Il cambiamento climatico è qui. Basta discuterne, affrontiamolo

cambiamento climatico


Promo Estiva Vai Elettrico

Il cambiamento climatico non è più una teoria da discutere, ma una realtà che tutti sperimentiamo sulla nostra pelle e dobbiamo affrontare. A dirlo è il climatologo Andrea Giuliacci, commentando per Fuoco Amico le ondate di calore che stanno investendo l’Europa. Secondo Giuliacci il vero tema non è più convincere dell’esistenza della crisi climatica, quanto spiegare con rigore scientifico le sue cause e individuare una transizione energetica efficace, capace di conciliare ambiente, economia e competitività.

L’Europa è il continente che si scalda più rapidamente

Per Giuliacci i dati raccolti negli ultimi decenni non lasciano spazio a interpretazioni: l’Europa si sta riscaldando a una velocità superiore al doppio della media globale. Le temperature record registrate in Francia, Germania, Europa centrale e Mediterraneo confermano una tendenza che, secondo il climatologo, procede addirittura più rapidamente di quanto stimato dai modelli climatici di vent’anni fa. Dimostratisi corretti nell’ individuare i trend al rialzo, ma troppo “ottimistici”.

Il punto, sottolinea, non è tanto il record assoluto di una singola giornata, quanto il numero crescente di giornate con temperature elevate e il progressivo aumento delle temperature medie, che modifica profondamente il clima cui città, infrastrutture e attività economiche erano state progettate.

Perché la scienza attribuisce all’uomo il cambiamento

Giuliacci dedica ampio spazio a spiegare perché la comunità scientifica considera le emissioni antropiche di gas serra il principale motore del riscaldamento recente.

La prova più convincente arriva dai modelli climatici: quando simulano il clima considerando soltanto i cicli naturali riescono a ricostruire correttamente l’andamento delle temperature fino alla metà del Novecento. Dal dopoguerra in poi, però, la simulazione coincide con la realtà soltanto introducendo l’effetto delle emissioni prodotte dall’uomo.

Per questo, ricorda il climatologo, la scienza considera “virtualmente certo” che almeno metà del cambiamento climatico osservato sia riconducibile alle attività umane.

Piogge più violente e siccità: le sfide per l’Italia

Per il nostro Paese il problema non riguarda soltanto il caldo. Secondo Giuliacci il cambiamento climatico porta con sé una crescente estremizzazione delle precipitazioni: piove in meno giorni, ma con eventi molto più intensi, alternati a lunghi periodi di siccità.

cambiamento climatico
Caldo record in Europa: immagine tratta dal sito di Andrea Giuliacci

Una situazione che rende prioritario investire nell’accumulo dell’acqua, attraverso invasi e sistemi capaci di trattenere le precipitazioni quando arrivano, limitando sia il rischio idrogeologico sia la scarsità idrica nei mesi successivi.

Sul fronte urbano, invece, l’adattamento passa da più aree verdi, superfici chiare che riflettono la radiazione solare e una progettazione delle città capace di limitare l’effetto “isola di calore”.

Green Deal, obiettivi giusti ma percorso da correggere

L’intervista affronta anche uno dei temi più discussi della transizione energetica europea.

Giuliacci condivide gli obiettivi del Green Deal, ma ritiene che l’attuazione avrebbe dovuto essere meglio pianificata. La metafora utilizzata è efficace: «Abbiamo costruito la villa prima della strada».

Secondo il climatologo la decarbonizzazione resta indispensabile, ma va accompagnata dalla costruzione di una filiera industriale europea in grado di produrre batterie, tecnologie e componenti necessari all’elettrificazione. Diversamente, il rischio è sostituire una dipendenza energetica con una dipendenza industriale.

La transizione richiede tutte le tecnologie disponibili

Nella visione di Giuliacci non esistono scorciatoie ideologiche. Per ridurre le emissioni sarà necessario puntare con decisione sulle energie rinnovabili, ma anche valutare senza preclusioni il contributo del nucleare di nuova generazione, ricordando che la tecnologia attuale è profondamente diversa da quella di alcuni decenni fa.

Armaroli: «Sul nucleare più annunci che progetti: rinnovabili e accumuli le priorità»

Il principio resta quello di utilizzare tutte le soluzioni disponibili per produrre elettricità a basse emissioni, costruendo nel frattempo una filiera europea capace di sostenere l’elettrificazione di trasporti e industria.

Il messaggio finale è: la transizione energetica non può essere separata dall’economia e dall’innovazione industriale. Ridurre le emissioni resta una priorità, ma il percorso dovrà essere progettato in modo da rafforzare, e non indebolire, la capacità produttiva europea.

LEGGI ancheArmaroli: “Contro la transizione usano armi di distrazione di massa” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (4)
  1. la tragedia diventa commedia…
    ogni cambio di stagione si presenta con i suoi disastri annunciati: siccità e ondate di calore in primavera… temporali con down burst devastanti ad inizio e fine estate… scarse precipitazioni invernali e poi si ricomincia la giostra….
    almeno fino a quando la continua diminuzione di albedo polare ed il conseguente aumento dello scioglimento ghiacci ex perenni non produrrà lo stravolgimento di alcune correnti marine fondamentali, per noi europei intendo la corrente del Golfo – del Messico.. o d’America per i trumpiani- che una volta che sarà totalmente diluita tra le acque troppo calde dell’oceano atlantico smetterà di raggiungere e mitigare i paesi nord europei, provocando un rapido raffreddamento consistente fino a latitudini nostrane… così sperimenteremo il rimbalzo verso una mini era glaciale (come già ci son state naturalmente in passato) ma con la velocità e la forza dovuta al riscaldamento da attività antropiche…. un bel disaster movie da vivere…
    Per chi ha voglia di “ripassare” magari nelle calde serate estive può ri-guardarsi “The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo (2004)” oppure “Geostorm (2017)” …. A me francamente bastano i telegiornali….

  2. Giuliacci NON fa rima con Vannacci quello dai pensieri opposti quindi anche negazionista climatico con un buon 10% di seguaci italici. Per Giuliacci case tutte bianche che forse seguirò il consiglio ma non per l atomo

  3. Ho un mio pro-memoria per ricordarmi i numeri principali

    — 53 Giga-Tonnellate anno Emissioni globali di Co2 equivalenti

    di cui cui il grosso è Co2, poi segue il metano libero cioè emesso senza bruciarlo, e infine altri gas minori clima-alteranti; come quantità pare abbiamo raggiunto il massimo nel 2025; adesso potrebbero iniziare a non crescere più (“plateau”, guerre permettendo) e poi scendere

    — cioè ogni 4 anni immettiamo in atmosfera circa 200 Giga-Tonn equiv

    — ogni 200 Giga-tonn immesse, le temperature salivano mediamente +0,1 °C; nell’area Europa circa il doppio, cioè +0,2 °C .. al momento se ricordo in Europa abbiamo già preso un circa +2,2° C

    — nelle ultime rilevazioni l’effetto sembra aumentato, ogni 200 Giga-tonn (ogni 4 anni ai ritmi di emissione attuale) la temperatura sale circa +0,125 °C, in Europa +0,25 °C

    — ai ritmi attuali di emissioni, in Europa nei prossimi 40 anni rischieremmo di aggiungere ai +2,2 gradi attuali, altri +2,5 gradi

    sarebbe pesante per agricoltura, siccità, clima estivo, danni da precipitazioni concentrate in stile tropicale, oltre a tensioni per maggiori migrazioni da altri paesi (e magari anche più guerre all’estero per acqua e territori rimasti coltivabili e abitabili)

    siccome contano le emissioni cumulate negli anni, e non solo di quanto è stato limato il valore delle emissioni nell’ultimo anno, la strategia che limiterà la crescita delle temperature prevede di preoccuparsi di tagliare subito il grosso delle emissioni, e non di preoccuparsi adesso di come limeremo poi le ultime emissioni dei settori difficili da elettrificare

    è come una barca con buchi di varie dimensioni che imbarcano acqua, la strategia che darà i migliori risultati è chiudere con urgenza prima le falle più grandi, in confronto le falle piccole avremo più tempo per trattarle

    .. le falle più grandi le tappiamo installando circa 1300 GW nominali o più all’anno di nuove rinnovabili, di cui una quota serve ad alimentare l’aumento dei consumi elettrici mondiali, e una parte a sostituire l’uso attuale delle centrali e motori termici a combustibili fossili

    la buona notizia è che ci stiamo arrivando, nel 2025 le installazioni globali di nuove rinnovabili sono state 870 GW ( oppure 700-800 GW contando solo i dati più ufficiali/ già consolidati )

    ps: 870 GW rinnovabili e 310 GWh di accumuli installati in 1 anno,
    rispetto a 1 GW di nuculare attivato su scala plantaria in 1 anno, bilancio netto mondiale di 3 nuove installazioni e di 4 dismesse;
    .. questo per far capire che è un filiera ormai estremamente di nicchia, superata ad oggi (molto costosa e lenta da installare), non adatta a decarbonizzare rapidamente il mix energia, anche se molto pubblicizzata sui social media italiani con campagne di “marketing” ingannevole, come le sigarette, molto pubblicizzate negli anni in cui iniziavano a essere meno usate

    la crescità anno su anno delle installazioni rinnovabili è rapida da circa 3-6 anni, cioè è una novità molto recente che ancora non tutti conoscono, molte persone sono rimaste a concetti del periodo precedente

    GRAFICO
    https://www.pv-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/thumbnail_Picture1-1536×1139.png

    questa crescita molto rapida è legata al loro calo di prezzo delle rinnovabili più mature (fotovoltaico ed eolico) che ora permette di risparmiare usandole al posto delle centrali termiche a metano o carbone, mentre prima se ne installavano poche perché costavano più delle centrali termiche e necessitavano di incentivi economici

    in Italia ( e Usa e Russia) rema contro le installazioni la conservazione dei fatturati delle vecchie filiere (specie il colosso ENI gas e petrolio) che si fanno aiutare da governi corrompibili, ma nel resto del mondo le installazioni delle rinnovabili sono in crescita rapida dal 2019, e dall’anno 2024 anche gli accumuli energia sono scesi di prezzo e sono in crescita esponenziale di installazioni (progressione di circa +50% anno su anno)

    1. Oltre a ENI, non dimentichiamoci che in questi anni è stato aggiornando e costruendo nuovi metanodotti.
      Ricordiamo che:
      1. Le Nuove Dorsali e i Paesi di Approvvigionamento
      La principale nuova dorsale di approvvigionamento in via di completamento è la Linea Adriatica, considerata il più grande progetto italiano di trasporto del gas degli ultimi dieci anni.
      Si tratta di una nuova “autostrada del gas” lunga circa 425 km (divisa in più lotti tra cui Sestino-Minerbio, Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino) parallela a quella tirrenica. Serve a trasportare il gas dal Sud Italia (dove approda) verso i grandi centri di consumo del Nord.
      Questa dorsale non si collega a un unico Paese, ma raccoglie l’aumento dei flussi provenienti da:
      Algeria (tramite il gasdotto sottomarino Transmed che approda a Mazara del Vallo), Azerbaigian (attraverso il gasdotto TAP che approda a Melendugno, in Puglia) e vari paesi esportatori di GNL (Stati Uniti, Qatar, ecc.) grazie ai nuovi allacciamenti dei rigassificatori galleggianti (FSRU) di Piombino e Ravenna integrati nella rete nazionale.
      Per la sola Linea Adriatica, l’investimento complessivo stanziato da SNAM ammonta a circa 2,5 miliardi di euro, inserito all’interno dei piani strategici decennali per il rafforzamento della sicurezza energetica e la transizione (i tubi sono predisposti per essere Hydrogen Ready, cioè in grado di trasportare idrogeno in futuro).
      In più, ci sono i metanodotti di fine carriera che devono essere aggiornati. In pratica visti gli investimenti fatti, si stanno opponendo il più possibile per allungare la carriera per rientrare nei prossimi 20-30 anni con gli investimenti fatti oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Renault Twingo Z.E. del 2021, con 30.500 km

Articolo Successivo

Francia, torna il leasing sociale per le auto elettriche. Ecco come funziona

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!