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I soloni che lavorano per petrolieri & C, facendosi beffe di noi

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I soloni che lavorano per petrolieri & C. si fanno beffe di noi. È già successo diverse volte anche in passato e avevamo lasciato correre. Adesso però è venuto il momento di rispondere.

I soloni ci includono in una sorta di Colonna Infame

Tutto parte daglii articoli che abbiamo pubblicatosull’ipotesi scientifica avanzata da un gruppo di ricercatori italiani capeggiati da Leonardo Setti, biochimico dell’Università di Bologna. Ovvero: Il COVID-19 potrebbe trasmettersi nell’aria, trasportato dal particolato atmosferico. In altri termini dall’inquinamento. Un’ipotesi studiata con attenzione dalla Commissione Europea, che ha aperto un tavolo (virtuale) con una task force di 23 scienziati provenienti da diversi Paesi. Tra questi lo stesso prof. Setti. Sul tema abbiamo ospitato pareri di diversa natura, anche di chi ritiene che non abbia validità scientifica. E sono in corso studi per verificare, esattamente come sta accadendo (su un altro terreno, in ambito medico) per le tante ipotesi di terapie avanzate per curare i pazienti affetti da Covid-19.

i soloni

C’è però chi la verità l’ha già in tasca, i soloni appunto. E ne approfitta per farsi beffe di noi inserendoci in un elenco di personaggi di varia natura, tutti accomunati dal fatto di essere disprezzati dai due signori che si sono scambiati i tweet che abbiamo riprodotto qui sopra. Uno è Marco D’Aloisi, Communication &Media manager dell’Unione Petrolifera. L’altro è Jacopo Giliberto, giornalista del Sole 24 Ore.

Due cose da mettere bene in chiaro

Due cose vorremmo dire a questi signori. La prima è  che personaggi come Carlin Petrini e associazioni come i Medici per l’ambiente, inseriti in questa sorta di Colonna Infame, meritano tutto il nostro rispetto. La seconda, più importante, è che a noi hanno insegnato che fare i giornalisti significa riportare le varie tesi, verificando che la fonte sia seria e attendibile. In questo caso stiamo parlando di un gruppo di docenti e ricercatori universitari di diversi atenei.

Marco D’Aloisi, media manager Unione Petrolifera

Ma significa anche dare spazio a chi la pensa diversamente, come abbiamo  puntualmente fatto in questo articolo dall’eloquente titolo: “COVID-19 nel particolato? Regioni e scienziati non ci credono”. Noi non abbiamo la verità rivelata in tasca, confrontiamo tesi diverse (quando esistono) cercando di presentarle nel modo più esaustivo possibile. Infine: non prendiamo lezioni da chi lavora per la benemerita Unione Petrolifera, una lobby già passata alla storia per uno dei più gravi scandali della storia repubblicana. Noi siamo piccolissimi, con un bilancio ridicolo. Ma siamo liberi, non prendiamo ordini da nessun padrone. E pretendiamo rispetto.

 

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2 COMMENTI

  1. Giliberto e D’Aloisi (mi dispiace fare questa affermazione) forse per capire bene il male che fa quello che difendono e promuovono dovrebbero assaggiare in prima persona i problemi che tali veleni provocano.

    Come diceva un pediatra l’uomo impara con l’intelligenza o con la sofferenza.

  2. Il rispetto non dovrebbe essere preteso, ma dato e condiviso sempre in qualsiasi situazione a qualsiasi età. La cosa vergognosa è che ci sono troppe persone che non portano rispetto, non hanno una coscienza e ci fanno avere le informazioni che vogliono mentre tutte le altre le definiscono “fake” ormai è una moda.. Ma loro sono i professionisti dell’informazione, sono il futuro.. Menomale che ci sono persone come voi che fanno un lavoro per il bene COMUNE senza padroni e senza peli sulla lingua. Bravi!

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