La bandiera dei comitati anti‑eolico sardi recita “Custa est domo mia” ovvero questa è casa mia. Un paradosso: mentre rivendicano la difesa del territorio, tanti militanti insultano proprio i “padroni di casa”, gli abitanti di Ittiri. Accusati di non aver partecipato alla manifestazione contro le pale eoliche che devono sorgere nel loro territorio. In casa loro per parafrasare il manifesto. I No Watt erano quattro gatti e visto l’insuccesso hanno offeso pesantemente un’intera comunità.
Non manifestano contro l’eolico? Sono “ignoranti”
Ecco il post che ha fatto scatenare i No Watt: «Vergogna Ittiri …quando guardate in faccia i vostri figli e i vostri nipoti diteglielo che avete preferito la sobrietà anestetizzata piuttosto che aver lottato per salvarli da un triste destino…» firmato da Maria Fadda. Ma il peggio deve ancora arrivare.
Si staglia per maleducazione Andrea Caddia: «Ittiresi assenti annunciati, non c’era birra, non c’era musica, non c’era cocaina, non si poteva sfoggiare vestiti e acconciature auto e moto di grossa cilindrata. Votati, li avete votati, ora faranno quello che hanno fatto gli altri, un c…! escludendo quelle persone che veramente non hanno potuto partecipare vi meritate 2 bess, vergognatevi paese di m…. un grazie di cuore a quelle persone venute da fuori, prendete esempio ignoranti». Questo signore ha preso oltre 100 like di approvazione.

Gli illuminati No Watt trattano i cittadini di Ittiri come selvaggi trogloditi. Ecco per esempio le parole di Patrizia Calisi: «Posso capire l ignoranza e la chiusura mentale di questi piccoli paesi verso le manifestazioni a cui non sono abituati… Ma NON unirsi alla manifestazione per la difesa del loro territorio e per di più commentare in modo sgradevole è veramente inaudito e spregevole». Parole gravi ma approvate da ben 85 persone. Fossero pure profili falsi godono di ampio consenso.
Sardegna: a fuoco migliaia di pannelli. E siamo a tre attentati
Il ridicolo si legge in questo post: «Non avete il diritto di inc… per le critiche che state ricevendo, che vergogna non difendere la propria terra, vergogna, vergogna, fanno quello che vogliono della Sardegna perché molti, troppi sardi non fanno nulla per impedire di essere invasi e colonizzati». Da dove scrive la signora Susanna Samarcanda? Da Torino. Insomma un’altra che vuole dettare legge in casa degli altri.
Oltre alle offese, c’è anche chi incita alla lotta armata
Arriva pure Luis Doppio: «Credo che la questione siano i soldi, fanno gola a molti, gli ittiresi son buona parte proprietari terrieri e la nuova generazione non ha voglia di lavorare e si son venduti, questa è la verità». In una terra da dove i giovani scappano per cercare lavoro.

Fra i tanti deliri che si leggono nei post, un minimo di informazione scientifica arriva da un imprenditore agricolo, Giuseppe Amorino: «Esiste l’agrivoltaico studiato proprio per coltivare e tenere i pannelli solari. Devi studiare. Io faccio l’agricoltore e l’ allevatore. Vergognati». Solo tre like.
Gli agricoltori sardi scrivono alla Regione: “Stop ai divieti sull’agrivoltaico”
C’è pure l’omofoba Adriana Nughes: «Scommetto che al pride ci sono andati…». Chiudiamo con queste vergognose parole di Marco Cani: «Gli Ittiresi chiusi in casa come gli animali domestici.. che brutta figura!!». E si porta a casa 122 like. Non manca il violento – ne abbiamo contanti a decine nei mesi scorsi – come il signor Gianni Cocco: «Ci dobbiamo armare ora basta con le chiacchere siamo stufi di urlare ci avete costretto voi a doverci armare e continueremo finché non si vedranno i risultati le pale conficcatevele…».
Ma il sindaco di Ittiri smonta le peggiori fake news
Il sindaco di Ittiri Baingio Cuccu in un video indirizzato ai cittadini ha spiegato che nel territorio esiste un solo progetto autorizzato. Si chiama Alas e comprende otto aerogeneratori; ha superato la valutazione d’impatto ambientale del ministero e avuto il via libera della Regione. Insomma l’impianto ha “titolo”. E la Bess da 470 MW? Il primo cittadino risponde spiegando i diversi atti intrapresi e le diverse criticità dell’iniziativa. Insomma non accetta nulla a scatola chiusa.
Istruttivo il sindaco che smaschera le numerose fake news. «C’è chi dice che in un paese sardo le rinnovabili si possono installare solo sui tetti, ma sono andato a controllare e in quel Comune non mancano gli impianti a terra». La valanga di insulti e falsità è quindi figlia di un atteggiamento poco democratico da parte dei comitati. Sempre in prima fila contro le rinnovabili e non contro la proroga al 2038 delle due centrali a carbone e la metanizzazione dell’isola. Un progetto quest’ultimo che come scrive in una relazione Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) verrà pagato pesantemente dai sardi in bolletta.
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I comitati contrari agli impianti eolici e fotovoltaici hanno una enorme cassa di risonanza nell’Unione Sarda, di proprietà di un immobiliarista che, si dice, potrebbe essere il candidato della destra alle prossime regionali. Sull’unione hanno pubblicato decine di articoli accompagnati con rendering imbarazzanti, e inviti alla ribellione a queste installazioni. La manovra politica è evidente, pochi giorni fa hanno presentato come normale la possibilità di costruire in Sardegna centrali nucleari
grazie.. sapevo che con questo tormentone contro le rinnovabil e gli “speculatori stranieri” miravano a rimettere una giunta di destra più accomodante che le concessioni edilizie e altro
..ma non che magari ci mettessero l’immobiliarista in persona, invece di qualche testa di legno che fa il “lavoro sporco” per lui come Pili
Condivido l’obiettivo di superare le fonti fossili e puntare sulle rinnovabili.
Però il fatto che la transizione sia necessaria non significa che ogni progetto sia automaticamente giusto, ben localizzato o ben spiegato ai territori.
La discussione non è “rinnovabili sì o no”, ma “quali rinnovabili, dove, come e con quali garanzie”. Senza questo passaggio, il consenso non si costruisce: si perde.
Giusto, il problema è che molto spesso si dice no a prescindere, senza neppure entrare nel merito.
Caro Lorenzo i progetti non si auto realizzano ma superano complessi iter di valutazione. Basta consultarli nella pagina del ministero dell’ambiente con centinaia di pagine di elaborati e con innumerevoli passaggi politici a cui partecipano una infinità di enti. Basta sentire il video del sindaco di Ittiri sulla Bess dove ripercorre tutti i primi passaggi di questo progetto che non è deciso nelle segrete stanza ma nei luoghi decisionali stabiliti dalle nostre leggi. Non mancano le consultazioni – sono obbligatorie – con la richiesta di pareri dei cittadini. Ma se un parco eolico va installato non lo decino 150 persone – quelle presenti a Ittiri – e quelle decine di maleducati e incivili che hanno insultato i cittadini di Ittiri. Liberissimi di volere pale e Bess. E non sono traditori ne ignoranti come scrivono i NO Watt.
E’ falso che i progetti si presentano e vengano approvati, l’80% viene bocciato. Il dato è un altro: l’altissimo inquinamento creato dalle due centrali a carbone prorogate al 2038 nell’indifferenza più totale di tutti questi partigiani della difesa dell’ambiente. Il problema, c’è un processo in corso, di Sarroch e anche qui questi signori stanno muti. Il problema più vero è quello del metanodotto. Zero opposizione e silenzio totale. Perchè? Si devono tutelare gli interessi economici di chi ha investito sulla metanizzazione e vuole riempire di metano le case dei sardi. Basta poco per capire la portata del business difeso – da tutti i partiti – anche ostacolando in modo spesso ridicolo – leggo ogni giorno pessime fake news su fotovoltaico ed eolico – la transizione alle rinnovabili. La partecipazione, mi scusi, viene richiamata solo per le rinnovabili.
Chissà se c’è vita in Sardegna.
Comincio a sospettare che l’entusiasmo di certi scienziati che hanno annunciato di aver trovato vita intelligente sia ingiustificato.
Bisognerebbe mandare una sonda per verificare.
Magari si è estinta miliardi di anni fa come su Marte e ora le tracce di quella civiltà sono sepolti sotto metri di polveri.
Contento che l’articolo spiega che il sindaco e gli abitanti locali li hanno schifati, così si da visibilità anche alla maggioranza silenziosa
i manifestanti sembrano quattro gatti, svalvolati in cerca di attaccarbriga (sul bersaglio sbagliato) che si radunano grazie ai social.. e qui sta il gioco nel saper sfruttare i social da parte dei furbetti che manovrano e organizzano i raduni.. cercare di far rumore per sembrare più numerosi
gli esagitati vedo sono “seguaci” dei post e articoli verbalmente violenti di Mauro Pili, che tutt’ora continua a soffiare odio e bufale sul tema rinnovabili in Sardegna
dimenticandosi di spiegare che potrebbe avere interessi diretti nelle aziende che poseranno e gestiranno i metanodotti del metano, se ricordo, già tanti anni fa quando era ancora politico in giunta regionale, aveva costituito delle aziende partecipate per gestire i lavori.. magari ora saranno altre aziende ma fatico a pensare che abbia mollato l’osso dopo 20 lunghi anni di fatiche per arrivare a rosicchiarlo
oltre agli intrallazzi del caso sottobanco, per i suoi fini usa anche il giornale, la tv locale, e i social.. poi magari di nascosto ride di queste frange di persone meno sveglie che aizza
Prima di rilanciare certi titoli, sarebbe utile distinguere i fatti dalle interpretazioni.
La protesta contro l’eolico a Ittiri c’è stata, e su questo non ci piove. Ma dire che “i cittadini hanno disertato” o che “i No Watt sardi insultano chi non partecipa” sembra più una forzatura polemica che un fatto dimostrato.
Chi difende il territorio ha diritto di manifestare. Chi non partecipa ha diritto di non essere etichettato o giudicato. E chi racconta questi temi dovrebbe farlo con serietà, senza trasformare una questione importante per la Sardegna in una guerra tra fazioni.
Il punto vero resta uno: decidere sul futuro energetico dell’isola richiede trasparenza, rispetto dei territori e confronto reale. Non slogan contro slogan.
Lei sta alterando i fatti. Ho riportato fedelmente – solo una parte di tanti – commenti vergognosi, miserabili ed indifendibili. I residenti sono stati etichettati come ignoranti, greti, minorati, sfaccendati…. “non c’era birra, non c’era musica, non c’era cocaina, non si poteva SFOGGIARE vestiti e acconciature auto e moto di grossa cilindrata….” Questo il tenore. Inaccettabile.
Anche in questo post c’era un riferimento alla lotta armata. Non è il primo ne ho letto decine e decine nelle pagine dei comitati di messaggi inneggianti la violenza. Sono stati tollerati quando queste persone vanno denunciate. Nessuna manifestazione dei comitati è stata ostacolata o fermata. L’ala dura e non creativa ha invece manifestato contro eventi organizzati nelle scuole, insultando le persone.
Tutta questa volontà di partecipazione, discussione… si ha solo contro le rinnovabili. Non c’è una manifestazione una contro il metanodotto che serve per riscaldare gli edifici a Cagliari e servire poche aziende – tante hanno già risolto con il fotovoltaico – e restando ancorati al fossile. Nessuna manifestazione contro la proroga al 2038 delle due centrali a carbone (le uniche rimaste attive in Italia). Nessuna manifestazione su Sarroch dove si produce energia dagli scarti di petrolio. E su questa notizia? “Un presunto sistema illecito di relazioni tra funzionari, tecnici e imprese avrebbe gestito pratiche e controlli dell’Arpas, occultando anche rischi di inquinamento”, ancora silenzio. Il ministro annuncio a Cagliari il nucleare, solo un brusio.
Qui non c’è nessuna forzatura polemica, qui c’è stato il linciaggio moralistico di un Paese per poche pale eoliche, pale presenti in tutto il mondo, e per un sistema di stoccaggio di energia. Si rende conto? Ho scritto dei fatti purtroppo reali.
Gentile Nieddu, se quei commenti sono stati scritti, sono certamente gravi e da condannare senza ambiguità. Non intendevo difendere insulti, violenza o linciaggi morali.
Il mio punto era solo evitare generalizzazioni: una cosa è denunciare commenti vergognosi, un’altra è estendere quel giudizio a tutti i cittadini o a tutto il dissenso.
Sono d’accordo che il tema energetico vada affrontato con coerenza: rinnovabili, fossili, carbone, Sarroch, metanodotto e nucleare dovrebbero essere discussi tutti con la stessa attenzione.
Per me la strada resta una: confronto serio, dati chiari, rispetto dei territori e condanna netta di ogni insulto o minaccia.
Se permette, da discutere non c’è più molto: la comunità scientifica ha già dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l’abbandono delle fonti fossili e la transizione a quelle rinnovabili sono indispensabili per evitare che la crisi climatica diventi irreversibile. Non resata che agire.
Son stato per molti anni settimane in Sardegna… ed anche 30 anni fa esistevano lunghi periodi di siccità che metteva in crisi agricoltura ed allevamenti… Interi paesi con acqua razionata a poche ore al giorno… Col drammatico aggravarsi del cambiamento climatico la situazione peggiora e peggiorerà ulteriormente, tanto che siamo già oltre la soglia di reversibilità.
Se (anche) la Sardegna non si attrezza molto rapidamente per tutelare territorio e cittadini diventerà ben poco abitabile ed autosufficiente a brevissimo termine.
Predisporre aree (idonee) ove magari accumulare acqua piovana, mettendoci su magari pannelli fotovoltaici flottanti, giusto per usar due volte lo stesso terreno, predisporre velocemente dei dissalatori (alimentati da pale eoliche on/offshore) per aumentare quanto possibile la disponibilità d’acqua ad uso irriguo ed industriale…
Francamente non c’è più tempo per “discutere”… occorre agire subito.. anche perché questa estate non prenderanno fuoco solo pannelli fotovoltaici (per miserabili attentati di esaltati o criminali al soldo di interessi opposti) ma anche vaste zone ad uso agricolo e turistico (magari non accadrà volontariamente, a volte, basterà la solita sigaretta non spenta…che continuo a veder gettare dai finestrini in auto lungo le strade..) e sarà sempre più impossibile fermarli. “Custa est domo mia” rischia di diventare un ricordo da emigrati.