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Il Decreto Clima si sgonfia, bonus di 1.500 euro a chi rinuncia all’auto

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E’ un Decreto Clima depotenziato e ammorbidito quello che andrà lunedì in Consiglio dei ministri per l’approvazione. Nella giornata del Friday For Future che ha portato in piazza un milione di teenager in tutta Italia, l’esecutivo fa una sostanziale retromarcia.

Mano leggera sul taglio ai sussidi dannosi

Accantonate le stringenti tappe per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD), spariscono anche i piani di potenziamento di quelli ambientalmente favorevoli, (SAF), i dettagli del Fondo per l’Ambiente, la quantificazione degli stanziamenti green (leggi). E sembra quasi un paradosso il lancio di un programma di educazione ambientale nelle scuole per gli stessi studenti che oggi erano in piazza per educare noi.

Nella nuova bozza del decreto in 14 punti, diffusa dalle agenzie di stampa, al primo posto si trova la cabina di regia di Palazzo Chigi sui cambiamenti del climaal fine di determinare gli indirizzi per l’individuazione o il potenziamento di azioni e interventi di contrasto ai cambiamenti climatici e di miglioramento della qualità dell’aria”, supportata da un think tank composto “da venti esperti di chiara fama”.

 

 

Rottamazione fino agli Euro 4 

In compenso fa capolino una nuova rottamazione (vedi) per chi si libera entro il 31 dicembre 2021 di auto omologate fino alla classe Euro 4, senza sostituirla. A costoro sarà concesso “fino ad esaurimento delle risorse” un “buono mobilità” pari ad “euro 1.500 per essere utilizzato, entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di un convivente, di abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e di altri servizi ad esso integrativi nonché per l’abbonamento a servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte. Il «buono mobilità» non costituisce reddito imponibile del beneficiario”.

 

Rinnovo integrale per i mezzi pubblici

Il Decreto Clima contiene anche un Programma strategico per “il rinnovo integrale, entro cinque anni, dei mezzi di trasporto pubblico locale con mezzi a basso o nullo impatto ambientale”. Venti milioni andranno poi alla promozione del trasporto scolastico sostenibile.

Altre norme riguardano il contrasto alle discariche abusive, l’avvio di processi di economia circolare, la messa a dimora di alberi nei centri urbani (15 milioni lo stanziamento), l’istituzione del titolo “Città verde d’Italia” e via dicendo fino al già citato specifico fondo denominato «Programma #iosonoAmbiente» di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022 per avviare campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali nelle scuole di ogni ordine e grado.

Sugli incentivi green vaghe promesse

Il taglio dei sussidi dannosi non è più calendarizzato in modo rigido e predeterminato, come nella precedente versione, ma entrerà di anno in anno nelle disposizioni della legge di Stabilità a partire dall’anno 2020 “al fine del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria”. Nella vecchia versione si parlava di tagli pari “almeno al 10 per cento annuo a partire dal 2020 sino al loro progressivo annullamento entro il 2040”.

 

Tutto rinviato alle leggi di bilancio

All’individuazione dei sussidi “si provvede in sede di legge di bilancio annuale e i relativi importi sono destinati, nella misura del 50 per cento, a uno specifico fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze per il finanziamento di interventi in materia ambientale, con priorità alla revisione dei sussidi ambientalmente favorevoli, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili”. Scompaiono anche gli incentivi alla vendita dei prodotti sfusi.

5 COMMENTI

  1. e ti pareva…una cosa avevano fatto buona e ora la speranza di passare all’elettrico svanisce del tutto. I prezzi sono troppo alti già con l’incentivo, figuriamoci senza…continueremo a respirare smog e sentire casino per parecchio ancora

    • I sussidi alle fonti fossili in Italia superano i 18,5 miliardi di Euro anno.
      I sussidi alle fonti rinnovabili 83 milioni di EURO.
      Il nuovo governo si è forse venduto a qualche lobby?
      Hanno venduto il nostro futuro, la nostra salute per gli interessi dei potenti, così come il nostro Nobel per la scienza che ha ignorato la fusione fredda ( richiesta di finanziamento di 2 milioni di euro) per il finanziamento dei progetto sulla fusione nucleare di 250 milioni di euro x l’italia, bisogna tener conto che l’europa Ha finanziato questo progetto per un impianto pilota in Francia che dovrebbe iniziare a provare il funzionamento nel 2030 !!!!! Rimane il fatto che nei laboratori esteri americani e giapponesi non riescono a far funzionare il progetto di fusione per più di 1/2 minuti

      • Caro Alberto, le cifre che lei cita sui sussidi non ci sembrano corrette. Quelli alle fonti fossili sono probabilmente inferiori, mentre quelli alle rinnovabili non tengono conto degli sgravi e degli incentivi a fotovoltaico, biocarburanti ed eolico e delle altre agevolazioni per il risparmio energetico. Sono calcoli complessi e ci ripromettiamo di raccogliere stime più precise. Ma non è una situazione creata oggi, dal nuovo governo. Semmai si sperava che il nuovo governo facesse qualcosa di più per correggerla. Quanto alla fusione, quella “fredda” non ha riscontri scientifici, quella “calda” deve affrontare problemi tecnologici enormi. Il progetto internazionale Iter, sulla carta, dovrebbe realizzarla nei tempi che lei dice, ed essere industrializzata dopo il 2050. Una grande scommessa per tutto il mondo.

    • Per ora nessuno parla di rimuovere gli incentivi all’acquisto di auto elettriche. Certo sarebbe urgente fare di più

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