Idroelettrico, estate nera/Da giugno ad agosto sempre peggio: bacini vuoti

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La crisi idrica continua a mettere sotto pressione l’idroelettrico, mentre la mancanza di piogge e la scarsità di neve sulle Alpi stanno riducendo il contributo di una delle principali fonti rinnovabili del Paese. Una situazione che rischia di arrivare al punto più critico a settembre.

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La siccità morde in tutta Europa. In rosso scuro la situazione più estrema, in marrone più chiaro le situazioni di siccità grave (Fonte: Meteolive).

Assoidroelettrica: riserve d’acqua in esaurimento

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Paolo Taglioli

Le prospettive per l’idroelettrico italiano sono tutt’altro che incoraggianti. Secondo Assoidroelettrica, l’associazione che rappresenta i produttori del settore, il calo della produzione registrato a giugno è soltanto l’inizio di una stagione particolarmente difficile.

«Luglio sarà peggiore di giugno e agosto peggiore di luglio», ha spiegato il direttore generale Paolo Taglioli, evidenziando come l’assenza di precipitazioni e il progressivo esaurimento delle riserve idriche stiano compromettendo la capacità produttiva degli impianti.

I dati di Terna confermano il quadro: a giugno la produzione idroelettrica è diminuita del 24% su base annua, mentre nel primo semestre il calo è stato del 20%. Il dato arriva dopo un 2025 già negativo, chiuso con una riduzione del 21% rispetto ai livelli eccezionalmente elevati del 2024.

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Meno neve e pioggia: il peso del cambiamento climatico

Alla base della crisi ci sono fattori ormai ricorrenti. La riduzione dell’innevamento alpino e le temperature elevate hanno anticipato lo scioglimento della neve, privando fiumi e bacini di quella riserva naturale che normalmente alimenta la produzione idroelettrica durante l’estate.

 

Come osserva Taglioli, i fiumi «sono come candele, bruciano lentamente fino a esaurirsi». Senza neve e con lunghi periodi senza pioggia, le sorgenti si riducono progressivamente fino a prosciugarsi.

L’equivalente in acqua della neve sulle Alpi è risultato inferiore del 14% a marzo e addirittura del 50% ad aprile, mentre il caldo eccezionale di giugno ha accelerato ulteriormente la fusione del manto nevoso.

Anche le precipitazioni hanno contribuito al peggioramento: nel Nord Italia, area che concentra gran parte della capacità idroelettrica nazionale, tra marzo e maggio le piogge sono diminuite dal 30 al 50% rispetto alla media.

Laghi sempre più vuoti, a settembre le resa dei conti

Gli effetti della siccità sono già visibili nei principali bacini del Nord.

A inizio luglio la Lombardia presentava un deficit idrologico del 36% rispetto ai valori medi considerando acqua immagazzinata in laghi, invasi e neve. Il Lago Maggiore ha perso circa 52 milioni di metri cubi d’acqua in dieci giorni, mentre il Lago di Como ha registrato una riduzione di 33 milioni di metri cubi.

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Secondo Assoidroelettrica, le riserve disponibili potrebbero esaurirsi entro settembre. Se anche quel mese dovesse trascorrere senza precipitazioni significative, il Paese potrebbe raggiungere il momento di massima criticità, mentre le piogge autunnali saranno determinanti per capire se la situazione inizierà a migliorare.

Un problema che riguarda tutta l’Europa

La crisi non interessa soltanto l’Italia. Secondo quanto riportato da Montel, i flussi idroelettrici nell’arco alpino europeo sono ormai vicini ai minimi storici e, almeno nel breve periodo, non si intravedono segnali di miglioramento.

Le elevate temperature stanno creando difficoltà anche ad altre tecnologie di produzione elettrica. In Paesi come Francia e Ungheria, ad esempio, il caldo e la scarsità d’acqua stanno limitando la produzione nucleare proprio mentre la domanda di elettricità cresce per effetto delle ondate di calore.

Per l’Italia il quadro conferma quanto la disponibilità di acqua stia diventando una variabile sempre più strategica per il sistema energetico. L’idroelettrico, che resta una componente fondamentale delle rinnovabili nazionali e della flessibilità della rete, dovrà fare i conti con eventi climatici estremi sempre più frequenti e con la necessità di adattare la gestione della risorsa idrica a un contesto ormai profondamente cambiato.

  • LEGGI anche:Il cambiamento climatico è qui. Basta discuterne, affrontiamolo” e guarda il VIDEO

 

 


 

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