Home E-Agricoltura I droni di Parma che combattono i cambiamenti climatici

I droni di Parma che combattono i cambiamenti climatici

0
CONDIVIDI

Sono sviluppati alla AeroDron di Parma gli algoritmi utilizzati dai droni per misurare la temperatura degli edifici e sfornare informazioni utili per mitigare  gli effetti dei cambiamenti climatici. Stesso obiettivo nell’agricoltura di precisione mentre sorvolando i centri abitati scovano e misurano la pericolosità dell’amianto. 

Non emettono gas nocivi, anzi ne fanno risparmiare perché volano al posto di mezzi tradizionali e permettono di ottimizzare l’uso dell’acqua e dei trattamenti in agricoltura. Ma non è finita qui perché i droni elettrici hanno infinite applicazioni. A Parma gli ingegneri della AeroDron, per esempio, li utilizzano per sorvolare sia i campi che i centri abitati mappando la presenza e la condizione dell’amianto sui tetti degli edifici.

I velivoli a batterie scattano fotografie intelligenti che permettono di costruire una scala di priorità negli interventi da attuare per eliminare il veleno spalmato nelle coperture cittadine. Sempre sul fronte urbano riescono a misurare la temperatura e le emissioni nocive degli edifici, permettendo interventi più mirati da parte delle pubbliche amministrazioni e dei privati contro il surriscaldamento del pianeta.

Finanziati dalle industrie alimentari

Romeo Broglia

“Siamo una start up nata nel 2013 a Parma – ricorda Romeo Broglia, Amministratore delegato dell’azienda – dall’incontro tra un’anima tecnologica ed una applicativa indirizzata a capire dove utilizzare le  tecnologie per la tutela dell’ambiente”. La mission aziendale, come spiega il manager, si basa “sull’immenso valore delle informazioni che possono essere tratte da rilievi aerei a bassa quota”. Abbiamo fatto gli esempi dell’amianto e della temperatura degli edifici, ma sono molteplici gli usi degli algoritmi sviluppati a Parma e premiati con il premio Lamarck a SMAU Bologna nel 2015. Poi sono arrivati i finanziatori: “Siamo stati selezionati da b-ventures, un incubatore di Buongiorno e NTT DOCOMO e da un gruppo di imprese come Mutti, Chiesi e Cgrspa (Compagnia riprese aeree Parma ndr) che è leader del settore nel sud Europa”. Sono arrivate così alleanze preziose alla AeroDron, il cui presidente e fondatore è Giorgio Ugozzoli, ingegnere elettronico laureato a Bahia Blanca (ARG), ex giocatore di basket e pilota di aereo, progettista di video game e flipper. Tra i diversi campi di applicazione della tecnologia figurano il supporto alla gestione del rischio idrogeologico, la tutela e gestione del patrimonio forestale, la valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico.

Nei campi fanno risparmiare risorse 

I campi fotografati dai droni

Poi c’è l’agricoltura di precisione che ha la sua importanza nella lotta ai cambiamenti climatici. Come ha sottolineato il manager a Bologna nel corso di un convegno di Assosementi   “queste tecnologie possono supportare gli agricoltori per ottimizzare le risorse, incrementare l’efficienza della resa delle sementi e fornire preziose informazioni per individuare i periodi ottimali per alcune specifiche attività colturali come le potature o il raccolto. Su queste tecnologie applicate all’agricoltura vi è molta attenzione a livello internazionale, specialmente in quelle aree del pianeta dove si pratica agricoltura estensiva. In Italia queste tecnologie fanno più fatica ad imporsi per la complessità della filiera agricola e del mercato ma sicuramente possono essere uno strumento importante per affrontare e gestire le problematiche legate al cambiamento climatico”.

In città danno la caccia all’amianto

Dai campi ai centri abitati dove con i droni si individua e si classifica la presenza di amianto sulla copertura delle abitazioni grazie ad algoritmi che permettono di definire  lo stato di conservazione. Spiega Broglia: “Questo fornisce informazioni preziose ai decisori e a chi deve intervenire per le bonifiche. Abbiamo riscontrato un forte interesse: il progetto si è diffuso in 100 comuni, in particolare tra Emilia, Liguria e Lombardia”.

E misurano il calore degli edifici 

Non è solo il traffico a contribuire al surriscaldamento del pianeta. Un ruolo importante lo giocano gli edifici. “Con telecamere termiche siamo in grado di misurare il calore prodotto dagli edifici. In particolare d’estate essi riflettono  anche  le radiazioni solari, generando nelle città vere e proprie bolle di calore. Noi mappiamo le strutture, individuiamo gli edifici più inefficienti energicamente  e forniamo ai Comuni indicazioni per elaborare piani di resilienza con misure per mitigare gli effetti sui  cambiamenti climatici.