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Honda crede nell’elettrico: 10 e-moto entro il 2025

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Honda scioglie le riserve e pianifica la propria mobilità di domani. Subito 10 modelli elettrici, tra scooter e moto, da lanciare nel prossimo triennio. Una nuova strategia green che punta alla neutralità carbonica entro il 2040.

Sarà la sindrome da competizione nel vedere le prime Yamaha Harley Davidson, Ducati e Kawasaki elettriche scendere in pista. Sarà perché continuare a tergiversare davanti alla rivoluzione green della mobilità oggi non ha più molto senso. Sarà, semplicemente, perché anche per il n.1 mondiale delle due ruote è giunto il momento di alzare il dito e dire presente.
Per un motivo o per un altro, fatto sta che Honda ha deciso di tuffarsi pienamente – con tutto il suo carico da 90 – nel mondo della mobilità del futuro.

Lo ha fatto attraverso le parole del nuovo presidente e Ceo Toshihiro Mibe, che ha illustrato i piani di battaglia presenti e futuri del settore a due ruote della casa. Piani che danno ampio spazio all’elettrificazione ma non solo.

Dieci modelli elettrici entro il 2025

Dall’ultimo briefing della divisione moto di Honda sono emerse le strategie per arrivare alla tanto auspicata neutralità carbonica di tutti i prodotti a due ruote entro il 2040. Obiettivo primario e di lungo corso che il colosso giapponese vuole raggiungere grazie ad una decisa accelerazione dei piani di elettrificazione dei suoi veicoli.

Honda intende infatti produrre e lanciare sui principali mercati mondiali ben 10 (o più) modelli a zero emissioni, tra moto e scooter, entro il 2025. Per arrivare, nel 2030, a vendere 3,5 milioni di due ruote elettriche all’anno.

Il programma prevede la nascita di un “parco” elettrico eterogeneo, che possa essere apprezzato da una clientela vasta.
Nello specifico, si tratta di un paio di scooter elettrici da città (simil 125cc), cinque ciclomotori compatti ed economici e tre moto di grossa potenza. Tutto nei prossimi tre anni.
Tre di questi nuovi EV dovrebbero vedere la luce già entro il 2024, anche se ancora non si sa nulla di specifico a riguardo.

Ovviamente, per mantenere un certo standard qualitativo, Honda svilupperà e produrrà al suo interno gli elementi chiave dei nuovi EV, in particolare il “cuore” pulsante composto da motore, PCU e batterie.

Elettrico sì, ma non solo

Il progetto “green” è ambizioso ma anche articolato. In un futuro a breve termine, infatti, Honda non vuole puntare esclusivamente sull’elettrificazione. Ma continuare anche a sviluppare nuove tecnologie per ridurre le emissioni nocive dei propri motori a combustione interna.
In ottica zero-carbon, dunque, Honda intende seguire due strade parallele: produrre modelli 100% elettrici e nuovi motori sempre più green, alimentati da biocarburanti o etanolo, come i Flex-Fuel già testati in Brasile e India.

Un’attenzione particolare, poi, sarà data allo sviluppo delle batterie, nello specifico a quelle allo stato solido, che Honda vorrebbe integrare nelle sue moto future.

Ricordiamo che già da tempo il colosso giapponese lavora allo sviluppo degli accumulatori, il vero nodo su cui si gioca l’efficacia della mobilità elettrica di oggi e domani. Honda fa parte di un consorzio europeo SBMC di grandi brand motociclistici che progetta la standardizzazione di batterie intercambiabili. Un sistema – il cosiddetto battery-swap – che potrebbe presto prendere piede in Europa (in Asia è già una realtà) soprattutto nel settore degli scooter urbani.

Honda a ruota di Yamaha e Kawasaki

Finora Honda è stata ad osservare, dimostrandosi prudente (forse un po’ scettica?) verso i modelli elettrici. Ha testato il terreno, collaborando con altre aziende (vedi la minimoto CRF-E2) e producendo qualche scooter a zero emissioni – soprattutto per il delivery – ma limitato solo ad alcuni mercati asiatici.

Forse spronata dai recenti piani green delle “sorelle” Yamaha e Kawasaki, adesso il colosso nipponico ha deciso di prendere una strada molto più chiara e delineata.
Crede nell’elettrico. Non resta che attendere sviluppi concreti.

La minimoto CRF-E2

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17 COMMENTI

  1. Al netto del costo esorbitante delle batteria, perchè non si puo’ pagare 1500€ di batteria su uno scooter da 5000€ con resa kilometrica indegna, lo scooter elettrico nelle grandi città è la cosa migliore che si può pensare nel breve.

    Io l’avrei fatto… ma troppo limitante e troppo caro per quello che ti dà.

    Diverso il concentto di moto, ma se si guardano il costo di ENERGICA….beh ragazzi…siamo lontani anni luce

  2. “Honda crede nell’elettrico”, i suoi clienti però no. Non sono un motociclista ma da quel che ho letto, a più riprese e anche su queste pagine, chi va in moto dell’elettrico non vuole sentirne parlare. Allora quello di Honda non è scetticismo, ma pragmatismo, produce solo ciò che sa di vendere.

    • Fino ad ora Honda non ha venduto ne moto ne scooter elettrici nei principali mercati, ma tu sai già che il cliente Honda non vuole l’elettrico.
      Se tutte le case auto e moto in 100 anni avessero prodotto solo quello che erano certe di vendere, forse Crysler, GM, Talbot, Rover, Saab ecc ecc ecc…. non sarebbero fallite.
      C’è chi sa leggere i tempi e chi no. Il “grande” Marchionne sapeva fare solo il supercontabile e non ha capito nulla di cosa stesse succedendo, infatti poi FCA l’abbiamo svenduta in fretta a PSA che aveva già sviluppato una strategia nell’elettrico.
      Honda è semplicemente in ritardo, come lo è Toyota, come lo furono Nokia e Blockbuster. Qualcuno sopravvive ai propri errori, altri no.

      • Nota a margine, diciamo quasi tecnica.
        Gli annunci dei giapponesi vanno sempre le ti parecchio fra le righe, te lo dico per esperienza. Analizziamo assieme l’immagine Global Electric motorcycle Lineup.
        Togliamo gli scooter e la minicross elettrica per i bambini, rimangono tre veicoli. Di questi ultimi tre veicoli uno però è comunque chiaramente uno scooter che a prima vista sarebbe sovrapponibile all’attuale X-ADV o tutt’al più al Forza 750. Immagino che ce li abbia presenti, nel caso sono facilissimi da trovare su Google. Insomma due punti nulla da dire sulle intenzioni di Honda che sicuramente non spara numeri a caso. Del resto, sempre per esperienza, raramente lo ha fatto. Ma salvo che non cambi qualcosa nel frattempo a livello tecnico, rimango serenamente dell’idea che su tre milioni e mezzo di motocicli, 3 milioni e 490.000 esemplari saranno scooter o riconducibili a qualcosa di simile a uno scooter. In assoluto non è certamente malvagio. Poi magari mi sbaglierò 😉

        • Grazie Alessandro, grazie. Penso anch’io che la previsione di Honda sarà questa, infatti ho scritto “chi va in MOTO” e non in scooter e simili. A ben vedere un’innovazione che permetta una riduzione dell’inquinamento dovuto da scooter e scooteronin è da accogliere a braccia aperte, visto che vengono usati per tratte brevi e non per svago, inquinando in qualsiasi modo possibile (udito, atmosfera, strade, ma pure in maniera visiva)

          • -chi va in MOTO” e non in scooter e simili. –

            Eh… ma chi non va in moto certe cose non le capisce… 🤭

            Come quelli che ti dicono tutti festanti “sono venuto in moto” , tu gli chiedi gioviale e partecipe:

            “Ah che bello! Che moto hai?”

            Risposta: “Il tmax”

            …😱🥶🤢

            Gelo…🥶

            Sensazione di dolore al basso ventre… 😵

            Sudori freddi…😰

            Disagio emotivo…🥴

    • “Da quello che ho letto”
      Io invece ti dico che ci sono tanti motociclisti che non aspettano altro che l’elettrico, tra cui il sottoscritto.

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