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Horwin Senmenti, l’evoluzione della specie

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I riflettori di Eicma si accendono sul nuovo progetto avanguardistico lanciato da Horwin. “Senmenti” è declinato su due nuovi concept di moto elettriche futuristiche, che hanno davvero catturato l’attenzione al Salone di Milano.

Rivoluzionari a di poco, frutto di lunghi anni di ricerca e sviluppo, Senmenti X e Senmenti O sono due proposte assolutamente innovative. Almeno sulla carta.
La Casa austro-cinese definisce Senmenti come la “prima bio-macchina intelligente ad alte prestazioni”, e almeno a scorrerne le caratteristiche c’è da crederci.

In concreto, Horwin ha cercato soluzioni avanzate per ottimizzare il livello delle prestazioni e dell’efficienza delle sue due ruote elettriche. Con Senmenti ha deciso quindi di modificare il design strutturale tradizionale dei modelli endotermici, e la tipica disposizione separata di batterie, motore e controller, introducendo un telaio intelligente integrato IM, sviluppato internamente.

Senmenti O

Tecnologia intelligente e “sensibile”

Senmenti, in cinese, significa “forma di vita” e non è un nome scelto a caso. Horwin garantisce infatti che, esattamente come esseri viventi, i concept interagiscono con il mondo esterno attraverso i sensi e l’intelligenza.
Le moto sfruttano infatti oltre 30 sensori e una tecnologia di controllo di sistema per elaborare ad alta velocità l’analisi delle informazioni e il processo decisionale. Si crea quindi una piattaforma intelligente che, di fatto, affianca il pilota nella ricerca di una guida ottimale ed efficiente.

Inoltre, spiega Horwin, grazie alla tecnologia di aggiornamenti Over-the-Air, Senmenti “diventerà sempre più intelligente e in futuro potrà anche apprendere la personalità unica dell’uomo, utilizzare sistemi uomo-computer per interagire con gli utenti e diventare una nuova vita mobile con reali capacità di comunicazione, memoria e apprendimento”.

Senmenti X

Già proiettati nel futuro

L’evoluzione tecnologica ha così portato alla nascita di prototipi avanzati sotto ogni punto di vista.

Il concept Senmenti O si presenta sotto forma di maxi scooter molto muscoloso, con prestazioni sulla carta monstre. Circa 200 km/h di velocità massima, accelerazione 0-100 in meno di 3 secondi e una coppia massima alla ruota di ben 600 Nm.
La batteria potente è ricaricabile in appena 30 minuti anche dalle colonnine super-charger e garantisce fino a 300 km di autonomia.

 

Dal design decisamente più futuristico, quasi spaziale, il Senmenti X.
Il prototipo sembra una capsula mobile, in cui il pilota si siede letteralmente “dentro” al mix di tecnologie avanzate di cui la moto è ricca.
Non ultima quella che garantisce l’auto-bilanciamento del veicolo, che quindi resta in equilibrio sulle ruote senza bisogno di alcun aiuto.

Anche per questo concept – che ha un motore elttrico da 60 kW – vengono assicurate le stesse prestazioni super del Senmenti 0.

Ovviamente si tratta di prototipi super tecnologici che al momento tali rimangono. Però, indubbiamnete, Horwin ad Eicma ci ha fatto vedere cosa potrebbe riservarci un “futuro” nemmeno troppo lontano.

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15 COMMENTI

  1. “La batteria potente è ricaricabile in appena 30 minuti anche dalle colonnine super-charger e garantisce fino a 300 km di autonomia.” Complimenti: fino ad ora le moto elettriche testate da riviste del settore hanno mostrato autonomie ridicole, mi farà piacere vederle in azione per misurare finalmente un’autonomia accettabile. Un’altra cosa: una moto con un baricentro basso come quello della “X” ed un interasse così lungo è pressochè inguidabile

    • Casualmente non c’è notizia della “taglia” della battetia.
      Il calcolo spannometrico non è difficile: andando in giro normalmente tra statale e autostrada (e non a velocità “sintetiche” tipo 400 km a 45 all’ora) ormai è abbastanza lecito ipotizzare che una moto consuma l’un per l’altro 13/15 kw-100km. Chi più chi meno chiaramente.
      Il resto vien da sè.

      -una moto con un baricentro basso come quello della “X” ed un interasse così lungo è pressochè inguidabile-

      Solo “pressochè”? Per parte mia la X non merita più dei 30 secondi che si concedono volentieri a qualsiasi cosa strana che è fatta principalmente per essere guardata. 😉

      • Ti correggo Alessandro. Moto elettriche da turismo ad alte prestazioni (Energica Experia o Zero DSR X) non arrivano a consumare 10 kWh per 100 km nel ciclo misto. I consumi che dici tu si riferisono forse all’autostrada, mentre nel circlo urbano si possono ottenere percorrenze di 15-16 km con un kWh. Se parliamo di moto di media potenza siamo a consumi ancora inferiori.

        • Ciao Massimo,

          -Moto elettriche da turismo ad alte prestazioni (Energica Experia o Zero DSR X) non arrivano a consumare 10 kWh per 100 km nel ciclo misto.-

          I tuoi dati (che poi ricalcano quelli ufficiali) sono ovviamente corretti.
          la mia era una “media d’uso” che scaturisce da discussioni informali e pareri di “ex colleghi” che hanno provato di recente varie di queste moto (sai com’è, a volte ci sentiamo ancora) e calcolata sia conteggiando un “misto” comprendete anche l’autostrada, sia in tutta onestà tenendo conto di un uso diciamo… ehm… “realistico” del mezzo e non improntato alla massimizzazione dell’efficienza (ci siamo capiti, chi è senza peccato scagli la prima pietra, non aggiungo altro. 😉 )

          Insomma, potremmo pareggiare ragionevolmente sui 12 kw/100km dicendo con serenità che il dato viene fuori contando il saggio “te” che riesce tranquillamente a vedere i 9kw/100km e il birbante “me” di qualche anno fa che magari non avrebbe faticato a vedere i 15kw/100 km.

          Resta il dato alla base di tutto il discorso con l’amico Astuto: se sto scooter bianco, che mi piace tantissimo malgrado il nome impronunciabile, riesce a fare 300 km veri e a velocità vera (e non a 45 orari fissi) anche tenedo conto del consumo che citi tu vuol dire che come minimo ha sotto sui 30 kw di batteria.

          Il che può anche essere benissimo, eh?
          Anzi, mi farebbe pure piacere.
          Così come mi farebbe piacere sapere il dato.

          • Se il tuo uso “realistico” è una sparata al Muraglione alla domenica mattina, ti compri l’Energica Experia o lo scooterone dal nome impronunciabile? Dai. Secondo me ti tieni la tua 600 termica e vai giù di brutto con il brum brum. Ma poi, per una fuitina di 150 km a che ti servono 300 km di autonomia? Una batteria motociclistica da 30 kWh non l’ha ancora vista nessuno, semplicemente perchè peserebbe circa 120 kg e sarebbe incollocabile su due ruote.

          • – una sparata al Muraglione alla domenica mattina…lo scooterone dal nome impronunciabile-

            Ma sai che invece secondo me un suo spazio ce l’avrebbe?
            Non dico tanto da monopolizzare il mercato, un suo spazio però sì.
            In pratica andrebbe a ricoprire l’uso di “quelli che il TMAX perchè è comodo, è “figo” e va pure forte”

            Guarda per esempio questo bozzetto dell’onnipresente Oberdan Bezzi

            https://moto-station.com/wp-content/uploads/2018/02/arton2031.jpg

            Ora, astraendo, togli il motore e lo scarico, sentiamoci liberi di mettergli le batterie nel tunnel e magari 35 kw di “motore ruota” tanto per non lasciar fuori i neopatentati e lasciarci liberi di usare per la batteria proprio tutto lo spazio libero che si viene a creare.
            E sai benissimo che 35 kw “tutti e subito” è come averne oserei dire quasi il doppio in un “pari” motore a pistoni, che quei cavalli per vederli devi prima arrivare a 6000 giri.
            E magari rispetto al nostro Tmax di riferimento rischiamo pure di farlo più corto di interasse a parità di lunghezza utile.
            Se i pesi sono ben centrati e il baricentro non è troppo alto, alla fine cosa pesa un Tmax? Siam comunqueo sui 220 kg a secco.
            Delle due l’una: o il Tmax è (o può essere…) veramente “divertente” e allora qualsiasi proposta sovrapponibile lo è altrettanto, oppure chi afferma la “bontà universale” di un Tmax dice parole tanto der dire.
            Io con un Tmax tra l’altro vecchiotto ci ho girato pure in pista (non tantissimo per la verità) e pur con tutti i suoi limiti non l’avevo trovato disprezzabile.
            Chiaro che una moto è un’altra cosa, ma non sarei così pessimista sulla formula.
            L’unica cosa che “oserei” a livello ciclistico è “alzargli” un po’ il culo, giusto un minimo, per avere una seduta un filo più caricata in avanti.

            Cioè, capisci?
            In settimana ci faccio i miei comodi, ci vai a lavorare e quant’altro; e la domenica due curve due in grazia di Dio le fai comunque. Soprattutto se ti aspettano a casa per pranzo e non puoi andare chissà dove.
            Secondo me questo tipio di layout il suo spazio sul mercato ce l’avrebbe fin da oggi stesso.

            -per una fuitina di 150 km a che ti servono 300 km di autonomia?-
            Per tornare a casa senza dover per forza preoccuparmi della ricarica? (150+150 =300) ahahah!

            Scherzi a parte, la storia dei 300 km nasce dalla dichiarazione fatta dalla Horwin in merito all’autonomia.
            Mica li ho chiesti io, se mi avessero detto che fa 150 km andava benissimo lo stesso.
            Sono loro quelli che hanno detto che ne fa 300. E se uno dice 300 a casa mia devono essere “ragionevolmente 300” usando la moto normalmente… e non venendo giù in discesa da una montagna.
            Di qui la curiosità.
            Altrimenti dimmi subito 150 che va bene lo stesso.
            Specie se davvero si ricarica alla svelta in CC…
            Notizie in merito alla potenza massima di ricarica?

            -Una batteria motociclistica da 30 kWh non l’ha ancora vista nessuno-

            Eh ma io speravo in qualche sorpresa cinese! 😀

          • Una batteria con densità gravimetrica doppia di quella attuale sarà il Santo Graal della tecnologia elettrica. Non dovrai sspettate Eicma per vederla.

  2. Lasciando da parte gli orpelli informatici, peraltro probabilmente interessantissimi, per quel che vale la mia esperienza nel campo delle moto da un punto di vista “tecnico” trovo che il Senmenti O sia praticamente “perfetto” nell’interpretare quello che può ragionevolmente essere una proposta allo stato dell’arte di quel che si può fare oggi. Decisamente interessantissimo: scelte ciclistiche che finalmente condivido, posizionamento della batteria secondo me azzeccatissimo… potrei argomentare per ore. Vi risparmio. Insomma, a prima vista le hanno indovinate forse tutte… per quel che si può fare oggi.

    • A me piace molto il Senmenti X perché mi ricorda la favolosa moto di Akira (anche se questa è una interpretazione più futurista). Anche la O è interessante perché ha tutto ciò che serve e condivido il commento di Ale, pare le abbiano indovinate tutte (allora Ale ed io non chiedevamo la luna…). Chissà i prezzi…

      • -Ale ed io non chiedevamo la luna…-

        No aspetta 😂😂😂

        Altro che luna, Io sono già in orbita e tu sei ancora a Cape Canaveral. 😇😇😇🤭🤭🤭

        Io su una moto elettrica vorrei vedere delle cose che tu nemmeno sospetti che esistono. 😂😂😂😇😇😇🤭🤭🤭

        Dico solamente che dato il “pacchetto” di cui possiamo disporre oggi (trasmissione monomarcia le batterie grosse, pesanti e voluminose su tutto) questo tipo di layout motoscooter “modello Akira” è probabilmente l’unico esito realistico per fare qualcosa di originale e di veramente valido.
        A livello di forma estetica, oggi come oggi inutile correre dietro a prestazioni che da un lato ti prosciugano la batteria e dall’altro tutto sommato lasciano il tempo che trovano perché divertono fino a un certo punto. Concordo coi progettisti che è dunque molto meglio stare “dalla parte del frumento” e mettersi comodi dietro a un bello scudo protettivo che se da un lato migliora la sempre scarsa aerodinamica delle motociclette d’altro ti protegge pure un po’ e ti rende il viaggio più comodo.
        Quello che dico in ultima analisi è che è inutile andare a cercare di giocarsela con le motocicletta a pistoni perché quelle saranno sempre comunque 10 km più avanti a livello di divertimento e fruibilità ancora per diversi anno. L’idea secondo me vincente di sto oggetto è quella di cercare di fare un bello scooter piacevole comodo e divertente da guidare.
        Tra l’altro non ti sei nemmeno accorto che, quasi in tradizione fuoristradistica, la ruota anteriore è più grande di quella posteriore. Idea forse un po’ “conservativa” in termini di maneggevolezza, ma aiuta parecchio come stabilità nella guida di tutti i giorni visto che comunque non stiamo parlando di una ruota anteriore da 21 pollici tipo motocross. Sembra poi indovinata la triangolazione sella manubrio pedana, fatta per guidare davvero e non per farsi portare a spasso come su quella cassapanca inutile del BMW elettrico (ho avuto modo di vederlo bene da vicino: bocciatissimo, imbarazzante).
        Visto così gli manca solo il pedalino (o la levetta… o i bottoncini…. ) per regolare “in tempo reale” la rigenerazione della frenata. Fatto questo, per quello che si può avere oggi, per parte mia credo che ci sia tutto. Addirittura penso che 200 orari siano pure troppi.

        • Come al solito concordo con la dettagliata analisi di Alessandro, aggiungo solo che la ruota anteriore piú grande di quella posteriore è una soluzione tecnica adottata fin dai primi tempi (o quasi) degli scooter termici con il variatore e che l’integrazione spinta di telaio, batteria e altri componenti chiave potrebbe dare problemi di accessibilitá in caso di manutenzione straordinaria (come giá prospettato per le auto che la adotteranno)

          • -l’integrazione spinta di telaio, batteria e altri componenti chiave potrebbe dare problemi di accessibilitá in caso di manutenzione straordinaria-

            Non sono assolutamente contrario alla sua chiave di lettura ma potrebbe anche essere che nello specifico la cosa possa essere meno grave di quello che sembra. Parlandoci chiaro, quasi certamente nello scooter bianco la batteria è alloggiata in quella specie di tunnel centrale che va a occupare la mezzeria della pedana. Se il cinese che ha progettato la cosa non è completamente rimbambito, occhio e croce per far “scendere” la batteria dovrebbe essere sufficiente alzare abbastanza lo scooter e permettere al tutto di cascare giù per gravità 🤭.
            Firme restando ovviamente le dovute e adeguate protezioni necessaria per fare un contenitore della batteria credibile… e non tenerla in posizione attaccata con le cinghie. 😂
            O almeno: io avrei fatto così.

          • -la ruota anteriore piú grande di quella posteriore è una soluzione tecnica adottata fin dai primi tempi (o quasi) degli scooter termici con il variatore-

            Ma i motivi sono molti di più di quelli che sembrano e il perché è decisamente più sottile e articolato… 🤭 Comunque quello che dice è vero e si è verificato In molti casi. Non tutti ma molti.

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