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I falsi miti sulle EV sbugiardati (sorridendo) da Matteo

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i falsi miti sulle EVI falsi miti sulle EV sbugiardati dal nostro amico YouTuber Matteo Valenza. Sul web si legge di tutto, ad opera di hater più o meno interessati. Vediamili: testo + video

I falsi miti sulle EV / Davvero le auto elettriche inquinano più del diesel?

Una delle balle più gettonata tra gli elettroscettici è: “Le elettriche inquinano più del diesel”. Su strada un’auto elettrica non inquina affatto. Le uniche emissioni arrivano da gomme ed i freni. Le prime perché pian piano si disgregano sull’asfalto. Le seconde si consumano fino a trasformarsi in polveri che si disperdono nell’ambiente. Ma utilizzando la frenata rigenerativa un set di pastiglie dura minimo 60.000 km. Ad inquinare (e ad emettere Co2) non è l’auto elettrica, ma chi la produce, partendo dall’estrazione delle terre rare che vengono utilizzate per le batterie. Al momento il metodo più inquinante è la frantumazione delle rocce per ottenere il litio. Ma, considerando tutto il ciclo di vita, in genere un’elettrica “smette” di inquinare superati i 40.000 km.  Mentre un diesel continua per sempre. Nel caso dell’elettrico, l’inquinamento è ristretto ad una zona precisa (quella di produzione) e non a dove circoliamo. Le batterie?  Ormai sono riciclabili al 97%.

i falsi miti sulle evI falsi miti sulle EV  Dopo 8 anni bisogna cambiare la batteria?

La batteria non si cambia, si ripara, dice Matteo. Tutti pensano che dopo un massimo di 8 anni la batteria vada cambiata, non è così. La batteria dell’auto non è come la batteria del cellulare (formata da una sola cella). Quando si parla della batteria di un’auto elettrica ci si sta riferendo a un pacco batterie, formato da tante piccole celle montate in serie. Queste batterie sono soggette a sollecitazioni forti, sia di temperatura che di potenza, e quindi tendono a degradarsi. I pacchi-batteria oggi possono degradarsi  fino al 20% circa in dieci anni. E una volta esausti possono essere utilizzati per altre funzioni, oppure analizzati e rigenerati ad un costo accettabile. Una batteria è in grado di portarci a spasso per circa 600.000 km, come dimostrano diverse Tesla tuttora a spasso con questa “anzianità”.

i falsi miti sulle EVRicaricare un’auto elettrica inquina e l’energia non basta per tutti: davvero?

Diversamente da come molti credono, l’energia con cui viene ricaricata un’auto elettrica non viene prodotta dal carbone. Molti gestori forniscono energia 100% green. Inoltre, è impossibile che l’energia non basti. Questo significherebbe riuscire a sostituire in tempi brevissimi tutte le auto termiche con auto elettriche. E anche in questo caso…In questo momento la produzione di energia è già sopra la richiesta attuale. Nessun rischio blackout in vista per il momento! Ci potranno essere problemi di picchi di consumo, ma anche su questo ci si sta attrezzando e le auto, semmai, possono servire a stabilizzare la rete. Fungendo da accumulatori mobili.

Ci vogliono ore per ricaricare e l’autonomia non basta mai: sicuri?

Percorrere tratti di strada lunghi senza mai fermarsi non è possibile per le auto elettriche? Forse, ma forse neppure con auto a benzina o a gasolio è prudente fare lunghissimi turni al volante senza mai staccare.  Come per i camion, dovrebbe essere vietato anche alle auto di stare in strada tante ore di fila. E se un’auto termica impiega 15 ore (senza mai fermarsi) ad andare da Aosta a Taormina, un’elettrica come quella di Matteo impiega circa 18 ore (3 ore di sosta incluse). La differenza non è poi tanta! In molti preferiscono le auto termiche poiché, anche in caso di emergenza, è più facile e veloce fare rifornimento. Alla domanda “Come fai ad andare in ospedale con il 5% di batteria?“, Matteo ironicamente consiglia di… chiamare l’ambulanza. Se si ha un’urgenza e l’auto elettrica è al 5% la tua autonomia non è finita: sei ancora in grado di percorrere circa 20 km. Quando non si conosce veramente qualcosa è facile farsi influenzare. Per questo è importante informarsi.

i falsi miti— Leggi anche: gli otto falsi miti usati per sparlare delle auto elettriche

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129 COMMENTI

  1. Una EV non i quinta più dopo 40.000 km!! Si tanto dopo aver fatto quei 40.000 km gli immensi terreni in Cina di fanghi acidi dove è tutto MORTO e non vive neppure più un insetto tornano ad essere verdi rigogliosi e ricchi di acqua potabile…ma non fatemi ridere! Fino a quando le batterie saranno costruite con queste tecnologie per tutto il pianeta dalla Cina le auto elettriche inquineranno e tanto.

    • Alessandro
      Conosce il significato delle virgolette? “smette” e smette hanno un significato diverso.
      Non aggiungo altro per non sprecare il mio tempo, con certe persone dopo 40 parole si “smette” di avere la loro attenzione.

    • Dia un’occhiata ai campi petroliferi da sabbie bituminose o da fracking in civilissimi paesi come il Canada e gli Stati Uniti. E controlli come procede lo scioglimento dei ghiacci in Antartide, in Groenlandia o se le è più comodo sul nostro arco alpino.

    • Se va in Svizzera qualche tempo fa è morto un altro ghiaccio ma nessuno ne ha parlato, stanno normalizzando le catastrofi 😱

  2. I falsi miti sulle auto elettriche sono stati ben argomentati ma non del tutto a mio parere,
    1) la riparabilità delle batterie al momento non è per nulla scontata per nessuna marca, Tesla inclusa. Per non parlare delle tempistiche di fermo-macchina. La sostituzione poi, è economicamente un suicidio eppure al momento sembra la sola strada percorribile in caso di guasto fuori garanzia. A proposito di garanzia non so quanto sia scontato che ogni guasto negli 8 anni sia coperto da garanzia, tipicamente le case automobilistiche tendono a scaricare i costi sui clienti addebitando comportamenti non conformi alla garanzia inventati o presunti.
    2) la durata delle batterie è al momento è statisticamente incalcolabile, se non per grossolana approssimazione, sia per mancanza di dati che per le numerose incognite su uso e condizioni. Se tesla ha giustamente calcolato che la maggioranza delle sue vetture ha subito un degrado del 20% ogni 700-800.000 km è confortante, ma non molti saranno in grado di comprare o mantenere un’auto che di listino ha un prezzo medio di 55.000€. Sulla base di numerosi studi sulle single celle nei cicli di scarica-carica in laboratorio a temperatura e condizioni controllate la durata si aggira tra un minimo di 800 ad un massimo di 1.400cicli prima di registrare un degrado del 20%. In condizioni reali chissà. Io spero che ne duri 1.500 trattandola con la massima cura: Niente accelerate violente, pochissime cariche AC e range 30-70%. E che percorra almeno 250.000Km con un degrado massimo del 20%.

    • Le macchine termiche sono responsabili dell’inquinamento urbano. O nella sua città volano molti aerei sulla via principale?

      Sa chi afferma sempre che la colpa dell’inquinamento è solo delle auto termiche? Di quelli che non vogliono l’elettrico, accusandone i possessori di sostenere questa teoria, quando qui, su questo sito, nessuno si è mai sognato di scriverlo: le termiche sono responsabili DI UNA PARTE di inquinamento.
      Gli aerei vuoti, di un altro tipo di inquinamento, certamente non urbano e solo uno sciocco potrebbe pensare di ribaltare questa notizia a supporto della propria tesi.

      • Non lo ha mai detto nessuno che è solo dalle auto, ma considerando che gli altri stanno già facendo, non vedo perché le auto devono sempre essere escluse. Ora tocca anche a loro se no oltre ad essere non corretto eticamente, non si risolverà il problema.

        • Non nega nessuno il problema. Solo che ciascuno non vuole che venga affrontato da loro. Ma se si discutesse di mettere una tassa per ogni metro cubo di gas consumato, si sposterebbero sul forum condominioweb dicendo che l’inquinamento non arriva solo dal riscaldamento

  3. L’anello debole della mobilità elettrica è l’energia. La scelta ideale potrebbe essere auto con piccole batterie e un pantografo tipo filobus per captare energia. Questa è la rivoluzione. Un veicolo costerebbe la metà di uno termico. Insomma una diffusione di massa.

    • Che è quello che sostiene Vaielettrico: https://www.vaielettrico.it/auto-elettriche-meno-costose-subito/ ma senza ricorrere ad un impossibile pantografo (che arriverebbe fino al suo garage? elettrifichiamo con dei cavi ogni strada? Quanto costa la loro manutenzione? Come si addebita il coso dell’energia ad ogni singolo veicolo) ma semplicemente aumentando i punti di ricarica pubblici e usando le macchine per quello che sono progettate (certo, c’è anche chi ha fatto Napoli – Capo Nord in Vespa, ma non è consigliabile).

      • Infatti non deve arrivare fino al mio garage, altrimenti a cosa serve la piccola batteria ? Sulle principali strade si deve installare un sistema adatto per il pantografo. Nelle strade secondarie entra in funziona la piccola batteria (50/60 km).

        • Quest’idea è degna di una storia del Topolino… me ne ricordo una in cui Zio Paperone e Rockerduck rivaleggiavano per accaparrarsi il mercato delle auto a vela!

          • In Germania è partito un progetto test per fare viaggiare i camion in autostrada come i filobus.
            Direi che sarebbe ottimo anche per le auto, i tratti autostradali non inciderebbe sulle autonomia e al uscita le batterie sarebbero cariche al 100% per fare tranquillamente il resto della tratta

          • Non ne ero al corrente, ma in autostrada e per i camion la cosa avrebbe un senso. Certo, nei limiti della provvisorietà, perché di certo non può essere considerato il futuro. Inoltre, forse sarebbe anche una sorta di controllo del limite di velocità, perché credo che un sistema attacca-stacca non possa andare oltre una certa velocità…

  4. La mia è stata una esperienza reale e non fantasiosa. Forse ho il piede pesante ? Per precisare l’auto era una Hyundai Ioniq 5. Sicuramente dopo questa esperienza traumatica e costosa aspetterò l’evoluzione dei veicoli EV prima del salto nel mondo EV. Con la spina in mano non è un offesa, ma ho utulizzato il EV per il svolgere il mio lavoro, ogni sosta sempre il rituale : è possibile caricare ? Ricordo che quando ho caricato a Valdichiana i quattro caricatori erano tutti occupati, ho dovuto attendere 40 min. Le lascio immaginare i lamenti dei familiari: “meglio i cavalli” , “bicicletta” e cose del genere. Fortunatamente prima di procedere all’acquisto ho noleggiato .

    • Lei è molto indisponente. Come pretende che possiamo dare seguito a quello che dice ? Forse reale ma con tratti fantasiosi.

    • I problemi qui sono due: uno la macchina che ha scelto per il test. È un suv e quindi per aerodinamica e peso, mooolto energivora. La peggior scelta per un’elettrica.
      Il secondo è lo stato dell’infrastruttura di ricarica. Bisogna quadruplicare il numero… E devono essere di tutti i tipi, lente per starci 4h e veloci per starci 30 minuti.

  5. Sfatare dei miti senza anteporre studi grafici dati etc è come parlare di niente.
    L unica verità è che dall’ auto elettrica non escono emissioni, le altre devono essere confutate, e guardando il video, si trattano tutte di esperienze e ragionamenti personali privi di valore scientifico.
    Mi dispiace ma se si vuole intrattenere il pubblico con video è un conto, se si vuole fare divulgazione scientifica è un altro….

    • A lei basta seminare dubbi, immagino.

      Se si vuole la divulgazione scientifica occorre consultare la letteratura scientifica. Sic et simpliciter.

    • Di dati sceintifici più che approfonditi ne abbiamo pubblicati a bizzeffe e se ne trovano a bizzeffe nel web. Perchè lei non li ha letti, mentre ha guardato il video di Matteo?

  6. Per qualche giorno ho provato un EV, un vero inferno. Con la spina in mano per elemosinare un po’ di corrente ogni sosta che facevo. La sera quando rientravo la mettevo in carica tipo telefonino, il contatore saltava sempre ho dovuto spegnere ogni cosa per far mangiare la EV. Nonstante tutto la mattina indicava non piu’ del 50%. Nell’unico viaggio in autostrada a 130 consuma un botto altro che risparmio. Ho pagato quasi 40 euro a ricarica per fare 200 km. In autostrada con 5 persone in macchina e clima acceso, insomma cose normali. Ho la ricevuta: 0,70 euro a kwh + 0,12 per ogni minuto. Tutti si lamentavano per le lunghe soste ogni 1 ora e mezza.

    • Oh mamma che jella. Che macchina era? Non discuto la sua esperienza, ma almeno per quanto rigiarda la ricarica sarei curioso di sapere qualche dettaglio. Potenza contatore immagino 3 kw, giusto? Quante ore sotto carica? Capacità batteria? Solo per sincera curiosità.

    • “Con la spina in mano per elemosinare un po’ di corrente ogni sosta che facevo” anzichè tenerla in mano, ha provato con una colonnina? Sa, è la stessa cosa di dire: ho provato una termica, un vero inferno, avevo quasi finito la benzina e me ne stavo lì con la tanica in mano, anzichè andare dal distributore.
      “La sera quando rientravo la mettevo in carica tipo telefonino, il contatore saltava sempre ho dovuto spegnere ogni cosa per far mangiare la EV.” …magari se avesse impostato 10A non sarebbe saltato… lei sa cosa sono gli ampere, vero? Quando con la sua termica va dal distributore, mette benzina o gasolio? Questo almeno spero che lo sappia…
      “Ho pagato quasi 40 euro a ricarica per fare 200 km”: uhm… facciamo due conti.. Anche a 0,8€ al kWh, mi dica, ha usato 50kWh per fare 200 km? Che CAMION ha usato…? Per consumare 400Wh/km bisogna fare circa i 200 km/h di media con una Taycan…

      Concludendo: ma ci faccia il piacere… come troll, è pessimo, come Alfonso Sapienza, mi vergognerei a fare sapere al mondo intero che sono capace di scrivere su di un sito che si occupa di elettrico ma sono incapace di documentarmi il minimo sindacale per non fare la figura del totale sprovveduto analfabeta funzionale.

      Mi stia bene e soprattutto mi stia termico.

    • Questo non è lo spirito giusto, lo si capisce dalla figura retorica utilizzata (l’elemosina), il contatore che salta (ma come faranno quelli che con la Model 3 da più di 200 cavalli a caricarla con il contratto da 3 kW?) e la tariffa Ionity più svantaggiosa possibile (no, non è cherry picking!).
      Ma la riflessione più importante che manca in tutto ciò è cosa si pensa di fare con la prossima crisi energetica in arrivo. Evidentemente sono passati troppi anni dagli anni ’70 in cui i prezzi del petrolio sono saliti repentinamente bloccando l’Occidente di fronte alla propria insensatezza. Quali furono le soluzioni adottate? Divieto di uso delle auto di domenica, limitazione dell’uso dell’illuminazione, e altri provvedimenti di breve termine poco simpatici. E quali i provvedimenti a lungo termine? Ricerca di nuove fonti di approvvigionamento. Guarda caso quello che sta per avvenire di nuovo e che porterà giocoforza a muoversi sempre più verso le rinnovabili nel bene o nel male.
      Tutta questa filippica per dire: si tenga stretta la sua auto insostenibile e le sue altrettanto insostenibili abitudini finché la sorte sarà benevola. La sua a mio avviso è la scommessa più pericolosa che si possa fare di questi tempi.

    • Signor Alfonso buongiorno mi spiace per la sua disavventura ma non crede di aver approcciato il noleggio di una bev in maniera non appropriata?
      Per carità nessuna critica e nessun sarcasmo.
      Queste sono cose che capitano ai vivi si dice dalle mie parti,capita di non riuscire a valutare bene una situazione o un contesto l’importante è prenderla con filosofia e fare tesoro dell’esperienza.
      Se fosse possibile e non si offende vorrei chiederle alcune cose e cioè:

      – Dove vive?
      quanti anni ha?
      -per quale motivo ha noleggiato una bev e perché proprio quel modello?
      perché ha scelto una bev proprio per quel viaggio e dove andava?
      – è al corrente che una bev NON è uno smartphone e quindi necessita di un impianto elettrico casalingo perlomeno a norma e che sopporti determinate tensioni di ricarica?
      -ha fatto delle ricerche specifiche sul mondo bev e quindi è al corrente che esistono delle app che segnalano i punti ricarica e relativi prezzi nonché abbonamenti per pagare meno la corrente?
      Sembra che lei abbia trattato una bev come una termica….magari fosse ci arriveremo ma non è cosi
      Esiste sul sito uno spazio dedicato ai racconti di viaggio anche disastrosi come il suo sarebbe molto interessante un suo racconto il più possibile dettagliato…..
      Redazione ma ho fatto il vostro lavoro???…
      Sorry mi perdonate?????

      • Nessuna gelosia, faccia pure il suo lavoro. Ma credo che il signor Alfonso non ci risponderà. Le spara così grosse che per metà sembrano inventate.

    • Hahahahahaha, che simpatico che è, sig. Sapienza.
      Il carichino delle EV, assorbe al massimo 2,3kW di potenza, per molte 1,8 quindi non fa saltare nessun contatore.
      Piuttosto saltano le protezioni di un impianto non a norma.
      Mi dica dove ha trovato la tariffa di 0,70€ a kWh e 0,12€ al minuto, io non le conosco. Sicuramente una colonnina DC, che eroga almeno 150kW di potenza.
      E l’auto più scrausa accetta ormai 50kW, quindi in 1h massima ha ricaricato.
      Dai, un commento ridicolo sotto ogni aspetto.
      Provi a trollare da un’altra parte, che ormai qua ti conosciamo.

      • IONITY. Via Enzo Ferrari 5 ‌Foiano della Chiana AR ci sono quattro caricatori sono dati reali documentati ho la ricevuta.

        • Dimostra ancora la sua malafede o completa ignoranza… a fogliano della xhiana, allo stesso indirizzo xi sono anche 2 enelx da 60 kw in dc, basta andare all’altro lato del parcheggio del centro commerciale, che costano anche la metà rispetto alle Ionity!!!! Si informi meglio prima di fare un test… non basta noleggiare un auto elettrica per dire di aver provato la mobilità elettrica… quello è solo il primo passo… se uno poi la noleggia solo per trovare difetti non potrà far altro che trovarglieli…

          • Ignoranza non malafede. Devo essere sincero la cosa che mi è piaciuto molto è silenziosità e la coppia.

          • Moreno mi ricorda il gasolio da me in sti giorni…in un distributore sui 1,55, un altro 2€ al litro.

        • Ioniq 5 può montare batteria da 58kWh oppure da 72kWh.
          Usa tecnologia a 800V, quindi in grado di sfruttare appieno la potenza di Ionity, che sono in grado di erogare fino a 350kW di potenza, che la Ioniq è in grado di ricevere.
          Le mi dice che ha impiegato 1,5h per ricaricare? alla potenza di quanto? 35-40kW?
          Guardi, con una semplice id3 da 58kWh, ad una colonnina BeCharge da 75kW per andare dal 20 all’80% ho impiegato 25min.
          Faccia lei come devo interpretare i suoi tempi…

          • Ho detto una sosta ogni ora e mezza di guida a circa 130 kmh. La ricarica durava circa 30 minuti. Mi è stato consigliato questo distributore per la loro velocità. Non sono conoscitore dell’elettrico o speculatore. La mia è una normalissima casa multifamily da 90 mq con garage e contratto da 3 kW. In casa stava acceso frigo, TV e PC tutto il resto era spento. L’impianto è perfettamente a norma e anche certificato.

          • In 1 ora e 30 ai 130 si percorrono esattamente 195 km.
            La Ioniq 5 ai 130 km/h all’ora consuma 240 Wh/km nelle peggiori condizioni (pompa di calore a manetta). Quindi avrebbe dovuto consumare 47 kWh. Suppongo lei avesse la batteria da 58 kWh e non quella da 72 kWh.
            Se avesse letto questo: https://www.vaielettrico.it/col-freddo-ricarica-lenta-il-caso-della-ioniq-5-di-alberto/ saprebbe che non avendo il preriscaldamento della batteria la Ioniq 5 in inverno carica lentamente, molto lentamente, ben lontano dai 220 kWh che può fare in estate: https://www.vaielettrico.it/in-ioniq-5-dalla-liguria-a-capo-finisterre-4-400-km-di-puro-piacere/
            Bastava leggersi una prova, per farsi un’idea: https://www.vaielettrico.it/hyundai-ioniq-5-etrina-di-tecnologie-o-un-reale-passo-avanti/
            Se a casa le saltava il termico per eccessivo assorbimento, ha semplicemente impostata male la potenza di carica, la colpa non è della macchina. Ha mai provato a fare una lavastoviglie mentre stira con l’aria condizionata accesa?
            Quando ha fatto il suo primo pieno all’auto termica, appena presa la patente, come faceva a sapere se mettere benzina o gasolio? E allora perchè non sa come si fa a impostare la corrente di carica? Quale è la differenza?
            Ammesso che lei non sia un troll, perchè il suo racconto è surreale e viene qualche dubbio, ha avuto l’ottima idea di noleggiare un elettrico per capire, ma non si è informato un minimo?
            Lei prenderebbe a noleggio una barca a vela, senza il motore, senza avere la minima idea di come si governi una vela? Dubito fortissimamente! Quindi, perchè non perdere 15 minuti per capire il minimo sindacale di una elettrica senza poi stupirsi dell’ovvio, così ovvio da fare dubitare che lei sia un troll?
            E mi scuso per un eccessivo sarcasmo che ho usato nei commenti precedenti, è talmente incredibile il suo racconto che ho pensato immediatamente ad un troll provocatore.

          • GuidoB. Per guidare una barca a vela ci vuole la patente nautica. Io ho solo noleggiato un auto EV basta. Anche lei molto esperto, vede che i dati che le ho fornito non sono difformi. Sei poi dire la verità vuol dire essere un troll allora si sono un super troll. Sono 30 anni che prima di acquistare un veicolo nuovo lo noleggio anche piu’ volte. Il veicolo elettrico per il momento non mi ha convinto.

      • Athos quella è la tariffa ionity su nextcharge…unica cosa su cui si è forse documentato prima di scrivere la sua “esperienza”.

        • Non esiste solo Nextcharge.
          La tariffa standard di Ionity è di 0,79€/kWh, è già alta, perché pagare di più?
          Poi, una volta che ti sei collegato e noti che l’auto carica piano, perché spendere tanto per NON usufruire del servizio rapidissimo? Bastava spostarsi di poche decine di metri ed utilizzare le EnelX, avrebbe impiegato lo stesso tempo con una spesa inferiore.
          Se non ti informi prima, inutile piangere dopo.
          Storia simile a quelli che parcheggiano in centro Milano alla colonnina A2A e dopo una giornata gli arriva una sberla di 80€ per occupazione colonnina e piangono un “non lo sapevo, non è giusto”.
          Ormai, internet esiste, fare una ricerca non porta via molto tempo e non è difficile.
          Basta volerlo fare.

    • premetto che non ho nulla contro l’auto elettrica ma il problema della ricarica é un grosso problema come si puó leggere su QR di questo mese. Inutile cercare di nasconderlo. Sia per chi é privo di garage sia per le poche colonnine a disposizione molte delle quali con potenze basse. Per risolverlo ci vogliono un sacco di soldi e tempo.

  7. Esistono a livello commerciale delle proposte di “carte carburante” per gestire le flotte aziendali di auto elettriche? Grazie!

    • Si esistono dei pacchetti con varie taglie di consumo che ti fanno risparmiare moltissimo il prezzo al kWh arriva vicino a quello di casa.

  8. Buongiorno a tutti concordo vivi e lascia vivere.
    Signori ma quanti anni abbiamo?
    Ma riusciamo, data l’età, a comprendere la differenza tra il parlato “gradasso”al bar magari con gli amici d’infanzia che si fanno quattro risate e lo scritto in un sito come questo? Che per giunta non è appunto neanche protetto?
    A me hanno insegnato a tenere un comportamento educato a prescindere perché non sai mai chi hai davanti, chi è il tuo interlocutore,che può essere il delinquente del quartiere come un commissario di polizia che poi magari ti manda a chiamare in commissariato per farsi spiegare meglio la storia ed allora di che stiamo parlando dai.
    In questo sito libertà di opinione assoluta anche le teorie più strampalate sono le benvenute mal che vada ci facciamo quattro risate ma non si può prescindere dall’educazione .
    Siamo in casa d’altri e dobbiamo solo ringraziare la redazione e chi ne’ sa più di noi per la pazienza ed il tempo che ci dedicano anziché fare dell’altro .
    Detto questo l’articolo in questione dovrebbe essere stampato e messo a mo’ di copertina su questo sito.
    Ancora siamo fermi al carbone al 40% prodotto da energie rinnovabili al piedino di piombo alle pastiglie che durano che io ne so più di te perché ho il naso più lungo gne gne dai.

  9. Quando faranno pagare l’inquinamento si ogni litro o metto cubo o kg che si brucia saremmo costretti voglia o non voglia ad adattarsi al nuovo mondo.
    E sapete che ci vuole meno di nulla, basta un PNRR e tutto cambia, vedasi in questi quasi due anni.

    • Quando faranno pagare …beh….mi pare che la tassa sulla CO2 sia in previsione europea…io sto puntando sulla PDC per il riscaldamento condominiale proprio per questo (ma mi accontento di ibrida, vincer solo contro tutti non è possibile).

      Ritrovarsi col riscaldamento a gas potrebbe diventare davvero doloroso negli anni a venire (e io potrei usare i condizionatori…ma pagherei cmq un 40% di fissi!)

      • Si ma nessuno se ne sta rendendo conto, anche io ho portato tutto il possibile al elettrico e con fornitore green, ora finalmente doversi partei con efficentamento energetico di casa, ma quanti fanno finta di nulla, poi arriva la stangata e chiedo al governo di mettere mano a portafoglio di tutti per non pagare, quando ci sono già gli strumenti per fare e abassate inquinamento vedi i vari ecobonus, ma vediamo solo lamentele e scuse pur di non fare neanche quello, e c’è da dire che tra qualche anno è già in previsione che case non sostenibili non si potranno più affittare vedrà che casino ci sarà 🤦🤦🤦

        • Sono preoccupato di ste cose onestamente. Riceverò eredità nel futuro che sono invendibili. Una perche non vogliono fare nulla (è già classe energetica alta mi hanno risposto) altre due perché nei condomini hanno deciso di non fare nulla, seppur i miei hanno votato a favore….

          E adesso il pun dovrebbe alzarsi terribilmente a gennaio. Spero per te che abbia il prezzo fisso ….io ho il variabile…cambiato oggi con fisso ma per un paio di mesi resterà in base al pun…saran dolori anche per il gas.

          Cmq passato a gestore energia green ma non credo serva a nulla di diverso che il ridurre la % di rinnovabili di coloro che non scelgono questa opzione.

  10. Gentile sig. Matteo, mi sembra quanto mai azzardato affermare che attualmente la produzione di energia è superiore alla richiesta. Notizie di stampa riferiscono che sono state riattivate le centrali a carbone di La Spezia e Monfalcone per far fronte, appunto alla domanda di energia elettrica. Dove sta la verità?
    Cira le pastiglie dei freni, in famiglia abbiamo una Fiat grande punto che ad 80.000 km monta ancora le pastiglie di primo equipaggiamento, e non avrei difficoltà a fargliela visionare, onde evitare dubbi di sorta. Peraltro, sempre in famiglia ho una Volvo 940 le cui pastiglie sono state sostituite per la prima volta a 160.000 km ed in passato, dal 2007 al 2016, ho avuto una Ford Fiesta che ho venduto a 156.000 km ancora con le pastiglie di primo equipaggiamento. Mi viene spontaneo chiederLe: con che piede guidava le auto a motore termico?

    • Gentile signor RGG buongiorno a me risulta che le centrali a carbone sono state riattivate per alcuni giorni per fare fronte alla carenza di metano che i signori Russi hanno creato per i loro scopi politici,
      Attualmente la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è all’incirca del 40%.
      In un un’articolo di ieri il presidente di ENEL dichiarava che entro 10 anni quella quota dovrebbe salire circa all’80% garantendoci la pressoché totale autonomia dalle forniture dall’estero questo unitamente allo sviluppo della produzione da privati per autoconsumo tramite FV,che abbasserà ancora la richiesta alle reti primarie, quindi abbassando il costo concorda?
      Saluti.

      • Sbaglia anche lei perché non c’era una crisi di fornitura di metano ma il costo era schizzato così in alto che era più conveniente pagare le multe sulla CO2 che fare corrente col gas.
        40% di rinnovabili in 10 anni? Più probabile vincere al lotto…

        • Come mai, secondo lei, il prezzo del gas è schizzato così in alto? Il dato sulle rinnovabili non è esatto. Il Pniec prevede di passare dall’attuale 43% al 72% nel 2030. E’ il 29%. Basterebbe installare per i prossimi otto anni la stessa quantità aggiuntiva installata negli anni d’oro 2009-2014.

          • Mi sembra che i conti non tornino tanto. Nel 2009 non siamo partiti da zero, dato che disponevamo già di una discreta quota di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico e geotermico) e quindi quanto dovremmo aggiungere da qui al 2030 è ben di più di quanto abbiamo installato nel periodo da lei indicato. Inoltre, anche investendo massicciamente nel solare e nel FTV, come da lei ipotizzato, avremo sempre bisogno, come minimo di una quota proveniente dal gas o da altre fonti non rinnovabili, pena l’instabilità del sistema-rete, come segnalato oggi dal più importante quotidiano economico nazionale Ricordo infine, per inciso, circa il 10% dell’energia elettrica consumata in Italia proviene dal termonucleare francese: possiamo pensare di dover sostituire anche quello, prima o poi?
            Alla luce di tutto questo, temo che per lungo tempo non avremo affatto abbondanza di energia elettrica, anzi…..

          • Attualmente disponiamo di una capacità installata di 55,5 GW, al 2030 deve salire a 70-75 GW. E’ quindi necessario aggiungere ogni anno circa 3 GW di potenza installata, quota raggiunta nel periodo da me citato https://temi.camera.it/leg18/post/la-proposta-italiana-di-piano-nazionale-per-l-energia-e-il-clima.html. La neutralità del carbonio è il nostro obiettivo al 2050. Solo entro quella data il 100% dell’energià dovrà essere di fonte rinnovabile.

          • Massimo ma crede che sia possibile? Nel Red II io vedo solo cose fortemente penalizzanti per il fotovoltaico…superato il boom di impianti regalati (e sovradimensionati presumo) col 110, sbaglio ad aspettarmi un crollo dell’iniziativa privata con la morte dello scambio sul posto?

            Le comunità solari mi paiono solamente qualcosa che serve ad allontanare le persone dall’idea di farsi un impianto (se una cosa è troppo complicata rinunci)

      • Massimo Degli Esposti, come al solito le spara cifre e numeri senza specificare la fonte o l’ente cerficato.
        Fonte TERNA
        Il settore energetico ha obiettivi sfidanti: nel 2030 le fonti energetiche rinnovabili (FER) dovranno coprire il 55% dei consumi lordi di energia elettrica (rispetto al 35% del 2019), portando la generazione rinnovabile a 186,8 TWh al 2030 (rispetto ai 117,7 TWh registrati nel 2019). A tale scopo, entro il 2030 sarà necessaria l’installazione di circa 40 GW di nuova capacità rinnovabile costituita quasi esclusivamente da fonti non programmabili, come eolico e fotovoltaico.
        Questo implica per l’Italia un potenziale target di penetrazione rinnovabile intorno al 65%, che richiederebbe l’installazione di
        almeno ulteriori 30 GW di fotovoltaico ed eolico rispetto ai target già identificati dal PNIEC.
        La potenza fotovoltaica ed eolica installata in Italia al 31.12.2020 è pari a circa 32,5 GW, così suddivisa: 21,6 GW di
        fotovoltaico e 10,9 GW di eolico. Nel PNIEC al 2030 sono stati invece rappresentati come differenza rispetto all’installato al 31 ottobre 2020, in quanto ultimo dato disponibile al momento della predisposizione delle simulazioni. Questi ultimi valori
        sono pari a circa 32,3 GW, di cui 21,5 GW di fotovoltaico e 10,8 GW di eolico. Le potenze incrementali necessarie
        per raggiungere gli obiettivi PNIEC al 2030, rispetto all’installato al 31.10.2020, sono invece pari a circa +30,5 GW di fotovoltaico e +8,5 GW di eolico.

        • Non sparo cifre a casaccio e la fonte l’ho citata: è un documento ufficiale della Camera dei Deputati. Riporto il passaggio con i numeri “Per raggiungere invece i possibili obiettivi intermedi al 2030, ovvero una quota di energie rinnovabili pari al 72% della generazione elettrica, si stima che il fabbisogno di nuova capacità da installare arriverebbe a circa 70-75 GW di energie rinnovabili (mentre a fine 2019 la potenza efficiente lorda da fonte rinnovabile installata nel Paese risultava complessivamente pari a 55,5 GW).” Riguardo alla sua di fonti, la prego di darci il link del rapporto Terna. Comunque le segnalo che abbiamo intervistato il responsabile delle strategie dei Terna e qui trova il testo: Terna guarda al 2050: ecco i conti dell’Italia green (e in auto elettrica).

    • Dipende da dove abiti…. se abiti in collina o montagna più di 60.000 km non li fai. Con una EV fai i passi alpini senza nemmeno sfiorare i freni.

      • Dipende se sei uno che usa tanto o poco il freno motore, chiaro se usi cambio automatico è abbastanza impossibile farlo ma manuale ti allunga parecchio la durata delle pastiglie, io le cambio generalmente attorno agli 70/80k,a volte anche di più anche se non arrivo mai ai 150k km credo massimo poco oltre i 100.
        Ok che dice che durano “almeno” 60k quindi farne di più penso sia normale, alla fine la rigenerativa se usata bene fa quello che si fa col freno motore ma un po’ meglio lato frenata e in più recuperi, se usi il pedale del freno come quando guidi una termica con automatico senza usare la rigenerativa probabilmente si consumino quasi uguale, pesano anche molto di più le elettriche quindi immagino serva cmq più frenata per togliere l’inerzia

        • Nelle elettriche, almeno quelle degli ultimi anni, la prima parte della frenata è rignerativa anche quando freni col pedale. E non è un inchiodata, ma cmq frena tanto anche in una bella discesa, quindi cmq dovrebbero durare di più (a parità di guida)

    • Buongiorno Roberto, io con la mia Megane benzina, se non ricordo male, le ho cambiate a 35/40.000 km.
      Dipende essenzialmente dal tipo di tragitto percorso, oltre che dallo stile di guida, nel mio caso pricipalmente urbano/extraurbano. Immagino che lei faccia molta autostrada, probabilmente se lei guidasse una bev, farebbe prima a rottamare l’auto che cambiarne le pastiglie. Tra l’altro le polveri delle pastiglie sono tra le cose più inquinanti e cancerogene che vengono disperse ad ogni frenata.

      • Circa la cancerogenicità delle pastiglie, questo poteva valere quando contenevano amianto: ora questa affermazione non mi sembra supportata da dati scientificamente validati

        • Ogni frenata produce nanoparticelle matalliche che superano il filtro polmonare e penetrano nel sangue, depositandosi in vari organi. Sono estremamente cancerogene. L’amianto non c’entra nulla. Si documenti e troverà la prove scientifiche. Oppore guardi questo video https://youtu.be/zLncu9fuho8

          • Sono medico, sia pure in pensione, e penso di districarmi abbastanza bene sulla cancerogenicità delle varie sostanze. Il dimostrare che una molecola è cancerogena su una determinata specie animale o in determinate condizioni in laboratorio non consente di concludere per la cancerogenicità sull’uomo. Ad esempio, se Lei spennella con catrame tutti i giorni la cute, preventivamente rasata, di una cavia questa nel giro di qualche mese svilupperà una neoplasia sulla cute medesima, ma si tratta di una condizione sperimentale e non reale. Anche gli studi epidemiologici sono in genere di difficile interpretazione, se non vengono eliminati tutti i possibili fattori di confondimento. Se consulta l’elenco delle sostanze potenzialmente cancerogene stilato dall’OMS o da qualche organizzazione di buona reputazione prenderà sicuramente paura. Purtroppo su internet troverà un sacco di robaccia, e bisogna quindi avere la capacità di distinguere “il grano dal loglio”. Temo che Lei non abbia questa capacità e le conoscenze necessarie per districarsi in questa materia

          • Infatti ho allegato un video del professor Valerio Rossi Albertini. Detto questo, visto che lei ha la capacità di districarsi in questa materia e di distinguere il grano da loglio, non risponda con affermazioni generiche ma ci dimostri perchè le nano particelle metalliche non sono cancerogene. Ne saremo tutti sollevati.

          • Sign. Roberto Gallerani se lei realmente è un medico in pensione l’unica cosa xhe mi viene da pensare è “poveri i pazienti che ha curato”….
            Arrivare a negare xhe il particolato emesso dallo sfregamento delle pastiglie dei freni con i dischi sia dannoso per la salute dell’uomo è come asserire che ka terra é piatta e che a farlo sia un medico è ancora più grave!!!! Se per lei fa bene respirare microparticelle metalliche le suggerisco di andare a farsi 2 giorni di cure in una qualsiasi fonderia e starci senza mascherina protettiva vedrà che poi si sentirà maglio.

            È stupefacente quabto si possa arrivare a negare l’evidenza pur di difendere l’indifendibile per paura del nuovo!!!!

          • Negli autobus esistevano come after market e magari adesso sono un optional disponibile all’acquisto, i freni idraulici: pompa idraulica sulle ruote, circuito idraulico strozzato alla bisogna e olio raffreddato su radiatori.

          • Alle EV non servono freni elettrici sarebbe spreco energetico, di fatti usano la frenata rigenerativa anche se usi il pedale del freno, il problema del ultimo metro dato teorico non funziona come non funziona sui freni magnetico, perché per l’ultimo metro usano i freno tradizionali per poter fermare del tutto i mezzi.
            Al momento non ci sono soluzioni per l’ultimo metro

          • Fabio_M
            Tesla arresta completamente il veicolo solo con la rigenerativa. Poi, a veicolo fermo, innesta il freno meccanico di parcheggio.
            In modalità One pedal non usa mai il meccanico se non per il freno di stazionamento.
            In una settantina è raro che io prema una volta il pedale del freno, di solito per paura più che necessità

          • GuidoB 17 Gennaio 2022 at 23:33
            Lai mia voleva essere una risorsa generica bene per Tesla la 500 e usa ultimo metro sia on pedal che usando il pedale del freno, ovviamente se arrivi lungo e freni di più intervengono i meccanici, perché il motore e piccolo quindi la rigenerazione oltre un certo limite non c’è la fa.
            Tutto qui

          • @GuidoB: scusa se specifico, non è possibile fisicamente frenare il veicolo fino a zero rigenerando. La corrente, dovuta alla fem indotta, che si genera su un conduttore immerso in un campo magnetico è proporzionale alla sua velocità per cui a velocità nulla, fem nulla, corrente nulla, forza frenante nulla. Si può usare il motore come freno fino a velocità nulla? Sì, lo si usa nel suo IV quadrante ma non si rigenera, si consuma energia, non si consumano i freni ma si consuma batteria. Non credo che Tesla faccia così. Con la Yaris, che certo non fa così, mio figlio ha rilevato (con app Hybrid Assistant) fino al 94% (forse 96) di frenata rigenerativa, per cui solo nel 6% aveva usato i freni meccanici. Non credo valga la pena usare la batteria per risparmiare l’ultimo 6%. Sarebbe interessante se si potessero eliminare i freni meccanici. PS: nelle movimentazioni dei bancali delle frese-torni e generalmente nel posizionamento nelle macchine automatiche non ci sono freni meccanici ma vengono usati i motori per decelerare anche violentemente i movimenti. Nelle auto le decelerazioni devono essere maggiori delle accelerazioni e non si possono eliminare i freni meccanici. E questi non si possono lasciare sempre inattivi per non farli ossidare, bisogna farli lavorare ogni tanto per cui quel poco % di risparmio sarebbe oltremodo dannoso.

          • Fabio_M
            Certo, era solo una precisazione, ovvio che un motore potente frena in proporzione, Tesla riesce ad arrivare a circa 65kWh (tra l’altro, quasi indipendentemente dal modello, è una scelta per non affaticare la batteria, una Model S Plaid potrebbe accettare tranquillamente 500 kWh, più della Taycan che infatti ha una frenata rigenerativa potentissima), la Spring farà… meno.

            Daniele_CL
            Conosco bene i principi che stanno alla base, concordo assolutamente che a 3 km/h non si recupera nulla ma si consuma per via della curva dei rendimenti (una Model 3, ad esempio, a 10 km/h assorbe poco più di 2kW ma il consumo chilometrico è di 210 Wh/km, peggio che ai 130!!) e non è possibile nemmeno generalizzare tra un sincrono Airpin e un asincrono della prima generazione Tesla, però qui c’è un interessantissimo articolo che prende anche la Model 3 LR: https://www.greenstart.it/come-funziona-la-frenata-rigenerativa-viaggio-nella-fisica-22630
            Non dice che la frenata arriva fino a zero, io e un amico però nel 2019 facemmo un semplicissimo test: durante il cambio pneumatici abbiamo segnato con un gesso i 4 dischi e poi lui (io non avevo ancora Tesla) ha fatto 30 chilometri in città senza usare il freno (tanti semafori): traccia interrotta solo nei punti in cui le pinze in posizione di parcheggio (che è automatico ogni volta che la macchina è praticamente ferma) intervengono.
            Perchè Tesla abbia fatto questa scelta apparentemente controsenso, lo ignoro, probabilmente nei loro calcoli tengono conto che il freno meccanico comunque è basato su di una pompa che consuma ugualmente energia e forse loro riescono, via software, a seguire al limite teorico la curva di rigenerazione.
            Anche ora è facile avvertire il rumore di quando le pinze si chiudono a macchina sostanzialmente ferma (1 km/h o inferiore) e il blocco completo. Se premo il freno di parcheggio con macchina in movimento (sotto agli 1/2 km/h) il blocco è istantaneo (e si sente..), se lascio che la macchina si arresti completamente lo fa in modo estremamente dolce proseguendo per circa mezzo metro dopo il rilascio completo.

            Sì, la ruggine nei dischi è un problema noto e infatti viene consigliato ogni tanto di darci una “pulita” frenando con il freno.

          • siamo un po’ OT
            @GuidoB: ma la Tesla funziona come tutte le auto con cambio automatico e come la Yaris e come la ZOE? Quando rilasci il freno si muove?

          • Daniele CL
            Volendo, sì, è un’opzione, ma non ho mai conosciuto qualcuno che la tenesse impostata così. Quando molli il freno (che tu sia in salita o in discesa non importa) la macchina sta ferma, salvo che nelle impostazioni non la si sia voluta forzare a comportarsi come una automatica.
            Ho scritto “quando molli il freno”: in realtà io il freno lo uso solo per toglierla dal parking… poi non lo tocco più.
            Una volta era anche regolabile la rigenerativa in 3 modalità, ora hanno eliminato la più soft, non la usava nessuno.

      • Mie esperienze: io con le auto termiche ho sempre fatto circa 90-100.000km ma son un “piede fatato”. I miei familiari più o meno 50-70.000km. Nella Yaris ibrida, guidata principalmente dai miei familiari, a 115.000km ci hanno consigliato di sostituire le pastiglie dietro (ancora a 1/3) perché c’era l’offerta Toyota del 50%. Al momento siamo almeno al doppio della durata.

  11. Buonasera, ho letto l’articolo ed alcune affermazioni mi hanno alimentato dei dubbi. In particolare non comprendo l’affermazione che l’auto elettrica non inquina durante i tragitti in quanto viene alimentata con energie non prodotte da carbone bensì green. In Italia la percentuale di rinnovabili è di circa il 40/100 quindi, escludendo l’utilizzo diretto di impianto fotovoltaico che può alimentare esclusivamente l’auto e tenendo presente che sulla rete nazionale l’energia caricata dai singoli produttori non può essere separata, ogni km percorso con un’auto elettrica è garantito al 60/100 da energia non rinnovabile, quindi carbone, metano ecc.. Potreste chiarirmi questo dubbio? Grazie

    • Sembra che lei ne sappia molto più di me, quindi le volevo chiedere: se stipulo un contratto per la fornitura di sola energia rinnovabile, che in genere costa un po’ di più rispetto alla classica, le società fornitrici ci stanno facendo solo la cresta e non sono in grado di certificare quello che vendono? Grazie per la risposta.

      • Se guarda nella nota informativa del contratto, la cosiddetta opzione Green è un marchio registrato che può essere rilasciato a determinate condizioni, ovvero pagare una quota al kw alla azienda detentrice del marchio che a suo volta userà il guadagno per finanziare altre rinnovabili.
        Poi sicuramente molte delle rivebditrici hanno anche una parte di produzione da rinnovabili, però c’è da ricordare che rinnovabili non sono sinonimo di zero emissioni , nelle rinnovabili abbiamo anche i termovalorizzatori e biomasse varie che non sono certamente a emissioni zero. Speriamo l’Europa non voglia inserire anche il gas e l’atomo nelle “green”

        Da quel che so cmq la % di rinnovabili italiana è un po’ più alta della media europea, mi pare superi di poco il 50% e in gran parte da idroelettrico, soprattutto ricaricando l’auto di notte a casa, la corrente poi non ha una qualità, a meno di avere una produzione chiusa come il fotovoltaico sul tetto, quello che arriva alla spina non può essere garantito dalla fonte rinnovabile, semplicemente paghi una quota sensibilmente maggiore per finanziare ulteriori rinnovabili, tutta l’energia da fossili che ti arriva in pratica la compensano coi certificati verdi, che però è una cosa legale, non rimuove certamente quello che hai immesso

        • Se il contratto è da rinnovabili è da rinnovabili se è green è green, di fatti il mio contratto prevede green e al momento della stipula ho dovuto dichiarare quanto consumo in modo da poter soddisfare il mio contratto come tanti altri, se il produttore finisce l’energia la compra sempre green o da rinnovabili, come da contratto, poi è ovvio che gli elettroni son sempre quello che girano alla presa di casa ma io pago un contratto alla produzione quindi se tutti richiedessero contratti green o da rinnovabili ad un certo punto sono costretti a chiare che già ora non lo è.

          • Ottima risposta, peraltro già ampiamente data.
            Purtroppo in molti non vogliono capire, oppure si fa meno fatica a chiedere che ad informarsi.

    • Quello che le stipula il contratto di energia rinnovabile, non è certo di potergliela offrire sempre quando ne ha bisogno.
      Perciò funziona col meccanismo dei certificati verdi.
      Perciò se un giorno piove c’è poco vento e poco idroelettrico la macchina NON la ricarica con l’energia verde di certo…
      Il produttore poi alla fine dell anno fa’ un totale di energia prodotta e energia presa in prestito.
      Se l’ energia prodotta è inferiore a quella consumata, qualcuno altro la dovrà aver prodotta ( francesi nucleare?).
      Perciò io che le auto elettriche vengano vendute assieme a questi contratti verdi la vedo come una bella truffa…

      • La veda come le pare, ma non c’è nessuna truffa.
        Per come la vede lei sarebbe una truffa anche il fatto che, se acquista energia da un fornitore che ha le centrali in Trentino ma poi l’energia lei la preleva in Puglia, l’energia che lei consuma non è quella prodotta dal suo fornitore.
        La realtà è come sempre un po’ diversa e complessa dei ragionamenti semplicistici che lei vorrebbe fare passare, ovvero che alla fine della fiera lei paga il suo fornitore per immettere in rete energia 100% verde, e il fatto che quella energia l’abbia prelevata qualcun’altro più vicino di lei alla centrale del suo fornitore, non fa alcuna differenza per l’impatto positivo che questo ha sull’ambiente.

      • I certificati verdi sono una forma di incentivo allo sviluppo della produzione di energia verde, al risparmio energetico o alla riforestazione (che sequestra CO2). Finanziano comunque un aumento della quota di rinnovabili, altro che truffa.

  12. Ok, secondo me c’è un bug in questi ragionamenti…
    Utilitarie a 30.000 euro?
    Invece di combattere l’inquinamento ridurranno alla fame le famiglie che si indebiteranno per acquistare un utilitaria…
    Perché secondo me sarà difficilissimo che una famiglia di operai possa spendere 60/80k euro ogni 10 anni in 2 automobili (pure scrause, perché se vuoi una EV decente devi salire e parecchio di prezzo.
    Certo, adesso puoi scegliere ancora l’enotermico, ma dopo il 2035?

    • I casi sono tre: o da qui al 2035 risolvono il problema, o verso il 2030 a Bruxelles dicono: ok, ne riparliamo nel 2040, oppure se non risolvono e insistono nell’andare avanti nel 2036 a Bruxelles volano le molotov. Per capi molto sommi.

      • Buona sera Alessandro, non sono ne il titolare del sito ne il moderatore, ma se fossi nei sui panni smetterei di scrivere frasi come “nel 2036 a Bruxelles volano le molotov” oppure “qualcuno un giorno si troverà un proiettile in mezzo agli occhi” sa benissimo che questo non è un sito protetto, qualcuno potrebbe iniziare a pensar male.

    • Signor Davide buongiorno le pongo un quesito posso?
      Allora ma perché non riusciamo proprio a superare il concetto di proprietà privata dell’auto?
      Ma per quale motivo una famiglia di operai deve indebitarsi per acquistare un bene mobile che inizia a deprezzarsi appena viene immatricolato con poi le susseguenti spese di gestione (rca,bollo,tagliandi di manutenzione e rotture) sul groppone del proprietario?
      Esistono già oggi ottimi contratti di noleggio pluriennali quasi tutto compreso che con una modica cifra al mese, sicuramente inferiore alla rata del finanziamento, permettono di guidare una ottima vettura nuova senza pensieri per poi versarla e sostituirla con un’altra nuova.
      Dico questo per esperienza personale, essendo soddisfattissimo utilizzatore di una Dacia logan a Gpl.. provare per credere.
      Saluti

      • Purtroppo quando si parla di economia di una famiglia con un reddito complessivo inferiore a 25k all’anno, anche un noleggio a lungo termine, cioè un canone da pagare ‘una semper’ ha il risultato di limare ulteriormente il già scarso reddito mensile. Per noi, la scelta più sensata sarebbe acquistare per contanti (risparmiati in origine PRIMA dell’acquisto), un auto magari usata ma con un prezzo non superiore ai 7-10k.
        Secondo me se il mercato continuerà su questa via, molte famiglie nella mia situazione passeranno al mezzo pubblico, una volta sfoltito il parco usato endotermico esistente.

        • -Secondo me se il mercato continuerà su questa via, molte famiglie nella mia situazione passeranno al mezzo pubblico, una volta sfoltito il parco usato endotermico esistente-

          Se davvero fosse (e spero di no) lei accetterebbe senza minimamente discutere un tale arretramento della sua libertà di muoversi senza dipendere da nessuno e in ultima analisi una oggettiva diminuzione rispetto alla sua attuale qualità della sua vita? Senza polemica, giuro, domanda neutra, sincera curiosità.

          • Scusa ma che domanda è?
            Il mercato non c’entra, il petrolio a buon mercato sta per finire nei libri di storia e non sta scritto da nessuna parte che sia un diritto naturale, tanto più che sappiamo da sempre che le risorse non sono infinite. Aggiungi che ci sono sempre più persone nel mondo che aspirano a fare una vita migliore e il più possibile simile alla nostra e la crisi energetica è servita su un piatto d’argento.
            L’unica via d’uscita è andare verso fonti di energia sostenibili e quindi per elezione le fonti rinnovabili. Mettere la testa sotto la sabbia o crogiolarsi su aspetti economici destinati a collassare senza una transizione verso fonti sostenibili non ci porterà da nessuna parte.
            La soluzione sarà il mezzo pubblico dove possibile, ma anche le auto elettriche e l’energia rinnovabile in tutti i casi in cui avranno senso. Le auto termiche diventeranno insostenibili economicamente da un giorno all’altro, e nessuno oggi è in grado di prevedere quando questo accadrà.

          • Mi crede se le dico che sinceramente non capisco cosa c’entri il suo commento con la mia domanda? Seriamente ma io sto parlando dI mele e lei di pere. (A scanso di equivoci mi piacciono entrambe)

      • È quello che direbbe chi vende un noleggio a lungo termine..al di là del fatto che un noleggio a lungo termine non ha nulla a che vedere col car sharing (in vista della guida autonoma vera magari).
        Premetto che non guardo prezzi dei noleggi da prima del covid, magari qualcosa può essere cambiato ma.. Un’auto acquistata una volta pagata non la paghi più, è vero continui a pagare le gomme e l’assicurazione, ma non costano sicuramente quanto il canone di noleggio, che anche se in alcuni casi cala sensibilmente col calare del valore dell’auto non paghi di certo solo per assicurazione e gomme.
        Una volta finita di pagare l’auto è mia, un bene di cui posso disporre come voglio, compreso rivenderla e recuperare una piccola parte del valore quando andrò ad acquistarne una nuova (o una usata), col noleggio oltre a pagare fino all’ultimo mese di uso, una volta finito partirò con una nuova rata per un’altra auto a noleggio. Se l’auto ti serve per pochi mesi o un paio di anni per carità è la soluzione ideale, ma se l’auto a te serve per tutta la tua vita ha ben poco senso.
        Una domanda magari sai rispondere te, nel noleggio l’auto a chi è intestata formalmente? Perché se non sei contraente della polizza rca dopo 5 anni perdi la classe di rischio, come per chi usa auto aziendale in benefit, e passare dalla 1 alla 14 ti costa quanto il finanziamento annuale 😂
        Il car sharing nelle città incasinate si sarebbe cosa buona, se solo in Italia non trattassimo la cosa pubblica come una discarica a cui devono pensare altri ( basta vedere metropolitane e pullman rispetto a quelli esteri) ma soprattutto fuori città sarebbe difficile da gestire con un guadagno decente

        • Senza fare troppe parole come al mio solito…una società che noleggia una auto compresi i servizi non fa beneficienza. Di conseguenza, dovendo acquistare un auto, anticipare i soldi, riceverli man mano, mantenerla, rivenderla (con i rischi della svalutazione oltre le aspettative)…non può fare un prezzo più conveniente di un acquisto. Fallirebbe.

      • Gentile sig. Nigrelli, nessuno regala niente. Partendo da un’utilitaria termica di classe B, che trova, con gli sconti correnti (che nell’ultimo anno si sono purtroppo ridotti9 a 13.000max 15.000 euro, ,si trova, in caso di NLT, ad aver pagato dopo soli 3 anni almeno il 50% di detta cifra, senza poi avere in mano niente. Forse il mio caso non fa testo, ma in famiglia teniamo le stesse utilitarie il più possibile, ed una di queste, in caso di utilizzo per almeno 8-10 anni, ci viene a costare, anche considerando rc auto, bollo(manutenzione (ben poca, data l’affidabilità delle auto moderne, specie se si rivolge ad officine facenti parte di circuiti convenzionati e non alle rete ufficiale), ben meno del noleggio. Ciliegina sulla torta, resta anche un piccolo valore residuo: cinque anni fa, una di questa, con 156.000 km e 9 anni di vita sul groppone, mi è stata valutata 1.800 euro, oltre allo sconto sul nuovo

      • Mi perdoni, a me risulta che la Leaf costi 32k con la batteria da 40 kW. Gli incentivi sono finiti e comunque non sarebbero sostenibili in eterno. Per quanto riguarda il prezzo mi sembra che sia in salita, a causa della scarsità di chip che sarà destinata a peggiorare. Se e quando DI LISTINO le auto costeranno una cifra umana, ne potremo parlare.

        • Gli incentivi non sononsostenibili in eterno, cosa assolutamente vera ma voi xhe non volete le auto elettriche dovreste augurarvi che li mantengano ancora a lungo perchè di certo non si avrà una semplice scomparsa del pro acquisto elettrico ma verrà sostituito da un malissimo acquisto termico sotto forma di sovratassa per ogni g di emissioni al km dichiarati (infatti in quest’ultima legge di bilancio che non ha rinnovato gli incentivi, per il momento, hanno iniziato ad introdurla….)…
          Perciò se volete continuare ad avere le utilitarie termiche a 15K€ dovreste augurarvi che gli incentivi vengano mantenuti ancora a lungo perchè una differenziazione di trattamento è scontato che ci sarà oggi come in futuro semplicemente perchè c’è una differenza di emissioni… perciò la scelta è fra avere il prezzo delle elettriche ribassato o quello delle termiche rialzato (e basterà solo l’entrata in vigore del euro 7 per far aumentare il prezzo delle termiche che avranno bisogno di una marea di filtri e centraline ler stare dentro le emissioni massime… apparati che hanno un costo non indifferente sia in fase di primo acquisto che di manutenzione nel tempo…)…

          P.S. questa convinzione che la crisi dei chip sia un problema xhe fa schizzare in alto il costo delle elettriche è un’altro dei falsi miti da sfatare… una auto termica moderna ha al suo interno molti più chip ed elettronica di una qualsiasi elettrica semplicemente perchè ha una marea di apparati in più da controllare e gestire (a partire dalla combustione xon tutta la gestione dei fumi di scarico da trattare e monitorare)… quindi la crisi dei chip se influenzerà il costo e/o il ritmo della produzione delle auto lo farà molto di più per le termiche che per le elettriche.

        • ci sono anche le km0, le aziendali , le dimostrative, le noleggio ecc.. con pochi km
          4 auto su 5 in Italia sono vendute così
          e meno male ..

    • Pensa a tutta l’energia aggiuntiva spesa poi dal sistema bancario per i finanziamenti, il recupero crediti telefonico e quello cattivo che ti viene a cercare col diesel euro 0 di proposito perché così ti incazzi ed esci.
      Scherzi a parte (mica troppo scherzi), le novità son sempre costate molto più delle ordinarie, compriamo uno smartphone top gamma che costa il 30% in più del suo modello basic proprio per quelle novità, nessuno è obbligato alla fine, se si aspetta il modo di farcele comprare lo trovano, se non arriva lo stato a finanziare abbasseranno loro i prezzi, alla fine produrre auto che poi comprano solo in Norvegia avendo gli stipendi medi decisamente maggiori gli serve a poco, o chiudono o abbassano, basta aspettare qualche anno alla fine, l’unica fregatura oggi è trovarsi nella condizione di dover cambiare per forza auto, una termica tra qualche anno la rivendi solo allo sfascio, una elettrica di prima generazione avrà poco valore rispetto a quelle più evolute che usciranno nei prossimi 5 o 6 anni… Spero di non doverlo fare troppo presto che odio tenere l’auto pochi anni è uno spreco di soldi ed energie

    • Non è l’utilitaria a 30k il problema sono le grosse dai 60k in su , pesanti super accessoriata energivora per necessità, queste sono le auto assurde perché sprecano risorse per nulla sia che siano EV che ICE

  13. Se avessi visto il video di Valenza per decidere se acquistare un’elettrica non l’avrei comprata. Dice testualmente che con meno di 30000 euro al mare con l’elettrica non puoi andarci e devi ricaricare e dice testualmente che con la Zoe devi scordarti i lunghi viaggi. Poi uno va a vedersi il listino coi suoi 30000 euro e scopre che neanche la Zoe può comprarsi ma che deve accontentarsi di una Fiat 500 elettrica (che di serie non ha nulla) e che costa il doppio quasi il triplo rispetto alla Fiat 500 Hybrid che Fiat svende a 11850 euro. 29900 euro contro gli 11850 euro della Hybrid e manco ci si può andare al mare: voglio vedere quanti miliardi di km devo fare per recuperare la differenza di prezzo (18050 euro!).

    Listini totalmente proibitivi, Matteo sfata i miti che può sfatare ma non quelli reali, il costo d’acquisto alto non viene affatto sfatato. Bella la vita in elettrico per chi come lui guida Tesla.

      • sicuramente, però con 18050 euro a 1.7 ci compri, se l’auto facesse anche solo 17 km/l faresti 180500 km, anche se con l’elettrica ricaricassi sempre gratis il pareggio sarebbe un miraggio. Che poi inquina come la versione base, nessuno lo nega.

        Ragazzi non ve la prendete con me, se uno oggi entra in una concessionaria Fiat e ha davanti a sé una 500 hybrid a 11850 euro e una 500 elettrica a 29900 euro, non è che sta a pensare ai miei commenti, sceglie da solo …

        Queste cose ditelo alla Fiat, non a me, io mi limito a fotografare la realtà dei fatti.

        • Io non me la prendo. Dico solo che anche la 500h costa 1000 euro in più e non cambia nulla rispetto alla 500 pari motore ma senza la parte hybrid. La 500e, la Zoe etc. Costano troppo. Punto. E lo dico da sempre e da possessore di Zoe. 39k per una Clio (14k) più batteria (il motore ev costa come un motore tradizionale), dovrebbe costare massimo 25k/27k anche considerando il converter.
          Ps. La 500 e 17 al litro non li fa.

        • bho ,
          io in un concessionario stellantis , prenderei una c4 , una corsa o una 208
          la 500 a prescindere dalla motorizzazzazione , non è la “nuova 500” che ha motorizzato l’italia negli anni sessanta
          con le elettriche di cui sopra , al mare ci vai
          se poi ti serve un gadget stiloso che faccia pibblicità al tuo parrucchiere ..
          la 500 va benissimo

          sò cinico e pure caustico

    • E pensa te che proprio adesso stavo guardando con concupiscienza un Maserati 3200 GT del 99 a 29.000 euro… però enzo… sinceramente… se sto sito si chiama vaielettrico… cioè vivi e lascia vicere. Io per i miei bisogni di lavoro ci ho trovato un sacco di info e gliene sono grato, non sono sempre d’accordo e sto maturando l’idea che o si risolvono alla sveltissima (ma issima) alcuni problemi oggettivi tra cui autonomia e prezzo di acquisto oppure a un bel momento per tanti dei bei proclami (in fondo sacrosanti) si dovrà tornare indietro a furor di popolo. Però io a un certo punto fossi in te farei anche basta (come dicono a Torino). In fondo siamo sempre in casa d’altri. 😉

      • Penso che nel 2035 avremmo comunque un parco auto molto vecchio e prima di smaltirlo ci vorranno altri 15 anni almeno.. Non so però il costo dei combustibili fossili se saranno diventati proibitivi..

        • Dipende anche qui. Se risolvono i problemi dell’elettrico potranno alzare le tasse sulla benzina. Se non li risolvono del tutto, la benzina dovrà rimanere pagabile. Se non risolvono e alzano a dismisura le tasse sulla benzina, qualcuno un giorno si troverà un proiettile in mezzo agli occhi. Lo so che suona male, e nessuno lo auspica, ma stringi stringi questo è.

          • Non c’è bisogno di alzare le tasse sui carburanti, è sufficiente che vengano eliminati i sussidi sui fossili e il gioco è fatto.
            Inoltre lo sappiamo da sempre che i fossili non sono infiniti e se tutto il mondo continuerà a ragionare come se lo fossero, la crisi del gas che stiamo vivendo quest’inverno sembrerà una sciocchezza in confronto.
            Continuiamo a ragionare come se la benzina “pagabile” fosse un diritto, ma non sta scritto in nessuna carta e un giorno tutti quelli che si atteggiano con ragionamenti di insofferenza verso il costo alto delle auto elettriche ringrazieranno quelli che con un po’ di lungimiranza avranno deciso di investire su questa tecnologia
            Per tutto il resto ci sono sempre le biciclette, quelle dovremmo potercele permettere anche in futuro.

      • Ale ma anche io uguale. Mica dico che il termico è meglio dell’elettrico o che inquina meno. Avessi 60000 euro comprerei la Model 3 Performance, niente altro. Però a differenza di Matteo Valenza io non dico che sull’elettrico ci sono solo falsi miti, alcuni ahimè sono veri: un problema col prezzo d’acquisto c’è, sotto i 20000 euro non ci sono auto, sotto i 30000 euro si fatica a trovare qualcosa di accettabile. In futuro andrà meglio, oggi l’elettrico ha il vantaggio solo nella fascia alta (mia opinione, poi, per carità, per qualcuno la Spring sarà perfetta a 21000 …)

        • c’é un bell’articolo sulla Spring su un mensile di auto di cui nin faccio il nome e si deduce che….é meglio lasciar perdere.

      • Alessandro D buongiorno concordo con te il dibattito è bello ma partendo dal sacrosanto presupposto che nessuno ha la verità in tasca.
        Fischia hai notato, sembra che tutti abbiano urgenza urgentissima di dover cambiare auto e che di termiche non ce ne siano più in giro.
        Keep calm, calma e gesso,abbiamo tanto di quel tempo davanti, oltretutto le decisioni le prenderanno, si spera, persone molto più esperte di noi ai piani alti,in ogni caso non possiamo far granché no?
        Saluti

  14. 60k km le pastiglie con la rigenerazione? E quanto caxxo frenate? La Lexus 300h a 137.000 monta ancora le pastiglie originali e sicuramente non ha una frenata rigenerativa così performante. Mi aspetto che una ev possa fare 200/250.000 km con pastiglie originali.

  15. Vedrete quanti anti-EV continueranno imperterriti a tirare fuori sempre questi 4 falsi miti che avete sapientemente demolito (non che fosse difficile.. basta un minimo di materiale grigia e la voglia di farla lavorare per rendersi conto di quanto sono false certe credenze…)….
    Il vostro tentativo è apprezzabile ma sono pronto a scommettere che i risultati saranno scarsi perchè per la maggiorparte dei anti-Ev la logica conta poco quando si parla di certi argomenti…

    • Vero, se la materia grigia non funziona non c’è molto da fare.
      E poi sono sempre gli stessi che si lamentano quando la benzina o il gasolio aumentano di prezzo o come probabile diventeranno introvabili e faranno le vittime degli speculatori (e il politico di turno tirerà fuori la soluzione semplice: estraiamoli dal Mediterraneo, non l’abbiamo mai fatto solo perché siamo scemi, eh!)
      L’ho già scritto sopra: i fossili sono finiti e i carburanti non sono un diritto. Indoviniamo cosa accade quando sempre più popoli li vogliono utilizzare? Crisi, e ancora crisi, mi pare ovvio!
      Ma fare informazione corretta resta l’unico faro possibile ed è doveroso farla per informare quelli che invece la materia grigia ce l’hanno, vogliono capire le cose e soprattutto fare le scelte necessarie guardando anche un po’ più in là del proprio naso.

      • Non ho capito una cosa.. Ma di petrolio e di metano quanto c’è ne è rimasto nel pianeta? Se dovessimo utilizzarlo ancora quanti decenni avremo di autonomia?

        • Questa non è esattamente la domanda giusta da porsi. Potrei dirle che ne abbiamo consumato circa la metà e lei probabilmente si sentirebbe sollevato.
          Il fatto è che abbiamo consumato primo quello facile da estrarre e poi tutto quello che aveva senso estrarre (per via dell’alto EROI, cioè un elevato rapporto tra l’energia ottenuta e quella necessaria per estrarli).
          Ora davanti abbiamo quello più difficile, nei luoghi più remoti e minore EROEI quindi per ottenerlo servono ingenti quantità di energia.
          Aggiungiamo che siamo sempre più popoli a volerlo utilizzare e capirà che d’ora in avanti sarà sempre più costoso e sempre meno persone se lo potranno permettere.

        • Entro il 2070 le scorte fin qui accerate comincerebbero ad esaurirsi. Possiamo trovare altri giacimenti? Forse, però da quasi un ventennio le nuove scoperte annue sono inferiori ai prelievi. Quindi non sarei troppo ottimista. Aggiungo che molto prima di esaurire i pozzi avremo aumentato la concetrazione di CO2 in atmosfera oltre le 600 parti per milione, il che vuol dire viaggiare verso 2-3 gradi di aumento della temperatura media del pianeta a fine secolo. Addio ghiacciai, addio barriere coralline, addio Corrente del Golfo in Atlantico, aumento del livello dei mari di qualche metro, mezza Italia desertificata e tutte le città costiere allagate. Provi a leggere qui: Ultimatum dell’Onu: “La catastrofe del clima è alle porte, fermatevi!”

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