
I cinesi ci invadono con le loro auto. Allarme della UIL, con una ricerca che mostra quanto è aggressiva la penetrazione dei marchi made in Cina. Non solo nell’elettrico, ma anche nelle auto termiche.
I cinesi ci invadono: “Già nel 2025 hanno venduto 100 mila macchine”
“Per anni abbiamo avvertito il Governo sul rischio dell’invasione di auto cinesi nel nostro mercato e in Europa. Grazie a costi più bassi che minano la concorrenza. Oggi, con la nostra ricerca, dimostriamo numeri alla mano che quel rischio è diventato realtà. E c’è bisogno di una scossa immediata per evitare un disastro occupazionale, sociale e industriale senza precedenti‘. Parole di Rocco Palombella, segretario generale Uilm, sulla ricerca condotta dalla Uilm nazionale. Elaborando i dati pubblicati da Unrae, sulla vendita di auto cinesi in Italia, sottolineando che “i dati sulle immatricolazioni in Italia del 2025 delineano un quadro drammatico per l’industria automobilistica nazionale. Il mercato complessivo registra una piccola flessione e la produzione crolla ai livelli del Dopoguerrra. Mentre i gruppi cinesi raggiungono una crescita senza precedenti sia nell’elettrico che nel termico“.

A Stellantis: “Servono più modelli made in Italy, soprattutto ibridi”
Secondo la ricerca, a fronte di un calo generale delle vendite del 2,1% rispetto al 2024, i marchi cinesi hanno più che raddoppiato. Raggiungendo una quota di mercato totale del 6,5% con poco meno di 100.000 veicoli. “Anche qui la produzione italiana è presente solo con due modelli tra i primi 50 più venduti nel nostro Paese: un disastro senza precedenti“, ha detto Palombella. Aggiungendo: “Siamo in una tempesta perfetta. Senza interventi immediati, rischiamo di perdere una filiera fondamentale”. La richiesta a Stellantis è di “nuovi modelli, prioritariamente ibridi, in tutti gli stabilimenti italiani. Per rilanciare la produzione e salvaguardare l’occupazione e l’anticipo del piano industriale. “Chiediamo all’Unione Europea di cancellare le regole assurde del Green Deal e e sostenere la produzione interna. Prima di considerare la rimozione dei dazi alla Cina. Al Governo diciamo che il tempo delle passerelle è finito“, ha detto.
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La visione clientelare di un sindacato legato al padrone di Stellantis. Anziché chiedere di farli venire a produrre in Italia perché Stellantis si sposta in altri paesi, se la prendono con chi ha investito e creduto al futuro
negli anni 80 un genio a Bologna aveva ideato e costruito un mezzo elettrico multiruolo per la citta il Boxel con i limiti del tempo era eccezionale (poco tempo fa uno rosso circolava ancora x Bologna) è stato ostacolato da tutti invece di investirci sopra ed aiutare questo genio. ora onda cinese è arrivata e travolgerà tutto ma il sindacalista deve prendersi una buona parte di colpe e qua lo dice uno iscritto al sindacato da oltre 40 anni. siamo andati TUTTI dietro a chi denigrava l elettrico e non abbiamo capito che è meglio caricare una macchina con il sole che ne far venire una petroliera dall altra parte del mondo.
Ci chiamavano il Paese del sole, ma non c’abbiamo creduto abbastanza.
Al di la’ delle dichiarazioni dei vari sindacalisti, a cui personalmente non faccio più attenzione da anni, rimane il problema dell’eccesso di capacità produttiva e della sovrapproduzione cinese, per cui le case di quel paese stanno esportando e vendendo ovunque sotto costo.
Questa pratica di concorrenza sleale, unita al fatto che le case cinesi sono state sovvenzionate dallo stato per più di 10 anni e che lo stato cinese ha acquisito il controllo mondiale di determinate filiere, mette in pericolosa crisi il comparto occidentale. A tal proposito si deve fare qualcosa.
Tralasciamo il caso Italia dove la crisi automotive ha anche altre ragioni.
Vendono sottocosto anche sul mercato interno, e molte falliranno. SE non le salva lo Stato (come Ilva, Alitalia, MPS, o EDF in Francia) dove sarebbe la concorrenza sleale?
La Fiat ed il relativo gruppo quanti aiuti ha avuto dallo stato italiano ?
E’ stata una scelta politica ben definita, inutile prendersela con i cinesi che invece hanno adottato una politica più lungimirante.
Ricordiamo che si parla di concorrenza sleale quando un paese o un’azienda: (i) vende sotto costo (dumping) in modo sistematico; (ii) riceve sussidi distorsivi che alterano il mercato; (iii) impone barriere all’ingresso agli altri mentre esporta liberamente; (iv) controlla filiere critiche rendendo difficile la competizione.
La Cina è accusata di almeno due di questi punti, anche se dimostrarlo in modo formale sarà molto difficile.
E non sono io a dirlo ma ben altre persone più degne e competenti del sottoscritto, visto che l’UE ha avviato un’indagine anti‑sussidi proprio su questo.
Il dumping si configura quando un prodotto è esportato e venduto all’estero a prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato domestico https://www.treccani.it/enciclopedia/dumping/. E non è il caso delle auto elettriche cinesi. “Sottocosto” in questo caso non vuol dire niente. I dazi Ue sono stati motivati con i sussidi statali illegali concessi da Pechino all’intera filiera dell’auto elettrica, e in particolare sulle batterie. I cinesi hanno risposto con un ricorso al WTO sostenendo che mancano la prove dei supposti sussidi. Infatti i dazi saranno sostituiti da quote di importazione e prezzi minimi concordati.
Ha ragione, formalmente il dumping non si può contestare (probabilmente stanno vendendo a margini minimi o magari anche sotto costo anche in Cina pur di gestire la sovracapacità produttiva).
Ma su sussidi e controllo delle filiere critiche (p.es. batterie), mi sento di dire che non ci sono dubbi.
Provarlo sarà impossibile (come sempre capita con lo stato cinese), e quindi dovremo atterrare su qualche accordo più o meno serio.
Non so da cosa dipenda la sua convinzione. Chi la Cina la frequenta da anni, e non per turismo, ha convinzioni diverse, almeno per quel che riguarda la sua presunta scorrettezza: Auto elettriche cinesi: la grande “purga” è iniziata (ma per noi cambia poco)
In relazione ai sussidi, lo pensa l’intera UE e lo stanno investigando. Peraltro è scritto anche nell’articolo da lei messo a riferimento. E se così non fosse non sarebbero nati 200 marchi di auto elettriche dal nulla.
Sul controllo delle filiere critiche ha ancora qualche dubbio? L’Europa oggi dipende dalla Cina per batterie, chimica dei materiali, raffinazione, elettronica di potenza ed in generale la supply chain EV.
Per quanto mi riguarda ho solo l’esperienza di aver acquisito qualche miliardo di Euro di alta tecnologia cinese ed ho vissuto personalmente vari giochi sulle logiche di pricing (che un normale produttore europeo non avrebbe mai potuto attuare e sostenere).
Poi che ognuno creda a quello che preferisce.
Ma io penso che sia meglio essere ben consapevoli delle carte in gioco.
L’Ue non ha alcuna investigazione in corso. Ovviamente l’ha fatta prima di imporre i dazi addizionali che ora verranno sostituiti da quote e prezzi minimi. Non mi risulta che i cinesi abbiano assunto il controllo delle filiere critiche con bombardamenti mirati o ricatti politici. L’hanno pazientemente costruito con visione strategica sul futuro. Quanto all’interpretazione di quello che ho scritto, mi permetta di eccepire: nessuno nega i sussidi erogati in passato, ma la conclusione è che oggi l’industria auto cinese è avanti qualche anno rispetto a quella europea. Motivo per cui lei ha comprato qualche miliardo di alta tecnologia cinese. O no?
No, perché costavano meno.
E negli anni successivi abbiamo poi dovuto supportare le aziende occidentali, altrimenti saremmo stati nelle mani delle aziende cinesi.
Spero per voi che non siate oggi nelle mani di aziende americane…
Rocco, definisci “industria automobilistica nazionale” (cit.)
Io lavoro proprio nel settore autmotive, il problema è che questi sono proprio ubriachi e la gente ancora li segue.
Il problema sono gli investimenti sensati nella ricerca e sviluppo, e poi ovviamente la messa in pratica sul territorio nazionale, non cancellare il green deal.
E poi comunque non cambierebbe nulla in Italia è 15 anni che siamo in caduta libera, il problema è che si sta avvicinando il fondo.
Dico che la UIL ha ragione , ma ancor prima dei cinesi il lavoro è stato rubato dai tedeschi ,francesi ,spagnoli una lista lunghissima. Tempo fa nella UILM avevano idee chiare che conveniva investire nell’ elettrico e non nel futuristico idrogeno. Ebbene vennero ascoltati in parte investimenti minimi solo per profitti massimi, ed ora i risultati(pessimi) si vedono.
ho un’idea “geniale” !!
chiudiamo tutte le fabbriche italiane, importiamo solo auto cinesi con dazi all’ 80% e con il ricavato ci paghiamo a tutti lo “stipendio di cittadinanza” !! 😂
(temo che qualcuno ci stia pure pensando sul serio….😱)
Sai cosa penso io?
Che bisognerà farlo comunque lo stipendio di cittadinanza.
Altrimenti come e di cosa vivremo quando avremo una buona parte, se non tutti, i lavori svolti da A.I. e Robot?
E, sbaglio, o si sta accelerando in questa direzione?!?
Che poi, se l’auto la fanno i cinesi con i robot, o gli algerini a mano (si fa per dire)…..a me che mi cambia, a livello di perdita di posti di lavoro interni !?!
hai pienamente ragione Giovanni… persino Bill Gates anni fa sostenne che dovevano esser tassati i robot in uso industriale per sostenere un reddito per gli umani che perdevano il lavoro.
per quanto riguarda i lavoratori algerini….
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/01/22/de-palma-allibito-da-invito-di-stellantis-a-imprese-a-investire-in-algeria_7e6a92f0-c131-4242-a9fb-c0d0b045095a.html
Per quanto mi riguarda ho sempre comprato auto europee come FIAT, Opel e Renault ma 8 anni fa sono passato a Kia e non tornerei mai indietro. Anzi credo proprio che la prossima potrebbe essere una BYD bev perché qui abbiamo poco da offrire con prezzi esagerati ; che si diano una svegliata perché non potranno continuare a vendere la Panda a benzina per sempre
I cinesi ci portano le loro auto, mica vogliono mettere in discussione il nostro sistema di cassa integrazione permanente continua. Quello si è uno dei pilastri della nostra politica industriale, un vanto, uno dei prodotti Made in Italy meglio riusciti. Quindi non vedo davvero il problema.
Rottamatelo e toglietegli lo stipendio.
Magari inizierà a lavorare e forse anche a pensare.
Fra un po civrottamano tutti non solo lui …. magarj pure la UE …. e quella sarebbe certamente la perdita mjnore 😅
Ma questi della UIL lo sanno che in Italia c’è solo Stellantis e che Stellantis sono decenni (da quando era solo FIAT ne poi FCA) che costruisce stabilimenti all’estero e sposta là la produzione?
Mo’, che c’entrano cinesi?
Anche perché gli unici che aumentano la produzione in Italia sono proprio loro con DR e, la notizia è di oggi, solo 1000 esemplari meglio di niente, con la nuova sportiva SC01 di JMEV?
Un famoso Pierluigi disse una frase memorabile e perfetta per questo Rocco: “Questi sono fuori in maniera stellare”.
Ma credete che a questo interessi che gli italiani comprono macchine italiane solo per amor di patria? Se chiudono gli stabilimenti di Stellantis in Italia dovrà cercarsi per davvero un lavoro serio, non come quello che fa adesso.
Fisse solo lui a doversi cercare un nuovo lavoro non sarebbe un gran problema, purtroppo saranno migliaia e migliaia di italiani a doverlo fare e se così fosse temo che il cambio dell’auto con jna più ecologica non sarà purtroppo in cima alle loro priorità.
Ammazza che tempismo questo della UILM….sono ormai passati diversi anni… e per le auto giapponesi e quelle koreane invece che ci sono da decenni? Se le è perse totalmente? Dov’è stato, dove ha vissuto tutto in tutto questo periodo?
E una volta che si è accorto di tutto questo, bisogno assolutamente salvaguardare unicamente gli interessi soltanto di quelli che lavorano nelle fabbriche di Stellantis? I cittadini italiani in generale invece non hanno diritto di poter scegliere un’auto straniera e magari con prezzi adeguati e accessibili? No vero?
Grazie, Redazione, per questi articoli umoristici, che di tanto in tanto pubblicate.
L’analisi e la soluzione proposta sembrano profonde come quelle di Maria Antonietta che suggeriva al popolo di mangiare brioches.
Che pena veramente, questi sono i personaggi lungimiranti che ci “guidano”.
🙂 🙂 🙂
Personalmente credo che le ” proposte ” della Uil siano talmente scontate che anche un bambino sappia darle meglio.
Il problema e’ che non ci siano molte motorizzazioni ibride ?
O che bisognerebbe cancellare il green deal ?
Non capisco dove vivano !!
Perche’ non si domandano le scelte di elkann ( scritto in minuscolo di proposito ), ultima notizia e’ quella di espandere la produzione in Algeria invitando anche le aziende dell’ indotto alla faccia della forza lavoro italiana !!
Non sanno di cosa parlare e si preoccupano della concorrenza cinese ?
Nelle altre nazioni non c’e’ concorrenza cinese ?
La Renault produce auto elettriche, batterie comprese, made 100% in Francia eppure gli stipendi non mi risulta che siano piu’ bassi di quelli italiani !!
Hanno investito, preso scelte coraggiose senza licenziamenti ma convertendo la loro forza lavoro in questa nuova tecnologia.
Si pero’ i francesi sono str….nzi !!!
Macche’, sono NAZIONALISTI, al contrario di noi italiani che lo siamo solamente quando gioca la nazionale di calcio.
In Italia non si investe piu’ da decenni, non ci sono piu’ imprenditori con la I maiuscola, la burocrazia e’ asfissiante, il resto vien da se.
Il sig.r Palombella della Uilm si aggiorni e proponga soluzioni intelligenti piuttosto che queste uscite lette o suggerite da qualcuno tanto per sentir dire al bar.
Un ministro danese disse che ci sono nazioni europee piccole e nazioni europee che non sanno ancora di esserlo.
Aggiungo che ci sono anche dei Pierluigi che non lo sanno ancora.
Buongiorno sig.r Edwin, posso chiederle di spiegarsi meglio circa il suo commento ?
Come fanno a pensare anche solo di chiedere la cancellazione del Green Deal, che è appena stato rivisto? Sono fuori dal mondo.
Anche la richiesta di ibride, di per sé non è garanzia che gli italiani comprino le Stellantis, ne che siano prodotti italiani.