Home Alla ricarica Il decollo elettrico con la ricarica a casa. Nostro convegno a Ecomondo

Il decollo elettrico con la ricarica a casa. Nostro convegno a Ecomondo

9
CONDIVIDI

Ricaricare l’auto elettrica a casa è conveniente, si risparmia anche più della metà, ma non sempre è possibile. Soprattutto nei condomini. Il tema è fondamentale per il decollo della mobilità elettrica e per questo motivo Vai Elettrico ha organizzato un convegno dedicato al Salone Ecomondo di Rimini. 

Il dibattito è stato condotto e moderato dal fondatore di VaiElettrico Mauro Tedeschini che in apertura ha sottolineato come “si parla tanto di colonnine ma queste si stanno installando” ovvero la svolta sarà dentro le mura domestiche ed aziendali. “Il costo dell’energia è nettamente inferiore. Contro i 50 centesimi a kWh delle colonnine nel posto auto casalingo o aziendale il prezzo è sui 20/21 centesimi”. Senza dimenticare che esistono degli incentivi fiscali, meno conosciuti rispetto a quelli per l’acquisto dell’auto elettrica ma disponibili per chi sposa la transizione a emissioni zero.

Carlo Ferri di Hera: bene casa, criticità nei condomini 

Ad Ecomondo
Mauro Tedeschini con Carlo Ferri di Hera Group

C’è un dato economico, ma c’è pure in gioco la durata della batteria: “Sappiamo che la ricarica fast la stressa, fare il pieno molto spesso nelle colonnine riduce il loro ciclo di vita. Il futuro, quindi, passa per l’alimentazione da prese private sottolinea Tedeschini: “spesso anche con l’auto produzione attraverso i pannelli delle famiglie o delle aziende”.
La ricarica domestica è il futuro, ma ancora si deve lavorare su questo fronte. Secondo i dati di Carlo Ferri, manager di Hera Group la vendita di Wall Box è concentrato “soprattutto sul mercato aziendale che supera abbondantemente il 60% dei volumi, quello domestico/residenziale è in ritardo”. In particolare per le criticità normative nei condomini.

Per chi vuole rendersi autonomo dalle colonnine pubbliche, per quanto possibile, non è obbligatorio installare la Wall Box, ma sottolinea Ferri “la consigliamo perché si ricarica più velocemente ed è possibile controllare tutte le criticità”. Chiaro il messaggio: la scatola funziona in modo intelligente ed evita di far saltare il sistema quando sono in funzione degli elettrodomestici.

Serve un secondo contatore a casa?

Ecco la risposta del secondo contattore? “La Wall Box da 3 kW ricarica 3 kW all’ora. Visto che la percorrenza media dell’automobilista  è di 50 km al giorno non serve maggiore potenza. Bastano 9/10 kWh, potenza che si trasmette durante la notte”. Il problema si pone per chi macina centinaia di chilometri. In questo caso, risponde Ferri, “può essere necessario un aumento di potenza. Un riferimento utile sono i 6 kW, che non richiedono un adeguamento dell’impianto elettrico. Il secondo contattore porta ad un costo maggiore di circa 300 euro”.

Sergio Torre di Duferco Energia e l’esperimento nel parcheggio

ad ecomondo
Sergio Torre di Duferco Energia

Oltre la ricarica pubblica tramite colonnine e quella privata in casa o azienda c’è anche l’opportunità di fare il pieno nei parcheggi, al tema abbiamo dedicato un articolo (vedere il link qui). Qui si è svolta una sperimentazione a cura dell’operatore Duferco Energia e spiegata dal manager Sergio Torre. “ A disposizione c’erano 33 punti di ricarica su 150 stalli, ma non sono stati dedicati esclusivamente all’elettrico. Abbiamo preferito spostare l’energia secondo le esigenze”. E i numeri della stazione sono interessanti: “In un giorno si permette una ricarica totale che vale 12 mila chilometri”.

Un altro tema messo in evidenza dal rappresentante di Duferco riguarda la ricarica a casa del dipendente di un’azienda: “si pone il problema della fatturazione ovvero quando dai una ricarica al dipendente questo diventa un benefit da inserire in busta paga”.

Stefano Sordelli di Volkswagen Group Italia presenta Elli che venderà Wall Box

ad Ecomondo
Stefano Sordelli di Volkswagen Group Italia

Chi vende energia vende anche servizi per la mobilità e viceversa. Questa la sintesi di Mauro Tedeschini nel presentare Stefano Sordelli manager di Volkswagen Group Italia. E quali sono le modalità? Si attiva il concessionario? “Questo è un mestiere complesso perché vende l’auto, prodotti finanziari e fa consulenza assicurativa mentre in questo caso può fare un pre check”. Il canale è un altro e si chiama Elli. La società di Volkswagen che in Germania ed Austria è produttore e fornitore di energia da fonti rinnovabili. In Italia sarà diverso: “si venderà l’hardware ovvero la Wall Box ma poi il cliente terrà il suo operatore. Con le autonomie che si raggiungono oggi non è più necessario ricaricare continuamente ed in casa o in azienda si spende molto meno”.

Massimo Agostinelli di Enel X su detrazioni, piano colonnine e autostrada 

Ad Ecomondo
Massimo Agostinelli di Enel X Ita

Chiara l’importanza della ricarica domestica, ma dopo aver sostenuto l’acquisto dell’auto elettrica non sono per tutti sostenibili altri investimenti. Massimo Agostinelli di Enel X Italia ha sottolineato su questo fronte “la presenza delle detrazioni su questa voce di spesa”. Importante la ricarica domestica, dove Enel X vende anche la Wall Box seppure si possa optare per un altro operatore, ma nel pubblico si sta portando avanti il programma.  “L’obiettivo per il 2019 erano 8500 punti di ricarica e siamo a 8000 quindi gli altri 500 nei prossimi due mesi sono alla nostra portata. Entro il 2022 saranno 28 mila. In questo momento stiamo puntando soprattutto su quelle fast da 50 kW ma stiamo puntano ai 100 kW”. Il manager conosce bene le problematiche della mobilità elettrica, ha macinato 95 mila chilometri con la sua auto, e quindi il problema dell’alimentazione sulle lunghe percorrenze: “Stiamo parlando con Autostrade e prima non succedeva”. Eppur si muove.

Armando Pasquarelli di Soavenergia ed i pannelli da 44 mila km l’anno 

ad Ecomondo
Armando Pasquarelli di Soavenergia mostra dei cavi di ricarica della Tesla

La ricarica riguarda anche i consumatori (auto) produttori che a casa o in azienda producono l’energia necessaria, o una sua parte, per la propria mobilità. Ne ha parlato Armando Pasquarelli di Soavenergia, produttore di sistemi con pannelli: “Io da aprile ho una Tesla Model 3 con le colonnine pubbliche per fare 450 chilometri spenderei circa 33 euro contro i 15 dell’energia domestica”. E con l’auto produzione si risparmia ulteriormente. “Con i nostri 18 pannelli da 6 kW si una produzione da 7400 kWh che valgono circa 44 mila km l’anno”. Una pluralità di voci ad Ecomondo sulla ricarica.

LEGGI ANCHE: Il tetto di casa è grande abbastanza per ricaricare l’auto?

9 COMMENTI

  1. Solo per avvisare i lettori che nell’articolo è usata erroneamente l’unità di misura della potenza (W) anche quando andrebbe usata quella dell’energia (Wh).

    Se si trattasse del resoconto di una visita alle cantine di un produttore vitivinicolo, dire che una botte, o una cisterna contiene 2000 “litri al secondo” anziché “litri” sarebbe una svista che saltebbe all’occhio facilmente.

  2. Anche quest’anno ho avuto il piacere di fare visita a questa importantissima fiera . A differenza dell’anno scorso ho potuto constatare con soddisfazione che il settore deĺle rinnovabile sta tornando a crescere con prodotti sempre più tecnologicamente avanzati e con prezzi sempre più competitivi. Progetti sia fv che eolici con potenze maggiori di 10 mw ormai possono essere realizzati in grid parity . Assistiamo inoltre a Grandi passi in avanti sulla mobilità sostenibile. Oltre alle supercharger Tesla e a Enel x anche altri importanti operatori stanno realizzando strutture di ricarica su tutto il territorio nazionale. Questo consente agli automobilisti di avvicinarsi all’auto elettrica con maggiore fiducia.

    • Ha ragione. A Ecomondo (e a Eicma) abbiamo avuto la netta sensazione che finalmente le cose stiano cambiando. La sostenibilità e la mobilità elettrica sono decisamente uscite dal ghetto

  3. Il tema delle normative condominiali sarebbe da approfondire, perché è vitale per la diffusione dell’elettrico, se si considera che l’auto elettrica trova il suo ambiente ideale nelle città. Vi pongo ad esempio il mio caso, visto che, dovendo cambiare auto, mi sono interrogato sulla possibilità di un’auto elettrica e dell’eventualità di una wallbox domestica. Pur essendo dotato di box privato, l’elettricista da me interpellato mi ha sconsigliato l’installazione di una wallbox perché la sezione del cavo elettrico (2.5mmq) non è adatta a sopportare un carico continuo di 16A (per i 3.7Kwh). La sostituzione del cavo dal box al contatore, che di fatto è di mia proprietà ma passa in dotti condominiali, secondo l’amministratore potrebbe comportare la ri-certificazione dell’impianto elettrico dell’area box (60 box!). A questo punto mi son fermato (per ora): il costo di una wallbox potrebbe superare quello di una Model3!

    • Nell’articolo si è fatta sintesi, ma il tema è stato trattato nel convegno. Purtroppo bisogna poi fare i conti con la formazione, le conoscenze e la sensibilità degli amministratori di condominio. Si hanno a volte risposte diverse alla stessa domanda.

  4. Mi sembra davvero improbabile che una modifica possa comportare la ri- certificazione dell’intera area box.
    Il suo tecnico può tranquillamente fare un’integrazione a quella esistente.
    Anche perché se lei dovesse modificare l’impianto elettrico del suo bagno per quale motivo dovrebbe ricertificare tutta la casa, ovviamente dando per scontato che la certificazione precedente sia stata redatta nel mondo corretto
    Per quanto riguarda la linea elettrica cotatore-box per i 16(A) di assorbimento la sezione necessaria è di 6mmq, ma se pensa in futuro di aumentare la potenza del contatore le consiglio di valutare una sezione maggiore in quanto la spesa non dovrebbe discostarsi di molto, sempre che sia agile il passaggio in termini di spazio.

    • Grazie del suo intervento, sicuramente è mia intenzione contattare altri tecnici e non demordere.
      Per quanto riguarda la certificazione, l’esempio del bagno però non è calzante, in quanto i cavi elettrici non passano in condotti condominiali, a differenza di quelli che vanno dal contatore al box. Tuttavia concordo anch’io che la ri-certificazione sia esagerata, ma in mancanza di regolamenti chiari, spesso gli amministratori tendono a prendere posizioni esageratamente cautelative per evitare contenziosi. Più che sul mio singolo caso, il mio commento voleva mettere in luce la necessità di chiarire alcuni aspetti legati alle installazioni condominiali.

  5. Se i condomini sono soggetti a norma prevenzione incendio (quasi tutti) basta rispettare la linea guida del Ministero dell’Interno di novembre 2018 per evitare la deroga preventiva ma far recepire al professionista antincendio la variazione di impianto per il successivo CPI.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome