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Il cambio manuale ha i giorni contati? Sì, secondo VW…

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Il cambio manuale ha i giorni (o meglio gli anni) contati? Nelle auto elettriche già non ci sono più, ma i grandi costruttori meditano di eliminarli del tutto.

il cambio manualeIl cambio manuale? “Sparirà dalle VW entro il 2030”

Il primo a muovere sarà il Gruppo Volkswagen. Secondo un report della rivista tedesca Auto Motor und Sport(qui l’articolo), sempre informata sui piani di Wolfsburg, l’idea è di eliminarli progressivamente da tutta la gamma. Elettrica e no. Entro il 2030 tutti i modelli in uscita dovrebbero essere equipaggiati da trasmissioni automatiche. La fonte della notizia? Addetti ai lavori all’interno dell’azienda, secondo i quali le motivazioni sarebbero legate ai costi crescenti, alla bassa domanda dei clienti e al passaggio all’elettrificazione. Del resto entro la fine del decennio la VW conta che le auto elettriche rappresentino circa il 70% delle vendite in Europa e la metà di tutte le vendite negli Stati Uniti e in Cina. Non è chiaro se il vecchio cambio manuale, con il pedale della frizione, sparirà dalle auto di tutti i 14 marchi del  Gruppo.  Un portavoce di Porsche recentemente ha dichiarato che il marchio continuerà a offrire un layout a tre pedali in modelli selezionati “finché sarà possibile“.

E anche gli interni cambieranno volto: via i pedali…

il cambio manuale
Un team di designer Volkswagen-Audi al lavoro sulla definizione del lay-out interno delle auto in base di studio.

Del resto l’avvento dell’elettrico sta rivoluzionando anche le forme delle auto, all’esterno e, soprattutto, all’interno. È la stessa Volkswagen a spiegare che “in passato è stato il motore a combustione a determinare le proporzioni della carrozzeria, definendo i canoniestetici . L‘abitacolo doveva essere il più piatto possibile, seguendo le forme definite in galleria del vento. Mentre l’interno era pensato come un centro di controllo funzionale, suddiviso dal tunnel centrale e dagli elementi di controllo. A questo si aggiungevano altri parametri da far convivere… come sedute confortevoli per i lunghi viaggi e lo spazio per i passeggeri e per i bagagli. L’auto elettrica è sinonimo di ampio spazio  nell’abitacolo, grazie ai motoricompatti posizionati sopra gli assi e alla batteria collocata nel sotto-scocca. In futuro, poi, con l’avvento della guida autonoma sia il volante che i pedali potrebbero addirittura scomparire”.

il cambio automaticoSECONDO NOI. Chi è cresciuto misurandosi con la mitica doppietta della prima 500 non può che inorridire davanti alla prospettiva di auto “senza le marce“. Ma il mondo cambia e con esso anche il modo di usare l’auto. Che sarò sempre più condivisa, con forme come lo sharing, e sempre meno acquistata. Il cambio automatico nell’uso semplifica tutto, in attesa che con la guida autonoma elimini anche i pedali. È il futuro, bellezza…


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12 COMMENTI

  1. Personalmente sono un grande ammiratore dell’auto elettrica
    Ma di contro non amo troppissimo la troppa tecnologia a bordo
    La guida autonoma la preferirei al massimo utilizzata in pochi ambiti, ma addirittura la macchina senza pedali mi sembra davvero esagerata …
    Se no uno cosa prende a fare la patente ..
    A quel punto avendo l’auto a totale guida autonoma(spero mai)vorrei non pagare l’assicurazione
    Del resto dobbiamo considerare come il piacere di guida secondo me rimane una scelta che condiziona il fatto che si scelga un auto termica contro un elettrica
    Il famoso rombo del motore che ancora acchiappa, ma che a me non piace
    Secondo me bisognerebbe creare auto elettriche che simulano il rombo del motore su auto da prestazioni elevate

  2. il cambio meccanico è l’unica cosa bella del termico, (cambiare quando dici tu e non quando vuole lui nonostante le impostazioni sportive ed individuali) e poi le sfrizionate (altro che kick down) per levarti d’impaccio con le marce basse in modo a volte spettacolare.

    Però a pensarci l’auto termica elettrificata che conserva il suo bel cambio e magari la sua bella frizione dovrebbe (spero) essere molto divertente.

    • Il motore termico ha i “giorni” contati. Presto spariranno anche quelle fregature che sono le auto ibride e l’unico cambio che ci resterà sarà quello che smetteremo di inquinare lo straordinario pianeta in cui viviamo.

  3. Io invece non credo né ho mai creduto nello sharing. Secondo me è frutto di previsioni del mercato errate. Lo sharing sarà e rimarrà sempre una nicchia, per poche persone, per chi usa l’auto pochissimo, per chi ha bisogno di un’auto sostitutiva perché la sua è dal meccanico, per chi viaggia in treno o in aereo e a destinazione vuole muoversi con un’auto e non con i mezzi pubblici. Tra l’altro lo sharing inteso come car sharing di fatto non è proprio mai decollato; inteso come noleggio ha raggiunto qualche cifra interessante perché lo stato ne consente la detrazione alle partite iva, in questo modo il gettito a cui rinuncia viene utilizzato dalle compagnie di noleggio (guadagno) e dai sottoscrittori (risparmio). Ma è una vendita mascherata da noleggio, non certo sharing.

    Beppe Grillo profetizzava anni fa il passaggio allo sharing su tutto, anche per gli elettrodomestici: credette agli analisti che gli dicevano che non c’è bisogno di possedere un oggetto, ma c’è bisogno solo delle sue funzionalità. L’idea di base può anche avere un suo perché ma nasconde la polvere sotto il tappeto, ovvero i limiti che lo sharing si porta dietro in molti casi (non tutti): l’accesso al bene (l’auto di proprietà è parcheggiata nel mio garage, non devo arrivarci), la confidenza col bene (conosco la mia auto, non conosco quella che sto noleggiando), la personalizzazione del bene (regolazione sedile, altezza cintura di sicurezza, materiali dei tessuti scelti da me). A me lo sharing fa venire in mente la moda morta e sepolta della multiproprietà. Chi ci sta riuscendo, invece, è Microsoft che ha lanciato da un mese il suo sistema operativo su cloud: in questo caso i contro sono ridotti soprattutto per una certa fascia di utenza, quindi l’operazione avrà un certo successo.

    Per un’auto è difficile superare questi ostacoli. L’auto è in primis praticità: per questo sono in pochi a rimpiangere il cambio manuale (quelli robotizzati o automatici sono più pratici) ed è per questo che sono in pochi a rinunciare al possesso / uso esclusivo e a passare a logiche di sharing ed è sempre per questo che in molti non sono ancora passati all’elettrico, perché le ricariche lente, viaggiare obbligatoriamente con un’app (gratis o a pagamento), sottoscrivere abbonamenti con gestori diversi per ricaricare, la ricerca di una colonnina funzionante dove ricaricare, lasciare l’auto in ricarica e farsela a piedi fino a casa mentre piove, ricordarsi di levare l’auto dalla ricarica per non essere multati (o insultati) NON sono soluzioni pratiche, sono esattamente l’apposto e chi lo nega testardamente fa il male di questo mercato.

    Per fortuna sono tutti problemi in via di risoluzione.

    • Per me lo sharing ha tantissimo senso nelle grandi città (Milano, Roma, per dire). Io conosco tanti che ormai hanno una “mezza” macchina che escono dal garage solo per le vacanze e per il resto prendono lo sharing quando serve.

      • Per me invece lo sharing cambierà pelle con l’avvento della guida autonoma. Allora, diventando un po’ Uber, ci permetterà da una app di prenotare un veicolo o un passaggio, ci verrà a prendere (così non dovremo più andare a cercare il mezzo su alcuna mappa) e ci lascerà a destinazione, senza il problema di parcheggiare nè ricaricare.
        quindi magari sarà fra 10 o 20 anni, non lo so, ma la guida autonoma cambierà completamente il nostro concetto di auto. Poi come sempre non per tutti: magari molti vorranno ancora il loro mezzo di proprietà. Ma in città in pratica potrebbe sostituire anche i bus

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