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Hyundai Ioniq 5: vetrina di tecnologie, un passo avanti

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Hyundai Ioniq 5: vetrina di tecnologie o un reale passo avanti? Siamo stati alla prima nazionale e l’abbiamo guidata: un’auto molto attesa, nella quale Hyundai ha racchiuso tecnologie assolutamente inedite. Come la ricarica inversa (V2G), un pannello fotovoltaico a supporto della batteria di trazione, una presa di ricarica a 220 volt in auto, la ricarica ultrafast fino a 350 kW. Solo un laboratorio viaggiante? O c’è dell’altro? Proviamo a capirlo insieme. TESTO+VIDEO.

Hyundai Ioniq 5 / Com’è fatta: una rottura col passato

Hyundai Ioniq 5, dettaglio del faro a matrice di led

È una di quelle auto che non passano inosservate. Mentre ci muovevamo da Milano a Trezzo sull’Adda per il nostro breve test, ce ne siamo resi conto. Le persone si girano a guardarla. Un po’ per le forme retro-futuristiche, che richiamano quelle della Hyundai Pony del 1975. Un po’ per gli elementi di illuminazione a pixel. Forse un po’ anche perché una Hyundai così davvero non si era mai vista prima. Hyundai, con Ioniq 5, ha scelto un taglio netto con il passato. L’auto in questione è la prima elettrica nativa del gruppo coreano. E volevano che fosse evidente, fin dalle forme esterne. Questo gli uomini di Hyundai ce lo hanno evidenziato più volte durante la presentazione. Quasi come se si trattasse della prima volta che un costruttore realizza una full electric a partire da un foglio di carta bianco.  E la mia prima impressione è che abbiano fatto bene i compiti.

Hyundai Ioniq 5 / Il look ti dice a chi piacerà…

Gli assemblaggi sono molto ben curati. Gli accoppiamenti delle lamiere sono realizzati con cura. Le linee sono estremamente pulite, ma poco spazio è lasciato alle linee curve, che caratterizzano invece la quasi totalità della produzione. Ioniq 5 è un’auto dall’estetica estremamente personale, una di quelle che non si scelgono senza amare. E se dovessi immaginarmi un cliente tipo di quest’auto, immaginerei un cliente uomo, nella fascia tra i 35 e i 45 anni (la mia, n.d.r.).Sensibile al fascino dei pannelli fotovoltaici sul tetto (in grado di contribuire alla ricarica della batteria di trazione) e della possibilità della ricarica inversa (vera prima assoluta sul mercato). Ma anche affascinato da forme che in qualche modo riportano con la mente alla Delorean DMC-12 di Ritorno al futuro. Ma non è detto che questo sia l’unico cliente tipo per un’auto che offre l’abitabilità adatta per essere un’auto da famiglia.

Dentro spazio a volontà e un tocco di italianità

Particolare dei tappetini sul pavimento piatto e dettaglio della presa di corrente 220 volt a bordo di Hyundai Ioniq 5I materiali utilizzati per gli interni sono di qualità molto buona e trasmettono una sensazione di benessere. E’ stato fatto massiccio uso di plastiche morbide e materiali riciclati, anche molto esclusivi. Nel corso della presentazione, Hyundai ha riservato un ampio spazio al racconto di un prodotto di eccellenza del gruppo Aquafil, realtà italiana alla quale Hyundai si è affidata per la scelta dei tappetini, realizzati in Econyl. L’Econyl è un perfetto esempio di economia circolare 100% sostenibile. A dimostrazione di quanto i concetti di sostenibilità e di economia circolare siano cari a Hyundai. La Ioniq 5, forte dei suoi 463,5 cm di lunghezza e di una piattaforma che nasce elettrica, non deve cedere ai compromessi della condivisione con il termico. Vanta un passo di ben 300 cm. e, grazie al pavimento completamente piatto, gode di un’abitabilità interna sconosciuta a qualsiasi termica di pari dimensioni.

Come va? Tre modalità di guida, comunque rilassate

Hyundai Ioniq 5

Si viaggia molto rilassati. Il livello di confort concesso dalla taratura, piuttosto morbida, delle sospensioni è molto buono. Persino sul pavé cittadino. Ma è nelle strade extraurbane percorse tra i 70 e i 90 km/h che si evidenzia ancora di più l’ottimo lavoro di insonorizzazione dell’abitacolo. Non ho avuto l’opportunità di testare Ioniq 5 in autostrada, ma la sensazione è che difficilmente il livello di silenziosità potrà peggiorare sensibilmente. Su strada ha un comportamento sempre prevedibile e non mette mai in difficoltà il guidatore. La trazione posteriore aiuta la motricità, anche se in qualche caso, in condizioni di scarsa aderenza (causa pioggia), abbiamo rilevato l’intervento del controllo di trazione a domare la coppia eccessiva alle ruote. Le modalità di guida sono tre (Eco, Normal e Dynamic). E qui, più che in altre auto, è evidente la differenza nella risposta alla pressione dell’acceleratore nella diverse modalità. In Eco guidi nel relax più assoluto. Forse anche più che in Normal, dove le reazioni sono a volte eccessive rispetto alle intenzioni. La curva di coppia è comunque sempre “educata”, persino in Dynamic, non è mai violenta. Chi vuole divertirsi un po’ di più dovrà probabilmente optare per la versione AWD (doppio motore e trazione integrale), con potenza  di 224,6 kW.

Quanto consuma? Nel nostro test 16,6 kWh/100km

Hyundai Ioniq 5

È forte nei costruttori la percezione che chi si avvicina oggi alla scelta di un’elettrica lo faccia soprattutto per una sensibilità alla questione ambientale. E che, anche quando non è così, questo sia comunque un buon argomento di vendita. Personalmente ritengo piuttosto che spiegare quanto più efficiente sia un’elettrica dal punto di vista energetico sia la vera chiave.L’esemplare che ci è stato dato in prova era una Ioniq 5 RWD (trazione posteriore), con batteria da 72,6 kWh. La più efficiente. La temperatura esterna al momento del test era di circa 20°, con leggera pioggia. Abbiamo percorso in totale circa 80 km in un percorso fatto di un misto di strade urbane ed extraurbane che da Milano ci ha condotti a Trezzo sull’Adda e ritorno. La media di consumo in questo breve test è stata di 16,6 kWh/100km. Un dato che mi ha positivamente stupito:  stiamo parlando di un’auto che monta una batteria da ben 72,6 kWh (netti).

Come ricarica? Ecco il dato dichiarato

Ahimè, come è ormai prassi in questo tipo di presentazioni, non c’è tempo per un test sulle performance di ricarica. Peccato. Visto che Hyundai dichiara che Ioniq 5 è grado di ricaricarsi dal 10 all’80% in soli 18 minuti presso una stazione ultra Fast da 350 kW. Se il dato fosse confermato, significherebbe una potenza media di ricarica di poco inferiore a 170 kW. Sarà interessante rilevare in una prossima prova estesa dell’auto la reale performance sul campo e la conformazione della curva di ricarica.

Hyundai Ioniq 5, pagella: mi è piaciuta per…

Dettaglio delle maniglie a scomparsa a filo carrozzeria.

Mi è piaciuta per il suo look retrofuturistico. Per la capacità di innovare ma senza tradire la tradizione del marchio. Ho apprezzato la volontà di distinguere il prodotto non solo attraverso l’estetica ma anche per mezzo dell’introduzione di soluzioni totalmente inedite. Come la possibilità della ricarica inversa (V2G, cioè dal veicolo alla rete), prima assoluta sul mercato. O dei pannelli fotovoltaici ad alimentazione del sistema di ricarica. O ancora alla disponibilità di una presa 220 volt sotto al divanetto posteriore. Mi è piaciuta la gestione degli spazi interni a tutto vantaggio del confort di bordo. E anche la scelta di puntare sulla sostenibilità per i materiali degli interni.

Hyundai Ioniq 5 pagella: non mi è piaciuta per…

Avrei apprezzato un angolo di sterzo un po’ più ampio. In città si manovra con più fatica di quanto mi sarei aspettato. Anche se l’elettronica ci viene in aiuto e l’ampia telecamera rende l’operazione comunque piuttosto semplice. Non ho apprezzato i troppi avvisi acustici del sistema di assistenza alla guida. Preferisco che intervenga e funzioni quando serve senza troppo clamore. Alla lunga troppi allarmi possono affaticare chi è alla guida. L’auto ha generalmente reazioni molto prevedibili alla guida. Ma, quando le si richiedono cambi rapidi di direzione, prima che l’esp abbia modo di intervenire, si percepisce forse un po’ troppo il peso del pacco batteria.

Hyundai Ioniq 5
Il pannello fotovoltaico sul tetto è in grado, secondo Hyundai, di regalare circa 1500 km all’anno

Conclusioni Auto dalla forte personalità. Sulla quale Hyundai, come fa sui modelli esclusivi (vedi Nexo, dove aveva fatto debuttare un avanzato sistema di parking remotizzato), presenta una potenziale killer feature. Ovvero la ricarica inversa, una di quelle caratteristiche che rendono un prodotto unico (almeno a oggi). Rendendo di fatto Ioniq una sorta di grande “powerbank”, con il quale possiamo all’occorrenza ricaricare un’altra auto, o persino alimentare un’abitazione.Questo apre un panorama di utilizzo completamente inedito. Hyundai Ioniq 5Certamente anche le capacità di ricarica ultra Fast, potrebbero concorrere a renderla piuttosto attraente sul mercato. Specie per chi si avvicina per la prima volta all’elettrico e attribuisce una grande (spesso eccessiva) importanza ai tempi della ricarica Fast. Ma di base, anche spogliata per un momento di queste tecnologie, è un’auto ben progettata e altrettanto ben realizzata. In grado di trovare la sua fetta di mercato, anche grazie a un listino che parte da 44.750 euro.

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5 COMMENTI

  1. Magari avesse il V2G (Vehicle To Grid) ha “semplicemente un V2L (Vehicle To Load) comunque opzional, quindi ci si può attaccare un carico fino a 3,7kW ma non può immettere energia in rete (V2G) o alimentare una casa (V2H Vehicle To Home) a meno che di non staccare la casa dalla rete elettrica a crearsi un adattatore non certificato per collegare la Ioniq 5 alla casa.

  2. Oggi ne ho sorpassata una in citta e devo dire che è un’auto assurdamente grande. Spero che non la comperi nessuno. La fiat Ritmo pesava meno della metà di questo mostro ed aveva piu classe.

  3. Vettura che potrebbe interesarmi, malgrado sia di 20 cm più lunga rispetto ai requisiti tecnici che mi devo imporre (tra i diversi vincoli: la necessità di poter posteggiare anche in un mio box diversamente recente e per questo motivo diversamente spazioso. Ma lì avrei una presa elettrica…)
    Posso dire l’eresia? a me, soprattutto nel laterale secco, ricorda molto la tanto vituperata Fiat Ritmo. Macchina tecnicamente validissima, rovinata da una produzione fatta con materiali autarchici tipo cartone pressato per la carrozzeria e molliche di pane per gli interni (si colga l’iperbole, per favore).
    Ma secondo me non è solo un’impressione, perchè ravvedo un fil rouge tra la Ritmo e la Presente, che è poi figlia di una concept disegnata da Giugiaro. Il de cuius fu anche il designer della Lancia Delta (e questo è risaputo) mentre quello che è un po’ meno risaputo è che la Lancia Delta altro non era che una Ritmo ampiamente ricarrozzata.
    A questo punto non mi resta che attendere la già annunciata versione N… e sperare che di qui a qualche anno una rete di ricarica autostradale rapida possa essere degna di essere chiamata tale.
    A quel punto si vedrà.

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