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I furbastri dell’ibrida plug-in 2/ Tre stalli occupati, nessuna ricarica

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ibrida plug-in

I furbastri dell’ibrida plug-in due, la vendetta. Non siamo a Bologna, non siamo di fronte a una colonnina AC da 22 kW, non abbiamo a che fare con una signora “forse inesperta”, “forse inconsapevole” di aver occupato uno stallo di ricarica “forse senza ricaricare” (quindi “forse innocentemente abusiva”). E non siamo in presenza di una colonnina “forse guasta”.

Non è Bologna, ma Courmayeur

No. Accusateci pure di essere talebani dell’elettrico come è avvenuto appena dieci giorni fa quando smascherammo la “Furbastra della BMW ibrida plug-in“. Ma questa volta, almeno, sarà difficile trovare giustificazioni o invocare il beneficio del dubbio.

ibrida plug-in

Qui siamo al parcheggio Skyway del Monte Bianco, a Courmayeur;  la colonnina è una ultra fast di Be Charge da 150 kW, gli stalli sono tre. E sono tutti e tre occupati da auto in sosta, ma non in ricarica. La data è domenica 22 agosto 2021.

Quella I-Pace della Funivia…

Il lettore che ci ha inviato queste foto sostiene di essere passato due volte, a distanza di tre ore, ritrovando la stessa identica situazione. Gli diamo fiducia sulla parola. Ma che siano trenta  minuti, un’ora o tre, la cafonaggine resta la stessa. La full electric Jaguar i-Pace, per di più, sembra essere un’auto di servizio dell’azienda che gestisce la funivia del Monte Bianco. Bell’esempio. Al suo fianco una Mini Countryman Cooper SE ibrida pulg-in e una Jeep Compass ibrida plug-in.

Ma Funivia Monte Bianco Spa precisa: “Quello stallo è privato, nessun abuso”

PRECISAZIONE-Ci scrive Laurent Blanc, responsabile tecnico e del personale di Funivia Monte Bianco Spa, precisando che lo stallo occupato dalla I-Pace di servizio «è stato appositamente realizzato per lo stazionamento dell’auto elettrica aziendale ai fini di promozione e incentivazione della mobilità sostenibile». 

Sottolinea inoltre che «l’infrastruttura di ricarica a cui si fa riferimento nel vostro articolo è stata voluta fortemente da Skyway e realizzata in collaborazione con CVA Energia, eccellenza nell’ambito della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, su suolo privato e lasciata liberamente accessibile al pubblico. Segnaliamo che gli stalli sono 5 e solamente 4 sono contemporaneamente utilizzabili per la ricarica» essendo appunto il quinto riservato all’azienda proprietaria dell’area. Perciò, sostiene Funivia Monte Bianco Spa l’informazione contenuta nell’articolo «non è veritiera» e le «allusioni fortemente lesive nei confronti di Skyway Monte Bianco e dei propri partner».

«Negli ultimi anni Skyway _ continua Laurent Blanc _ ha messo in atto ingenti sforzi, sia organizzativi che economici, per progetti per il rispetto e la sostenibilità ambientale, diventando tra l’altro il primo impianto a fune in Italia ad avere un bilancio di sostenibilità ambientale e sociale certificato, di cui segnaliamo il link (https://www.montebianco.com/it/bilancio-sociale-2019)». Infine, «l’infrastruttura di ricarica a cui si fa riferimento nel vostro articolo è stata voluta fortemente da Skyway e realizzata in collaborazione con CVA Energia, eccellenza nell’ambito della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, su suolo privato e lasciata liberamente accessibile al pubblico».

Concludendo…

Ma che problema c’è? Nessuno per loro. Mini e Jeep se ne andranno verso il Traforo o verso Aosta con il loro bel motore termico. La Jaguar è già a casa, quasi sicuramente con la batteria bella “piena”. I problemi li avrà semmai, o li avrà avuti, l’auto elettrica in transito su una delle principali direttrici di traffico europee, con centinaia di km alle spalle e altrettanti ancora da macinare. In pieno controesodo di Ferragosto.

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100 COMMENTI

  1. Premesso che:
    1 – concordo sul fatto che sarebbe utile avere un numero maggiore di stalli, a patto di non ridurre il numero dei parcheggi.
    2 – credo fermamente che l’abusivismo vada punito ed i profittatori vadano sanzionati.
    3 – approvo e condivido la scelta di ogni possibile “early adopter”, in ogni campo e settore. Lo sono in molti casi.

    Ritengo che:
    se ci si aspetta di potersi affidare al buonsenso, all’educazione civica, alla sensibilità oppure all’etica per gestire un argomento sensibile come la (propria) mobilità, allora forse non si è potuta considerare con attenzione e dovizia la situazione attuale. In questo caso, se così è, prima di lamentarsi della realtà può essere d’aiuto battersi tre volte sul petto (magari sussurrando mea maxima culpa), solo per aiutarsi ad evitare le prossime scottature.
    D’altra parte ognuno di noi guidatori ha raggiunto almeno la maggiore età.

    Ciò detto, mi permetto un riferimento all’intro dell’articolo rivolto al passato: tra tanti forse l’unica certezza che ho avuto è quella di chi, vedendo altri in possibile difficoltà, ha preferito stare a guardare. Lo dico perché, “forse”, intervenendo avreste potuto tentare di evitare un errore o un abusivismo e in ogni caso sarebbe stata una maggior vittoria (ma “forse” senza articolo al seguito).

    Per concludere: domattina farò il pieno e partirò per macinare 1250 km senza altri rifornimenti (sì, ho un discreto serbatoio) e continuerò da quasi early adopter a investire sull’idrogeno. Non perché le due cose siano meglio o peggio di altre opzioni ma perché sono le mie scelte, anche quando il carburante sale di prezzo o l’investimento non va come previsto.
    Mea Maxima Culpa.

    Buon viaggio a tutti.

  2. Premesso che ho una ibrida plug in che carico alle colonnine in attesa di Wall box, dubito fortemente su una sensibilizzazione. Sono 30 anni che lotto per i parcheggi riservati ai disabili, essendolo, dove ci sono sanzioni e decurtamento di punti patente. A volte si può discutere, a volte si può chiedere la cortesia e a volte si torna a casa scornati….
    Nel mio paese non ci sono colonnine di ricarica, scandaloso dato che è uno dei più ricchi bel milanese, ma forse il comune ha pensato di risolvere in tal modo un possibile oggetto di lite :-))

  3. Da valdostano vi informo che spesso, non solo a Courmayeur, le colonnine di ricarica sono occupate abusivamente (da mezzi termici o da ibride con “carica sospesa”) e non c’è nessuno che interviene. Quando mi è capitato di lamentarmi, ad Aosta, sono stato accusato di essere troppo integralista da uno che abitudinariamente parcheggia la sua Peugeot 207 negli stalli della ricarica elettrica per andarsi a prendere il giornale ed il caffè in centro. Ma anche le Forze dell’ordine occupano gli stalli, nell’assoluta ignoranza (non credo sia previsto dal cds) e nessuno interviene a rimuovere i mezzi abusivi. Essendoci comunque una buona disponibilità di colonnine (oltre duecento in tutta la Regione, ma ci sono ancora dei “buchi” importanti, non si sta a perdere tempo e se ne cerca un’altra… Quella di Courmayeur è “pubblica”, compare nell’app di BeCharge ed è prenotabile (come tutte le altre che si ci sono in Valle). Ah, la CVA è una società a capitale pubblico, così come quella che gestisce la SkyWay e parlare di “area privata”, per quanto giuridicamente corretto, è un po’ esagerato. Anche perché, in passato, per un’altra società privata a capitale pubblico che aveva ottenuto soldi extra dalla Regione, questo fatto (di essere di “diritto privato” anche se i soci sono Enti pubblici) è stato utilizzato per evitare di restituire un finanziamento di svariati milioni di euro.
    Forse alla SkyWay non hanno più soldi per farsi installare una colonnina privata negli enormi garage “privati” (non è consentito l’accesso) sotto il parcheggio, dove lasciare attaccata sempre la E-Pace, ma forse se l’auto rimane in garage nessuno può sfoggiarla (anche se chi la usa non l’ha pagata, visto che gliela paga la società, che ribadisco è finanziata con soldi pubblici). Dopotutto siamo a Courmayeur, una Zoe non avrebbe fatto la stessa figura.

  4. Purtroppo BeCharge non prevede l’applicazione di un costo a ricarica terminata come avviene per enelx per cui il problema di chi occupa quelle piazzole senza averne diritto o meglio danneggiando il diritto di altri utenti a ricaricare, resta. Addirittura a Rimini ho visto il massimo della maleducazione, il mezzo di una pizzeria palesemente datato ed ovviamente con motore endotermico, occupando uno stallo riservato alla ricarica con addirittura un finto cavo (probabilmente una semplice prolunga per la 220) incastrato nello sportellino del bocchettone di rifornimento e dall’altro capo “attaccato” alla presa della colonnina…

  5. Premetto che non ci capisco niente di auto elettriche, hybrid, plug-in…
    Dovessi ricaricare e trovo sul posto di ricarica auto non autorizzate o non in ricarica chiamo io i vigili così come ho sempre fatto quando non potevo uscire di casa perché i turisti, per lo più italiani, intelligentoni, qui a Courmayeur, parcheggiavano davanti la sbarra del condominio. Non so se possono procedere alla rimozione ma quanto meno una multa immagino possano metterla.

    • Rita
      L’aspetto multa/rimozione è piuttosto “complicato” dal punto di vista giuridico, quindi rarissimamente i vigili intervengono anche se chiamati con insistenza.
      È una cosa da sistemare in fretta… Ma dove la legge latita può iniziare il fai da te…
      Personalmente una vettura nuova e costosa io non la lascerei mai a bloccare un diritto di altri, ma ormai i prepotenti confidano nella troppa correttezza degli altri!

  6. Buongiorno
    Io sono passato da quel parcheggio mercoledì, e la situazione era quasi identica: 2 macchine, e una era sicuramente quella della struttura. Nessuna in ricarica. Eppure di posti vuoti era pieno.
    Sarebbe il caso di iniziare a “provvedere” con la loro stessa “etica”
    Magari dopo 3-4 gomme tagliate iniziano a capire

  7. NON E’ ACCETTABILE CHE QUALCUNO CHE “CONTA” SU QUELLA INFRASTRUTTURA (perchè la vede libera dall’app) ARRIVI LI’ E LA TROVI OCCUPATA DA TRE IMBECILLI !!!

    Quelle auto NON sono in ricarica o a ricarica terminata (che comunque andrebbero subito tolte ma almeno pagherebbero la tariffa di occupazione post ricarica) NON sono mai state attaccate !!!

    Quindi o come accade nella civiltà occidentale (a cui vorremmo appartenere) interviene la la LEGGE oppure vale il diritto a farsi giustizia da se… ogniuno si regolerà come ritiene giusto e ragionavolmente diassuasivo.

    Ho letto sopra commenti indecenti, che fanno a gara con i tre IMBECILLI di cui sopra, lasciamo stare… perchè tanto nelle gare di imbeccillità vince sempre il piu scemo.

  8. Questo articolo mi ricorda la lettera di un utente che si lamentava perché a Bergamo in una determinata zona, vedeva in ricarica sempre le stesse auto dei residenti, danneggiando di fatto chi era solo di passaggio ed era a secco . Avete voluto la bici, e ora pedalate…..vedremo cosa succederà quando me auto elettriche saranno troppe per essere smaltite dalle colonnine, perché siamo d’accordo che non ci potranno essere 5 milioni di colonnine sul suolo italiano e che non tutti hanno il box per eventuale ricarica a casa

    • No, non siamo d’accordo.

      Non c’è nulla che impedisca di avere un numero sufficiente di colonnine, in particolare quelle residenziali a bassa potenza.
      Si faccia la domanda opposta: se tutti i proprietari di auto avessero il garage, non ci potrebbero essere 5 milioni di wallbox?
      Oltre al fatto che nella realtà ne servono molte meno in quanto una BEV con buona autonomia si ricarica anche una sola volta a settimana.

  9. Quindi una macchina su tre che occupa incivilmente la piazzola è una BEV, cioè il 33,3% degli incivili guida una BEV.
    Dalle foto l’unica auto di cui si vede chiaramente la presa di ricarica è la BEV, mentre le altre due potrebbero essere tranquillamente delle termiche.
    Ciò nonostante il titolo dell’articolo accusa palesemente e per l’ennesima volta le plug-in.
    Che brutto mestiere il giornalista…non lo farei mai, sono troppo onesto.

  10. Ho attualmente una plug-in, che ha per ora gli stessi diritti delle elettriche pure, salvo cambiare la normativa di utilizzo delle colonnine. Sugli stalli non si può parcheggiare senza caricare, ovviamente, ma per chi sosta oltre il necessario é già prevista una penale, che magari potrebbe essere inasprita. Io stesso prevedo di passare all’elettrico puro prossimamente, ma non si può negare la ricarica alle plug-in solo perché esse possono proseguire il viaggio a benzina. Semmai si potrebbero riservare alcuni stalli alle sole elettriche.

    • Paolo, nessuno ha mai chiesto di negare la ricarica alle ibride plug-in. Anzi, più ricaricano, più usano la trazione elettrica, meno inquinano. Vorremmo solo segnalare che, avendo l’alternativa del termico, alcuni proprietari potrebbero essere tentati di sfruttare gli stalli delle colonnine come semplici parcheggi. E spesso siamo costretti a documentare che purtroppo è così.

  11. Rispondo a Leonardo:
    – ” il problema nasce nella mia testa ” : verissimo, io mi sforzo di usare la testa per pensare. Lei?
    – non pretendo assolutamente di scovare sempre e solo la verità quando mi documento, ci mancherebbe. Mi comporto come pare logico fare: cerco diverse fonti, le paragono, valuto l’attendibilità e mi faccio un parere, sforzandomi di evitare preconcetti e fanatismi. Soprattutto divento estremamente diffidente quando mi viene evocato un complotto, come pure è diventato di moda da qualche tempo.
    – Le potenze massime erogabili nei Supercharger Tesla vengono ripartite brutalmente fra gli utenti della stessa colonnina ( v. diverse fonti, fra cui blog di utenti Tesla – http://www.teslari.it). Nei parchi pubblici di ricarica la potenza disponibile è oggi logicamente suddivisa fra gli utenti – sarebbe uno spreco folle disporre oggi di una infrastruttura per ricaricare alla massima potenza 100 auto quando la media di occupazione è di poche unità- e di notte zero. E quando capita che le auto siano di più, la potenza diminuisce ed i tempi di ricarica aumentano. Nelle installazioni private invece il problema è al contrario – però già oggi si prescrivono allacci a 25kV con conseguenti cabine di trasformazione per potenze di carica > 100 kW ( v. CNPI – Linee guida per infrastrutture di ricarica di ceicoli elettrici). Quindi il n. di stalli già a bassa potenza è limitato a 10- 15 per condominio, a meno di non volere convincere tutti i condomini a pagare per avere impianti irragionevolmente mastodontici.
    Infine leggo che i Cinesi stanno lanciando le batterie allo stato solido già entro il 2021. Se dovesse risultare vero, ne sarei felice, perché significherebbe avere a breve tempi di carica ragionevoli ed autonomie adeguate. Inoltre basterebbero impianti di ricarica piccoli.Le attuali elettriche al litio sarebbero di colpo obsolete, e pazienza per chi ha speso grosse cifre per avere oggi una Tesla o qualcosa di analogo. Ma la mobilità elettrica di massa sarebbe allora seriamente ipotizzabile.

    • Salve Roberto, mi limito a rispondere all’ultima considerazione, la più interessante. Le batterie allo stato solido risolveranno anche il problema della velocità di carica, ma per farlo impatteranno ulteriormente sulla disponibilità di potenza alle colonnine che diventerà ancora più problematica, quindi cozza contro le sue stesse obiezioni.
      Sull’obsolescenza delle auto attuali certamente sì vedrà un effetto, ma non mi aspetto che sia una cosa velocissima, comunque ci sono grossi dubbi su quali saranno i costi di tali batterie, vedremo quando finalmente saranno disponibili. Certamente per molti usi la ricarica veloce non è un requisito, la maggior parte delle persone carica lentamente la maggior parte delle volte e non avrebbe enormi vantaggi con un’auto che carica a 350 kW o più, anche perché certi livelli di potenza si pagano cari. E l’infrastruttura stessa dovrà essere aggiornata. Insomma, grandi costi con piccoli vantaggi per la stragrande maggioranza di persone.

  12. Ti dico quello che penso?che l auto elettrica é ancora acerba per poterla utilizzare per grandi spostamenti, che gli italiani sono cafoni e maleducati(io in primis), e che in italia non cé una legge seria. Se ci fosse una legge che porterebbe al sequestro immediato del mezzo, con relativa multona, a chi occupa parcheggi per ricarica, o peggio quello per gli invalidi, potrebbe cambiare qualcosa, ma sempre cafoni e maleducati rimarremo, é scritto nel nostro dna…

  13. Allora, l’altra volta non ho potuto rispondere e ho glissato, ma ho trovato quell’articolo un po’ troppo forzato. Va bene che a pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca, ma per stessa ammissione di Massimo, non era potuto restare lì a verificare che la signora facesse effettivamente partire la ricarica, quindi nel caso precedente la presunzione di innocenza ci dovrebbe essere.

    Poi penso che se il gestore della colonnina vede (sarebbe meglio dire riconosce) che qualcuno si attacca alla colonnina…. E quel qualcuno non fa partire la ricarica… Dovrebbe nel suo stesso interesse far partire la telefonata al comando dei vigili e contestualmente al carro attrezzi. Stessa cosa se sempre quel qualcuno fa il tonto facendo partire e poi bloccando (in presenza o da remoto) la ricarica, con l’aggiunta della possibilità di addebitare in tempo reale i costi di interruzione di servizio pubblico. Diciamo 77€ in più per il furbo che blocca. 144 se sei recidivo. Si educa solo a colpi di multe.
    Tanto il gestore sa riconoscere se è stata bloccata da eventi esterni o da manovra della carta rfid o dellapp. E se tu cliente hai bisogno di caricare per ripartire, le notifiche app le guardi eccome, e torni a controllare, riattivare, o al limite spostare per cercare una colonnina dove il servizio funzioni.

    In questo caso, sono stati colti con le mani nel”sacco”… Neanche la finta di ricaricare. Difficile dare torto. Allora bisogna vedere quanto l’amministrazione del posto è solerte a passare a mettere le multe. Ora più che mai, visto che ci sono una marea di stronzi in giro (ahimè, anche tra quelli che guidano elettrico), per i comuni sarebbero soldi facili. Multe multe e multe… A qualcuno passerà la voglia di fare il furbo.
    È c’è da educare anche i possessori di quelle auto elettriche che non hanno capito che non sono parcheggi, ma stazioni di ricarica. Ma secondo me lì basta il dialogo. Basta farlo presente alla amministrazione della località sciistica, se hanno scelto quell’auto credo che siano sensibili al tema.

    Ora, oltre alle colonnine fast o ultrafast, in certi posti di interesse strategico (piazzali degli impianti sciistici, stadi, spiagge, anche santuari religiosi ecc) sarebbe bene che venissero attrezzati anche con le colonnine slow oltre che con le fast. Perché è vero che se scelgo di andare ad un museo, magari ci metto 2h, se faccio un giro in bici nei monti magari ne serviranno 5 o 6 di ore… Stessa cosa per chi scia.
    Fast sempre lìbere, carichi, rabbicchi e liberi, sennò multona. Slow invece, metto in carica 20 auto con la stessa potenza impegnata per una hpc. Senza limiti di tempo. O quasi…. In questo la penso come Leonardo. Servono entrambe le tipologie, anche per la ricarica notturna in strada, sennò il 50% o più delle persone sarà sempre tagliato fuori dla mobilità elettrica.

    Ultimo appunto. Mi sembra avversiate troppo le plug in. Riconosco che viste le basse potenze di ricarica e la bassa autonomia in elettrico, possano essere più un impiccio che un beneficio, ma anche lì, dipende dauso che se ne fa, ergo, delle chiappe che ci son sedute dentro. Quella persona, se fosse a bordo di una elettrica, non sarebbe migliore.

    • Non sarebbe migliore, ma non avrebbe scelta. Ricaricare deve, emettere gas maleodoranti non può. Siamo alle solite: le ibride plug-in sono un vantaggio per l’ambiente, ma solo se i proprietari le usano correttamente. Un pò come con le colonnine…

      • Quando dicevo non sarebbe migliore… Intendevo che ti occuperebbe la fast come fasse il suo parcheggio personale. Sta già succedendo un po’ qua e un po’ la.
        Però hai ragione (scusa se ti do del tu nonostante la differenza di età, ma parliamo la stessa lingua e mi sento affine), saranno obbligati prima o poi, e per allora ne vedremo delle belle se non si educa la gente.

  14. Ho letto tanti commenti fino a stancarmi…
    è vero che le regole ci sarebbero, ma è altrettanto vero che siamo in Italia. È inutile che faccia ulteriori considerazioni, siamo tutti italiani e sappiamo cosa significa quest’ultima considerazione.
    In questo caso bisogna inventare qualche sistema per impedire ai furbetti di prendere il sopravvento.
    La tecnologia ci potrebbe essere di aiuto, ad esempio se parcheggi in uno stallo per ricarica e non ricarichi entro 5 o 10 minuti, ti fotografano la targa e ti spediscono la foto a casa insieme ad un bollettino da cento euro… È brutto? Sì, sarebbe meglio vivere in un Paese più gentile, più sensibile, più altruista, più civile, e invece siamo in Italia!

  15. In ogni caso sono comportamenti che una persona per bene non dovrebbe mettere in atto .
    Il buonsenso nelle persone dove e’ finito ?
    Ci si trova forse gusto a essere furbi danneggiando il tuo prossimo ?
    Perché questi comportamenti sono da veri maleducati .

  16. La scarsa autonomia ed i lunghi tempi di ricarica finiscono per creare continue situazioni negative ai possessori delle auto elettriche attuali. Ad essere onesti, convengono solo a chi fa casa-ufficio tutti i giorni, può ricaricare in casa durante la notte, è sicuro di non dovere usare l’auto al di fuori degli orari consueti ed usa i mezzi pubblici per i viaggi lunghi. Decisamente un mercato di nicchia. Visto oltretutto che il ciclo completo della mobilità elettrica non è meno inquinante né più economico della mobilità tradizionale, mi chiedo il perché si debba osannare una tecnologia così inefficiente. Magari mi sfugge qualcosa, altrimenti
    parliamone se e quando i tempi di ricarica fossero comparabili con quelli dei veicoli a motore termico.

    • Oh, le sfugge molto più di qualcosa visto il lungo sproloquio pieno di luoghi comuni, per mostrare infine il vero problema, ovvero la difficoltà psicologica ad approcciare una ricarica anziché riempire un serbatoio di idrocarburi.

    • Io penso che le sfugga più di qualcosa Roberto.
      Primo. La mobilità elettrica è immensamente meno inquinante di quella termica: il 65% in meno di emissioni di CO2 nell’arco di vita e zero emissioni locali di inquinanti atmosferici (particolato e ossidi di azoto).
      Secondo. Nella modalità che indica lei, cioè ricarica a casa per l’uso quotidiano e mezzi pubblici per i viaggi più lunghi, può ridurre le spese di circa un terzo per l’alimentazione, zero bollo per 5 anni, manutenzione praticamente nulla.
      Terzo. La percorrenza media delle auto in Italia è di circa 12.500 km annui (35 km al giorno); gli automobilisti italiani percorrono più di 200 km in un solo viaggio mediamente tre volte all’anno; ogni auto è ferma per il 95% del tempo: perchè ricaricarla proprio durante quel minimo tempo (5%) di utilizzo?.
      Concludendo: non direi che il mercato dell’elettrico sia proprio di nicchia.

      • In questo caso il comportamento è censurabile (che siano elettriche o ibride) , però basta chiamare il carro attrezzi, come se fosse occupato un parcheggio riservato ai disabili.
        Se evitavi il riferimento all’articolo precedente facevi miglior figura…

      • Avrei parecchio da rispondere, ma forse non è questa la sede adatta, a meno di non voler trasformare i commenti ad un articolo serio in una serie deprimente di batti e ribatti. Alla fine sarà il mercato a decidere, come sempre e come è giusto che sia. Grazie.

        • Perchè questa non sarebbe la sede adatta? Se ha dati e fonti autorevoli che ci smentiscono, ben vengano. Qui siamo sempre pronti a correggerci e a cambiare opinione, quando è giusto farlo.

          • Ok, allora coraggio.
            1 la ripartizione per fonti di energia elettrica nel mondo resta la seguente ( Wikipedia): 86% di combustibili fossili, che quando producono energia emettono CO2 – 6% nucleare – il restante 7% viene da rinnovabili ( idroelettrico, biomasse, eolico ecc.). Poiché le biomasse producono CO2, non capisco da dove arrivi il 65% in meno di CO2 prodotta dal ciclo elettrico.
            2 il particolato nei diesel moderni viene risolto dai FAP, che quando non riescono a ripulirsi da soli mandano il motore in protezione ( in altre parole il conducente deve per forza andare in officina a far ripulire manualmente il FAP).
            3 NOX : è vero : i diesel emettono ancora troppi NOX – ma benzina, metano, gas naturale non ne emettono.
            4 Una centrale termoelettrica a combustibili fossili (86% della produzione mondiale di elettricità, ricordo) ha un rendimento sul 40% – calcolando perdite per trasporto e distribuzione dell’energia risulta che un onesto diesel moderno di automobile ha un rendimento migliore.
            5 Un parco di colonnine per caricare decine di auto contemporaneamente richiede qualche MW di potenza complessiva; allora delle due l’una : o si aumentano i voltaggi a livelli troppo pericolosi per il pubblico, o si installano conduttori grossi come un braccio – ve li immaginate gli interruttori ( o meglio i sezionatori, viste le potenze in gioco). Ma quale autogrill, centro commerciale o luogo pubblico potrebbe affrontare installazioni del genere in mezzo alla gente?
            6 Un ragionamento basato sul tempo di utilizzo medio di un’auto in Italia non mi incoraggia a comprare una elettrica, quando so in partenza che non la potrò utilizzare quando voglio, ma solo quando sarà sufficientemente carica ( e che vuol dire sufficientemente? se poi devo cambiare programma devo mollarla dove si trova e chiamare Uber?).
            7 Manutenzione – certamente un motore elettrico richiede meno manutenzione di uno termico – per contro l’auto elettrica ha molta più elettronica, per giunta elettronica di potenza ad alto voltaggio – e comunque ha sempre 4 pneumatici da cambiare, delle trasmissioni, un corpo vettura ecc.
            8 A conclusione, osservo con curiosità come sta cambiando il mercato . L’inurbamento, il telelavoro, il desiderio di riservare più tempo per se stessi ed i progressi delle tecnologie di comunicazione stanno togliendo appeal all’auto in generale. Se poi lo scenario si complica ancora rendendone incerta la fruibilità, forse non saremo più certi di volerne assolutamente avere almeno una.

          • Roberto, prima di tutto ho una considerazione: lei si ritiene più bravo a fare i conti di chi studia la materia da anni? Glielo chiedo perché stia certo che molti degli argomenti che lei cita sono i classici cavalli di battaglia che vengono usati da chi ha tutti gli interessi a mantenere in piedi il business del petrolio così com’è oggi. Fare attività di debunking su quello che scrive è attività costosa per cui mi limiterò a fare una panoramica ad alto livello, per gli approfondimenti la invito a leggersi i paper di chi la materia la studia seriamente, cercando di evitare gli studi commissionati dalle parti interessate (tipo studi sul tabacco, per capirci, ché la storia non si ripete ma spesso fa la rima)
            1 e 4) I calcoli che sta facendo non tengono conto di attività di estrazione, raffinazione, trasporto del carburante e altri fattori, servono studi LCA che sono tutt’altro che banali da fare. Inoltre la produzione di elettricità da fossili è in fase di riduzione per vari accordi sul clima per cui le auto elettriche diventeranno più ecologiche anche dopo essere state prodotte, le auto a combustione sono condannate a bruciare fossili fino alla loro rottamazione, senza vie d’uscita.
            2) Dire che il FAP elimina il particolato è una semplificazione eccessiva, sarebbe più corretto dire che il FAP riduce nominalmente gran parte del particolato. Inoltre lo fa a meno di manomissioni e/o mappature non originali.
            3) Non è vero che benzina e gas naturale non emettono NOx, che sono prodotti dell’ossidazione in varia misura dell’azoto contenuto nell’aria alle alte temperature. Quindi più il motore è efficiente, più salgono le temperature, e di conseguenza la produzione di NOx. Con le nuove normative in arrivo anche i benzina avranno bisogno di un trattamento dei gas di scarico per questi composti.
            5) Ma come faranno nelle zone industriali dove i MW vanno come il pane? E come avrà fatto Tesla con i supercharger di cui ho visto con i miei occhi in UK file lunghissime di colonnine?
            Evidentemente il problema è nella sua testa, non è certo un problema di elettrotecnica.
            6) Come fa a sapere già “in partenza”? Come si è fatto questa opinione? Io e mia moglie usiamo un’auto elettrica e la usiamo quando vogliamo e si fidi, non me l’avrebbe fatta passare liscia se fosse il contrario.
            7) Se non riesce neppure ad ammettere la differenza di complessità tra elettrica e meccanica siamo nei guai. Certo c’è elettronica di potenza, ma le pare che gli iniettori di un diesel siano meno delicati? O la pompa ad alta pressione e tutti i vari sensori e il sistema di trattamento dei gas di scarico le pare più semplice da manutenere?
            8) Questo è il vero punto interessante che mi ha spinto a rispondere al suo commento in quanto è vero che c’è un cambiamento epocale in atto di cui già oggi si vedono i prodromi con la convergenza di sharing, guida autonoma e trazione elettrica. Quello che oggi sembra impossibile sta già capitando e arriverà molto prima di quanto ce lo possiamo immaginare. I motori a combustione sono già obsoleti, solo che molti fanno fatica a crederlo.

          • Caro Leonardo, permettimi di aggiungere solo due considerazioni al tuo intervento, che in gran parte condivido. Primo. Un grazie di cuore a Roberto, che avevo invitato ad esporre la sua “visione” con dati alla mano e l’ha fatto. Per di più molto garbatamente. Secondo. Non avevo mai letto i dati globali sulla generazione di energia elettrica a livello mondo e non ho elementi per contestare quelli che riporta Roberto dalla fonte Wikipedia. Però qui stiamo parlando dell’Italia e dell’Europa dove è più alta la concentrazione di veicoli per abitante. Qui le percentuali sono molto diverse. Un automobilista elettrico in Italia consuma elettricità prodotta per il 42% da fonti rinnovabili e solo per poco più del 50% da fonti fossili (quasi totalmente gas naturale). L’Europa nel complesso è attorno al 33% di rinnovabili. Negli ultimi 20 anni la quota di energia pulita è più che raddoppiata e gli obiettivi sono portarla oltre il 70% entro il 2030 e al 100% entro il 2050. Chi adotta un’auto elettrica oggi, quindi, sa già che nell’arco di utilizzo, diciamo 10 anni, inquinerà sempre meno.

          • Sì, grazie Massimo per le considerazioni, in particolare mi scuso con Roberto se il mio commento è risultato un po’ “duro”, l’ho buttato giù di getto rubando un po’ di tempo alla mia colazione. Chiedo venia per questo.
            Per quanto riguarda la generazione a livello mondiale rispetto a quella occidentale (con le dovute differenze, una cosa è la Francia, altra cosa l’Italia fino al fanalino di coda che dovrebbe essere la Polonia, se non erro) giusto farlo presente anche se l’ho evitato di proposito per non dover fare i conti con i soliti commenti cinici (non da parte di Roberto, parlo in generale) che ogni volta tirano in ballo il carbone, la Germania e la Cina come se fosse una buona giustificazione per continuare a inquinare. Senza considerare che sia Germania che Cina stanno investendo tantissimo nella transizione energetica, per cui non è una buona giustificazione additare altre nazioni che per varie ragioni, storiche, demografiche, ecc. non hanno ancora raggiunto livelli di produzione da fonti rinnovabili al nostro stesso livello.
            Tra l’altro penso spesso agli immensi sforzi della Germania con il solare che da loro ha resa un piuttosto bassa, mentre noi abbiamo la fortuna di essere il “paese del sole” e dovremmo sfruttare il più possibile questa risorsa che ci dona energia pulita e rinnovabile senza neppure doverla importare (anzi, in futuro ci sono le premesse per esportare gli eccessi di produzione verso il nord Europa, come fa oggi la Francia con gli eccessi di produzione del nucleare durante la notte)

  17. Bella c*****a il full elettrico. Considerando il senso civico che prevale in Italia e la scarsa disponibilità di colonnine, queste situazioni saranno la NORMALITÀ. Mi immagino che ansia finire la ricarica. Mamma mia!
    Mi tengo la mia macchina a metano, con 3,5€ faccio 100km e tanti Saluti..

    • Bel commento sì. Io 1260km questa settimana con 6 euro spesi… Che dici regge il confronto?! E poi il senso civico va su ogni fronte.

    • Cosa centra il full elettrico con il parcheggiare abusivamente? Oltre a Vaielettrico seguo un altro forum dove c’è gente che si ferma nei pressi degli stalli di ricarica abusati e chiame le forze dell’ordine per far rimuovere le vetture anche se non hanno la necessità di ricaricare. Se ci fossero (giustamente o ingiustamente)più persone di questo tipo probabilmente chi avrebbe bisogno di caricare troverebbe lo stallo o libero, oppure occupato da chi sta caricando. Certo per fare quello che fanno questi utenti si deve dedicare del tempo e non tutti siamo disposti a perderne. A mio parere non c’è altra soluzione per educare gli abusivi.

  18. Scusate ma ragionate? Il parcheggio era quello della skyway del monte Bianco giusto? Quindi chi lo usa arriva al mattino e poi parte per una escursione giornaliera giusto? Quindi è assolutamente logico che le macchine vengano lasciate per la durata della giornata. Chi viene per una gita al monte bianco parte per minimo 5-6 ore. Che senso ha domandare alla persona di tornare alla fine della ricarica per spostare la macchina? Non potrebbe nemmeno farlo perché il biglietto della funivia non permette di scendere e risalire una seconda volta. fare l’analogia con il distributore di benzina è una assurdità, perché per fare benzina ci vogliono 5 minuti. Lamentatevi piuttosto del fatto che gli stalli sono pochi. Per quanto mi riguarda dovrebbero essercene almeno 15.

    • Amen. Prima o poi occorrerà fare un discorso serio sulla differenza tra colonnine lente e veloci e il loro corretto utilizzo.

      E l’argomento è tutt’altro che banale.

    • Ma che ragionamento fai? Non è un parcheggio, è un punto di ricarica, quindi, quando finisci la ricarica ti sposti, non la sposti quando hai finito i cavoli tuoi. A parte il fatto che non caricavano nemmeno

    • Mi sa proprio che sei tu cve non ragioni proprio invece… non ha senso fare ragionamenti su quali sono i tempi di parcheggio tipici in quel luogo visto cge non stiamo parlando di PARCHEGGI ma di piazzole di rifornimento…
      Non conta nulla se stai facendo cose che non ti permettono di tornare, se sai che non puoi tornare a spostare l’auto non ti metti lì e ricarichi a fine giornata o durante il viaggio di ritorno! Altre opzioni non ce be sono ed j discorsi sono a 0… alle colonnine di ricarica si deve attaccare solo chi sa cge a fibe ricarica sposta l’auto non ci si attacca pensando di fare I propri comodi.
      Oltretutto in questo caso specifico non stiamo parlando di gente a cui la ricarica è finita mokto prima di ausbdo sono tornati ma di gente che non si è neanche attaccata per nulla alla colonnina perché se avessero fatto rifornimento ma ancora non spostato l’auto avrebbero il cavo della colonnina collegato all’auto. Infatti questo non si può sfilare ne dall’auto ne dalla colonnina (per quelle in a C. Sprovviste di cavo integrato) se non arriva il proprietario dell’auto a sbloccare… quindi a maggior ragiobe quello che dici è completamente sbagliato perché qui qyedti hanno semplicemente parcheggiato a tutti gli effetti….
      Ed è questo cge proprio non entra nella testa a quelli che ragionano come te, la colonnina è un punto di rifornimento (esattamente come la pomoa della benzina quibdj il paragone con il distributore è perfettamente opportuno) e non un parcheggio…. che per fare il rifornimento servano 30 minuti, 1 ora, 3 ore o 5 minuti come bel caso della pomoa di benzina è assolutamente irrilevante, ka regola è una ed una sola ed è la stessa per qualunque punto di rifornimento: appena finito il rifornimento si libera ka postazione!!!!

    • Scusate leggevo i commenti e anche io posseggo una ig in. Permettetemi però di puntualizzare una cosa. Secondo me c’è torto e ragione dalle varie versioni, mi spiego. Vero che sono Stalli di Ricarica non parcheggi e vale sia per elettriche che per plug in allo stesso identico modo e diritto per legge. Ed è vero che in teoria a fine ricarica devi spostarla. È anche vero però che nel caso specifico la cosa non è possibile, anche se fosse una elettrica pura. Che ha tempo di ricarica non così diversi in colonnine 50 kw. Esempio se si prende una id3 con 75 kw. Circa, a. Caricare cometamente ci metterà 2 h perché carica rapida, la mia Ioniq plug in ha 9 kw di batteria, ma caricando a 3.4 ci mette comunque 2h e mezza. Ma secondo voi il proprietario della id3 sarebbe sceso a spostarla? No perché è infattibile. Secondo me gli unici punti corretti sono
      1) non stavano ricaricando, e questo non è concesso per legge né alle elettriche né alle plug in. Non è solo inciviltà è un reato.
      2) ci vorrebbero più stalli.
      Ma se fossero state in ricarica che ci vogliono fai 3 h e l’escursione ne dura 6,non è fattibile toglierla. Perché l’elettrico prenda piede, cosa che spero molto, deve essere semplice e pratico, se vai a dire alla gente ricarichi e a metà escursione o gita scendi e sposti, comprano un diesel. E hanno ragione. V bene all’autogrill che la sposti o in città. Non li. Mio parere.

      • L’errore è pensare che se è infattibile andare a spostarla è tuo diritto ricaricare e fregartene di quanto tieni occupata la colonnina…. a
        Vuoi fare un escursione di 6 ore, padronissimo ma rinunci a ricaricare l’auto mentre sei via perché non puoi tenere impegnata 6 ore (4 in più del dovuto visto cge jn questo caso specifico stiamo parlando di una ultrafast da 150 kw) una colonnina! Sai belle 4 ore che sta lì a far nulla perché tu la stai tenendo inutilmente occupata quante potenziali auto poteva ricaricare? Anche 12 auto se sono dotate di ricarica a 150 kw e quindi possono sfruttare la piena potenzialità della colonnina….
        Non si può pretendere che la soluzione sia mettere colonnine in numero 10 volte più alto del necessario perché ognuno egoisticamente vuole fare i suoi comodi e tenere impegnata la colonnina per tutto il tempo che gli pare, lo capisci anche tu che fosse così il sistema non starebbe inpiedi perché non sarebbe economicamente sostenibile per le compagnie che mettono le colonnine avere colonnine che la maggior parte del tempo sono ferme a non far nulla e quindi a non produrre guadagno?
        Comportamenti del genere oltre a danneggiare il singolo “automobilista elettrico” rasenta anche la diffusione delle colonnine perché rende meno remunerative quelle attuali il che vuol dire limitare le possibilità economiche delle compagnie di installarne di nuove….
        Qualsiasi sistema fondato sull’episodio individuale è destinato a fallire, non si può pensare solo al proprio tornaconto personale ed infischiarsene di tutto il resto…
        In quella situazione anche se queste auto fossero state messe in ricarica, e non è stato fatto rendendo la cosa ancora peggio, sarebbe stato comunque un abuso perché a te che vuoi fare un escursione di 6 ore non è che devo garantirti la possibilità di ricaricare in quel tempo… sei tu che devi garantire a chi sta aspettando che si liberi la colonnina di poter ricaricare prima possibile non la colonnina che deve garantirti la ricarica in 6 ore…. quindi se non vuoi o non puoi interrompere l’escursione per spostare l’auto mokto semplicemente non puoi ricaricare e lo farai in un altro momento

        • Nel caso specifico in effetti bisognerebbe anche chiedersi se in quel tipo di sito abbia più senso avere 3 colonnine da 150 kW oppure 14 colonnine da 11 kW. Il punto è che a volte le colonnine veloci sono in posti sbagliati, e lo si capisce perché sono quasi sempre vuote. E non è solo dovuto al caso che ci siano tre posti occupati abusivamente su tre, senza che nessuno protesti.
          E vi risparmio per brevità il pippone sui posizionamento dei supercharger Tesla o sulle App dei vari operatori che basta aprire per scoprire che le colonnine sono quasi sempre tutte libere, provate a fare zoom out su una città a piacere, vi allegherei uno screenshot se si potesse.

          • Guarda Leonardo che se occupi lo stallo senza ricaricare la colonnina risulta libera sulla App. Quindi doppia fregatura

          • Verissimo Massimo, è capitato anche a me,.non per parcheggio abusivo ma per lavori da parte del supermercato ospitante che bloccavano l’accesso alle colonnine.
            Ciò nonostante posso dire con tranquillità che finora con quell’unica eccezione, tutte quelle indicate libere sull’app le ho trovate disponibili.
            Se apro ora la mia app sulla mia città (Torino) e faccio zoom out vedo tantissime colonnine verdi e solo sette rosse (quindi senza nessuna presa disponibile), quindi il tasso di occupazione al momento è ancora molto basso. Dovessi vedere stalli occupati abusivamente (con cavo non collegato) faei certamente per dovere civico la segnalazione ai vigili per la rimozione anche nel caso non avessi necessità di caricare.

          • A me è capitato un po’ più spesso. Io, almeno, ho la soddisfazione di scriverci un articolo

      • Non funziona così, in genere quando ricarichi non arrivi quasi mai a zero batteria ma con almeno il 10/20% e con le colonnine veloci in 30/40 minuti arrivi al 70/80% sufficienti per fare molti chilometri e dare la possibilità ad altri di ricaricare. È questione di civiltà, il problema è che ci sono delle teste di c.. che se ne fregano e usano gli stalli come parcheggio. Bisogna chiamare il carro attrezzi non c’è alternativa

    • L’errore è che quella colonnina è una hpc. Se sai che ti tratterrai ore e ore, NON ti devi attaccare. Lo fai quando scendi, mentre ti cambi o mangi un panino, in 30 minuti ti attacchi e riesci a matter i dentro il tanto di tornare a casa, o arrivare a una sosta intermedia. NON puoi bloccare una ultrafast per ore, è nata per permettere a tutti di caricare un 50% e andare via veloce. Mezz’ora ciascuno.

      Quella che servirebbe in questi casi (nel tuo caso come nel mio nel caso facessi un giro in bike park) come dice Leonardo, è un infrastruttura di colonnine lente, per esempio da 3 kW in 8h riesci a metter dentro 24 kWh. E nessuno ti fa sloggiare…

  19. il fatto di aver trovato 2 (non 3, guardate meglio la foto) strnzi non giustifica comunque l’accanimento della volta scorsa.
    Nel caso di specie bisogna chiamare i vigili, come si fa quando si trovano auto indebitamente posteggiate nei posti per i disabili.

    • Le auto sono 3, anche la terza bianca è in una piazzola per ricarica e si vede perfettamente nella seconda foto messa all’interno sell’artjcolo

  20. Io direi tre cose:
    1) Ai gestori dell’infrastruttura, in questo caso BeCharge, introdurre una componete di tariffazione su base temporale che contribuisca almeno al 50% del costo, in Francia e Austria ho visto addirittura 100%
    2) Sempre ai gestori dell’infrastruttura, sarebbe bene che le colonnine segnalassero bene quando è in corso una fase di carica oppure no, con l’accensione di una grossa lampada o alzare un segnale visibile dal lontano tipo una asta rossa anche dall’ingresso del parcheggio per rendere subilo visibile l’eventuale abuso anche ai vigili.
    3) Le auto che posteggiano senza caricare chiamare i vigili e farle rimuovere, almeno provarci con una telefonata e poi se non succede nulla pazienza, così almeno si disturbano anche loro, è anche un dovere civico in modo che questi comportamenti vengano sanzionati e non abbiano a ripetersi.

  21. Si chiamano i vigili, se non “possono” venire si sgonfiano le ruote e si mette un bigliettino con scritto: così impari a fare il furbo! Sarò cattivo ma così almeno imparano

      • Perché è più corretto occupare una postazione di ricarica per fare i propri porci comodi?

        Tu speri che un giorno lo trovino a sgonfiare le ruote?? Io invece spero d’incontrare un giorno uno di questi (forse tu stesso visto come hai risposto) che parcheggiano nelle stazioni di rifornimento…

      • Io le squarcierei , l’ignoranza la prepotenza la ripagherà con la stessa moneta.
        Pensi alla persona che dovrà partire l’indomani perché non ha potuto ricaricare.
        Non mi dica di chiamare i vigili e farle rimuovere…….di sicuro non verrebbero, glielo dice uno che è disabile con auto elettrica ed è rimasto bloccato e disilluso da polizia , carabinieri e soprattutto vigili.
        Capisce che se potessi a questi ignoranti menefreghisti gli metterei una………amen

        • Quindi riassumendo: una persona vuol incontrare di persona “uno di questi”, un’altra vorrebbe sgonfiare le ruote e un’altra ancora le squarcerebbe. Direi che va tutto bene!😂 Avanti con la civiltà e il progresso!

          • Questi sono quelli civili. Pensano di combattere l’inciviltà e la disinformazione dell’utente medio con una plugin con atti di vandalismo.

            Poi dicono che l’elettrico non prenda poede per questione di mentalità.

          • Gli incivili sono i possessori di quelle tre auto, io al massimo li ripago con la stessa moneta

  22. Buongiorno a tutti. Io ho la fortuna di disporre di auto aziendale, una BMW X1 25e. In azienda abbiamo colonnine di ricarica per cui riesco a fare il percorso casa-lavoro tutti i giorni in modalità puramente elettrica. Quando giro in altre destinazioni, cerco le colonnine di ricarica e le trovo molto spesso impegnate da auto abusive. Possono essere elettriche non collegate, ibride plug-in o non, sempre non collegate, e auto a pura combustione interna. In tutti i casi ho sempre avvisato la polizia municipale, non tanto per me, ma pensando a che ha una elettrica pura e rischia di rimanere a secco. Detto questo, la mia auto si potrebbe ricaricare in 3h, ma se sono impegnato per 5 o 6h, pare normale che la colonnina rimarrà occupata, credo nessuno di noi farebbe diversamente.
    Premesso che se avessi comprato un’auto personale probabilmente avrei preso una model 3, non riesco a capire perché tutti questi articoli puntino il dito sulle plug-in. Come dicevamo, comportamenti inappropriati non dipendono dall’auto ma dal proprietario e si riscontrano su tutti i modelli. Inoltre, una plug-in utilizzata bene contribuisce sostanzialmente a ridurre le emissioni di gas serra e, per molti casi, contribuisce come tecnologia di transizione a muovere il sistema verso l’elettrico. Oggi chi deve fare spesso lunghe percorrenze non può concretamente optare per l’elettrico. Se sperare nell’adozione dell’elettrico significa disprezzare qualsiasi altra soluzione allora si va ben poco lontano e ci si rinchiude nell’accolita degli adepti integralisti. A proposito di talebani. Spero che tutti sappiate che il litio si esaurira entro il 2026 e che le riserve strategiche sono in Afghanistan. Forse l’argomento è più rilevante rispetto a cercare i singoli casi dei possessori di plug-in che hanno comportamenti sicuramente inappropriati. Cordiali saluti

    • Salve, lei ha detto tante cose giuste e condivisibili e ha difeso in modo tanto garbato le plug-in al punto che mi sento di doverle dare ragione. Il motivo per cui sono contrario alle plug-in è che non riesco a vederle come un aiuto alla transizione ma un modo per procrastinare l’inevitabile. Ciò nonostante mi rendo conto che sia più una questione di voler vedere il bicchiere mezzo pieno (il suo) o mezzo vuoto (il mio). Sì tratta di punti di vista.
      Il motivo del mio intervento però è un altro. Chi ha detto che il litio si esaurirà nel 2026? Anche il fatto che ci sia molto litio in Afghanistan mi giunge nuova come notizia. Ma la vera notizia è una non notizia, ovvero che il litio è un elemento relativamente abbondante sulla terra. Ci sono elementi usati nelle batterie che sono molto più critici (spoiler: cobalto, nickel) solo che non li si cita perché largamente già usati per tanti altri processi industriali, inclusa la desulfurazione del gasolio?

    • “ ….. Spero che tutti sappiate che il litio si esaurira entro il 2026 e che le riserve strategiche sono in Afghanista……” ma dove l’ha letta una simile bufala??
      Si documenti!
      Magari scoprirà l’enormi potenzialità del Litio geotermico oppure delle sconfinate riserve (14 milioni di tonnellate) stimate nel Triangolo del litio (Cile, Bolivia e Argentina) a cui si aggiunge certo l’Afganistan
      E magari le prossime batterie neppure useranno il litio

    • Ci occupiamo anche di litio (ma chissà perchè fino all’altroieri le scorte strategiche erano in Cile, dove l’estrazione produceva disastri ecologici?). Ma il litio si può recuperare dalle batterie esaurite, il petrolio no. Ciò detto, lei rappresenta l’utente ideale per le ibride plug-in. Le statistiche, però, dimostrano che gran parte dei proprietari le utilizza prevalentemente a trazione termica. Non disprezziamo (ma non amiamo) la tecnologia in sè, quanto il fatto che la sua sostenibilità dipenda dal buon cuore di chi la guida. Come il rispetto degli altri alle colonnine, e purtroppo vediamo spesso il risultato.

    • Primo: non è assolutamente normale che se l’auto può ricaricare jn 3 ire e lei ha da fare per 5 ore tiene occupata la colonnina per il tempo che fa comodo a lei… visto che lei ha una plug-in e che quindi fa anche il rifornimento al distributore quando va alla pompa poi lascia li l’auto fino a che fa comodo a lei o la toglie appena ha finito di fare rifornimento? Penso proprio che non tiene la propria auto davanti la pomoa del distributore 1 secondo in più rispetto allo stretto indispensabile e neancge che piazza la pistola a metà erogazione per metterci di proposito più tempo e dargli il tempo di fare i cavoli suoi…
      Perché per le colonnine dovrebbe comportarsi in maniera diversa? Ricorso che non sono parcheggi con rifornimento incorporato (quindi la funzione principale è il parcheggio) ma spazzi adibiti al puro rifornimento energetico e quindi va utilizzata sempre tenendola impegnata il minor tempo possibile…
      Se ha una colonnina privata di sua proprietà è libero di utilizzarla come vuole, con la potenza che vuole e tenendoci parcheggiata l’auto tutto il tempo che vuole ma nelle colonnine pubbliche la priorità non è rispettare i te.pi che fanno comodo a lei ma liberare il “distributore” prima possibile per renderlo disponibile ad altri!!!!
      Mi chiede perché molti utenti di auto elettriche ce l’hanno con le plug-in? Io le posso rispondere per la mia personale esperienza e le dico che il problema è sempre la mancanza di educazione e rispetto degli altri… ke faccio un esempio: l’altro giorno sono andato a caricare la mia auto elettrica in una colonnina qyick dotata di 2 prese m, una da 22 Kw e ka seconda da 7,5 Kw… ho trovato la presa da 22 Kw occupata da una olug-in che stava ricaricando a 3,5 kw qyabdo la presa da 7,5 kw era libera… ora per la plug-in utilizzare la presa da 7,5 kw non gli avrebbe fatto perdere neanche 1 minuto perché sempre superiore alla sua massima potenza accettabile sarebbe stata ma invece è stata attaccata a quella da 22 kw togliendo la possibilità ad un auto elettrica di ricaricare a quella potenza limitando di fatto la potenza di quella colonnina a soli 7,5 kw… questa è mancanza di rispetto e civiltà, tale è quale di chi con una elettrica (magari una Tesla come la mia) imposta una velocità di ricarica ben minore a quella possibile solo per far durare la ricarica più del tempo di parcheggio che fa comodo al proprietario…
      Io utilizzo spesso colonnine quick nel mio paese perché ho ka fortuna che diverse sono gratuite messe a disposizione dal comune ma non ho mai (e mai lo farò) limitato la velocità di ricarica lato auto… se il tempo di ricarica minimo è compatibile con i miei impegni ricarico l’auto altrimenti non occupo proprio la stazione… e se trovo è prese con potenza diversa, tipo 1 da 22 kw e la seconda da 11 kw, sto ben attento ad occupare quella da 11 kw visto che è la massima potenza che la mia auto può accettare in A.C.
      Se tutti si comportassero così non ci sarebbe motivo di acredine….

      • Rispondo io da utente BEV, il paragone con la pompa di benzina non lo si può fare perché le modalità di rifornimento sono diverse. Se collego l’auto alla colonnina il problema c’è perché non sono costretto a stare a fianco all’auto mentre si carica ma sono costretto ad andare a scollegarla appena è finita la ricarica. Se così dev’essere cade tutto il castello di carte perché mentre carico l’auto ovviamente magari mi organizzo per fare altro, magari sto facendo una passeggiata, shopping o sono a pranzo o a cena fuori e non mi pare una buona idea dovermi occupare dell’auto quando lo decide lei, magari nel momento meno adatto. Ovviamente ben vengano le tariffe di occupazione a fine ricarica perché i privilegi si pagano, ma l’obbligo di dover essere al servizio dell’auto anche no, piuttosto la vendo! Ovviamente il problema ha impatti diversi se si tratta di colonnine veloci o lente, comunque mi è anche già capitato di raggiungere il 100% di SOC ad una colonnina DC perché hanno impiegato più del previsto a servirmi e dovermi sbrigare a finire di mangiare per andare a scollegarla. Non una bella esperienza nonostante sia convinto che le BEV siano il miglior futuro possibile.

        • Ma… Non credo a quello che ho appena letto. Tenere d’occhio l’app per conoscere il livello di carica è vivere al servizio dell’auto? Rispetto per gli altri proprio zero eh!

          • E fai bene a non crederlo, perché non ho scritto quello che hai riportato tu: né che tenevo d’occhio l’app (che non tenevo d’occhio) per il motivo che dici tu e neppure che la mia preoccupazione non fosse quella di liberare la colonnina per renderla disponibile agli altri.

        • Allora, tu prima ti.fermati dal distributore quando sapevi di non avere il tempo di farlo o se dovevi poi lasciare l’auto parcheggiata davanti la pompa per 3 ore in più di quanto servisse al rifornimento? Io non credo proprio!!!! Allora adesso perché pretendo dall’auto elettrica che il rifornimento duro un tempo che decidi tu,? Se non hai tempo per andare a spostare l’auto quando finisce il rifornimento (non dico ler forza il secondo dopo ma al massimo in 5 minuti si!) Allora non fai rifornimento in quel momento e lasci libera la postazione…. non è che con il passaggio dalla pkmpa di benzina alla colonnina di ricarica si ha in più il diritto di fregarsene degli altri perché io ho da fare… se hai da fare è un problema tuo non degli altri che hanno il diritto di fare rifornimento tanto quanto te. Questa pretesa di poter ricaricare l’auto allle colonnine pubbliche con i tempi che ci pare (sia non spostando l’auto una volta finito sia rallentando il rifornimento abbassando la potenza utilizzata) è un abuso e su questo non c’è alcuna discussione da fare… è così punto e basta

          • Inizia a divertirmi questa discussione, perché quando conviene si dice che l’auto elettrica è diversa e poi quando non conviene più dev’essere usata come quella a combustione.
            Se questa è la premessa tanto vale tenersi le auto a combustione.
            Detto questo, e cercando di riportare la discussione in ambito di maggior lucidità, veniamo a cosa dice il CdS.
            Se non ci sono stati ulteriori aggiornamenti mi pare che dica che a seguito del completamento della ricarica, la sosta è concessa gratuitamente al veicolo elettrico o ibrido plug-in per un periodo massimo di un’ora. Una volta scaduto il termine possono essere applicate tariffe di ricarica mirate a disincentivare l’impegno della stazione oltre il limite temporale indicato. Tale limite temporale non si applica dalle ore 23 alle ore 7, ad eccezione dei punti di ricarica di potenza elevata.
            Mi pare ben diverso dalle aspirazioni di molti in questo momento, in cui si pretende addirittura di usare le colonnine come se fossero dei distributori, cosa che può valere per le colonnine fast, se correttamente posizionate.
            Poi ci sono altre iniziative, tipo a Londra dove si stanno provando prese per la ricarica sui lampioni, pensate appositamente per la ricarica durante la notte. E se l’auto è carica alle 3 di notte cosa si fa? Ci si veste e si va a parcheggiare altrove?
            Quello che voglio dire è che non bisogna confondere il problema della scarsità di colonnine con il loro utilizzo e le differenziazioni tra lente e veloci, e una corretta utilizzazione in un caso e nell’altro.

            Ma scordiamoci, in un senso e nell’altro, di voler a tutti i costi utilizzare un’auto elettrica come se fosse una a combustione, altrimenti non funzionerà né oggi, né mai.

          • Chi ha detto che un auto elettrica va utilizzata come una termica? Non mettermi parole in bocca mai dette ler favore… se una ricarica dura 2 ore non ho mai detto che devi stare lì fermo ad aspettare che passino le 2 ore ma questo non vuol dire che è tuo diritto andarla a riprendere dopo 8 ore… è una questione di semplice civiltà e se non arrivi a capirlo mi sa che a scuola dovevi fare qualche ora in più di educazione civica…

            Nel CdS oltre a quello che hai detto tu c’è anche scritto che un auto che occupa uno stallo di ricarica senza star realmente ricaricando (non conta se sia elettrica o termica ma solo se sta ricaricando o meno) è passibile di rimozione forzata… quindi non è che uno stallo una volta finito il rifornimento si trasforma in un parcheggio a pagamento comune, se tu lo occupi senza un reale bisogno di ricaricare l’auto ti può essere portata via e tu non puoi dire neanche A…
            Comunque, al di là delle leggi dovrebbe bastare il senso civico a far capire che non va bene lasciare per 8 ore un’auto parcheggiata in uno stallo di ricarica se per ricaricare te ne bastano 2… tu dici che per prendere piede serve che l’utilizzo di un auto elettrica sia semplice? Pienamente d’accordo ma per essere semplice la prima cosa che serve qual’è? TROVARE COLONNINE LIBERE IN CUI RICARICARE!!!! E se tutti ragiobassimo come te, cioè che la colonnina può tranquillamente essere utilizzata come parcheggio a tempo indeterminato, 1 colonnina servirebbe 1 o massimo 2 auto al giorno… e pensi che sarebbe più comodo non trovare mai una colonnina libera rispetto a tenerle impegnate meno tempo possibile?

          • Secondo me sei tu che confondi un attimo iniziative come quella londinese con le colonnine pubbliche…
            Quelle sono un altra cosa e cioè parcheggi dotati di ricarica cosa che ad oggi in Italia non abbiamo… noi abbiamo punti di ricarica pubblici che non sono affatto parcheggi… il servizio che dici che dici tu e che anche io spero avvenga lo devono fare i parcheggi (che siano pubblici o privati) che dotano la maggioranza dei posti auto di prese a cui attaccare l’auto mentre è parcheggiata….
            Ma questo è un servizio molto diverso da quello che danno le colonnine pubbliche dove in un parcheggio c’è n’è solo 1… non puoi considerarla a tuo solo ed esclusivo uso è consumo come è nella logica dell’iniziativa londinese dove ogni singolo lampione ha la sua presa….

          • Io non vedo il problema.
            Ho una Model 3 e se mi dovesse servire una colonnina occupata abusivamente, mi metterei di traverso dietro alla macchina abusiva, collegando il mio cavo che dovrebbe essere sufficientemente lungo.
            Ovviamente cercando.di non intralciare il traffico.
            Apporrei poi il mio cellulare con un bigliettino sul parabrezza dell’auto “bloccata da me”….
            Poi a questo punto…. Beh ognuno può agire come vuole.

    • Premessa.
      Posseggo sia elettrico puro che ibrido plugin.
      No, se sono fermo 5 o 6 ore l’auto non resta CARICA ad occupare lo stallo per altre 3 ore, bisogna spostarla. E no, chiunque di noi NON farebbe così. Credo siano proprio questi i comportamenti da stigmatizzare e verso i quali punta il dito vaielettrico. A questo proposito in altre occasioni l’ho pensato anch’io, con Massimo Degli Esposti abbiamo anche avuto uno scambio sul tema, ma in questo caso mi sembra tutto corretto e condivisibile, quel “tutti faremmo così” ne è la dimostrazione lampante.

  23. È iniziata la guerra delle colonnine,🤣🤣🤣i proprietari di elettriche che si scanneranno a cazzotti sul naso per l agognata ricarica veloce 🤣🤣🤣🤣(mezz’ora)

    • Magari basterà chiamare la polizia che rimuove l’auto abusiva con il carroattrezzi. Vediamo chi ride, alla fine

      • Tra qualche anno ci vorrà un esercito di carroattrezzi e polizia…
        L’unica vera soluzione per un numero di BEV in crescita sono le colonnine ad alta potenza nei distributori di benzina, che si trasformeranno in stazioni di ricarica.
        Potrà capitare di trovarle tutte occupate con auto in carica ma l’attesa non sarà mai lunga e nessuno si oserà a sostare oltre il consentito proprio perché non si tratta di parcheggi.

        • Neanche quelli attuali sono parcheggi quindi secondo la tua teoria nessuno si dovrebbe azzardare a lasciarci l’auto lì, invece….
          C’è una sola cosa che garantirà che gli incivili smettano di essere tali e cioè la sicurezza che non gli conviene… tu inizia, ora che le postazioni da controllare sono relativamente poche, a non fare prigionieri (ogni auto abusivamente parcheggiata finisce sul carro attrezzi con conto salato da pagare per riprendersela) e vedrai che in futuro non ti serviranno maree di carrattrezzi perché l’incivile è idiota ma non stupido, sa riconoscere quando una cosa non gli conviene specie se va a toccarli il portafoglio… adesso si sentono liberi di farlo perché hanno pochissime possibilità di non ritrovarci l’auto dato che da noi nessuno è disposto al.minimo sforzo per far rispettare le leggi (parlo anche del passante che non fa una semplice telefonata per denunciare l’abuso)… tu fagli vedere invece che se parcheggia così sono più le probabilità di non ritrovarcela e vedrai come smette da solo di farlo

    • Visto che il proverbio dice che ride bene chi ride ultimo, e visti i trend e gli investimenti in atto sulle colonnine di ricarica, credo che sarà divertente vedere dall’altra parte l’effetto dei disinvestimenti sui combustibili e sulle pompe di benzina e cosa porterà in dono agli irriducibili della combustione.

    • Come sempre da gente come te arrivano solo commenti che non c’entrano nulla. . Qui si parla di occupazione abusiva di punti di ricarica, cge in qyesto specifico caso le auto abusive fossero dotate di prese di corrente è un puro caso nel senso che gli abusivi sono trasversali, davanti le colonnine ci si trovano sia auto elettriche che termiche semplicemente perché l’inciviltà c’è dappertutto… la guerra per le ricariche qui c’entra 0, c’entra solo di civiltà delle persone… lo stesso identico articolo si potrebbe scriverlo riguardo chi parcheggia abusivamente nei posti riservati ai disabili e non sarebbe cambiato di 1 virgola tanto I soggetti incivili sono in entrambi i casi li stessi

    • Penso che sia più la continuazione della guerra tra cafoni e gente educata, un po’ come quella che c’è tutti i giorni sulle strade tra delinquenti arroganti e persone rispettose delle regole.

  24. Il solito problema…e scusate se banalizzo… l’incivilta’ e quindi la furbizia di qualcuno e la codardia di chi vede ma non denuncia….aspettiamo sempre che le cose le facciano gli altri ma dobbiamo ricordarci che non siamo in Germania…

    • Non parlerei di codardia, altrimenti confondiamo le vittime con i colpevoli. Forse chi non denuncia è solo scoraggiato, avendo già verificato che nella stragrande maggioranza dei casi la denuncia cade nel vuoto.

      • Sig. Massimo io non la penso come lei… Non dico che non capiti che si denuncia e che cada nel vuoto ma 9 volte su 10 che la gente vede e non denuncia non è per quello… quella è la scusa che ci diamo tutti per sentirci apposto con la coscienza a fregarcene e far finta di non aver visto… ma nella realtà se c’è da perdere anche 1 solo secondo per far rispettare le leggi nessuno tendenzialmente è disposto a perderlo… In Italia siamo campioni del mondo nel pensare cge le cose vadano fatte ma cge spetti solo agli altri farle… Ad es.: Le tasse vanno pagate ma lo facciano gli altri… i liberi professionisti devono fare sempre la fattura tranne quando lavorano per me, in quel caso devono lavorare in nero almeno risparmio… è potrei andare avanti all’infinjto…

  25. A questo punto e parlo non solo dei parchi, ma limite di velocità, visto che qui da noi i camion viaggiano a 100/110 con limite 70.
    Detto questo una telefonata alle FDO e che sia finita, se l’italiano fa il furbo deve pagare a prescindere, cerchiamo di ristabilire l’ordine.
    Non capisco perché approfittare sempre e comunque ad oltranza, sarò sbagliato io non lo so.

  26. Effettivi Riflessi ahimè negativi non previsti di un prodotto e servizio (quello del full elettrico) ancora non “maturo” per l’esiguo Platea di elettrico attuale?!
    Cosa ne penso?
    La cafonaggine e l’incivilta’ ahimè esisteranno sempre in ogni ambito e settore.
    Dalla fila alla Posta sino alla cicca di sigaretta lanciata dal finestrino …sino al rilascio del combustibile per mare (giusto per rimanere un po’ sul tema…).
    Il problema stiamo sempre lì.
    Occorreva prima mettere le Basi (colonnine a dismisura…a iosa sul territorio così da fronteggiare anche l’incivilta di turno)
    Ecco ….un altra situazione nuova e diversa dal termico.
    Oltre al thermal runway ed alla mancanza se non assenza di società capaci ad oggi di smaltire e/o riciclare (siamo ancora ad una fase embrionale) batterie in disuso e/o difettose vi è un altra situazione nuova.
    Fronteggiare l’ inciviltà di chi si avvale della postazione di ricarica per altre finalità.
    L’ importante però è pompare verso il full elettrico…
    Io parlarei ogni giorno continuamente di ciò che manca per lo switch verso l’elettrico (ossia colonnine).
    In genere si dice Rischio D’ Impresa.
    Io vedo solo il “rischio” del cittadino in questo momento che vuole affacciarsi verso questa tecnologia ancora in fase di transizione.

    • Quindi la colpa non e del violentatore ma della ragazza in minigonna, che “se l’è cercata”. Perchè si sa: l’uomo è cacciatore.

    • No, si tratta semplicemente di cafonaggine, maggioranze e minoranze
      Se la stessa cosa avvenisse alle pompe di benzina ci sarebbe una sommossa popolare, e politici a discorrere in TV sull’inasprimento delle sanzioni.

    • Ma come ragioni? Che c’entra che bisogna mettere più colonnine con il fatto che quelle presenti siano occupate indebitamente con auto non in ricarica… Che siano elettriche, plug-in o termiche nulla cambia se non stai ricaricando (e alla massima velocità possibile dall’accopliata colonnina-auto aggiungerei io.. è un abuso anche impostare la ricarica a 3kw se la tua auto può raggiungere i 11 kw nelle colonnine da 22kw solo per prolungare il tempo di ricarica) è un abuso che già è punito dalla legge… non è solo una questione di rispetto per il prossimo ma proprio di rispettare una legge già presente e per farlo serve che tutti abbiano la voglia di farla rispettare: il trasgressore in lrimis ovviamente ma anche chi li vede che oltre a fargli una fotografia devono chiamare i vigili per intervenire (non so se in questo caso il segnalatore l’ha fatto) ed ovviamente anche i vigili stessi che non devono fare sconti a nessuno, se chiamati devono intervenire con la rimozione forzata punto e basta…
      Chi usa uno stallo come parcheggio deve avere la certezza che al suo ritorno non ci troverà più la sua auto… basterebbero 10 giorni fatti per bene da parte di tutti per far passare la voglia ai cretini di turno che infatti non si sognerebbero mai di lasciare l’auto parcheggiata davanti una pompa di benzina semplicemente perché hanno la certezza di non passarla liscia altrimenti la parcheggerebbero amche lì…
      Quindi basta dare sempre la colpa al legislatore o alla diffusione di colonnine…. pensiamo a fare ognuno la nostra piccola parte, se vedete una colonnina impropriamente occupata chiamate i vigili e pretendete che venga liberata e vedrete che il problema in breve tempo non ci sarà più….

    • Mi sa che girando con una auto elettrica … potrà essere utile:
      1) Chiamare subito i vigili (luogo pubblico) o proprietari (luogo privato) per far rimuovere le auto abusivamente parcheggiate
      2) Tenere nel baule un cavo prolunga (per la ricarica di modo 3) per poter caricare anche un po’ distanti dalla colonnina
      ciao da Paolo

  27. Comunque quella nella foto è una I face…quindi full Electric. Vero è che in posti affollati cominciano a esserci i furbi della spina

  28. In Valle d’Aosta è vietato parcheggiare auto (divieto di sosta) in stalli per ricariche di auto elettriche se non in ricarica e solo per la durata della ricarica.
    Che poi in Italia non facciamo rispettare alcuna norma, e quindi incentiviamo indirettamente i furbetti, è un dato di fatto.

    • Buonasera a tutti

      Io sono ancora quello della plug in aziendale. Ho apprezzato sinceramente molte delle risposte al mio post. Vorrei tuttavia precisare alcune cose, dopodiché mi taccero’ perché non è mia intenzione convincere nessuno della correttezza delle mie affermazioni

      Innanzitutto non reputo fare i miei comodi lasciare l’auto in carica qualche ora oltre la fine della ricarica, perché è vero che io con una plug-in potrei anche farne a meno (aggiungo: l’azienda mi paga ricarica elettrica e carburante, l’auto gode di permessi di sosta gratuita sulle righe blu) ma se ragionassimo tutti così qualsiasi persona nelle mie condizioni dovrebbe viaggiare termico per evitare di disturbare. L’unico modo di incentivare l’uso della trazione elettrica è rendere comoda e gratificante la ricarica, non certo diventare vessatori e far rimpiangere alle persone di avere connesso in buona fede l’auto alla colonnina della rissa mediatica.

      Sulle riserve di litio. Oggi si consumano 250 mila tonnellate di litio all’anno. Nel 2024 saranno 6 milioni. Questo è il motivo per cui le scorte tenderanno ad esaurirsi presto a meno di accedere a nuovi giacimenti di più difficile accessibilità. La semplice conversione dei carrelli elevatori da batterie al piombo a batterie al litio sta accelerando drasticamente la curva di esaurimento. Mi spiace se questo non combaci con quanto oggi si legga in giro per il web, ma purtroppo ormai non esiste differenza fra le informazioni professionali e le chiacchiere da passaparola

      Fortunatamente anche l’elettrico a batteria è tecnologia di transizione rispetto all’elettrico a idrogeno

      Cordiali saluti

      • Caro Gianluigi, come fa a dire che il litio si esaurirà quando è riconosciuto da tutti i player di mercato che non è l’elemento critico? Forse sta confonfendo i problemi di supply chain con la disponibilità.

        L’elettrico a idrogeno non è praticabile per il trasporto leggero a causa di bassa efficienza e bassa densità di energia, su questo tutti gli esperti concordano.
        Siamo in attesa che Toyota getti la spugna, che non credo accadrà prima che abbiano risolto il problema del divario accumulato rispetto a produttori che hanno puntato prima di loro sulle auto a batteria.

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