Home Tecnologia L’idrogeno pulito? E’ più vicino di quel che si pensi

L’idrogeno pulito? E’ più vicino di quel che si pensi

68
CONDIVIDI
autostrade
Il camion a idrogeno della Hyundai

 

di Alessandro Abbotto∗

E’ di questi giorni la notizia, ripresa anche da alcuni giornali italiani, che Hyundai ha firmato un accordo con alcune aziende cinesi per la fornitura di 4.000 TIR a idrogeno (celle a combustibile). Segue un ordine di 1.600 automezzi per la Svizzera che saranno operativi entro i prossimi 5 anni. In realtà si tratta solo di un primo passo. Hyundai prevede di vendere solo in Cina circa 30.000 automezzi pesanti ad idrogeno entro il 2030.

Da Hyundai, i camion e la ricarica verde

Inoltre, assicurerà la rete di produzione “verde” e di rifornimento, necessaria per il trasporto su lunghe distanze e compatibile con tempi di ricarica veloci e autonomie maggiori. Il sito Hyundai afferma tra 8 e 20 minuti per la ricarica e autonomia di 400 km (la reale autonomia, come noto, dipende molto dalle condizioni e dallo stile di guida). Il sistema di stoccaggio di idrogeno nell’automezzo è costituito da un set di 7 bombole, ciascuna contenente circa 32 kg di idrogeno, a 350 bar.

Per il momento Hyundai si sta concentrando sul mercato cinese e non a caso. La Cina sta premendo sull’acceleratore per la tecnologia ad idrogeno, prevedendo sulle strade entro 10 anni circa 1 milione di autoveicoli. Ma poi l’attenzione si concentrerà, pur se con volumi leggermente minori, anche in Europa (vedi la già citata Svizzera) e USA.

idrogeno pulito
Un sistema di trazione a fuel cell in un mezzo pesante: la Bosch crede nell’idrogeno.

L’Idrogeno pulito dall’ energia pulita

Come già discusso anche in queste pagine (leggi), la scommessa principale sarà la possibilità di produrre in maniera efficiente idrogeno pulito, oggi ottenuto quasi esclusivamente in maniera “sporca” da metano attraverso la reazione di steamreforming. Su questo aspetto Hyundai si sta impegnando a creare una infrastruttura di produzione “verde”, principalmente utilizzando energia elettrica rinnovabile da idroelettrico ed eolico.

Il progetto quindi rappresenterà un magnifico esempio di Well-to-Wheel Zero Emission (emissione zero dal “pozzo alla ruota”). Elimina infatti non solo le emissioni climalteranti in fase di utilizzo (come noto l’uso dell’idrogeno nelle celle a combustibile produce solo innocua acqua) ma anche in fase di produzione del combustibile. Questa deve essere la rotta per tutto il trasporto sostenibile dell’immediato futuro!

Dal Sole un fonte inesauribile

Si è più volte detto, giustamente, che non vale lo sforzo utilizzare elettricità per produrre idrogeno, tramite elettrolisi, e poi riprodurre nuovamente energia elettrica tramite una cella a combustibile, quando con un autoveicolo elettrico a batteria si può saltare direttamente il doppio passaggio.

Non vi è dubbio che sia cosi ma è anche vero che ottenere energia elettrica in maniera rinnovabile, in particolare dal Sole, apre prospettive nuove e, fino a poco tempo fa, inimmaginabili. Il Sole invia sulla Terra un’energia 10.000 volte superiore a quella che viene utilizzata quotidianamente in tutto il mondo. In meno di 1 ora manda sulla terra una quantità di energia maggiore dell’intero fabbisogno energetico annuale dell’intero pianeta. Abbiamo quindi a disposizione una inesauribile fonte di energia, con tecnologie solari di conversione diretta (fotovoltaico) ed indiretta (eolico, moto ondoso, ecc.) ormai più che mature ed efficienti.

idrogeno pulito
La mappa dell’irraggiamento solare in Italia

Quando finalmente potremo, e dovremo, produrre energia rinnovabile pulita in abbondanza allora sarà anche possibile utilizzarne una parte, quella non direttamente stoccabile in batterie o trasferibile sulla rete elettrica, per produrre idrogeno pulito. Il quale può essere conservato e trasportato agevolmente e poi utilizzato, quando serve. Ad esempio per l’autotrasporto pesante sfruttando i vantaggi rispetto all’utilizzo delle batterie, tra cui maggiori autonomie e minori tempi di ricarica.

E poi arriverà la fotosintesi artificiale

Senza tenere conto che in un futuro non lontanissimo, tramite i processi di fotosintesi artificiale attualmente allo studio nei centri di ricerca di tutto il mondo tra cui il nostro  sarà possibile produrre idrogeno direttamente in un solo passaggio da sole e acqua. Si tratta di argomenti di ricerca e sviluppo considerati prioritari dai programmi europei per il decennio appena iniziato. Ciò consentirà di produrre idrogeno pulito a volontà. Servirà non solo per l’autotrasporto (come “combustibile solare”) ma anche per tutta l’industria che lo utilizza già adesso ma prodotto da fonti fossili.

Il futuro del nuovo trasporto sostenibile, a batterie o ad idrogeno (due facce della stessa medaglia), è ormai arrivato  e non può essere più fermato. Bisogna solo agevolare ed accelerare il più possibile la transizione, ad esempio abbandonando e disincentivando una volta per tutte l’autotrazione a combustibili fossili (incluse, a mio modesto parere, anche quelle parzialmente a combustibili fossili).

Direttore del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano – Bicocca

l

68 COMMENTI

  1. Egregio Emanuele, mi fa l’onore di citarmi e non posso che contraccambiare. “Produzione, trasporto, stoccaggio, sicurezza, costi ecc. e ognuno di questi aspetti ne contiene altri.” Orbene, perché intestardirsi nel mettere a punto una (nuova?) filiera così lunga e complessa e fastidiosamente simile a quella delle fonti fossili…”beh, allora possiamo aggiungere che è anche fastidiosamente simile alla filiera di fornitura delle…mele. Il punto secondo me è capire che non esiste una sola via, un santo graal che ci toglie ogni impaccio. L’energia elettrica ha tante qualità, ma non va bene sempre e comunque. Circa l’aspetto politico, in un modo o nell’altro siamo sotto padrone, e ci vuole altro che la rivoluzione energetica.

    • Egregio Luigi, grazie per la controcitazione.

      L’esempio della filiera delle mele, però non è corretto. A meno che non abbia una automobile con il motore a mele, o un Boeing 777 con le turboventole alimentate a sidro.

      Come ho detto in altro commento, la similitudine tra filiera del petrolio e dell’idrogeno sta nell’alto costo in termini di entropia dell'(eco)sistema. Anche nelle migliori condizioni citate dal prof. Abbotto – idrogeno verde e fotosintesi artificiale – ci sono sempre passaggi, trasformazioni che coinvolgono materia (H, O, C etc.) che si possono eliminare se l’energia viene trasformata in energia elettrica il più a monte possibile nella catena degli usi e distribuita o immagazzinata come tale.

      Come precisato a Massimo Degli Esposti, io non sono contrario all’uso dell’idrogeno come vettore dell’energia, se non vi sono altri modi, soprattutto quando l’idrogeno può sostituire fonti fossili.

      “Circa l’aspetto politico, in un modo o nell’altro siamo sotto padrone, e ci vuole altro che la rivoluzione energetica.” Su questo, Luigi, dissento fortemente. Quello che, a mio modesto parere, non si comprende ancora con sufficiente chiarezza è la portata della “rivoluzione energetica” che abbiamo davanti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome