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I tre no italiani alle auto elettriche: prezzi, autonomia, ricarica

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italiani auto elettriche

Sono il caro prezzi e lo scenario geopolitico incerto a scoraggiare gli italiani all’acquisto di auto elettriche secondo Deloitte. Ma il 78% dei consumatori italiani vuole comunque abbandonare benzina e diesel.

Lo studio Global Automotive Consumer Study 2023 affronta uno dei temi più dibattuti anche su Vaielettrico (leggi): perchè in Italia non decolla l’auto elettrica, anzi arretra nell’ultimo anno, mentre cresce nel resto d’Europa?

Deloitte come ogni anno ha interpellato oltre 26.000 consumatori in 24 Paesi con l’obiettivo di fare luce sulle tendenze e variabili più rilevanti nella trasformazione del settore automotive.

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Lo studio Deloitte: una strada già segnata

A livello globale la transizione verso la mobilità elettrica procede con decisione, spinta da nuove tecnologie e normative sempre più stringenti e vincolanti sul fronte ambientale. In Italia si registra una delle percentuali più alte in assoluto per i veicoli alternativi a benzina o diesel (ovvero ibridi o full-electric), che messi insieme salgono dal 69% al 78%, distaccando nettamente altri Paesi avanzati come Germania (49%), Cina (55%) o Corea del Sud (62%). Tuttavia i veicoli elettrici puri a batteria conquistano la quota più bassa tre quelli a basse emissioni, e restano lontanissime dalla diffusione media negli altri Paese.

LEGGI ANCHE:  Le elettriche si vendono poco? Sentiamo Giacomel

In primis per l’accessibiIità economica, sostiene Deloitte. Poi per l’autonomia delle batterie e le tempistiche di ricarica. «Case produttrici e istituzioni pubbliche dovranno unire le forze per affrontare queste complesse sfide e mantenere la rotta verso una mobilità a zero emissioni che, al tempo stesso, sia accessibile e sostenibile anche economicamente» commenta Franco Orsogna, Automotive Leader di Deloitte Central Mediterranean.

Tuttavia, continua  «anche l’edizione 2023 del GACS ci conferma come la strada verso il nuovo paradigma della mobilità elettrica sia ormai tracciata». E il fattore prezzo «può essere controbilanciato anche dal forte desiderio dei consumatori di ridurre sistematicamente i costi di rifornimento e utilizzo del veicolo, un aspetto amplificato dai rincari energetici che hanno contraddistinto il 2022».

Attenti alla qualità, rassegnati ai tempi più lunghi

Quando si tratta di scegliere la tipologia e la marca del prossimo veicolo, le preferenze dei consumatori appaiono ancora influenzate dalla qualità complessiva del prodotto auto (in Italia il 64%, rispetto al 54% dei tedeschi e al 48% dei cinesi). E dalle funzionalità avanzate a bordo dei veicoli (45% rispetto a 32% e 31% per Germania e Cina), che si confermano in testa alla classifica dei fattori decisivi.

Anche gli italiani si stanno rassegnando ai ritardi nelle consegne delle auto elettriche, complice la crisi della catena di fornitua. Un italiano su tre (33%) sarebbe disposto ad aspettare dalle 5 settimane in su. Ma all’estero la “pazienza” è ancora superiore: in Germania il  47%, mentre in Giappone addirittura il 57%. Il che potrebbe diventare un’opportunità per le case auto che potrebbero adottare il sistema “build-to-order“, cioè la produzione su ordinazione, per loro molto meno costosa.

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La MG4 è l’Elettrica 2022 secondo la nostra redazione. Ma in Italia le consegne vanno a rilento e superano i 4 mesi

Sono i concessionari al centro del business

A dispetto di quel che si crede e della tendenza alla vendita on line, la maggior parte degli intervistati ripone la massima fiducia nella concessionaria di vendita o di assistenza. E’ una tendenza particolarmente marcata in Italia, dove soltanto il 14% dichiara di fidarsi  del brand o casa produttrice (rispetto al 36% dei cinesi, al 27% degli statunitensi e al 24% dei tedeschi). Ciò pone la questione della formazione del personale di vendita, riguardo alla tecnologia dell’auto elettrica, come Vaielettrico ha più volte sottolineato.

Quanto alla connettività e ai servizi avanzati gli italiani  apprezzano di più gli aggiornamenti sulla manutenzione o lo stato di salute del veicolo (69%) e il  miglioramento della sicurezza stradale (69%). Seguono la manutenzione predittiva e dagli update su traffico e congestione stradale (64%).

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103 COMMENTI

  1. Non decollano le vendite x mancanza di possibilità di ricaricare a casa e x il prezzo, ad esempio l’ Opel Corsa e costa 13mila euro in più di quella con i pistoni.
    Fate vobis

  2. Seguo questo sito da ormai 2 anni e oltre. Posso dire che i critici delle Bev in gran parte sono influenzati da percezioni. C’è una discrasia profonda tra percezioni e realtà, che viene confermata dallo studio Deloitte. Sospetto che dietro questi preconcetti ci sia un lavoro sotterraneo e incessante di gruppi di interesse che vogliono ritardare la decarbonizzazione. La mia esperienza elettrica di consumatore medio è del tutto positiva. Il prezzo di acquisto, grazie agli incentivi, è stato del tutto paragonabile a quello di una ICE (e chi dice che l’ho comprata con i soldi dei contribuenti, consideri che ho pagato il 22% di IVA, pari agli incentivi). La colonnina a casa (in affitto) l’ho messa con 300 euro, cercando un po’. Non ricarico quasi mai fuori casa. Non sono stressato dall’ansia di ricarica. Ho speso 100 euro in due anni di manutenzione. Mi godo un mezzo comodo e sicuro e prestazionale se voglio. Nessuna nostalgia delle ICE, che peraltro adoro nelle massime espressioni tecnologiche (Ferrari, Lamborghini, ecc.), ma ferme, in museo. Fin quando non saranno disponibili carburanti a impatto zero.

    • Mi scusi, mi sa indicare qual’è questa colonnina a 300 euro?
      La farei subito!
      Io la più economica che ho trovato è 900 euro + pratiche burocratiche per un totale di 3500 (box con cpi).
      grazie!

      • La colonnina l’ho pagata esattamente 194 eur, ma è stata una botta di c…di quei prezzi sballati che sul famoso sito di ecommerce si trovano ogni tanto. Poi c’è il montaggio (certificato). Il suo preventivo mi pare esoso non tanto per il box ma per le pratiche, ma non conosco la sua situazione. Ma ora non ci sono gli incentivi anche per le colonnine?

  3. @Massimo Degli Esposti : io sono un banale liberale democratico, molto poco conservatore ed aperto al dialogo: praticamente saremo in una dozzina in Italia:) Così, purtroppo, non ho un modello ideologico di riferimento e men che meno gli USA che vedo come un crogiuolo di contraddizioni. Tendo solo a pensare che spostare il problema in Cina ed emettere lì CO2 a go-go non sia esattamente razionale. Anche perché, come altri hanno fatto notare, la Cina produce soprattutto per l’occidente e non per il proprio consumo domestico.

    Sulla lotta alla fame ed alla povertà, da me va la più ampia solidarietà ai singoli cinesi, ma davvero nessuna al loro governo. Nella storia non mi consta infatti alcun paese antidemocratico (“ismi” di qualunque tipo) in cui il popolo abbia avuto la pancia piena (è pur vero che la fame l’hanno fatta pure i cittadini delle democrazie, a volte, basta leggersi Grapes of wrath di Steinbeck per farsene una vivida idea, ma si tratta dell’eccezione che conferma la regola). E’ anche vero che noi occidentali andiamo a nozze con le dittature e ci deve essere un perché se non le combattiamo…

    Ciò che mi pare evidente è che in questa guerra al cambiamento climatico i player decisivi non siano i governi ma le multinazionali che ci stanno fornendo una narrazione apparentemente coerente di comportamenti complessivi da adottare che coerenti non sono. Idea che è confermata dalla lettura delle 3068 pagine dell’Ipcc 2022 che più che un paper scientifico pare una prolusione filosofica.

      • Grazie, anche uno dei miei, però il complimento va all’autore, non a me. Ne consiglio la lettura prima di On the road, anche per vedere il cambiamento della stessa “tratta” in solo una ventina d’anni abbondante.

  4. Se cadiamo ne giochetto della tecnologia avanzata perdiamo in partenza.
    Tutte le componentistiche elettroniche sono asiatiche, anche le maggiori case automobilistiche dipendono da loro.
    Se riduciamo un’auto ad un oggetto hi-tech ci ritroveremo con bruttissime sorprese, non so se qualcuno ricorda nokia

    • antonio, sono d’accordo con entrambi i commenti che hai postato.
      ma stai parlando a gente che considera “irrinunciabile” il superfluo.. (vale pure sulle ice, le stupiderie ci sono anche lì)

      • veramente sta dicendo che le componentistiche sono asiatiche.
        ti faccio notare che 30 anni fa erano già asiatiche ma di un paese diverso, guarda un po’: le cose cambiano!
        e che 40 anni fa i computer erano per metà italiani, a Ivrea, guarda un altro po’!
        le cose cambiano, qualcuno sceglie di salire sul treno, qualcuno lo guarda partire
        e malinconicamente da la colpa agli altri del treno che è partito senza di lui

        • hai notato che ho scritto “con entrambi”? significa i 2 commenti nel loro insieme..

          quindi sono d’accordo col primo e ho commentato il secondo.
          poi se lo scopo è commentarmi tanto per (vedi leonardo), ricordo che qualifica voi, non me. 🤷‍♂️😎

          • aaah, la logica aristotelica, i connettivi linguistico e l’italiano in generale

            sì sì
            mi sveglio al mattino e penso a Ernesto Grottaferrata

    • eh già.
      bei tempi quelli in cui non c’era il touch screen sul telefono
      in cui il telefono serviva solo a telefonare
      e, per esempio, potevo gioiosamente fare code su code negli uffici,
      potevo dilettarmi a sfogliare TuttoCitta’ alla ricerca di una via
      potevo non scegliere un ristorante ma affidarmi solo al sentito dire oppure tirare a caso
      potevo andare a fare i bonifici solo in banca

      sì sì, bei tempi sì sì!

      che carogna che è stato Jobs a introdurre l’iPhone (che non ho né desidero),
      e che fessi tutti quelli che gli sono andati dietro, acquirenti e concorrenza

      e che sfiga Nokia, che non è stata capita nella sua ricerca della tradizione da comfort zone tecnologica

      veramente, il mondo è ingiusto, il mercato è il male del mondo

  5. Se le case la smettessero di costruire astronavi e ricominciassero a fare auto forse le comprerebbero anche in Italia, grazie alla diminuzione del prezzo.
    Adesso se non posso accendere il riscaldamento con un app casca il mondo.
    Ho l’impressione che si stia perdendo la funzione principale del mezzo che sto acquistando.

    • Infatti.
      Pensare che ce l’ho da quasi due anni e manco ho mai provato se funziona.
      Per dire il vero grazie ai sedili riscaldabili non lo accendo quasi mai.
      Tante sono cose inutili ed altre semplicemente sopravalutate (anche come prezzo).

  6. Sinceramente 26000 utenti in 24 paesi mi sembrano un po’ pochini.
    Se ho capito bene, sono poco più di 1000 per paese…..

    • Tecnicamente si dice “campione statisticamente significativo”. Mille risposte raccolte su un campione casuale sono significative per un Paese come l’Itaia. In Belgio ne basterebbero meno della metà perchè il numero è proporzinale alla popolazione.

  7. Penso che uno dei fattori che limitano l’acquisto di una batteria ridotta dipenda dalle prospettive “di vita” che si dà all’auto.
    Il timore che la riduzione dell’autonomia, già di per sè ridotto, causa invecchiamento delle batteria renda inservibile la prima o unica auto, ne frena l’acquisto, nel mentre il modello con la batteria più grossa è troppo costoso.

    • Senza dubbio. Non nego che rientra anche nei miei timori, avendo l’abitudine di tenere le auto a lungo e con chilometraggi importanti (e in condizioni impeccabili o quasi)

  8. Credo che anche una prossima auto per me potrà avere attorno ai 400km di autonomia minima. Al momento sono poco al di sotto con la e208 e mi trovo bene. Faccio comodamente gite fuori porta il weekend (da rientro in giornata) spesso senza caricare o caricando una volta sola al massimo (sosta breve di 25 minuti per il classico 20–>80%) e un paio di volte all’anno percorro buona parte d’Italia (500km) comodamente in un paio di soste. Spendo solo 20/30 euro a scendere al sud e altrettanti a salire poi.

  9. Vorrei spezzare una lancia sulla capacità delle batteria, non servono batterie molto grosse e così si potrebbe ridurre il loro prezzo.Su questo c’è un po di mania alimentata dall’ansia da ricarica.
    Secondo la mia esperienza, per uso quotidiano e un 10% di viaggi oltre l’autonomia anche fino 400km/ 600 km potrebbe bastare una batteria da 30 kWh + Pompa di calore.
    Ottimo sarebbe poter contare su una rete diffusa di stazioni di ricarica nelle aree di sosta autostradali.
    Comunque anche viaggi più lunghi non sono impediti, seppur più scomodi si possono fare.

    • In Cina la capacita’ media e’ poco meno di 50 kwh nelle full electric, bastano e avanzano 240 km. Nello stivale si preferisce andare a cavalli…, fortuna che abito in Lombardia!

      • Tra l’altro le distanze da percorre in Italia rispetto alla Cina sono mediamente inferiori, l’Italia è piccoletta in confronto alle dimensioni geografiche della Cina

      • Il sospetto proprio no che in Cina mediamente ti picchiano in mano una macchina che non si allontana più di tanto da casa, così se vuoi intraprendere un viaggio un filo più lungo il tocca prendere il treno o l’aeroplano dove sei beatamente intruppato e simpatici dispositivi di riconoscimento facciale sanno anche quando si vai al gabinetto? 😉

        • Inizio a capire perché i petrolhead insistono così tanto con i lunghi viaggi senza mai fermarsi per mangiare e fare pipì.

  10. Il 78% degli italiani abbandonerebbe benzina e diesel… Eppure a leggere tanti commenti qui sopra, avevo oramai assorbito il concetto che la colpa delle scarse immatricolazioni bev in Italia fosse colpa “solo” della mentalità sbagliata, dell’ignoranza dilagante, dell’animo anti-ecologista legato all’attaccamento al brum brum termico, e del becero bigottismo… si tratterà sicuramente di un sondaggio farsa commissionato da chissà quale lobby di destra, non ravvedo altra spiegazione

    • No caro Luca, il sondaggio fotografa esattamente la mentalità dell’italiano medio (e la sua stando a quello che scrive).
      Tipo. Non ho nulla contro l’auto elettrica, anzi la vorrei acquistare. Però lo farò quando avrà 1.000 km di autonomia, si ricaricherà in 2 minuti, troverò una stazione di ricarica HPC ogni 10 km (anche se io ho il garage e potrei ricaricarla a casa, ma la wallbox costa e come faccio se devo andare da Aosta a Reggio Calabria?), i prezzi saranno gli stessi delle termiche, ma senza incentivi pagati con le nostre tasse (anche se potrei permettermela visto che sono benestante), le batterie saranno garantite a vita, l’elettricità costerà meno (anche se io ho 6 kW di fotovoltaico che me la produce gratics), ne troverò con 5 posti e sufficiente capacità di carico, purchè non cinesi sennò perderanno il lavoro 70 mila italiani e saremo schiavi delle loro terre rare. Poi dei cinesi non mi fido. Ma ho dei dubbi che l’auto elettrica sia più sostenibile di quella termica (le miniere di litio devastano l’ambiente, il cobalto in Congo le estraggono i bambini a mani nude, poverini). Dimenticavo: voglio essere libero di scegliere e rifiuto le imposizioni. Ergo: devo cambiare auto, ma comprerò ancora una termica finchè qualcuno non me lo proibisce, maledetto.

      • 😂😂😂😂😂

        Vedi che, se vuoi, anche tu sai essere divertente? 😂😂😂😂

        E comunque sì, lo ammetto, pure io qualche argomento dei tuoi lo accarezzo come fosse un gatto. 😂
        Però il mezzo passo l’ho fatto.😉

        • Credo che parecchie delle cose che Degli Esposti ha scritto siano perfettamente condivisibili, nonostante lui le abbia scritte per stigmatizzare il nostro comportamento.

      • io direi che basterebbe molto meno all’italiano medio:
        -Autonomie autostradali da 400km
        -sburocratizzare tutto (es box con cpi wallbox che ci vuole architetto e 2k di spese dì burocrazia o ricariche realmente plug and play con pagamento anche cash)
        -prezzi delle auto max 30% più alti rispetto alla versione termica

        • Se vai sulla fascia 40k+ già è così, ti Dan un auto con allestimenti un po peggiori e han ridotto il gap, su quelle cifre è molto più facile gestire il costo della batteria, il problema è farlo anche sulle auto da 12k euro di listino termico (che anche loro han incentivi seppur più bassi), mi dessero una 500e con batteria large a 18k di listino ci penserei se cambiare in anticipo la mia (seppur ho cmq dubbi sulle durate oltre i dieci anni delle batterie), qualcosa di rottamazione (se dessero incentivi alle euro 5 ovviamente) uno sforzetto economico adeguato alla necessità (e all’auto) e ti metti su elettrico, idem una Twingo elettrica a 13k euro anziché più di 21k sai quanti avrebbero preso la bev?
          Chiaro poi scopri che le low cost son raffreddate ad aria e in autostrada praticamente ricarichi in un pomeriggio cento km, non han carica rapida nemmeno entry level giusto per dire “se trovo solo quella almeno posso caricare”, riscaldamento iper energivoro resistivo che in inverno ti mangia metà autonomia quando fai le code etc etc

      • No, sig. Massimo, la sua è un’interpretazione personale della questione, come tale la rispetto, ma dall’altro mio personale punto di vista è invasa da una serie di luoghi comuni che continuano a porre una barriera tra chi è di qua, e chi è di là, e a riproporre la solita minestra: per il bene dell’ambiente, passa all’elettrico punto e basta. Al di là che l’ambiente terrestre è sopravvissuto a mutamenti climatici giganteschi, e i cambiamenti non l’hanno mica intaccato più di tanto; il problema, semmai, è dell’ospite, e già qui credo sia il caso di ripensare seriamente al proposito di augurarsi vita lunga, visto che, a prescindere dalle buone intenzioni, l’essere umano sarà sempre un problema per l’ecosistema. Detto questo, io difendo il diritto dell’italiano medio a poter ottenere pari condizioni e di scelta al momento dell’acquisto, smettendola con incentivi pubblici sotto forma di bonus, di esenzione dal bollo auto, o di parcheggi gratis. Vorrei poter trattare col concessionario una Fiat Tipo SW elettrica alle stesse condizioni di una TD, e non dover confrontare questa, che viene via a 20mila, con una Jeep Avenger elettrica al prezzo doppio, per rimanere all’interno della stessa Casa. La questione “ricarica” e autonomia sono falsi problemi, perché l’italiano medio è stato pioniere in Europa delle alimentazioni alternative gpl/metano, e nessuno si è mai lamentato della scarsa autonomia e dei pochi distributori (anche di gpl fino a 15 anni fa). Il problema è il prezzo delle bev in rapporto al potere d’acquisto degli italiani, non certo la loro tanto bistrattata mentalità. Oggi elettrico è sinonimo di esclusività e benessere, e la migliore riprova viene dai numeri, dato che la bev più venduta al mondo costa dai 50mila € in su

        • C.V.D. Come volevasi dimostrare. Avevo dimenticato l’ultima: la Bev è il vezzo dei benestanti radicalchic. Grazie di avermelo ricordato

          • Proprio CVD, anche da altri commenti. La colpa è mia che ci ho perso pure tempo, tanti auguri a tutti 😉

          • Secondo i dati ISTAT in Italia esistono 24 milioni di abitazioni occupate da residenti, oltre a 7 milioni utilizzate da non residenti per un totale, quindi, di 31 milioni: il dato è facilmente verificabile sul sito dell’istituto. Di conseguenza non si può affermare che il 68% usufruisce di un posto auto, se le abitazioni che ne sono dotate sono 10 milioni. Probabilmente nel suo intervento qui sotto ha confuso le abitazioni con gli edifici

          • Se anche la confusione l’avessi fatta io, e non lei come credo, aspetto con ansia 10 milioni di immatricolazioni di nuove auto elettriche. Ma mi accontenterei di 500 mila, cioè un ventesimo, pari alla percentuale di italiani che dichiara, e sottolineo dichiara, più di 50 mila euro di reddito annuo.

          • Ho ritrovato il documento http://dawinci.istat.it/MD/download/edifici_abitazione2004.pdf

            A pagina 12 si legge: “Il 68,1% (pari a 14.753.765) delle abitazioni occupate da persone residenti ha disponibilità di almeno un
            posto auto (box privato, posto auto al chiuso, posto auto all’aperto). Nel Nord-Est se ne rileva la
            percentuale più elevata (83,7%); nel Nord-Ovest la quota è pari al 70,4%, nel Centro al 65,5%, nel Sud al
            60,2% e nelle Isole al 55,1%
            .”

          • Ma tu, giornalista professsionista nei tempi belli di questo mestiere, oggi sicuro e inamovibile dipendente INPGI, nato a Bologna negli anni 50 (e quindi fra il 68 e il 77 eri assolutamente all’apice del vigore) laureato in scienze politiche… dai, un pochino ino ino di radical chic non puoi negarlo… 😇😇😇🌹🌹🌹🤭🤭🤭

            Per dirla con Gaber ( di cui fra l’altro in questi giorni ricorre il ventennale della morte)

            “No, no, no, io quello no, io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma, una volta ma… un pugnettino, rapido proprio…” 😊🤭

            (E sempre per sorridere fra di noi, mi raccomando😉)

          • -metto mano alla pistola-

            😂😂😂😂
            Ma questa è una risposta leggermente di destra! 😂😂😂😂

            Bravo, poliedrico, apprezzo.
            A proposito di pistola, tu pratichi? Io per diverso tempo e con diletto, ma molti anni fa. Sarà vent’anni che non ne tocco una.

          • Non pratico pistole, ma pratico la storia: “Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola” è una famosa frase di Joseph Goebbels, potente ministro della Propaganda nazista.

          • Ah ah ah ah ah!
            ☝️☝️☝️☝️

            Beccato!

            L’attribuzione è falsa, il professor Goebbels, noto tra i suoi sodali come Herr Doktor, laureato in filosofia, era persona di ottimi studi. il che sicuramente lo rende ancora più colpevole nel giudizio storico.

            La frase è di Baldun von Schirac, capo della Hitler-Jugend. 😉

          • Io cito a memoria, caro Alessandro. Tu o sei Pico della Mirandola e ti ricordi il nome di Baldun von Schirac, oppure con Internet ti piace vincere facile.

          • Che sono a mio modo psicopatico l’avevi già capito. 😂 Sapevo perfettamente della falsa attribuzione, questo te lo assicuro, così com’è altrettanto falsa l’attribuzione al de cuius circa la famosa frase a proposito della bugia ripetuta un numero sufficiente di volte.
            Insomma, già sapevo che la frase l’aveva detta qualcun altro, su questo non ho motivo di mentirti.
            L’esatto nome, effettivamente, sono andato a cercarlo.

          • Ho la fortuna di avere una casa di proprietà con un garage, ma abito in una piccola frazione. Per la vita che faccio, mi basterebbe un’autonomia di 100 km al giorno, ma che siano REALI in qualsiasi periodo dell’anno.
            Vorrei tenere l’auto nuova per circa 10 anni.
            Ho la mia macchina attuale, che ha 9 anni, ma ultimamente sta passando più tempo dal meccanico che in strada, per cui mi stavo guardando in giro per cambiarla. Quella che sto valutando, “a pistoni”, è la Dacia Sandero Streetway, che di listino parte da 11.900 euro.

            Veniamo ora ai motivi che mi frenano quando penso di comprare una BEV:
            – mi sembra di rivivere il primo periodo degli smartpohone: nel giro di pochi mesi si rivoluzionava tutto, ed il modello dell’anno prima non lo voleva più nessuno. C’è il timore di comprare qualcosa che nel giro di pochi anni sarà obsoleto, e quindi di poco valore in caso di vendita
            – l’impianto elettrico di casa mia, e soprattutto quello del garage non sono adeguati per poter caricare la macchina, dovrei spendere altri soldi per adeguarli
            – de scartassi il rifornimento da casa, per i motivi di cui sopra, il punto di ricarica più vicino a casa mia è ad un Lidl, a 10 km, ma dovrei sperare di trovarlo libero. Sulle strade che faccio abitualmente, non ho mai visto un “distributore elettrico”. Ce ne sono su strade che abitualmente non percorro: dovrei andarci apposta
            – come in tutti i dispositivi, la capacità della batteria cala nel tempo. Tra 10 anni potrebbe non essere abbastanza
            – qualsiasi BEV costa più di un’auto “tradizionale” di pari fascia/dimensioni. Già rimanendo in Dacia, il modello meno costoso, la Spring, parte dal 21,450 €. Ho letto più volte la risposta “E’ vero, ma con la BEV risparmi anno per anno in manutenzione e costi di rifornimento, ecc.”. Ho provato a dire ad un paio di concessionari che li avrei pagati mano a mano che risparmiavo in costi di rifornimento, manutenzione, ecc., ma mi hanno riso in faccia
            – con la macchina attuale, diesel, faccio gasolio una volta al mese. Non mi sono mai cronometrato, ma diciamo che questa cosa mi costa 15 minuti del mio tempo al mese. Se non dovessi poter ricaricare da casa, altro che 15 minuti al mese.
            – mi piacerebbe andare a rifornire, quando necessario, senza dovermi preoccupare di avere un’app, abbonamento, santino, cavo per collegarmi alla colonnina adeguato, tessera di partito o altro. Mi piacerebbe andare, attaccare la macchina alla colonnina, fare rifornimento e pagare semplicemente col bancomat.

            In conclusione, la vita è già complicata, perché andarsi a complicare la vita con qualcosa che al momento non lo è ?

          • Investa 2 mila euro per adeguare l’impianto e installare una wallbox; è un investimento che le resterà e le valorizzerà la casa. Così ha risolto il 90% dei suoi dilemmi. L’auto presa con la formua del valore futuro garantito è proprio qello che ha chiesto al concessionario: prevede il versamento di un anticipo e il successivo pagamento di rate mensili per 2, 3 o 4 anni finché, alla scadenza prevista dal contratto, può decidere di restituire l’auto senza pagare nulla, sostituirla con un nuovo modello attivando un nuovo prestito oppure tenere l’auto corrispondendo appunto il valore futuro garantito. Qualsiasi auto elettrica, a partire da Dacia Spring, le garantisce 100 km di percorrenza anche in inverno. Lei è l’acquirente ideale di un’auto elettrica. Complimenti e buon viaggio.

          • Non c’è bisogno di essere radical shic per comprare una bev da 40/50k a salire, ma sicuramente serve essere benestanti… In certe zone d’Italia ti ci compri un monolocale con quei soldi, sarai in mezzo al nulla ma è un tetto sopra la casa, tantissima gente, anche se potrebbe virtualmente permetterselo, preferisce non spendere cifre inutilmente assurde per un auto e compra solo usati da battaglia cercando l’affare ogni 6 o 7 anni per tirarlo a 400k km spendendone 5k con anche giramenti di palle perché con quei 5k poteva pagar l’università ai figli, o farsi una vacanza oltre il weekend a Milano Marittima ad anni alterni, metterli via per quando sarà vecchio e avrà bisogno di soldi in più…
            Poi c’è tutta quella fetta che guadagna il minimo sindacale ma non può rinunciare al serie 3 in garage per far il figo uscendo con gli amici,salta le rate al primo imprevisto serio e gliela portano via e risultando cattivo pagatore finirà nella categoria sopra perché nessuno gli farà un finanziamento per un decennio. Ma pure se portassi a casa 100k all’anno netti mi farei problemi a spendere più di 20k per un auto, poi lo farei magari ma di sicuro non sarebbe una cosa normale, a parlar qua sembra che tutti gli Italiani guadagnino minimo 2k euro al mese a persona del nucleo familiare lattanti compresi.. Che non siamo tutti alla canna del gas ci mancherebbe, ma dar per scontato che solo perché non fai fatica a tirar la fine del mese allora devi spendere due anni di stipendio per un auto è un filo borderline non credete?

          • Almeno un box auto, per favore trovami la statistica di quanti nuclei familiari han avuto solo 1 auto e nessun motorino/moto nell’arco di 25 anni (quelli medi per veder crescere un figlio alla maggiore età e poco oltre)

          • @Mario Bonati mi sa che hai aperto un vaso di Pandora… però il modo gentile con cui lo hai aperto mi spinge a provare a darti alcune risposte.

            Veniamo al dunque:
            – Sembra di rivivere il periodo dei primi smartphone: temo che tu abbia ragione, la questione oggi è se un’auto elettrica possa fare al tuo caso oppure no, ben sapendo che aspettando 5, 10, 15 anni l’innovazione avrà rivoluzionato il settore più e più volte. Inoltre se siamo convinti che le auto elettriche si svaluteranno non riesco a immaginare quanto si potranno svalutare le termiche o le ibride non plug-in, basti pensare che con la riduzione dei volumi di consumo dei carburanti fossili i costi fissi saranno spalmati su molti meno litri di prodotto finito ed è solo questione di tempo prima che OPEC o altri passino alla cassa con aumenti consistenti e a quel punto le auto che hanno come unica sorgente benzina, gasolio o GPL saranno gravemente penalizzate e nessuno le vorrà più.
            – L’impianto elettrico di casa: è una cosa molto importante ma anni di “austerity” e di prezzi da “Sip”, per chi se li ricorda, ci hanno convinto che l’energia elettrica sia un bene più prezioso di quanto lo sia effettivamente, in particolare con l’evoluzione delle tecnologie legate alle rinnovabili e all’accumulo. Ogni investimento nell’impianto elettrico di casa, se ben pensato, si ripaga tranquillamente negli anni e nella serenità che non si sarà più dipendenti dai capricci delle decine di dittatori o simili sparsi per il mondo.
            – Nel tuo caso scarterei l’opzione di ricarica fuori casa, che è applicabile solo nei Comuni che si sono già attrezzati oppure per chi vive come me in città e ha già ampia disponibilità di colonnine vicino a casa.
            – La capacità della batteria tra dieci anni sarà sicuramente ancora sufficiente, nell’improbabile caso contrario bisogna esseri pronti a cambiarla, se possibile a buon prezzo vista la molto probabile discesa sei prezzi delle batterie, oppure ad acquistare prima del tempo un’auto più performante (vedi primo punto: rapida evoluzione tipo smartphone)
            – Il punto sul risparmio non lo capisco tanto, posso dirti dov’è il problema: posto che il costo totale non è maggiore o addirittura minore se si percorrono tanti chilometri il problema si pone se non si ha il capitale per anticipare la spesa, o in alternativa occorre decidere per un finanziamento se se ne trovano ancora a tassi decenti.
            – Escluderei l’opzione di non ricarica da casa nel tuo caso. Nel mio caso vado alla colonnina quando muovo la macchina e se la trovo libera, spesso ricarico in concomitanza di attese o di attività durante le quali la macchina resta collegata alla colonnina anziché restare parcheggiata a raccogliere la polvere. In ogni caso un po’ di sbattimento in più in questi casi è inevitabile, ma come dicono gli inglesi “no pain, no gain”.
            – Concordo, sarebbe bello andare a rifornire quando pare e piace e usare il bancomat ecc. ecc. Tutto vero, ma la vita è complicata anche perché spesso non abbiamo la fantasia o il coraggio di cambiare strada, o come disse (forse) Einstein: “La misura dell’intelligenza è la capacità di cambiare”, oppure Stephen Awking: “L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento”, o anche “People who are not open to change are certain to miss the future.” ovvero “Le persone che non sono aperte al cambiamento sicuramente non saranno partecipi del futuro”.

            In definitiva: è una questione di scelte, e purtroppo in molti casi anche di possibilità. Nel tuo caso se non ti senti pronto al grande passo opterei per una ibrida spendendo il meno possibile, mettendo in conto che potrebbe essere necessario sostituirla prima del tempo con una elettrica se le cose sul lato carburanti dovessero degenerare rapidamente.

          • @Mario Bonati
            Aggiungo una considerazione all’ottima risposta di Leonardo (R).
            Si è portati a fare il paragone con PC e smartphone relativamente all’obsolescenza tecnologica, ma è un paragone forzato.
            Una macchina ci porta sostanzialmente da A a B e quello che si faceva nel 1920 lo si fa anche oggi, a distanza di un secolo. Ovviamente è cambiato tutto in termini di comfort e velocità, ma la funzione base è mantenuta. Un veicolo elettrico del futuro potrà avere autonomie fantasmagoriche e consumi incredibili, ma ci porterà sempre da A a B e se oggi quello che compro è in grado di portarmi con largo margine da A a B lo farà anche quando sarà obsoleto.
            Nei PC e negli smartphone quello che è radicalmente diverso è che io faccio l’operazione A come la facevo venti anni fa usando però il software C che è completamente diverso da quello di 20 anni fa, che da per scontato che io abbia una mostruosa potenza di calcolo, rendendo obsoleto il mio hardware: perchè i programmi sono giganteschi in termini di memoria, pochissimo ottimizzati perchè tanto la potenza è incredibile, si aspettano schermi con altissima risoluzione etc. etc.
            Le strade no: non è che nei prossimi 10 anni avranno tutte una pendenza di 45° o si decuplicheranno come distanze, saranno le stesse e non mi sarà richiesto “di più” per fare le stesse cose, perchè saranno le stesse cose…
            Ovviamente se dovessero introdurre nuovi STANDARD (ma sappiamo quanto sono dannatamente lenti nella loro introduzione) sarà diverso (per esempio: il plug&charge è ora sostanzialmente, con pochissime eccezioni, appannaggio di Tesla nella sua rete Supercharger), ma limiterà un po’ nelle funzionalità, non è che mi impedirà di andare da A a B come succede con uno smartphone… provi a comprare un Apple Watch e a connetterlo ad un iPhone 7, per esempio. Provi invece a fare 100 km con una Nissan Leaf del 2013.
            Quindi: è vero che una BEV invecchia, ma non quanto un telefono.
            Invecchieranno molto di più (e male) le termiche, quando il loro carburante, che non può essere in alcun modo fabbricato in casa a differenza della corrente elettrica, inevitabilmente per cogenti questioni di mercato diventerà sempre più costoso, anche in Italia, che per quanto si sforzi di ignorare che la transizione è necessaria, la farà.

        • Buongiorno Sig. Luca, io e lei la pensiamo allo stesso modo, aggiungo alla sua riflessione che l’elemento principale che ostacola l’adozione delle auto eletrriche su larga scala è la mancanza di un posto auto ad uso esclusivo (garage, box, posto auto, etcc..) per milioni di italiani e quei milioni normalmente sono quelli meno abbienti. Non ti aspettare una risposta strutturata su questi problemi perchè non l’avrai, l’atteggiamento è si deve fare senza se e senza ma e se sul campo lasciamo milioni di morti e feriti (a livello figurativo) è un prezzo da pagare e se a pagarlo saranno i più deboli amen. Che vuoi che comprendano la correlazione tra vendite di BEV e reddito pro-capite? Eppure è semplicissimo basta guardare le vendite a livello europeo.

          • Una risposta strutturata l’abbiamo data decine di volte, ma lei non l’ha letta: in Italia oltre 10 milioni di abitazioni (il 68%) dispongono di posto auto di pertinenza (fonte Istat, censimento 2001). Pensa che da allora siano tutti spariti, visto che le auto elettriche circolanti in sono meno di 200 mila?

          • Mi permetto sommessamente di far notare che i deboli, quelli veri e non quelli paffutelli occidentali, sono decenni che prendono bombe sulla testa e perdono i propri cari per garantirci il pieno di benzina e gasolio a buon mercato.
            Se fossero meno deboli sono certo che verrebbero di corsa a farci un mazzo tanto visto quanto sono incazzati col modello di democrazia occidentale basato sui privilegi delle élite (è solo questione di quanto in alto si mette l’asticella, ma il discorso non cambia).

          • Io ho provato a convincere chi ha il box di proprietà ad acquistare una BEV, ma niente da fare.
            Non sono neanche tanto sicuro che il problema sia il costo, è la parola “Batteria” che disturba, la si confonde ancora con la batteria dell’ avvitatore o quella del cellulare e si teme il repentino degrado , che non possa reggere 20 anni e/o un 200.000km di percorrenza.
            Un altro problema è l’ansia da autonomia che spinge a considerare solo BEV con alte capacità di batteria quando basterebbero 30 kWh e quindi inutilmente costose, capacità che andrebbe bene per la maggioranza degli usi anche se non tutti.
            Penso che con 30 kWh si abbia la particolarità del il pareggio di costi di acquisto tra una BEV e una termica con cambio automatico.

          • @Carlo: fosse vero che l’ostacolo per milioni di italiani è il “posto sicuro” per l’auto, avremmo già milioni di auto elettriche degli italiani a cui il posto sicuro non manca.

          • Rispondo al sig. Msssimo, come volevasi dimostrare una risposta strutturata non l’ha data, a meno che citare i dati istat del 2001 su quante siano i posti auto di pertinenza degli edifici ad uso abitativo si possa considerare tale. La risposta è uguale a quella di un post di molto tempo fa e rispondo come allora. Punto primo:ho posto la domanda su cosa debbano fare i milioni di italiani che il posto auto non ce l’hanno e se la matematica non m’inganna il 32% di italiani sono molti milioni come ho scritto, c’è stata una risposta … no che non c’è stata. Punto secondo: avere un posto auto di pertinenza di una abitazione equivale a dire che il proprietario è nelle condizioni di ricaricare l’auto elettrica… no che non equivale; possono essere posti auto condominiale scoperti, posti auto di pertinenza ubicati in edifici diversi dall’abitazione principale non serviti da una linea elettrica(com’è nella stragrande maggioranza dei casi in cui la pertinenza è ubicata in edificio diverso, visto che devi portare una linea elettrica dedicata, adeguare l’impianto per reggere l’assorbimento elevato dell’auto e pagare una seconda linea), etc… Ergo l’auto elettrica è per chi se la può permettere e diventerà un bene di lusso in Italia. Non si preoccupi la risposta strutturata l’ho data io.

          • Le do io la mia risposta strutturata, signor Carlo: l’automobile, di qualunque tipo, è un bene di lusso!
            Per una fortunata combinazione ci siamo trovati a vivere in un Occidente pacificato nell’era appena successiva alla scoperta dei combustibili fossili che ci fanno sembrare l’automobile un bene per tutti, ma non è così, provi a chiederlo al resto del mondo.
            Sono però ottimista, noi tecnici supportati da parte della politica e parte della finanza stiamo lavorando alacremente per fare in modo che la mobilità così come la conosciamo non venga spazzata via dall’improvvisa scoperta (per alcuni decisamente distratti) che i fossili non basteranno per tutti ancora per molto.
            Trovo solo un po’ deprimente leggere continuamente commenti ad mentula canis che non hanno contezza della complessità dei tempi che stiamo vivendo.

            Si diceva una volta che gli ottimisti trovano sempre una soluzione ad ogni problema memtre i pessimisti trovano sempre un problema per ogni soluzione.
            Lei mi pare faccia parte del secondo caso.

          • @Leonardo: le vostre risposte strutturate di strutturato non hanno nulla e non rispondono ai problemi che l’imposizione dell’auto elettrica pone. I problemi li state creando voi che sostenete queste imposizioni non io e chi partorisce queste iniziative si dovrebbe preoccupare anche di trovare delle soluzioni. Qui si rigira la frittata: chi pone il problema che ha creato qualcun altro deve trovare lui la soluzione ed è lui che pone solo problemi? A proposito di commenti alla carlona o come li ha elegantemente definiti ad mentula canis le vorrei ricordare che dire che il 68% degli edifici ad uso abitativo hanno una posto auto tra le pertinenze non significa nulla. Io posso avere una villa con annesso posto auto e contemporaneamente al centro città un condominio con 200 famiglie che non ce l’ha. Per la statistica abbiamo il 50% degli edifici che hanno un posto auto, per la realtà il rapporto è 200:1. Mi pare che l’arrampicata sugli specchi per giustificare l’impossibile non vi riesca molto bene citando la statistica di Trilussa.

        • Strana questa dualità italiana.

          Al concessionario sono tutti poveri, alla pompa tutti ricchi.

          Perché fare il pieno e percorrere diecine di migliaia di Km/anno a 1,75-1,85€/L é roba da benestanti, inutile girarci intorno

          • @Leonardo (R): nulla da eccepire al tuo approccio, ed infatti questa lunga sequenza di post nasce dalla mia osservazione di smetterla di accanirsi contro tutto e tutti per giustificare il fallimento in Italia del mercato bev, soprattutto di smetterla di attaccare gli italiani intesi un po’ da tutti come ignoranti e zoticoni, è diventato veramente avvilente. Il problema è solo il potere d’acquisto delle famiglie medie, quelle che una ventina di anni fa erano ancora benestanti, che edificavano ville e case di grandi superfici senza mai ricorrere ad un mutuo, al tempo dove “la cambiale” era vissuta con vergogna. Ora, per un motivo o per un altro la situazione è cambiata, in peggio per gli italiani, in meglio per i Paesi del nord Europa, la differenza sta tutta qui. L’operaio tedesco già prima non aveva problemi a girare in Bmw o Mercedes, quando quello italiano poteva permettersi una Punto, al massimo una Golf, e ora il divario è aumentato, quindi al tedesco, come allo svedese, passare a una bev di 45mila euro non cambia la vita, qui non lo so. E ho anche sempre detto che tutti gli altri pseudo-problemi quali autonomia e ricarica erano non problemi, che molti hanno cercato risparmio in gpl e metano, e non vedo perché non dovrebbero cercarlo nell’elettrico se…se non fosse per il prezzo di partenza, che faceva già la differenza fino a pochi anni fa quando c’era da scegliere tra le varie motorizzazioni, quando 2mila euro in più della versione a metano faceva storcere il naso a tanti, immaginarsi ora che il delta supera come minimo i 10mila euro…. Ma a qualcuno, più che affrontare la questione e quindi comprendere i veri motivi della questione, piace fare il capo popolo e continuare ad accettare, o addirittura fomentare tutta questa indegna negatività sugli italiani. Altro che pensare positivo, come no

          • @Luca D.M. infatti io mi batto quotidianamente con tutte le mie forze per cambiare questo.
            Quali sono i motivi di questo declino Italiano? Quali gli errori fatti? Come si può rimediare?
            Come responsabile tecnico mi faccio queste domande tutti i giorni e mi chiedo come possiamo recuperare il terreno perso?
            Gli stipendi bassi e la disgregazione economica sono il risultato di tantissime scelte sbagliate, ma anche di una classe dirigente che ama i compromessi e le posizioni di rendita (quella, per capirsi, che decide che il core business della Olivetti sono sempre state e saranno sempre le macchine da scrivere e che i soldi spesi nella divisione computer sono soldi buttati) e che non vuole più prendersi rischi. Questa è l’eredità che abbiamo preparato per i nostri figli?
            Altro problema è che questa parte del paese, quella che ama le rendite di posizione ecc. ecc., è la stessa che fa campagne di disinformazione, che fa lobby per non dare incentivi alle elettriche o per dare incentivi per fare rimanere in piedi tecnologie che stanno diventando obsolete, e che decide nei salotti buoni che le colonnine in autostrada è meglio non metterle, perché “cane non morde cane” a sei zampe, Non ce l’ho col povero operaio che sta facendo fatica a sbarcare il lunario, ce l’ho un po’ di più con quelli che vengono a raccontarmi a pappagallo tutti i dubbi che il loro carceriere gli ha infilato nella testa per mantenerli schiavi e pezzenti. Non ce l’avrei neppure tanto, se non fosse che è con l’avallo di questi che si sta facendo sprofondare il Paese in un’avvitamento economico che sembra non trovare mai fine, e io non mi capacito perché non so cosa raccontare ai miei figli e non saprò cosa rispondere loro se un giorno mi diranno che si vogliono trasferire all’estero.

        • Nulla da eccepire: avete serrato per bene i ranghi. Uno argomenta di potere d’acquisto degli italiani, l’altro risponde su cento altre sfumature che, nel mio caso personale, non ho mai sollevato come elemento per non passare all’elettrico (anzi, nel mio personalissimo caso ho sempre detto, anche da metanista, che l’autonomia e i problemi di ricarica sono “non problemi”), e tutti a ridere e a sostenere il capo, qua si da veri italiani medi medi medi. Mai vissuto un forum così accanitamente anti-altro. Continuate cosi, fin quando potrete cantarvela e suonarvela tra voi, saranno ancora grasse risate, complimenti e buona vita a tutti

          • Figurati. Se mai avessi letto i miei commenti qui, ho sempre ribadito che l’italiano medio non ha potere di acquisto rispetto ad altre popolazione Europee del nord. E ti aggiorno anche a te nel caso non li avessi mai letti, “se ho 5000€ come budget ( per fare un esempio ), ci possono essere tutti gli incentivi che vogliono, le auto elettriche possono costare anche 25k, e anche se posso risparmiare con i tagliandi, la liquidità sono sempre quei 5k di prima ne più ne meno”. Detto ciò tralasciando questo appunto, tutte le altre cose riguardanti autonomia, velocità di ricarica, batterie che superati i 10 anni decadono manco fossero possedute da energie negative, pianificare viaggi ( li faccio anche io e ho un auto a benzina. ), Cinesi conquistatori dell’occidente, ecc ecc sono tutte pi..e che ci facciamo noi italiani che, da nostra buona cultura, abbiamo paura del nuovo e di vedere oltre il nostro naso.

      • 😂😂😂 Non fa una piega.
        E si sposa perfettamente con il commento di Gianluca sulla Dolce Vita del ns Bel Paese

      • Massimo ha ragione e io rientro appieno nell’elenco. A esclusione della diffidenza verso i cinesi. E aggiungerei anche il piacere di guida sportivo, con sound e marce. Ma c’è anche un’altra motivazione che vale per tanti italiani: le auto elettriche progrediscono molto velocemente e si rischia di fare un investimento enorme a fronte di risparmi che ogni anno si evidenziano. Chi ha acquistato la Model S indebitandosi si sarà mangiato le mani con l’arrivo della Model 3 (e infatti di Model S non se ne vendono quasi più), chi ha comprato la ID.3 già si mangia le mani con l’arrivo della migliore MG4 (e sono arrivati dichiarazioni da possessori della ID.3 proprio qui su VaiElettrico), chi ha comprato la ID.4 forse verrebbe scambiarla con le più economiche Smart #1 o BYD Atto 3, chi ha comprato la Peugeot 208 con 320 km di autonomia oggi la vede arrivare a 400, etc. etc. Grazie alla concorrenza statunitense e cinese stiamo assistendo a un leggero calo dei prezzi ma soprattutto a molto più valore a parità di prezzo. Quest’anno uscirà la Fisker Ocean, la Smart #1 è già un’ottima auto e anche in campo sportivo cominceranno i primi modelli: la MG Cyberster e la Ioniq 5N (saranno commercializzate quest’anno), la Daytona SRT il prossimo anno e presto la Porsche Boxster. E poi in tanti sono in attesa di Renault 5, Tesla Model Q o BYD Dolphin.

        Il punto è che qualunque auto si acquista oggi, tra 7 anni sarà molto svalutata e superata da modelli con specifiche tecniche di gran lunga superiori, mentre nel campo del termico è vero il contrario: chi acquisterà tra 7 anni una Euro 6 usata avrà meno noie di chi acquista una Euro 7.

        Oggi le uniche elettriche che consiglierei tra quelle realmente disponibili in Italia sono MG4 Comfort, Smart #1 e Tesla Model 3 RWD. Stop. Le altre le vedo pronte a svalutarsi parecchio nei prossimi anni …

        • E infatti mi è entrata nel radar una golf-e 136 cv, con su 23k km. Hanno appena abbassato il prezzo. Quasi quasi vado a vederla , gli faccio un’offertaccia pochimaledettiestubito e vedo cosa mi dicono. 🧐
          Sapendo perfettamente che rischio di trovarmi in mano un macinino di qui a pochi anni. Ma se la pago “poco” adesso, e intanto me la uso…

          • Io ho una e-Golf con 20k km. Controlla se ha la PdC, come optional da nuova costava 1000€ e secondo me questo optional li vale anche da usata.
            L’auto va benone, sorpassi di veicoli lenti o trattori li fai in un attimo, e fa la sua figura sia come esterni che come interni, sul quotidiano è anche più pratica perché non si deve mai andare dal benzinaio.
            Montagna in salita non fa una piega, in discesa la frenata rigenerativa è eccezionale. Attenzione se occupanti soffrono di mal d’auto.
            Con 30 min di rifornimento poi aggiungere 100km di autonomia. La sua autonomia di base è di 200km, anche in inverno e in autostrada a 110km/h. (Con PdC)
            Curva di ricarica alle fast particolarmente piatta, mi è capitato spesso che anche avendo pianificato di ripartire all’80%, è bastata un minimo di ritardo di ritorno all’auto e di ritrovarmi la carica bella che finita al 100%.
            Un viaggio da 400km fattibile con due rifornimenti. a 600km si è 4 rifornimenti, eventualmente uno lo si può far coincidere con il pranzo.Il 4 rifornimento un po di rapid gate, ma niente di disastroso, invece di caricare a 40kw, carica mediamente a 28 kw, così se avevi pianificato la 4a sosta di 20 minuti, ne diventano 30, solo 10 minuti in più.
            Volendo si può fare anche di più chilometri con un pernotto, così si moltiplica per 2 perché il giorno dopo si ricomincia da capo, si possono fare anche 1000km.
            Io una volta ho pernottato, all’arrivo al 10%, allora mezza caricata l’ho fatta in AC presso una colonnina della cittadina dove ero arrivato tanto che ero in visita 2h e l’altra mezza con il carichino della in dotazione e-Golf presso l’hotel che aveva solo una presa elettrica senza wall box, al attimino ero al 100%.
            Non servono batterie tanto grosse, la e-Golf ha 30 kWh disponibili, alla fine rimarrebbero inutilizzate per la maggior parte del tempo, almeno per la maggioranza degli usi anche se non tutti.
            Poi adesso che stanno installando le Free To X in Autostrada ancora meglio, non serve neanche uscire per ricaricare e si hanno a disposizione i servizi dell’Autogrill

          • Grazie, gentilissimo e veramente esaustivo! Ma l’uso che intendo farne sarà senza dubbio intensivo, ma mai sopra i 200 km tra andata e ritorno. E sinceramente non sarebbe un acquisto strettamente necessario, ho già di che spostarmi. Ma tanto il Transit mi è indispensabile in molte situazioni, tanto è ridondante in altre. Di qui l’idea.
            Tutto starà nel prezzo: se mi balenasse la possibilità di portarla a casa al prezzo di listino di una Spring con ccs, quindi sui 23k e perchè no anche meno, un pensiero potrei anche farcelo visto che potrei giocarmi il “gettone” che ho messo da parte per un eventuale cambio di moto (che mio malgrado stavo cominciando a mettere in conto visto che fra due anni La mia adorata Guzzi Euro 0 non potrebbe più entrare a Milano in settimana)
            L’automobile elettrica mi risolverebbe alla radice anche quel problema in caso di necessità.

        • “di Model S non se ne vendono quasi più” 67.000 nel 2022 consegnate (compreso la Model X) ma prodotte 77.000 (non hanno fatto in tempo a consegnarle). Ma saprai sicuramente che le consegne sono iniziate nell’ultimo quadrimestre e che parliamo di una macchina che parte da 116.000€.
          Sai dirmi quante BMW serie 5 (tra tutti i modelli) hanno venduto nel 2022?

          • Non ho trovato un dato recente, nel 2015 di serie 5 ne hanno vendute 347.000, lo scorso anno non so. La Model S vende pochissimo in relazione alla Model 3, in assoluto considerato il prezzo e gli anni che iniziano a pesare “tiene botta”, ma è inevitabile che la Model 3 abbia cannibalizzato la Model S, così come la Model Y ha cannibalizzato la Model X, soprattutto in considerazione del fatto che l’autonomia e le prestazioni non sono così lontane, anzi (la Model 3 Performance non ha niente da invidiare alla Model S base). Sono dinamiche normali per le auto a benzina, figuriamoci per le auto elettriche.

          • La Model S+X raggiunge i 100.000 pezzi nel 2017, ripetuti nel 2018 a Model 3 già uscita (che vendeva già 146.000 pezzi), poi nel 2019 ha accusato un calo dovuto soprattutto all’impossibilità di sostenere i livelli dato che avevano dirottato parte della capacità produttiva alla Model 3.
            Nel 2020 hanno proprio cessato la vendita, sono andati in esaurimento nel 2021 delle scorte e le consegne della nuova Model S+X sono ricominciate solo da 6 mesi, quindi avere fatto quei volumi in pochi mesi è straordinario.
            La Model S è quasi esclusiva degli USA per ovvi motivi: dimensioni e qualità, inaccettabile per il mercato Europeo dato il prezzo.

        • Il tuo è l’unico ragionamento che posso capire. Ma vale per ogni prodotto della tecnologia: Pc, telefonini, televisori e perfino per le auto termiche, se confronti quelle di oggi a quelle di appena 5 o 6 anni fa. Dobbiamo passare la vita a morderci le mani? Quel che conta è che l’oggetto risponda alle tue esigenze di oggi e di domani per un tempo coerente con la sua vita utile. Le auto elettriche di oggi soddisfano già le esigenze della maggioranza degli automobilisti, anche se pochissimi se ne rendono conto perchè incapaci di affrontare la questione razionalmente. Quelle di domani, forse chissà, del 99%

          • Se fossi uno che quando cambia auto spende quei 50k, la Daytona SRT sarebbe già mia, l’avrei già prenotata per l’import dagli USA. Ma 50k ahimè almeno per il sottoscritto è ancora una spesa straordinaria, da valutare con molta attenzione anche in ottica svalutazione. Sono uno abituato a rivendere le auto dopo 7 o 8 anni e 80000 km in più allo stesso prezzo o quasi al quale le ha comprate nuove o usate (e senza schilometrarle ovviamente), con un’elettrica la vedo impossibile. Avessi avuto 50k facili sottomano, avrei comprato la Model 3 Performance qualche anno fa quando con tutti gli incentivi costava proprio 50k per rivenderla oggi o tra qualche anno avendoci perso poco …

          • Vale per qualsiasi roba tecnologica, verissimo.. Abbiamo il paragone facile e rapido col mercato delle schede video, stessi problemi di approvvigionamento semiconduttori nello stesso momento, altissima domanda drogata dagli scalper come la domanda drogata dagli incentivi enormi e a pioggia senza raziocinio nel più dei casi.
            I fatturati dei produttori di gpu han fatto i record nonostante i bassi numeri, complice raddoppio dei prezzi di listino, totale sparizione della fascia bassa del mercato (quella sotto i 300€ per capirci) per spingere solo quella ad alta marginalità e del mercato ricco/entusiast… Le case han fatto fatturati enormemente positivi nonostante ritardi anche di un anno sulle consegne del venduto, non esistono bev di fascia bassa (sotto i 14k di listino) che siano funzionali a 360 gradi seppur limitate, li han ottenuti allo stesso modo spingendo il margine sulla fascia alta/entusiast (ecologisti no matter what).
            Oggi il mercato gpu è crollato del 40%, il mercato auto crolla con numeri di pezzi ridicoli rispetto al passato.

            Complice pandemia, guerre e tutto quello che vuoi, ma la differenza sostanziale è che se è più probabile che qualcuno faccia il sacrifico per spendere di più su un oggetto da 500€ pagandolo mille, è più difficile spingere sulla pancia delle persone per fargli comprare un oggetto a 40k anziché 20k euro, non credo serva essere economisti pluri premiati per arrivare a questo ragionamento.
            L’altra differenza grossa, è che se oggi compro un pc, un telefono, un tablet, spendo da 300 a 1500€ e (soprattutto nel pc) con 100€ praticamente ricambio qualsiasi pezzo sia andato a remengo, compresa la batteria, ma per lo più dovrò sostituire qualche ventola dopo 10 anni e il pezzo andrà.
            L’auto ha una garanzia sulla batteria che è ridicola rispetto alla vita stessa del mezzo e ancor più ridicola guardando al costo per sostituirla, quando va bene è il 50% del valore dell’auto, non i 50/100 euro per un telefono un tablet un portatile (che puoi tra l’altro far da te se la garanzia è già scaduta e spendere se va male 30€), un cellulare che mi passa da 8 a 5h di schermo acceso, posso sempre usarlo in carica mentre guido o sto alla scrivania, un auto no, anche tralasciando l’enorme spreco di energia dato da una batteria alla frutta

      • “(anche se io ho 6 kW di fotovoltaico che me la produce gratics)” Io abito in pianura padana e ho 6 Kw di pannelli installati. Sa quanto hanno prodotto nel mese di Novembre? 230 kWh, insufficienti per il consimo domestico. A Dicembre 100, ovviamente ancora più insufficienti. Direi che avrei fatto un tantino fatica a caricare l’auto elettrica, ne avessi una.

        • In un anno produrrà più di 6 MWh di energia risparmiando al mondo oltre 1000 metri cubi di gas e 2 tonnellate di CO2.
          Ovviamente contribuendo minimamente in inverno ma portando a spegnere le turbogas in estate.
          Io in Dicembre ho prodotto 40kWh (impianto inferiore a 3kW) ma in giugno e luglio saranno 600.

    • Il merito (secondo il mio pensiero) è per la maggior parte del governo precedente, dell’attuale e della loro sistematica attività di disincentivazione:

      – fondi a piccole rate (dopo agosto 2021);
      – attesa infinita degli incentivi (chi doveva acquistarla continuava ad attendere);
      – incentivi solo per redditi che difficilmente possono permettersi il lusso di concedersi un’auto elettrica come prima auto (con un autonomia buona) oppure come seconda;
      – “ridicolizzazione” della crisi climatica con battute alla Donald Trump (comizio di fine settembre/inizio ottobre dove uno dei leader chiedeva al pubblico dov’era il surriscaldamento globale in quanto quel giorno il clima si era raffrescato).

      Disinformazione totale da parte delle reti televisive di maggior ascolto (roba da voltastomaco, mentono sapendo di mentire).

  11. Come pretendere uniformità di scelte sulla e.mobility quando anche le multinazionali del controllo e revisione dati seguono strade molto diverse🤔 Deloitte la butta sulle statistike di vendita e di gusti degli automobilisti,, Accenture (vedi interessante articolo di Vaielettrico) é passata già alla collaborazione cn aziende italiane di componenti per auto elettriche. Pure qui constatato prudenza da un lato, scelte d’investimento dall’altro nel ns Paese (ma nn eravamo quelli ‘brutti e arretrati’??) Diamo tempo al tempo senza allarmismi e inutili forzature..la transizione è cmq avvIata🔋🆙

  12. Vorrei parlare dell’assistenza fornita alle auto elettriche. Ho comperato una Dacia Spring un anno fa presso una concessionaria multimarche. Dopo pochi mesi è apparsa, sul cruscotto, una spia di un piccolo problema. Il mio concessionario mi ha detto di rivolgermi alla sede di Torino. Dopo tempi infiniti di attesa telefonica per un appuntamento , ho rinunciato , anche perché l’auto non mi dava problemi. Poi, però, ho notato il cattivo funzionamento del riscaldamento e del clacson. Mi sono rivolta allora ad un auto riparatore convenzionato con la Dacia, anche perché dovevo fare il primo tagliando. Fatto il tagliando, per i problemi sopraddetti mi ha detto che dovevo lasciargli l’auto per un po’ di tempo. Ho capito che non era molto esperto con le auto elettriche. A questo punto mi sono fatta delle domande e mi è venuto il dubbio che pochi riparatori siano stati preparati sufficientemente dalle case auto sulla tecnologia elettrica.
    L’assistenza post acquisto è fondamentale , ma mi sembra che le case cerchino solo di vendere e illudano gli acquirenti sull’assistenza, che poi diventa un vero problema.

    • È purtroppo difficile dare una risposta completa, perché i casi specifici sono difficilmente generalizzabili.
      Io ho avuto un problemi con una Panda Fire, 4 meccanici autorizzati non sono riusciti a risolvere un problema di mancati avviamenti. Quasi 1000€ in due anni. Poi un elettrauto a cui ho descritto a voce il problema ha detto “certo, è il sensore di giri, gli trafila olio, basta cambiare una guarnizione, è un problema noto di quel motore lì”. 25€ problema risolto definitivamente. Noto a lui. Non alla Fiat…

  13. Sono un pò scettico sul numero del campione intervistato. 26 mila su 24 paesi significa poco più di mille per ognuno, con nazioni come USA , Cina e India. Sarà davvero rappresentativo?

  14. Sono sempre i soliti vecchi NO, o meglio sono figli del NO maggiore ovvero la tecnologia delle batterie.. Se esistesse oggi una batteria con un peso non oltre i 300 kg che avesse una densità tale da poter contenere almeno 100 kw/h ad un prezzo non troppo elevato (sotto i 10.000 euro) , non soggetta a degrado ( almeno 10 anni o 300.000km senza scendere sotto il 90%,), in aggiunta poco sensibile agli sbalzi termici.. Sono più che certo che con una adeguata rete di ricarica in meno di 10 anni si diffonderebbero le auto , senza incentivi. Come è stato per molte alte tecnologie quando sono diventate mature.
    Inoltre noi rimaniamo nel nostro piccolo orticello a dirci che siamo brutti, cattivi e retrogradi, ma ci sono paesi enormi che non stanno affrontando la cosa con il sistema “talebano ” imposto dall’alto di qualche commissione e stanno vivendo bene lo stesso..
    Si citano sempre i Paesi del nord, la virtuosa Norvegia, la lungimirante Svezia, ma quanti sono i loro abitanti? Quanto è il loro reddito pro-capite e soprattutto quale rapporto avevano anche in passato con le auto?

    • Nell’avanzata Cina e’ gia’ completa la diffusione, e tutto funziona bene. Nel bel paese contano la bella vita, se si ha reddito.

    • Se esistesse….ma non esiste. Quindi cosa facciamo? CO2 a tutto spiano? Per fortuna mentre l’Italia “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi i getta la spugna con gran dignità” (cit.) i cinesi sono la che tirano fuori soluzioni su nuove batterie che poi noi useremo sulle nostre auto in futuro.

      • Simpatica la citazione, ma i cinesi concorrono alle emissioni di CO2 per un terzo del totale mondiale, sicché come esempio da seguire sono non proprio il massimo.
        Ed emettono più CO2 degli altri pure pro capite, nel senso che essere tanti non è una scusa valida.

          • Sì, l’ho tirata lì in modo non corretto. Ma le emissioni della Cina non vengono, se non in parte ridotta, dal consumo, perché molti cinesi consumano assai poco (ben diverso per gli statunitensi) ma dalla cruda pruduzione che viene effettuata senza alcun riguardo per le emissioni. Tant’è che tutte le fonti confermano che la Cina prima del 2030 non ha la minima intenzione di ridurre, bensì di aumentare la CO2.

            Converrà che affidarci alla Cina ed indicarla come modello della transizione energetica ha un retrogusto amaro, a me sembra come affidare la gestione dell’Avis ad un vampiro:)

          • Storicamente la Cina ha emesso meno della metà della CO2 degli Stati Uniti e meno di un quarto di quella emessa da tutto l’Occidente. Ha fatto sfozi pazzeschi per eliminare la fame e avviare lo sviluppo industriale, impegnandosi a raggiungere le emissioni zero nel 2060, dieci anni dopo l’Europa e gli Usa. Non si può dire che non ha fatto nulla. Non è assolutamente un modello, ma rendiamoci conto dei problemi che ha con 1,2 miliardi di abitanti. Per finire: se pensa che un modello energetico da imitare sia quello degli Stati Uniti vuol dire che lei in America non c’è mai stato.

        • @luca bosi occorre anche considerare che la Cina emette quello che emette anche grazie a noi occidentali che compriamo un mucchio di roba prodotta là “perché ci costa meno”.

    • Anche in Spagna il mercato elettrico cresce, e non sono certo più ricchi di noi, in Europa solo in Italia c’è una contrazione, in alcuni grandi paesi paragonabili al nostro siamo ampiamente sopra la doppia cifra percentuale, come Francia, GB e Germania

      • /// anche in Spagna il mercato elettrico cresce, e non sono certo più ricchi di noi \\\ In effetti nel settore delle due ruote sono presenti diversi modelli (anche non semplicemente importati ma progettati almeno in parte sul posto) spesso piú prestazionali di quelli sviluppati nel nostro paese.

      • Che io sappia l’Italia è l’unico paese europeo in cui il reddito medio effettivo è diminuito negli ultimi 30 anni come capacità d’acquisto.

        Il reddito medio spagnolo è sì ufficialmente un po’ più basso di quello italiano, ma mediamente la vita costa assai meno e ci sono molte aree un po’ grigie, molto grigie. Anche per esperienza professionale ho visto cose da brividi. Penso che ci siano frotte di ricchi sottotraccia molto più che da noi.

        La Spagna ricorda, sotto il profilo del rispetto delle regole, l’Italia dei primi anni ’80….

        Poi la produzione in loco farà vendere qualche unità in più, ma sempre i soldi ci vogliono.

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