Home Alla ricarica I benzinai si fanno avanti: colonnine in tutti i distributori

I benzinai si fanno avanti: colonnine in tutti i distributori

86
CONDIVIDI
distributori

Potrebbero essere gli attuali distributori di benzina l’ossatura portante delle futura rete di ricarica pubblica per le auto elettriche. La novità, abbastanza clamorosa, è uscita a margine della presentazione on-line del report “Il futuro della mobilità elettrica: l’infrastruttura di ricarica in Italia @2030” realizzato da MOTUS-E, in collaborazione con Strategy& PwC. (qui il testo integrale).

distributori
Sebastiano Gallitelli e Massimo Leonardo di Strategy& PwC

Sebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli-Assoenergia ha detto che «la rete dei distributori di carburante avrà un ruolo strategico per lo sviluppo di massa della mobilità elettrica». E’ «inutile cercare altri spazi per l’installazione dei punti di ricarica _ ha aggiunto _ quando abbiamo un asset già pronto sia nei centri urbani, sia sulla viabilità extraurbana e soprattutto autostradale con le caratteristiche ideali per supportare la mobilità elettrica di massa».

La rete c’è già: i distributori

Dunque sembra di capire che i petrolieri stiano preparando una conversione ad U, scegliendo di cavalcare l’onda elettrica, anzichè cercare di contrastarla. Probabilmeente il piano è già pronto e sarà formalizzato a breve.

Galitelli infatti ha avanzato proposte precise, partendo dal presupposto che «la riduzione dei consumi di carburanti liquidi porterà a una trasformazione della rete che libererà ulteriori spazi pronti per essere convertiti».

distributori

In ambito urbano la rete delle pompe di benzina può «essere a supporto della ricarica privata dando una risposta a tutti i potenziali automobilisti elettrici che oggi non si avvicinano perchè non hanno un garage privato»   Quindi gli spazi delle attuali stazioni potrebbero ospitare 4 stalli con caricatori standard da 22 kw dove lasciare l’auto in ricarica fruendo del supporto del gestore che può effettuare le operazioni di attacca e stacca. Le stazioni collocate ai limiti esterni delle aree urbane, inoltre, potrebbero diventare hub intermodali, dove parcheggiare l’auto termica in ingresso proseguendo poi con il car sharing elettrico per l’ultimo miglio.

Grandi batterie al posto delle cisterne

Ancora più strategico, ha sostenuto Gallitelli, è il ruolo dell’attuale rete dei distributori in ambito extraurbano e autostradale. Dotata di ricariche fast e superfast, la rete attuale  rappresenterebbe la risposta all’ansia da ricarica, replicando «un’esperienza d’acquisto simile a quella che è sempre stato fatta, con rabbocchi in tempi ragionevoli». Gli spazi oggi occupati nei disributori dai depositi di carburante, diventando sovradimensionati a causa dell riduzione dei consumi, «potrebbero ospitare grandi batterie per l’accumulo statido dell’energia sia al servizio della ricarica ultrfast, sia al servizio della rete, per stabilizzarla».

distributori

Due scenari per la rete del futuro

Il report di MOTUS-E e Strategy& PwC è stato oggetto di un dibattito fra i rappresentanti di Axpo, A2A, BeCharge, Edison, Enel X  e Neogy. La dettagliata fotografia dello stato dell’arte della ricarica in Italia e in Europa evidenzia  il forte sviluppo anhche nel nostro Paese (circa 8.500 Infrastrutture di ricarica con circa 16.700 punti di ricarica pubblici), ma anche criticità. Quasi il 95% delle infrastrutture, per esempio, sono concentrate su potenze tra 22-43 kW (70% della rete), mentre la presenza di ricarica ad alta e altissima potenza (superiori a 100 kW) è molto limitata, specialmente in ambito autostradale. C’è poi un forte sbilanciamento territoriale fra Nord e Sud e una maggioranze di automobilisti che non dispone di spazi per la ricarica domestica.

Mix a confronto, ma più fast e ultra fast

In una prospettiva di espansione della mobilità elettrica che stima 4,9 milioni di veicoli BEV e PHEV circolanti nel 2030 queste criticità devono essere superate. Il report ipotizza due scenari. Il primo “Customer experience focused” mira a migliorare significativamente l’esperienza di ricarica dell’utente. Prevede lo sviluppo della rete di ricarica pubblica complementare alla rete privata. Quindi infrastrutture diffuse sul territorio sia in ambito urbano che extra-urbano con alte potenze per permettere “biberonaggi” veloci. Su una domanda energetica al 2030 per la mobilità elettrica pari a circa 10 TWh, questo scenario prevede un 42% di ricarica privata domestica, un 30% di ricarica condivisa (sul luogo di lavoro) e un restante 28% di ricarica pubblica, con 98.000 punti di ricarica. I punti di ricarica pubblici sono così distribuiti sulle diverse potenze: 14% slow (3-7 kW), 54% quick (22 kW), 32% Fast e Super Fast (50-350 kW).

Il secondo scenario, denominato “Proximity focused” è basato sulle esigenze di prossimità della ricarica rispetto all’utente. Prevede una rete più capillare di punti di ricarica pubblici a bassa potenza. E’ un’ alternativa alla ricarica domestica per chi non dispone di garage e che punta a stimolare la ricarica durante la notte. Si ispira al modello di alcune città europee come Amsterdam e Londra, con limitata disponibilità di parcheggi privati. Questo scenario ipotizza che il 62% del fabbisogno energetico verrà soddisfatto con ricariche private e condivise, 32% e 30% rispettivamente, ed il 38% con ricariche pubbliche, con 130.000 punti di ricarica totali. Le potenze sono quindi maggiormente polarizzate: 40% slow (3-7 kW), 45% quick (22 kW), 15% Fast e Super Fast (50-350 kW).

Due soluzioni per chi non ha il garage

C’è comunque assoluta necessità di una rete di ricarica ad alta potenza estesa e diffusa sulla viabilità extra urbana e autostradale. E anche di  “Hub urbani” per la ricarica veloce. Si ipotizzano circa 31.000 punti ad alta potenza nello scenario “Customer experience focused” e circa 19.000 nello scenario “Proximity focused”. Il che pone numerose sfide agli operatori. In particolare: procedure di autorizzazione rapide ed efficienti, accesso ai fondi stanziati dall’Unione Europea, rimudulazione delle tariffe che avvcinino i costi della ricarica pubblica a quelli della ricarica privata.

LEGGI ANCHE:  Colonnine in autostrada, siamo finalmente all’anno zero?

 

86 COMMENTI

  1. L’attuale impostazione, piu’ volte ribadita in questo e altri siti, oltreche’ da coloro che commercializzano auto elettriche’, prevede che:
    – La ricarica venga effettuata principalmente a casa;
    – Le ricariche esterne abbiamo un ruolo complementare e marginale.
    Questo modello e’ chiaramente contrario agli interessi di chi offre servizi complementari al rifornimento, siano essi quelli strettamente collegati (come ristorazione, manutenzione, servizio gomme, vendita di prodotti per auto, et cetera) che quelli indiretti (come accesso a centri commerciali). Man mano che la quota auto a combustione interna cede il passo all’elettrico, tali servizi perdono clienti. Il punto e’ che, a mio avviso, non basta mettere colonnine nelle stazioni di servizio se non cambia il modello di cui sopra. Concretamente: se Ionity carica 0.79, mentre a casa ne spendo 0.20, non ho incentivo a recarmi fuori casa; quindi, non accedo ne’ consumo i servizi di cui sopra. Il prezzo fuori casa dovrebbe diminuire e convergere ad un valore anche inferiore a quello per consumo casalingo. Questo puo’ avvenire per sovvenzione da parte di chi offre i suddetti servizi. Il fatto che una ricarica elettrica richieda piu’ tempo di un rifornimento di carburante e’ positivo per i gestori di quei servizi ammesso che si convinca il cliente a passare quel tempo fuori casa. Credo che si debba puntare sulla creazione di nuovi servizi, ad esempio, di intrattenimento, di cura della persona, di business service, per rendere dilettevole o utile il tempo passato a ricaricare. Vedremo.

    • Concordo pienamente ma non vorrei che un banale punto di pareggio intorno a 0,40 casa/strada e oltre in autostrada porti ad un livellamento dei prezzi e incida pesantemente sul bilancio costi casalinghi che vedono coinvolti soggetti che non hanno nulla a che fare con l’auto. Già oggi sui nuovi contratti lo 0,40 è diffuso.

    • Ma non dire sciocchezze, ricarica a casa un corno, ti voglio vedere a ricaricare dall’appartamento, aspetto che butto giù un cavo elettrico dal terrazzo fino dall’auto, sempre che i condomini non protestino o mi stacchino il cavo per dispetto.

      Ma uscite dal vostro mondo dorato.

      La ricarica a casa resterà marginale e solo per i borghesi col villino. Meno della metà dei nuclei familiari del paese.

      • Il problema non è caricare in box o in parcheggio privato, dove si può installare un bel caricatore, ma il costo dei lavori di installazione (opere murarie e scavi compresi), e l’infrastruttura degli elettrodotti, che non è in grado di reggere il carico di tutti questi veicoli, senza contare che l’energia da produrre di notte, sarebbe molto poco green, quindi sposta solo l’inquinamento altrove.

        • Perchè poco green?
          Se viene prodotta dal vento o da fonte idroelettrica…
          Di notte invece di effettuare il ripompaggio meglio metterla nelle batterie delle auto

          • Perché per caricare le auto del parco attuale servirebbero circa 3 terawatt al giorno6in più di produzione, quindi, visto che attualmente sfioriamo il terawatt giorno di produzione (compreso il 40% di energia da fonti rinnovabili), attualmente non abbiamo abbastanza corrente e dovremmo produrla con fossile o nucleare.

          • I consumi di energia elettrica si misurano in TWh. Le sue cifre, così come lei le cita, non significano nulla. L’Italia consuma poco più di 300 TWh di elettricità all’anno. Se tutto il parco auto fosse elettrico, e fossero tutte Tesla, bisognerebbe aggiungere circa 100, cioè il 25%. Consideri che la capacità installata è oggi eccedente al fabbisogno a cuasa della forte diminuzione dei consumi registrata negli ultimi dieci anni.

      • Che lei non sia d’accordo con quanto io abbia espresso ci può benissimo stare. Tuttavia, sarebbe opportuno se lo esprimesse con il dovuto garbo. Mancando il quale si capisce perché lei non possa ancora permettersi un’auto elettrica. Quando accadrà, avrà modo di ricaricarla usando colonnine condominiali.

        • Ma quali colonnine condominiali, nel mio condominio non vogliono nemmeno spendere per il giardiniere e mi parla di colonnine, ma mi faccia il piacere.

          Certo, tutti garbati ed eleganti con le parole i ricchi in Italia, come no, a cominciare dal bandana e cumenda simili.

          Ma mi faccia due volte il piacere.

          • Sappia che c’è una legge che dal 2019 obbliga tutte le nuove costruzioni ad avere un punto di ricarica ogni tot posti auto. Ci faccia lei il piacere di evitarci altre banalità

        • La legge impone la sola predisposizione e non l’installazione, poi se posti auto non ce ne sono, perché tutti garage privati, non ci sarà neanche quella.
          Comunque le vecchie costruzioni rimangono penalizzate ugualmente.
          È vero però che esistono incentivi molto interessanti per la posa in opera di nuovi punti di ricarica.

      • Hai ragione, per molto tempo l’auto elettrica sarà un privilegio per ricchi che hanno i soldi per comprarla e montare i pannelli solari sul tetto del villino.
        Un investimento forse costoso all’inizio che però si ripaga in poco tempo, come comprare la casa.
        I poveracci andranno per molto tempo con l’auto a benzina di terza mano, che costa niente all’acquisto ma ti prosciuga mese per mese i miseri guadagni, esattamente come pagare il fitto di casa per tutta la vita.

        • A me non pare: ci sono auto elettriche già a prezzi interessanti, o in uscita (dacia spring, VW e-up, ecc) che con gli incentivi hanno prezzi abbordabili.
          Nel giro di pochi anni usciranno più modelli e i limiti alle emissioni scenderanno, col rischio di multe per le case auto. Che quindi dovranno vendere elettrico, ibrido, plug in. I prezzi scenderanno con le economie di scala.
          C’è una marea di gente che compra auto a 10-20-30k€. Tutti potenziali acquirenti di attuali o futuri modelli già con le autonomie attuali, figuriamoci con quelle in arrivo.

          • Forse non ci siamo capiti, io contesto esclusivamente la ricarica domestica come panacea e soluzione finale.

            Ho fatto presente che i condomini italiani hanno in media parecchi anni, non c’è predisposizione per le colonnine condominiali ne obbligo.

            Molta gente non è assolutamente interessata ai veicoli elettrici, figuriamoci a spendere soldi per installare colonnine nel condominio.

            Voi non sapete le guerre, amministratori condominiali che si vedono solo quando c’è da riscuotere, condomini proprietari che non vogliono spendere nemmeno per tagliare l’erba, poi senza maggioranza non passa nulla.

            Resta la soluzione nei garage, per chi ce l’ha. Ci sono tanti condomini senza garage, specie in centro.

            Io ho un garage, ma l’auto c’entra a malapena lateralmente, e poi il garage viene usato per deposito bici, conservazione utensili ed altro, non c’entra nemmeno uno scooter ormai.

            E poi che faccio? Mettiamo che metto un powerwall in garage ma l’auto la devo tenere fuori per i motivi sopraccitati, lascio il cavo con l’auto in ricarica fra l’auto e il garage chiuso? Basta un buontempone che viene e mi stacca la spina e il giorno dopo sono a piedi. O peggio, mi ruba l’elettricità in modi che verranno presto inventati dai ladruncoli, non dubitate.

            Per tutte queste ragioni ed altre difendo totalmente la ricarica in stazioni di ricarica e vedo la ricarica a casa come fumo negli occhi.

            Ovvio che chi ha sempre vissuto in case singole proietta la propria situazione sulla totalità della popolazione.

            Mi sembra giusto demitizzare la ricarica a casa che su questo blog ha molto seguito mi pare.

            Sicuramente non sono il solo a vederla così, i fan della ricarica casalinga spero aprano gli occhi sulla varietà di casistiche esistenti, facendo prova di apertura e rimettendo in discussione le proprie convinzioni, niente di male, ce le abbiamo tutti.

          • Il connettore di qualsiasi auto elettrica in ricarica è bloccato. Nessun buontempone può passare e staccargliela e nemmono rubarle l’elettricità.

  2. Questa si che è un’ottima notizia! Anche loro si sono resi conto (se non vogliono chiudere tutto) che è meglio sempre andare dove va la tecnologia ed il futuro e gli spazi dei distributori di carburante possono essere davvero molto interessanti per tappezzare di colonnine per ricarica elettrica magari mettendo punti di ristoro etc.

  3. Non lo so. I distributori di benzina sono notoriamente alla frutta da moltissimo tempo. Come potrebbero installare anche solo una da 50kw? Che poi é minimo!

    E dire che uno di loro mi ha salvato alla grande: non c’è nulla di meglio di un zero problemi sapendo che trovi una colonnina da 22 in mezzo ai campi.

    Però io non ho il caricatore trifase quindi… Pazienza!

    Non sono molto convinto. Serve una nuova generazione di prodotto.

  4. Secondo me la ricarica al distributore ha senso per le colonnine DC ad alta potenza, che richiedono un certo spazio per l’infrastruttura di supporto. Vedi l’accordo tra ENI e Ionity:
    https://www.vaielettrico.it/le-ricariche-eni-tra-autostrada-e-biberonaggi-in-citta/
    Tutte stazioni di servizio che dispongono di spazio e di locali di ristorazione. E in cui tutti ne traggono un vantaggio: il proprietario dell’elettrica, che può mangiare qualcosa mente l’auto ricarica, e il Mc Donald’ s di turno che lavora di più (vedi Binasco). Sono soste per viaggi lunghi, per la ricarica normale in AC non vedo trippa per i distributori.

    • Concordo pienamente.

      Sosta veloce: ricarica DC ad alta potenza, alto costo, e con un importante investimento. Veloce q.b., ma nello scenario attuale troppo impegnativo per una piccola pompa, secondo me è più che giustificato per i grandi distributori con servizi estesi al fine di intercettare/trattenere clienti lungo le principali vie di comunicazione (i.e. Tesla Supercharger)

      Parcheggio, sosta lunga: ricarica AC a bassa potenza, basso costo, basso investimento, e lunga durata. Si candida anche ad evolversi in DC a bassa potenza e bidirezionale (V2G), portando benefici alla rete elettrica che potrebbero essere remunerati direttamente con energia e/o parcheggio, a beneficio dell’automobilista (privato o flotta)

      • Ma qualcuno è a conoscenza del progetto in essere di Eni sull’idrogeno, perché entro il 2030 avremo già una rete capillare al 50% e al 100% per il 2030…
        Ora, alla luce di questo, non credete che la pila a combustibile avrà un futuro, e surclassera il litio nel brevissimo tempo?
        A cosa serve installare e incentivare auto a batteria?
        Il futuro non è li, è piuttosto chiaro.

          • Per come la vedo io è l’utente finale a decidere, quando si troverà davanti a rifornimento in 5 minuti o meno a fronte di 1000 km di percorrenza e l’enorme vantaggio di non dover buttare l’auto a fine vita della batteria, non ci sarà nulla su cui dividersi. Comunque il problema dello smaltimento e relativi costi delle batterie al litio rimane, oltre al costo energetico della nuova produzione di un’auto a batteria….
            Per carità, capisco che le case automobilistiche debbano sopravvivere, ma non a discapito dell’ambiente e dei portafogli altrui…

        • Certo che ne siamo al corrente. Una bella maniera per continuare a usare gli asset di Eni e continuare a bruciare gas e fare steam reforming per creare h2. L’obiettivo deve essere abbassare le emissioni, non continuare a usare combustibili fossili.
          Sulla rete capillare per l’H2, con i costi annessi, voglio proprio vedere

  5. L’evoluzione porterà a breve ad auto elettriche ricaricabili in tempi brevissimi. Non c’è alternativa. Perché dovrei recarmi da un distributore e restare lì per una o due ore in attesa che l’auto si ricarichi. La vita è breve, di passarne troppa presso un distributore di corrente proprio non mi va. E credo che non vada a tanti. Perciò si sbrighino a trovare la soluzione, altrimenti l’auto elettrica rimarrà uno sfizio per quei pochissimi che hanno un posto dove ricaricarla esterno alla propria abitazione . E sono veramente pochissimi rispetto alla moltitudine di possessori di auto. Identica cosa per le colonnine per strada. Non è possibile metterne in numero quasi pari a quello delle auto circolanti.

    • Ha letto l’articolo, Alessandro? Se il distributre fosse in centro dove lei deve fare acquisti, non le farebbe comodo lasciare l’auto parcheggiata due o tre ore? E se fosse lungo il tragitto della sua gita domenicale, non si fermerebbe 20 minuti per fare uno spuntino e intanto rabboccare la carica in un colonnina ultrafast? Quando le auto elettriche saranno tantissime, pensa che tutte, proprio tutte, dovranno ricaricarsi in strada tutte le notti tutta la notte? La percorrenza media giornaliera delle auto in Italia è inferiore a 50 km. Con una piccola batteria da 200 km di autonomia, significa caricare una notte su quattro…

  6. Ma chi in casa propria è disposto a pagare cifre, non da poco, per cambi di contatore e installazione di ricaricatori da almeno 20kw? E il vantaggio per l’ambiente qual’è? Di fatto le auto verrenno caricate in prevalenza di notte, quando il solare fotovoltaico non produce nulla, quindi cosa bruceremo per produrre elettricità? Quindi, finché non si arriverà a produrre idrogeno in quantità, non è meglio incentivare metano e GPL, piuttosto che elettriche a batteria che spostano solo la sede delle emissioni inquinanti?
    Oltre tutto, qualcuno pensa a quanta energia viene persa per il trasporto della stessa sulle elettrocondutture?
    Per me è solo l’ingresso dell’ennesima lobby.

    • Le auto elettriche si ricaricano in casa anche con potenze di 3-4 kW. Con 7 kW è già grassissima. Il vento c’è anche di notte, l’idroeletttrico pure. Si informi un po’ prima di sparare la solita storia della lobby

      • Forse è grassima per lei…
        Se dispongo di 6kw (limite massimo di utenza 220v monofase) e scaldo in pompa di calore ho disponibili forse 3kw di notte per ricaricare una batteria da 50/80 kw, ma visto che una persona permane a casa circa 10 ore, forse caricherò 30 kw.
        In secondo luogo, dove la trova lei tutta questa corrente proveniente dall’idroeletrrico e dall’eolico? Ma due conti li ha fatti prima di scrivere? Pensi a tutto il parco auto italiano elettrico… Gli attuali elettrodotti sarebbero in grado di reggere il carico? Le rispondo io, assolutamente no, ma neanche per 1/4 delle auto, siamo a malapena in grado di alimentare i climatizzatori d’ estatel’approvvigionamento congiunto del fotovoltaico, e lei vorrebbe caricare oltre 50 milioni di veicoli a dicembre di notte? Ma mi faccia il piacere lei di documentarsi prima di scrivere castronerie…
        Forse tra 40 anni, se adegueranno le infrastrutture, saremo in grado di caricare le auto di notte con delle centrali nucleari, perché, solo per i permessi e l’iter burocratico italiano ed i vincoli paesaggistici, eolico e idroelettrico (quest’ultimo rovina la fauna ittica), non ce la faremo mai.
        Quindi l’unica è l’idrogeno, prodotto oltre oceano nel deserto per alimentare celle a combustibile.
        Le auto radiocomante a batteria giganti, non hanno nessun futuro, sono solo di transizione e una enorme truffa per chi le acquista.
        Prima mi dimostrino che sono in grado di produrre tutta questa energia ecologicamente, poi vediamo di parlare di mobilità elettrica, se no stiamo solo spostando il problema da un’altra parte e basta.

        • Ma da dove viene fuori questo?!
          Si rende conto che il Nostro Bel Paese ha già un 40% di energia elettrica immessa in rete da fonti rinnovabili?
          Si svegli!!

          • Ma lei la macchina la usa di giorno o di notte?
            Comunque Eni, produrrà idrogeno da fonti rinnovabili, quindi, veda di leggere tutti i post prima di svegliare gli altri…
            Non perdo altro tempo, perché sarebbe sprecato con lei…

    • Forse ti sei perso le tesla powerwall cioè ti carichi le batterie fisse a casa durante il giorno con il fotovoltaico e di notte ti riprendi l’energia per la casa e l’auto non è difficile dai… basta fare i troll!

        • Se vuoi andare ai tropici e fare il deejay, sono cavoli tuoi.
          La conversione all’elettrico è in corso in vari stati, alcuni dei quali nell’ordine di più del 50% del nuovo venduto. Non si registrano problemi, perché le reti nazionali sono state aggiornate.
          Poi se non hai fiducia in Terna, quello é un altro paio di maniche. Ma non venirci a raccontare che non si può fare.

  7. Personalmente credo sia una cosa buona in autostrada e nelle tangenziali delle periferie urbane
    in molti centri urbani italiani , la vedo come mission impossible

    ce li vedete i “benzinai” che spostano auto per caricarle nel centro di Roma Milano Napoli

    “diventare hub intermodali, dove parcheggiare l’auto termica in ingresso proseguendo poi con il car sharing elettrico per l’ultimo miglio”

    questo è già più interessante , ma perchè “FISSARSI sul car sharing” ?
    IMHO il covid , ha chiuso lo sharing fino a data da destinarsi ..

    Meglio la micromobilità elettrica PERSONALE

    immaginiamo una città come Roma , con parcheggi fotovoltaici sul Grande Raccordo Anulare
    hub intermodali con possibilità di prendere metropolitana e/o autobus
    varchi per l’accesso al centro , solo ai residenti
    meglio ancora :
    una corsia delle consolari e del GRA verso il centro , dedicata alla microbilità elettrica e alle bici elettriche e non , magari coperta

    tipo questa
    https://www.youtube.com/watch?v=LuYsYLqjUtU&feature=emb_logo

    immaginateil pendolare che lascia l’auto sul gra a caricare e prende la metro o l’autobus per entrare nel centro

    o meglio ancora prende il nonopattino elettrico che ha nel portabagagli per coprire i 10 km che gli rimangono dal centro dove ha l’ufficio

    magari al coperto
    magari con una struttura tippo questa , che fa pure energia

    • Una soluzione c’è, soltanto che, per ragioni che non conosce nessuno, non è mai stata vagliata…
      Batterie modulari unificate estraibili da 30kw, con punti di ribambio,. La batteria personale e propria non esisterebbe più, ma solo una sorta di noleggio, auto piccole una sola batteria, auto più grandi 2, 3 o 4, mezzi pesanti 10 o anche di più…
      Ma è una cosa troppo intelligente, così le case automobilistiche, come fanno a farti cambiare macchina ogni 2 per 3….

        • a me sembrava chiaro che la mia risposta fosse ironica e imputata a come le case automobilistiche non abbiano uno standard comune.
          Comunque lei mi deve ancora trovare l’energia e l’infrastruttura per far caricare la notte tutti gli oltre 50 milioni di veicoli italiani, poi magari ne parliamo delle eventuali batterie intercambiabili… Arriverà molto prima l’idrogeno per fortuna.
          Quindi tutte ste carrozze a pile saranno fuffa…

          • ma perchè caricarle di notte , quando una volta arrivati presso il posto di lavoro , nella maggior parte dei casi , l’auto è FERMA almeno 4/8 ore ?
            e quando facciamo la spesa grossa il sabato o la domenica almeno un ora ?

          • Quando lei con il suo 40% di energia rinnovabile riuscirà a tirar fuori l’energia per 55 milioni di veicoli che consumano 25 kw al giorno di media, scriva pure.
            Impari a collegare il lobo sinistro a quello destro prima di commentare, e lo faccia con intelligenza.
            Rendiamoci bene conto di quanto siamo indietro con rete elettrica e produzione, e smettiamo di fare voli pindarici…

          • Lei scrive assurdità (25 kw al giorno, ma di cosa? Se intende consumi elettrici scriva kWh. Le auto in italia sono 38 milioni, non 55 milioni, stanno ferme per il 95% del tempo e percorrono in media meno di 50 km, il che significherebbe 7-8 kwh di consumo). Ma soprattutto lei usa toni inaccettabili. Sappia che se continua ad offendere gli altri lettori verrà bannato. Intesi?

      • si però il traffico congestionato delle grandi città , con la batteria sostituibile, non lo risolvi ..
        con un parcheggio ,magari custodito,con colonnine fotovoltaico in perferia
        e intermodalità con ,metro e/o autobus e/o pista cilabile coperta …

        SI !

        • Non c’è nulla di cui preoccuparsi, tanto le macchine a pile, avranno brevissima vita.
          Ho già scritto in altri post, dei problemi inerenti le condutture elettriche italiane, che non sono all’altezza della fatica richiesta (dovrebbero sopportare un carico di lavoro decuplicata, se tutto fosse elettrico. Oltre tutto, l’energia da produrre in fase di carica notturna, non sarebbe molto green, al massimo potremmo mettere al vaglio delle centrali nucleari, anche se io non le vedo comunque una soluzione.
          Io spero in un futuro diverso, con un trasporto intelligente dotato di AI, non di proprietà, che permette alle persone di essere trasportate con piccoli mezzi, dove gli serve. Servizi, come la spesa, fatti online e portati a casa a stretto giro di pochi mezzi, telelavoro sempre costante dove possibile e case autosufficienti.
          Questo sarà progresso… La macchina da sborone, come prolungamento del proprio ego, e i dodici castelli per pochi, non possono essere contemplati.
          Lo spreco è un lusso che non ci possiamo più permettere se vogliamo rimanere su questo mondo.

          • E comunque, chi fa un lavoro itinerante e i mezzi pesanti come faranno?
            A me il mezzo serve sempre per esempio… Non posso farne a meno per poter lavorare, ma anche altre categorie, come agenti rappresentanti, chi fa le consegne, tutto ciò che riguarda l’edilizia, e tanto altro… Ce la vedete un’autogru elettrica per esempio?
            Facile parlare per chi di un mezzo potrebbe farne benissimo a meno usando i mezzi o andando a piedi, come il 70% o più del traffico circolante…

          • Le macchine a pile avranno brevissima vita?!
            Ah, ah! Allora presto lei andrà in biciletta, perche le auto endotermiche non esisteranno più…

    • Direi che possiamo guardare a quello che succede altrove e capire come potremo evolvere: parcheggi pubblici, di bar e ristoranti, di cinema e teatri, di supermercati e centri commerciali, che installano colonnine.
      Fino alle postazioni che escono dai lampioni.
      La gente ricarica dove può, alla velocità che c’è, ogni volta che può.
      Specie nei posti dove si sosta per almeno un’ora, diventa assolutamente facile.
      Non abitiamo tutti in centro per fortuna.

  8. Leggo di certi commenti…

    Gente che crede che tutti vivano nel villino con garage.
    No, no e no. Senza tirare fuori Milano, Roma, Venezia, ecc.

    Toscana, città di provincia, 60% appartamenti, 40% case individuali circa.

    Toglietevi i paraocchi per dio. Assorvatela la realtà, non crogiolatevi sulle vostre certezza della vostra vita in zona residenziale, che fastidioso settarismo ottuso.

    La ricarica a casa non è praticabile per la maggioranza degli automobilisti. Punto, e fine de discorso.

    Tornando a cose concrete.. leggo….2 ore per la ricarica…

    Ma io dico, ma dove vivete??? È ovvio che vanno implementate le colonnine superfast per i veicoli compatibili (io non comprerei mai un veicolo non compatibile nel 2020!) ricarica all’80% (che se la porti a 100% riduci la vita della batteria in ogni caso) che è sufficiente, in mezz’ora.

    Dove l’avete vista la ricarica superfast in 2 ore????

    La gente commenta coi piedi per davvero.

    Non ha nemmeno più senso installare colonnine non fast, è uno spreco di soldi. È un modo obsoleto, i tempi sono troppo lunghi, la gente sceglierà le colonnine più veloci.

    Sistematicamente.

    La ricarica lenta va bene a casa o al lavoro, stop.

    Chi passa 4 ore al supermercato? Per cortesia.

    • Al supermercato no… Ma al centro commerciale o al cinema? ( Che ormai sono la stessa cosa? )… Se in un grosso centro commerciale ci fossero un po’ più di 4 colonnine già inizierebbe a essere interessante…
      Poi se iniziassero a installare le colonnine sui lampioni allora potrebbe essere una bella idea ( anche fossero lente).
      Dobbiamo pensarla completamente differente dall’idea della benzina. In autostrada a pranzo serviranno decine di punti di ricarica fast( non 1 o 2) e nelle città centinaia di punti lenti dove le persone possano lasciare l’auto di notte (Quasi uno per parcheggio).

      • Quante volte vai al cinema tu?

        Quante volte ci va il consumatore medio?

        Io ci sono stato 1 volta in tutto il 2020.

        Mai passato più di 2 ore in un centro commerciale, che fra l’altro nella mia provincia non esistono, dovrei fare 60km per averne uno.

        Next?

        • Io al cinema quest’anno vi sarò andato 1 volta al mese nei periodi senza covid.
          Invece al ristorante 1 volta a settimana e altrettanto a fare la spesa. Al centro commerciale mi capita meno perché non li amo, ma sono sempre stati pieni nei weekend.
          Se non ne hai 1 vicino entro 50 km, evidentemente vivi in campagna o comunque in una zona con ampi spazi. È quindi una zona dove molte persone avranno un cortile, una corte o un parcheggio o un box in cui ricaricare

          • None, 80 mila abitanti, solo che è una delle poche città con forte sentimento anti-centri commerciali dei politici locali di destra e sinistra. Le famiglie locali di commercianti sono molto potenti e hanno sempre impedito l’implementazione di un vero centro commerciale che li danneggiasse.

  9. Questa è una bellissima notizia per i Friulani, perchè nei Comuni frontalieri al confine con la Slovenia, i carburanti liquidi hanno uno sconto, PAGATO DA TUTTI GLI ITALIANI – per cercare di evitare il pendolarismo a vantaggio dei distributori sloveni e mantenendo in quasi-vita i benzinai nostrani. In Slovenia infatti i carburanti liquidi costano meno che in Italia.
    Adesso spero che anche dalle mie parti si diano una mossa| Anche perchè è un controsenso avere da una parte i contributi regionali (esauriti attualmente) per la mobilità green e poi far pagare meno gasolio e benzina
    Grazie

    • Anche io sono friulano, le ricordo che il prezzo alla pompa da noi è molto più elevato che in una Milano (dove vive e lavora mia cugina) può verificarlo sui vari siti. Sospetto in una politica delle case petrolifere che tengono i prezzi più elevati nella nostra Regione.
      Sarebbe ora che i benzinai nostrani finiscano di piangersi addosso… e di fare la guerra all’ elettrico!!

    • Aggiugo che NON è pagato da tutti gli italiani, ma solo dai residenti in Friuli-Venezia Giulia.
      Saluti

    • Da proprietario di auto elettrica (Zoe 52kWh) che ogni tanto si reca da Trento a Trieste per ragioni familiari, posso aggiungere che io ho iniziato a fare il pendolare con la Slovenia anche per ricaricare l’auto elettrica, visto che ci sono colonnnine gratuite a 22 o 50kW un passo oltre il confine e alcuni distributori di benzina hanno colonnine veloci a tariffa flat (5,90 Euro in AC e 7,90 in DC) senza abbonamenti. Mentre a Trieste ricaricare è molto più difficile e costoso …
      Ancora una volta ci facciamo superare dai nostri vicini che guardano un po’ più lontano?

      • Come quando dalla Lombardia si andava in Svizzera a far benzina. Ricordo male o in Slovenia hanno il nucleare?

        • La colonnina che uso io a Sezana (vicino al confine di Fernetti) è gestita da una società slovena che si chiama Planet Solar e dichiara di usare solo energia rinnovabile.

        • Certo, la centrale di krsko, che si può definire pure una “vecchia baracca” con innumerevoli problemi dovuti anche all’età del reattore (entrato in funzione nell’81).
          Fornisce circa un quarto dell’energia della Slovenia ed un quinto di quella della Croazia.

  10. Ma certo che ci superano, non hanno mica la nostra burocrazia e le nostre lobby….
    La se installi un fotovoltaico, mica devi aspettare un’anno prima dell’allacciamento o contatori di scambio, che fanno ingrassare solo Enel….

    • E’ evidente che lei è un fan dell’Eni. Però sappia che Enel, con la divisione Green Power, è il più grande produttore di energia elettrica rinnovabile del mondo.

      • Lo so perfettamente, sono azionista enel, ho dato subito il mio contributo appena costituita la società, peccato che ora siamo stati riassorbiti da enel.
        Sono grande fan dell’energia ecosostenibile, peccato non si riesca a fare di più.
        Apro una piccola parentesi… Sappiate che parecchia energia detta “green” è prodotta dai digestori, questi vengono alimentati con mais, girasoli e colture che dovrebbero essere indirizzati all’uso umano,per produrre biogas che alimenta le turbine e trattori che vanno avanti e indietro tutto il giorno consumando gasolio….

        • Lo sappiamo benissimo. Ma nei digestori si producono bio gas e biodiesel, nulla a che fare con l’energia elettrica e con le auto elettriche. Anzi, sono sbandierati da alcuni produttori di Ice, proprio contro gli EV

  11. I consumi di 55 milioni di veicoli, non delle sole automobili, quindi ivi compresi autoarticolati e mezzi pesanti, se tutti fossero elettrici, quadruplicherebbero, con un calcolo bonario di 30 kw giorno a veicolo, i consumi…. Quindi, visto che noi in Italia produciamo circa 300TWh l’anno, l’energia di cui attualmente disponiamo, non è neanche lontanamente sufficiente al fabbisogno dell’autotrazione.
    Senza contare tutti i mezzi stranieri circolanti e tutti gli agricoli e mezzi da cantiere….

    • I suoi sono calcoli alla buona, clamorosamente sbagliati. In ogni caso che senso ha trastullarsi con calcoli sul fabbisogno elettrico del 2050 e oltre confrontandolo con la produzione elettrica di oggi?. Trent’anni fa non c’erano i cellulari, non c’era Internet, nessuno aveva in casa un Pc e non esisteva l’euro.

    • Purtroppo per lei sono il moderatore di questo sito. E la cancello. Si risparmi la fatica di scrivere altre idiozie

      • Sig. Massimo, mi scusi, ma se lo lasci dire, riprendere va bene, minacciare e cancellare qualcuno con tanta facilità, è un modo di fare abbastanza imperialistico.
        Da moderatore dovrebbe moderare, non dettare legge, se no non è aperto al dialogo, alla fine ognuno si esprime con il linguaggio che conosce, bisogna sapersi mettere in duscussione e sapersi adattare al livello di tutti.
        Certo che il modo colorito di esprimersi di qualcuno lascia non è il massimo, però così, alla fine scappano tutti e rimangono solo tante persone che le daranno sempre ragione.
        Cancelli pure tutti quelli che non le stanno a genio, anche Iter faceva così, ma alla fine la guerra l’ha persa.
        Io le consiglio più calma, più dialogo e meno coinvolgimento personale.

        • L’ho cancellata? Non mi pare. Quindi come vede di calma ne ho tanta. Forse troppa se pubblico questo suo post che mi paragona a Hitler. Non crede che dovrebbe cominciare lei a moderare i toni?

  12. il carburante é la principale fonte di fatturato per i benzinai, ma offre margini molto bassi, la maggior parte degl’ utili arriva dai servizi correlati, snack & drinks, appena capiranno che i clienti “elettrici” sostano piú a lungo e rendono di piú, il cambiamento sará automatico

    • Ci sono moltissimi distributori senza bar, store, distributori automatici di cibi e bevande, temo anzi che siano la maggioranza.

      • Sono appunto quelli che più soffrono economicamente. Quelli piccolo via via probabilmente spariranno comunque. L’idea di avere delle colonnine potrebbe aiutare alcuni a diversificare

  13. Effettivamente è vero, la mia é una previsione vedendo cosa accade all‘ estero, dove i distributori si sono evoluti in dei quasi mini market.

    O forse i distributori potrebbero venire sostituiti dalle catene fast food o di supermercati, se offriranno loro le ricariche elettriche.

    • Infatti con l’avvento dell’elettrico i benzinai rischiano tantissimo. Già oggi Francia Germania e UK hanno il 10% di auto elettriche sul nuovo e l’Italia segue a distanza (3 anni? 2?)
      O si evolvono, o pian piano il loro mercato si restringerà.

      Visto che gli EV aumenteranno di molto, per loro sarebbe una bella boccata d’ossigeno. In fondo l’articolo parla di questo

  14. Per avere futuro, la ricarica deve essere più capillare.
    Colonnine in ogni parcheggio a bassa potenza (anche in quelli degli autogrill), ultra fast charger nei distributori, e fast charger nei supermercati.
    Oltre questo, vanno pensate e realizzate piazzole di ricarica in emergenza sulle autostrade e sulle statali, almeno ogni 15 km assieme alle colonnine SOS magari). Di sicuro non si può chiamare qualcuno con la tanica che ti venga ad aiutare in casi estremi, se no rischiamo di ritrovarci con veicoli fermi in mezzo alla strada. Immaginatevi lo scenario di un esodo estivo con incidente….

    • Le bassa potenza in autogrill non hanno senso. I tempi di sosta non collimano con i tempi di ricarica. È lì che servono le ultrafast.
      Sulle piazzole di emergenza pensate così, la gente si fermerebbe semplicemente lì a rabboccare.
      Più facile avere veicoli di soccorso equipaggiati con circuiti di carica e batterie.
      Esodo estivo con incidente: se la macchina è ferma In coda, va solo il clima. Il consumo non è altissimo e si ha il controllo in tempo reale del livello di carica. Nulla di ingestibile, così come già avviene col termico

  15. Non vedo quale sia il problema di avere colonnine di rabbocco in area SOS, di fatto è proprio quello il problema, se hai la macchina scarica ti fermi e la rabbocchi, a pagamento ovviamente. Per ovviare al problema del rabbocco non in emergenza, basta far pagare lo scotto per l’energia prelevata in quei punti, così si evita l’uso improprio del servizio.
    Poi è ovvio che in autogrill debbano esserci dei punti ultrafast, ma visto che è ne sono di dotati di enormi parcheggi, e non sempre chi si ferma fa il pieno, ma magari beve solo il caffè, perché non rabboccare l’auto con magari solo 8/10kwh di potenza? Magari quelle più vicine al punto di ristoro, d’altronde chi deve fare il pieno, può permettersi di fare due passi in più…

    • La potenza si esprime in KW. A 7-11kW in 1h metti 7-11kWh di energia, ossia pochi km di autonomia, specie a velocità autostradale. Avrebbe senso solo se uno rimane lì svariate ore, che non mi pare la media.

      Per l’sos rabbocco, il gioco non vale la candela secondo me. Alti costi di installazione (tu proponi una colonnina ogni 15 km) a fronte di quasi nessun utilizzo.
      In ogni caso, potrei sbagliarmi e se il caso ha senso lo vedranno I gestori stessi.

      • La potenza si esprime in kWh, ovvero sia kilowatt ora. Sono stato già ripreso,seppur sapendo e conoscendo il termine di misura, perché ho abbreviato in kw.
        Lungo la rete autostradale esiste già una rete di alimentazione e anche di trasmissione dati, quindi si potrebbe benissimo utilizzare quella, anche se di bassa potenza, non sarebbe un problema per sopperire ad una emergenza (della serie che se sbagli e ti dimentichi, paghi caro e stai lì fermo), del resto deve sopperire ad una leggera mancanza e permetterti di percorrere una cinquantina di kilometri. Si potrebbe integrare con la posa di coperture fotovoltaiche in loco che aiuterebbero la rete. Qualche servizio lo bisogna pur dare, se si vuole incentivare le persone alla mobilità elettrica e io mi sentirei più tranquillo sapendo che se sbaglio qualcosa o sono distratto non finisco per rimanere in mezzo alla strada.
        Per il resto, tanti pochi fanno assai, e se perdi 20 minuti in autogrill, perché non rabboccare 3 kWh? Alla fine ti fai 20 o 30 km in più… Se no ti fermi nell’altra area più lontana, fai due passi che non fanno mai male, e fai il pieno…
        Tecnicamente è meglio stare più vicino alle pensiline fotovoltaiche, che portare l’energia lontano.

        • Stai facendo confusione. La potenza è in kW, l’energia in kWh. Carichi ad una certa potenza, mettiamo 10KW, per un certo tempo, diciamo 20 minuti (1/3 di 1h) e hai caricato 10*(1/3)= 3,33 kWh.
          Non conosco nessuno che si fermi in autogrill per mettere 5euro di benzina.
          Se l’idea è che chiunque si ferma, lo fa per almeno 15-20′ e carica 3-4 kWh, direi che il numero di colonnine da installare cresce esponenzialmente.
          Specie quando la batteria è quasi a secco è il momento in cui accetta potenze più alte. Quindi caricare a 50kW per 15-30′ ha più senso.
          Il fotovoltaico è sempre il benvenuto in qualunque scenario

          • Solo le potenze di spunto si misurano in kW, le capacità ed i consumi in kWh.
            Io non ho scritto di non mettere colonnine di ricarica rapida, ma metterei ultrafast nei distributori, rapida nelle piazzole di sosta sotto le pensiline.
            Una carica a 9/10 KWh in fin dei conti non è così male per un caffè ed è meglio di niente, oltre tutto non sarà causa di liti e privilegiera chi vuole solo bersi un caffè ed andarsene subito e che non ha bisogno di fare il pieno.
            Io mi fermo in certi autogrill solo perché fanno un buon caffè, mai per fare il pieno, con i costi che ci sono in autostrada non è per nulla conveniente e presumo non lo sarà neanche in futuro.

Comments are closed.