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Il complesso di Tesla colpisce ancora: VW, Citroen…

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L'ironica immagine mostrata dal presidente VW. La scritta dice: "Possiamo prendere l'iniziativa!".

Il complesso di Tesla colpisce ancora. I big europei continuano a citare il marchio di Elon Musk nella loro comunicazione. Dandogli ancora più visibilità.

Il complesso di Tesla
MARCAMENTO STRETTO / Per lanciare la e-tron, alcuni anni fa, l’Audi è arrivata a posizionare auto e striscione accanto ai Supercharger Tesla.

Il complesso di Tesla rispunta in casa Volkswagen

Nel giro di pochi giorni ci sono “cascati” anche Volkswagen e Citroen. Tesla, che non ha mai speso un dollaro (o un euro) in pubblicità, incassa e ringrazia. Ha fatto il giro del mondo, per esempio, un’immagine che il presidente del Gruppo VW, Herbert Diess, ha mostrato in un incontro interno e che è stata poi postata sui social. Si vede un rude lottatore tipo wrestling (con il logo VW sulla maglietta) che sta per aggredire alle spalle un distinto, imborghesito signore che è invece marchiato Tesla. Un’ironia usata per far passare il messaggio che la casa americana prima o poi inizierà a riposare sui suoi allori. E a quel punto (Diess pensa al 2025) il leone tedesco sarà pronto ad azzannarlo e superarlo. Vedremo. Resta il fatto che nella testa dei costruttori tedeschi il marchio di Elon Musk è un’ossessione difficile da rimuovere.

Elon (Musk) chiamato in causa anche nei messaggi Citroen per la AMI

Altro grande gruppo europeo, altra stoccata in comunicazione a Tesla. Qui siamo in casa Stellantis, per la precisione di Citroen. La scintilla che ha fatto chiamare in causa Tesla è stato il successo di un’iniziativa che riguarda la piccola AMI. Una edizione limitata Buggy” di 50 pezzi è andata esaurita on-line in meno di 18 minuti. Ed ecco apparire nelle principali stazioni ferroviarie di Parigi una serie di cartelloni pubblicitarie con scritte tipo: “Spiacenti Elon, tu sarai certamente su Marte prima di averne una“. Oppure: “Spiacenti Elon, l’unico modo di averne una sarà di comprarci“. I riferimenti ironici sono alle avventure spaziali del fondatore di Tesla, Musk, e ai suoi mega-affari come l‘acquisto di Twitter per 44 miliardi di dollari. Si gioca sull’ironia, certo, ma l’impressione è che in questo modo si porti Tesla sempre più al centro della scena. Già, se si guardano i dati di vendita a livello mondiale, il distacco con i competitor europei è enorme. Se poi la si cita ad ogni piè sospinto…

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40 COMMENTI

  1. Farei sommessamente notare al signor VW che il signor Tesla, “vittima” dell’aggressione, è Henry Cavill, alias Superman… molto difficile che le cose vadano come previsto dalla casa tedesca! 😂

  2. Vi propongo un gioco: vi racconto una storia già successa, quella dei cellulari. Giocate voi a sostituire i nomi. Dunque, la telefonia mobile nasce in Europa e USA. Il mercato dunque è dominato da costruttori europei come Nokia e Ericsson e americani come Motorola e Blackberry, ai quali si sono affiancati col tempo i giapponesi di Sony e in un secondo momento coreani come Samsung, LG e HTC.
    Nel 2007 Apple, un produttore che mai aveva fatto cellulari, lancia un prodotto che rivoluziona completamente il concetto di smartphone. Il prodotto ha delle grosse limitazioni: è costoso, la batteria dura un giorno (mentre i costruttori facevano a gara per pubblicizzare durate di una settimana), manca di alcune funzionalità che dall’industria erano ritenute importanti come il bluetooth o uno slot per card microSD. I CEO di molti big, ad esempio Nokia, lo prendono in giro. Fanno pubblicità in cui si sottolineano le sue carenze. Ovviamente loro non hanno un software in grado di fare le stesse cose. Però reputano erroneamente che il pubblico non lo comprerà per via delle sue carenze. Peccato che il prodotto riscuota un enorme successo presso gli utenti, che delle carenze se ne fregano e apprezzano invece la nuova interfaccia utente e le nuove modalità di interazione con il software tramite gesti.
    Bene, qui siamo in pratica al momento attuale nel settore auto. Vediamo cosa è successo dopo: nella telefonia mobile lo sappiamo. Nel settore auto ancora no, però la questione è se non sia già troppo tardi per non ripetere la storia.
    Succede che Google invece si rende conto benissimo. Stava sviluppando un suo telefono copiato da Blackberry, decide improvvisamente di cambiare tutto e basare Android sugli stessi concetti di iPhone.
    Se ne rendono conto anche i coreani e i giapponesi: Sony, Samsung, LG, HTC adottano subito Android e si salvano (almeno temporaneamente).
    Continuano a non rendersene conto i big europei e americani, chiusi nella strenua difesa delle loro tecnologie attuali. Nokia, Motorola e Blackberry falliscono. Ericsson era già stata acquistata da Sony.
    Tuttavia, la gioia per giapponesi e coreani dura poco. Infatti gli altri che se ne sono resi subito conto sono i Cinesi. Emergono dunque marchi come Huawei (distrutta solo grazie a un ban), Xiaomi e tanti altri, che conquistano il mercato prima con prodotti a basso costo e successivamente raggiungendo una qualità che diventa superiore a qualsiasi produttore anche giapponese o coreano e persino a Apple (se si parla di pure specifiche tecniche). Così falliscono anche HTC e LG. Sony si barcamena per anni, poi chiude pure lei. Samsung rimane l’unico produttore non cinese esistente al momento oltre a Apple, ma le sue quote di mercato sono in costante calo.
    Le vedete le similitudini? I punti sono essenzialmente tre: primo, non capire che una certa tecnologia sarà quella vincente perché sarà quella scelta dagli utenti. Secondo, non capire che anche se una tecnologia è costosa e imperfetta, è solo questione di tempo prima che sia possibile offrirla a costi inferiori e prima che i suoi limiti vengano superati. Terzo, non capire che i cinesi sono estremamente dinamici e capaci di capire e seguire i trend di mercato, per cui ogni anno che tu perdi cercando di difendere lo status quo è un anno che stai regalando ai cinesi per sopravanzarti.
    Nella telefonia mobile il telefono si cambia ogni 12/24 mesi, perciò il tutto è stato molto veloce, con le auto chiaramente sarà più lento, ma io vedo lo stesso pattern in cui la miopia dei costruttori europei e americani e l’inerzia dei giapponesi lasceranno il mercato ai cinesi, sopravviverà Tesla come marchio di elite similmente ad Apple. I coreani potranno andare avanti ancora un po’, proprio come nel mercato dei cellulari sono quelli più simili ai cinesi per dinamismo e ne trarranno vantaggio per un periodo.

    • ti quoto su tutto, tranne sul concetto di low cost. Apple ( e sulla sua identica linea Tesla ) propongono prodotti high level, se non sempre top di classe, con marginalità superiori al 30%. questo si traduce in profitto. profitto che invece viene eroso nei costruttori di auto tradizionali, nei segmenti di classe city/a e io ci metto pure b. Stellantis sono anni che sfranteca le palle con sta cosa che le utilitarie non generano utili, (poverilandia avrà Comunque un tasso di vetture usate in circolazione altissimo, alla faccia del green deal). VW aveva tolto dalla produzione la EuP, ma visto lo schifo che ha combinato con le iD, e i compromessi a cui è dovuta scendere per tenere il prezzo competitivo ( qualitativamente centomila volte meglio la eGolf ), ha dovuto reinserirla nel circuito di vendita, perchè richiestissima. Vendendola in perdita… LOL… ecco, queste cazzate Tesla non le ha mai fatte… il che, al pari di Apple, ha generato un fenomeno di hipe ( a volte vero e proprio fanboysmo ) che fa in modo che non solo i loro prodotti siano i più ammirati, desiderati ed apprezzati, ma raggiungono livelli di retain incredibili, fidelizzando spesso a vita e rendendo appetitose anche le loro azioni ( sia Apple che Tesla hanno splittato più volte causa prezzo troppo alto). Perchè hanno saputo creare un mercato RISOLVENDO i problemi alla gente, non creandone di nuovi.

    • Vedo sempre persone intelligenti a fare paragoni del…, per favore, basta con sta storia trita e ritrita. Se sai di economia, ma voglio sperare che tu non ne sappia perché certe castronerie non le scriveresti, sapresti cosa sono i beni complementari e beni sostituibili.

      Ecco, il pc ed il telefono erano, una volta, beni completamentari sotto certi aspetti, perché quello che una volta non potevi fare con uno, lo dovevi fare con l’altro. Andavano in accoppiata, sopratutto per i grandi managers ad inizio 2000 dove il blackberry era praticamente sempre associato al computer in ufficio.
      Semplice, no? Come spazzolino e dentifricio, senza uno non puoi usare l’altro.

      Bene, spiegato questo concetto a dir poco elementare, ma proprio veramente veramente elementare, ecco che è arrivata Apple che ha capito che due beni completamentari non dovevano esserlo per forza, ma potevano venir fusi in un unico oggetto. Il primo iPhone è nato come telefono in grado di fare tutto ciò che una volta necessitava del computer.
      Un Nokia e un iPhone NON ERANO IN GRADO DI FARE

      LA
      STESSA
      COSA.

      Cacchio! Ogni santa volta! Mi vuoi cortesemente spiegare cos’è che una macchina elettrica fa in più od in meno di un auto termica? Quali funzioni in più avrebbe?
      Mi sembra che con una golf ti faccia Le stesse cose che con una id3, oppure con una spring tu faccia le stesse cose della sandero e via dicendo; entrambe le macchine, elettriche e termiche coprono lo stesso fabbisogno: la mobilità.
      Se proprio vuoi fare un paragone che stia veramente in piedi, cerca almeno di prendere cose equiparabili, non è che ne manchino: la Kodak, il walkmen Vs l mp3, l’ereader Vs il libro.

      Ma non l’iphone Vs Nokia, perché l’iphone non copriva (solo) lo stesso bisogno.

      • Intanto un auto elettrica porta ad una piacevolezza di guida incredibile, e poi ,se consideriamo l impatto inquinante porta ad un risparmio di uso di energia primaria

      • Ma per te guidare un 3 cilindri e un 12 cilindri è la stessa cosa , o c’è qualcosa di diverso ??!
        Del 12 cilindri chiunque apprezzerà la maggiore quantità di coppia disponibile , la minor quantità di vibrazioni .
        Con un motore elettrico il salto è ancora più grosso : tanta coppia fin da 0 giri, 0 vibrazioni. Ancora di più : puoi avere questo anche in una piccola auto come una Twingo Ze o una eUp , e non solo su un’ammiraglia .
        Quindi una elettrica non fa affatto le stesse cose di una termica ! Per niente !!

      • R. G.
        Non concordo. La Nokia della quale parla lei è quella del mitico 3110, ma Nokia è sostanzialmente scomparsa perchè prima ha abbracciato Symbian e poi Windows Phone, anzichè Android. Quindi era assolutamente competitivo con iPhone, dal punto di vista delle funzionalità. Parliamo di 12 anni fa, non di 20.
        La sua frase “Un Nokia e un iPhone NON ERANO IN GRADO DI FARE LA STESSA COSA” cozza con la realtà: la facevano e per dirla tutta, la faceva meglio Windows Phone di Nokia, che iPhone…
        Il mondo andava su Android o su iOS, loro sono rimasti su qualcosa che non ha avuto il successo commerciale sperato, soprattutto per la scarsa disponibilità di APP sull’App store: non ricorda forse la rete di ricarica Tesla dedicata…?

        • Rispondo prima a Uboldo e Daniele: non come la fa la cosa, ma quale bisogno ricopre. Ragazzi siamo Seri, non la macchina elettrica è nata per spostare le persone da A a B, così come lo fa un auto a GPL, una a metano, un diesel o un benzina. Coprono tutte lo stesso identico bisogno, senza aggiungere o togliere niente. Se le auto avessero le ali, allora potrei capire, perché si aggiungerebbe una variabile che ad oggi le macchine non hanno. Non è così, qundi sono esattamente identiche. (tant’è che posso benissimo immaginare che al di là di non fare più la benzina al distributore voi l’auto la guidiate allo stesso modo e ci facciate le stesse cose che facevate con quelle prima, mah guarda un po’ che strano!).

          Per Guido: quando si parla della Nokia in questo paragone campato per aria si intende la sua incapacità nell’entrare nell’era smartphone; prima che venisse acquistata da Microsoft. Quello di cui parli è stato un tentativo fallito che è giunto da Microsoft per entrare nel mercato mobile, non è stato sviluppato dalla Nokia stessa, che si è trovata ad accettare di essere acquistata proprio perché la divisione cellulari era in crisi nerissima.

          • Certo un auto elettrica ti porta da A a B però con una resa energetica 4 volte migliore e senza nutrirsi a succo di dinosauro .
            Magari ogni tanto pensare anche all ambiente

          • No.
            La serie Nxx è precedente al primo iPhone e aveva Symbian (come ho già scritto).
            Nokia N75 era un IPhone con diverso sistema operativo ma è uscito prima e costava meno.
            POI Microsoft la comprò, quando era già in crisi perché il Symbian non sfondò, per colpa di iOs e Android.
            Il paragone è perfettamente calzante: difesero un sistema proprietario senza rendersi conto che il mondo voleva “app”.
            Nokia realizzò il primo smartphone con navigatore, ad esempio, ma era integrato e non sostituibile. Il sistema era chiuso.
            Quando hai un sistema chiuso, o sei il primo della classe o qualcuno prima o poi ti farà le scarpe.

        • Sì esatto. Il paragone Apple calza perfettamente con Tesla. Le Tesla sono convergenza di tecnologia elettrica e informatica. Apple aveva un sistema aggiornabile con App installabili, proprio come Tesla oggi è l’unico produttore che aggiorna sistema e funzionalità. Come pensano di dare la guida autonoma i produttori che ancora oggi non sono in grado di correggere un baco senza andare in officina?
          Un’altra cosa facile facile è ricaricare soltanto collegando il cavo che gli altri produttori non possono fare fintanto che non sarà disponibile uno standard che vada bene a tutti. La navigazione verso le colonnine Tesla quando è ora di ricaricare mentre gli altri navigatori non fanno o faticano a raggiungere un’esperienza similare.
          L’eliminazione dei tagliandi e l’introduzione della prognostica.
          Il mercato è tremendamente simile a quello di iPhone quando è uscito, non ci sono storie.

          • Una posizione discutibile, ma almeno non ipocrita. Però è proprio sicuro che i danni all’ambiente non finiscano per pesare sulle sue tasche? Vedrà la siccità di queste settimane come farà schizzare i prezzi dell’ortofrutta. E ha già visto dove stanno andando le bollette e i carburanti alla pompa con la guerra in Ucraina: avessimo elettricità da fonti rinnovabili e solo auto elettriche e pompe di calore potremmo “fregarcene” come elegantemente dice lei.

      • Concordo. E bisognerebbe anceh aggiungere il peso di un marchio che non ha mai inventato nulla, se non strategia di marketing azzeccatissime.

      • l’iPhone originale non faceva niente che smartphone già esistenti non facessero. Ti intenderai di economia, ma evidentemente non di informatica e di UI/UX.

    • Scusa ma il paragone non calza: iPhone fa utili anche abbondanti, Tesla no. Le aziende che non fanno utili sono spacciate. Ma hai ragione sui cinesi, spazzeranno via Tesla e gli europei.

        • Con una percentuale di EBITDA mai vista, tra l’altro, nonostante gli investimenti espansivi proporzionalmente enormi. Ha oltrepassato la massa critica. Credo diventerà un case study di economia interessante, comunque andrà a finire (perché tra 10 anni potresti anche essere fallita, improbabile ma non impossibile)

      • Ti chiedo di documentarti un po’ prima di scrivere , Tesla sta crescendo del 50% anno , fa profitti faraonici da due anni e su ogni macchina sta facendo il 30% di margine , se vai su qualche sito americano trovi tutto

  3. I così detti big europei sono stati i primi a dormire sugli allori… cosa ha fatto Marchionne anni fa quando era già evidente che l’elettrico era il futuro prossimo delle automobili? Nulla, a parte sfottere Elon Musk e insistere con i motori a scoppietti.

    Oggi i “big europei” si lagnano che secondo loro non ci sarebbe tempo (fino al 2035!!! Oltre 10 anni!!!!) per adeguare la filiera alla produzione alle auto elettriche, ma in realtà hanno avuto ben più tempo a disposizione, potevano incominciare minimo 10 anni fa ad adeguarsi, hanno invece preferito dormire… e se oggi le auto elettriche sono ancora così costose (nonostante richiedano molti meno componenti di un’auto a scoppietti) è anche colpa loro.

    Perché i manager di queste aziende non hanno preso le cose per tempo? Perché non hanno investito sulla ricerca e sviluppo? Perché non hanno per lo meno incominciato ad adeguare la filiera in tutti questi anni? Perché non hanno investito sulla ricerca e produzione di batterie efficenti ed economiche?
    Perché sono degli incapaci, ecco perché. Elon Musk partendo dal nulla, ripeto, DAL NULLA, è riuscito a rendere le auto elettriche una realtà e a produrne in quantità industriale… mentre i così detti “big” nostrani, che avevano tutte le carte in regola, tutti i mezzi e tutti i soldi necessari per prendere le redini del progresso e diventare i numeri uno mondiali, passavano il tempo sui loro yacht a prendere il sole e sfottere chi invece si dava da fare.

    E così oggi abbiamo che la Cina (la Cina!!!!!) è in grado di produrre e vendere un’auto elettrica a meno di 10’000 euro, mentre i così detti “big” nostrani sono ancora lì con le mani fra i capelli a scervellarsi per capire come fare per esistere ancora fra 10 anni e piagnucolare al governo per dare loro più tempo per adeguarsi.

    • Alberto tutto giusto però aggiungerei una nota sulla complessità. Non è che basta prendere una decisione in consiglio di amministrazione e la trasformazione avviene. Ci sono 1000 variabili da tenere in considerazione e devi considerare i rischi dal partire troppo presto, troppo tardi e fallire mentre tenti di convertire.

      In questo mercato è anche indispensabile scegliere il momento perfetto per investire in ricerca e sviluppo e fare il cambiamento: se parti troppo presto rischi di non arrivare a nulla e fallire, se parti troppo tardi potresti perdere il treno. Ma tra i 2 rischi, il secondo è inferiore al primo. Se parti tardi, infatti, quello che succede è che incontri un mercato già maturo, con tecnologie già all’avanguardia frutto di anni di studio e perfezionamento fatti da altri: puoi quindi concentrare la tua ricerca & sviluppo solo sugli aspetti di affinamento, aggiungendoti al party delle auto elettriche quando tutte le specifiche e le tecnologie sono praticamente pronte e definitive.

      Pensa quanto è costato a Chevrolet e Hyundai cambiare tutte le batterie sulle loro Bolt e Kona. Pensa alla difficoltà di fare la scelta strategica tra software proprietario (VW, Tesla) o Android Automotive OS (Ford, Renault e Polestar): tu già sai quale delle 2 strade è migliore? Pensa a tutte le gigafactory che stanno nascendo adesso e a quante di loro falliranno non appena qualcuno troverà un modo di fare batterie a stato solido più economiche e dense. Pensa quanto è difficile oggi fare contratti con fornitori (etici) di materie prime quando ancora non si sa con cosa saranno fatte le batterie di domani. E pensa alla stessa Tesla che, nonostante prodotti eccezionali, ha rischiato di fallire più volte nel corso dell’impresa. Oppure pensa quanto è difficile scegliere tra farsi le batterie in casa e acquistarle già fatte da terzi (ricordiamoci Mercedes che acquistava i piccoli motori diesel da Renault piuttosto che produrli in casa o AMG e Ford che riforniscono tante supercar con i suoi motori). O anche all’approvvigionamento in questo periodo, stressato dallo ship shortage con modelli che vengono eliminati dal listino perché non si riesce proprio a consegnarli (Mustanh Mach-e negli USA, Xpeng P5 in Europa).

      Nel mondo ideale, dal punto di vista del produttore, il modo migliore per entrare nel mercato è restare alle porte con investimenti minimi giusto per fare capolino, acquistando tecnologie da terzi e scegliendo in modo molto oculato dove investire. Quindi prepararsi al grande salto per quando il mercato sarà pronto (oggi in Europa rappresentano il 10% del venduto).

      Scrivi correttamente (e l’ho scritto tante volte anche io) che la Cina fa già elettriche discrete per 10000 euro. Ma è normale che i produttori locali decidano al momento di investire solo sul premium perché guadagnano di più nonostante producano meno modelli. E’ normale, normalissimo che loro facciano i loro interessi basandosi sulle regole del mercato.

      Ed è per questo che sono arrabbiato con i legislatori: sono loro, come ha fatto la Norvegia per molti anni (e che purtroppo non farà più), che dovrebbero levare i dazi alle auto elettriche prodotte nel resto del mondo. Cambiando infatti le regole del gioco, “costringerebbero” i produttori a dedicarsi al mass market facendo finalmente partorire loro le decisioni necessarie affinché le elettriche economiche siano davvero in competizione tra loro. Fintano che i legislatori consentono (indirettamente) questo atteggiamento di prudenza, i costruttori la gireranno sempre a loro vantaggio.

      Nel pacchetto Fit for 55 ad ogni modo si parla di un 55% di auto a emissioni zero per il 2030: il rischio è che i produttori, in un cartello de facto, anziché abbassare il costo delle auto termiche, aumentino il costo delle Euro 7 così da portarlo sopra quello attuale delle elettriche per costringere gli acquirenti a prediligere le elettriche senza che loro rinuncino ai loro margini attuali, rientrando così nelle percentuali previste dalla legge. L’unico modo per uscire da questo circolo vizioso è stimolare una reale concorrenza levando i dazi. Ma da questo orecchio i nostri legislatori non ci sentono …

      • Enzo, ti quoto in tutto, ma de facto, il mercato delle piccole e popolari è sempre stato drogato dalle mazzette statali date ai costruttori pur di mantenere l’occupazione. adesso che la festa è finita, i big si raggruppano per cercare di chiudere il cancello, ma la mandria è già fuori. A mio avviso, l’auto economica non esisterà più, a meno chè i processi produttivi non subiscano una rivoluzione totale ( megapresse etc )

    • “Perché i manager di queste aziende non hanno preso le cose per tempo?” Prima di tutto perchè le aziende di cui tu parli mentre tesla produceva perdite colossali producevano profitti. Secondo perchè nessuno poteva prevedere, all’epoca, l’obbligatorietà dell’elettrico (musk non è un visionario: è semplicemente uno che da sempre lavora col governo americano, vedi space x). Infine ti pare che in questo momento siano aziende in perdita? A me non pare proprio. Credi che chiuderanno a breve perchè il mercato mondiale sarà conquistato da tesla? Vedremo, io non credo proprio.

      • Veramente Space X è nata come concorrente di NASA, quindi commistioni con il governo non ne ha avute, anzi ancora adesso gli rompono le scatole in mille modi per rallentarli mentre le industrie “storiche” aerospaziali cercano di recuperare il divario. Figuriamoci Tesla nel paese dei petroldollari…

      • Tesla è uscita con elettrico prima che diventasse obbligatorio, veramente non lo è ancora adesso .
        Musk era così vicino alla Nasa che andò in Russia a comprare i motori dei razzi . Alla richiesta di 8 milioni di dollari ha detto ,a quel prezzo la faccio io .
        Nasa poi ha chiesto sviluppo di missili riutilizzabile e rispose Boi g e Space X
        Ultimamente il governo americano ,considerato i mancati risultati di Boing ha dovuto rivolgersi a Space X in toto

    • P.S.: “E così oggi abbiamo che la Cina (la Cina!!!!!) è in grado di produrre e vendere un’auto elettrica a meno di 10’000 euro” Se le piace tanto la vettura elettrica cinese da 10.000 euro, si faccia assumere in cina ed inizi a lavorare li. Appena vede quali sono le condizioni di lavoro ci faccia un bel reportage, tipo quello fatto in una fabbrica Foxconn dove avevano un’epidemia di suicidi. A me farebbe davvero piacere che lei ci andasse, poi ci spiegherebbe come mai qui da noi non si riesce a fare un’elettrica a quel prezzo. Oddio, magari smantellando diritti dei lavoratori e stato sociale ce la faremmo anche noi e lei sarebbe felice.

  4. Ammetto che la descrizione dei due attori in quell’iconica foto mi ha fatto ridere.

    Tuttavia reputo che VW, semplicemente, ammetta la realtà dei fatti e non cerchi scuse.

    L’attuale superiorità di Tesla non è un segreto che abbia bisogno di pubblicità. Dire che il tuo obiettivo è Tesla è dire che vuoi raggiungere i suoi livelli.

    Per inciso, nonostante il diesel gate la campagna di VW sull’elettrico mi ha dato molta più fiducia delle dichiarazioni schizzofreniche di Stellantis. Non ha caso ho comprato una e-up.

        • Con una Europa incapace di fare squadra.
          Non puoi mettere allo stesso livello Usa e Cina , ci hai mai abitato?
          In periodo Covid ti hanno chiuso democraticamente in casa erigendo palizzate ?

          • Parlavo di colonialismo culturale e commerciale; e comunque il 99% di quello che acquisto dagli americani è marchiato PRC.

    • Personalmente scelgo ciò che risponde alle mie esigenze indipendentemente dalla provenienza dell’offerta. Del resto me ne frego.

  5. Veramente la vignetta mostra Jason Momoa (“un rude lottatore tipo wrestling”) l’attore che interpreta Aquaman che simula un’aggressione alle spalle dell’attore che interpreta Superman, Henry Cavill (“distinto, imborghesito signore”), probabilmente su qualche red carpet … capisco che “Zack Snyder’s Justice League” non è il vostro film preferito, “via col vento”, però questo è quello che passa questo decennio …

    L’immagine è iconica perché mentre Aquaman nel famoso film “Zack Snyder’s Justice League” lotta insieme a Superman come amico, pur essendo palesemente un supereroe minore e più debole, nel sequel del film Superman (ovvero Tesla) diventerà cattivo e Aquaman diventerà buono. E fin qui ci potrebbe anche stare la rappresentazione delle 2 aziende tramite questi 2 supereroi, VW = Aquaman e Tesla = Superman.

    Ma c’è una bella gaffe in quell’immagine perché, stando alle anticipazioni rese note proprio a fine film, Aquaman MORIRA’ nel sequel ucciso proprio da Superman (questo esito non è scontato per una serie di ragioni, ma tanto si evince dall’anticipazione).

    Io intanto segno tutte queste correzioni che vi sto facendo … saldate tutto insieme o pagate a rate? 😀 😀 😀 😀 😀

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