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Il Club del 100 mila km: il prof. Grosso tra Model S e Leaf

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Mario Grosso

Con il professor Mario Grosso siamo alla terza puntata de “Il Club dei 100 mila km“. Per capire quanto possano durare nel tempo le macchine elettriche, ecco una serie di articoli su automobilisti che hanno percorso almeno questa distanza.E più, come il protagonista del primo e del secondo articolo. Grosso, docente, specializzato in gestione dei rifiuti, dal 2013 con le sue due auto  elettriche (una Nissan Leaf e una Tesla Model S) ha macinato oltre 260 mila km.

Grosso: il debutto con la Panda Elettra negli anni ’90

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La pubblicità della Panda Elettra

È un vero pioniere il professor Grosso, la sua prima esperienza con l’elettrico risale addirittura a un quarto di secolo fa. Come ci racconta: “Eravamo agli albori, ero appassionato di auto in generale, ma avevo il gusto di provare qualcosa di innovativo e seguivo il discorso dell’elettrico”. A quei tempi circolavano poche Fiat  Panda elettriche: “Si potevano prendere da un parcheggio di condivisione – ricorda il professore -. Era una comica, non esistevano sedili posteriori, visto l’ingombro della batteria, avevano pure le marce”.

Alla Panda segue il vuoto, fino al 2011/2012, quando  Mario Grosso coglie subito la palla al balzo:”La Nissan ci provò, ma i prezzi erano troppo alti e allora iniziarono a fare grossi sconti. Facendo attenzione alle offerte, nel 2013 sono riuscito a portare a casa la prima Leaf, quella azzurra fatta ancora in Giappone. Era un contratto da tre anni, canone mensile“.

Grosso: con la Leaf (la prima di tre) i primi 70 mila km

Interessante questa prima esperienza elettrica: “La Leaf doveva essere la seconda auto, ma alla fine si facevano più km che con la prima. La usavamo sempre, solo per i viaggi lunghi si utilizzava il diesel. Oggi sarebbe molto diverso, ci sono tante colonnine, basta vedere gli investimenti di ENEL X“. Tutto bene con la prima Leaf? “Non proprio. C’erano gioie ma pure dolori, soprattutto d’inverno dove ogni tanto ho rischiato di congelare in auto. Ma ci ho fatto 70mila km“.

Nel 2016 il grande salto, quando la famiglia decide di rottamare il diesel e di acquistare un’altra Nissan Leaf: “Facciamo la follia, un azzardo e prendiamo la Leaf 30. Siamo rimasti così con due elettriche, l’aspettativa sulla nuova era alta, ma la Leaf 30 ha mostrato subito i suoi limiti e per alcuni mesi abbiamo dovuto rinunciare ai viaggi lunghi.  Quattro anni fa le colonnine erano ancora poco diffuse“.

 Arrivano la Tesla e la Leaf 40. E si parte per la Galizia

Sì, c’era un problema in casa, ma anche la voglia di risolverlo. “Ho pensato alla Tesla, c’erano dei leasing interessanti e ho firmato per 5 anni. Sono riuscito a vendere bene le due Leaf e prendere la 40“. Grandi cambiamenti, ma tutti in elettrico. E i km alimentati dalla batteria si moltiplicano: “Viaggio sui 50/60 mila l’anno. In totale sommando tutti i veicoli elettrici ne ho percorso più di 260 mila e ben 130 mila in Tesla“. Risolto il problema dei viaggi lunghi, anzi dei viaggi in generale: “Siamo andati anche in Galizia, a Santiago di Compostella“. Se con la Tesla si è conquistata la tranquillità, con la prima Leaf ha fatto le acrobazie: In un giorno feci 300 km solo usando cariche lente, alla fine diventa una sfida e un divertimento. E non sono mai rimasto a piedi“. Anche il rischio passa in secondo piano quando c’è la motivazione: “Ho una formazione approfondita sull’inquinamento atmosferico, al di là delle emissioni. E per la tutela della qualità dell’aria faccio fatica a concepire di andare in giro con robe che buttano fuori di tutto”.

Grosso ricarica con il fotovoltaico installato sul tetto

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La ricarica

Il professor Grosso ricarica a casa: “Ho aumentato l’impianto fotovoltaico da 2 a 6 kW e la stragrande maggioranza delle volte le batterie sono alimentate in casa. Mi muovo spesso su Milano, una città sempre ben servita, diciamo che ho usufruito di un contesto fortunato. Io abito in Piemonte, a Oleggio, in provincia di Novara, qui Enel X ha messo oltre alle colonnine lente anche le rapide. E in questo modo cadono le vecchie limitazioni. Quando capita un’urgenza non pianificata e l’auto è poco carica in venti minuti risolvo a 2 km da casa“.

Avendo posseduto tre Nissan Leaf, Grosso è un testimone qualificato sul tema manutenzione:”Non ho mai sofferto gravi problemi, le criticità poi le ho gestite sempre in garanzia. Nella primissima c’erano problemi al riscaldamento e durante l’inverno ho fatto più di un viaggio con i guanti“.

“Tesla è nativa elettrica e sconta peccati di gioventù, la  memoria non era ben calibrata. Ora zero problemi”

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Bene con la Nissan, la Tesla? “Soffre di problemi di gioventù. Processano così tanti dati in continuo, ma non è dimensionata per la memoria di questi big data che quindi hanno sottostimato. Per la sostituzione della memoria ho speso duemila euro. Non mi ha fatto piacere per un prodotto così nuovo, ma negli ultimi modelli il problema è stato risolto“.

Sugli interventi di manutenzione il professore parla di risparmi consistenti:”Per Tesla non sono obbligatorie. Io le faccio perché ho un contratto di leasing”. E su Nissan? “Il tagliando è sotto i 100 euro e Nissan è affidabile, a fronte però di un prodotto meno innovativo e molto legato all’auto tradizionale. Mentre Tesla,come dicevo, è una nativa elettrica. La filosofia diversa e si scontano i problemi di gioventù. Ma la loro assistenza è sempre un’assistenza favolosa”.

Tornare al termico? Non se ne parla proprio, avanti tutta in elettrico

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Il libro di Mario Grosso

Come funziona il leasing? “Ho versato 20mila euro e poi ho un canone di 750 euro al mese, ma con tutti i km che faccio una buona metà arrivano dal gasolio risparmiato.

D’obbligo la domanda ( ma scontata la risposta) sulla scelta elettrica: “Non tornerei mai indietro. Ci aspettano grandi cambiamenti, anche faticosi, mentre con l’elettrico alla fine non è così difficile adattarsi. Bisogna solo organizzarsi”. Che cosa manca? “Io sogno un mondo in cui ovunque ci sia un parcheggio si trovi il modo di fare la carica. Un veicolo è più spesso fermo che in moto e sarebbe un bene riuscire a sfruttare ogni istante per ricaricare, anche con bassa potenza“. Un mondo pieno di prese per il professore che ha scritto il libro: “L’ultima auto a benzina“, un contributo per la transizione.

–Qui trovi primo e secondo articolo del Club dei 100 mila km

Grosso