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“Il bluff dell’elettrico”? Ma quale bluff…

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Messaggero Veneto
La prima pagina del Messaggero Veneto di Udine di domenica 4 agosto

“Il bluff dell’elettrico – ricarica impossibile”. Così titolava il Messaggero Veneto di Udine domenica 4 agosto (qui). Scoraggiando i pochi che magari un pensierino all’auto elettrica lo stavano facendo.

In Friuli poche colonnine, non segnalate

Premessa: il giornale in questione è uno dei migliori quotidiani locali in circolazione. Un vero riferimento per la sua comunità. E a maggior ragione abbiamo fatto un salto sulla sedia quando un amico ci ha segnalato il titolone della prima pagina di domenica. Che peraltro annunciava un’inchiesta più che sensata. Due giornalisti che raccontavano di essere andati presso una notissima concessionaria locale e aver poi fatto un giro per il Friuli come farebbe “una persona qualunque”.

Risultato della perlustrazione, effettuata con la Nissan Leaf: pochissime colonnine a disposizione, indicate male. Con l’aggiunta che, nonostante gli incentivi, sono solo 155 le elettriche pure immatricolate in Friuli. E che quindi il boom delle elettriche che i giornalisti si aspettavano già da due lustri (?) non c’è. E, vedi titolone, evidentemente è tutto un bluff.

Una stampa tutta ostile

Abbiamo aspettato qualche giorno a commentare questa presa di posizione, perché non ci piace commentare il lavoro dei colleghi. C’è però un dato di fondo su cui riflettere: ovvero un’ostilità diffusa nella stampa italiana all’elettrico. Che arriva alle punte massime dei titoloni di Libero, ma poi trova un diffuso scetticismo un po’ in tutte le testate. A cominciare dalle pagine dei grandi quotidiani dedicati ai motori.

titolo di Libero
Il titolone sparato in prima pagina da Libero l’11 luglio

A noi questa storia dell’elettrico che è un bluff perché mancano le colonnine fa un po’ sorridere. Sarebbe come dire che i defribillatori per le aritmie cardiache (molto più importanti, scusate il paragone) sono un bluff perché in giro non ce ne sono abbastanza. Non sarebbe più sensato dire: ci sono poche colonnine, perché chi di dovere non ne installa di più?

L’esempio della Croazia

La rivoluzione dell’elettrico è all’inizio, ma bisogna crederci, nel pubblico e nel privato, cosa che in Italia non sta succedendo. C’è sempre questa maledetta diffidenza nei confronti del nuovo, uno scetticismo che trova nei quotidiani uno specchio fedele. Solo un dato: nella vicina Croazia, che non dista poi tanto dal Friuli, hanno appena annunciato di avere ultimato una rete di 16 stazioni di ricarica in autostrada.

Un network che copre i tratti dai confini con la Slovenia e l’Ungheria fino all’Adriatico. In Italia siamo ancora fermi a pochissime stazioni lungo le autostrade, una pena. Poi ci meravigliamo se i turisti in arrivo dal nord Europa, dove l’auto elettrica è tutto meno che un bluff, scelgono la Croazia invece dell’Italia?

— Leggi anche: 12 app per trovare facilmente le stazioni ricarica

 

 

 

25 COMMENTI

  1. Siccome la stampa italiana in questo momento è coalizzata contro il governo pentastellato che di fatto ha inserito gli incentivi era abbastanza ovvio che ci sarebbero stati dei “titoloni” di questo tipo contro l’auto elettrica. Voi non lo potete certo scrivere ma io che ormai so come funziona il sistema informazione in Italia lo scriverò, i signori direttori di questi giornali da bathroom per usare una parola gentile. Ci hanno sempre propinato la loro informazione deviata per convincerci che andava tutto bene anche quando siamo arrivati a toccare il fondo nella classifica della libertà di stampa. Hanno scritto di tutto prima e dopo che la gente Pentastellata sia salita al governo e invece stranamente più li denigrano più la gente capisce che sono i giornali gestiti dalle lobby di potere ad usare la carta stampata per lavare il cervello di chi ancora crede in questo mezzo di informazione. Per fortuna siamo in una comunità europea e se anche soloni giornalisti che si inventano esperti di marketing ci sono i nostri cugini francesi e tedeschi a darci le informazioni giuste facendo volare i numeri delle auto elettriche: ci sarà un perché? Quindi concludo dicendo ai signori di Libero (che libero ha solo il titolo della testata) che presto toccherà a loro fare articoli sul perché il loro quotidiano è un bluff nelle vendite e presto anche altri si aggiungeranno. Questi signori si dovranno rispondere che solo grazie alle loro continue false informazioni che continuano a propinarci sono falliti o stanno fallendo: non riusciranno più a fermare l’emorragia di lettori che di giorno in giorno si riducono. Un saluto a tutti gli amici dell’ambiente e delle emissioni ZERO!

    • Antonio, noi siamo piccolissimi e non contiamo nulla, ma ti assicuro che possiamo scrivere quello che vogliamo. Non credo a una macchinazione contro la parte pentastellata del governo, penso piuttosto allo scetticismo, che spesso diventa fastidio, con cui i giornali ormai accolgono qualsiasi innovazione.

  2. Vi leggo mentre sono in spiaggia. Italiani obesi che scendono da macchine enormi tutt’altro che economiche, parcheggiate il più possibile vicino alla meta agognata. Giornali o no siamo un popolo finito, altro che auto ci vorrebbe una scossa elettrica.

    • Non è un problema solo italiano: il gruppo FCA sta in piedi grazie ai margini che fa sui grandi pick-up Ram che vende agli americani con grandi margini di guadagno. Roba che fa non più di 6-7 km con un litro…

  3. Vi state lusingando un po’ tutti sull’elettrico. Prezzo d’acquisto delle auto elevato, colonnine di ricarica che a riempirne l’Italia intera ce ne vuole che ce ne vuole. Per fare rifornimento devo stare lì fermo ore ed ore, batterie che perdono di efficacia volta per volta come succede coi cellulari. Voi davvero pensare che l’elettrico come messo oggi possa sostituire il motore tradizionale su larga scala e in poco tempo?

    • Caro Luigi, provi a leggere i racconti (qualche decina) di nostri lettori che usano l’auto elettrica da mesi, se non da anni. Non sono né illusi ne incompetenti, ma nessuno di loro ha avuto i problemi che lei cita. Forse è lei ad ingigantirli.

      • Se devo fare un viaggio di 1800 km come faccio con la ricarica. In certi paesi sono quasi inesistente le colonnine. Le elettriche vanno bene in cita non per andare in vacanza. Parto in vacanza e devo fermarmi ore e ore per ricaricare la machina. Non ci penso nemmeno.

        • Se fai 1.800 km senza dormire, sei un fenomeno. Se fai 700 km senza mangiare, sei un fenomeno. Se fai 400 km senza una sosta alla toilette e al bar, sei un fenomeno. Se sei un uomo normale, ricariche in albergo a 7 kW di notte, ricarichi a una colonnina da 22 kW mentre pranzi, ricarichi a 50kW in una colonnina fast mentre sei in bagno e poi al bar E tutti gli altri 364 giorni, ricarichi a casa senza nemmeno perdere il tempo al distributore.

          • Attualmente sono in vacanza, alla fine farò solo 1000 km ma mi sono trovato benissimo. La mia leaf l’ho presa usata, 15000 euro più il mio diesel. 22000 in tutto. a casa mi sono organizzato e ricarico con il solare. È chiaro che essere dei pionieri porta sacrificio, ma la soddisfazione di ricaricare in discesa è da provare.

        • La tua domanda per la ricarica elettrica vale indipendentemente dalla forma di energia che usi.

          Come faccio ad arrivare a Miami con il mio motoscafo fuoribordo, partendo da Rimini alle 17 di domani?

          Come faccio ad andare da Agadir al Cairo via Sahara con la mia Panda a gas?

          L’estema diffusione dei distributori di benzina e gasolio ci ha disabituati a pianificare le soste per fare riposare i cavalli e dar loro acqua e biada.

  4. I giornalisti alla fine scrivono quello che vogliono sentirsi dire i lettori che sono quelli che comprano il giornale.

  5. Ragazzi Milano ponte di legno fermata a Roncadelle BS x fare rifornimento;auto?tesla.Fa letteralmente schifo..percorrenza?Se ti va bene 300 km..con il freddo crolla…costo di listino esorbitante..prima compratela poi scrivete.

  6. Io dico che l’elettrico non vogliono mandarlo avanti i nostri governanti per via delle accise anche se l’enel si fa pagare 47 cent. a kwh alle colonnine,
    Io sono 4 anni che viaggio in elettrico e non rinuncero’ MAI.

  7. Ho letto l’articolo del Messaggero Veneto che citate. Non ho letto quello di Libero.

    Certo non si può pretendere il livello di Woodward e Bernstein, ma se uno annuncia un’inchiesta, come minimo dovrebbe fare sospettare al lettore che ha indagato un po’, ha cercato di capire il contesto, il problema, che cosa ci sia dietro la mobilità elettrica, come si suppone stiano insieme tutti i pezzi.

    Però ad aiutarmi a coprire con un velo pietoso la vicenda e a metterla in coda per l’oblio ha contribuito l’osservazione acuta di un amico con il quale ho discusso della cosa al sole cocente di questio giorni. Mi ha ricordato come andavano le cose agli albori di Internet in Italia. Con i quotidiani che additavano come pericoloso hacker un qualsiasi individuo con un tubo catodico davanti che non fosse una TV con Raffaella Carrà o Pippo Baudo dentro. Con i carabinieri che, arrestando un sospetto di crimini informatici, sequestravano anche i tappetini del mouse e il mouse stesso.

    Visto l’incalzare del cambiamento climatico, la conclusione amara è che in Italia non sono solo le colonnine pubbliche per la ricarica ad essere poche, ma sono ancora veramente pochi i giornalisti, di settore o generalisti, che sanno di che cosa parlano e sanno mettere nella corretta prospettiva e assegnare la giusta importanza ai pro e ai contro. Voi di vaielettrico siete forse un’eccezione nel panorama italiano, perché sembra abbiate genuinamente un approccio a 360°, pare che non siate mentalmente ingabbiati tra i cilindri e il rombo dello scarico, anche se faticate ad essere coerenti sulle unità di misura.

    Da qualche parte dobbiamo pur incominciare, anche se il livello di certi commenti indica che anche noi lettori abbiamo molta strada da percorrere.

    Un pensiero ai 130 morti prematuramente ogni giorno causa inquinamento dell’aria che, fortuna loro, non leggeranno altre inchieste di Libero o del Messaggero Veneto e un augurio a quelle due redazioni per fare meglio.

  8. Servirebbe, secondo me più competenza per parlare di certi argomenti. Di auto invece ne parlano tutti. Soprattutto a livello politico manca la competenza. Prima di tutto bisognerebbe capire a cosa serve un auto elettrica, che come sappiamo è nata prima del motore endotermico, precisamente intorno al 1840 in usa.
    Per risparmiare?
    Per inquinare meno? E dove.
    Per curiosità?
    Prestazioni?
    In base ad ogni scelta fate una ricerca approfondita.
    Si risparmia? Si ma non quanto si creda, anche se Tesla è ritornata ad offrire gratis energia sui propri supercharger.
    Il pieno a pagamento può essere circa 30 euro fino a 40 su una q8 full elettrica.
    Si inquina meno? Si almeno nel punto dove sta circolando la vettura, ma questa corrente isogna produrla, nel mondo viene prodotta in grande quantità dal carbone, in Italia mediamente il 50%. Le batterie? Dove le butteremo? Pochi giorni fa abbiamo avuto dei black out a causa di un grande uso di condizionatori……
    Una vettura a metano nel suo ciclo di vita inquina sicuramente meno.
    Curiosità? S elta plausibile, anche io ne sono attratto.
    Prestazioni? Si…. Meno affascinante di un motore endotermico ma più efficace a patto di avere energia in abbondanza.
    Morale
    L.’elettrico sulle auto avrà un boom che durerà 10/15 anni poi ci accorgeremo che non c’è sufficiente energia elettrica nel mondo, in Italia peggio che in altri paesi non avendo il nucleare.
    Unica scelta per il futuro con le attuali conoscenze è solo l’idrogeno, in 5 minuti fai il pieno, costa poco e esce vapore acqueo dallo scarico. Difficoltà nel costruire stazioni di servizio.
    Adesso L?’elettrico viene cavalcato dai costruttori perché c’è interesse nel mercato il quale è in crisi….
    Tutto qua.
    Ricordiamo che un politico 5 stelle alcuni mesi addietro, nella trasmissione di Porro, ha detto che l’auto elettrica praticamente si autoalimenta e più la usi e più si ricarica, pertanto le decisioni vengono prese da questi bambocci.
    Coao

    • Alzando leggermente lo sguardo, scopriresti che tutte le nazioni della Terra dispongono di un grosso reattore nucleare a fusione. Suggerimento: è grosso, è giallo, è rotondo.

      Per gentile concessione del proprietario, tutti possono usarlo gratuitamente. Sorridi: anche tu!

      Il costo all’ingrosso dell’energia elettrica attualmente ha un valore tra 1 e 2 centesimi di euro per kWh. Con tendenza verso lo zero per metà secolo.

    • Per l’idrogeno, non dimenticare tre dettagli nelle tue valutazioni:

      (A) le auto cosiddette “a idrogeno” hanno in realtà un motore elettrico, come quelle a batteria; quello che cambia veramente è “come” l’energia venga immagazzinata nel veicolo.

      (B) le auto cosiddette “a idrogeno” hanno l’idrogeno compresso ad alta pressione nel serbatoio, che passa nella cella a combustibile per trasformarsi in elettricità, la quale viene accumulata in un piccolo pacco batteria, il quale poi alimenta il motore elettrico quando premi l’acceleratore; le cose semplici costano meno delle cose complesse: questa complessità la paga ovviamente l’utente finale;

      (C) il costo dell’energia dipende fortemente dal tipo e dalla lunghezza della filiera che la porta dal “produttore” al “consumatore” (tu); più la filiera è corta, più risparmi; guarda questa rappresentazione grafica che confronta tra due filiere dell’energia in campo automobilistico

      https://electrek.co/wp-content/uploads/sites/3/2017/10/electric-car-vs-hydrogen-fuel-cell1-e1509049014192.jpg

    • Concordo: servirebbe più competenza per parlare di certi argomenti. Quindi legga i pezzi che abbiamo scritto su: batterie e smaltimento, produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, fabbisogno di energia per alimentare il parco auto elettrico, V1G, V2G e V2H, raffronto fra inquinamento da auto termica e auto elettrica e la competenza se la faccia. Anche se lei, Fabio, non è un giornalista, saperne un poco non guasta. Sull’idrogeno vedo che le ha già risposto da par suo il mitico Emanuele.

      • Be’ mitico mi pare troppo! Mi sono limitato a puntualizzare due aspetti portati da Fabio nella sua lunga disamina.

  9. Auto elettrica avanti nei paesi del Nord?questa è una barzelletta
    Ad andar bene è la 4a macchina della famiglia, insomma un gioccatolo

    • Riguardo alla questione della diffusione dei veicoli elettrici nel nord Europa, i numeri assoluti sono ovviamente piccoli rispetto al totale delle vendite. Tuttavia, per chi ha l’onere di decidere dove investire miliardi e la responsabilità del posto di lavoro di milioni di persone, quello che conta, dopo l’ultimo fatturato, sono i trend di vendita, ovvero la difficile arte di prevedere i desideri e i gusti futuri di chi comprerà i tuoi prodotti. Sbagliare previsione vuole spesso dire uscire dal mercato. Vedere le storie di Kodak, Nokia e Blackberry.

      http://www.ev-volumes.com/country/total-euefta-plug-in-vehicle-volumes-2/

      Se consuntivi e trend non le interessano, o non le sembrano rilevanti, forse possono interessarle le statistiche sulle colonnine pubbliche per la ricarica dei veicoli elettrici. Una persona scaltra potrebbe trovare una qualche correlazione tra la loro diffusione e la diffusione dei veicoli elettrici sulle strade. Gli ultimi dati ufficiali sono qui:

      https://ec.europa.eu/transport/facts-fundings/scoreboard/compare/energy-union-innovation/ev-charging-points_en

      dove si vede che la povera Italia sgomita per raggiungere il gruppo dei peggiori.

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