Il declino dell’Italia in Presa Diretta

Il declino dell’Italia in Presa Diretta: il programma di Rai Tre ha spiegato bene perché paesi come la Spagna ci surclassano. Non solo per crescita economica, ma anche per aumenti delle retribuzioni.

Il declino dell’Italia: l’energia costa il 37% in più

il declino dell'Italia
La produzione annua di auto nelle isllustrazioni trasmesse da ‘Presa Diretta’, Rai 3.

Il momento più desolante (tra i tanti) della video-inchiesta di Riccardo Iacona? Quando le immagini hanno mostrato il presidente del Lazio, Francesco Rocca, davanti ai cancelli della fabbrica Stellantis di Cassino. Stava spiegando a un gruppo di lavoratori (lì la cassa integrazione la fa da padrona da anni) che sarebbe andato lui personalmente all’Ambasciata cinese per trovare aziende disposte a investire nella fabbrica. É un lavoro che le autorità spagnole fanno da anni e a ben altri livelli (il premier Sanchez é già stato 4 volte a Pechino). Ma più che alle relazioni, i cinesi guardano ai fatti. Uno su tutti spiega perché investono massicciamente in Spagna e non da noi. L’energia costa il 37% meno che da noi. Il che in un’industria energivora come l’auto é già un fattore decisivo.

Doveva farsi una fabbrica di batterie a Termoli e invece…

Il declino dell’Italia
La firma dell’accordo per costruire una fabbrica di batterie con partner Stellantis e CATL a Saragozza, Spagna. Sfumato invece 

E qui veniamo al perché l’energia é così meno cara. La Spagna ha investito massicciamente nelle rinnovabili. Non é una questione di destra o di sinistra, é una questione di convenienza. Da noi tutto viene vissuto come una questione politica e questo governo ha avuto fin dall’inizio un atteggiamento molto scettico sull’energia green. Puntando tutto sul nucleare, se e quando verrà. Oltre che su petrolio e derivati, con un continuo pellegrinaggio di Giorgia Meloni per trovare gas e benzina non più disponibili nei tanti teatri di guerra. Il risultato è che la nostra economia energivora, dalle piastrelle alla stessa intelligenza artificiale, è in ginocchio. Mentre la Spagna festeggia. Con casi limite come le fabbriche di batterie per Stellantis. Una doveva farsi nell’ex Fiat di Termoli, in Molise. Non se n’è fatto nulla. Ma una s’è fatta invece in Spagna con i partner cinesi di CATL, che se ne fottono dell’Italia.

Il declino dell’Italia: responsabilità da condividere

Il declino dell’Italia
Il premier spagnolo Pedro Sanchez durante una delle tante visite d’affari in Cina.

Sarebbe ingeneroso, però, mettere in croce il solo governo Meloni, che comanda da 4 anni. I problemi sono più antichi e i responsabili sono anche altri. Per esempio le Regioni. Il servizio di Iacona ha mostrato quanto fanno le Comunità locali in Spagna per attirare investimenti. Con strutture tecniche specializzate nel dialogare con partner internazionali e anche nel velocizzare i tempi autorizzativi, da noi sempre biblici. Ma certo il governo centrale non aiuta e si limita a inutili rituali come il Tavolo Automotive voluto dal ministro Adolfo Urso. Un mare di chiacchiere nel quale affogano migliaia di posti di lavoro. Ma anche gli imprenditori e i sindacati potrebbero fare di più. Cercando di spingere per risolvere i problemi invece di limitarsi, anche loro, a logiche di schieramento.

– Leggi anche: Stellantis ai minimi in Borsa, che succede?

Visualizza commenti (30)
  1. il declino dell’Italia è sempre stato causato dal declino degli italiani.

    E’ stato così anche per la fine del grande impero romano… lo replichiamo adesso, con una società divisa e confusa, ignorante, poco incline ad impegnarsi con costanza, sempre desiderosa del “Grande Condottiero” che risolve per loro tutti i problemi…
    Salvo poi ritrovarsi a marciare verso qualche “nemico” indicato… e fare il solito disastro.

  2. Concordo con quanto leggo. Aggiungo un punto importante: quando si e’ votato per i dazi aggiuntivi alle BEV, quel voto ha fortemente indirizzato le opzioni di investimento in Europa. A quel giro l’Italia era sul tavolo, per poi essere scartata a priori dopo.

  3. Pichetto Fratin, un commercialista al ministero dell’ambiente, maddai….poi non è tutta colpa sua, ma si parte malissimo. Finalmente al Governo si sente dire che il problema energetico è prioritario, ma ci voleva tanto? E lo sarà sempre di più, con l’automazione spinta. E noi, il paese del sole, andiamo a cercare il petrolio, bella pensata. Noi elettori dovremmo votare chi ci propone un serio progetto energetico, basato sulle rinnovabili e perchè no sul nucleare. No questi pagliacci servi di mamma Eni.

    1. Bè, non è che un commercialista deve essere proprio stupido, visto che ha accettato la guida del ministero dell’ambiente la colpa è sicuramente sua, oltre che di altri.
      Evidentemente hanno messo un commercialista a difendere gli interessi economici di alcuni amici e finanziatori.
      Non fosse così sarebbe la conferma della stupidità, invece che della politica criminale.
      Sarò anche pesante ma ad un certo punto le cose vanno dette senza tanti filtri, tanto loro se ne fregano a vanno avanti secondo i loro interessi.

    2. Io non sono contrario a priori al nucleare ma non è quello di cui abbiamo bisogno oggi. Oggi in Italia servono risposte sicure e rapide e le rinnovabili, visto che siamo fermi a un misero 40% sono la risposta che ci serve, domani vedremo anche in funzione delle nuove tecnologie (accumuli ecc.) che si stanno sviluppando..
      Il ritorno al nucleare enunciato dal governo (e il sistematico ostacolare le rinnovabili), nucleare che ancora non esiste (non un smr collegato alla rete e la 4 generazione arriverà forse tra 20anni) per chi non l’avesse ancora capito è il “regalino” alle solite lobbies dei combustibili fossili e noi ne stiamo pagando le conseguenze.

    3. ..oppure archiviamo le anticaglie con inefficenti caldaie termiche (a carbone o a bollitori radioattivi) che muovono turbine a vapore .. e passiamo alle nuova tecnologie (rinnovabili) che invece sono nativamente elettriche, senza caldaie e altri casini 🙂

  4. Solo un paio di precisazioni sui commenti che ho letto: la spagna ha si il nucleare ma sono centrali indubbiamente utili in questo periodo ma vecchie e costose che conta di chiudere tutte entro il 2035 sostituendole non con altro nucleare di nuova generazione (che per ora è solo un miraggio e un dispendio enorme) ma con nuove tecnologie rinnovabili e di stoccaggio energetico. Una scommessa non priva di rischi ma se riesce (e io scommetto di si) ci staccherà ulteriormente noi ancora a aspettare il nucleare “nuovo”.

    Altra cosa non cadiamo nell’errore di mettere sullo stesso piano la dipendenza energetica da combustibili fossili di cui siamo schiavi da oltre un secolo con la dipendenza dai prodotti cinesi. Dalla prima non si esce è irreversibile: compri.. bruci…ricompri… ribrucia … dalla seconda è vero che oggi la Cina è avanti tecnologicamente nel settore automotive e in quello di molti materiali necessari per la transizione (batterie pannelli ecc. ecc.) ma quello che oggi comperiamo ci permette un enorme risparmio negli anni che lo ripaga abbondantemente e soprattutto diventa nostro, il litio o il cobalto di una batteria lo ricicli, i pannelli funzionano per 30 anni, le auto prima o poi inizieremo anche in Europa a costruirle decenti e competitive, ed in parte ci stiamo riuscendo, anche se indubbiamente serve ancora del tempo ma è una situazione reversibile, il petrolio, il gas una volta bruciati non ti resta nulla se non fumo, mica lo ricicli, devi elemosinarne altro ai prezzi imposti dal Tramp o Putin o qualche sceicco di turno altrimenti sei fermo. Per questo perseguire il green deal come sta facendo la Spagna è fondamentale anche se oggi ci costa qualche sacrificio.

    1. in realtà @Paolo è pure peggio… bruciare idrocarburi in locale aumenta i danni ad ambiente ed esseri viventi… quindi aumentano costi sanitari per gli esseri umani e animali da allevamento, aumentano i costi produttivi per tutti i settori ( persino quelli di climatizzazione in fabbriche, uffici o…stalle per allevamento ! altrimenti crolla la produzione di latte…).

      Giustamente rimarchi che anche importando momentaneamente materie e beni tecnologici dall’esterno questi poi sono “nazionalizzati” ed a fine uso possiamo (e dobbiamo) creare una filiera per riciclarli e mantenerli in uso senza doverne ri-acquistare nuovamente, favorendo l’occupazione, il risparmio di risorse anche locali (meno necessità di estrazioni minerarie pure sul nostro territorio, già compromesso).

      Facci caso che per non mettere troppo in evidenza lo svuotamento di attività produttive (in particolare del settore automotive) dall’ Italia e Germania verso la penisola iberica stanno attaccando il governo spagnolo (da “dentro” e da fuori confini) su argomenti legati ai movimenti di migranti (che in nessuno stato han funzionato particolarmente bene usando criteri legali e democratici) o altre “bandierine ideologiche”.. ma andar a contestare le scelte in campo energetico ora come ora è veramente difficile… al massimo si può solo rimarcare alcuni ritardi nell’ammodernamento delle reti e bilanciamento (con accumuli ad es.).

  5. Gli schieramenti di destra o centro destra sono da sempre contro le rinnovabile perché animati da uno spirito reazionaria e retrogrado! All’epoca del secondo conto energia ( anno domini 2008 ), canale 5 trasmetteva servizi TV che asserivano che i pannelli avrebbero provocano la silicosi perché fatti con il silicio. Come se la sabbia del mare o il vetro delle bottiglie fosse fatto d’altro. Allucinante l’ignoranza mostrata!

  6. Uno dei grandi problemi dell’Italia è il clientelismo. In questo sia destra che sinistra si identificano, infatti entrambe per favorire il solo produttore nazionale hanno impedito che si costruissero fabbriche di auto straniere in Italia. Poi per favorire piccole lobby in ambito turistico e agricolo si dicono no alle rinnovabili. Nel suo discorso la Meloni ha chiesto di smettere con i no, peccato che lo abbia fatto solo per le trivelle che non faranno certo diminuire i prezzi dei prezzi dei combustibili, ma come ci dimostrano gli Stati Uniti solo arricchire di più le compagnie petrolifere. Mentre dovrebbe mostrare la medesima veemenza contro i no alle rinnovabili, per esempio sbloccando i tanti progetti in attesa di autorizzazione che in pochi anni 2 o 3 al massimo ci porterebbero a essere meno dipendenti dalle importazione di combustibili fossili senza dover aspettare 10 anni per vedere se mai si realizzerà il nucleare con i small modular reactor. Perché dobbiamo sapere che la tecnologia per costruirli esiste da oltre 70 anni ed è quella dei reattori di navi e sommergibili nucleari di guerra. Quello che ancora non si riesce a fare è produrli in serie ed a basso costo.

  7. puntata Presa Diretta notevole sul tema politica energetica e industriale (e anche la puntata di settimana scorsa); recuperabile per intero nell’archivio on-line “Raiplay PresaDiretta”, oppure alcuni pezzi (non tutti) su youtube

    sempre corretti, tranne forse un po’ di sadismo a lasciar parlare liberamente Urso, lasciandogli fare la figura dell’ inappropriato;
    ministro che diventa un facile bersaglio del disastro, mentre è “solo” un parafulmine, dovremmo prendercela con l’insieme del governo

    il tema energia (rinnovabile) e altre modernizzazioni, lo hanno preceduto con un servizio sulla nuova legge per la caccia del nostro governo,
    e seguito con un servizio ancora su Spagna, sulla “contro-reazione” politica che preme anche lì in senso opposto alla modernizzazione

    1. Concordo: all’inizio si diceva “Meloni brava, i ministri inadeguati”. Dopo 4 anni sappiamo che l’inadeguata era anzitutto lei a lasciare correre le cose in questa maniera vergognosa.

      1. proverbio: “il pesce puzza dalla testa”

        nelle aziende che funzionano bene i proprietari / dirigenti si circondano di collaboratori altrettanto (o più capaci ) nel portare a termine le mansioni…

        penso che bisogna cominciare a funzionare noi come elettori…
        i nostri parlamenti e governi sono i nostri “dipendenti”… non ci facciamo prendere in giro

  8. roberto guidetti

    A quanto mi risulta, però, in Spagna circa il 20% di energia elettrica è assicurata dal nucleare: non si tratta solo di nucleare, ma di equilibrio complessivo del sistema di generazione e trasmissione. In Italia, fra l’altro, il sistema di distribuzione non riusciva neppure, quest’estate, ad assicurare il trasporto e l’utilizzo di tutta l’energia elettrica generata con il fotovoltaico

    1. La Spagna ha investito sul nucleare decenni fa, quando il costo delle rinnovabili era alto, ma ormai, da anni, prendendo atto che le rinnovabili costano meno, investe solo sulle rinnovabili. L’unica scelta logica ad oggi sono le rinnovabili (lo dice anche Bankitalia https://www.vaielettrico.it/nucleare-bankitalia-costi-bollette/), tutto il resto sono scelte illogiche che si possono spiegare sono come ignoranza o regali agli amici degli amici.

    2. ..percentuale di produzione da rinnovabili che non viene sfruttata per limitazioni di rete (di carattere locale) esiste anche in Italia ma è piccola.. e come percentuale rimassa piccola se insieme alle rinnovabili ora iniziano a crescere anche le installazioni di accumuli di energia, che appiattiscono e redistribuiscono su più ore i picchi di produzione

      rinnovabili variabili (fotovoltaico ed eolico) si integrano bene con metano (oggi indesiderabile) o idroelettrico o centrali a biomasse, o adesso in modo ancora più flessibile con gli accumuli di energia.. cioè fonti modulabili

      che sono le stesse fonti modulabili necessarie come integrazione al funzionamento del nucelare, perchè devi inseguire correttamente i consumi istantanei di rete e allora serve sempre qualcosa modilabile

      nucelare va in conflitto tecnico ed economico sulla rete con ftv ed eolico quando questi aumentano molto di quota nel mix come già sta avvenendo nei paesi europei, perché il nucelare deve funzionare in modo circa continuativo per non far salire ulteriormente i suoi costi, ma in tal modo per il 90% del tempo si sovrapporrà a disponibilità di produzione elettrica abbondante e più economica da fonti rinnovabili ( o mix di rinnovabili e/o di accumuli)

      nel caso Spagna:
      quel 20% di “non gas nel mix Spagnolo, lo hanno ereditato dal passato, centrali costruite 35 anni fa, cioè è il caso meno costoso, ma anche così prevedono di eliminarlo nei prossimi anni, per scelta dei gestori delle centrali, che risulterannoanti economiche alla prima manutenzione straodinaria o peggio ipotizzando di sostuirle costruendo nuovi impianti

      a spanne:
      — oggi una centrale nuova in europa darebbe energia (escludendo le sovvenzioni publiche che normalmente coprono ad esempio metà del costo, e conteggiando l’ammortamento dell’impianto) a un costo 180 €/MWh, che a parte i due mesi attuali di crisi, è un costo più alto anche dell’energia delle centrali a metano

      — viceversa su una centrale ultra trentennale (Spagna-Francia), se fittiziamente conteggi solo le spese di gestione ordinaria, in europa hai circa 50-70 €/MWh, e allora la “spremi” finché non è usurata.. però prima crisi Hormuz, anche questi costi in Spagna erano già eccessivi, perché le loro rinnovabili portavano spesso il loro PUN a valori più bassi, 30-60 €/MWh, con intere settimane a 10 €/MWh.. e allora i gestori delle centrali ne hanno programmato la dismissione entro 2035, senza lavori per prolungarle la durata

      di centrali gliene restano 7 GW nominali, circa 5 GW effettivi, ma oggi se vuoi aggiungere 5 GW effettivi stabili h24 al mix, con un mix di rinnovabili e accumuli spendi molto meno; e al netto dei tempi di autorizzazione, a costruirli ci metti 1 anno, invece dei 30 anni (sempre al netto dei tempi di autorizzazione) per costruire un gruppo di centrali

      aggiungi poi in Spagna nel 2020 avevano stessa quota di rinnovabili di Italia, circa 40%, a cui sommavano già questo 20% di nucelare, centrali vecchie “già pagate dal nonno”, il caso meno costoso; ma avevano comunque lo stesso prezzo PUN di Italia

      negli anni successivi noi abbiamo installato poche rinnovabili, da 38% siamo andati a 42%, mentre loro hanno corso e in una manciata di anni stanno ora superando 60%; nostro PUN è aumentato, per il costo frazione metano, mentre il loro PUN è sceso

  9. Chissà se la Meloni ha “ visto “ la Norvegia…Riccardo Iacona non ha avuto peli sulla lingua intervenendo nella trasmissione Agorà definendo “ stupido” il tran tran che impera nel nostro paese …stupidità che avverto …in giro…piuttosto sconcertante…

    1. La Norvegia finanza il green esportando petrolio, poi fanno ancora la caccia alle balene perché fa parte delle loro tradizioni

  10. sinceramente me ne fotterei dei cinesi e le loro industrie: di sicuro non baratterei ponti d’oro con un po’ di stipendi. perché alla fine i soldi vanno in cina.
    poi, non era un’urgenza della mitica UE creare il “nostro” fabbisogno di batterie su suolo europeo? tutto girato verso la russia “ci vuole invadere”? 🤦‍♂️
    su queste pagine la si mena in continuazione con sostenibilità, ecologia e compagnia cantante: dove sarebbero con materiali che arrivano dall’altra parte del mondo?
    sono ben lungi dal riempire il loro mercato interno (come se la cina fosse solo pechino o shangai) per aver bisogno di espandersi. ma se per qualche soldo subito si preferisce pronarsi a 90° con il tubetto di vaselina a disposizione.. è quello su cui vi lamentate sempre 🤷‍♂️

    1. Se non le producono in Italia, le vanno a fare in Spagna, Polonia… e quindi i soldi vanno in Cina comunque, ed a noi restano solo gli operai disoccupati. Quanto alla vaselina, il nostro tubetto è ormai vuoto, dopo decenni di uso con petrolieri arabi, americani, inglesi, olandesi e nostrani

      1. spagna e polonia fanno (?) parte della UE. tutti i discorsi degli anni passati su creare la filiera interna degli stati membri sono evaporati assieme alle fabbriche di batterie el riciclo?
        la logica di essere “stati uniti d’europa” sarebbe quella di un fronte comune, non ogni stato a sè “fate quello che vi pare”: se l’ottica è quest’ultima, allora chiunque può togliere le sanzioni alla russia e ricominciare a comprare gas da loro (cosa che la germania già sta facendo per vie traverse).
        o si fa in modo uguale per tutti su TUTTO oppure smettiamo di pagare un carrozzone che danneggia alcuni a favore di altri.
        la guerra cui la UE sta puntando non vi fa pensare?

    2. Caro Cristiano, ti ricordo che un giorno il petrolio finirà… Magari noi non ci saremo, ma finirà.
      Quello non lo ricicli, lo bruci.

      1. e che c’entra con il fare tutto in europa dagli europei?
        tra l’altro la von der ciuffen è finalmente uscita allo scoperto (dopo la sbandierata “neutralità blablabla”) affermando che l’europa deve diventare full electric.. e non abbiamo le materie prime 🤦‍♂️ al servel, chi ga ruba al servel?

        1. Non abbiamo nè le materie prime nè i combustibili, ma dei combustibili possiamo, e dovremmo, fare a meno… primo per non soffocare e secondo per ridurre la dipendenza da qualcun’altro paese o dittatore.
          Non è difficile, cossa te dise el servel a ti?

  11. Da noi, sempre e solo politica e logiche di schieramento. Se si prova a fare un ragionamento sulla riduzione di costo dovuto alle rinnovabili, sull’impatto sul costo (PUN), se sente sempre la risposta del prezzo azzerato in estate, per il surplus. O di curtailment.
    Se si parla di batterie di accumulo, ti guardano strano.
    Se invece si parla di nucleare senza pregiudizi, ma guardando anche con occhio critico alla messa a terra, ci si arrocca dietro il “sono programmabili”, il baseload, ecc.
    In Italia abbiamo sempre un motivo valido per NON fare. Poi alla fine, andiamo a prendere il gas dove possiamo, grazie a mamma ENI.
    Siamo incapaci, anche a livello governativo, di fare una discussione senza parti e pregiudizi. Che peccato

  12. Un paese allo sbando, senza un minimo di programmazione in cui ognuno può dire la sua e bloccare per i propri piccoli,meschini interessi qualsiasi proposta. Che tristezza infinita….

    1. Caro Flavio
      Ti do ragione.
      In un paese dove la meritocrazia non viene premiata e dove gli sbagli non si pagano, l’unica vera strada che rimane è la rovina….
      e se poi ci aggiungi l’anzianità anagrafica in aumento, la mafia e la fuga di cervelli all’estero il gioco è fatto!!!
      La ciliegina sulla torta è messa da quei governanti che hanno smesso di essere statisti ( e lavorare per la prossima generazione ) per essere politici ( e pensare solo a come preservare la poltrona ). E per ultimo una spruzzatina di malasanità con liste di attesa anche di anni e una perdita di valori umani nelle nuove generazioni ( vedi femminicidi, un 13enne che accoltalla una prof e uno che spara ad una donna incinta perché gli ha “rubato ” il parcheggio….
      Qua mi fermo per decenza, ma vorrei continuare, ma ho finito le parole e mi sono rimaste solo le parolacce.

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