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I costruttori elettrici “per forza” non ci servono, via le multe

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Mike Manley guida il Gruppo FCA ed è presidente dei costruttori europei, riuniti nell'ACEA.

AGGIORNAMENTO del 31/3/2020. In fondo a questo articolo facciamo riferimento al cospicuo stipendio 2019 dell’ad di FCA Fiat-Chrysler, Mike Manley. Oggi si è saputo che il Gruppo, causa Corona Virus, ridurrà i salari dei suoi impiegati del 20% per i prossimi tre mesi. I tagli saranno rimborsati entro il 15 marzo del 2021. Anche Manley ridurrà del 50% il suo stipendio del prossimo trimestre, mentre i membri del Group Executive Council subiranno tutti il 30% di tagli. Il presidente John Elkann  (foto) e gli altri consiglieri rinunciano ai compensi fino a fine 2020.

——————————– ARTICOLO ORIGINALE——————————————-

I costruttori elettrici “per forza” non ci servono. Il mondo va avanti anche senza di loro. Quindi dico: togliamo le multe per gli sforamenti sulle emissioni già fissate per il 2020, come chiedono. 

I costruttori elettrici “per forza” in pressing sulla UE

Come previsto, in settimana l’ACEA, l’Associazione europea dei costruttori, ha scritto una lettera al presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, chiedendo di rivedere le norme sulle emissioni. Il messaggio è firmato dal presidente Mike Manley, che guida anche FCA Fiat-Chrysler, ma si sono accodati i componentisti della Clepa, i produttori di pneumatici Etrma e gli auto-riparatori Cecra. In coro chiedono di congelare per il 2020 le multe per il mancato rispetto dei limiti medi di 95 grammi di CO2/km. Paventando un disastro finanziario di proporzioni tali (causa Corona Virus) da costare un enorme numero di posti di lavoro.

i costruttori elettrici per forza
L’inizio della lettera inviata dall’ACEA alla presidenza UE.

Vi sorprenderò, ma spero che la Commissione accetti. Per diversi motivi. Il primo è che non mi piace che si associno all’elettrico, a priori, colpe che non ha. E che si possa usare un domani la transizione verso le emissioni zero come un alibi per i massicci tagli di personale. Tagli che, peraltro, i manager multi-milionari dell’industria dell’auto non hanno mai esitato a fare nei momenti di crisi.

Le Case auto schierate in due fazioni: la Volkswagen…

Ma il motivo più sostanziale è che non crediamo utile alla causa l’apporto dei tanti costruttori che si stanno adattando all’elettrico col mal di pancia, solo per non pagare le famigerate multe. Ormai è chiaro che le Case automobilistiche storiche si stanno dividendo in due grandi fazioni. Una, di cui purtroppo anche il costruttore italiano sembra far parte, che vive l’elettrico come un male necessario, da subire limitando i danni il più possibile. Un’altra, invece, che pensa che (lavorandoci a testa bassa) le macchine a batterie possono eguagliare i costi dei veicoli tradizionali, essendo però molto più economiche in termini di gestione.

I costruttori elettrici
Herbert Diess, numero uno del Gruppo Volkswagen (foto dal profilo Linkedin).

Oltre ad essere funzionale al disegno di molti Paesi di arrivare, ognuno con le sue scadenze, alle emissioni-zero. Questo secondo schieramento sembra essere guidato dal Gruppo Volkswagen, pur con tutte le esitazioni e le difficoltà del caso. Ecco, io penso che la vera sfida sia proprio questa: arrivare a rendere l’auto elettrica del tutto competitiva non solo per emissioni, ma anche per i costi. E penso che la possa vincere solo chi, incentivo-disincentivi o no, ci crede con tutte le sue forze, senza i mal di pancia di cui sopra.

Tesla e la Cina vanno avanti come schiacciasassi

Il punto è: l’elettrico è o non è la tecnologia dell’immediato futuro? Se sì, come io credo, la dilazione chiesta dall’ACEA rischia di essere solo una mossa tattica che acuirà il ritardo tecnologico che il made in Europe ha già accumulato nei confronti dei competitor. Basta vedere le difficoltà con cui proprio la Volkswagen si dibatte per riuscire ad avviare la catena di montaggio della ID.3, a causa un complicatissimo software che non si riesce a sistemare.

I costruttori elettrici
Il Model Y, appena lanciato negli Stati Uniti dalla Tesla.

La Tesla, tanto per fare un nome, è molto più avanti, sia sul terreno dell’IT, sia sulla resa e la gestione delle batterie, fondamentali nell’auto elettrica. Ma facciamo attenzione anche alla Cina, che sta riaprendo le sue fabbriche e ha nel mirino l’Europa come grande mercato su cui riversare le sue produzioni. Morale della favola: facciamola la moratoria, per non dare alibi a nessuno. i costruttori elettrici “per forza” stiano sereni. Ma sappiamo fin d’ora che può essere un regalo a competitors che vanno avanti come schiacciasassi, senza le continue esitazioni di casa nostra.

P.S. La situazione è drammatica, ok, forse sarebbe il caso di parlare anche di stipendi dei super-manager: nel 2019 Manley ha percepito da FCA 13,28 milioni di euro. Forse dovremmo riflettere anche su questo. Senza fare demagogia, ma con la serietà che il momento richiede.

 

96 COMMENTI

  1. bhooo .. proprio non capisco … ma non capiscono che se accumulano altro ritardo tecnologico tanto per sollazzare ancora al massimo un anno, si danno la zappa sui piedi?? … tesla fra un anno e mezzo al massimo comincia a produrre anche in europa riuscendo cosi ad abbassare il costo delle sue vetture nel vecchio continente …. e la cina arrivera con prezzi ultra-competitivi …. se i produttori europei non sono pronti a sfornare auto competitive e valide in un numero apprezzabile entro 2 anni al massimo vedremo marchi prestigiosi cadere in declino … mha non si capisce

    • Mi viene da pensare che certi supermanager vogliano solo mettere in cassaforte numeri di vendita che giustifichino ancora per qualche anno i loro superstipendi e poi chi se ne frega se l’azienda va a gambe all’aria( vedi Rick Wagoner: 20 milioni di liquidazione dopo aver fatto fallire GM). Quindi è piu facile fare suv 3000 cc V8 adesso.

      • Hai proprio centrato il punto. Nel caso specifico della FCA è chiaro come la luce del sole che la data di scadenza dell’intero carrozzone è ormai prossima. Tutto a spese della pelle dei lavoratori ovviamente. E per lavoratori intendo gli operai.

    • Il problema è che la vedo dura adesso, entro fine anno, arrivare alla produzione e alla commercializzazione…erano già sul filo del rasoio prima, ora con il coronavirus come faranno a commercializzare e vendere le loro auto a sufficienza per evitare le multe entro fine 2020? Sia per problemi di produzione che per difficoltà nella vendita con queste limitazioni nei movimenti (gente che non ha i soldi perché non lavora, gente che non usa l’auto allora aspetta la fine di tutto per comprarla)

      • vendendo meno auto in assoluto, basterebbero meno auto elettriche anche per raggiungere la “salvezza” dalle multe. Oltretutto le auto elettriche oggi sono tra quelle più costose…e non le vendono a ricarico zero… cercano scuse… come sempre… il limite era 95? lo alzerei a 100-102, non di più e solo per il 2020. tanto troveranno scuse anche nel 2021

        • Per alzare temporaneamente il limite concordo, meglio che toglierlo.

          Per quanto riguarda la proporzione tra termiche e elettriche vendute va bene per alcune case, non per tutte.

          Ci potrebbero essere problemi per la produzione, mentre per le ICE hanno le pronte consegna, altre case devono ancora ultimare i processi finali e di certo non possono uscirsene con una macchina non ancora completamente testata, e non la possono testare o terminare per via delle restrizioni.

          Io capisco che le scadenze vanno rispettate, ma in casi del genere serve elasticità…. stesso discorso che si fa con i terremotati, in casi disastrosi dove gente perde tutto, da casa a lavoro, non gli si dovrebbe chiedere il versamento Imu entro una data ravvicinata.

    • Beh beh …. Fazioso come tutti i giornalisti e come Fazio ….. A tal proposito quanti guadagna Fazio e la sua ditta ???
      Forse sarebbe il caso di riflettere…… In siete a Fazio in Italia abbiamo molti altri Re che però sono intoccabili ….. Come è intoccabile un’Europa che permette concorrenza sleale .. diesel gate e tutti in Olanda allegramente …. Beh giornalisti …. Che dire …

      • Frasi buttate a casaccio, sign.Luigi. Non credo che diano alcun contributo alla discussione

  2. Di primo acchito sarei d’accordo al 100%. Ma poi, riflettendo, penso che il ricatto occupazionale, che ben conosciamo, rimanga. Oggi chiedono la moratoria per il virus, domani chiederanno aiuti perché non saranno in grado di recuperare il gap tecnologico e quindi le quote di mercato. E scaricheranno sulla collettività il costo sociale dei licenziamenti. Insomma il coltello dalla parte del manico ce l’hanno questi super manager che portano a casa milioni di euro per continuare a produrre stufe e similstufe.
    In assenza di un cambiamento forte da parte del consumatore, in grado di mettere i produttori con le spalle al muro (vedi il caso olio di palma che l’industria alimentare 10 anni fa dichiarava assolutamente insostituibile e di cui oggi pubblicizza l’assenza) se togliamo le multe temo che nei prossimi anni il conto lo pagheremo comunque, con gli interessi.

  3. Pur con tanto amaro in bocca devo essere d’accordo con questo articolo. E aggiungo che a me interessa la qualità della vita. Se l’aria migliore e un generale maggior efficienza nell’uso dell’energia verrà con l’aiuto di auto cinesi o americane, poco importa. E’ davvero il caso di dire che il fine giustifica i mezzi. Se delle case automobilistiche di oltre 100 anni vogliono suicidarsi così..facciano pure

    • il problema inquinamento non sono le auto, informati bene, non credere alle favole che ti raccontano.vai a vedere oggi il valore polveri sottili a Milano che non circolano più le auto, informati quali inquinano sul serio.popolo di pecoroni e creduloni gli italiani

      • … bhe un meno quasi 50% di inquinamento atmosferico in pianura padana non è proprio da sottovalutare e da buttare via. O mi sbaglio? … poi sicuramente saro un pecorone, pero quindi stai dicendo che la NASA ha fatto foto della pianura e della cina e le ha ritoccate per far vedere al mondo che c è meno inquinamento? … poi i dati parlano chiaro .. l’inquinamento atmosferico è piu basso … NESSUNO qui dice che l’inquinamento è dato solo dall’auto trasporto … Tieni conto che comunque camion e camioncini circolano … quindi la riduzione degli inquinanti è sicuramente significativa. Come fai a negarlo?

  4. Articolo molto condivisibile.
    Chi sta ancora vivendo nell’800 automobilistico lo dichiara apertamente. Per me è proprio un segno di debolezza manifesta.. e si ritorcerà come un boomerang.

    Volkswagen probabilmente non può tornare indietro e ha tagliato i ponti col passato (a meno che Diess non venga estromesso.. se la ID.3 rappresentà un insuccesso, è molto probabile, per me..)

    Inoltre, stiamo a vedere se la commissione UE (che magari oggi ha più trazione tedesca) deciderà di accettare questa supplica.

    Di certo l’Europa complessivamente come settore automotive, perde l’occasione del 2020 di divenire il terreno dell’innovazione della mobilità del futuro. Peccato

  5. Molto d’accordo… tranne quando si parla di “casa italiana”… che non c’è più da anni.
    C’è una casa italoamericana con sede in Olanda che vorrebbe sposarsi a breve con un marito francese, mi sembra…

    • …. si bhe ormai italia nel settore auto è solo ferrari … e forse maserati … e alfa solo perche viene prodotta ancora in italia … ma finira anche l’ultimo briciolo di italia anche per alfa …. senza tener conto che a parte Ferrari con questi gran manager il gruppo fiat FCA è finito .. sono troppo indietro … non sanno nemmeno da dove cominciare per mettere insieme un auto elettrica che possa essere competitiva … si si c e la 500 … ma fare i volumi che servono è altra storia

  6. credo che il signor Mauro Tedeschini dovrebbe vergognarsi per le proposte che vengono fatte all’Europa di ritardare chissà per quando tempo ancora i limiti delle emissioni degli autoveicoli.
    La vita del pianeta e la salute della gente interessa poco a chi guarda solo a realizzare il massimo per se e gli azionisti, chiaro riferimento a FCA ex fabbrica italiana. Nascondersi dietro ai licenziamenti dei lavoratori sia piuttosto meschino.

    • Fca e l’automotive in generale erano già spianati prima del virus a causa di una politica di sovrapproduzione. Il gioco è sempre lo stesso , minacciare con i posti di lavoro . Ci vogliono far credere che se tolgono le multe su emissioni venderanno i milioni di auto invendute che hanno nei piazzali ? Non credo proprio . Questo è solo uno scaricare le colpe dei loro errori precedenti al virus mettendo le mani avanti sulla chiusura delle fabbriche

  7. Secondo me l elettrico è la morte per l l’automobile…e l’inquinamento globale dato per il riscaldamento e industria..e poi oggi jn auto a combustione è molto più tecnologica e complessa di un un’aspirapolvere su quattro ruote..io mi tengo stretto le mie due stufe come dite voi…

    • Infatti ai detto proprio bene la morte delle stufe così deve essere e così sarà fattene una ragione perché prima o poi la strada della tecnologia e SOLO quella il termico già oggi è obsoleto come un Nokia 3310, manca solo abbassamento dei costi e non ci sarebbero più motivi per scegliere le stufe

    • quindi lei si vanta di essere Colpevole di inquinare con il suo tubbodiselgate e aver contribuito agli 800 morti al giorno per complicazioni polmonari con coronavirus perchè inquinati dalle sue emissioni??? ?

    • … e no .. tutti facevano i negazionisti … ma la prova del nove PURTROPPO l ha data madre natura con il Coronavirus … auto ferme pianura padana, cina inquinamento atmosferico MENO 50% …. Dati ambientali supportati anche DALLE FOTO DALLO SPAZIO della NASA. Poi puoi anche sostenere che non ti fidi e ne capisci di piu della NASA … allora ti chiedo se ci puoi anche svelare il segreto della vita … PRima l’uovo o prima la gallina? :-))))

      • Non capisco, la gente per paura della crisi economica derivante dal coronavirus teneva il riscaldamento a casa spento… scherzo ovviamente ma ci hanno sempre detto i negazionisti che la causa dell’inquinamento è il riscaldamento domestico….

  8. Credo sia vergognoso nascondersi dietro al gap tecnologico. Il tempo c’era . Hanno avuto aiuti defiscalizzazioni bonus ecc .
    Investimenti a parte la 500e e la possibile 120 nient’altro. Il 14% delle emissioni gas serra è da attribuirsi al trasporto su gomma e questi “ ignoranti sciacalli “ stanno ancora a discutere multa si multa no .
    La nostra nazione ha tutte le carte in regola per iniziare una ricostruzione industriale basata sull’ecosostenibilita . Tecnologia ne abbiamo e la esportiamo pertanto via qst maneger vetusti e iniziamo una nuova epoca.

    • Si ma entro fine 2020? Come fanno a vendere le auto elettriche se è tutto bloccato…

      • … hai perfettamente ragione … coronavirus stop 3 o 4 mesi .. bene proroga per 3 o 4 mesi … pero caro @Andrea … l’elettrico sono .. o meglio … avrebbero dovuto pensare di svilupparlo gia da 15 anni … semplicemente se gia da 15 anni fa avessero investito somme moderate o addirittura basse tutti gli anni oggi sarebbero stra-pronti per vendere prodotti finiti, efficienti, testati, concorrenziali e a grandi volumi. Semplicemente hanno pensato ad incassare il piu possibile fino a ieri e a LETTERALMENTE deridere pubblicamente fino a meno di 2 anni fa Tesla e Mask .. che a mi avviso è uno che non la rende molto bene e gli fara letteralmente C4C4R3 i denti a molti per averlo deriso … tra gli spiritosi cerano alcuni alti dirigenti VW, ora licenziati. e mentre loro ridevano Tesla a pensato bene di accaparrarsi il meglio della produzione e sviluppo per quanto riguarda le batterie. Cosa che negli ultimi mesi ha costretto anche una certa Mercedes a rallentare la produzione di auto per mancanza di batterie oltre che difficolta in ricerca e sviluppo … dove ricordo … anche qui i produttori classici hanno preso sottogamba la produzione di auto elettriche liquidando il problema con… noi possiamo produrre auto elettriche quando vogliamo perche è piu semplice e piu veloce da produrre. Peccato che parlavano della parte meccanica, della carrozzeria. Probabilmente non avevano nemmeno considerato cosa voleva dire far funzionare insieme tutta quella elettronica… per non parlare poi dell’ottimizzazione … nemmeno voglio parlare del discorso software … infatti una certa VW ha qualche piccolissimo problema a far funzionare correttamente la sua ID.3 … certo loro volevano in un anno sviluppare quello che Tesla ha fatto in oltre 15 anni … senza tener conto dell’esperienza fatta sul campo

        • Bravo Simone! L’inerzia dell’industria automobilistica negli scorsi decenni è vergognosa! E non solo non hanno fatto ricerca per la transizione verso l’elettrico, a parte presentare ogni tanto qualche prototipo giusto per farsi belli: hanno pure imbrogliato nei test sulle emissioni delle stufe!!! VERGOGNOSI AL QUADRATO!!!

          • … grazie per fortuna qualcuno che legge tutto il mio post prestando attenzione a cio che scrivo… in un altro commento spiegavo che il costo dell’auto elettrica + il costo di mantenimento è piu basso nel totale rispetto un’auto endotermica … sai cosa mi ha risposto? … prezzo autoscaut24 XXXEuro .. come fa a costare di meno? … uno gli fa il ragionamento e nemmeno leggono prima di commentare .. mha!

  9. Bah,a me sembra che tesla (a cui bisogna dare atto di aver fatto un mezzo miracolo sia a livello tecnologico e industriale sia come capacità di attirare investitori )abbia usufruito parecchio delle sovvenzioni statali americane (mentre i suoi competitor usa dormivano…).
    Mentre i cinesi…pure…ma visto che il governo cinese ha quasi smesso di sovvenzionare a fondo perduto quella industria per manifesta insostenibilità a lungo termine ,non li vedo come grossi competitor tecnologici .
    Il vincolo ambientale rischierebbe di dare una sponda a industrie esterne all’UE che non hanno meriti se non di essere stati foraggiati dai loro governi .
    Passare invece a una sovvenzione forte alla costruzione in eu dei mezzi permetterebbe sia di salvare industrie che posti di lavoro .
    Non ne abbiano i sostenitori del globalismo liberale mondiale ma ricordo che per produrre in Cina bisogna essere pappa e ciccia col governo cinese per cui affidarsi solo al libero mercato (ponendo sti limiti sull’inquinamento che consentirebbero solo la sopravvivenza dell’elettrico )nel mentre che in giro per il mondo fanno diverso mi sembra proprio di darsi la zappa sui piedi

    • Ma siete veramente sicuri che l’elettrico risolva i problemi del mondo? E le materie prime per la produzione delle batterie da dove vengono, dalla luna?! Ragionando da cinquantenne dico, lasceremo montagne di batterie da smaltire ai nostri figli e nipoti… Vincerà chi metterà in pista fonti alternative, magari con costi e ricavi talmente bassi da andare contro le lobby, quelle lobby che erano del petrolio e diventeranno del litio o quant’altro e qui mi fermo… pensateci!!!

      • Beh, Davide, non è che col petrolio stiamo lasciando un mondo ideale, tipo la Valle degli Orti della pubblicità. Guerre, devastazioni di interi Paesi, mari e laghi avvelenati, corruzione…non ci siamo fatti mancare nulla. Nell’elettrico la partita si gioca su un’ampia produzione da rinnovabili e su processi che consentano un riciclo del contenuto delle batterie per nuovi usi almeno al 95%. Ci si riuscirà? In alcuni Paesi virtuosi ci si sta provando, in altri ci si limita a scannarsi sui social. I risultati si vedranno tra qualche anno e noi li seguiremo con grande interesse. Senza essere sicuri di nulla, per rispondere alla sua domanda iniziale. Ma sempre cercando di capire. E devo dire, chiudendo, che discussioni come queste ci aiutano molto.

        • Sig. Tedeschini, mi sembra che si stia spostando il problema semplicemente su un altro tavolo, l’energia non si produce dal nulla. Io posso guardare la mia bella pala eolica o la centrale idroelettrica, forse le uniche due situazioni ad impatto basso e trovarne ancora dei difetti verso la tutela dell’ambiente, ma se poi parlo di celle solari devo pensare che la produzione e lo smaltimento hanno un impatto poco sostenibile, e la guerra di cui parla per il petrolio si sposterà nei paesi che producono i componenti nobili di cui già ora siamo in affanno. L’unica vera soluzione è ridurre gli spostamenti inutili, e lo dice uno che fa il commerciale con i suoi 45mila km all’anno; l’attuale situazione ci sta facendo capire che tante cose le possiamo fare anche remotamente. poi però si apre un caso diverso: quanto inquinano i datacenter che ci permettono di fare le videoconferenze? siamo in troppi sul pianeta, e le major si augurano che si sia sempre di più, altrimenti i guadagni calano

      • Bisogna che le GRANDI (anche FCA) tirino fuori dai cassetti tutti quei progetti, molti brevettati, che sono una spina nel fianco alle 7 sorelle. Parlo di auto ad acqua e compagnia bella. Solo così potremmo salvaguardare l’ambiente.

          • L’auto ad acqua non è una novità… Io ce l’avevo già nell 88… La Uno con la testa bruciata… sapessi quanta acqua ?

          • … immagino che intendesse ad acqua per produrre in auto direttamente idrogeno .. l’altra opzione era ad aria compressa, un progetto in peugeot credeva ma che nessun altro ha voluto condividere e quindi dai costi di sviluppo troppo alti. Ovviamente parliamo di un ottimo ibrido

      • non ti preoccupare … entro 3/5 anni ci sara il primo salto tecnologico sulle batterie … salto che portera ad una base di autonomia raddoppiata e velocita di carica quasi triplicata …. questo come base … ed utilizzando all interno delle batterie componenti meno costose e meno inquinandi da estrarre/produrre

    • lo stanno facendo per l’elemento fondamentale delle macchine elettriche … le batterie … il problema è che stanno correndo come i pazzi perche hanno voluto guadagnare fino a ieri investendo il meno possibile …. il problema non sono i finanziamenti … è il GAP tecnologico … VW con la sua ID3 sta andando in tilt … perche hanno cercato di produrre una macchina altamente tecnologica stile Tesla in un paio di anni … Tesla che è una societa ad alto contenuto tecnologico PRIMA ancora di essere produttore di auto ci ha messo 15 anni ad arrivare dov è ora …. certo i grossi marchi possono metterci una fraccata di soldi per velocizzare i processi ma L HOW KNOW … quello non te lo impiantano come fosse lo spirito santo

  10. Ricordiamoci che in Italia la produzione di Energia Elettrica è basata per il 65% su fonti fossili.Questa percentuale difficilmente scenderà sotto il 55%.

    • Deve scendere al 55% entro il 2030. Ed entro il 2050 deve scendere al 45% di tutta l’energia primaria consumata (generazione elettrica,trasporti ecc.) E’ un impegno assunto dall’Unione europea. E’ impossibile? No, in altri Paesi europei è già così.

      • Ricordati che le altre nazioni europee hanno una parte non trascurabile della della generazione di EE basata sul nucleare (Francia Germania Spagna…) che, avrà altri problemi, ma non produce CO2.
        Per problemi di affidabilità e qualità della rete il parco rotante non può scendere sotto il 50% e dai noi purtroppo è tutto termoelettrica.

  11. Mi dispiace contraddirti, ma siete fuori strada.
    Chi l’elettrico non lo ha ancora finito di sviluppare, é fermo per via del coronavirus. Niente test a banco, niente flotte di accumulo chilometrico, niente diagnosi sui veicoli, niente componenti e niente stabilimenti di produzione per costruire prototipi, NIENTE.
    questo proprio nei mesi cruciali in cui questi prodotti dovevano essere completati e validati e, entro la fine dell’anno, venduti ed immatricolati. Certo, infatti è logico presumere che le persone, appena finita la quarantena, tutti di corsa a comprare una macchina nuova…
    Non é filosofia dei furbetti che vogliono approfittare del momento drammatico per fare business, oggi il rinvio significa sopravvivenza!

    • Va’ bene discutere, ma tutte queste previsioni fatte come se tutti avessero la palla di vetro. Quello che è certo che la tecnologia corre così veloce che per poter scegliere quella giusta sulla quale buttare montagne di investimenti non servono manager super pagati vecchio stile ma grandi team coordinati da personale tecnicamente preparato che lavora con le stesse motivazioni. Tutto questo secondo me è vantaggio della TESLA. Fino a quando le tradizionali case automobilistiche non saranno organizzate come la Tesla per loro non ci sarà scampo. Per i cinesi tutto questo non li riguarda hanno parametri completamente diversi da quelli del mondo occidentale. In particolare l’Europa non ha scampo nel breve termine per competere con queste due compagini produttive che seguono logiche industriali completamente diverse da quelle tradizionali.

  12. Non sono d’accordo……quindi se non puoi o non sei capace a rispettare una regola la cambi? Se sei incapace come costruttore ad investire come hanno fatto altri allora devi chiudere……e purtroppo userai la leva degli operai senza lavoro….ma loro non hanno colpe…..in tutti questi anni i vari dirigenti anche quelli che hanno clamorosamente toppato sono ne sono usciti comunque lautamemte incensati…..

    • Quando dai una scadenza questa deve essere rispettata, è vero.

      Ma se una situazione globale blocca tutto per diversi mesi, ci vuole un minimo di elasticità.

      Sarebbe come chiedere Imu e versamenti agli sfollati dai terremoti senza nemmeno la possibilità di dilazione dei tempi e con imposizione di pagare esclusivamente nell’ufficio del paese, che tuttavia è crollato, pena pesanti sanzioni.
      Dovrebbero adempiere a qualcosa che avrebbero si potuto fare anche prima del dramma, in una situazione in cui non è più possibile farlo.

  13. Tutti e dico proprio tutti i grandi manager guardano ai profitti a breve e brevissimo termine, per cui non gli frega proprio niente, investire una montagna di soldi, magari portando in deficit l’azienda per qualche tempo , vedendosi così tagliato lo stipendio, quando i risultati degli investimenti fatti, ci saranno tra qualche anno quindi sul seggiolone ci sarà qualche altro al posto suo, scordatevi che faranno gli interessi dell’azieda ne tantomeno della collettività.
    La situazione di Tesla è ben diversa dato che in questo caso a capo c’è il fondatore nonché principale azionista percui lui si che farà gli interessi a lungo termine… In più è un genio pazzo furioso anche questo aiuta… hahahaha

  14. Ciao a tutti, mi potete spiegare perché l’idrogeno non può essere il combustibile del futuro per le automobili? Come l’energia elettrica si produce a “monte” quindi in teoria con le stesse sorgenti dell’elettrico (fossili e sostenibili), è facilmente immagazzinabile come la benzina, non ha il problema delle batterie come l’elettrico, chiaramente non inquina come i derivati da petrolio e infine praticamente esiste già la rete distributiva.
    grazie

    • Due problemi.
      Primo: la rete distributiva non esiste. In Italia c’è un solo distributore in Alto Adige
      Secondo: l’Idrogeno viene prodotto usando tre volte l’energia che poi rilascia. Quindi consumi 100 per ottenere 30

      • da quello che ho sempre letto/detto l’idrogeno in teoria è un “vettore” l’energia per crearlo = energia che rilascia, è chiaro che se come dici tu il rapporto è di uno a tre.. il gioco è difficile, per la distribuzione è chiaro che non siamo pronti, ma ripeto al netto di quello che hai detto tu.. l’idrogeno è “stoccabile”, una volta prodotto lo utilizzi senza nessun tipo d’inquinamento e scarti, io ritengo che i vantaggi siamo molti.
        Poi è chiaro che l’ottimizzazione è proporzionata agli investimenti.
        grazie e ciao

        • L’idrogeno potrà avere un ruolo nello stoccaggio, come giustamente dice tu, per non sprecare le quote di energia prodotta da fonti intermittenti come eolico e fotovoltaico e non immessa in rete per mancanza di richiesta. A quel punto anche un recupero del 30% sarà meglio di zero, una volta ammortizzati gli investimenti nell’impianto con la produzione diretta dell’energia elettrica. Come vedi, quindi, potrà avere solo una funzione marginale.

          • Non la chiamerei affatto marginale, ci potremmo fare il riscaldamento per tutto l’inverno.

            Direi che piuttosto è molto lontana la sua utilità, perché dovremmo raggiungere una produzione fotovoltaica tale da avere eccessi molto consistenti, praticamente ogni abitazione dovrebbe avere il suo fotovoltaico.

    • PRIMO: come gia detto niente rete distributori. Un distributore di idrogeno poi costa molto molto di piu di una stazione di benzina, questo per il secondo motivo che ….
      SECONDO: l’idrogeno non è cosi facile da immagazzinare come la benzina in un semplice serbatoio. Deve avere sistemi di sicurezza molto piu severi, essere in una lega piu resistente e deve essere molto piu resitente agli urti e allo scoppio. Risultato serbatoio molto meno capiente, molto piu spesso, molto piu complicato e molto piu pesante .. ergo … molto molto piu costoso. Questo perche l’idrogeno è un elemento molto instabile e suscettibibile oltre che volatile.
      TERZO: come gia accennato attualmente serve molta piu energia per produrlo rispetto all’energia che sprigiona. Oggi con le tecnologie attuali e i processi ottimizzati ed usando energia derivata ad esempio da pannelli fotovoltaici ci vuole 1,5 di energia per produrre 1 di idrogeno. quindi ancora non è nemmeno conveniente.

  15. Il buon senso di togliere tutte le multe, gli incentivi illegittimi che favoriscono l’elettrico quando non è competitivo e puniscono i produttori tradizionali per riportare il tutto ad un terreno di gioco corretto. In quanto al presunto vantaggio dei produttori cinesi, mi viene a dir poco da ridere. I loro prodotti sono scarsi e bassa qualità. NEPPURE IN CINA COMPRANO QUELLA ROBA, al punto che se il Regime Cinese non obbligasse i cittadini con leggi e regole da dittatura per comprare simili aggeggi, con l’aggiunta di incentivi, praticamente non venderebbero EVs in Cina. Il mercato è collassato nel 2019 con la fine degli incentivi. I cinesi in un complessivo calo del mercato hanno comprato molte meno NEV che auto tradizionali, della serie, se proprio non posso comprare un benzina o diesel, preferisco non comprare un auto nuova. Quindi in realtà le case automobilistiche EV di cui parlate De Facto sono o fallite o li vicino. In quanto a VW, vedremo se sono capaci a vendere un’auto che funziona o un cellulare con le ruote che va aggiornato in continuazione per problemi di software.
    Tesla: 1) nessuno vuole comprare una Tesla fatta nella terra del virus cinese, per ovvie ragioni di bassa qualità. 2) la Tesla deve trovare il modo di abbassare i prezzi e fare prodotti più appetibili, perché è evidente la fatica di un marchio ormai associato ai viziati ricchi elitari ambientalisti figli di papà. Non ci credete? Le cronache americane sono piene di atti vandalici contro queste auto. I lavoratori, quelli veri, e la middle class, non si vuole identificare con un prodotto che ti urla in faccia che sei un inquinatore che usa le mani per lavorare, che sei grasso, rozzo, stupido se usi un diesel etc etc.

    • Se Lei approva gli atti vandalici contro le Tesla abbiamo già finito di parlare. Punto.

  16. Queste regole e obblighi sono semplicemente stupidi.
    Nonostante il traffico ridotto a zero dal Covid19 il PM10 sale.
    L’UE continua ad ostinarsi a puntare il dito sui costruttori di auto, che non potranno fare altro che riversare sulla propria manovalanza e il consumatore finale i “costi” da sostenere: costi maggiori e licenziamenti significano contrazione dell’economia e maggiore povertà.
    È chiaro che questo tipo di mentalità OTTUSA segue il proverbio occhio non vede cuore non duole.

    La rete di distribuzione dell’energia elettrica a che punto è? Approvvigionamento di energia elettrica necessaria come verrà messo in pratica?
    L’auto elettrica è l’ultimo tassello di cui preoccuparsi se si vuole sostenere in maniera onesta, efficace e concreta una riduzione sensibile dell’inquinamento.
    La politica dovrebbe mettere in atto misure per diminuire il numero di veicoli circolanti più che cambiarne l’alimentazione.

    È evidente che l’automobile resterá uno status symbol ancora per molto tempo, più che uno strumento necessario a spostarsi.

    • Non credo che l’obiettivo dei costruttori sia quello che auspica lei: “diminuire il numero dei veicoli circolanti”…
      Sul resto (inquinamento, rete elettrica e via dicendo) le consiglierei di sfogliare i molti articoli già pubblicati nel nostro sito, e non solo. Scoprirà che molte delle sue opinioni sono frutto di pregiudizio.

  17. Non concordo con le tesi esposte nell’articolo. FCA le auto elettriche le studia e le produce. Anzi Fiat incominciò a studiarle e produrle negli anni 80 e 90. Che l’auto elettrica sia un tocca sana per l’ecologia non è per nulla certo. Produrre e soprattutto smaltire le batterie ha un impatto molto elevato e lo si sa da sempre, da prima delle auto elettriche abbiamo il problema. L’energia per ricaricarle dovrebbe essere prodotta da fonti ecologiche, vi ricordo che la Germania ad esempio produce energia da combustibili fossili per quassù la totalità del fabbisogno.
    In fine costruire un auto elettrica comporta la riduzione drammaticamente drastica di fornitori e mano d’opera. Che si controllino le emissioni dei riscaldamenti privati e delle industrie con la stessa veemenza che c’è stata per le auto con motore a scoppio. In Italia il traffico di auto si è drasticamente ridotto ma l’inquinamento no …

    • Paolo, il mondo va avanti, anche l’Olivetti aveva tante persone che lavoravano per costruire macchine da scrivere, poi sono arrivati i pc e a quei posti di lavoro si è dovuto dire addio. Vogliamo parlare di robot che costruiscono già le auto al posto degli operai? Quel che dobbiamo cercare di capire e di discutere è se l’elettrico è un passo avanti nel mondo della mobilità. Secondo noi lo è, anche perché si porta dietro un enorme sforzo per aumentare la produzione da rinnovabili(anche in Germania).

    • L’inquinamento non si è ridotto? L’aria pulita è l’unica cosa che c’è in sti giorni!

  18. A mio modesto parere tempi non sono maturi, ma forse in futuro lo saranno, l’elettrico ha troppe limitazioni e soprattutto mi preoccupa la sicurezza delle batterie (enormi in confronto a quelle dei cellulari), l’ibrido oggi è più maturo anche se non conveniente per tutti.

    Inoltre le campagne pubblicitarie sull’elettrico delle case automobilistiche non sono a favore dell’ambiente ma a favore dei loro profitti perché cercano di arrivare prima di altri, giustamente dal punto di vista della concorrenza ma le trovo ingannevoli.
    I prodotti attuali non sono maturi, accelerarne le vendite non risolve i problemi, ma li amplifica.
    La mobilità del futuro dovrà puntare di più sul pubblico e sullo sharing in città a mio parere, anche non elettrico al momento.

    Nessuno ad oggi ha chiarito come verranno smaltite le tonnellate di batterie esauste del futuro.

  19. Sono scettico sia sull elettrico sia e soprattutto suo suo vantaggi e benefici. Spero che questa demagogia finisca al più presto cadendo sulle sue contraddizioni.
    Intanto come ho fatto fino ad ora mi tengo il 6 cilindri

    • si in effetti non ci sono vantaggi con l’elettrico … soprattutto in questi giorni le foto dal satellite rendono bene l’idea … inquinamento atmosferico MENO 50% … poi ovviamente non hai una macchina elettrica per poter toccare con mano costi e soprattutto benefici/prestazioni … ma basterebbe fare due conti seriamente … ormai i dati ci sono … non sono piu teoria al quale uno puo controbattere … il tuo 6 cilindri a carbonella nulla possono a fianco della tesla piu scarsa :-)))

  20. Aggiornamento: Transport&Environment si dichiara contro la revisione dei limiti sulle emissioni (con relative multe) previsti per il 2020. Ipotizzando anche una netta divisione tra i costruttori all’interno dell’ACEA, l’associazione europea dei costruttori. In particoalre Volkswagen, Daimler-Mercedes e BMW avrebbero dei dubbi sull’opportunità di una retromarcia normativa. “La priorità ora è garantire la salute, la sicurezza e i posti di lavoro negli stabilimenti interessati dalle chiusure”, ha detto Julia Poliscanova, direttrice della sezione Clean Vehicle di T&E, “la ripresa economica sarà cruciale ma non si può consentire ad alcune Case di appellarsi alla crisi per cancellare i target ambientali europei”.

  21. Signor Tedeschini lei cita Olivetti,pc,robot che prendono posto degli operai….quindi….dobbiamo tagliere altri posti di lavoro….il mondo va avanti….ma a quale costo. Si parla di eco sostenibilità quando l’inquinamento su gomma pesa circa il 10% sul totale.Perché iniziare la crociata dal settore auto!?!!?L’auto elettrica taglierebbe rispetto al comparto tradizionale circa il 30% di occupazione…..le sembra poca cosa….Dietro quel numero ci sono persone…..Lei dice che l’elettrico è il futuro….può darsi però al momento non mi sembra pari al termico.Quando una carica durerà il tempo di un pieno di carburante allora potremmo riparlarne…

    • Ma prima mi fa il discorso occupazionale e poi viene fuori che il problema è il tempo della ricarica?

      Ma se il problema che preoccupa fosse quello occupazionale ( e non venisse tirato fuori solo per fare polemica), il tempo di rifornimento potrebbe essere anche di un minuto per fare diecimila km che quella frase sarebbe fuori luogo.

    • .. è ovvio che non parli per esperienza .. e semplicemente non hai chiara la questione nella realta … io da quando ho un’elettrica non mi fermo nemmo piu quei 5 minuti per far benzina … quindi realmente ci impiego di meno 🙂 … come faccio? … certo non è magia … semplicemente arrivo a casa attacco la macchina alla spina e il mattino dopo è carica al 100% … certo se ragioni alla vecchia maniera che vai finche non finisci la benzina (o la corrente) è ovvio che non funziona il discorso. Poi mi puoi ribattere che non tutti hanno il box … vero hai ragione … ma io non ho detto che istantaneamente tutti devo comprare un elettrica. Basterebbe che chi ha il box e dovesse cambiare la macchina comprasse un elettrica. Questo risolverebbe gia velocemente molti problemi. Il primo tra tutti quello economico visto che il costo della macchina + il costo mensile di mantenimento è molto piu basso di una tradizionale macchina endotermica

      • Hai ragione non ho esperienza di auto elettriche ma non ne sento neanche il bisogno….sul costo d’aqusto e risparmio continuo ad avere dubbi.Rimangono però altri problemi:l’occupazione di chi lavora nella auto tradizionali, come produrre energia su larga scala senza inquinare e capire veramente l’impatto nella costituzione delle auto elettriche perché sinceramente non c’è molta chiarezza…..

        • dal punto di vista dell’inquinamento gli studi dico gia adesso che comunque non ce paragone … questo certo non vuol dire che non inquinino … dal punto di vista ocupazzionale è una scusa .. le grosse multinazionali hanno sempre tagliato per un motivo o per l’altro. sicuramente ci sara un taglio … sicuramente si creera un nuovo indotto, nuovi impieghi. Non è certo colpa dell’auto elettrica la robotizzazione sempre piu spinta delle fabbriche.
          Io ho una macchina elettrica, faccio circa 20.000 km anno il risparmi c è ed è tangibile. Avoglia di dire bisogna vedere … non c è paragone… poi se la metti sul fattore del gusto personale ovviamente è soggettivo e indiscutibile. Se non lo hai fatto comunque prenota un test drive per capire cos è un auto elettrica

  22. Al supermanager un cordiale vaffa. A chi non ha fatto leggi ancora più stringenti per obbligare certe case automobilistiche a cambiare rotta, un’amichevole “a soreta” e a chi continua a pagare certi stipendi a questi supermanager, che di superiore al prossimo loro non hanno una beneamata minchia, un rumoroso “a str…”.

  23. Gent.mo Tedeschini, la leggo dai tempi di 4ruote. Volevo chiederle: leggendo i commenti al suo articolo, ma chi glielo fa fare di rispondere con infinita pazienza, alle innumerevoli sparate, scritte tutte senza la minima riflessione nel merito e con un tifo da stadio. Non è che si gioca la sua salute?

    • Non so se si riferisce al mio commento ma penso che il sig.Tedeschini non perderà la salute!!?!!Mi sembra molto superficiale pensare che il passaggio da termico a elettrico sia indolore.Il resto delle sue esternazioni non m’interessano

  24. Personalmente credo che il vero futuro sia l’idrogeno.
    Eliminato il problema della batteria si utilizza la tecnologia già esistente per gli impianti a metano ed hai possibilità di due tipi di motore, a combustione o elettrico.
    L’idrogeno può bruciare in un motore a combustione interna, ed in questo caso si parla di auto a idrogeno HICEV (Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle), oppure si può provocare una reazione con l’ossigeno in una pila a combustibile, producendo così elettricità. In questo caso di parla di auto a idrogeno FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle).
    Lo stoccaggio dell’idrogeno su larga scala è molto meno problematico di quello della corrente elettrica, per cui servirebbero sempre immani batterie condensatori e riqualificare tutta la rete elettrica nazionale.
    In Italia la rete elettrica non sopporterebbe il carico di una centralina nei ricarica in nemmeno metà delle abitazioni esistenti

    • il futuro è dell’idrogeno solo per i mezzi pesanti .. purtropppo non sara mai possibile sfruttarla totalmente per la trazione di qualsiasi mezzo … sara un po a suo tempo come fu il diesel utilizzato per i camion … probabilmente per il comparto navale anche

  25. La salute forse è meglio non toccarla visto il momento….per fortuna si può ancora avere opinioni…semplicemente ho fatto delle considerazioni poi ognuno la pensa come vuole….

  26. Il discorso occupazionale non mi sembra polemico ma reale….come pure ill tempo di ricarica ….aggiungo pure il prezzo delle auto elettriche visto non proprio popolari

    • … ma a me non sembra .. soprattutto se consideri gia auto ordinabili come la e-208 della peugeot o la e-corsa .. prezzo intorno ai 30K .. non mi pare cosi alto …. tieni conto che ci sono fino a 6K dallo stato come in centivi piu eventuali incentivi regionali .. ma trascurando gli incentivi probabilmente tu nel costo che devi pagare mensilmente non devi considerare i soldi per mantenere la macchina .. probabilmente sei tra i pochi che non hanno questo problema perche ti paga tutto la ditta … ma generalmente la gente deve mantenerla la macchina e la benzina, i tagliandi, il bollo e l’assicurazione vanno pagati .. e non puoi usare le banane come merce di scambio … devi pagare in Euro. Quindi se la matematica non è un’opinione mensilmente devi pagare rata della macchina + benzina + i vari costi annui ripartiti per 12 mesi …. contro una rata della macchina elettrica piu alta + assicurazione agevolata + bollo agevolato + manutenzione quasi inesistente + 40 euro al mese di corrente (mediamente per una persona che deve fare casa lavoro tutti i giorni … quindi parliamo dell’80% dei lavoratori, gli altri come ad esempio i rappresentanti che macino ben oltre i 40.000 km all’anno non vanno solitamente in giro con la panda quindi il costo dell’auto è gia paragonabile ad una elettrica, solo che senza costi di manutenzione è stra-conveniente)

      • Fonte autoscaut24 panda gpl €8000 a metano €11000…..direi che non c’è gara….comunque rimane il problema che un uso su larga scala dell’elettrico darebbe problemi enormi di energia.Basta pensare quando in estate accendiamo i condizionatori…Per quanto riguarda tutti i proclami sui prossimi divieti
        di circolazione vedremo se sono in grado di mantenerli……
        .

        • Ecco la tua risposta mi fa capire che o non hai letto cosa ho scritto, o non lo hai capito … ti ho appena fatto una riflessione dei costi e tu mi citi il solo prezzo dell’auto preso da autoscout??? … ma che vuol dire???!!! … poi scusami io ho usato la panda per estremizzare il concetto… il rapporto … veramente vuoi paragonare una Tesla ad una Panda?

  27. Mamma mia, non si è ancora capito che le auto elettriche consumano molta più energia delle auto tradizionali e inevitabilmente costano di più. È come il detersivo concentrato che era pubblicizzato per inquinare di meno, ma le massaie ne usavano in quantità troppo abbondanti. Per “caricare” le batterie ci vuole molta più energia di quella necessaria per le auto tradizionali. E qui entrano le lobby del nucleare, spazzate via con Fukushima. In particolare ci vorranno centrali auto rigeneranti e un Incidente potrebbe essere di tipo “extinction level event”.

    • non l’abbiamo ancora capito perché non è vero e ci sono ormai centinaia di studi indipendenti a dimostrarlo.

    • scusami allora fino ad adesso il mondo della scienza ci ha ingannati tutti dicendoci che un motore elettrico è 3 volte piu efficiente di uno termico? .. e ci sono societa che dichiarano di averlo ottimizzato ancor di piu e lo stanno per commercializzare? … per quel che ne so l’efficienza media di un motore termico benzina alla ruota sprigiona circa il 20% dell’energia che la benzina produce e il 25% per il diesel… quindi scusa come ci spieghi la tua affermazione?!!!!

  28. Poco importano le moratorie UE sulle emissioni da quando il 29 marzo 2020 il CEO nonché Chimico Dott. Wang Chuanfu di BYD ha annunciato un piano d’azione esteso a tutta la concorrenza cinese e mondiale per offrire a tutti gli interessati componenti e tecnologie per le EV.

    Un’operazione storica che rappresenta la volontà di un governo tra i più egemonici a proseguire sulla strada dell’elettrico, ma su scala globale.

    La riduzione dei costi dell’elettrico è in agguato dietro l’angolo.

    Come se non bastasse, per dimostrare il valore tecnologico di BYD, il Dott. Wang Chuanfu ha presentato una nuova tipologia di batteria a forma di lama, che dovrebbe risolvere i rischi per la sicurezza associati alle batterie nei veicoli elettrici, oltre ad aumentare del 50% l’utilizzo degli spazi nelle vetture per mezzo della sua forma lunga e sottile.

    Questo piano di espansione industriale globale impone a tutti i costruttori automotive il ripensamento di tutte le strategie.

    Aspettate gente, aspettate.

  29. Facevi cenno a 208E corsaE con relativi costi di mantenimento d’acquisto.Semplicemente ho fatto un paragone con una auto sicuramente inferiore di categoria ma con costo d’attacco nettamente interiore..rimane molto margine dal prezzo delle 2 vetture elettriche che citavi..Sinceramente non capisco cosa centra la tesla…comunque l’auto è di mia proprietà…non viaggio con macchina aziendale

    • … bhe allora se fai dai 20.000 km anno in su forse 2 conti dovresti farli. Ovvio che se hai una panda di proprieta e va bene, non conviene cambiarla nell’immediato … ma se ti trovassi nella condizione di dover cambiare la macchina, se fai i conti mensilmente spenderesti meno con una elettrica da 30.000 euro piuttosto che con una termica da 13/15.000 euro.

  30. Egregio Tedeschini, mio suocero ha lavorato fino al 1948 all’ambasciata americana a Venezia. Mi ha parlato di un brevetto dell’auto ad acqua comperato dagli americani e sepolto in un cassetto in attesa di tempi più tristi. Probabilmente qualcosa di simile alle celle di combustibile idrogeno. Ricordo che quattroruote lustri fa diede notizia di un’ auto BMV diffusa in California o Florida ,non ricordo, grazie ad incentivi statali oltre il 50°/. a fondo perduto. Il successo fu immediato tale che gli incentivi furono esauriti immediatamente. La gente capisce quando un cosa conviene. Poi non se seppe più nulla. Io penso che con un po’ di coraggio si potrebbe saltare il cambio ibrido elettrico e passare al fuel cell evitando costi da recuperare per i continui passaggi intermedi. Inquinamento zero.Che ne pensa?

    • Gentile sig. Otello, le grandi Case automobilistiche sono (quasi tutte) concordi nel ritenere che l’elettrico sia preferibile all’idrogeno per molte ragioni, a cominciare dal fatto che è più economico, più pratico e anche più sicuro. Questa è la situazione a oggi, non è detto che in futuro gli equilibri cambino. In questo decennio si pensa che l’idrogeno avrà un uso limitato, soprattutto per bus e camion che compiono quasi sempre gli stessi tragitti e possono quindi rifornire nelle stesse stazioni di servizio.

      • Sull’idrogeno credo che molte corrette opinioni di oggi saranno smentite domani. Confido presto e spero di aver ragione, purché sia idrogeno verde e non nero. Prodotto esclusivamente da fonte rinnovabile.
        Confido in futuro nell’idrogeno perché è il vettore energetico per eccellenza e può essere facilmente distribuito, come avviene in molte aree produttive attraverso gli idrogenodotti e prodotto con l’apporto gratuito del sole.
        Purtroppo, l’idrogeno di impiego industriale ha subito la devastante concorrenza dei metanodotti che non devono produrre, bensì trasportare, pressurizzare e depressurizzare CH4.
        L’idrogeno deve essere prodotto, non l’abbiamo disponibile in natura come il metano e gli idrocarburi, per cui la sfida tecnologica è proprio lì, nella produzione.
        Oggi ci sono investimenti notevoli negli US e tecnologie semplici ed efficaci, poco energivore che consentono di produrre idrogeno ed ossigeno direttamente nelle stazioni di servizio, ma mi ripeterei.
        L’Idrogeno sarà sempre più protagonista, sarà una delle fonti energetiche del futuro.
        L’immissione sul mercato non sarà immediata, non vedremo a breve la terza rivoluzione industriale annunciata da Jeremy Rifkin, ma non ci sono dubbi, sarà un sicuro protagonista.
        Lo scorso anno sono andato a vedere Arb il combustore solare di SoHHytec che ricaricava in cortile le 10 Toyota Mirai fuelcell dell’Università di Losanna.
        Arb è un sistema one stop per tutte le esigenze energetiche domestiche, che si tratti di combustibile, elettricità o calore per sostituire l’energia convenzionale a base di combustibili fossili.
        Arb prende solo la luce del sole e l’acqua come input e produce contemporaneamente idrogeno, ossigeno, elettricità e calore. Arb ha un’efficienza totale di quasi il 70% e richiede uno spazio minimo a terra o su un tetto.
        In Italia abbiamo Ares – Fondazione Bruno Kessler, diretta da Luigi Crema che persegue questa interessante ricerca e che spinge il Trentino, assieme all’Alto Adige, fra i territori leader in ricerca e diffusione dell’idrogeno in Europa. Idrogeno che nonostante sollevi ancora critiche sul piano tecnologico, strutturale, economico, normativo e di accettazione sociale, rappresenta il futuro, o quantomeno uno dei futuri possibili.
        Oltratlantico, a Brawley, in California, ci sono gli Stars di SoCalGas realizzati con il Pacific Northwest National Laboratory che ha sviluppato la tecnologia STARS (Solar Thermal Advanced Reaction System) con il finanziamento del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e della Southern California Gas Company (SoCalGas).
        La tecnologia STARS consente la produzione di gas idrogeno da fonte rinnovabile da gas naturale utilizzando energia solare concentrata, con una riduzione di oltre il 30% delle emissioni di CO2 rispetto alle tecnologie convenzionali.
        Le applicazioni immediate includono stazioni di rifornimento di idrogeno per veicoli a celle a combustibile. Lì è possibile rifornirsi di idrogeno pressurizzato a 900 bar, il gas più infiammabile ed esplosivo della tavola periodica che richiede estrema cautela e una approfondita competenza sulle condizioni d’innesco.
        Sono comunque fiducioso che presto potremo produrre idrogeno verde dal solare su vasta scala, senza apporto energetico e rifornirci da soli, con estrema prudenza ovviamente.

        https://www.youtube.com/watch?v=uj-xFUnN96k&feature=emb_logo
        https://www.sohhytec.com/vision

        • … ma infatti si prevede l’utilizo dell idrogeno per il trasporto pesante … pero per quanto riguarda la pericolosita dell’idrogeno non si puo far niente .. è dato dal composto, dalla chimica dell elemento, quindi per forza la tenologia per esso sara per forza di cose piu complicata e piu costosa per garantire sicurezza.

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