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Il casco in monopattino costa 300 milioni di euro. Ma è una buona idea?

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Il futuro dello sharing affossato dall’obbligo del casco? Questa la percezione di Assosharing che dipinge un avvenire piuttosto fosco per il settore della mobilità condivisa.

Leggendo i numeri e le previsioni di Assosharing, sembra che l’approvazione del DdL 1086 sul Nuovo Codice della Strada possa avere conseguenze molto impattanti sul settore. Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati lo scorso 27 marzo, l’iter di legge ore prevede il voto al Senato. Se il DdL venisse approvato senza alcun cambiamento, scatterebbe l’obbligo di indossare il casco in monopattino anche per i maggiori di 18 anni.

Facile intuire l’obiettivo del legislatore: aumentare la sicurezza! Indossare il casco infatti secondo alcune ricerche diminuisce del 70% gravi conseguenze nei casi di incidente con trauma cranico. Ci troviamo quindi di fronte a un semplice scontro tra salute e profitto? Non è esattamente così. Siamo andati a verificare un po’ di numeri e abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Andrea Giaretta, Vice Presidente Assosharing, Referente monopattini. Quello che emerge è che – come sempre – la questione è molto più complessa.

Monopattini in sharing e privati, due mondi distinti

Innanzitutto bisogna distinguere tra monopattini in sharing e privati, di proprietà. I primi per legge hanno una velocità limitata a 20 km/h mentre quelli privati arrivano a 25. Una differenza di velocità che pur sembrando trascurabile in realtà in molti casi risulta determinante per la gravità dell’infortunio. Come importante è l’efficenza del mezzo. La conformità tecnica di quelli in sharing viene controllata dall’azienda noleggiatrice e dai Comuni che hanno emesso il bando. Questo si traduce in mezzi generalmente molto più sicuri.

Traducendo in numeri: gli incidenti in monopattino con infortuni in Italia sono stati 2.929 (dati 2022), ma a ben guardare, quelli che hanno coinvolto monopattini in sharing sono stati solo 172, meno del 6%. Questo secondo Assosharing sostiene che una minore velocità e mezzi tecnicamente superiori rendono già sufficientemente sicuri i veicoli in sharing. A supporto c’è il dato sugli incidenti mortali che, da quando la velocità massima è di 20 km/h è sceso a 0.

Quanto costa il casco?

Con questi argomenti l’Associazione di categoria sostiene che fare una legge che obblighi sia gli utilizzatori privati che quelli di sharing all’utilizzo del casco sia sbagliato. Ovviamente, se non ci fossero contraccolpi, anche un eccesso di prudenza sarebbe il benvenuto, ma l’impatto della legge sarebbe piuttosto rilevante.

Secondo uno studio condotto da un ente terzo l’introduzione del casco obbligatorio costerà 300 milioni di euro dal 2024 alla fine del decennio. Una cifra enorme che avrebbe anche altre conseguenze: una riduzione delle tasse di 62 milioni e il licenziamento di 1.200 persone. Previsioni catastrofiche? Decisamente sì, ma anche in questo caso a guardare i numeri tutto si ridimensiona.

L’introduzione del casco infatti solleva due problemi: aumento di costi e la diminuzione della richiesta. Il 30% degli utilizzatori rinuncia al noleggio se obbligato a indossare il casco. Nessuna questione di principio o di superficialità. Il motivo è prettamente igienico. Il casco dei monopattini (a differenza di quello degli scooter) è esposto alle intemperie, agli atti vandalici e ai danneggiamenti più o meno intenzionali. Il risultato, basta guardare i cestini delle eBike in sharing, è assolutamente poco invitante. Proprio dal confronto con la frequenza e i costi di pulizia dei cestini si è arrivati a calcolare che gestire i caschi (acquisto, manutenzione, igienizzazione, sostituzione, etc…) farebbe aumentare i costi del 40%. Da queste considerazioni e dai numeri raccolti in Israele, dove l’obbligo è stato introdotto, Assosharing arriva a una perdita stimata di 300 milioni di euro da qui al 2030 di cui 62 in tasse per lo Stato.

Il futuro dello sharing davvero in bilico?

Il gioco vale la candela? Il 50% dei veicoli in sharing sono monopattini. Se gestirli diventasse non abbastanza redditizio non è improbabile che diversi player potrebbero rinunciare. Questo significherebbe che i 25 milioni di noleggi annui verrebbero effettuati su altri mezzi, verosimilmente bici o scooter. Nel caso delle bici il tasso di incidentalità rimarrebbe pressoché invariato (intorno al 1,5 per 100mila km percorsi) mentre nel caso dei ciclomotori sarebbe superiore.

Che fare allora?

L’impiego del casco sarebbe molto utile e aumenterebbe la sicurezza degli utenti della strada, ma nella pratica (stando ai numeri di Assosharing) non è detto la modifica al Codice della Strada porti a maggiori benefici rispetto agli svantaggi. Che fare allora? Il casco è importante che diventi obbligatorio per chi utilizza monopattini di proprietà, mentre sembra meno indispensabile nello sharing. Quello che probabilmente l’associazione di categoria spera di ottenere per conciliare le due necessità è una regolamentazione differente: obbligo del casco per monopattini privati che circolano a 25 km/h e obbligo del casco solo per i minorenni se si guidano monopattini con velocità ridotta a 20 km/h e magari anche con potenze inferiori.

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17 COMMENTI

  1. I politici e tutti i critici non hanno mai usato un mono. È un giocattolo da usare solo su poste ciclabili o ztl. Il problema è che molti lo considerano una moto economica e vanno sparati sulle statali. Io in città attraverso sulle strisce ma trovo quelli che mi urlano se vado su una ampia passeggiata.
    Alle Canarie ho preso un sharing che controllava via GPS percorso solo sulfa ciclabile, ecco un’idea intelligente e innovativa.
    Se deve essere casco allora per tutti anche bici skate pattini etc così avete più mezzi a combustione nelle strade

    • Il nuovo codice della strada approvato alla camera prevederà l’obbligo di andare in strada e il conseguente divieto delle ciclabili.

  2. 1. Sarei curioso di veder, numeri alla mano, se i monopattini sono più pericolosi delle biciclette. Personalmente ne dubito.
    2. L’obbligo di casco potrebbe ricadere sull’utilizzatore. Se so che devo prendere un monopattino per un tratto del mio percorso, mi porto il mio casco da casa.
    Per Paolo Arese: per quello che conta, nei miei giri per i pronto soccorso ho visto molto più infortunati per colpa di auto e motocicli che di monopattini.

  3. Non vedo problemi per il casco, ê stato introdotto per i ciclomotore w motocicli ed il mercato non ne ha risentito, all’estero lo si usa anche andando in bici perché dovrebbe essere un problema per un monopattino mezzo che è insicuro per natura

    • @Eraldo
      “…il mercato non ne ha risentito…”
      eccerto, quando è stato introdotto (1993, se ben ricordo)
      mica si parlava di scooter sharing,
      men che meno di monopattini in sharing

    • E quindi? La gente non ha preso più moto e motorini al tempo? Il casco è stato introdotto obbligatorio nell’89 per moto e ciclomotori;i ciclomotori era obbligatorio per tutti i ragazzi dai 14 au 18 anni e li abbiamo usato tutti poi hanno allineato la regola alle moto ed è stato casco per tutti: lo metterei obbligatorio anche per le bici. I noleggiatori si adeguano

      • Volevo dire che anch’io estenderei il casco obbligatorio (almeno) alle ebike se lo diventa per i monopattini.. Per questi ultimi rimarrebbe il problema dei traumi facciali visto che in molti casi si tende a cadere in avanti a causa della ciclistica del veicolo 🙁

  4. Io ho una proposta per chi non vuole usare il casco, che sia orivato o compagnia di noleggio….
    Nessun obbligo di casco così siete contenti ma se fate un incidente tutte le cure che saranno necessarie per l’assenza del casco non saranno a carico della collettività (servizio sanitario nazionale) ma ve le pagate da soli…
    Perchè è facile fare i conti di quanto guadagnare in meno voi ma quelli di quanto spende la collettività per curare chi si fa male perchè io casco non l’aveva non vi piace contarlo vero????
    Altro che 200 milioni inb10 anni….

    • Decenni fa avevo sentito la stessa proposta per le moto.. Non ne discuto il contenuto ma credo che sia inapplicabile in paesi con un sistema sanitario come il nostro (almeno al momento..)

  5. /// bisogna distinguere tra monopattini in sharing e privati, di proprietà. I primi per legge hanno una velocità limitata a 20 km/h mentre quelli privati arrivano a 25 \\\
    Secondo la normativa tecnica in materia (come da decreto MiT del 18 agosto 2022) i monopattini in generale non possono superare i 20 kmh
    https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/08/30/22A04913/sg
    Forse i veicoli venduti prima del decreto potevano raggiungere i 25 kmh ma se ho capito bene non possono piú (non ho capito se devono essere riprogrammati per rispettare il nuovo limite)

    • Possono essere venduti fino a 25 km/h da utilizzarsi solo in aree private. Devono avere la possibilità di impostare il limitatore a 20 per l’utilizzo nelle aree pubbliche. Sta di fatto che tutti li usano a 25.

  6. Nessuno vi obbliga ad aprire società di sharing. Come sempre questi (im)prenditori vogliono tanto guadagno e poco rischio d’impresa.

    • Veramente, gli operatori hanno aperto l’attivita’ con un certo regolamento, e il governo ha cambiato le carte in tavola. Qui si favoriscono gli imprenditori, ma solo se votano “bene”…

      • Se si cambia in nome della sicurezza non vedo il problema. Stesse polemiche quando introdussero le cinture di sicurezza obbligatorie ed oggi nessuno penserebbe di non usarle! Stesse polemiche quando si introdusse il casco in motorino ed oggi nessuno, sano di mente, penserebbe di non usarlo. Stesse polemiche quando di introdusse l’Abs sulle auto. Stesse polemiche con l’Abs sulle moto… “Perché io l’Abs c’è l’ho nel polso”. Ogni volta che si introduce una legge che porta a maggiore sicurezza si scatenano polemiche che il tempo spazza via.

  7. Fatevi un giro in un pronto soccorso di una grande città: ormai la stragrande maggioranza dei sinistri stradali coinvolge monopattini, che sono il mezzo più pericoloso al mondo. Quasi tutti subiscono traumi cranio facciali con fratture varie e ferite spesso profonde. I monopattini vanno proprio eliminati. I costi sanitari e sociali superano di cento volte quelli per il casco. e paghiamo tutti.

    • Ma per favore. Assosharing ha portato dei dati statistici. Tu hai portato “un giro nel prontosoccorso” che probabilmente nemmeno hai fatto, e nemmeno potresti senza valido motivo.

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