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I giornalisti dell’auto detestano l’elettrico?

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Il famoso YouTuber norvegese Bjørn Nyland, indignato con i giornalisti dell'auto.
I giornalisti dell’auto detestano l’elettrico? L’accusa arriva dal norvegese Bjørn Nyland, il più famoso tra gli YouTuber europei specializzati in vetture a batterie.

I giornalisti non ne sanno abbastanza o…?

Non fidatevi di loro“. Con questo titolo, piuttosto forte, Nyland ha messo in rete un video (qui sotto)  in cui accusa diversi giornalisti dell’auto di far di tutto per mettere in cattiva luce le macchine elettriche. Non è un tema del tutto nuovo. Negli Stati Uniti si è parlato a lungo dei cosiddetti “Tesla killer, ovvero i reporter delle testate storiche che a lungo hanno mostrato scetticismo sull’azienda di Elon Musk. E spesso accusati dai proprietari di Tesla di essere mossi da pregiudizi e non da obiezioni documentate.

Ora Nyland, piuttosto arrabbiato, se la prende con i giornalisti norvegesi, ovvero di un Paese considerato il paradiso dell’elettrico. In questo caso l’accusa è di parlare di cose che non si conoscono, come ad esempio il funzionamento e il pagamento delle ricariche nelle colonnine pubbliche.In un servizio comparso su TV2 Broom, per esempio, Nyland sostiene che sono stati commessi errori orribili, tali da inficiare il commento finale del giornalista.

L’accusa del famoso YouTuber: “Non fidatevi di loro”

Lo YouTuber ha preso in esame il viaggio che il giornalista di TV2 ha fatto nel cuore della Norvegia per collaudare una Peugeot e-2008 e la rete ri ricarica. Promossa la prima, bocciata la seconda. In base a quali criteri? Secondo lo Nyland, tutti i problemi riscontrati nella disponibilità e nell’efficienza delle colonnine sarebbero stati facilmente evitabili. Come? Sarebbe bastato al giornalista utilizzare una app di uso ormai comune come A Better Routeplanner.

i giornalisti
Un’altra immagine dello YouTuber Bjørn Nyland

Cosa che Nyland ha fatto, dimostrando che tutti gli inconvenienti evidenziati sarebbero stati evitati solo con un minimo di preparazione. Ma quel titolo “Don’t trust them“, “Non fidatevi di loro” contiene un’accusa un po’ più forte. Nyland ha l’impressione che molti giornalisti delle testate storiche cerchino anche il pelo nell’uovo pur di mettere in cattiva luce l’auto elettrica. A volte per scarsa conoscenza, e questo non è un alibi per un giornalista, a volte per un amore viscerale nei confronti delle auto tradizionali.

SECONDO NOI. Non si può generalizzare, ma è vero che a volte si leggono articoli sconcertanti. Un po’ per scarsa conoscenza, un po’ per la diffidenza che c’è (anche in Italia) verso il nuovo che avanza. 
 

 

 

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47 COMMENTI

  1. Boh, si parla sempre di soldi e comodità e nessuno (tranne un piccolo inciso di EV Fanatic) pensa alla salute e all’ambiente, nessuno.

    Le repliche contemplano sempre:
    – non so se conviene;
    – e ma poi mi devo sbattere;
    – pensa a quanto inquina lui (quindi implicito: “se lo fa lui lo posso fare anch’io” oppure “e inutile che mi impegno a non inquinare, tanto inquinano tutti” ecc.

    Devo dire che in quanto a grettezza ed ignoranza nei post sopra letti ne vedo veramente tanta, che tristezza.

    Peggio della clientela del bar di Guerre Stellari.

    • Mi pare anche piuttosto normale, le auto elettriche non vengono nemmeno mai vendute come “pulite”, quanto piuttosto come “economiche” e “prestazionali”, che sia nei siti delle case, nella cartellonistica, nei video promozionali, l’ambiente passa spesso in secondo piano per la motivazione ad acquistare un auto elettrica. Che poi siamo sinceri, a nessuno, o a veramemte pochi, interessa non inquinare, la maggior parte delle persone acquista un auto elettrica per la convenienza e le risposte che vengono date, così come molti articoli scritti su questo sito puntano proprio a convincerci di questo più che dei benefici per l’ambiente.
      La dimostrazione è anche la quantità di sbruffone che si fanno forti perché la loro auto elettrica ha un accelerazione fulminante, che lascia indietro molte auto termiche, dimenticandosi che le auto termiche in Italia hanno cavallerie molto basse per via del superbollo, mentre le auto elettriche non portano questo fardello. Voglio vedere chi comprerà ancora una tesla in Italia, se mai verrà introdotto il superbollo anche sulle auto alla spina…

      • La Tesla, anche più performante, non paga il superbollo perché (e secondo me giustamente) la potenza è calcolato con un metodo diverso, ovvero su un lasso di tempo più lungo. Le elettriche sono paragonabile con le auto col nos o col kers: ti possono dare un “boost” in più ma quel boost non riescono a dartelo troppo a lungo, poi le batterie devono raffreddarsi e questo porta ad un taglio della potenza. In pratica in autostrada una Ferrari da 600 cv ha 600 cv tutto il tempo, una Tesla i suoi 600 cv te li può dare per 10 minuti max, poi deve raffreddare. E comunque il superbollo non ha alcun senso perché penalizzare la potenza è stupido e privo di senso, dovrebbe esistere un unico bollo che andrebbe calcolato considerando sia la classe di omologazione (Euro 0, 1, 2 …) sia la CO2 emessa. La potenza non c’entra niente. Qualcuno potrebbe sostenere che le auto potenti consumano di più, a parte che non sempre è vero (una Toyota Yaris GR da 261 cv consuma meno di un suv con la metà dei cavalli), ma il deterrente sui consumi c’è già, è dato da iva e accise sui carburanti …

        • Visto da “straniero” non conosco l’esatto funzionamento del bollo, ma posso dire che risulta quanto meno assurdo che si debba pagare in base alla potenza e non, come dici tu, in base alla CO2 emessa. Lo trovo ancora più stupido oggi, perché le auto pesano di più e necessitano più potenza, il che per farle andare come quelle più vecchie ma meno potenti. 250 cv ad oggi per spingere certe auto sono addirittura pochi!

          Il mio ragionamento però esulava dalla correttezza o meno del superbollo. Esiste e se esiste e viene calcolato sulla potenza, allora va applicato anche alle auto elettriche, indipendentemente se queste sviluppano la massima potenza per tutto il tempo e per brevi picchi. Anche perché nessun’auto sfrutta la massima potenza per lunghi periodi, una Tesla da 600 cv ed una Ferrari in Autostrada hanno entrambe la stessa potenza, ma nessuna delle due a 130 km/h la sta sfruttando appieno. Quando però ne necessitano (il famoso spunto al semaforo) ce l’hanno a disposizione entrambe senza differenza, percui non vedo perché non vadano tassate in ugual modo.

          • Condivido. Per le elettriche la normativa di riferimento ECE R85 definisce potenza netta massima quella “che un gruppo motopropulsore è in grado di erogare in media nell’arco di 30 minuti”. Queste vetture non sono solo esentate dal superbollo a prescindere (quindi anche se la potenza riportata fosse superiore, non pagherebbero), ma non pagano neanche il bollo per 5 anni e in alcune regioni a vita. In pratica le elettriche, che consumano l’asfalto più delle auto a benzina, non danno alcun contributo alla costruzione e al mantenimento delle strade, motivo per cui è facile immaginare che se domani passassimo tutti all’elettrico ci ritroveremmo sommersi di accise e tasse. In pratica l’auto elettrica costa di più e quando questo periodo di transizione sarà terminato non solo l’auto ma anche l’utilizzo della stessa a parità di km ci costerà moltissimo di più, ma proprio moltissimo. Spostarsi diventerà un lusso.

    • In verità se vogliamo dirla tutta nessuno, ma proprio nessuno, è in topic. Perché mi pare che l’articolo non abbia a tema “pensa alla salute o all’ambiente” ma sia su un’accusa mossa da uno YouTuber ai giornalisti che hanno criticato l’auto elettrica anche per il problema dei punti di ricarica. Al riguardo lo YouTuber afferma che sarebbe bastato scaricare una semplice app per risolvere il problema.

      Volendo essere in topic, allora, dovremmo forse smetterla di pensare che le app guariscono il mondo, così come pensare che Immuni possa bloccare il covid. E che non è bellissimo dover programmare un viaggio né essere legati alla affidabilità di un’app. Tanto per parlare di cose reali, l’app citata si chiama ABetterRoutePlanner. Io non l’ho mai provata, faccio una ricerca su VaiElettrico e trovo questa recensione di 3 mesi fa di questo utente: https://www.vaielettrico.it/vacanze-toscane-in-nissan-leaf-30-kwh-ma-che-odissea-per-le-ricariche/ (recensione da leggere, questo per una breve vacanza con una elettrica affronta un’epopea che a confronto l’Odissea è un picnic nel giardino di casa). Il nostro eroe Andrea Badiali ci scrive: “Decido di provare ABetterRoutePlanner anche per la navigazione, al posto del fidato PCC: configuro LeafSpy perché condivida i dati con ABRP, imposto l’indirizzo di destinazione e partiamo. Purtroppo l’esperienza è fortemente negativa: la navigazione si interrompe di continuo, l’indicazione dell’andatura da mantenere è inconsistente, la mappa non si aggiorna”. Per non parlare dell’ “Odissea delle ricariche” nella civilissima Toscana (e non è una mia esagerazione, è proprio il titolo che VaiElettrico ha scelto per quel reportage).

      Alla faccia di “basta poco, che ce vo’ …”. Ora proviamo a ripetere tutti assieme che chiunque è in grado di far condividere i dati di LeafSpy con ABRP, di attivare lo split screen e di risolvere tutti i problemi che questa app crea. Poi insieme cantiamo la canzoncina dell’unicorno blu …

      Conclusione? Bjørn Nyland è un nativo digitale e l’ha fatta fuori dal vaso, il fatto che lui sia un nerd non significa che lo siamo tutti e se un giornalista parla di un problema con le ricariche ne ha tutto il diritto così come ne ha tutto il diritto di parlarne il nostro eroe Andrea Badiali a cui giustamente VaiElettrico in tutta trasparenza ha dato visibilità.

    • Nicola, qui si discute di tutto anche per il gusto di apprendere e approfondire gli argomenti. Non vogliamo fare i talebani dell’ambiente, e cerchiamo di tenere in considerazione il pensiero di tutti, purchè espresso civilmente. Quindi eviti giudizi offensivi.

      • Beh, ha dato dell’ignorante a nessuno in particolare, fra l’altro non alla redazione, anche, non la reputo un offesa.

        Forse è una cosa culturale, nella mia Toscana se qualcuno ti da dell’ ignorante gli si risponde per le rime e finisce lì. È veramente una cosa da niente, una bazzecola. Davvero.

        Da me si bestemmia e si manda a vaffa con totale nonchalance, dell’operaio all’avvocato. Anche in famiglia, se ci si arrabbia ci si chiama senza troppo problemi testa di e robe così, niente che mi faccia stato, sono solo parole, dopo si fa pace come se nulla fosse.

        Che poi non è che in Lombardia, Piemonte o Lazio o qualsiasi altra regione sia proprio un parlare elegante eh. Li ho sentiti parlare i millennials milanesi, torinesi e romani.

        Ricordiamoci cos’è una sezione commenti, è come un bar virtuale.

        Non dico di mandarci tutti a vaffa allegramente, ma nemmeno essere tanto aristocratici e formali come se fossimo a una riunione di azionisti o a un colloquio di lavoro.

        Rimaniamo sbottonati e informali, che significa anche tollerare offese che offese non sono per qualsiasi italiano medio.

        Non è una critica ma volendo analizzare il suo retroterra (per mero amore verso la psicologia umana) direi che il suo background è molto borghese (non è una critica alla borghesia) con educazione molto rigida. Potrei perfino indovinare il mestiere paterno (avvocato, notaio, professore universitario e affini).

        Tutto questo per dire che dovrebbe imparare a relativizzare molto circa la comunicazione nel 2020, specie se deve per qualsiasi motivo, relazionarsi con under30 (volenti o nolenti sono loro il futuro…io sono già vecchio per quel parametro) loro si che ti mandano a quel paese senza remore.

        È un umilissimo consiglio (non che sia la prima volta che le faccio notare questo), poi lei farà come vuole ovviamente per carità, io le paleso solo il disagio che provoca tale “costrizione” linguistica molto ma molto rigida, non credo solo ai miei occhi.

        Diciamo che è assai inusuale e inabituale tanta “rigidità” linguistica su internet nel 2020 diciamo ecco.

        E tuttavia è affascinante, questa comunicazione così aristocratica, perbenino che pare d’altri tempi, così estranea al mio vissuto quotidiano e di tanti di noi.

        Non conosco nessuno così…forse potrei dire “compassato”. Tanto che risulta difficile esprimersi senza chiedersi “questa cosa per me normale sarà offensiva per lui?”

        Siamo di 2 mondi diversi, io mi identifico col modo di esprimersi di Nicola, ne abbiamo già discusso, e altri sono stati “redarguiti” in altre occasioni.

        Credo che siamo proprio 2 mondi diversi, 2 lingue diverse probabilmente.

        Nel nostro di mondo, dare dell’ignorante è dialettica e sta all’altro l’onore di provare di non esserlo. Oppure darci dell’ignorante a sua volta non riuscendo a dimostrare di non esserlo.

        Cosi noi viviamo.

        Ma forse siamo noi troppo abituati alla diatribe sui Facebook, alle litigate su Twitter, ai diti medi su Instagram. Social da cui deduco lei stia molto alla larga, si farebbe troppo il sangue amaro se sono riusciti pure a farmelo venire a me.

        • Il paragone è perfetto: evitare i toni da “bar virtuale” è anche il modo migliore per evitare di perder tempo in discorsi da bar.

    • guarda che il petrolio non si usa solo per mandare avanti un’auto. Non so se te ne sei reso conto che siamo circondati da plastiche, vernici, tessuti sintetici..ecc… Se poi un paese usa gli introiti del petrolio per costruire almeno a casa propria un futuro più sostenibile, non capisco dove sia il problema. L’importante è che sia sempre colpa degli altri…giusto ?!

    • Eccone un altro che parla della Norvegia senza avere la più pallida idea di cosa sia in realtà. Del resto bastano i soliti luoghi comuni letti qua e là.

  2. Mai fare di tutta l’erba un fascio, ma i cortei di Lancia Thema che uscivano alla sera dalla sede di Quattroruote a Rozzano io li vedevo ogni giorno mentre rientravo a casa mia a Basiglio passandoci davanti…

  3. Come per tutte le recensioni occorre valutare anche il recensore. Però in questo caso c’è una cosa da aggiungere. Perché l’auto elettrica raggiunga la massa occorre che l’uso diventi facile ed ovvio. L’utente esperto se la cava anche oggi, ma non tutti gli utenti lo sono e lo saranno. Ergo “bastava sbattersi” non è un’obiezione accettabile.

    • Però direi che qualunque utilizzatore di un’elettrica usa o conosce A better route planner. Nyland dice che bastava aprire l’app per superare i problemi evidenziati ed ha ragione.
      Nel 2020, se uno cambia tecnologia, deve informarsi almeno un minimo e questa App è citata in tantissimi blog e siti, per non dire del passaparola. Ce ne sono anche altre comunque.
      Un po come se oggi devo andare in un posto che non conosco, ma dico che è maledettamente difficile perché non ho usato maps o simili. Dai, non scherziamo.

      • In effetti anche io quando guido apro sempre un’app. Io uso Waze perché mi dice dove sono gli autovelox e le pattuglie, ma capisco che ogni motore vuole la sua app anche se non mi pare proprio un dettaglio trascurabile che uno per spostarsi con una elettrica sia obbligato ad usare un’app per non incappare in problemi. E’ un po’ come quelli che usano il Viagra, tutto apposto, ma se non li avvisi col giusto preavviso può essere un problema … (il paragone sessuale è per far arrabbiare i miei haters, ma era carino e ce l’ho messo)

  4. Bjørn Nyland è un millennial e come tutti i millennial fa meno sesso dei suoi genitori (lo dicono le statistiche ufficiali). Per carità, io non ho nulla contro coloro che praticano l’astinenza o comunque sono meno “infoiati” di me, non c’è nulla di male. Da qui però a dire di “non fidarsi” …

    Allora, vediamo un po’ come stanno le cose. Per lavorare in una testata come Quattroruote ti mettono in pista a girare: se sei lento, vai a casa. C’era una trasmissione in tv, mi sfugge il nome, in cui degli aspiranti giornalisti d’auto venivano interrogati: c’erano tante prove (tra queste riconoscere un veicolo bendati mentre si era seduti dietro), prove di abilità in pista (controllo del veicolo su pista bagnatissima, etc.). Ma ormai nel mondo dei millenial queste cose non contano più: il punto di vista dell’utente finale non si limita ad ignorare titolo e competenza ma li prende pure a parolacce. E’ il fai-da-te, l’informazione dal basso, il consumismo che si autoalimenta, è la vittoria di Ikea sui mobili in massello o tamburrati costruiti dagli artisti artigiani italiani (infatti non ne esistono più, hanno chiuso tutti e sono tutti da Ikea o Mondo Convenienza). Il prossimo step sarà la vittoria di 4 saldi in padella contro la parmigiana fatta in casa, ci sono dei reality in cui ho visto appartamenti di persone che andavano avanti di soli surgelati e cibo precotto.

    Perché scrivo questo? Perché quando uscirono i suv, i “giornalai brutti, cattivi e corrotti” non riuscivano a scrivere mezzo articolo sui suv. Provavano a criticarli, senza successo. Poi cominciavano a scrivere qualcosa, perché dovevano pur vendere, ma gli articoli erano freddi, asettici. Un giornalista abituato a massacrare un veicolo per una dinamica di guida imperfetta, una distribuzione dei pesi sbilanciata, uno sterzo con poco feeling cosa mai deve scrivere di un suv che non ha una dinamica di guida, che non trasmette nulla al volante, che è uguale a qualunque altro suv? Provate a leggere gli articoli, si limitano a citare dati: un commento sulla linea, le dimensioni del bagagliaio, i fari al led. Ma quale valore aggiunto, quale ulteriore commento vuoi fare su un veicolo pesante, inutile e per nulla coinvolgente che si guida come il camion che raccoglie i rifiuti?

    Dopo il suv, i poveri giornalisti sono passati dalla padella alla brace. Sono finiti a guidare auto senza marce (qualcuno sa dirmi il nome di un giornalista che ha mai tessuto in vita sua le lodi di un cambio automatico?), pesanti, che vogliono guidare al posto tuo, che non puoi controllare (vallo a cercare il pulsante per disattivare i controlli di trazione). Non sono auto, sono dei cellulari. Non possono recensirle giornalisti che hanno una “laurea” in giornalismo automobilistico, serve un Andrea Galeazzi o un Bjørn Nyland, ovvero persone che non sanno guidare, non sanno nulla di auto, ma sono semplici consumatori. Servono loro che quando acquistano l’auto devono commentare la risoluzione del virtual cockpit, il numero di prese usb, il processore dell’impianto multimediale che gestisce le app, le diverse modalità di colore dei led che illuminano l’abitacolo.

    Dopotutto chi fa ancora sesso quando c’è un efficace vibratore elettrico?

    • Tutti noi aspettavamo con ansia il commento del boomer reazionario (di quei vecchi, mentalmente parlando, spacconi che pensano ancora di essere fighi parlando del sesso che fanno forse con le donzelle sulla Salaria) che non ha il polso di quello che vuole la gente oggi, anche perché non gliene frega nulla, gli interessa solo quello che vuole lui, cioè che nulla cambi, che sennò si destabilizza. Povero…

      Quindi gli impropri pistolotti beffardi e ridicoli te li puoi anche tenere per te perché non fai ridere nessuno qui.

      Sei solo un nostalgico disadattato frustrato che rifiuta il cambiamento. Ogni epoca ne ha avuti e ne avrà, l’eterno luddismo dei refrattari ai cambiamenti nelle loro vite.

      La nostalgia è un vizio e un cancro, il più grande freno al progresso dell’umanità. Nostalgia da distruggere, spazzare via senza remore ne pietà (visto che la metti sulla tua pseudo-virilità da macho col motore a scoppio, ti nutro a cinismo ben più cazzuto, pur sempre cinismo a fin di bene, quello della salute della gente e del pianeta).

      Mettete quest’uomo su un isola con un’auto d’epoca e qualche escort così potrà morire felice di tumore ai polmoni dello scarico del suo amato macinino mentre si divertirà a guidare su e giù per l’isola fino alla fine dei suoi giorni.

      Mentre noi andiamo avanti con tutto ciò che costui (e quelli come lui) disprezza con tutto se stesso, pienamente ricambiato.

      • Guarda che sono consapevole che l’elettrico è il futuro e il cambiamento. Non lo nego affatto. Io sono assolutamente a mio agio con futuro e cambiamento, anche se non coincidono con i miei desideri (perché una cosa è capire e accettare, un’altra è adeguarsi sempre e comunque). Anzi, credo che tra me e lei io sono molto più a mio agio, ad esempio, a differenza di tanti naziecologisti, io non ho alcun problema con i SUV (siano essi elettrici che a benzina), certo non li comprerei per me, ma non ho alcun problema se gli altri li comprano. Ognuno faccia quel che vuole, è la mia filosofia, io sono a mio agio con tutti. Voi comprate SUV elettrici, ascoltate la musica trap e fate meno sesso. Io guido una spider abarth a trazione posteriore e cambio manuale, ascolto Vasco Rossi e mi diverto con mia moglie. Non mi turba assolutamente fare parte di una nicchia, faccio parte di una nicchia dal giorno in cui sono nato …

        • Visto perà che i gas di scarico della tua nicchia li respiriamo tutti noi, permettici di eccepire. Almeno di auspicare che la tua nicchia diventi sempre più piccola. “Ognuno faccia quel che vuole” è un principio ineccepibile, ma con l’aggiunta classica “a casa propria”.

          • Io consento a tutti di eccepire purché voi “eccepenti” riconoscete che noi altri operiamo nell’ambito della legge. Perché non credo che esista un obbligo né legale né morale di battere ogni record nella corsa al rispetto dell’ambiente. Io ho già 2 auto euro 6d-temp e faccio molto di più dell’essere umano medio, dell’europeo medio, dell’italiano medio. “A casa propria” è un concetto validissimo e casa mia è l’Italia e quindi queste sono le regole alle quali io mi attengo, non credo di dover rispettare le leggi come se fossi a “casa di EVFanatic” (che poi, uno che si chiama EVFanatic, ma di che parliamo …).

            Il problema dei naziambientalisti è proprio l’estremismo con cui si pongono (al pari dei nazivegani). Rispetto i vegani e gli ambientalisti, meno i nazivegani e i naziambientalisti. A partire dal signor Nyland che lamenta la congiura dei giornalisti, da quelli che sostengono che si risparmiano un sacco di soldi acquistando un’elettrica da 30000 euro, a quelli che vogliono imporre il loro veicolo agli altri. Aspettiamo con ansia i naziautonomisti, ovvero quelli che vorranno imporci per legge di non guidare più ma solo di essere trasportati dalle auto a guida autonoma (non sono sarcastico, arriveranno presti anche quelli lì, la metà arriveranno dai naziambientalisti e l’altra metà da quelli che non hanno mai superato l’esame di guida).

        • a me invece sembra che tu sia piuttosto frustrato dal cambiamento se senti la necessità di paragoni ridicoli sull’attività sessuale e altre sciocchezze simili. Già vieni a ricordarci ogni volta che hai una sportiva abarth (e chi se ne frega) adesso ci aggiorni anche sulle tue soddisfazioni sotto le lenzuola…guarda..anche no!

          • Scusa Marco ma rispondo qui ad American Enzo Gigolò qui sopra.

            Non c’è nessun obbligo legale no, morale non puoi dirlo tu per tutti gli altri.

            L’aria respirabile è un opzional? I polmoni dei bambini? Mi parli di morale? Lascia perdere la morale che fai più bella figura, limitati al legale va.

            Con me hai sbagliato di grosso se pensi che sia un naziambientalista, infatti sono pro auto, pro tav e anche pro ponte sulle stretto. Sono un nazielettrico se ti fa piacere, perché non ho proprio voglia di aspettare di morire di vecchiaia per avere città respirabili, ne per mandare a quel paese gli arabi e il loro petrolio, di cui evidentemente sei fiero di essere schiavo. Non è un offesa ma una constatazione della realtà. Si schiavo, come tutti noi obbligati alla dipendenza da combustibili fossili stranieri.

            Certo, l’Italia non è autosufficiente in quanto ad energia elettrica, ma preferisco comprare energia elettrica dai Francesi o dagli Svizzeri che non schifoso petrolio dai sauditi, e finanziare anche l’estremismo religioso e il terrorismo che ammazza Europei.

            Chi ama il proprio paese, senza bisogno di scomodare obsoleti patriottismi, non ci dovrebbe nemmeno pensare un secondo fra petrolio Arabo e elettricità “cristiana” (per intenderci, intesa come civilizzazione non come religione).

            Chiamala sovranità energetica se vuoi, limitatamente alla mobilità di merci e persone.

            Nazielettrico e Elettrofanatico sono punti d’onore per me. Non l’ho scelto a caso il nome. Non te ne dispiaccia.

          • A parte che i combustibili fossili non sono solo arabi, sono anche norvegesi, italiani (tra l’altro noi italiani abbiamo anche una cosa che si chiama ENI, ma lasciam perdere).

            Il grave errore che tu commetti è che tracci una linea sulla lavagna e assegni patentini secondo una tua scienza: buoni e cattivi. I cattivi i veicoli a combustione, sporchi e inquinanti, i buoni gli elettrici, amici delle farfalle. Niente di più falso e sbagliato: ciò che dovresti fare invece è tracciare 2 linee, una per la CO2 e una per gli inquinanti, quindi posizionare i veicoli oggi circolanti e acquistabili su queste 2 linee in base a quanta co2 emettono nel loro ciclo di vita e idem per gli inquinanti. Scopriresti con qualche sorpresa che i veicoli Euro6 odierni a combustione per la CO2 sono vicinissimi a quelli elettrici (in alcuni casi particolari addirittura migliori) e per gli inquinanti non sono poi così lontani. Scopriresti che invece, dalla parte opposta della linea, ci sono i veicoli Euro 0. Se poi facessi un ulteriore sforzo e allargassi la tua ricerca a tutto ciò che inquina, scopriresti che ad esempio le sole navi crocieristiche europee ad oggi inquinano 20 volte di più di tutte le auto europee messe insieme (è un po’ come confrontare la massa della Luna con quella di Giove), senza considerare l’industria pesante, il riscaldamento domestico, etc. etc. Se tu avessi un quadro d’insieme scopriresti che il tuo “nemico” non è l’auto Euro6D che è appena un po’ più inquinante di te (e le ricerche su questo sono addirittura discordanti perché qualcuna sostiene che inquinano meno), ma ben altri sono i nemici. E invece, come tipicamente fanno una nicchia di essere umani (i razzisti e i massimalisti), tu hai bisogno di identificare un nemico facile e così per te è molto più facile prendertela con tutti i veicoli a combustione, senza distinzione di sorta. In questa atteggiamento oltranzista e di fanatismo puro, che non ammette interlocuzione e confronto, quelli come te spesso arrivano a dei picchi impareggiabili: non solo la guerra coi “metanisti” (fino a ieri erano loro i naziambientalisti, ora sono i nemici), non solo la guerra con gli “ibridi” (già me lo vedo il proprietario di una Prius primo modello che si fustiga in pubblica piazza), ma addirittura – questa è proprio patologica – ho dovuto leggere coi miei occhi la guerra ai produttori che si sono convertiti troppo tardi all’elettrico. Compreresti l’auto elettrica di questo produttore? No, perché non è un produttore della prima ora, quindi merita di essere punito. Ora qualcuno dirà che sto esagerando, che non è così, e allora, come mia abitudine, riporto la fonte: “Comprereste un’auto elettrica da da Toyota e Lexus? Azzardiamo una risposta: sì e no. Sì, perché la qualità delle auto del gruppo giapponese è sempre stata di una categoria superiore. E no perché ci farebbe un po’ strano, dopo la feroce campagna che Toyota ha condotto contro l’elettrico puro, scegliere chi sputava nel piatto in cui ora comincia a mangiare.” e indovinate un po’ chi è che la pensa così? https://www.vaielettrico.it/toyota-e-lexus-elettriche-ci-siamo-lostracismo-e-finito/

            A confronto gli integralisti islamici dell’ISIS sono personcine moderate …

          • Caro Enzo, quando ci si mette in cattedra, anche con buone argomentazioni come nel tuo caso, bisogna evitare certi scivoloni. Le emissioni nei trasporti sono così suddivise: trasporto su gomma 72,8%, trasporto aereo 13,1, trasporto marittimo 13,0, il rimanente ferrovia e altro. Qui la fonte: https://ec.europa.eu/clima/policies/transport_it“>

          • Salve Massimo, io accetto benvolentieri qualunque correzione e sono molto più felice quando cambio idea su qualcosa che non quando alla fine di un confronto sono rimasto della stessa idea. Quando si parla di inquinamento da navi da crociera, bisogna vedere a cosa ci si riferisce:

            https://www.lescienze.it/news/2019/06/21/news/inquinamento_grandi_navi-4453766/#:~:text=Nel%20complesso%2C%20le%20navi%20da,10%20di%20particolato%20(PM).

            Cito: “Le 141 navi da crociera che hanno solcato i mari italiani nel 2017 hanno rilasciato una quantità di ossidi di azoto pari al 17 per cento di quella teoricamente prodotta dai quasi 38 milioni di autoveicoli immatricolati in Italia. Per quanto riguarda il particolato, le emissioni delle crociere rappresentano circa il 12 per cento di quelle rilasciate da tutte le automobili. Tuttavia, è negli ossidi di zolfo che il paragone si è rivelato impietoso: nel complesso, l’inquinamento delle navi da crociera supera di oltre trenta volte quello veicolare.”

            Oppure, se preferisci, https://www.rinnovabili.it/ambiente/navi-da-crociera-inquinamento-ue/ : “Le navi da crociera circolanti nelle acque europee inquinano 20 volte di più di tutte le auto che percorrono le strade dell’Ue: è quanto emerge dal rapporto pubblicato dall’associazione ambientalista Transport&Environment (T&E).

            Secondo lo studio di T&E, le 203 grandi navi passeggeri che hanno solcato i mari territoriali europei nel 2017 avrebbero immesso nell’atmosfera 62 mila tonnellate di ossidi di zolfo, 155 mila tonnellate di ossidi di azoto, 10 mila tonnellate di polveri sottili e più di 10 milioni di tonnellate di CO2 (pari a quella emessa da Lettonia, Lussemburgo e Cipro insieme). Particolarmente impressionante la stima degli ossidi di zolfo (SOx) risultata 20 volte superiore a quella emessa dall’intero comparto automobilistico circolante lo stesso anno nell’Unione europea (circa 260 milioni di veicoli).”

            Ora chiaramente questi report possono avere sfaccettature diverse, dipende se si guarda solo la co2, il SOx, i pm, etc. così come dove questo inquinamento viene prodotto (se in città o altrove). Non era mia intenzione fare un trattato sull’argomento, però che esista un problema con le navi da crociera (da sottolineare che parliamo solo delle navi da crociera, nessun report include anche le altre mercantili che presumibilmente inquinano ancora di più) credo che sia un dato di fatto, poi del report prendi quello che vuoi.

            Uscendo fuori dal dettaglio, che onestamente mi pare poco interessante, il punto è che ci si fa la guerra tra simili a chi è più puro: il problema non dovrebbe essere Euro6D-Temp vs Euro6D vs ibrida vs elettrica, il problema, se vogliamo essere adulti, dovrebbe essere le Euro 0, le auto vecchie che anziché essere rottomate stanno finendo tutte in Africa dove circolano emettendo CO2 (e NON importa la CO2 dove viene nel mondo), etc. Insomma anziché fare la lotta a chi inquina di più in questo pianeta si fa la lotta al metano o all’ibrido perché FORSE non raggiunge i livelli di eccellenza dell’elettrico. Follia pura

          • Capisco che tu, da appassionato di auto, non segue gli altri canali del nostro sito. Altrimenti avresti notato, che parlando di nautica, diamo quotidianamente notizia di grandi progetti, in parte già realtà, per mettere in mare natanti elettrici, ibridi o ad idrogeno. Appoggiamo la campagna per elettrificare tutto il trasporto acqueo a Venezia e nelle acque interne, sosteniamo i progetti per alimentare da fonti rinnovabili tutto il fabbisogno energetico delle grandi navi attraccate nei porti. Quin siamo convinti che l’auto sia un mezzo di trasporto da elettrificare, ma non il solo. Ora ci dirai che siamo naziambientalisti?

          • Assolutamente no, perché le attuali imbarcazioni non hanno marmitta catalitica o sistemi antiinquinanti: si parla di una vera evoluzione, di un salto enorme, non c’è dubbio che una barca che oggi ha un motore iperinquinante (e non un Euro 6D) fa un enorme balzo in avanti in cambio ambientale se passa all’elettrico. Anzi, e’ proprio la filosofia che perseguo io: anziché fare la guerra al mio vicino di casa perché – forse – fa la raccolta differenziata in modo appena appena meno accurato del mio, faccio la guerra all’altro vicino di casa che butta tutta l’immondizia in strada e dà fuoco ai rifiuti. E’ esattamente lì che bisogna intervenire, l’ho scritto io in tutti i post: le Euro 0 che finiscono in Africa, la nautica da diporto (e io aggiungerei: non solo quella da diporto) che non ha nessun tipo di controllo emissioni, il grande inquinamento …

        • American Enzo Gigolò,

          Tutto sto pippone per dire nulla, come se non lo sapessero tutti che le navi inquinano, gli aereo inquinano, ecc.

          Fai lo gnorri? Io parlo di scarico delle auto.

          Fai, una cosa, prendi un auto euro 6 tanto pulita e mettiti con la bocca aperta davanti a motore acceso e inspira a pieni polmoni per qualche ora.

          Poi se sopravvivi fai lo stesso con un auto elettrica….ah no, non c’è tubo di scappamento 😂

          Io gli scarichi delle navi non devo respirarli mentre cammino in città, quelli delle auto si.

          A me dell’auto a metano non importa, la volevo pure comprare, ma ormai è roba obsoleta, figurati se voglio sbattermi con tutta la manutenzione che comporta il metano (bombole, valvole ecc). Metano russo e maghrebino.

          Non è una scelta lungimirante ormai, il metano non è certo una minaccia all’auto elettrica, anche perché in molti paesi il metano per autotrazione quasi non esiste.

          Il petrolio non è solo arabo no, ma ti guardi bene dal citare le ridicole quote di petrolio europeo usato per autotrazione in confronto a quello delle petromonarchie.

          Ma prego, fai pure, continua a finanziare con i tuoi pieni di benzina o gasolio gli islamisti.

          • E allora la tua caldaia a gas metano? Lo sai che inquina molto più di un’auto a metano? E peggio ancora i camini e le stufe a pellet, lo sai che inquinano ancor più delle caldaie a metano? Che fai, vai in giro per la città ad urlare fuori dalle case da cui esce un comignolo “ricordati che devi morire!”? Ho un amico che ha la caldaia a pellet ma anche i pannelli fotovoltaici, gli devo levare l’amicizia su facebook o devo dirgli grazie? Non è così che si ragiona, si ragiona sui numeri, sulle percentuali … un’auto Euro 0 che inquina 100 volte più di un’Euro 6D, quello è il problema, non una Euro 6D che nel suo ciclo di vita emette quasi la stessa CO2 di una elettrica …

            Tu ce l’hai con i soldi che finiscono all’estero nel petrolio, pensa a quanti soldi finiscono all’estero con l’auto elettrica … dalle dittature che possiedono le più grandi miniere di terre rare fino alla “democrazia cinese” (è sarcasmo se non l’hai capito) … finanziando la Cina stai finanziando la repressione a Hong Kong, lo sai questo? Ma peggio ancora stai finanziando la chiusura della componentistica italiana ed europea, le aziende sono tutte in crisi, ormai le elettriche sono costituite tutte da componenti provenienti dalla Cina, addirittura la Tesla che compri qui in Italia è costruita e assemblata in Cina e spedita in Italia …

            Cavolo, e meno male che l’argomento politico lo hai tirato fuori tu e non io, non maneggiare mai un fucile che è capace che ti spari sui piedi da solo …

          • Non è colpa della Cina se l’Europa è in ritardo sulla tecnologia elettrica. E’ colpa dei troppi europei che continuasno a sbavare per le Abarth (ogni riferimento è puramente casuale). Il petrolio e il gas, invece, ce lo ha negato la natura.

          • Il litio non c’è solo in Cina.

            Di politica internazionale non devi insegnarmi niente Enzo, oltre all’attualità energetica seguo anche quella geopolitica.

            La Cina è il diavolo, a cominciare dal suo neo Imperatore, e non lo dico per pregiudizio (tant’è che anni fa ho pure provato a studiare il mandarino) o per la concorrenza sleale (che pur fa), ma per la sua politica sempre più aggressiva (sui perché non posso dilungarmi ma sono molteplici, dalla rivalsa storica allo etnocentrismo/nazionalismo cinese che non ha uguali nel mondo).

            Ma per promuovere la mobilità elettrica sono disposto anche a fare un patto (temporaneo) col diavolo.

            Alla fine si più anche fare la guerra commerciale alla Cina, anzi, per alcuni settori si “deve”.

            Ma il litio ci serve e bisogna essere realisti. E comunque il litio c’è anche in sud america.

            E i cinesi non sono certo fanatici religiosi alle porte dell’Europa.

  5. In effetti che amore viscerale si può avere nei confronti di:
    – una alfa senza carburatori, senza il V6 di busso;
    – una bmw senza il 6 cilindri in linea;
    – vetture sportive che hanno un rumore elettronicamente programmato e non vero e vivo come nel passato (cribbio riproducono anche gli scoppiettii).

    Che poesia c’è in un cambio automatico (peraltro in alcuni modelli obbligatorio) che anche in modalità sport se vai troppo in alto con i giri ti mette la marcia superiore anche se tu non lo vuoi.

    Per non parlare per l’orribile rumore dei motori a gasolio, la loro triste modalità di erogazione, le loro orribili marce corte.

    E delle economie di scala che hanno portato a comunanze di motore tali che ormai i rumori sono sempre i soliti e spesso su più marchi (ai tempi le renault avevano un loro rumore, le alfa le riconoscevi ad 1 km, le Fulvia ecc.ecc. ora tutto uguale, o quasi).

    Molto più entusiasmante una fionda che sibila, che appena schiacci ti tira fuori da qualsiasi problema….ed è a bassissimo impatto ambientale.

      • Esatto!!!!
        Ed aggiungo mai più cambi automatici con la meccatronica che fa i capricci, mai più cambi automatici che si rompono fuori garanzia la cui sostituzione costa come 20kw di batteria (e magari di più).

        Faccio due esempi: il cambio meccanico di un G.Punto 1.4 (ovviamente a metano) costava eur 4.000, anni fa (almeno 10-15) l’automatico di una RAV4 di un conoscente era eur 9.000.

      • Un po’ come il vibratore, insomma … ti libera dalle fatiche del sesso matrimoniale, non devi trafficare con seni, orgasmi e tutta quella ginnastica …

    • Io abito sopra un incrocio molto trafficato. Come me, molti ritengono che l’inquinamento sia di smog, sia acustico, riduca la durata e/o la qualità della vita. Guarda un po, si tratta di medici.
      Altri ritengono che siano una concausa (certo anche industrie e riscaldamenti) del riscaldamento globale e di tutti i danni connessi. Guarda un po sono scienziati. Ah, la poesia di un mondo meno inquinato e rumoroso!

      • Gianluca voglio rispondere a questo commento cercando, e sperando, che si possa essere il più onesto possibili. Spesso gli amanti delle auto termiche (come il sottoscritto) tendono ad esaltare troppo i problemi delle auto elettriche (autonomia, tempi di ricarica,…) quando in realtà sono spesso meno gravi di ciò che si pensa. Al contrario i favorevoli delle auto a batteria esagerano con le auto termiche (puzzano, vibrano, fanno rumore). Io non voglio dire che le auto termiche non inquinano, ce ne sono di più o meno inquinanti, ma in fin dei conti è vero. Ciò che obbietto però è il loro “fare rumore” e “puzzare”. A meno che lei non viva in una città con un parco veicoli datato, questi problemi con le auto degli ultimi anni è stato ridotto all’osso, perciò credo che ciò che le impedisce di dormire sia il rumore del traffico, più di quello dei motori, ma questi non andrà calando con le auto elettriche. Il rumore stradale è legato spesso al rotolamento delle gomme, perciò si sentirà comunque!

          • Ma guardi, le credo solo se vive davanti ad una strada dove si forma coda, dove c’è un incrocio, dove c’è una rotonda o dove c’è un semaforo, tutte situazione in cui è necessario accelerare e dunque si percepisce il rumore del motore. Se al contrario vive davanti ad una strada dove il traffico è scorrevole, allora non è possibile. In pratica a 50, 60, 80 o 130 km/h al passaggio di un auto elettrica o termica non sentirà nessuna differenza notevole. D’altra parte non solo il rotolamento ma anche lo spostamento d’aria influiscono sul rumore. Altrimenti mi scusi ma perché dovrebbero esistere i ripari fonici accanto alla linee ferroviarie, i treni sono elettrici, che rumore vuoi che producano?

  6. È anche ingenuo fidarsi.

    Io seguo solo canali e blog di auto esclusivamente elettriche. Non finanzio coi miei clic chi parla di auto a combustione.

    Comunque anche i vari siti di auto termiche hanno iniziato a parlare di elettrico da un po’, hanno capito anche loro l’aria che tira.

    Fra gli elettroentusiasti e gli elettroscettici ci sono gli attendisti, disinnamorati delle auto a combustione ma non del tutto convinti dell’elettrico.

    La somma degli elettroentusiasti e attendisti ha fatto perdere tantissimi lettori alle classiche riviste e testate di auto tradizionali.

    Mi ritengo pienamente un elettroentusiasta che non ha un elettrica solo perché non se la può permettere.

    Sono disoccupato, quindi non ditemi che me la posso permettere. Nemmeno a rate me la danno, da giovane ho fatto qualche cavolata finanziaria. Nemmeno una lavatrice mi danno a rate.

  7. Molti giornalisti automotive si trovano impreparati di fronte a nuove tecnologie che stanno affiancandosi all’auto tradizionale. Le soluzioni a tale problema sono due:
    1) studiare ed aggiornarsi (e c’è chi lo fa)
    2) screditare il nuovo così da non doversi impegnare ad aggiornarsi (e sono molti di più a farlo)
    L’amore viscerale per le auto tradizionali, secondo me, c’entra poco. Anche perché scrivere oggi di auto tradizionali significa scrivere di downsizing e motori 1000 tre cilindri e dubito che uno possa provare amore.

  8. Bisogna vedere chi paga i giornalisti e le testate per cui pubblicano!
    Lo so è una espressione forte, ma in questo momento storico :
    Troppi giornalisti “danno voce” solamente a notizie e comunicati stampa senza approfondire se la notizia è vera o è una fake.
    Altri giornalisti, senza che l’ordine intervenga o prenda alcuna posizione, scrivono quello che serve a consolidare una narrazione, fregandosene se non rispecchia la realtà dei fatti.
    Infine alcuni giornalisti NON si documentano abbastanza sull’argomento per cui le loro “inchieste” sono viziate da imprecisioni ed errori banali.
    Ciao da Paolo

  9. Ma che amore viscerale!?!?!? Questo è amore per gli amici che vendono i combustibili tradizionali e per le case automobilistiche (ed il relativo indotto) che vedono le auto elettriche come fumo negli occhi.

    E come spesso accade tra amici….ci si fa tanti regali.

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