Home Bici Huracan Guià, Franco Moro tocca terra su due ruote

Huracan Guià, Franco Moro tocca terra su due ruote

0
CONDIVIDI

Franco Moro passa dalla nautica alle due ruote presentando la sua Huracan Guià, una moto-bike elettrica da competizione che presto arriverà sul mercato in una versione omologata per la strada equiparata a un ciclomotore.

Con la nautica a zero emissioni della sua Huracan Power Marine Franco Moro si è già fatto un nome e una clientela. Ma i vecchi amori non si scordano mai, e Franco non ha voluto smentirlo: con vent’anni di esperienza ai massimi livelli del campionato Moto GP fianco a fianco con piloti come Reggiani, Biaggi, Capirossi e Rossi, era inevitabile lo sbarco in terraferma, su due ruote. E infatti la Huracan Electric Power ha appena sfornato Guià, una due ruote elettrica a cavallo tra la bici a pedalata assistita e la moto fuoristrada, cioè una moto-bike. Con queste caratteristiche tecniche _  acceleratore e potenza da vendere _  un mezzo del genere non poteva che essere riservato ai circuiti. Ma nelle intenzioni del vulcanico costruttore trevigiano ci sarà presto una versione omologata con tanto di targa, fari segnalatori luminosi di direzione e un motore elettrico da 450 watt per spingerla anche senza alcun contributo muscolare fino alla soglia dei 45 km/h. Sarà quindi utilizzabile su strada, equiparata a un ciclomotore.

Gioiello per “virtuosi” del moto-bike

Huracan Guià Gran Prix

La Guià attualmente in vendita, invece, è un gioiello per soli ” virtuosi” del fuoristrada. Nelle due versioni Enduro (MX) e Grand Prix (GP), Guià è equipaggiata da un generoso motore Bafang MM centrale da 1.000 W, assistenza sul pedale con sensore di velocità, nove mappe personalizzabili, batteria agli ioni di litio da 1.500 Wh che garantisce un’autonomia da 40 a 150 km a seconda dell’assistenza elettrica richiesta e una velocità massima di 60 km/h. La ciclistica di base è identica nelle due versioni (telaio, telaietto reggisella e forcellone in alluminio, sospensione anteriore DNM a steli rovesciati regolabile e posteriore DNM a molla regolabile, freni Tektro idraulici a disco con sensore).

Huracan Guià Enduro

Le due proposte si differenziano  nelle ruote, più adatte all’off road e al downhill la prima, al racing e al motard la seconda che pesa due chili di più (36 contro 34). Guià, spiega Moro, nasce come evoluzione del modello Bultaco Brinco, di cui Huracan Power è distributore, ma ridisegnata e alleggerita secondo la sua filosofia che privilegia leggerezza e manovrabilità prima ancora della pura potenza. I due modelli sono in vendita sul sito, al prezzo rispettivamente di 8.000 e 12.000 euro, oppure presso due rivenditori autorizzati (Moretti di Bassano e Zaniolo di San Martino di Lupari nel padovano), primi di una rete distributiva e di assistenza che sarà completata entro l’anno. I progetti di Franco Moro nelle due ruote elettriche, però, non si fermano qui.

Non c’è solo Guià

Sempre nel campo e-bike Huracan già offre la  nCycle Arpa (foto sopra), un mezzo full carbon da strada dal sofisticato design e dal ridottissimo peso (10,9 kg), disponibile anche “solo muscolare” con un risparmio di peso di 3,8 kg. Monta un motore ruota posteriore da 250 W sviluppato da una start-up del Politecnico di Milano che lo ha dotato di rigenero di energia (KERS), elettronica e batteria da 160 Wh integrate nell’originale telaio monoscocca in carbonio. Semplicemente sostituendo la ruota posteriore si passa alla versione non elettrificata.

Completano la gamma Huracan Power, infine, due mountain e-bike (MTE 501 e MTE 502) e una road e-bike (RE 250) decisamente più abbordabili nel prezzo (da 3.200 a 4250 euro) con telai in alluminio, motore e batteria integrate, potenza di 500 w per le prime due e di 250 w, nel mozzo, per la terza.

Prossimo passo, la moto elettrica

Ma in officina Franco Moro già custodisce il prototipo di una e-moto vera e propria, sviluppata a partire dalla ciclistica di una moto termica di media potenza ma ad alte prestazioni. I test in strada, dice Moro, confermano la sua intuizione: le prestazioni migliori si ottengono a partire dalla ciclistica, anche laddove il passaggio dal motore a scoppio a quello elettrico comporti significativi sacrifici in termini di potenza. «Una eterna regola del motociclismo dice che i decimi si fanno col motore, i secondi con il telaio. Perciò cedo che sia sbagliato progettare le nuove moto elettriche a partire da un potente motore e da pesanti pacchi batterie. Io faccio il contrario: adatto motore e batteria alla ciclistica ottimale, puntando soprattutto alla leggerezza, all’agilità, alla maneggevolezza». Senza contare, aggiunge, che una moto pesante è molto più pericolosa nelle cadute in pista. Regola numero due: mai rinunciare al cambio. «E’ vero _ spiega _ che la coppia immediata dei motori elettrici non lo rendono indispensabile. Ma un motore elettrico che lavora sempre in presa diretta spreme di più la batteria. A parità di prestazioni e autonomia, una moto elettrica con almeno due o tre marce può permettersi pacchi batteria molto meno ingombranti e molto più leggeri».  Tanto basta per immaginare cosa proporrà Franco Moro in campo motociclistico quando, come promette, passerà presto dal suo prototipo a un  modello commerciale  totalmente nuovo.

Le Moto E? “Leggere e con il cambio”

E se gli si chiede cosa pensi dell’imminente debutto del campionato Fim-Enel Moto E World Cup (cinque appuntamenti in concomitanza con la moto GP, partenza il 5 maggio a Jerez, conclusine con due gare a Misano il 15 settembre, 12 team e 18 piloti tutti sulla stessa moto Energica Ego Corsa) risponde più o meno con le stesse considerazioni. «Mi auguro _ dice _ che sia un successo, ma avrei scelto un regolamento diverso: moto più leggere, con velocità massima anche di soli 200 km/h anziché 270, ma più agili e con il cambio, avrebbero fatto più spettacolo e forse tempi sul giro analoghi se non migliori. E avrei aperto a più costruttori perché solo la competizione tecnologica può produrre un balzo in avanti. Sono convinto che gli organizzatori se ne renderanno conto e dopo le prime edizioni test adotteranno la formula del plurimarca. So per certo che due o tre grandi costruttori sono già pronti a scendere in pista».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome