Il camion elettrico Tesla Semi arriverà in Europa. Finalmente…

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Tesla ha confermato che il Semi elettrico sarà lanciato anche in Europa. Dopo nove anni dalla presentazione, il camion elettrico si prepara quindi al confronto con un mercato europeo che nel frattempo ha già avviato la transizione dei mezzi pesanti.

Tesla ha indicato l’IAA Transportation di Hannover (15-20 settembre) come il luogo in cui presenterà le specifiche europee e i dettagli del lancio. Per ora, nessun anticipo su prezzi, autonomia o data di effettiva commercializzazione.

Tesla Semi Europa
Dopo una lunghissima attesa il camion elettrico di Tesla debutterà in Europa

Dopo il limbo, il Semi accelera

Negli Stati Uniti il Semi è ormai entrato nella produzione ad alto volume nello stabilimento dedicato di Gigafactory Nevada, dove Tesla ha avviato la produzione su una linea progettata per arrivare a 50.000 camion l’anno. Un passaggio che dà maggiore consistenza a un progetto rimasto per anni in una sorta di limbo industriale.

La domanda sembra esserci. Di recente la società svedese Einride ha ordinato 500 Tesla Semi per la sua flotta nordamericana, per quello che finora è il più grande ordine annunciato. PepsiCo, invece, già da tempo utilizza esemplari per il trasporto in California.

Gli adattamenti per l’Europa

Tesla negli Stati Uniti mette a disposizione due versioni del Semi: Standard Range da 523 km e Long Range da circa 800 km, con un sistema a tre motori da 1.072 CV e ricarica fino a 1,2 MW attraverso i Megacharger.

Proprio l’autonomia, in chiave europea, sarà uno dei dati più interessanti da verificare. Gli 800 km dichiarati per la versione Long Range fanno riferimento a condizioni e masse proprie del mercato statunitense. In Europa un complesso autoarticolato può arrivare a 40 tonnellate di massa complessiva, con la possibilità di raggiungere 44 tonnellate per i veicoli a zero emissioni grazie alle deroghe previste dalla normativa. L’autonomia effettivamente dichiarata per il mercato europeo potrebbe quindi differire.

Anche la rete di ricarica rappresenta un punto interrogativo. Il sistema Megacharger sviluppato da Tesla non dispone oggi in Europa della stessa presenza prevista per il mercato americano, mentre lo standard MCS per la ricarica dei camion sta entrando progressivamente nella fase di implementazione.

Tesla Semi Europa
Tesla Semi nella flotta di PepsiCo

Il Semi alla sfida coi competitor

Il problema per Tesla è anche un altro: in questi 9 anni l’Europa non è rimasta ferma ad aspettare il Semi. Mercedes-Benz eActros 600 è già operativo in diversi Paesi, mentre Volvo Trucks, MAN, Scania, Renault Trucks e DAF hanno sviluppato e commercializzato camion elettrici destinati anche al trasporto a lunga distanza.

Il vantaggio dei costruttori europei non riguarda soltanto il prodotto. Le flotte possono contare su reti di assistenza, concessionari, ricambi e competenze consolidate, elementi particolarmente importanti per operatori che utilizzano i camion per centinaia di migliaia di chilometri all’anno.

Tesla dovrà quindi dimostrare che il Semi può offrire un vantaggio concreto in termini di efficienza, autonomia, costi operativi e tempi di ricarica, oltre a costruire un ecosistema adeguato alle esigenze delle flotte europee.

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Prezzo, produzione e infrastruttura: quanti dubbi

Al salone di Hannover si spera vengano dissipati anche altri dubbi. Innanzitutto il prezzo. Negli Stati Uniti il Tesla Semi parte da circa 260.000 dollari per lo Standard Range e arriva ai 290.000 dollari del Long Range. Non è però possibile trasferire direttamente questi valori all’Europa: prezzo in euro, configurazioni, fiscalità, omologazione e costi logistici saranno tra gli elementi da chiarire.

Resta inoltre da capire dove verranno prodotti i Semi destinati all’Europa. In passato si era indicato la Gigafactory di Berlino come possibile sito produttivo, ma senza un calendario definitivo.

Insomma, per Tesla Semi l’IAA Transportation di settembre sarà più di una semplice passerella sul suolo europeo.

  • LEGGI anche: “Ammoniaca: il carburante quasi perfetto (automobili a parte)” e guarda il VIDEO 

Visualizza commenti (16)
  1. Il mercato dei trucks in Europa e’ un mondo a parte, dove assistenza e supporto tecnico sono elementi chiave per le vendite. Curioso di vedere quale sara’ il modello Tesla.

  2. Ma secondo voi se presentano il Tesla Semi in Europa, non hanno idee di quali sono le normative da queste parti? Lo scoprono ora nei commenti di VaiElettrico che non potranno venderlo? 😀

    1. Sono gli stessi che hanno fatto il cybermansarda invendibile da noi. Poi tutto è possibile, ma il precedente c’è. 😂

        1. Alessandro D.

          Sta di fatto che sto camion per venderlo in Europa dovranno lavorarci parecchio. Ho fatto una ricerchina e come temevo sono venute fuori cose interessanti.

          Il Semi tanto per iniziare è fuori sagoma per quanto riguarda Il limite massimo imposto dalla normativa UE (Direttiva 96/53/CE) per la larghezza di un veicolo commerciale pesante che è rigidamente fissato a 2,55 metri (che diventano 2,60 metri solo per i mezzi frigoriferi coibentati). Il Tesla Semi, concepito nativamente per il mercato nordamericano, misura circa 2,59 metri di larghezza. Se non viene modificato nella carrozzeria e negli specchi, in Europa è semplicemente fuori legge per la circolazione ordinaria e richiederebbe permessi speciali per trasporti eccezionali ogni volta che entra in autostrada.

          Inoltre la cabina arretrata ruba banalmente spazio al rimorchio, che per rientrare nei limiti di legge dovrà essere altrettanto banalmente più corto di un metro buono rispetto al classico camion “europeo” e a naso comporterebbe una perdita di volume di carico stimata tra il 10% e il 15%, rendendo il veicolo ovviamente meno competitivo.
          Sempre inoltre ammesso che qui in Europa trovi qualcuno che si metta apposta a fare i rimorchi fuori standard e delle tue specifiche dimensioni.

          C’è infine il discorso del peso: malgrado tutta la buona volontà e le deroghe varie in fatto di mezzi elettrici, il Semi ha uno svantaggio di circa 2 – 2,5 tonnellate di peso morto (tara) rispetto a un trattore stradale tipo il “classico Scania”. Che non sono bruschette.

          In pratica o fanno una versione apposta per l’Europa (escluderei) oppure, ammesso e non concesso che riescano ad omologarglo qui da noi, parte già come un’anatra un po zoppa o pensata per andare a coprire uno specifico settore di mercato non si sa quanto largo.

          Piaccia o no, questo è.

          1. il Semi sfora in larghezza qualche cm per colpa del portabicchieri in abitacolo, portabicchiere taglia XL come piace in US, comunque lo stano riprogettando, il portabicchiere 🙂

  3. Vantaggi, svantaggi e problemi normativi; vantaggi per i trattori stradali americani, più aerodinamico, minore costo di manutenzione, più semplici , impianti di smaltimento calore maggiorati studiati per lunghe percorrenze autostradali, maggiori confort e cabine quasi da camper. Trattori stradali europei, pessima aerodinamica, maggiore complessità nella manutenzione meccanica ( devi ribaltare la cabina ) con maggiori costi, cabina piccola ma capacità di carico maggior e più maneggevoli . Differenze di normativa: limiti di velocità sono decisi dai singoli stati e non viene messo un limitatore al trattore stradale quindi Puoi avere stati dove viaggiano a 90km h altri dove li trovi a 130kmh , la lunghezza limite esclude sempre la lunghezza del trattore stradale da norma dai 14 ai 16 metri per il rimorchio la legge europea impone dimensioni max trattore + rimorchio e velocità max limitata solo versione tartaruga

  4. In Italia come farà ad atteaversare le rotonde?
    I camion hanno la cabina sopra il motore proprio per rimanere entro certe dimensioni e sfruttare al massimo il carico.
    Dovranno utilizzare semirimorchi più corti a causa della cabina lunga?

    1. Ho visto circolare camion da 18 metri di lunghezza parte di una sperimentazione. Ve ne sono già oltre 300 sulle strade italiane. Quindi un Tesla Semi con bilico standard dovrebbe rientrare in quella misura

  5. Non quello in foto però, non potrebbe nemmeno circolare sulle strade europee e soprattutto italiane.

  6. Alessandro D.

    Più che altro sono curioso di sapere come se la cava il Semi americano con i dimensionamenti di legge di camion e autoarticolati europei (18,75 mt con rimorchio).
    In Europa non è che i camion li facciamo col muso piatto perchè ci piacciono solo così. 😉

  7. Megacharger è il nome che Tesla ha dato alle sue stazioni di ricarica (come Supercharger per le auto). Come tecnologia / protocollo / connettore, il Semi usa ovviamente lo standard MCS.

  8. Finalmente una buona notizia per il trasporto elettrico in Europa. Il Tesla Semi potrebbe cambiare davvero la logistica pesante. Grazie per l’aggiornamento, seguo sempre con interesse i vostri articoli.

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