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Il boom delle auto ibride? L’Italia s’illude di essere più green

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auto ibride
La Toyota Prius, auto iconica tre le ibride fin dal 1997

Il boom delle auto ibride illude l’Italia di essere più green. In realtà così si allontana l’obiettivo della decarbonizzazione dei trasporti, come spiega in questo articolo il professor Alessandro Abbotto, Direttore del Dipartimento di Scienza dei materiali dell’Università Milano-Bicocca.

di Alessandro Abbotto

versione Cingolani
Alessandro Abbotto

Gli ultimi dati di immatricolazione in Italia di auto elettriche (BEV) di inizio 2021 sembrano
confermare per ora i dati del 2020: poco più del 2% del mercato. In lieve aumento quelle delle ibride plug-in, che passa dal 2 al 3%. Invece un altro dato che salta subito all’occhio è il seguente: nei primi due mesi dell’anno il numero di ibride immatricolate (74.420) ha superato quello delle auto diesel (72.595) e si avvicina a quello delle vetture a benzina (95.873). Questo dato è in forte controtendenza con quello del 2020, dove le automobili ibride vendute erano meno della metà sia di quelle diesel che di quelle a benzina.

Con le auto ibride addio decarbonizzazione

È un dato positivo? A mio parere no. Oggi in Italia circolano sulle strade oltre 38 milioni e mezzo di autoveicoli. Di queste solo 48.000 sono ad emissioni zero, ovvero un misero 0,1%. Quasi nulla! Eppure, i trasporti incidono per un terzo alle emissioni di CO2 del nostro paese. E di questi circa tre quarti sono legati al trasporto su strada. Appare quindi evidente che, per centrare gli obiettivi decisi dall’Unione Europea, ovvero la diminuzione delle emissioni del 55% entro il 2030, per poi arrivare ad emissioni nette nulle entro il
2050, il settore dei trasporti deve essere fortemente decarbonizzato.

Anche l’Italia deve raggiungere questi target. Non ha altra scelta. Come ci si sta muovendo? Nel 2020 per ogni auto ad emissioni nulle sono state vendute 14 auto diesel e 16 a benzina! Quindi stiamo andando esattamente nella direzione opposta, altro che decarbonizzazione! Il 2050 può sembrare lontano, ma all’attuale ritmo ci vorrebbero 1200 anni per rinnovare l’attuale parco automobilistico. Pertanto cosi non va bene.

Il falso mito dell’elettrica “auto da città”

Andando a vedere più in dettaglio i modelli venduti ci si accorge che le auto elettriche (le poche vendute) sono ormai diventate sinonimo di city car. I sei modelli BEV più venduti sono tutti city car. Ai primi due posti la Fiat 500 e la Smart Fortwo. Il che è un bene, perché l’acquisto di vetture di limitate dimensioni per le esigenze urbane è senz’altro una buona pratica. Ma dall’altro è un dato negativo perché suggerisce che in Italia ormai sta prendendo piede la convinzione, del tutto errata ed immotivata, che le auto elettriche vanno bene al più per i piccoli spostamenti cittadini.

Smart EQ, la classica citycar in testa alle vendite negli ultimi mesi

In tutti gli altri casi, largo alle auto termiche a combustibile fossile. E, se proprio bisogna
appoggiare un criterio di sostenibilità, allora si può sempre ricorrere all’ibrido, non certo
all’elettrico. Così vediamo che nell’ibrido plug-in la situazione è esattamente rovesciata rispetto a prima (9 dei 10 modelli più venduti sono SUV o auto di grandi dimensioni). Quindi l’automobilista che vuole dimostrarsi sostenibile (e anche, già che ci siamo, accedere agli incentivi che lo Stato generosamente si ostina ancora a regalare alle automobili termiche inquinanti) acquista auto elettriche al più per la città e auto ibride per l’extraurbano.

In realtà anche il plug-in è un approccio poco seguito (solo il 3% delle immatricolazioni). Tutto il resto dell’inclinazione sostenibile dei guidatori italiani è contenuto nell’ibrido non ricaricabile, in cui il ruolo della batteria è del tutto marginale, quasi nullo. Ovvero auto in (quasi) tutto e per tutto simili alle sorelle diesel e benzina tradizionali.

Quindi il dato del sorpasso delle auto ibride sul diesel ci fa stare allegri? Per nulla. Le auto ad emissioni zero continuano a rappresentare una frazione molto bassa, vicino allo zero. Continuano a persistere false convinzioni, quale quella per cui l’elettrico non è adatto per i percorsi extraurbani.

Chiedetelo a tutti gli entusiasti possessori di vetture elettriche, o leggete le testimonianze di guida su queste pagine: vi convincerete che non è per nulla così. E in questo modo l’Italia anziché andare verso la decarbonizzazione completa, che è raggiungibile solo con l’elettrico (e con l’idrogeno verde), sta aumentando sempre più la frazione di automobili inquinanti. Certo inquinanti in misura minore di quelle precedenti (il 30% del parco circolante è ante Euro 4) ma pur sempre inquinanti! E lo sta facendo a ritmi che non dovrebbero più essere sostenibili, 30 autovetture diesel/benzina per ogni elettrica venduta.

Cingolani, fermi le termiche per decreto

Termino con un messaggio al neoministro Cingolani. Quando verranno riservati gli incentivi solo alle autovetture ad emissioni zero anziché in gran parte, come avviene adesso, alle automobili a combustibile fossile?

A quando un decreto che vieti la vendita di automobili a combustibile fossile, a qualsiasi titolo, anche nel nostro paese?

Non attenda quello che fanno gli altri paesi, alla meglio allineandosi a quello che altri hanno già scelto. Se, una volta tanto, l’Italia diventasse leader in Europa in questo tipo di strategie, tracciando per prima scelte coraggiose (e, credo, inevitabili se si vogliono centrare gli ambiziosi target di decarbonizzazione) non sarebbe per nulla male.

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71 COMMENTI

  1. Ma cosa pensate di fare con le auto elettriche ? Salvare il mondo ?? È tutta una questione di interessi perchè vogliono far fuori tutte le auto termiche e sostituire con le elettriche ma le fabbriche non le toccano mai …….. Chissà perché? Mah ……

    • Cosa significa è tutta una questione di interessi? Interessi di chi e per chi? Lavoro per un’azienda che si occupa anche di power monitoring, e i nostri clienti ci chiedono soluzioni di efficientamento energetico, investimenti che a breve e medio periodo gli permetteranno di essere più competitivi grazie alla riduzione dei consumi energetici e quindi dei costi annessi. Questo è quello che stanno facendo le “fabbriche”, perché se non lo facessero, tra qualche anno si ritroverebbero a pagare bollette energetiche che le collocherebbe fuori dal mercato. Quindi, efficientamento energetico vuol dire, almeno ad oggi, riduzione della CO2. Una domanda, lei cosa proporrebbe per salvare il mondo? Oppure preferisce lasciare che le cosa continuino ad andare a rotoli senza muovere un dito?

  2. Diciamo le cose come stanno. Anche le auto elettriche 100% non sono ad emissione zero. Da dove pensate provenga l’elettricità usata? l’Italia usa il 60% di fonti non rinnovabili e quindi di conseguenza anche l’elettrica ne fa uso. Con questo non si vuole denigrare l’auto elettrica che sarà il futuro è che sicuramente è più efficiente da un punto di vista ambientale rispetto ad altre alimentazioni, però non è tutto idilliaco neanche qui. Le plug-in e le full ibride sono una via di mezzo e probabilmente una tecnologia più adatta al nostro tempo. Non possiamo pretendere che il fotovoltaico e l’eolico riesca a soddisfare tutto il fabbisogno italiano + il consumo di energia per trasporti su strada. Delle volte bisognerebbe essere realisti.

    • Certo, bisogna essere realisti. L’Italia, come tutta l’Europa, si è impagnata a: ridurre le emissioni del 55% (rispetto al 1990) entro il 2030 mentre oggi siamo a -18%; produrre il 73% dell’elettricità da fonti rinnovabile entro il 2030 e oggi siamo al 40%; raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Se continuiamo a immatricolare ibride o addirittura termiche nuove che circoleranno ancora per 15 anni, come ci arriviamo? Allora, per essere realisti, dobbiamo buttarci ad investire su energie rinnovabili e mobilità elettrica fin da oggi, dando anche una data precisa per lo stop all’uso dei carburanti fossili. O lei pensa che essere realisti voglia dire fregarsene degli impegni vincolanti già presi?

  3. D’accordo su quasi tutto tranne il punto che le ibride impattino sull’ambiente come le auto termiche normali.
    Io ora posseggo una Toyota C-HR 1.8 e in passato ho avuto (tra le altre) una VW Golf GTI. I dati di potenza sono confrontabili: 122 CV per la C-HR, 110 CV per la GTI. Ma le analogie finiscono qui. La C-HR infatti pesa 1700 kg mentre la Golf ne pesava 1300. Ma la differenza abissale sta nei consumi: la Golf consumava 10 litri per 100 km, la C-HR 4,8 per 100 km, meno della metà con 4 quintali in più di peso!
    Mi direte che non è giusto confrontare due vetture di due generazioni differenti. Vero. Ma ancora oggi una vettura a benzina da 120 cv fa molta fatica a fare più di 15 km/l contro i 21 km/l di una full hybrid.
    Il problema sono le mild hybrid e la furbizia di dar credere una cosa che non è. Le mild hybrid sono una truffa per ottenere i benefici governativi offrendo poco o nulla in più dal punto di vista ambientale.
    Concludendo. Se tutte le nuove immatricolazioni ibride fossero full hybrid o meglio phew allora avremmo lo stesso un buon miglioramento in tema ambientale. Purtroppo temo che le nuove immatricolazioni ibride siano mild, e allora devo essere d’accordo col Professore.

  4. premesso che sono un sostenitore della motricità elettrica, devo ammettere che la campagna denigratoria contro l’auto fossile sta diventando quasi una lotta “vegan style”, più che una corretta considerazione scientifica, a mio avviso. Parlo nel particolare dei vari decreti “salva aria” della regione Emilia Romagna in cui vivo. E’ ridicolo fermare le auto “vecchie” che sono le auto del popolo poco abbiente, quando in pieno lockdown con il traffico ridotto al minimo, i livelli di PM sono alle stelle a causa degli impianti di riscaldamento. E questo è dovuto al fatto che il lavoratore resta a casa, quindi riscalda l’abitazione. Io credo che invece di fare ebeti crociate contro chi non ha il danaro per cambiare l’auto, occorrerebbe proporre qualcosa per cambiare i sistemi di riscaldamento domestico e indistruale. E casomai spegnere i vari incenenitori che sono una delle principali cause di PM, a mio parere. Avanti con l’elettrico, ma sempre con molto pragmatismo. Questo è il mio pensiero.

  5. signori mi trovate d’accordo su tutto tranne che sul fatto che servono soldi.
    quando un’auto elettrica utilitaria come la e208 costerà attorno ai 16mila euro nessuno comprerà un diesel un benzina e nemmeno un ibrido.
    abbiamo dovuto cambiare auto e preso una c3 bluhdi che consuma un’inezia ed è il miglior motore anche delle ibride sia come co2 nox e particolato perché servono soldi per l’elettrica.
    c3 15500€
    e208 minimo prezzo che ho travato 23700€
    entrambi prezzi già con incentivi rottamazione
    se qualcuno metteva la differenza avrei preso la e208
    la differenza di soli 8000 euro oltre che doverla tirare fuori non verrebbe mai ammortizzata.
    non lo scrivo per fare polemica ma solo per puntualizzare che lo stato sta facendo troppo poco, oltre agli incentivi dovrebbero mettere anche una sorta di ritorno fiscale 20% in 10 anni tipo 1000 euro anno, così li tiri fuori ma ti ritornano.

    • “la differenza di soli 8000 euro oltre che doverla tirare fuori non verrebbe mai ammortizzata”
      Dipende da quanti km percorre e in quanto tempo.

        • Buona sera Maurizio,
          ho detto solo che dipende da quanti km percorre. Quanti km percorre all’anno? Se ne percorre molto pochi, è possibile che sia antieconomico per lei acquistare un’elettrica che le costa all’acquisto 8.000,00 Euro in più della termica. Altrimenti potrebbe non esserlo. Inoltre, quando raffronta, sarebbe auspicabile raffrontare auto di pari dimensioni, categoria e prestazioni quanto più possibili vicine.
          Lo abbiamo fatto molte volte.
          https://www.vaielettrico.it/id3-vs-golf-gtd/

          • Ok ho scritto c3 ma avrei potuto scrivere 208 blu dhi, il confronto è stato fatto a parità di auto non come avete fatto voi a parità di costo, grazie che la id3 vince se parte dallo stesso prezzo.
            La 208 elettrica viene circa 8000 euro di differenza rispetto alla versione diesel (con sconti ed incentivi) sono irrecuperabili neanche facendo 30k km anno e tenendo la macchina 12 anni.
            Per cortesia non vogliate avere ragione a tutti i costi. Io i conti li so fare e non parteggio per quello o l’altro (per me elettrico tutta la vita) ma rendiamoci conto che si danno delle indicazioni sbagliate a dure che 8000euro ritornano. La differenza tra la 208 tra diesel e elettrica sono 1.5€/100km anche togliendo il delta manutenzione e bollo di 3000€ (però in 10anni) si avrebbe un punto di pareggio oltre i 330mila km, non continuate a dire che dipende da quanti km si fanno il ritorno praticamente non c’è (ovviamente per elettrica ho preso la mia tariffa di 0.17€/kWh e il prezzo del diesel 1.35.)
            Senza parlare degli interessi che si devono pagare per finanziare quei 8000euro in più se uno prende con finanziamento.

          • Maurizio, se lei parte dal presupposto che vogliamo avere ragione a tutti i costi, allora forse non ha capito di cosa ci occupiamo e il modo in cui lo facciamo. Stia bene.

  6. Seguo da qualche tempo i commenti dei lettori e ho trovato spesso commenti di Matteon la cui preparazione tecnica non mi sembra un gran che, certo è di molto superiore alla sue qualità di educato interlocutore.

  7. Mi sembrano assunti generici, pertanto non applicabili al caso reale: il fatto che le auto ad emissione 0 siano perlopiù di piccole dimensioni o city car non vuol dire che gli italiani pensano che queste auto siano adatte in città ma poco adatte per viaggi lunghi. Semplicemente, il fatto di avere una autonomia ancora non proprio sufficiente per lunghi spostamenti, unita al basso numero di apparati fisici per le ricariche, fa sì che pensi utilizzi per spostamenti brevi. In aggiunta, da non sottovalutare che per lunghi spostamenti magari si ha bisogno di auto di dimensioni maggiori, dove poter mettere bagagli, seggiolini ecc. Ebbene, le auto emissioni 0 di grosse dimensioni costano una fucilata. Questo è il vero motivo, svegliatevi.

  8. Le Elettriche costano semplicemente troppo per le tasche degli italiani. Io con una mild hybrid ho speso 22.000 euro circa ed ho pure sforato la spesa prefissata. Di più non posso. Con questa ho anche 900 km di autonomia. Dove la trovo una elettrica da 900 km a 22.000 euro che mi dura 15 o 20 anni?
    Più che intestardirsi inutilmente sull’auto elettrica, bisogna aumentare la quota trasporti con i treni e ridurre i camion. Trasformare i riscaldamenti in elettrico…. Sono tutte cose molto più efficaci che soprattutto non prevedono l’uso delle batterie che sono molto inquinanti. Sono peggio della co/2.
    Io per le auto elettriche aspetterei che la tecnologia dell’idrogeno sia matura, ed andrei avanti con le ibride non plu-in che hanno batterie già troppo grosse!

      • Non credo che siano affari tuoi nè mie nè di altri di cosa se ne fa.. L’acquisto dell’auto è un impegno economico notevole quindi ognuno deve decidere secondo i suoi personali canoni di scelta. Sfizio o necessità che siano.

      • Io di autonomia ne ho fra i 900 e i 1000. Che me ne faccio? Il pieno ogni due settimane vivendo sereno senza patemi d’ animo che la vita è già complicata di suo senza dover pensare anche alle necessità dell’ auto. Riempio e mi dimentico del benzinaio per 2 settimane anche più.

        • Con una auto elettrica da appena 300 km di autonimia il suo pieno da 900 lo farebbe in tre notti, mentre dorme. E del benzinaio se ne dimenticherebbe per sempre.

  9. Un momento; si chiede al governo il blocco alla vendita delle termiche? Ok quindi si preferisce che si tengano in commercio auto euro 3 (ormai sotto al 3 credo siano rimaste solo le “auto d’epoca” o poco più) piuttosto che eventuali euro 6 che sicuro inquinano, ma meno delle usate? Non mi pare un ragionamento molto logico, ma d’altronde nessuno ha mai risposto a questa mia affermazione da quando la propongo qui.
    Altra cosa; piuttosto che chiedere allo stato il blocco alla vendita di auto termiche perché non si chiede agli stati di vietare la produzione di ibride, ritenute a ragione, inutili ai fini dell’abbattimento della CO2? Non sarebbe più semplice? E non lo dico per provocare, ma con convinzione. Io prima di iniziare ad informarmi ero convinto fosse la scelta più “giusta” per entrare nel mondo a batteria quella dell’ibrido; mi sbagliavo e l’ho capito, se l’ho capito io non credo non lo sappiano i grandi produttori di autoveicoli.

    Avrei voluto rispondere pure ad un paio di provocazioni qua e là, ma ho sonno e le lascio cadere tutte da ambo le parti

    • Hai letto l’articolo? Se immatricoli una termica nuova oggi, quella resta in strada per 15 anni, fino al 2035. Ma fra dieci anni anche l’Italia, come il resto d’Europa e del mondo, dovrà abbattere le emissioni del 55%. Come ci arriviamo?

  10. In un mondo che sperpera risorse naturali in cui l’ unico credo continua ad essere il dio denaro ed il bussiness dell’elettrico vi rientra a pieno titolo,si vuole gettare la croce ed addossare la responsabilità dell’inquinamento ad un povero cristo che ha una vecchia auto a gasolio o a benzina, gli italiani non vi seguono, con buona pace degli ecologisti radical chic o peggio ancora al servizio di qualche compagnia elettrica

    • Quindi i veri ecologisti come lei, se ne fregano delle emissioni e continuano a viaggiare col diesel?

  11. A parte il fatto che tre quarti di un terzo fa il 24 % per cui l’obiettivo di ridurre del 55 % l’emissione CO2 per il 2030 ,anche se si trasformassero entro DOMANI tutte le auto in elettriche ,sarebbe irraggiungibile …
    C’è da aggiungere che il boom di ibride ,micro ibride ecc… è legato a un mercato che penalizza il diesel in quanto inquinante velenoso e non perché climalterante più del benzina (anzi, è vero il contrario :il diesel ,per via del suo alto rendimento produce meno CO2 di qualunque auto a benzina e se la gioca con le migliori ibride ).
    Le auto sono un bene costoso per cui la scelta si fa su valutazioni economiche ,funzionali ,estetiche e climatiche nell’ordine in funzione della propria situazione economica e dellle proprie esigenze e disponibilità .
    Al momento pare che L’elettrico sia una scelta fatta perlopiù da gente che ha casa di proprietà ,un garage,magari il fotovoltaico e magari anche un’altra auto normale (più alcuni eroici che ne accettano i compromessi d’uso legati alla ricarica per motivi etici )
    Può diventare di massa quando l’aspetto economico sarà preponderante e questo si può fare magari alzando a dismisura le accise sui carburanti ma non vietandone la vendita perché li le persone si terrebbero il proprio macinino finché cade a pezzi (oppure comprerebbero carcassoni elettrici di dubbia funzionalità ,sicurezza e produzione basandosi sul prezzo più basso distruggendo le aziende automobilistiche occidentali )
    Gli incentivi attuali che premiano le auto con incentivi in base alla CO2 prodotta mi sembra un buon compromesso che permette di rendere sostenibile una sostituzione continua del parco circolante in attesa che infrastrutture e prezzi (sia delle auto che dell’elettricità )migliorino .

  12. Sinceramente ci sono problematiche molto più contingenti della co2
    io indirizzo i miei sforzi verso altri obbiettivi ed altre priorità e non mi sento in colpa se giro con un veicolo che emette 100 o 200 o 500 g di co2 a km e vedo che la regione Veneto non sputa sopra al bollo e super bollo che verso ogni anno da dieci anni

    • Certo che se la sua sensibilità ambientale è questa, e questo è il suo livello di conoscenza delle sfide che attendono l’umanità nei prossimi anni, i divieti e i super bolli restano l’unica alternativa. Provi a documentarsi un pò sugli effetti del surriscaldamento globale e sulle davastazioni che provocherebbe. Magari potrebbe cambiare idea.

  13. In un periodo di profonda crisi economica come questo c’è poco da dire e chiedere che per decreto vengano vietate allealla vendita le auto a combustione , non parliamo di un interruttore on-off , ….le priorità ad oggi sono ben altre quindi se uno vuol prendersi un diesel, benzina o ibrido al posto dell’elettrico ben venga se fa girare l’economia . .Come contribuente alla scelta che uno fa nell’acquisto del mezzo corrisponde una proporzionalità di esborso in tasse (bollo, immatricolazione,iva….) in un paese libero uno ha il diritto per legge di comperarsi quello che vuole ed andare dove vuole

    • Eraldo, lei dimentica un piccolo particolare: se non riduciamo immediatamente le emissioni di CO2 ci troveremo presto di fronte a una tragedia climatica ben più grave della panedemia e della crisi economica. E’così difficile guardare oltre il proprio naso?

      • Io personalmente lavoro a 30km da casa e il tratto che devo fare ogni giorno è 60km totali al giorno + eventuali 120km ulteriori per 3 vv a settimana per accudire un genitore malato lontano da me. Attualmente il mio lavoro non mi permette di avere il potere sufficiente per comperare un veicolo elettrico, a 25 anni non credo che comprarsi un bene soggetto a invecchiamento e perdita di valore sia la cosa più saggia. Attualmente la mia auto, diesel usata comprata 4 anni fa a 95k km, risponde a tutte le mie esigenze, l’ho pagata 5000€ a 300€ circa al mese per 36 mesi. Se lo stato o la regione mi dessero la possibilità di comprare un buon autoveicolo che mi consenta di fare i miei 180km giornalieri senza obbligatoriamente caricare la batteria da 0 a 100 a 5000€ o qualcosa in più eh, allora posso anche accontentare madre natura. Ma purtroppo, un lavoro più remunerativo non ce l’ho al momento, e al momento non mi danno l’accessibilità necessaria per prendere questo genere di veicolo, ho dei progetti da realizzare nella vita mia privata e l’auto elettrica per muovermi salvaguardando la natura è l’ultimo dei miei pensieri. In conclusione voglio aggiungere che sono un contribuente regolare per ogni tipo di tassa, anche il canone rai, il 730, il bollo e le aliquote varie, le mie tasse versate non contribuiscono all’aumento delle corse dei mezzi pubblici se pure volessi andare a lavoro senza auto, quindi prima della natura purtroppo esistono altre problematiche logistiche da risolvere, risolte queste il passo per l’elettrico è automatico. Buona vita.

  14. Fermare la vendita di auto termiche e ricaricare la scatolina made in china con l’elettricità prodotta con il carbone o comprata dai francesi ? Siete matti o criminali?

  15. Concordo sul plugin in, escamotage truffaldino, quando viaggiano in endotermico, pesanti come sono inquinano e consumano di più.
    I problemi dell’attuale elettrico sono:
    1) scarsa autonomia. Le elettriche affinché la batteria sia preservata devono viaggiare al 60%della capacità (20-80% di ricarica consigliato dalle case),
    2) valore futuro dell’auto. Un’auto elettrica ha valore se vale la sua batteria. Oggi un’auto di 6-8 anni la comprano i concessionari con una discreta quotazione solo se si permuta con altro elettrico nuovo. Ma se aumenterà il numero di elettriche sul mercato , una Tesla di 8 anni avrà un valore prossimo allo zero.
    3) chi vive in città, dove è più pressante il problema inquinamento, e abita in condominio , parcheggiando in strada. E vi assicuro che sono proprio tanti, come la ricarica l’auto? Oggi dal benzinaio se ti va male fai 15 minuti di coda, con le elettriche attuali se paghi parecchio ti ci vanno 40 minuti e ogni auto ha bisogno di una sua colonnina. Non voglio ironizzare sui fili volanti dal quinto piano o la trasformazione dei parchi urbani in centri di ricarica.
    4) 38 milioni di veicoli elettrici, e la corrente da dove la prendiamo? non si tratta di utilizzare quella già presente sul mercato, bensì di creare nuove fonti. Per quanto le rinnovabili possano implementare la quantità di corrente presente, siamo sicuri che con le richieste sempre maggiori non ci possa essere una crisi di offerta.
    Spero che per alimentare le elettriche non si debbano riaprire le centrali a carbone.
    5) negli anni 50/60 noi italiani siamo stati tra i primi se non i primi ad aver inventato la plastica. Il boom economico è nato da lì.
    Oggi ci stiamo rendendo conto del danno che crea la plastica. Siamo sicuri che le batterie non finiranno per creare danni uguali se non peggiori. Bene il riciclo, ma chi lo controlla? Abbiamo leggi che obblighino i costruttori ( a ora i principali sono i cinesi) a recuperare e riciclare le batterie esauste. Il mondo è pieno di rifiuti industriali del mondo occidentale. Se dobbiamo cambiare facciamolo bene.
    Nulla contro l’elettrico , sono contento che il mondo web sia pieno di entusiasti della propria vettura, è normale , ci sono anche coloro che sono entusiasti del loro V8 turbodiesel.
    Nella realtà fino a quando non ci saranno auto ben fatte , con autonomia da 400/600/800 km reali, con ricarica veloce
    Il mercato elettrico sarà inevitabilmente elitario. Poi le leggi si fanno e si disfano, il mercato darà la direzione, e la scelta dell’ibrido ci dice che non si è ancora pronti all’elettrico.
    Chi compra un auto non è uno stupido sa cosa sta comprando , sa bene che sta comprando un auto che è una scappatoia alle limitazioni.

  16. Guardate io credo che invece il discorso ricarica sia ancora un problema significativo : seca casa o a lavoro possiamo ricaricare ok, ma in tutti gli altri casi? Al centro sud la situazione è a dir poco sotto sviluppata, la rete autostradale ne è sprovvista, i gestori delle colonnine hanno prezzi poco economici. A questo si deve aggiungere costi inaccessibili, cioè superiori a 30 mila euro.

  17. Purtroppo le auto elettriche costano molto, gli incentivi in alcune regioni permettono di azzardare, in altre no. Poi resta il problema ricarica. Ad oggi è un affare che solo il ceto medio alto si può permettere, speriamo in una diminuzione dei prezzi ed un aumento di autonomia e riduzione dei tempi di ricarica, nei prossimi anni. Da elettronico pongo un quesito, Vi siete mai chiesti di quanta energia sarà necessaria per la ricarica, se tutti viaggiassimo in elettrico?
    Vedo la strada molto lunga… Anche se in due anni ho visto già dei notevoli cambiamenti. Luca

    • Buona sera Luca,
      quando dice che le auto elettriche costano molto, costa sta confrontando con cosa?
      Il problema ricarica esattamente quale sarebbe?
      Il quesito che lei pone è stato posto centinaia di volte e ne abbiamo scritto in più occasioni.
      Paolo

    • L’abbiamo scritto più volte, Luca, citando analisi molto puntuali, per esempio di Terna. Se nel 2030, come previsto, le auto elettriche saranno 6 milioni, alimentarle richiederà fra 5 e 10 TWh annui. Tenga presente che i consumi elettrici attuali sono di 320 TWh all’anno, quindi la quota aggiuntiva è abbastanza trascurabile, anche alla luce del continuo calo dei consumi.

      • Buongiorno, premetto di non avere una sufficiente formazione per comprendere esattamente le grandezze in campo, ma ipotizzato che nel 2030 si richiederanno tra i 5 e 10 TWh per la ricarica di 6 milioni di autoveicoli stimati contro i 320 TWh annui totali di consumi elettrici (e quindi ciò non dovrebbe mandare in crisi il sistema), la mia domanda è quanti di questi 320 TWh si stima avranno basso impatto sull’immissione di CO2, se non sarà un valore significativamente elevato non è che anche il risparmio di immissioni di CO2 dato dai 6 milioni di veicoli elettrici sarà tutto sommato non così elevato?

        • Oggi quei 320 TWh sono prodotti al 40% da fonti rinnovabili, quindi a zero emissioni. Nel 2030 la quota di rinnovabili prevista dagli ambiziosi obiettivi del governo è del 73%. La riduzione delle emissioni totali prevista è del 55% (obiettivo europeo). Spero di averle risposto, Luca

  18. Forse molti continuano a comprare auto non elettriche perché non hanno la possibilità di spendere 50000€ per un’automobile.

    • 50.000,00 Euro? La maggior parte delle auto elettriche in commercio ha prezzi di listino ampiamente inferiori a questa cifra. Senza considerare gli incentivi.
      Molti continuano a non comprare auto elettriche perché semplicemente non approfondiscono a sufficienza costi e benefici dell’elettrico.

      • Buongiorno Paolo.
        Dato che vorrei approcciarmi al mondo dell’elettrico, le chiedo se c’è una auto elettrica sui 30.000 € che abbia una autonomia di almeno 500 km e sia piuttosto capiente (bagagliaio almeno da 350l; questo per le auto elettriche non dovrebbe essere un problema).
        Consideri che ho un garage di massimo 4,40 m.
        Essendo condominiale, con presa elettrica condominiale e non privata, posso installare un contattore a parte per la ricarica?
        Grazie.
        Buona giornata.

        • Buon giorno Davide,
          posso chiederle perché desidera un’autonomia di almeno 500 km? E soprattutto che tipo di percorsi effettuerà con l’auto (città, extraurbano, autostrada)? Non conosco ovviamente la sua necessità specifica, ma le posso dire che chi viene dalle auto termiche nella stragrande maggioranza dei casi sopravvaluta la necessità di autonomia dell’auto.
          Volkswagen ID.3 Life (batteria da 58 kWh) risponderebbe a tutti i requisiti, tranne quello dell’autonomia: 4,26 m di lunghezza, 385 litri di bagagliaio un prezzo di 39.300,00 Euro, nella peggiore delle ipotesi 33.300,00 Euro (con 6.000,00 Euro di incentivo statale, ma non è raro che dealer sconti qualcosa più del minimo di legge), oppure 29.300,00 Euro se ha un usato di oltre 10 anni da rottamare, oppure meno, se la sua regione/provincia prevede ulteriori incentivi locali.

    • Il problema qui è l’ignoranza e la non voglia di informarsi. Oramai si trovano auto elettriche per tutte le tasche ed esigenze, che con gli incentivi spesso risultano al pari prezzo della controparte termica.

  19. Un paio di considerazioni. Nelle analisi LCA più serie oggi disponibili l’impatto CO2 di una plug-in sarebbe inferiore a quello di una elettrica pura con batteria grande (oltre 40 kWh). Forse il prof.Abboto dispone di altre fonti rispetto al prof. Ceraolo che ha scritto in merito. Il problema sono i prezzi, gli italiani non sono tutti ignoranti e moltissimi l’elettrica la vorrebbero ma non possono permettersela. Prendete il grafico della quota di mercato delle EV di tutti i paesi europei e confrontatelo con quello del PIL, vedrete una perfetta correlazione, e questo è un dato di fatto.

  20. Mi sembra eccessivo fare una guerra così elevata al trasporto privato che deve passare all’essere BEV ad ogni costo altrimenti è la fine del pianeta terra. Come se fosse l’unica arma che abbiamo. Il trasporto privato incide per una % consistente ma anche relativamente bassa.
    Già rimodernare tutto il parco auto a full hybrid, a motori Euro 6D e PHEV è un passo avanti purché si tolgano dalle strade tutte le macchine altamenet inquinanti.
    L’abbiamo visto l’anno scorso con il blocco praticamente quasi totale della circolazione. A livello globale le emissioni sono calate del 7% ed a livello locale spesso ancora meno. Un’inezia.
    A quando la sostituzione di tutte le caldaie con sistemi più moderni ed efficienti? A quanto una vera e potente ristrutturazione edilizia di massa per abbatetre i consumi di raffrescamento e riscaldamento degli stabili privati ed industriali? A quanto investire sul trasporto gommato con fonti rinnovabili?

    L’Auto BEV è tanto caruccia ed una meraviglia da guidare, ma la tecnologia per diventare di massa ha bisogno di tempo per avvicinarsi alle possibilità d’acquisto della gente. Noi siamo nel paese dove le auto più vendute sono la Panda e la Ypsilon. Auto da 10.000€. Quando ci saranno le Panda e Ypsilon elettriche a 10k€ le vedremo in giro. Per ora, come ogni tecnologia emergente, dobbiamo prendercela calma. Fino ad allora comprare Toyota, Capture PHEV ed altri simili, va benissimo.

    E lo dice uno che ha una Zoe R135 tra l’altro. Comprata perché mi piace come si guida un’elettrica.

    • Quoto in pieno. Aggiungo che abbiamo anche una morfologia del territorio che poco si addice alle elettriche, ma molto al diesel. Penso a tutti coloro che vivono in zone collinari o di montagna e con l’elettrico vedrebbero ridotta l’autonomia parecchio. Se aggiungiamo anche che in quanto a diffusione di colonnine siamo indietro ecco spiegato il motivo della bassa percentuale di vendita delle BEV. Fossi io al governo renderei invendibili le auto oltre i 18 anni di età e incentiverei l’acquisto anche dell’usato purché almeno euro 6

  21. Certo che non esiste oggi ma è quello che devono fare le case automobilistiche. È inutile inventarsi mezzi da 200km/h con 200 chilometri di autonomia. Così come non si può pagare un’automobile 50-60K€. Sono abbastanza anziano da ricordare la “lira”: chi avrebbe pagato una VW 100.000.000? Con la iD3 siamo lì.
    Vietare determinate motorizzazioni, a maggior ragione dopo una pandemia che ci ha portato indietro di anni, non ha alcun senso a meno di voler far viaggiare la maggioranza sui mezzi pubblici. Personalmente accetterei anche questa soluzione, piuttosto che pagare 4 ruote ed un motore più tutte le spese annesse quelle cifre, purché si incrementino le tratte e la qualità dei mezzi pubblici. Anche tutti elettrici (i treni lo sono già…).

  22. Perché ci sarebbe hating nel chiedere che di non destinare incentivi a tecnologie che non ci aiutano a raggiungere gli obiettivi 2030 prima e 2050 poi?
    La vostra chiamata alle armi delle povere genti italiche che non si possono permettere l’elettrica non mi convince per nulla. La trovo a dir poco demagogica.
    Per favore smettiamola! nessuno vuole obbligare la famiglia numerosa e monoreddito basso a comprare auto da 50mila euro. Neanche a cambiare l’auto prima del tempo. Non é questa la paura da insinuare.
    Ma é evidente che finché l’industria saprà che in Italia potrà continuare a vendere piccole e medie auto termiche x i fabbisogni di quelli di cui vi ergete a paladini, continuerá a proporgli solo quelle. Non si porrà mai il problema di presentarsi con un’offerta tecnica e commerciale adatta, né di programmare investimenti anche nelle infrastrutture di ricarica per creare l’ambiente favorevole alla diffusione dei prodotti che voi ritenete elitari. La storia dell’Ilva dovrebbe averci insegnato qualcosa su buttarla sul conflitto tra ambiente e posti di lavoro o ricchezza privata…
    Il problema non é solo italiano e non va affrontato di petto a partire dai poveri cristi, ma intanto via incentivi a diesel e benzina mi sembra sacrosanto. L’idea é incentivare solo ciò che è utile a ridurre le emissioni di co2 entro limiti imposti da obiettivi già condivisi. La CO2 si sta mangiando il nostro futuro e la questione é solo quando e quanto, ma se la politica mondiale, con pochissimi e spesso parziali distinguo, ha ritenuto di doversi impegnare, dovremmo tutti temere di fare troppo poco, non il contrario.
    Io non ho l’elettrica, ogni tanto pedalo, generalmente non vomito e non odio. Ah, di certo non sono un nazi-ambientalista.

    • Intanto si dà per scontato che gli italiani sono degli idioti, ovvero che non siano in grado di calcolare i loro fabbisogni di autonomia. Nell’articolo si parla chiaramente di italiani che identificano l’elettrica con le city car, peccato che nella realtà VaiElettrico e tanti siti sono disseminati di consigli su come “veleggiare” in autostrada, limitando la velocità a 120 km/h, montando cerchi dal design aerodinamico, usando i sedili riscaldati anziché l’aria condizionata, imparando ad usare le app per trovare i punti di ricarica, riscoprendo il piacere di leggere un bel romanzo durante le soste, etc. Ops, non fa per tutti, per molto molto meno il gpl e il metano non sono mai decollati, pur consentendo risparmi di carburante superiori al 50%.

      Poi ci si dimentica che le auto elettriche vendute con gli ecoincentivi sono pagati dagli altri. In pratica fingiamo di non sapere che il netturbino, col suo Irpef, sta pagando la Tesla del Signor Cazzaniga e i costi di manutenzione e costruzione di nuove strade sono tutti sulle spalle del netturbino, visto che il Sig. Cazzaniga non contribuisce né con accise né col bollo a manutenere la strada che le ruote della sua pesante auto elettrica consumano.

      Poi si minaccia il netturbino paventando aumenti del diesel per portarlo al prezzo della benzina, come se il netturbino, che vive in un monolocale in periferia e deve fare ogni giorno tanti km con l’auto per recarsi alle 7 sul posto di lavoro lo facesse per lo sfizio di distruggere l’ambiente. E nel frattempo per lui usare l’auto diventa sempre più difficile, con sempre maggiori blocchi al suo veicolo in tante città.

      E poi si finge: siccome ora l’elettrica a 10000 euro c’è (anzi, ci sarà forse da Settembre), ovvero la Dacia Spring, una scoteletta d’auto dal reale valore di 7000 euro che ha prestazioni indecenti inferiori a quelle di uno scooter, lo si accusa sotto sotto perché ha fatto la scelta sbagliata, perché ha preferito la Panda all’elettrica e perché si rifiuta di ricaricarla al supermercato (qualcuno qui commentò “anche presso i campi di golf” !!!), dove c’è la colonnina di ricarica, come se il signor netturbino fosse un pensionato che passa le giornate ciondolando nei centri commerciali per superare la noia.

      Vogliamo fare una battaglia tutti insieme per le auto elettriche? Allora combattiamo contro i dazi delle elettriche cinesi e americane! Fateci comprare le loro auto maggiorate solo del prezzo di trasporto e basta e così salviamo il pianeta. Lanciamo la vera concorrenza, facciamo sì che i produttori si sfidino non a chi fa l’elettrica più esclusiva ma più economica, distruggiamo il cartello dei prezzi favorendo le new entry e consentendo di acquistare auto elettriche valide, per tutte le tasche. Perché onestamente mi viene da vomitare se penso che una 500 elettrica PARTE da 30000 euro!

    • Per non parlare delle soluzioni proposte: si va dal fermare gli ecoincentivi per le euro 6 diesel, benzina e forse anche ibride (rischiando di incentivare indirettamente il mercato dell’usato) al fermare le termiche per decreto, pensando che la stragrande maggioranza degli italiani sarà obbligata ad affidarsi alle colonnine … ma di che stiamo parlando?

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/17/il-box-auto-non-e-piu-una-priorita-per-gli-italiani/4362852/

  23. Datemi una auto elettrica che faccia 600 chilometri (veri e non ipotetici considerando anche il dover non caricare le batteria oltre l’80%), con un prezzo da segmento C di massa e non di auto di lusso e ne riparliamo.
    Per il momento mi “accontento” dell’ibrida che anche sui lunghi tratti autostradali mi permette oltre 20 chilometri con un litro di benzina.

    • Scusate, ma del netturbino vi siete mai interessati quando avete notato che gli incentivi sulle termiche non hanno sostanziali limiti rispetto al valore dell’auto acquistata? Del mercato dell’usato, in particolare quello delle auto premium, avrete mai fatto caso che é alimentato tantissimo da auto aziendali, spesso tedesche, da oltre 50mila euro prese in leasing e per le quali sono garantiti e mai discussi vantaggi fiscali cui nessun netturbino ha mai avuto diritto? e tra l’altro spesso sono usate prevalentemente come auto private? Perché non ho mai sentito nessuno proporre di ridurre questi benefici in favore dell’irpef delle fasce di reddito basso? Perché anzi tutti diciamo che tutto sommato é comunque un bene per l’economia?
      Quando compriamo l’iphone o altri smartphone premium a 1000 € e oltre non mi pare che ci poniamo il problema che chi é più povero non può farlo…
      Smettiamola con la demagogia. La nuova tecnologia al momento non é per tutti, ma avendo innegabili vantaggi ecologici deve essere sostenuta e indirizzata affinché possa diventare per molti. Creare queste condizioni richiede comprensione dei fattori che inluenzano le produzioni e i mercati. Ritengo che gli incentivi dannosi vadano progressivamente cancellati destinando le stesse risorse a mobilità elettrica e fer. Oggi le produzioni delle auto da città sono indirizzate verso le piccole ibridine che bruciano comunque 1 litro di benzina ogni 18-20 km (reali dichiarati dai proprietari, non sui rulli). Se vi sembra progresso! Nessuno vuole demonizzare chi le compra, é assolutamente legale e può anche essere conveniente. Innegabile. Ma, ad esempio, se togliamo una parte di incentivi da qui e tutti quelli dalle auto oltre 20mila e li spostiamo solo a sostegno delle bev (non necessariamente sul prezzo di acquisto) e contemporaneamente, vista la crisi economica (sbandierata solo quando si tratta di bev e mai conosciuta per i potenti turbo diesel e benzina sopratutto stranieri) obblighiamo i produttori a raggiungere in qualche anno una quota importante di venduto sotto i 25mila di listino, vedrete che anche questo mercato diventerà subito degno di investimenti ed interessante per i produttori. Il tutto accompagnato dalla rapidissima e urgente messa a terra dei soldi impegnati per il potenziamento dell’infrastruttura di ricarica. Per obblighiamo si intende rendiamo molto vantaggioso farlo, oppure molto svantaggioso non farlo.
      Oggi la combinazione di quello che i consumatori preferiscono, di quello che fa guadagnare di più per i produttori, e del sistema di incentivi, fiscalità e di malus per chi non rispetta complessivamente i limiti di Co2, semplicemente non é efficace. Va cambiata questa combinazione perché favorisca il raggiungimento degli obiettivi di riduzione della CO2.
      Secondo molti invece agli automobilisti italiani serve incentivare diesel e benzina che faranno altri 200mila km prima di essere dismessi, soffocando qualsiasi speranza di contribuire tutti alla vivibilità dell’ambiente in cui dobbiamo noi invecchiare e i nostri figli crescere.

  24. La valle dell’hating, uno sfogatoio pubblico per vomitare tutto l’odio senza se e senza ma verso il resto del mondo, vegani che sognano inferni in cui gli onnivori vengono cotti allo spiedo, persone ricoperte dalla melma del film GhostBusters II.

    C’è poi un altro approccio, diverso, quello del cibo biologico o del fitness ad esempio: qualcuno che ha da promuovere una rivoluzione gentile e lo fa non odiando o vomitando bile ma con i giusti argomenti, non si vedono in giro “calistenici” vomitare bile o insulti sugli obesi. Ma non è così qui, qui siamo ai forconi, ci manca solo l’appello a bucare le ruote dei “fossili”, ma arriverà, questione di tempo …

    Intanto vorrei ricordare all’autore dell’articolo e ai commentatori che:
    1) nonostante gli ecoincentivi (o per colpa loro?), BEV e plug-in restano su un pianeta a parte in fatto di prezzi, irraggiungibili per gli italiani (a maggior ragione oggi in tempo di crisi)
    2) che l’attenzione degli italiani verso l’ambiente evidentemente c’è se abbandonano il diesel per l’ibrido (anche se mild), considerando che anche il mild hybrid, nonostante gli incentivi, resta più caro del diesel
    3) che proprio ascoltando le testimonianze dei possessori dell’elettrico vien voglia di acquistare una plug-in: in quale parte d’Italia si paga il biglietto dell’autostrada per poi percorrerla a 120 km/h? A quella velocità neanche i furgoni della Posta viaggiano …
    4) (che poi è la più importante di tutte) si nota tutta l’intolleranza dei Signori possessori di garage verso i Morti Di Fame che il garage non ce l’hanno e che sarebbero condannati a ricaricare dove capita e a costi talvolta anche meno convenienti del gpl o del metano

    Sorvolo su un altro paio di cosucce, ad esempio il fatto che proprio la scorsa settimana l’Europa ha dato il via libera alla commercializzazione di auto ibride (di ogni tipo) alimentate a gpl, metano o etanolo perché, parole della UE, anche queste concorrono al raggiungimento degli obiettivi climatici. Ma nella valle dell’hating, tali argomenti eretici non hanno diritto neanche di essere ascoltati! Al rogo!

    Gli unici nemici dell’elettrico non sono gli acquirenti, sono i produttori che SPECULANO sull’elettrico e lo posizionano su fascia premium (ma come fa una 500 elettrica a costare 30000? Scherziamo? come fa una renegade plugin a costare 38500 contro i 23000 euro della versione base?!?), svuotando le tasche dello stato e dei cittadini più attenti all’ambiente. E cosa fa l’Europa? Anziché favorire l’elettrico low cost (o anche a prezzo onesto) e aumentare la concorrenza mette dazi e barriere ai produttori stranieri. E cosa fanno i nazi-ambientalisti? Vomitano bile su tutti quelli che non comprano l’automobilina elettrica. Ma andate a pedalare!

  25. “Termino con un messaggio al neoministro Cingolani. Quando verranno riservati gli incentivi solo alle autovetture ad emissioni zero anziché in gran parte, come avviene adesso, alle automobili a combustibile fossile?
    A quando un decreto che vieti la vendita di automobili a combustibile fossile, a qualsiasi titolo, anche nel nostro paese?”

    Ma io mi chiedo se chi ha il coraggio ora di fare una tale affermazione viva su Marto o sulla Luna… ma davvero credete che adesso tutti si possano permettere queste auto elettriche?

    • Grazie di esistere Matteom. La risposta è sì, siccome loro vivono sulla Luna, noi terrestri non meritiamo di continuare a vivere. E di Lunatici è piena la rete, se vuoi ridere guardati questo video assurdo di Matteo Valenza (che, a parte questo scivolone, è uno che stimo): https://www.youtube.com/watch?v=6YShC-jc9yo . Fanatismo unlimited …

  26. Mi chiedo da sempre perché gli incentivi siano dati in ugual misura a zero emissioni,ibride plug-in e non, auto gas, metano o altro. In Danimarca un’auto fossile è caricata di tasse molto alte, si parla di cifre che quasi raddoppiano il prezzo dell’auto. Da lì possono prendere grandi incentivi per il sostenibile. Per quel che riguarda l’invito a Cingolanii penso non sia la persona adatta ad accettare l’invito, sentite le sue dichiarazioni. Spero di essere in errore

  27. 1 a 30? si avvii un procedimento per cui 30 auto contribuisca ad aumentare del 50% le agevolazioni dell’elettrico. Se oggi l’elettrico ha una agevolazione di 10000 euro lo si porti a 15K e i 5000 euro si finanzi con una tassa da applicare alle termiche. Quando il rapporto dovesse essere 12 a 20 tutti incominceranno a correre verso l’elettrico. Se un’auto termica può tranquillamente avere una vita di 10 anni com’è possibile non pensarci ora? Come potremmo raggiungere gli obiettivi, non imposti dall’Europa, ma dall’inquinamento?

    • 15000 euro? Con i soldi di chi? Se alzi gli incentivi le case alzano i prezzi , infatti vendono scatolette a prezzi da auto premium

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