Home Auto I sabotatori, i ribassisti, i petrolieri…Elon contro tutti

I sabotatori, i ribassisti, i petrolieri…Elon contro tutti

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Elon Musk ne ha per tutti. Vede avvicinarsi il momento in cui Tesla può raggiungere l’equilibrio economico. Ma vede anche nemici ovunque, pronti a boicottare chi cambia gli equilibri nel grande gioco dell’auto e dell’energia.

Diciamo subito che i media americani sono divisi in due fazioni. Da una parte chi dice che Musk, come tutti i grandi innovatori, è oggetto di congiure e campagne di discredito da parte di potentati economici messi a rischio dalle sue intraprese. Dall’altra chi invece ritiene che le sue sparate servano solo a distogliere l’attenzione dal fatto che la Tesla continua a mancare gli obiettivi che si è posta. Il più imminente, al 30 giugno, è il raggiungimento della soglia di 5 mila Model 3 prodotti alla settimana. Un livello che, vista la grande richiesta (anche in Italia), consentirebbe alla Casa di Elon Musk di cominciare a macinare profitti già nella seconda metà dell’anno. Forse c’è del vero (e del falso) in entrambi i punti di vista. Vediamo dunque chi sono i nemici e da che parte sta la ragione.

L’ultimo fronte: i sabotatori interni

Era dai tempi dell‘Autunno caldo e delle grandi proteste sindacali in Europa (anche alla Fiat) che non si sentiva parlare di sabotaggi in produzione di una Casa auto. Elon ne ha parlato apertamente in una mail ai dipendenti. Ma qui la matrice non sarebbe politico-sindacale, bensì guidata da mani forti che stanno all’esterno della fabbrica di Fremont. Ecco un passo della mail di Musk, dal significativo titolo: “Alcune preoccupanti notizie“: <Sono rimasto costernato nell’apprendere lo scorso week-end di un dipendente Tesla che ha condotto un sabotaggio piuttosto vasto e dannoso al nostro lavoro. Questo comprende  la manipolazione diretta dei codici del Tesla Manufacturing Operating System, con falsi username e con il trasferimento di un’ampia mole di dati altamente sensibili per Tesla a terze parti sconosciute. Non è chiaro perché l’abbia fatto, ma le sue ammissioni sono gravi. Ha addotto il motivo di una mancata promozione, e non promuoverlo ora possiamo dire che è stato giusto”.

Il futuro di Tesla dipende in gran parte dai livelli di produzione del Model 3

Musk conclude assicurando che l’indagine andrà avanti per scoprire se ci sono complici dentro o fuori Tesla. Ed esortando tutti i dipendenti ad essere vigili e a segnalare ogni comportamento ritenuto sospetto, assicurando l’anonimato a chi fa rapporto. Casi di questo genere, nelle Case auto, sono piuttosto frequenti. Qualche anno fa capitò anche alla Ferrari, che denunciò e licenziò il tecnico infedele. Ma qui siamo a livelli diversi: si lavorerebbe addirittura per far saltare la Tesla. Aspettiamo con ansia l’esito delle indagini.

Gli speculatori che scommettono sul fallimento

Nella stessa mail ai dipendenti, Elon Musk torna a puntare il dito contro altri suoi nemici giurati. Ovvero gli speculatori che hanno scommesso centinaia di milioni di dollari a Wall Street, puntando sul crollo della Tesla. Come? Con il sistema degli short, ovvero vendendo allo scoperto azioni che acquistano poi a una certa scadenza. Convinti che nel frattempo il prezzo di quei titoli sarà sceso di parecchio. Ecco che ne dice il patron nella mail: <Come sapete c’è una lunga lista di organizzatozioni che vogliono la morte di Tesla. Queste includono gli operatori short di Wall Street, che hanno già perso milioni di dollari e si apprestano a perderne ancora di più>. È una bella sfida, che Elon gioca a viso aperto con la solita spavalderia, invece di cercare gli accordi sottobanco che altri Ceo avrebbero perseguito. L’andamento borsistico di Tesla nelle ultime settimane sembra dargli ragione, ma teniamo conto che di fronte non ha dei piccoli speculatori, ma grandi società di investimento. Certo, raggiungere gli obiettivi di produzione del Model 3 già a fine mese lo aiuterebbe molto. Lui non ha dubbi e definisce quella data “superexciting“.

3 I veri nemici: petrolieri e concorrenti auto

Un tetto solare prodotto dalla Tesla, che negli Usa è il primo fornitore di coperture fotovoltaiche

Ma dalle parole di Musk traspare l’impressione che dietro a tutto ci siano i veri avversari di Tesla, ovvero i petrolieri e le Case concorrenti. Ecco quello che scrive: <Poi ci sono le compagnie  oil & gas, le aziende più ricche al mondo. Che non amano l’idea che Tesla faccia avanzare il progresso dell’energia solare e dell’automobile elettrica. Non voglio inquietarvi troppo, ma le voci ci dicono che queste aziende spesso non sono troppo corrette. E infine c’è la moltitudine di aziende che producono auto a benzina o diesel. Se non riescono a imbrogliare sulle emissioni, forse provano a imbrogliare in altri modi?>. E qui i riferimenti al Dieselgate e agli scandali che hanno coinvolto altre Case appare evidente. Un tempo si diceva”molti nemici molto onore”. Musk ne ha tanti, grandi e potenti, veri o presunti. Alla fine, per fortuna, è il mercato che decide. E fare (tante) buone macchine è l’unica strada per battere chi gioca contro, dentro e fuori la tesla.