, collegate in configurazione mista serie/parallelo. Per prendere una scossa significativa, una persona dovrebbe quindi usare il proprio corpo per chiudere il circuito fra una lunga serie intatta di queste batterie. In altre parole, farlo apposta. Come mettere le dita nella presa. Nelle auto elettriche ci sono anche cavi sotto tensione. Ma se date un’occhiata alle informazioni per soccorritori di Tesla, per esempio, diventa chiaro che questi cavi sono pochi, protetti e ben localizzati. È quasi impossibile collegare accidentalmente positivo e negativo attraverso il proprio corpo in modo da prendere una scossa. Certo, questo non impedisce a soccorritori male informati di rifiutarsi di intervenire su un’auto elettrica per paura di essere folgorati, come raccontato qui su Electrocuted.com, ma questo documento della Insurance Institute for Highway Safety del 2016 trova che le auto elettriche “sono più resistenti agli incidenti di quanto lo siano le loro controparti a energia tradizionale”».

Con circa 2 milioni di auto elettriche già in circolazione nel mondo, di catastrofici incidenti che le hanno coinvolte ce ne sono stati molti, ma di morti folgorati, per ora, non si ha notizia. Mentre di morti per l’esplosione di serbatoi di auto a pistoni, e di altre apocalittiche sciagure come quella documentata nel video di copertina (l’esplosione della cisterna sulla A1 a Bologna la scorsa estate) ce ne sono a centinaia nel mondo. La “lettera” a Difesaolnline è «sfacciatamente pro-metano _ sostiene Attivissimo _, proposto come se fosse inesauribile e fatto di eterei peti d’unicorno. La realtà è ben diversa: lo dice il CNR, ossia gente che ci mette nome, cognome e qualifica invece di fare l’anonimo che lancia il sasso e nasconde la mano. Lo dice anche questo studio di Transport and Environment, spiegato da Qualenergia».

Paolo Attivissimo in una caricatura tratta dal suo blog (Credit: Francesco Lombardi-Gianluigi Gatti).

Ed ecco la conclusione: «Difesaonline ha pubblicato uno scritto di puro terrorismo mediatico, perfetto per attirare clic ma completamente ingannevole, privo di qualunque fonte e socialmente irresponsabile. Voglio sperare che il movente sia semplicemente l’ignoranza e l’incompetenza dell’anonimo che l’ha redatto e della redazione che ha scelto di pubblicarlo. E vorrei tanto sapere perché un sito dedicato alla difesa militare si sia sentito in dovere di parlare di auto elettriche».

5 COMMENTI

    • Grazie Manuel della precisazione. A maggior ragione: 5,6 milioni di auto elettriche e plug-in in circolazione e non si ha notizia di soccorritori fulminati…

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