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I concessionari Volkswagen e l’ostruzionismo anti-elettrico

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           ——    AGGIORNAMENTO del 23/12/2020 ———

La Volkswagen ha risposto all’indagine di Greenpeace (vedi sotto) che mostra un sostanziale boicottaggio della rete di vendita nei confronti dell’elettrico: “Nessun altro produttore di automobili sta promuovendo la trasformazione verso la mobilità elettrica in modo così massiccio. Il marchio Volkswagen da solo sta investendo 11 miliardi di euro in mobilità elettrica tra il 2020 e il 2024 ”, si legge in una nota.i concessionari Il Gruppo tedesco ha anche negato che per i dealer sia più conveniente, come margini, vendere auto con motori tradizionali. Rifiutandosi però di entrare nei dettagli “per motivi di concorrenza”. Greenpeace aveva citato concessionari secondo i quali il guadagno per i modelli a combustione è di circa il 14%, contro il 6% della ID.3 (foto sopra) e ID.4.

                 ——    ARTICOLO ORIGINALE ———

I concessionari con i loro venditori: ecco una delle montagne più difficili da scalare per l’auto elettrica. Non l’amano proprio e ne arriva un’altra conferma.

I concessionari VW: la ID.3? Meglio la Golf…

Quei ragazzacci di Greenpeace ne hanno fatta un’altra delle loro. I militanti hanno finto  di essere potenziali clienti e hanno visitato 50 concessionarie Volkswagen in tutta la Germania. È quello che in gergo si chiama mistery shopping. La marca non è stata scelta a caso: in questo momento la Casa di Wolfsburg è quella che più di tutte sta spingendo sulla conversione all’elettrico, con il lancio di ID.3 e ID.4.
i concessionari
Questa e la foto sotto sono tratte dal tour della Germania effettuato da due collaudatori VW con la ID.3, visitando molte concessionarie con ottima accoglienza. I ragazzi di Greenpeace non hanno riscontrato lo stesso entusiasmo.

Diciamo subito che non è andata bene: il report finale, 14 pagine, descrive una serie di resistenze a proporre i modelli elettrici. Con allestimenti espositivi molto defilati e un problema di fondo: molti venditori confessano che sui modelli tradizionali hanno margini di guadagno più alti. L’impressione è che i concessionari vivano l’elettrico come un fastidio, anche perché su questo prodotto la percentuale di vendite on-line è più alta. A febbraio la Volkswagen ha firmato un accordo che assicura ai dealer una percentuale anche sulle vendite sul web effettuate a clienti della loro zona. Ma pare proprio che non basti.

L’elettrico non lo amano e non lo conoscono

La cartina di tornasole sull’atteggiamento dei venditori è arrivata quando i finti clienti hanno chiesto che cosa era preferibile acquistare tra la ID.3 e la Golf 8. In 27 casi su 35 la risposta è stata senza esitazione favorevole all’auto a benzina. Altra domanda: i mistery-shopper hanno detto che erano interessati a un’auto di dimensioni medie. Solo 8 su 25 hanno fatto cenno all’esistenza della ID.3. E solo in un caso il modello elettrico è stato consigliato.
i concessionari Ma il tasto più dolente, forse, è legato alla scarsa preparazione sulle caratteristiche delle auto a batterie. Erano state preparate 5 domande, che vertevano soprattutto su rete e tempi di ricarica. Oltre che sulla legenda metropolitano secondo cui le elettriche si incendiano più facilmente. Quasi la metà dei venditori, il 48%, ha dato risposte errate o molto incomplete. Infine: i dealer hanno confessato di avere i piazzali pieni di auto a benzina o a gasolio ancora invendute, mentre le elettriche arrivano col contagocce. Logico che cerchino di sbarazzarsi soprattutto delle prime. 

LEGGI ANCHE: Compro l’auto elettrica? Il problema è il concessionario

 

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73 COMMENTI

  1. Se sul carburante fossile il governo italiano non guadagnasse miliardi in accise, iva, ecc ogni anno avremmo già una rete elettrica adeguata e una produzione di energie alternative adeguata.
    Ma siamo in Italia e continuiamo a usare i carburanti, il trasporto è prevalentemente su gomma ecc, ecc.
    La diffusione dell’elettrico arriverà insieme alle strutture di supporto.

    • Se sparissero i fossili diminuirebbe drasticamente la spesa sanitaria, ma anche li piangerebbe qualcuno, come le aziende farmaceutiche.
      Quindi, l’auto elettrica fa piangere oltre ai petrolieri anche le farmaceutiche.
      La vedo dura.

  2. Son riuscito a vedere soltanto due auto/concessionarie ma direi che ho trovato personale gentile e competente, specie nel secondo caso, ma lì è facile visto che ne hanno vendute tantissime… Magari non tutto il 100% della forza vendita è preparato allo stesso modo, ma ritengo che mi abbia servito adeguatamente

  3. Ricapitoliamo:

    – i venditori non le vogliono;
    – i meccanici non le vogliono;
    – i costruttori di ricambi auto non le vogliono;
    – i petrolieri non le vogliono;
    – molte case costruttrici non le vogliono;
    – molte case costruttrici le costruiscono in quanto obbligate (ma non esitano a parlarne male);
    – alcune case costruttrici hanno pure costituito gamme e nuovi marchi a parte (se cambia il vento in attimo smontano tutto);
    – i politici non le vogliono (e anche chi dice che le vuole spesso fa il doppio gioco);
    – l’italiano medio non le vuole;
    – i giornalisti prezzolati le screditano;
    – l’Avvenire difende le auto termiche.

    Uno con la testa pelata diceva: molti nemici molto onore…..però lo diceva solo lui.

    Boh comincio a credere che una volta finiti gli impallinati come noi, in Italia resterà il termico.

  4. Regola numero 1: se il venditore fa un’affermazione, allora vale il suo esatto contrario. Sperrimentato di persona N volte. Regola numero 2: Il venditore fa il suo interesse, non il tuo. Se poi ti perde come cliente, pazienza, la giostra gira. Regola numero 3: La fregatura sta nei dettagli, che puntualmente il venditore nasconde. Sintesi: lo stereotipo “venditore d’auto” é un’eccellente rappresentazione della realtà.

  5. …..e dal tubo di scarico usciva aria per guarire i problemi oncologici,
    …dalla pompa del gasolio un fluido che serve a ridare fertilità a chi l’ha persa grazie alla filiera dell’allevamento;
    ….dalla raffineria nell’aria e nel sottosuolo (senza farsi vedere) sono stati immessi composti chimici in grado di guarire le malformazioni neonatali;
    ..dai pozzi invece dopo l’estrazione del petrolio vengono immessi speciali fluidi che contrastano i movimenti tellurici e permettono al pianeta di dormire sonni tranquilli conservando monumenti vecchi di 1000 anni per altri 1000, soprattutto nell’italia centrale.

    Inoltre tutte questa filiera per la produzione del gasolio libera ad ogni passaggio ossigeno, ottimo per contrastare la causa del surriscaldamento terrestre, ………….le devastanti, innaturali, oscene e cancerogene flatulenze bovine (una vergogna, se avessimo un governo serio avremmo il superbollo su ogni capo bovino, ed una multa ad ogni flatulenza umana).

    Viva il petrolio, viva il gasolio e tutte le combustioni possibili sul pianeta terra.
    E viva anche il partito dei purshlatun, gnurantun, e melun.

  6. Mi viene a questo punto il dubbio che tante inesattezze e luoghi comuni li riferiscano anche quando illustrano i modelli a combustione, solo che lì l’acquirente medio è meno informato di come siamo noi (fissati) dell’elettrico.

  7. Idem, stessa storia al concessionario Hyundai in una cittadina che inizia per R e finisce per overeto.
    Secondo il venditore il loro modello era uno schifo assoluto, ci ha addirittaura palesato la possibilità di incendi (cosa che poi si è verificata).

    Alla VW dove ho preso una E-Up! poi ho trovato subito un venditore competente, le uniche incertezze erano relative a disponibilità e incentivi.

  8. È vero, molti venditori non conoscono a fondo l’elettrico e, invece, dovrebbero farlo visto che è il loro mestiere.
    È anche vero che i corsi di preparazione per le forza vendite oggi si fanno online, magari mentre sei in ufficio e devi fare anche altre cose.
    Comunque la risposta è nella parte finale dell’articolo:
    Le concessionarie, e i costruttori, sono pieni di auto con motore endotermico ed è logico che spingono per le vendita su questo prodotto.
    Ciò non toglie che ogni consulente alle vendite deve essere preparato tecnicamente su quello che commercializza altrimenti che consulente sarebbe?
    E poi il futuro sarà sempre più elettrico.

  9. È la stessa cosa quando dyson presentò il suo aspirapolvere senza sacchetto. Tutti i venditori lo sconsigliavano perché avevano grossi guadagni sui ricambi e non sulla vendita…
    Inoltre ormai i concessionari sono diventati una gabella feudale, non offrono nessun servizio aggiuntivo a una pagina web e se hai problemi scaricano tutto sulla casa madre… Se chiudono chissene.. (con tutto rispetto…)

  10. A me è successa la stessa cosa descritta nell’articolo: chiamo per farmi fare un preventivo per la ID3 ed il venditore era scocciato, quasi mi ha trattato come se fossi stato un visionsionario.
    Poi ha sparato un po’ di m…. sulle auto elettriche ed fine mi ha chiesto “vuoi la T-roc?”

  11. Ma non è più semplice sostituire tutto con il metano che si può tranquillamente produrre con la merda di mucca ed è veramente rinnovabile a differenza dei costosissimi pacchi batteria??

  12. Scicchi .. io ho due auto elettriche in famiglia ..da settembre ad oggi ho risparmiato 100 € la settima di carburante, per non parlare della manutenzione……

  13. Scusate ma credo che un’auto elettrica vada bene solo per chi viaggia solo in città e abbia un locale dove poter ricaricare la notte, per chi deve fare 200-300 km anche solo per una gita fuori porta sa quando parte ma non sa quando potrà tornare. Tutto questo a un prezzo molto più alto di una ibrida

  14. L’anno scorso cercavo auto e mi interessava delle elettriche. Un concessionario Renault di provincia zona Alpi mi ha sconsigliato la Zoe perché non ci sono colonnine (ho scoperto ne aveva due a meno di 300mt), non va bene in montagna (grazie alla frenata rigenerativa ed alla coppia anche da fermo è esattamente l’opposto) e costa un sacco: quanto? Boh non sapeva perché la casa madre non fornisce ancora informazioni chiare. Cose da matti. Nel capoluogo di provincia ho trovato invece concessionari disponibili sebbene nel caso di VW abbiano ammesso di avere marginalità ridicola e ovviamente previsione di nessun introito per i tagliandi mancati negli anni futuri. Alla fine presa Skoda Citigo e-IV: meravigliosa!
    Settembre 2020 a una collega che chiedeva dell’elettrico anno sconsigliato vivamente perché d’estate va in vacanza a 500km… Una Kona long range o una Model 3 sarebbero state adatte.

    • Il futuro sarà al cimitero, se non invertiamo la rotta, a costo di far piangere i petrolieri, tutti i loro simili e tutti i loro amici.
      Altro che Covid.

      E non serve leggere e seguire Greta per capirlo.

  15. Ma questo sito è proprietà di Tesla per caso? Perché non passa in singolo giorno senza che si faccia qualche articolo contro le varie VW, Toyota etc .. con una marchetta a Tesla.
    Persino con titoli fuorvianti tipo “impiegano 9 ore a fare 100 km con una Porsche elettrica “..

    È il modo migliore per rendere antipatico il settore a tutti quelli che non sono dei die hard fanboy di Musk …

  16. Quindi anche proprio per l’argomento di cui si parla in questo articolo era giustissima la proposta (subito accantonata) di concedere l’incentivo legato al 50% del costo fatturato da erogarsi poi in 5 rate annuali come sconto sulle tasse (l’IRPEF restituito sul 730) se l’acquirente aveva un isee inferiore a 45’000 euro. Perché poi è stato deciso di mantenere gli incentivi come lo sono ora?? A pensar male spesso ci si azzecca quindi se gli incentivi sono dettati dai costruttori/venditori e sono rimasti tali, vuol proprio dire che le elettriche non si devono vendere ancora.

    • La stragrande maggioranza di chi acquista una elettrica oggi lo fa proprio perché ci sono gli incentivi statali.
      Purtroppo oggi le auto elettriche hanno costi di produzione molto elevati e conseguentemente il listino di vendita.
      Nonostante la marginalità del concessionario sia ridotta al 50% ca. anche per contenere il listino prezzi al pubblico.
      Considerando un’auto di medie dimensioni e una corrispondente elettrica è molto facile che si crei una differenza di costo di listino di 20.000€
      Con l’incentivo si riduce anche di €10.000.
      Chi può permettersi auto elettriche di medie dimensione con garage e relativa ricarica adesso prende in considerazione anche l’elettrico.
      Prima era una rarità vendere una vettura elettrica.
      Ma il problema rimane la disponibilità delle colonnine per la ricarica.
      Sono in lento incremento, molto lento, troppo lento.
      Andrebbero fatti più sforzi sulla diffusione delle ricariche sia in casa che fuori.
      Magari tra 10 anni saremo pronti anche in Italia

  17. Io ho comprato da due mesi la Evo Electric.
    L’autonomia dichiarata è di è di 276 km.
    Con una guida senza brusche accelerazioni ma modulando l’acceleratore sono arrivato a percorrere più chilometri di quelli persi come autonomia, senza penalizzare la velocità di punta.
    Di contro chiedendo tutto quello che aveva , sempre sullo stesso percorso ho perso circa il 30%di autonomia.
    Non so se sia attendibile come prova perché mi baso su un tragitto totale di 60km tra andata e ritorno e riferito ai dati del computer di bordo.
    Per quanto riguarda l’acquisto me la sono praticamente venduta da solo il venditore mi ha solo assecondato.
    Per quanto riguarda il rapporto qualità prezzo se si considera il listino di 32k non sono ancora in grado di esprimermi, anche se lo ritengono un po’ eccessivo.
    Gli interni sono nel complesso ben fatti ma ci sono elementi che stridono un po’ per una cifra del genere anche se si notano solo con un’ analisi più attenta.
    La guida devo dire che mi ha sorpreso sia come prestazioni che come percezione di sicurezza.
    Bisogna prendere un po’ la mano con la frenata rigenerativa e con il veleggiamento se si ha una guida sportiva.

  18. Io capisco che siamo su vaielettrico, ma se il mezzo no soddisfa le richieste si budget e praticità.. è come dire che i concessionari fanno ostruzionismo sulle auto coupé… o berline rispetto ai sub..

  19. Non condivido questa tesi!! In 2 concessionarie vw in fvg son entrato x comprare l auto elettrica…me l hanno fatta provare con esauriente spiegazione del autovettura e degli ecoincentivi…che poi ho acquistato

  20. Ma ragazzi, sulle elettriche prendono meno in provvigioni e le manutenzioni saranno bassissime….
    Cosa devono consigliare???
    Chiaramente guardano il loro portafoglio!!!
    È il consumatore a questo punto che si deve informare ma non dal concessionario!!!

  21. I veicoli elettrici sono sopravvalutati”: lo ha detto nel corso di una conferenza stampa Akio Toyoda, numero uno della Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association. Il dirigente ha sottolineato, in particolare, “l’eccessivo clamore” sulle auto alla spina e la mancanza di adeguate valutazioni sulle conseguenze di una pervasiva adozione della mobilità a zero emissioni sul sistema economico giapponese.

    Sistema al collasso. Toyoda, innanzitutto, ha criticato i sostenitori dell’elettrico perché, nel valutare la sostenibilità di questa tecnologia, non prendono in considerazione le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla generazione di elettricità e, ancor di più, i costi sociali della transizione energetica. Inoltre, il presidente della Toyota ha fatto presente che il Giappone andrebbe incontro a un blackout nel caso in cui tutto il parco circolante fosse alla spina, situazione che richiederebbe la realizzazione di un’infrastruttura dal costo multimiliardario: Toyoda ha quantificato una spesa tra i 14.000 e i 37.000 miliardi di yen (165-438 miliardi di euro). “Quando i politici dicono ‘liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina’, capiscono cosa significa?”, chiede il manager nipponico, ricordando come il Giappone dipenda fortemente dal carbone e dal gas naturale per la produzione di elettricità.

    Un bene per pochi. Inoltre, secondo Toyoda, la mobilità elettrica rischia anche di produrre un danno all’ambiente: “Più veicoli elettrici produciamo, più salgono le emissioni di anidride carbonica”, ha sottolineato. Quanto alla possibilità che il Giappone metta al bando le endotermiche a partire dal 2035, il numero uno del colosso asiatico è stato molto chiaro: Tokyo, a suo avviso, corre troppo in fretta e rischia di creare conseguenze dannose per l’intero tessuto economico del Paese. “L’attuale modello di business dell’industria automobilistica – ha avvertito – collasserà”, determinando la perdita di milioni di posti di lavoro. Infine, non sono mancati avvertimenti sull’impatto che normative sulle emissioni sempre più stringenti avranno sui consumatori; Toyoda, infatti, ha espresso il timore che i regolamenti possano rendere le auto un “fiore in cima a una vetta”, ossia beni al di fuori dalla portata del ceto medio.

  22. Io ho la Zoe e d’inverno in autostrada 150 km li fa di sicuro, secondo me minimo 200 se vai sui 110- 120 km/h.
    Per quanto riguarda il discorso sui venditori che non spingono le elettriche è vecchio ed attualmente falso. Non bisogna dimenticare che queste permettono di abbassare le emissioni delle case costruttrici. Il 27 marzo 2019 il parlamento europeo ha infatti stabilito che le emissioni di co2 delle auto prodotte dalle case automobilistiche si debbano attestare a partire dal 2020 sui 95 g/km pena multe molto salate.
    Quindi, seppur controvoglia e con il contributo degli incentivi, le vendite, dati alla mano, sono decollate e così la preparazione dei venditori stessi.
    Io lavoro in una concessionaria che ha 10 Zoe come auto sostitutiva, 5 per le prove, 4 Twingo elettriche, 6 Captur Plug-In.
    Mi sembra che le cose siano cambiate basta coi soliti discorsi.

  23. Io sto tentando di acquistare un’auto elettrica in segmento B che in autostrada in inverno faccia almeno 150km e me ne lasci 15 di margine per cercare una colonnina, ma i prezzi sono assurdi: si parte da 28.000€ inclusi incentivi. Ora, non dico regalata, ma a 22.000€ senza accessori la comprerei. La diffusione delle auto elettriche nel 2021 sarà inferiore al 2020 a mio parere: chi si poteva permettere certe cifre da capogiro ha già fatto l’acquisto.

  24. Io che sono un ingegnere elettrotecnico e grande appassionato di BEV stavo pensando di sfruttare a mio vantaggio (solo professionale, beninteso) questa imperdonabile ignoranza proponendomi come consulente tecnico e/o formatore. Secondo me non sarebbe una cattiva idea: potrebbe esserci tanto lavoro nei prossimi anni, si darebbe una mano al settore, ai venditori e agli acquirenti.

  25. Io ho fatto il contratto martedì(riuscendo a rientrare negli incentici x il rotto della cuffia) x la id3. Va bene che ho chiesto solo di questa, ma non mi è sembrato che mi abbiano fatto tanta resistenza.

  26. È capitato anche a me (in Lombardia), all’inizio del 2020 ho deciso di acquistare una Seat Mii eletric rottamando la mia vecchia Clio con 350000 km
    Ho girato 10 concessionari Seat (al di là che non avevano neanche il volantino figuriamoci vedere la macchina dal vivo) nessuno me la voleva vendere e mi proponevano l’ibiza a metano…
    Alla fine ho trovato un concessionario a 150km che non l’aveva da provare ma ha recuperato una e-up per il test drive.
    Alla fine la Mii lui me l’ha ordinata

  27. Pregate che non si rompa mai perché stareste a piedi mesi , i pacchi batterie vanno alla fabbrica e costano migliaia di euro , non vi vogliono vendere una elettrica perché se si guasta sono cavoli del concessionario che oltre a non marginalizzare nulla , si ritrova in un contenzioso legale che può durare mesi , deve anticipare moneta che gli verrà rimborsata a data da definirsi , perciò non e’ invogliato a vendervi una vettura elettrica , per di più a cui non si farà nemmeno un tagliando remunerativo .
    Ma lo stesso avrà obblighi con la casa di personale formato , e in numero adeguato con un ritorno economico risibile .
    E vi chiedete perché i concessionari non vi vogliono vendere le auto elettriche ?
    Ma fanno bene , per di più le comprate su internet ? Fatevele riparare si internet …..i costi delle attrezzature per ripararle a costi assurdi con rientro minimo ? E chi si assume la responsabilità di un suicidio commerciale del genere ?
    Per chi e’ fuori dal mondo auto non può capire certe dinamiche in atto .
    In ogni caso l’ auto elettrica deve ancora migliorare sotto molti aspetti e non sarà per tutti .

    • Il futuro é la vendita on line con consegna a domicilio e tagliandi fatti presso officine convenzionate. Risultato: le auto costano un pó meno perché non c’é la cresta dei concessionari, i ricambi costeranno un pó meno perché forniti da chi tratta solo quello e con volumi maggiori. E per ultimo, venditori che non sanno vendere un prodotto si cercheranno un lavoro in cui rendono meglio

  28. L’inerzia della distribuzione è universale e non è legata ad un settore specifico dell’industria o del commercio. L’ esame comparativo delle curve delle vendite cumulate di Tesla e di Volkswagen nei prossimi 5 anni diventerra un case study per le prossime generazioni
    Le condizioni neccesserie a una svolta del mercato, ossia i prodotti, esiste per ambedue costruttori

    La condizione sufficiente sarà per la Tesla di leggeremente devirtualizare la sua rete per assicurare un contatto umano per un servizio post-vendita e quella della Volkswagen sarà di virtualizzare la sua distribuzione per bypassare quella attuale. Il caso di Renault è da studiare perché l distribuzione vede apparire dopo un decenio di traversata del deserto un volume di vendita e di immagine paragonabile ai modelli termici

  29. Io questa estate ho avuto una esperienza ancora peggiore da un concessionario VW in provincia di Como.
    Ho chiesto della VW e-up a un venditore il quale mi ha risposto: “La fermo subito, non ne abbiamo, le abbiamo vendute tutte. Dovrebbe tornare all’inizio dell’anno prossimo per provare a ordinarne una”.
    Tornare 5 mesi più tardi solo per provare a ordinarne una!!? Non mi ha proposto nessun modello elettrico alternativo, praticamente mi ha mandato via.

    • Io mi sono fatto un idea mia (probabilmente sbagliata):

      – le case hanno ridotto i margini sul nuovo per abbassare i prezzi ed essere competitivi;
      – le concessionarie vivono soprattutto di manutenzione (così avevo letto);
      – sparendo le termiche che sono sempre bisognose di manutenzione anche le concessionarie verranno ridimensionate e magari sposeranno il sistema Tesla.

      Quindi temo che l’ostilità di venditori e manutentori sia dovuta al (comprensibile) timore di perdere il lavoro.

      • Resistenza ad essere cambiati. Ma se invece di fare resistenza si informassero, studiando e dando informazioni e aiuto ai clienti, il margine scarso sarebbe aiutato dall’aumento di vendite.

        • Non tanto, ho lavorato nei centri ricambi volkswagen e vissuto anche un po’ di Toyota. In entrambi i casi, le case non guadagnano nel vendere le auto bensì nel rivendere i ricambi che sono pari quasi al 80% del fatturato.

          • Provo a sintetizzare. Se le auto non si rompono, le case non guadagnano. Quindi alle case conviene fare auto che si rompano il più possibile. Il problema è che le termiche si rompono, le elettriche no. Ho capito bene?

          • Confermo pezzi di ricambio e manodopera. Soprattutto spingono sui diesel chi fa almeno 50000 km all’anno sa i costi .
            Parentesi il motore più semplice ,vedi Fire, si compone di più di 500 pezzi. Senza contare l’elettronica …tutti pezzi che si usurano .

  30. Riscontrato anche io diverso ostracismo in vari concessionari quando cercavo l’auto elettrica, dalla Hyundai alla Renault. La Volkswagen mi avevano detto che non vendevano elettriche (e quando avevo cercato io era così effettivamente).

    Però in buona parte altri marchi (e altre concessionarie Renault non della mia zona) li ho trovati più “venditori” (non dico favorevoli, perché io escludevo a priori le termiche, quindi non mi hanno consigliato EV perché gliele ho chieste io, ma non so come si sarebbero posti se gli avessi richiesto un consiglio

  31. Purtroppo confermo, il venditore VW doveva richiamarmi il giorno successivo per farmi sapere quando poter provare la ID3 ma sono passate settimane e non si è fatto vivo nessuno,
    e la concessionaria Renault (circa 2 anni fa però) manco sapeva cosa dire della Zoe, come se fossi venuto dal futuro con una DeLorean.
    In Tesla invece sono propensi a vendertela, fartela provare ed a parlartene, ma se chiedi qualcosa di tecnico che va oltre le argomentazioni commerciali è finita, passano al cliente successivo (che il più delle volte è li a scroccare il giretto di mezz’ora per poi parlarne alla sera con gli amici).

    A mio avviso (Tesla a parte) queste elettriche gli danno solo fastidio, a loro e pure a quelli dell’officina.

      • Anche i venditori che fanno male il proprio lavoro si riconoscono: Stefano.
        La buona notizia e’ che fra non molto non servirete piu’.

        • Ma se sparissero le concessionarie come fanno tutte quelle persone che passano il sabato e la domenica a fare incetta di preventivi e test drive per poi non acquistare più nulla?
          Comunque Cambierà il modo di lavorare nelle concessionarie e cambieranno le mansioni del personale di vendita ma solo le vendite online non saranno sufficienti.
          Vi immaginate la maggior parte delle persone over 60 che acquistano l’auto online?
          E con l’usato da rendere ?
          Io credo che ancora per 10/15 anni i venditori ci saranno, cambierà il modo di lavorare ma ci saranno saranno.

  32. L’elettrico, come la lampadina quando ha sostituito le candele ed il gas illuminante, comporta dei grandi e profondi cambiamenti.
    A quanto pare i primi 2 costruttori mondiali (Volkswaghen e Toyota) faticano ancora parecchio a portare questi cambiamenti all’interno delle proprie catene produttive e commerciali .
    ATTENZIONE: in quanto questi ritardi lasciano sempre più spazi ai produttori di alto elettriche come Tesla in primis.
    Auguri da Paolo

  33. La sopravivenza di un costruttore sta nel suo tempismo di passare con forza e anticipo al elettrico per darsi il tempo di vincere l’inerzia della distribuzione

    E suicidiario per un costruttore di passare al elettrico quando il mercato sarra maturo perche non avra piu il tempo di cambiare la distribuzione

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