Home Due ruote Hurba pronta al grande passo. In arrivo investimenti e tecnologie futuristiche?

Hurba pronta al grande passo. In arrivo investimenti e tecnologie futuristiche?

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Charxcontrol

L’obiettivo di Hurba è quello di diventare il riferimento del settore. Per riuscirci ha in ballo diversi progetti e soprattutto colpisce una mentalità razionale e innovativa. Ne parliamo con il fondatore, Camillo Piscitelli.

Se si potesse descrivere un’azienda con i tratti fisici di una persona, Hurba avrebbe le orecchie in Italia e gli occhi in Cina. Perché vuole ascoltare quelle che sono le necessità degli scooteristi italiani e cerca in oriente le tecnologie che possano essere la soluzione. Ad Eicma abbiamo visto due modelli di scooter elettrici che racchiudono caratteristiche pensate per rispondere a domande specifiche. A partire dalla potenza: 11 kW. Un numero magico che permette la guida con la patente A1 a 16 anni o con la patente B, ma che al contempo consente di entrare in autostrada e nelle tangenziali. Abbiamo visto uno scooter ricaricabile alle colonnine e l’Air con batterie estraibili. Numeri da grandi prestazioni e anche dimensioni di tutto rispetto, dimensioni a cui siamo abituati nel termico, ma che difficilmente troviamo nell’elettrico.

L’intuizione di Hurba è stata quella di guardare quale fosse la richiesta del mercato e cercare le tecnologie più innovative per costruire veicoli in grado di soddisfare la domanda dei clienti italiani. L’azienda nasce dall’intraprendenza di Camillo Piscitelli, giovane imprenditore che ha scelto di prendere il meglio di Italia e Cina con un approccio pragmatico e senza pregiudizi. Abbiamo fatto una chiacchierata con lui per fare un po’ il punto su come si sta muovendo Hurba.

Ci siamo lasciati a Eicma con grandi progetti in ballo, qual è la situazione e cosa avete fatto in questi mesi?

“Sì, ci siamo salutati con una serie di visioni sul futuro che stanno diventando sempre più concrete con il passare del tempo. Oggi siamo alla prima consegna degli Street Raptor 300S Air e i primi clienti li riceveranno a giorni. La nave è arrivata il 26 giugno e dall’8 luglio contiamo di consegnarli. L’Air è il mezzo che ci è stato più richiesto, tanto che per ora gli ordini sono del 100% superiori alle nostre capacità produttive. Noi ora abbiamo due modelli che trainano le vendite: il 300S e appunto il 300S Air. L’Air essendo l’unico scooter ad avere batterie estraibili e 11 kW è particolarmente richiesto. Ha una grande flessibilità nella ricarica e possibilità di circolare in autostrada. Una soluzione centrale perché ad oggi la possibilità di ricaricare a casa rimane un vantaggio non da poco”.

Avevi anticipato anche di un viaggio in Cina.
“Sì, sono tornato in Cina ad aprile e ho incontrato i partner tecnologici e i fornitori di Hurba. Tra loro alcuni che collaborano con noi da tempo e altri che invece sono arrivati con l’introduzione di nuovi modelli. È stato un viaggio che ha aperto anche tutta una serie di nuove possibilità, principalmente in campo tecnologico e anche sul fronte dell’ingegneria industriale. Stiamo andando verso una nuova ingegnerizzazione del prodotto che possa fare tesoro di tutta una serie di innovazioni che arrivano dalla Cina, soprattutto in campo batteria e power train. Stiamo lavorando anche su una maggiore digitalizzazione dell’esperienza di guida, con l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale che possano garantire sempre una maggiore sicurezza”.

Puoi darci qualche dettaglio in più?
“Per ora non posso scendere nello specifico, ma quello che stiamo facendo porterà a risultati che saranno il nuovo riferimento di settore, anche in quello che è il divario tra elettrico e benzina. Soluzioni che permettano al cliente di avere un’alternativa reale ai mezzi tradizionali. Da sempre noi abbiamo pensato che i competitor di Hurba non sono i produttori di scooter elettrici, ma è il livello prestazionale dell’endotermico. Questo è il nostro obbiettivo e questo ci porterà nel prossimo anno ad introdurre delle innovazioni davvero importanti. Vogliamo fare un po’ da capofila e rendere Hurba un marchio sempre più di riferimento per il panorama italiano e anche europeo, visto che stiamo iniziando a volgere lo sguardo all’estero”.

Vedremo queste nuove tecnologie su aggiornamenti dei modelli attuali o c’è l’intenzione di ampliare la gamma?
“Diciamo che ne riparliamo dopo l’estate”.

Ma tutti questi progetti come sono sostenuti economicamente?
“Hurba ha suscitato l’interesse di un gruppo di investitori italiani attenti all’innovazione e attenti a quelle che individuano come le aziende che potenzialmente possono trainare lo sviluppo tecnologico del Paese. Hurba si appresta a un cambio di passo con la guida di top manager italiani che potranno renderla un’azienda più grande, più strutturata, internazionale e soprattutto più industriale”. 

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Quale futuro per Hurba?

Dalla chiacchierata con Camillo Piscitelli capiamo che i progetti in via di concretizzazione sono molti e si possono fare alcune supposizioni che sembrano tutt’altro che campate in aria. Innanzitutto la collocazione di Hurba sul mercato. Con la consegna dei primi ordini sembra essersi innescato un cambio di equilibrio Italia-Cina e che questo equilibrio si stia nettamente spostando verso l’occidente. È probabilmente presto per anticipare che dimensione e quale forma avrà questo spostamento di asse, ma l’intenzione di Hurba di diventare una realtà italiana di peso e di “riferimento” sul panorama europeo pare abbastanza delineata.

Anche sul fronte prodotto, l’impressione è che si stia lavorando ad un ampliamento di gamma e anche su questo fronte l’idea manifesta di Hurba è essere capofila tecnologico. Potrebbero essere solo progetti, ma a dare sostegno a questo grande passo avanti è l’ingresso di nuovi soci, di un management che andrà a dare struttura al brand e, probabilmente, anche capitali. 

Per ora è impossibile prevedere quando questo passo verrà fatto, ma i tempi sembrano maturi. Ci aggiorniamo per EICMA? O forse anche prima…


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