I Supercharger costano poco? Ecco perché nei numeri





I Supercharger costano poco? Il motivo è semplice: sono molto più utilizzati della concorrenza e quindi…Guido spiega, numeri alla mano, perché i caricatori Tesla (ad alta potenza) sono molto più convenienti della concorrenza. 

I Supercharger costano poco? “Guardate il tasso di utilizzo”

I Supercharger Tesla

“Vi condivido un grafico (lo trovate su NotATeslaAPP) che avrebbe diffuso Tesla a proposito del tasso di occupazione dei Supercharger. Nel 2025/26 è di 8 sessioni giornaliere per singolo stallo. Considerando 15 minuti a sessione, significa 2 ore di continua occupazione per ogni singolo stallo mondiale, pari a oltre l’8% di occupazione. Questo spiega bene perchè riescano ad avere quei prezzi: è tra il doppio e il quadruplo dei competitor. Se poi lo uniamo al tasso di uptime (nel 2024 hanno dichiarato un 99,95%.…) e alla totale assenza di problemi di avvio ricarica, completiamo il quadro dello strapotere. Interessante anche il tasso di attesa medio (si vedono ovviamente i picchi stagionali): nel peggiore dei casi solo l’1% degli automobilisti deve aspettare per ricaricare. A me (ma li uso poche volte, rari i viaggi in cui supero l’autonomia dell’auto) è successo UNA volta in 5 anni di dovere entrare nel sito, arrivare fino in fondo e vedere che erano tutti occupati. Giusto perchè se ne liberasse uno in quel momento, quindi una decina di secondi di attesa. Approfitto per augurare buona Pasqua, a tutta la Redazione!Guido Baccarini

La media di sistema in Italia non va oltre il 2% e i prezzi…

Risposta. Anzitutto ricambiamo con affetto gli auguri di Buona Pasqua a Guido e a tutti gli amici che ci seguono da tempo. Non c’è dubbio che il basso tasso di occupazione (soprattutto in Italia) sia la prima causa del caro-ricarica. Emauele Regalini, dell’Autorità pubblica Arera, l’ha spiegato bene in un intervento che abbiamo riportato pochi giorni fa. “In Italia le colonnine restano inutilizzate per gran parte del tempo, con tassi medi di utilizzo non superiori al 2%. Con così poca energia erogata, per i gestori (CPO) è difficilissimo recuperare gli investimenti iniziali e i costi fissi in bolletta”. Tassi del 2% ben lontani da quelli riportati da Tesla nel grafico che ci ha girato Guido. Solo con un utilizzo superiore (e una vera concorrenza, anche in autostrada) si può arrivare a tariffe più umane.  Prezzi della materia prima energia permettendo.

Visualizza commenti (16)
  1. Ritengo che la questione “HPC” sia più articolata del semplice “Tesla contro tutti”, soprattutto con l’aumentare dei fornitori e relative stazioni di ricarica. In Italia, a mio vedere, ci sono operatori che non hanno particolare interesse a “vendere” e quindi mantengono prezzi oggettivamente fuori mercato, operatori che ritengono di poter contare su rendita di posizione e operatori che “vivono” la concorrenza… Credo che ognuno di noi che abbia un minimo di familiarità con le ricariche HPC possa incasellare in queste tre categorie i vari operatori (personalmente ritrovo nelle prime Iplanet, Ewiwa, Plenitude, nella seconda Free2X e nella terza Tesla, Electrip ed Atlante.
    Poi ci sono le “location” che rendono le categorie di cui sopra inspiegabili: più volte, in giro per l’Italia, mi è capitato di trovare nello stesso posto o comunque molto vicine fra loro, stazioni di ricarica HPC di operatori diversi con quelle meno care piene e le altre vuote…
    La mia sensazione è che attualmente la situazione italiana fa si che soltanto Tesla, Electrip ed Atlante provino ad avere un approccio realmente concorrenziale mentre le altre, per differenti motivi, o ci provano solo timidamente o addirittura non interessa.
    Per concludere, vorrei conoscere come è andato il tasso di riempimento di Free2X negli ultimi tre anni rispetto a tutti i punti di ricarica Tesla e nonTesla appena fuori autostrada ed attendo con curiosità divedere cosa succederà quando Free2X non sarà più monopolista sulla rete autostradale

  2. @Guido Baccarini
    Forse chi non pensa abbastanza è lei, visto che siamo in ITALIA e bastava parlare di “CONCORRENZA” e “PERCENTUALE DI OPERATIVITÀ”.
    Non ci voleva molto.
    Ma capisco che le supercazzole in inglese fanno molto Harvard o Yale.
    Anche se poi uno scrive da Formigine ed è diplomato all’ISEF.
    Avanti così, comunque.

    1. Guido Baccarini

      ISEF e Formigine. Ok… abbiamo proprio proprio capito tutto…

      PS: Non “CONCORRENZA” ma “concorrenti”
      Non “PERCENTUALE DI OPERATIVITA'” ma “tempo di operatività” espresso in percentuale, quindi “percentuale di tempo di operatività” che suona un po’ pesantino, in un articolo che parla di “Super caricatori per veicoli elettrici”.

  3. “Ciao, ci si dimentica anche che Tesla ha raddoppiato le installazioni presso molte stazioni. I prezzi di Tesla sono più accessibili perché l’azienda cerca di offrire un servizio migliore, distribuendo le spese iniziali come investimento, mentre le altre compagnie guardano solo ai bilanci e hanno sottovalutato che molte persone avevano la possibilità di tornare indietro al motore termico.

  4. Capisco gli investimenti,ma lasciare le colonnine inutilizzate non costa di più che fare un prezzo con poco ricarico?
    E poi i car maker si lamentano delle perdite per le elettriche ma il prezzo dei loro kWh non invitano certo a cambiare auto .

  5. ….peccato tra tra “competitor”, “uptime” eccetera non si capisca nulla….ma visto che ogni volta che parla Baccarini tutti rimangono a bocca aperta come se avesse rivelato la formula pre trasformare le pietre in oro….bravo Baccarini!
    Coi tempi che corrono, è importante accontentarsi di poco…..

    1. Guido Baccarini

      Dato che ha, indiscutibilmente, risposto da un PC o da un telefono, ha provato ad usarlo in modo attivo anziché passivo? Per esempio con una banalissima ricerca dei due termini che non conosce?
      Chi è passivo è il candidato perfetto per essere sostituto da un AI o robot: tanto non pensa.

  6. Ciao Guido e complimenti anche per la chiarezza/sintesi, dritto al punto principale con giusto un grafico e un paio di cifre; tra i fattori secondari immagino ci possiamo mettere che anche i costi di installazione delle colonnine Tesla hanno fama di costare meno dei competitor; chiedo: c’è anche il dubbio che a volte spuntino migliori condizioni contrattuali per i costi di connessione alla rete?

  7. Ora abbiamo le colonnine: mancano solo le auto.
    Come ha già spiegato da qualche vostro ospite i prezzi in Italia sono alti per due semplici motivi:
    -basso tasso di occupazione. Si risolve con più auto elettriche.
    -Alti prezzi dell’energia. Si risolve con più rinnovabili.

  8. Daniele Sacilotto

    È nato prima l’uovo o la gallina? Ovvero gli altri operatori costano troppo perché hanno tassi di occupazione bassi o hanno tassi di occupazione bassi perché costano troppo?
    Provate a far pagare un caffè al bar 5€ con la scusa che ci sono troppo pochi clienti vediamo cosa succede.

    1. Esatto! Pensavo la stessa cosa anche io! Costa troppo, non mi fermo e basta, esco dall’autostrada e vado da Tesla!

  9. Innanzi tutto un plauso a Guido Baccarini che fa sempre commenti interessanti… e grazie alla redazione che si impegna in approfondimenti su tanti argomenti .

    A questo punto, prima che il commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, chieda a tutti i ministeri europei competenti di razionare il carburante con modalità imposte e sempre sgradite, potrebbe almeno suggerire di “imporre” un costo di ricarica “indicizzato” sui SUC Tesla, andando quanto più vicino possibile alle tariffe massime che praticano; a quel punto SE la differenza è realmente il solo tasso di occupazione questa dovrebbe cominciare ad omogeneizzarsi ovunque.
    Credo che prezzi simili ai SUC Tesla praticati anche da tutti i CPO Senza abbonamenti sarebbero il miglior incentivo a passare a veicoli elettrificati (pure plug-in per i timorosi italiani) e riducendo così la richiesta di carburanti.

    Il Governo italiano farebbe bene a concentrarsi solo su sconti diretti a autotrasportatori ed aziende agricole (incentivando però il passaggio ad altre forme di alimentazione disponibili) per mantener più bassa possibile l’inflazione indotta da caro-carburanti.

    Penso però che dovremmo puntare quanto possibile non su rifornimenti HPC (utili prevalentemente sulle direttrici di traffico) ma piuttosto su ampi parcheggi diffusi con AC 2/6kW da usare per lunghe soste (durante il lavoro, il riposo a casa, shopping o palestra etc) in modo che sia facile e veloce trovare molti punti di ricarica e fare quei rabbocchi sufficienti alla mobilità quotidiana (mica siamo tutti commessi viaggiatori ! )

  10. Ma non è il contrario? Sono pieni perchè costano poco?
    Anche perchè negli ultimi anni il loro prezzo è aumentato, e non penso che ne sia diminuito l’utilizzo, anzi.

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