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I viaggi lunghi non fanno per l’elettrico, perché parlarne?

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La Tesla Model 3, l'elettrica più venduta al mondo, ha un'autonomia omologata di 602 km (versione Long Range).
I viaggi lunghi non fanno per l’elettrico, perché ne parlate tanto? Massimiliano è convinto che sia autolesionistico parlare di trasferte di 400-500 km. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri messaggi vanno inviati a info@vaielettrico.it

I viaggi lunghiI viaggi lunghi? Sono solo l’eccezione, in genere non fai più di 50 km al giorno

“Vi scrivo dopo aver letto l’ennesima esperienza di altri lettori riportata nella rubrica “Ricarica in vacanza. Ho notato che il tema della mobilità elettrica viene affrontato quasi esclusivamente proprio con esperienze relative a viaggi più o meno lunghi. Trovo che questa scelta non sia il massimo da un punto di vista della “fedeltà di rappresentazione”. Statisticamente sappiamo infatti che la maggior parte delle persone percorre giornalmente meno di 50 kmq  mentre i viaggi che superano ad esempio i 400 km giornalieri sono molto molto più rari. Perché scegliere costantemente di rappresentare la situazione della mobilità elettrica partendo dalla casistica più rara, nonché più problematica? Se ne fornisce inevitabilmente un’immagine non veritiera (quantomeno distorta). Tanto che ad esempio, leggendo i commenti, in moltissimi fanno riferimento al fatto che la mobilità elettrica non è ancora matura ecc. ecc.

viaggi lunghiRicarica in vacanza? Molto meglio parlare di ricarica a casa

Probabilmente è la verità, ma solo per quanto riguarda i viaggi più lunhi (!!). Quando invece la maggior parte degli utilizzatori di auto elettriche, nell’80-90% dei casi ricarica a casa propria un giorno sì e uno no. Senza perdere un minuto dal benzinaio e risparmiando sulle spese di gestione.  La mia proposta è: sospendete la rubrica “Ricarica in vacanza“. Sostituendola con qualcosa che mostri quanto sia semplice da un punto di vista della gestione (oltre che conveniente), possedere oggi un’elettrica. Magari inviterei i lettori a spiegare come hanno risolto i problemi di ricarica domestica (e/o lavorativa, per chi ha fatto installare colonnine presso il datore di lavoro). E soprattutto proporrei loro di scrivervi inviandovi la loro “settimana tipo“. Vorrei che divulgaste esperienze di vita comune più rappresentative della reale esperienza di chi possiede un’elettrica“. Massimiliano Giordani

I viaggi lunghi non devono essere un tabù

Risposta. Questo sito non è nato per promuovere l’elettrico, ma per raccontarlo in tutte le sue sfaccettature, nel bene e nel male. Con una particolare attenzione al progresso tecnologico, che fa sì che ogni anno escano auto con autonomie sempre più estese. E quindi in grado di affrontare i viaggi lunghi di cui Lei parla. La stessa Tesla Model 3, l’elettrica più venduta al mondo, ha un’autonomia omologata di 602 km. Non tutti possono o vogliono permettersi di avere una o più auto in famiglia e quindi una EV dev’essere in grado di non affrontare solo i piccoli spostamenti quotidiani. E questi resoconti servono a scambiarsi esperienze, opinioni, suggerimenti. E anche a segnalare quel che non va in una rete di ricarica ancora in fase di completamento, con limiti di capillarità e (a volte) di malfunzionamento. Della ricarica domestica abbiamo parlato diffusamente e ancor più lo faremo in futuro. Ma siamo convinti che viaggi di 500 km saranno presto il “new normal“. Anche facendo sentire la voce dei clienti.
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63 COMMENTI

  1. Io di viaggi ne ho fatti con l’elettrica ma sono pienamente d’accordo con il lettore che scrive…. Fatevi furbi e se fate le vostre “brutte” esperienze, sono vostri errori e interessano poco a chi ha già esperienza e danno una lettura sbagliata a chi non ne ha… Vi prego al rientro, scrivete sul diario personale, parlatene con mamma o il terapista, ma lasciate perdere la condivisione della vostra esperienza sbagliata

  2. A me sembra voler nascondere il problema non parlando del caso d’uso del viaggio lungo.
    Vero che molti quotidianamente fanno pochi km, però è anche vero che non tutti hanno due auto, o magari ne hanno una seconda piccola, non adatta a viaggiare. Stiamo parlando si auto da 30/40k in su, sentirsi dire che non sono adatte ad un lungo viaggio non è il massimo.

  3. Caro Massimiliano, la quotidianità in elettrico non viene raccontata perché è di una noia mortale, ti alzi con la macchina carica (o con il livello di carica che hai deciso tu), vai al lavoro, lavori, torni a casa, la mattina dopo la macchina è di nuovo carica come il giorno prima… mai un minuto di avventura con il bancomat al distributore, mai uno sciopero dei benzinai, mai un ciclista che ti manda a quel paese perché gli hai scaricato in faccia una nuvola di fumo tossico, mai una candela o un filtro da cambiare…

    • Beh, col termico è uguale, solo che non devi riattaccare i cavi ogni volta che rientri a casa e staccarli quando esci, se fai tantissimi km una volta a settimana ti fermi 5 minuti (meno del tempo impiegato a staccare e attaccare i cavi ogni giorno per una settimana) altrimenti ogni tre settimane o un mese vedi il benzinaio. Se c’è sciopero (due giorni all’anno di media?) vai il giorno dopo.. Perché.. Hai ancora autonomia per un’altra settimana di lavoro e non ti serve andarci, però almeno se trovi la pompa di benzina occupata aspetti 5 minuti non mezz’ora o più probabilmente ore perché è stata lasciata parcheggiata fino a sera
      Eh si è una gran fatica.. Ma che vi han fatto i benzinai che vi da così fastidio tirar su la pistola e tenerla premuta un paio di minuti per fare il pieno?passarci venti volte in un anno è così traumatico? 😂 Vi lamentate che sembra che tutti devono fare milioni di km al giorno, ma invece al benzinaio ci andavate ogni giorno? Cioè, finché metti dieci euro alla volta non è che puoi dar colpa al benzinaio, fai il pieno e lo rivedi dopo 800km, poi stan pure scendendo i costi anche quel trauma si alleggerisce 😂

      • Ma sì, e poi vuoi mettere viaggiare con il portafoglio bello leggero? di ritorno dalle vacanze e dopo 1850 km e 80€ di spesa era decisamente troppo pieno…. avessi avuto il mio vecchio diesel avrei sicuramente trovato almeno tre benzinai che mi avrebbero aiutato ad alleggerito!!

    • Caro Christian sarebbero è esattamente quello a qui mi riferivo!! Ho capito la parte problematica rappresentata dai lunghi viaggi, ma leggendo i commenti come vedi si batte sempre e solo sugli stessi punto quando la realtà arriva ad essere addirittura noiosa oltre che economicamente conveniente. Ma ho idea che in generale chi non vuole capire lo fa un po’ per “malizia” più che per scarsa conoscenza.. l’unica cosa che mi dispiace a questo proposito è di solito vale la regola del “chi è causa del suo male pianga se stesso” ..mentre per le questioni ambientali è diverso perché respiriamo tutti la stessa aria.

  4. Il commento di Gianni mi sembra fuori luogo: se si sostituiscono 4 auto endotermiche, magari rottamandole, è più che etico. I contributi sono erogati con i soldi di tutti, ma tutti ne beneficiano in termini di salute. Il fruitore diretto ha bisogno di contributi (incentivi) perché si sobbarca una spesa non indifferente e affronterà una serie di problematiche (che ben conosciamo), che meritano un supporto iniziale.
    Bisogna chiedersi se gli incentivi siano adeguati: secondo me quasi mai. Chi acquista l’auto elettrica il più delle volte ha o installa un impianto fotovoltaico: altre spese che rientreranno nel tempo, ma intanto si spende per il futuro e per la comunità, che beneficia della scelta green del singolo.
    L’incentivo per la rottamazione, spesso non giustifica la scelta: chi fa pochi chilometri in auto come me, spende per tenerla in ordine, ma non ha interesse a rottamarla per acquistarne una nuova, tantomeno elettrica. Se poi guardiamo il mondo delle due ruote è ancora peggio: avendo deciso di acquistare uno scooter elettrico ed essendo terminati gli incentivi, ho accettato lo sconto del venditore. Ho speso la stessa cifra che avrei pagato con gli incentivi e ho venduto il mio vecchio scooter (in ottime condizioni), realizzando una cifra pari al doppio dello sconto rottamazione (per la quale, oltretutto, paghi a parte) . Però il vecchio scooter continua a circolare e inquinare: lo sconto rottamazione dovrebbe essere molto allettante, altrimenti va bene solo per chi deve eliminare un catorcio in pessime condizioni…

    • Non hai considerato la percorrenza, 80k anno su 4 mezzi è solo un vezzo.
      Come te ho un land cruiser che sta quasi sempre in garage, in 2 residenze diverse ho una moto e un burgman, uso il treno per percorsi lunghi, che con tablet e cellulare non è più alienante.

  5. Da 4 anni ho solo auto elettriche, 4 anni fa’ decisi di rottamare tutto il parco macchine 4 per la precisione e ancora in ottimo stato ma euro4, presi gli incentivi statali e della Lombardia, tutti mi diedero del pazzo perché mediamente percorro almeno 80mila km anno, alla fine ad oggi posso dire di avere risparmiato ulteriori 4k somma solo di bolli annuali, mediamente il consumo rispetto ad una auto a combustibile é di almeno un quarto, quindi se spendevo 10k di combustibile ora ne spendo molti meno e mi permetto cariche gratuite e fotovoltaico, spero di aver prodotto molta meno CO2, e non intossicato nessuno certo in città, oltre a girare dove voglio anche con eventuali blocchi e poter godere di auto di prestazioni da super car almeno in certi momenti, fare 500/800 km al giorno mi pesa la metà di stress e ci metto lo stesso tempo di prima, perché comunque mangio, devo vedere il telefono, e comunque al massimo una ricarica fuori porta per questi tragitti mi prende 20 minuti, arrivo molto più riposato e se vogliamo di nuovo il giorno dopo la voglia e il piacere di salire e fare di nuovo chilometri, cosa che prima non mi sarei immaginato. Auto in questione é una Tesla, oggi probabilmente altri marchi sono alla altezza, quindi pensate elettrico e la vita ti migliora certamente.

    • Comprare 4 elettriche per 80k km anno, con incentivi, quindi denaro dei contribuenti, è poco etico, molto inquinamento da produzione

      • Poco etico è stato ed è continuare ad incentivare tutte quella attività che non fanno bene al pianeta, come per esempio la produzione di energia da fonti non rinnovabili, aver incentivato e insistere nell’incentivare auto a combustione come si è fatto da 20 anni a questa parte, incentivare, facendo lievitare i prezzi dei materiali da costruzione, con il bonus 110%, l’efficientamento energetico senza un minimo controllo e così via. Tu sei giustamente indignato per gli incentivi alle auto elettriche, ma lo sono pure io.

        • Concordo soprattutto 110 che di fatto ha distrutto un ns condo dai litigi.
          Rottamazione + costruzione di una auto nuova ha un forte impatto ecologico sul pianeta, un vantaggio solo nel mio intorno.
          Sino stato nelle Filippine, che un paese hi tech, è pieno di bus vecchissimi che emettono una piuma nera densa e velenosa. Dovremmo inviare i ns vecchi mezzi euro 4 in cambio della loro rottamazione

  6. Anche secondo me le esperienze di viaggi con lo auto elettriche sono involontariamente tragicomiche, ma un pregio lo hanno avuto: evidenziano che la strategia di abbinare la ricarica a applicazioni comunali/locali/dell’operatore è perdente, qualcuno ne ha dovute installare 3 per un solo viaggio!
    Molto meglio una ricarica semplicissima self service con accettatore bancomat o perché no in contanti, affiancata a tali app.
    Tanto per la ricarica rapida lo scenario è di stare attaccati 20-30 minuti al massimo mica una notte intera

    • Le colonnine comunicano già con la macchina in fase di ricarica. Non vedo perché non implementare un sistema di pagamento: precarichi un credito sulla tua auto (o la colleghi a carta di credito/ fai accesso paypal ecc) e la carica parte semplicemente inserendo il cavo. Non dico che sarebbe facile, ma certamente fattibile. Presumo lo scoglio sia mettere d’accordo tutti: se nessun costruttore di auto implementa un sistema del genere, di riflesso nemmeno nessun costruttore di colonnine investirà in tal senso.

    • Anche perché, in presenza di diverse colonnine, nulla vieta di centralizzare i pagamenti a un unico chiosco che poi attiva la colonnina indicata, esattamente come ora un benzinaio ha un solo punto di pagamento per 4 o più pompe, a volte uno in più per velocizzare le soste e quindi fatturare di più nel medio lungo periodo ma è dovuto soprattutto alla rapidità di rifornimento, se su 2 o 3 minuti per fare il pieno ne aggiungi 5 di coda per pagare diventa brutto, su una carica da 20 minuti anche se aspetti un attimo incide meno, così in questa prima fase almeno si bypassa il problema dei costi per hardware dedicato su ogni stallo, i contanti posso capire possano essere un problema nel senso che qualcuno deve andare a svuotare ogni tot cambiare rotolo scontrini etc… Pago bancomat no però.. Ma le colonnine sono state pensate come punto non gestito da nessuno in loco, nessun dipendente da assumere e pagare per abbattere i costi di gestione, cosa che han i benzinai che appunto ogni giorno scaricano i contanti rotolo ricevute etc etc e son pagati con il ricavo del litro che mettiamo in auto, l’andazzo non sembra nemmeno prevedere aree di ristoro gestite (un barettino per caffè, un po d’ombra o riparo da intemperie) perché i volumi non lo rendono economicamente sostenibile per il singolo esercente, oggi vediamo tante idee di Audi tesla etc per queste strutture ma son ben lontane dal essere, non dico la normalità, ma quantomeno diffuse
      La rivoluzione di praticità ci sarà quando entreranno in essere i sistemi di riconoscimento veicolo e fatturazione automatica a bordo dell’auto/app auto di cui si parlava pochi giorni fa, sempre se i costruttori non abbiano già in mente altri modi più lucrativi e si inventeranno qualche scusa per rallentarne la diffusione (non mi pare ci siano leggi o linee guida di qualche stato che spinga per una soluzione più pratica di pagamento)

    • Credo che sia già stato detto centinaia di volte, chi usa assiduamente una BEV non vuole pagare il prezzo pieno dell’energia e quindi preferisce usare una tariffa flat che si può attivare solo disponendo di tessere dedicate, RFID oppure APP. Tutto cambierà quado verrà diffuso e si utilizzerà il plug&charge.

      • In effetti in questo periodo non posso ricaricare in casa a causa di un cantiere e mi sono dato alle flat. Prima la enel-x small, poi avendo in programma una gita di 500 km totali sono passato alla large che sto per esaurire. Poi con le flat si paga sempre lo stesso (ovverosia poco) anche alle colonnine fast, che è una gran bella cosa. E finalmente anche in autostrada comincia davvero ad esserci una rete: tra Reggio Emilia e Abano terme ci sono fast a Modena (Secchia Est e Ovest), Bologna (Zola Predosa Est e Ovest) e Ferrara (Po Est e Ovest), e magari ne sto anche saltando qualcuna.

  7. Parlo da ex metanista quando c ‘ erano 700 pompe in tutta Italia e 400 erano sopra Roma..Ricordo il primo viaggio pianificato con tappe e distanze su fogli stampati del percorso alle pompe poi presi un Tomtom.Ricordo un altro viaggio in Calabria dove qualunque pompa era ad almeno 90 km.Ma ricordo anche il forum di chi aveva fatto itinerari e dava consigli.Ecco credo che per le elettriche sia lo stesso

    • Però.. Col metano se quei 90km non riuscivi a farli, 10€ di benzina e non resti bloccato a secco hai speso più del necessario ma meno che chiamare assistenze e sicuramente ore guadagnate, trovare una presa in prestito dove tra un comune e l’altro ci son 30km di nulla non sarebbe bello in elettrico (chissà a spingere una tesla che muscoli ti fai)

  8. Sono Massimiliano, l’autore della “proposta” che stiamo commentando. Vorrei ringraziare la redazione per averla pubblicata perché penso sia importante confrontarsi anche tra noi lettori su certe tematiche e di conseguenza non posso che ringraziare per lo spazio che ci viene offerto in questi casi. Per quanto riguarda il mio intervento, prendo atto della risposta della redazione sottolineando che io però non ho parlato di mettere in evidenza solamente gli aspetti positivi nascondendo quelli problematici. La mia proposta puntava semplicemente ad ottenere una rappresentazione (più) fedele dello stato della mobilità elettrica: troppo spesso infatti leggendo i commenti alle esperienze di viaggio dei lettori, si legge la solita frase che “bolla” l’elettrico come ancora non pronto. Sostanzialmente è la stessa critica che fa il cittadino “mediamente disinformato” che puntualmente fa notare come manchino le colonnine o quanto sia scarsa l’autonomia delle EV ecc.. ecc.. Ecco secondo me siamo di fronte ad una incomprensione di fondo in quanto troppo spesso si prende una situazione statisticamente di nicchia (i lunghi viaggi) per “etichettare” come ancora inadeguata l’intera mobilità elettrica (che invece numeri alla mano è fatta di poiccoli spostamenti e di zero colonnine). Mi piacerebbe che la mobilità elettrica fosse raccontata ai “mediamente disinformati” in un modo tale da pemettere di evitare questa specie di incomprensione di fondo che noto sempre ..e che non ritengo minimamente rappresentativa della realtà. Questo ovviemante è solo il mio punto di vista, magari a qualcuno verrà in mente un modo più appropriato per evitare i problemi che ho descritto.

    • Ciao Massimiliano (premetto che non ho letto i commenti sotto ancora), ho letto con molto interesse l’articolo, in realtà ero pronto a trovare un articolo diverso con più polemica e ho apprezzato, posso dirti la mia, essendo uno di quelli che rientra dall’altro lato, ovvero chiedo una autonomia pari a un termico non energivoro di pari categoria (posso anche capire un 10/15% in meno) e non parlo di auto strambe, io ho una clio che è una delle meno energivore in assoluto ma c’è la polo, la stessa golf se guidata a modo e la cilindrata giusta, purtroppo molti vedono diesel = SUV/berlina da giga cavalli e quintali.. Ma in strada c’è molto altro hehe per carità capisco che appunto chi come dici non fa più di 50km al giorno è magari lo fa spezzati in 4 viaggi il diesel sia impossibile per il FAP (che se ci si lavorasse…)
      Il fatto è che c’è una bella fetta di popolazione, che magari non giornalmente ma in due o tre giorni 400 km li fa, come prassi più le eccezioni, chi fa tanti km per lavoro è anche portato a farne tanti per la vita privata, al contrario chi ne fa molto pochi ogni giorno e magari non tutti i giorni, pensare di andare a 20km fuori città sembra il viaggio della speranza, questo per dire che chi non è da un lato può non vedere alcuni aspetti, tanto non tutto è soggettivo.
      Purtroppo si fa spesso fatica a ragionare sui grandi numeri, assumiamo che si fa come dici, nel senso che ci si accontenta di autonomie tra i 100 e 500km in base a quello che spendi… Prima di tutto c’è una questione democratica di base, se hai i soldi puoi risparmiare tanto tempo in ricariche quando ti sposti se non ne hai ogni 80km ti fermi almeno mezz’ora… Ma non pensiamoci, ora, per limitare il più possibile le ricariche di auto da 100/200km che non vogliono far tanto, magari farsi un Milano Livorno o un Torino Venezia per un weekend di svago, un museo, una giornata in spiaggia un parente che sta male da raggiungere, tutti andranno a 90/100… Ora vedilo sui grandi numeri, il totale delle auto che ogni giorno viaggiano in autostrada non supera i 90, vuol dire (non contando i cretini dei 150 all’ora) diminuire di un 20% la portata delle autostrade, e tre corsie non andranno mai alla stessa velocità, i ricchi andranno a 110 perché cmq con autonomie del genere comunque dovrai ricaricare o all’andata o al ritorno, questo enorme imbuto alla viabilità principale statale si riversa di conseguenza sulle strade collaterali che sono comunque più lente e crea congestione. Tutte le auto di ogni esodo ogni 200km di media dovranno ricaricare, vanno installate quante colonnine in autostrada? Almeno pari al 50% dei veicoli transitanti ogni giorno,continui mini picchi di assorbimento che al contrario di grossi e più prolungati innescano i meccanismi di compensazione di centrali e accumuli in modo più efficace ed efficiente.
      So che è una cosa molto astratta, ma pensare alle conseguenze/necessità a domino è un esercizio utile per tarare le proprie idee in modo più utile, comunque c’è da dire che in un futuro con guida autonoma totale questo possa essere un plus, gestito senza la variabile umana (colonne a elastico son l’esempio lampante) tutto questo flusso verrebbe gestito e i tempi e consumi generali saranno sgravati con beneficio non solo della viabilità

      Riguardo alla serenità della autonomia, forse oramai hai scordato com’era guardando gli altri lati positivi, un esempio reale, appena rientrato da una due giorni Brianza Firenze musei fitti in successione, mangiate e di ritorno, non ho guidato io questa volta ma abbiamo usato una golf 1.6 (non so i cv ma abbastanza hehe) fatto sta che siamo partiti, il mio amico aveva già fatto una sessantina di km dal pieno per i fatti suoi quindi andata a Firenze, il giorno dopo a San Gimignano, rientrati di corsa a Firenze (dimenticato in hotel roba hehe) tornati indietro per mangiare zona Barberino, giro outlet di mezz’ora per bagno e ritorno in Brianza, i chilometri? Non li so, non ci abbiamo nemmeno mai pensato, al ritorno l’autonomia segnava 100km più del tragitto ed è l’unica cosa che abbiamo controllato, e qui vengono i ma.. L’albergo in area ztl colonnine mai viste nemmeno girando la città, parcheggiato a pagamento in classicola rimessa super fitta che era senza colonnina, avrei potuto prenotare un albergo con ricarica diranno i fedelissimi, si è vero, ma non avrei pagato 70€ in due a 10 minuti camminando piano dagli Uffizi, mai usato mezzi pubblici solo i piedi, a San Gimignano se c’erano colonnine non le ho viste magari si, in 3 parcheggi da 200 posti non ne ho viste, l’imprevisto dell’albergo? A mangiare dove ci han consigliato non c’erano colonnine, si c’erano all’outlet, ma credo che a quel punto avremo fatto almeno boh 600km?mai pensato al benzinaio… Le pause le abbiamo fatte all’andata perché senza traffico eravamo in anticipo (a 110 saremmo stati in orario praticamente), la pianificazione del viaggio 15 minuti per trovare e prenotare albergo, 10 minuti per il pass Uffizi (non è così facile da capire quel sito hehe) fine, saliti in auto alle 7 messo navigatore, e goduti tutto il tempo in città, 1h 2h di cariche tra andata e ritorno? Tempo perso per turismo o tolto al sonno, ma per carità non tutti fan vacanze di due giorni e io son strano, ma quello che ci tenevo a sottolineare è che non mi son posto il problema dei chilometri da affrontare mai una volta

      Riguardo al non essere maturo, questa è la cosa su cui sono assolutamente più d’accordo (se sui km oggi è già per molti non è per tutti, evitando di guardare i costi), praticamente le auto termiche sono vicine all’essere mature oggi, dopo quanto quasi un secolo di sviluppo? Certo le elettriche han ereditato un buon 60/70% del know how e sviluppi, ma c’è tutto il restante 40/30 che oggi ha un potenziale inimmaginabile, come cent’anni fa non si immaginavano minimamente le termiche che ci sono oggi, il comfort, l’autoradio, i display con il navigatore..forse nella fantascienza, quello che intendo con non essere matura è questo, ogni giorno c’è una nuova idea, tecnologia, servizio che viene proposto, tutto questo non può essere indice di tecnologia matura, ora ci si focalizza sui temi grossi da smarcare come autonomia efficienza alle alte velocità, economia di produzione e impatto ambientale poi verranno le finezze che oggi non pensiamo nemmeno (l’aria condizionata non ci si pensava sulle prime auto aperte hehe) chiaro non posso parlare per tutti sicuramente ci sarà chi dice che non son pronte solo perché non ha mai nemmeno pensato se gli possa andare bene e in molti casi è facile potrebbe

      • Credo che occorra cambiare mentalità ed abitudini, Xardus, ed in fretta. Non possiamo permetterci ulteriori pessime (per la situazione) abitudini (per il pianeta).
        Le comodità innegabili a cui il bruciare fossili ci ha abituato, hanno portato ai dissesti climatici attuali. E sono in continuo e sempre più rapido peggioramento. Ed il problema non è solo, per ora, che si passa in tre giorni da 42 gradi a 19 e da siccità ad alluvioni e tifoni: purtroppo sta morendo della gente, qui ed in giro per il mondo. E siamo solo all’inizio! Presto, ci saranno luoghi della terra invivibili. Milioni di persone obbligate all’esodo, dirette verso chi non le vorrà: sai che spasso! Ed anche guardando solo ad adesso, sono situazioni che non avevamo mai vissuto nei 200 anni precedenti (e nemmeno prima, penso, ma nessuno registrava dati climatici). Devi tornare indietro di centinaia di migliaia di anni per avere un cambiamento climatico così drastico. Solo che allora il mutamento del clima ci metteva migliaia di anni ed era “naturale” (vulcani o meteoriti, per lo più), invece noi lo abbiamo causato in meno di 200 anni, ed in particolare negli ultimi 50. Noi (umanità) emettiamo ogni anno il doppio della CO2 emessa da tutti i vulcani attivi (ed ovviamente si aggiunge), ed è in continuo aumento.
        Se non cambiamo testa ed abitudini molto in fretta, le nostre comodità spariranno, per legge e/o per l’evolversi (tragicamente in peggio) della situazione. Il nostro stile di vita non è più sostenibile dal pianeta. O si cambia, ed in fretta o, come avvenuto almeno quattro volte nella notte dei tempi, semplicemente ci estingueremo. E non sarebbe poi questo gran male per tutto il resto della biosfera (quello che ne rimane, visto che siamo peggio dei virus: uccidiamo e distruggiamo tutto, anche chi ci ospita. Solo che i virus non ragionano… noi, invece… pure!).
        Non pensate al miracolo della tecnica che ci permetterà di continuare a distruggere tutto. Perché, anche senza emissioni, saremo sempre più distruttivi: siamo in troppi, dobbiamo disboscare tutto, cementificare, asfaltare. Non può continuare così, nemmeno se avviene un miracolo tecnologico. Dobbiamo fermarci, o non avremo scampo. Dobbiamo imparare a cambiare drasticamente abitudini e stile di vita.
        Dimenticatevi, e dimenticatevene in fretta, i viaggi di 1.000 Km con un pieno: sono solo malcostume se fatti inquinando. O le gite fuori porta di 150/300 Km per “divertirsi”. Se si inquina, oggi, anche questo “innocente” spasso, è comunque immorale.
        Poi fate come volete: io, se mi va di lusso, fra 20 anni non ci sarò più. Credo che, comunque, avrò purtroppo il modo di vedere (e subire) drastici cambi di qualità della vita e disastri di varia natura. Sempre che non ci sia una cura più rapida per il male, offertaci da chi dispone di armi atomiche, mire espansionistiche e mani che prudono, visto che sono quasi 80 anni che non ci sono massacri generalizzati a livello mondiale.
        Vedi bene che abbiamo da “scegliere”: estinguerci per disastri ambientali e climatici o estinguerci ancora più rapidamente per una bella guerra. Che bestie interessanti che siamo, e saremo state, se continua così.

        • Possiamo pensare che sia bello cambiare le abitudini, ma non basta desiderarlo perché sia fattibile, ci vogliono delle soluzioni, e la soluzione è non accettare auto al di sotto di certi standard, quando arriveranno verranno adottate in massa, do certo le prime auto non erano adottate in massa, costavano troppo e non avevano senso per gran parte della gente, quando han raggiunto certi standard e prezzi magicamente ogni famiglia ne ha avuta una poi due poi tre.. Ma cosa c’è di sbagliato nel pretendere una tecnologia migliore? Oggi han fatto le elettriche da 30k per un tollino al risparmio sulla qualunque e quindi basta? Per i prossimi cinquantamila anni devono restare a questi prezzi a questi consumi e autonomie? Ma seriamente?
          Basta metterla su ecologia e basta, le auto non risolvono il problema, mettetevelo in testa, cambiamo tutte domani e non cambierà niente! Un anno di mezzo fermi non han cambiato niente, lo han fatto le aziende e i trasporti chiusi o rallentati, i ricchi che possono permettersi le elettriche sono una frazione della popolazione reale, a cui interessa di più tenersi la casa calda piuttosto che far gli spari ai semafori e agli stop con la coppia esagerata.
          Gente che predica di cambiare auto e magari fa due docce al giorno (perché l’aria condizionata a temperatura ideale toglie troppa autonomia) senza aver mai sostituito nemmeno il soffione con uno a basso consumo riempiendo di sapone industriale che poi verrà filtrato spendendo migliaia di kwh di corrente ai depuratori, o magari peggio si fan portare tutti i giorni il pranzo a lavoro da just eat, che comprano giga schermi da 60/70″ che consumano il doppio volte un 40… O ancora anziché mettersi un depuratore d’acqua ogni settimana usano e buttano decine di bottiglie di plastica da riciclare con altri migliaia di kwh

          • Purtroppo, non è questione che “sia bello cambiare abitudini”, è che tra non molto saremo obbligati a cambiarle, ci piaccia o meno. E non è nemmeno questione di desiderarlo (e poi, chi mai potrebbe desiderare di vivere peggio?). Ma saremo obbligati. Non è un’ipotesi strampalata: sarà così, e non tra molto, visto che i guai sono già cominciati. E non solo sul clima.
            Continui a pensare che il problema sia di avere auto che soddisfino le tue attuali abitudini come se le risorse di questo pianeta fossero infinite ed il suo stato “normale” immutabile: non è così. E lo sarà sempre meno.
            Tra qualche anno il problema non sarà di avere un’auto che fa millemila Km in piena comodità, senza emissioni e per 500 euro: il problema sarà di vivere, lavorare, avere una casa, evitare alluvioni e siccità, trovare da mangiare, magari con la pressione e la “concorrenza” di milioni di persone che sono obbligate a migrare.
            E con economie non più globali, divisive ma, certamente, più risicate (tralasciando eventuali guerre).
            Ma non vedi cosa sta succedendo nel mondo, sia come dinamiche politiche/economiche (stanno vincendo ovunque gli egoismi, ed i loro propugnatori, che vivono di antagonismi, separazioni ed infondendo paure. E le garanzie civili e democratiche, ed i diritti conquistati, stanno smantellandoli un pezzo alla volta, anche in occidente), sia come stravolgimenti climatici, sempre più violenti.
            Se pensi che “basta metterla su ecologia e basta” non c’è molto altro da dire. Mi sembri il tipo della famosa barzelletta che si lancia dal decimo piano di un palazzo e, ad ogni piano, dice “per ora tutto bene” sistemandosi la cravatta storta. Ma in breve arriverà in fondo e la cravatta non sarà più il problema. Come per noi.
            E non solo tu, ma tutti, ce ne accorgeremo (forse, perché è pieno il mondo di negazionisti e terrapiattisti), ma sarà troppo tardi.
            Lo ripeto per l’ultima volta: il problema non è il tipo di auto, la sua autonomia, la sua tecnologia ed il suo costo: i problemi sono altri, gravissimi e stanno arrivando “al pettine”, come i famosi nodi. Ed infatti è vero che le auto, da sole non risolvono il problema, lo risolverebbe il cambiamento di mentalità, dove anche l’uso di un’auto rispetto ad un’altra ha un minimo vantaggio. Minimo, ma ce l’ha! Ma se non cambi auto, più che legittimo, allora non fare 1.000 Km a gasolio o a benzina (vantandotene). Non si muore rinunciando a questi piaceri, ma fanno un sacco di bene al pianeta. Una follia? Può essere, per ora. Vedremo tra qualche anno, magari quando non avremo più città costiere, ormai sommerse e non avremo agricoltura. Né acqua dolce.
            E se c’è chi fa ecologicamente cose errate pur blaterando di ecologia, non per questo dobbiamo farle anche noi. Ciascuno deve cambiare mentalità. Chi può, da ieri.
            Come ho detto, tra qualche decina di anni io non ci sarò più. Spero di sfangarla, spero che la vecchia Terra regga ancora per un ventennio. Per il poi, già da ora, vi auguro buon divertimento con le nuove tecnologie per mezzi a basso prezzo. Ah! Probabilmente, allora, saranno barche, non auto!

    • Ciao Massimiliano, quasi tutti quelli “bollano” l’elettrico non pronto sono quelli che non ce l’hanno, mentre il 95% di chi ce l’ha non tornerebbe più indietro. Questo a prescindere dalla lunghezza dei tragitti che ognuno percorre.
      Certo ancora non è una mobilità per tutti. Poter caricare presso la propria abitazione è fondamentale. C’è anche il problema costi che ancora non permette a molti di fare il passo importante per ridurre le emissioni nocive. Quello che mi dispiace è invece vedere molte auto premium benzine e gasolio di recente immatricolazione. Se è comprensibile capire chi non può permettersi economicamente una auto elettrica diverso è chi se la può permettere ma continua ad acquistare auto a combustione disinteressandosi della situazione del nostro povero pianeta

      • Su questo son d’accordo, se puoi spendere 80/150k per una termica, difficilmente una elettrica di livello non soddisfa qualunque esigenza, la eqs ad esempio anche senza esagerare di allestimento ti dà quel che ti serve.. È francamente se hai quella possibilità ti puoi anche comprare con incentivi una colonnina da metterti dove lavori se sei stanziale o metterti un bel trifase a 11kwh in casa rifacendo impianto e a casa carichi comunque una enormità durante la notte
        Sopratutto perché chi fa certe spese per l’auto è soprattutto per l’immagine che da, e ora non c’è auto che dia una immagine migliore della elettrica che sia poi reale o solo di facciata a loro non importa di solito

  9. Dopo 18 mesi e 30k km con una auto elettrica credo di poter affermare che se le case automobilistiche che producono auto elettriche si fossero strutturate con stazioni di ricarica in stile Tesla (vero punto di forza), la mobilità elettrica avrebbe avuto un impulso di vendite molto superiore all’attuale, eliminando qualsivoglia stress da autonomia. Questo a prescindere dalle dimensioni delle batterie.
    Tornato oggi da achenkirch circa 500 km, con portabici e 2 bici elettriche, 4 valige, velocità media 120 (traffico intenso), unica sosta di 30 minuti di sosta ad Affi. Tesla Mod y.

    • Credo sarebbe stata fantascienza. Tesla e’ nata esattamente per questo dal primo bullone in poi. La sua filosofia e’ tutta incentrata sull’elettrico e sul suo mondo. Tutte le altre case avrebbero dovuto riconvertire e riprogettare tutta la loro struttura per qualcosa che a onor del vero è estranea (almeno per il momento) al loro modo di essere.
      Da una parte preferirei la pluralita’ e la differenziazione: le case facessero le auto, gli altri mettessero le stazioni. Tesla fa tutto in casa, ma ripeto, lei ci e’ proprio nata cosi.
      Pero’ un po’ di invidia c’e’…. col sorriso ovviamente.

  10. L’auto durerebbe (forse…) di più, ma le batterie molto meno: più piccola è la battetia e più spesso la devi caricare, quindi fai prima ad esaurire i cicli disponibili, oltre a stressarsi molto di più nello swap. Oltre al fatto che lo swapping richiederebbe un maggior numero di batterie in circolazione. Il costo delle stazioni sarebbe enorme (potendo servire una sola auto per volta) ed i tempi di swap al momento sono almeno il doppio dei 4/5 min di cui parli (basta guardare i numerosi video sulle stazioni Nio). Tesla ci ha studiato ed investito su un bel po’ tempo fa arrivando alla conclusione che non è una soluzione praticabile (ed a parte Nio, nessun altro sta prendendo in considerazione la cosa. 🤷🏽‍♂️

  11. io ragiono un po’ al contrario. Ho una macchina Termica, 1900 diesel. Dopo aver letto cose vere, bufale di ogni tipo, ragionamenti basati sul quello che dice mio cuggino elettrauto e avendo la fortuna di poter mettere le mani su una macchina elettrica (la famosa UP) che tra l’altro è nata più per uso cittadino che per uso chilometrico, mi diverto a sperimentare e fino ad ora, i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi anche se questi ci sono e li ho elencati in un altro articolo su questo sito.
    intanto: ricaricare una BEV conviene sempre, di piu’ o di meno in base alle condizioni, ma conviene sempre. Si e’ vero ci sono problemi di distribuzione delle colonnine, ma immagino che quando si passo’ dal cavallo al motore a scoppio i problemi fossero gli stessi, ma furono superati e anche questi seguiranno la stessa via. Avere una batteria grossa va bene pure per una macchina piccola… ricarico con meno frequenza; il swapping è bello, ma tocca convincere tutti i produttori a standardizzare questo aspetto e comunque va costruita una rete di distribuzione come le colonnine: il problema non cambia. Distanze: con una SMART termica non mi azzarderei mai di andare tra Roma e Milano anche se la macchina è in grado di farlo e c’e’ chi lo fa, credo che lo stesso valga per il dimensionamento di una batteria: se hai la macchina con 120 km di autonomia puoi andare a milano ma fai almeno 6 ricariche con tutto quello che comporta.
    Problemi? si ci sono, ma girare per Roma tutti i giorni con la macchina di servizio elettrica non fregherebbe a nessuno, nemmeno a me, in verità: rientro e attacco la spina. Pero’, prendere la macchina e fare cose un filo più avventurose per condividere le problematiche affrontate è un bene per me ma pure un modo per condividere conoscenza e soluzioni.
    Se permettete, un piccolo paragone col mio settore di lavoro: il passaggio dalle cpu 8 a 16 bit, da 16 a 32 bit e infine da 32 bit agli attuali 64…. ebbene, ogni volta si è scatenata una guerra simile a quella che vedo leggendo queste pagine. Eppure ci piace avere tanta potenza con cui giocare online.
    I problemi ci sono, non così tanti, semplicemente si cambia approccio. A proposito… qualcuno ricorda le guerre con l’introduzione del cambio automatico?

    • Il paragone con le CPU proprio non lo vedo.
      Variabili completamente diverse.
      Le auto elettriche hanno molti più colli di bottiglia ed una tecnologia che quella è.
      Sono 30 anni che si parla di ottimizzare le batterie ricaricabili.
      30 anni fa compravo le torce subaquee della Mares e se volevi più durata dovevi comprare il kit per aumentare il numero di Pile all’ interno.
      Oggi cosa è cambiato?
      Ottimizzazione si.. Ma di fondo nulla.

      • C’e’ un punto di non ritorno che ancora non e’ stato superato. Fino a pochi anni fa, una batteria era una batteria e basta, non aveva in fondo cosi’ importanza. Pure i tergicristalli sono 100 anni che sono tali e uquali… ma in fondo a chi gioverebbe. Ora sta arrivando la spinta, ecco le batterie con materiali diversi dal Litio, ecco la societa’ americana che propone un elettrolita’ da usare a mo’ di carburante e che si caricherebbe come si farebbe il pieno di benzina. Ora, il mercato si sta’ muovendo: tutti fiutano l’affare (il primo che arriva vince) e tutti sti stanno agitando.

    • -A proposito… qualcuno ricorda le guerre con l’introduzione del cambio automatico?-

      Cambio checosa? 😇😇😇😇😝😝😝😝🤭🤭🤭🤭😉😉😉

      • Comodo è comodo, ma mi fa consumare di più e il freno motore faccio molta più fatica a gestirlo in modo utile, le guerre non le ricordo però hehe i primi erano pessimi rispetto ad oggi. Il lato positivo è che con la sua diffusione, camminando per strada si sentono sempre meno cambiate che grattano che ti fan venire i brividi e male al cuore contemporaneamente 😂

    • Direi che molte delle tue considerazioni sono legate anche al fatto che stai “testando” un’auto di segmento A. La eUp è una citycar a tutti gli effetti e troveresti delle limitazioni a viaggiarci anche con la sorella termica. Già con un segmento B le cose cambiano un bel po’.
      A livello di segmento D, ormai le differenze (anche di prezzo) con le termiche equivalenti sono ridotte all’osso.

  12. Dublino-Catanzaro (4000km) con la Ioniq 5 da 58kW. A parte la mancanza di stazioni di ricarica da 150kW in su in Calabria, direi che è fattibile e le pause ricarica da 15 minuti sono una manna per sgranchirsi le gambe.

  13. “Perché scegliere costantemente di rappresentare la situazione della mobilità elettrica partendo dalla casistica più rara, nonché più problematica?”

    mmm… vediamo…
    1) perché in situazioni “normali”, città e fuori porta, non c’è nessuna termica che vada meglio di un’elettrica, soprattutto, per le meno dotate come batteria, se hai dove ricaricarla a casa e/o al lavoro;
    2) perché il “problema”, soprattutto per chi non gode del “mondo Tesla”, è l’autonomia nei lunghi viaggi. E si sa che la “lingua batte dove il dente duole”;
    3) perché nella “gara” psicologica col “vecchio mondo” delle termiche, è il lungo viaggio che per una BEV è sfidante, il terreno dove si viene “attaccati” da chi di elettriche non vuole sentire parlare (nel timore di perdere le proprie abituali comodità massacra-pianeta). D’altra parte, non è un caso che questo “bisogno” difensivo, come dimostrano le auto oggetto degli articoli sui viaggi lunghi, sia più sentito da chi non ha Tesla rispetto a chi una Tesla ce l’ha.

    Quando si viene “attaccati” in un “punto debole”, vero o presunto che sia, la risposta normale è dimostrare che nel punto debole comunque me la cavo lo stesso. E’ umano, siamo fatti così, anche perché abbiamo il bisogno, inconscio, di giustificare le nostre scelte.
    E poi, diciamolo, sai che noia dire sempre e solo che nei 15 Km giornalieri “casa-scuola bambini-lavoro-scuola bambini-spesa-casa” hai consumato un accidente, non hai inquinato (né CO2, né particolato) e sei arrivato alla sera avendo consumato un’inezia di batteria.
    Io ho una Plug-in ma, sinceramente, gli unici articoli che mi interessano (oltre a quelli con “attenzioni”, talvolta perniciose, alle Plug-in!) sono quelli tecnico-informativi e, udite udite, le esperienze nei lunghi viaggi in elettrico. La partita si gioca lì! E non giova nascondersi dietro ad un dito.

  14. Sono possessore di una model 3 da tre anni “autonomia 560 km” acquistata appositamente perché avevo calcolato che dovendo spostarmi per un percorso di mille km e viaggiando secondo il codice della strada avrei fatto solo una sosta per raggiungere la meta, invece faccio minimo tre soste. Quindi non è vero che la vettura fa i km per cui è stata omologata, mi hanno detto che sono da tenere conto tanti fattori, velocità, condizioni di strada, temperature, queste prove sono state fatte in tutti i periodi dell’anno e nel periodo invernale faccio una ricarica in più, viaggiare in elettrico va benissimo ma bisogna armarsi di tanta pazienza.

    • bhe mi sembra piu che ovvio … è cosi anche per qualsiasi termica… quale auto fa esattamente i consumi dichiarati? … anzi sappiamo benissimo che per anni ci hanno marciato sui dati farlocchi. Quindi non vedo nessuna stranezza se a velocita autostradale una macchina … elettrica o a benzina consuma di piu … piuttosto che in ambito cittadino … magari in coda la situazione si ribalta. Quindi mi domando quando lei afferma “non è vero che la vettura fa i km per cui è stata omologata” a cosa si riferisce esattamente? … perche io essendo un possessore di tesla model 3 da piu di 3 anni posso affermare che addirittura sono in grado di mantenere una media che mi permette di fare piu km dei dichiarati da omologazione… ovviamente caso particolare stando attento a come guidavo apositamente per vedere a quanto riuscivo ad arrivare.

    • Non mi risulta che le auto termiche abbiano mai fatto “dal vero” i consumi dichiarati in fase di omologazione, nemmeno usando il “piede di velluto”. Come mai lei si attendeva che lo dovesse fare un’elettrica? Tenga conto che, per ora, i cicli di omologazione sono sostanzialmente non replicabili su strada normale. Per non parlare poi dei percorsi diversi e, soprattutto, delle diversità di guida di ogni utente.
      Paradossalmente, l’unica auto con cui, per la prima volta in quasi 50 anni di guida, faccio (parecchio) meglio dei dati di omologazione, è la mia attuale PHEV. E questo significa, ahimè, che il mio utilizzo è più noioso di un ciclo di omologazione fatto in laboratorio! 🙁

    • Sono nelle stesse condizioni di partenza: model 3 del 2020, a volte percorro tragitti lunghi. Ma le tue soste non coincidono con le mie.
      Se vai a velocità sostenute oltre autovelox ricarichi a 350 km, se vai nei limiti arrivi a 450km.
      Quindi se parti con la batteria carica fai al massimo due ricariche. Se poi i 1000km sono andata e ritorno e ricarichi in sosta all’arrivo e i tempi si riducono notevolmente.
      Non capisco come puoi fare più di tre soste. A meno che non fai i 1000 km tutti in salita.

      • Stessi dati miei, Model3 LR con 24k km in 8 mesi. Per abitudine di dai tempi del termico tengo velocità 110-120 per avere grandi percorrenze, e a queste velocità la Tesla supera agevolmente la sua autonomia dichiarata (che poi è omologata con un ciclo standard europeo, mica del costruttore).

    • Per far cambiare tutto il parco auto in breve tempo bisogna accontentare tutti gli automobilisti, quelli che si possono permettere auto da oltre 60/70k e 500/600 km d’autonomia e quelli che si possono permettere solo un utilitaria da 10/15K. Con il Battery swap si potrebbe se si adottassero pacchi batteria modulari. Con il battery swap i pacchi batteria si noleggiano e non si comprano. Il costo attuale di una utilitaria elettrica è di 25k/30k e circa la metà copre il costo della batteria.
      Sarebbe il miglior incentivo possibile.
      Con i pacchi batteria modulari si sceglie volta volta la quantità necessaria e si paga di conseguenza. Se sto in città, 75/100 km d’ autonomia sono più che sufficienti.
      Nel momento che devo affrontare un viaggio più lungo, noleggio più pacchi batteria. Su una smart, ho calcolato che riempiendo lo spazio sotto il pianale si potrebbero mettere almeno 15 moduli da L.30cm x L.30cm x h. 13cm per un’ autonomia massima di 300 km circa. Diciamo che potrei percorrere Roma-Firenze (200km) a 110/120 kmh senza sosta. Il battery swap non pregiudica la possibilità di ricaricare la batteria quando si è a casa o si ha tempo. Nel momento del bisogno, ho la possibilità di scambiare le batterie scariche con quelle cariche in massimo 4/5 minuti.
      Molto utile per le auto medie e piccole.
      Chi possiede una Tesla non sarà d’accordo, e magari preferisce essere proprietario delle proprie batterie.
      Io considero le batterie come un carburante dove posso mettere 10 – 20 – 50k o il pieno. Mi dite perché spendere tanti soldi subito, per avere un pacco batteria da 500 km se faccio raramente viaggi lunghi ? 700/800 kg che mi porto dietro come una zavorra che incidono anche sul consumo.

  15. La domanda da fare non è quanti km fai al giorno? o al mese? perchè la distribuzionw dei km percorsi non è mai omogenea, ad esempio spesso diversa tra giorni in settimana e nei week end.
    Io ad esempio faccio circa 2500 km mese ma non ne faccio 100 al giorno, ma mediamente meno di 40 nei giorni feriali e più di 500 nei week end.
    La domanda corretta, secondo me, da fare sarebbe: Quante volte fai più di 350 o 400 km al giorno (o in due gg se sei via) al mese / anno?
    Ad esempio il faccio meno di 350 km nel 96% delle giornate e oltre 400 km in una singola giornata solo nel 2% delle giornate . Ecco Dovrò organizzarmi e pianificarmi le ricariche in quel 2/4% di giornate (1-2 al mese)
    Ma nel 96/98% dei casi non mi devo preoccupare delle ricariche …

    • in realta dipende anche dalla macchina ovviamente .. con una tesla non hai problemi… sia per la batteria ma anche per i supercharger piu la rete di colonnine degli operatori … e comunque poco da programmare perche lo fa la macchina per te … eventualmente

    • Condivido, la cosa importante è che l’autonomia sia adeguata all’utilizzo che si fa nel 99% dei casi, per il restante 1% si pianifica un po’. Più uso l’elettrica più mi rendo conto che le maxi autonomie sono inutili, quella che serve davvero è una rete capillare di ricariche fast lungo le autostrade e una rete più lenta, ma diffusa, nei punti di sosta abituali nelle città.

  16. -Perché scegliere costantemente di rappresentare la situazione della mobilità elettrica partendo dalla casistica più rara, nonché più problematica? –

    Perchè parlare di quello che va bene è utilissimo e giustissimo, ma non serve a far migliorare le cose che benissimo ancora non vanno.
    E di cui bisogna parlare e riparlare senza “vergogna”: mettere la testa sotto alla sabbia non le farà migliorare di un millimetro.
    Quindi mi allineo alla risposta della redazione, che (guarda un po’…) tale è.
    E Non un ufficio stampa.

    • Si pero è anche vero … sentendo la gente … che le persone mediamente pensano che le elettriche in generale non vanno bene mentre non è cosi … pensano che comunemente sia un problema piu che una soluzione … altro che casi rari … non ci pensano nemmeno … io ho appena fatto un viaggio da nord a sud …dalla lombardia alla calabria e ritorno. un mio amico mi prendeva in giro perche secondo lui per arrivare in Calabria ci avevo messo 48 ore se non di piu … ha dichiarato esplicitamente di non venire a raccontargli a lui cavolate, che assolutamente non potevo impiegarci solo 13/14 ore .. che è impossibile … di non prenderlo in giro perche lui è informato … mi spiego?

    • Allo stato attuale i cicli WLTP determinano l’autonomia nella casistica più frequente, non in quella più rara e problematica. Basterebbe indicare le autonomie per condizione di utilizzo, si eviterebbero diversi fraintendimenti.
      Il problema viene anche dalla notevole variazione tra le condizioni di viaggio, una termica ad alta velocità compensa la maggior resistenza aerodinamica con l’aumento del rendimento termodinamico, mentre a bassa velocità il peggior rendimento compensa il minor sforzo per avanzare, per cui le autonomie variano poco a seconda che si viaggi in città o in autostrada. Il comune utente che proviene dalla termica è abituato a questo, non ad un’elettrica che in città ed extraurbano patisce poco l’aerodinamica e gode un sacco delle rigenerazioni in rallentamento, mentre soffre pesantemente il continuo e corposo assorbimento di corrente in autostrada dimezzando i valori del WLTP.

      • Tutto molto giusto, Ma cosa c’entra con il fatto che la redazione dovrebbe omettere di parlare delle questioni problematiche e invece concentrarsi su ciò che va bene?

  17. A onor del vero i vantaggi della ricarica casalinga sono stati parecchio già trattati in diversi articoli. Risulterebbe noioso e di parte concentrarsi solo sulle circostanze ideali per le auto elettriche. Credo che lo spirito di questa rubrica sia dimostrare che, dato per assodato che l’elettrico è una scelta vantaggiosa tutto l’anno, può non essere un ostacolo insormontabile quando si parla del classico viaggio in vacanza estivo da centinaia o migliaia di km.
    Poi sinceramente da possessore di auto elettrica sono il primo a pensare che se devo andare in vacanza a 1000km da casa la soluzione migliore è volo più noleggio in loco. Zero sbattimenti, zero rischi e mi godo le ferie punto.

  18. Sono allineato al contenuto della risposta. Più che dire “non tutti” direi che “tanti” (compreso il sottoscritto) non possono permettersi più di un’auto in famiglia. Quindi, anche se con frequenza molto più bassa dell’ordinario, un viaggio più lungo capita: trecento o quattrocento km sono da mettere nelle previsioni. Pertanto non solo la resa della batteria di un determinato veicolo, ma anche la disponibilità delle ricariche sono dati importanti da tenere aggiornati.

  19. Sono d’accordo. In limea di principio sono d’accordo. L’elettrico è sicuramente l’alternativa migliore per almeno il 70/80% di automobilisti, che vanno supportati con il maggior numero di info possibili.
    Ritengo che vada comunque lasciato uno spazio anche ai “pionieri” che si spingono lontano: sono racconti educativi e a volte interessanti, ma non più di tanto (a volte sono anche piuttosto monotoni) ..
    Un po’ come se io raccontassi di quando, 40 anni fa, andai in Calabria in Vespa 125: divertente da raccontare a una cena con gli amici, ma poco utile al mondo dei vespisti in generale…

  20. certo che i viaggi lunghi sono normali. io ho fatto le vacanze in Albania con andata e ritorno via terra. Tremila km circa. Ho trovato migliaia di altre auto targate italiane oltre a centinaia di camper….ovviamente nemneno una Tesla con targa italiana, solo una con targa olandese, i quali sono notoriamente più “viaggiatori”. Cmq sono stato male per lui..

    • bhe io mi sono appena sparato lombardia – Calabria e ritorno in elettrico … Tesla … nessun problema … 2000 km e passa quindi

    • L’ elettrico può diventare conveniente per il 100% degli automobilisti se le case automobilistiche adottassero il sistema “battery swap”, almeno per le auto medio piccole. (Sostituzione del pacco batteria scarico con uno carico in 4-5 minuti).
      La maggior parte degli automobilisti non percorre più di 100-150 km al giorno.
      Perché comprare una batteria da 400- 500 km se facciamo viaggi lunghi solo 1 volta alla settimana o al mese ?
      Soldi, peso, inquinamento in più.
      Perché spendere 20-25 mila € per una city car ? Se i pacchi batteria fossero a noleggio l’acquisto dell’auto sarebbe la metà.
      In più i pacchi batteria dovrebbero essere componibili come il Lego. Proviamo ad immaginarsi mini pacchi batteria modulari da 29x29x12cm.da 2,5 kWh
      Sotto il pianale di una smart fortwo(95:cm fra ruota anteriore e ruota posteriore) se ne potrebbero montate fino a 3 file. In larghezza almeno 5 pacchi (150 cm) essendo larga 165 cm. Si potrebbe quindi inserire fino ad un massimo di (3 x 5) 15 mini pacchi da 2,5 kWh per un totale di circa 37,5 kWh. Attualmente una smart ha un unico pacco batteria da 18,6 kWh che le permette di percorrere circa 150 km.
      Noleggiando tutti i mini pacchi modulari potrei arrivare a circa 300 km
      e permettermi una buona autonomia per fare un medio viaggio. Nell’uso cittadino quotidiano potrei tranquillamente noleggiare 6 mini pacchi batteria con 15 kWh e circa 120 km d’autonomia..Meno costo di noleggio, meno peso, meno consumo, meno inquinamento.
      Ma quanto costerebbe costruire la stazioni di cambio batterie ? Molto è vero, ma quanto costerà dotare le città e le autostrade di colonnine a ricarica veloce per ricaricare tutto il parco macchine elettrico ?
      Che fare di un:auto quando il pacco batterie sarà esaurito dopo 8-10 anni ?
      Con il battery swapping un’ auto potrebbe durare molto di più, a favore del consumatore finale e non delle case costruttrici.
      Chiedo scusa per avervi annoiato con la mia visione della mobilità elettrica.

      • Concordo con l’idea illustrata ma questa affermazione: “Che fare di un:auto quando il pacco batterie sarà esaurito dopo 8-10 anni ?” non corrisponde al vero, il fatto che ci siano case che garantiscono la batteria per 7-8 anni non significa che questa sarà da buttare dopo tale periodo e comunque le batterie “esaurite” per le auto vengono reimpiegate negli accumuli fissi che le stressano molto meno e permettono ancora anni d’utilizzo, alla fine comunque le batterie verranno riciclate e quando molto probabilmente ce ne saranno in giro a sufficienza i materiali riciclati permetteranno costruire batterie nuove senza dover estrarre le materie prime vergini.

        • Ciao Roby, io non mi riferivo alle batterie che non hanno più del 70%. So che vengono riciclate e riutilizzate per accumulare il fotovoltaico……
          Io mi riferivo alle auto, che con i pacchi batteria in affitto avranno una vita maggiore indipendente da quello delle batterie.

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