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“I diesel usati venduti all’Est a prezzi da rottame”

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La polemica sul blocco dei diesel infuria. E anche i concessionari d’auto fanno sentire la loro voce. Questa lettera è stata scritta dal numero due di AsConAuto, Associazione Consorzi di concessionari. In calce un nostro commento.

di Giorgio Boiani*

“Nel giugno 2017 il ministero dell’Ambiente e le quattro regioni del Bacino Padano hanno siglato un accordo entrato in vigore il 1° ottobre. Prevede il blocco della circolazione per le auto diesel Euro3. Un provvedimento che va ad aggiungersi a quelli già previsti negli scorsi anni per i veicoli a gasolio con omologazione Euro 0, 1 e 2, e a quelli a benzina Euro 0. Si tratta di una limitazione che esclude di fatto dalla circolazione fino al 31 marzo  almeno tre milioni tra auto e veicoli commerciali.

Giorgio Boiani

Con modalità in termini di orari non omogenee tra Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emila Romagna. Un provvedimento annunciato, che i Comuni  stanno applicando alla lettera. Senza che siano stati  valutati gli effetti di questa iniziativa. La criminalizzazione dei motori a gasolio ha ormai raggiunti livelli incontrollati e incontrollabili. In favore di un’elettrificazione del mercato che non è ancora matura per poter rimpiazzare il parco circolante. Sia per quanto riguarda i costi e sia soprattutto per la quasi totale assenza di infrastrutture.

“Paghi il bollo e l’assicurazione, ma non puoi più circolare”

“Ancora una volta non è stato adeguatamente valutato l’impatto del diesel sulla qualità dell’aria, pesantemente influenzata da altri elementi, primo tra tutti il riscaldamento nelle grandi città. Un recente studio dell’Istituto Motori del CNR ha evidenziato come in Europa solo il 20 per cento delle emissioni di CO2 sia prodotto da mezzi di trasporto. Mentre il particolato è generato prevalentemente proprio dal riscaldamento. Regioni e ministero non hanno tenuto in considerazione che lo stop obbligato impone costi che in questo momento possono essere insostenibili per molte famiglie. Famiglie  che si trovano di fronte a un bivio: acquistare un’auto, magari d’occasione ma sempre recente, visto che tra un anno anche le Euro4 saranno bloccate,. Oppure tenere il veicolo nel box, pagare assicurazione e tassa di possesso per affidarsi a un trasporto pubblico non all’altezza”.

“Comprare l’auto o far studiare la figlia?”

“Ma il problema si pone anche per i concessionari, che da un giorno con l’altro si sono trovati ad avere quasi azzerato il valore di parte del parco usato disponibile.  Un esempio tangibile: ho incontrato in una concessionaria una famiglia che dalla Campania si è trasferita con grandi sacrifici in Lombardia per consentire alla figlia di studiare. Sono arrivati con la loro auto diesel Euro3, ancora in ottime condizioni. E ora sono disperati poiché il bilancio consente loro solo una scelta tra l’acquisto di un’auto o il proseguimento degli studi della figlia. La preoccupazione è soprattutto per la leggerezza con la quale sono state prese le decisioni. Ho la sensazione che in questo momento pochi si siano veramente resi conto di che cosa sia accaduto realmente.Soprattutto non si è parlato dell’imminente fermo anche delle Euro4. E della follia della ventilata possibilità di mettere a breve fuori legge anche le attualissime Euro6″.

Al governo nessuno ci ascolta

“Non è giusto obbligare una persona a cambiare un’auto che andava ancora bene. E  tantomeno è corretto obbligare un concessionario a esportare nei Paesi dell’Est a quotazione da rottame auto che avrebbero ancora un discreto mercato. I concessionari sono sconcertati, le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Anche perché per chi è obbligato a tenere ferma l’auto non è prevista alcuna forma di sconto su assicurazione e tassa di possesso. Mai come in questo momento sarebbe importante poter discutere sugli effetti del provvedimento. Avremmo però bisogno di un interlocutore che ci ascolti, ma pare che al governo non ci sia nessuno a farlo. Invece sarebbe importante pensare a un provvedimento che possa in qualche modo tamponare gli effetti di un provvedimento le cui ripercussioni sono ancora tutte da scoprire. Ma intanto c’è chi per questo sta già perdendo molti soldi e sarebbe necessario arginare l’emorragia”.

Danilo Toninelli e Luigi Di Maio, ministri dei Trasporti e dello Sviluppo economico.

IL NOSTRO PARERE. Sono gli stessi costruttori ad ammettere che i diesel Euro 3 sono altamente inquinanti, per quanto riguarda l’emissione di polveri sottili. Dobbiamo decidere che cosa è più importante: la salute dei nostri polmoni o le ragioni economiche descritte nella lettera? Il mondo dell’auto è a una svolta e ai concessionari conviene farsene una ragione. Il diesel, anche a seguito dei troppi scandali, è una tecnologia che non ha futuro. E vendere un’auto a gasolio oggi vuol dire far fare un pessimo affare al cliente (guarda). Quanto all’elettrico, invece di lamentare le carenze che ancora esistono, i concessionari farebbero bene a dare una mano per vedere di superarle tutti assieme. Jeff Bezos, il creatore di Amazon, dice che “a scommettere contro il futuro si perde sempre“. Il futuro, che lo si voglia o no, ora è l’elettrico. Non sarà un passaggio facile e non a caso la Germania accompagna la fase di transizione con incentivi concordati con l’industria dell’auto. Pensiamoci.       (Mauro Tedeschini)

 

 

 

 

2 COMMENTI

  1. I problemi di bilancio familiare sono comuni a molti (me compreso) e sono arrivato all’ibrida a fatica, tuttavia ha ragione Guy McPherson quando dice: “Se pensate veramente che l’economia sia più importante dell’ambiente, provate a trattenere il fiato mentre contate i soldi.”

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