Honda mette in stand-by a tempo indefinito uno dei suoi progetti più ambiziosi sull’elettrico: il maxi hub industriale in Ontario (Canada) da 11 miliardi di dollari. Quello che nel 2024 era stato presentato come un investimento “storico” si trasforma oggi in un segnale di ritirata più ampia, tra modelli cancellati, perdite miliardarie e un ritorno strategico verso l’ibrido.
La decisione riguarda il sito di Alliston, in Ontario, dove Honda aveva pianificato un ecosistema industriale completo: produzione di veicoli elettrici, batterie e materiali catodici. Un progetto pensato per una capacità di 240.000 auto l’anno e una gigafactory da 36 GWh, con avvio previsto nel 2028.

Da investimento simbolo a progetto fallito?
Annunciato nell’aprile 2024, il piano rappresentava il pilastro della strategia elettrica nordamericana di Honda. Tuttavia, già nel 2025 il gruppo aveva parlato di una pausa di due anni, citando incertezze sui dazi e rallentamento della domanda EV.
Ora il cambio di tono è netto: il progetto viene di fatto accantonato senza una nuova timeline, segnale che difficilmente vedrà la luce nella forma originaria. Anche i partner industriali hanno posticipato gli investimenti collegati, spostando gli orizzonti oltre il 2029.
Honda, una ritirata ampia sull’elettrico
Il caso canadese non è isolato, ma parte di una revisione radicale della strategia Honda nel settore EV.
Negli ultimi mesi, infatti, il colosso giapponese ha:
- cancellato tre modelli chiave per il mercato USA, tra cui la futura 0 Series.
- interrotto il progetto Afeela, sviluppato con Sony.
- registrato una svalutazione fino a 15,7 miliardi di dollari sul business EV.
- previsto un calo del 59% dell’utile operativo per l’anno fiscale 2026.
Una sequenza che segna uno dei ripensamenti più evidenti nel panorama automotive globale, soprattutto mentre altri costruttori accelerano sull’elettrificazione.
Honda ha una presenza consolidata ma marginale nel segmento elettrico, e il rallentamento degli investimenti potrebbe tradursi in una gamma meno competitiva rispetto ai player cinesi ed europei, sempre più aggressivi su prezzo e tecnologia.

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Nuovi orizzonti: ibrido oggi, elettrico low-cost domani
La Casa giapponese punta ora su una strategia più prudente, con gli ibridi come tecnologia ponte nel breve periodo. Gli EV accessibili sotto i 30.000 dollari vengono invece rinviati verso la fine del decennio.
Nel frattempo, l’unico modello elettrico rilevante resta il Prologue, sviluppato su piattaforma GM. Un dettaglio che evidenzia una criticità: la mancanza di una base tecnologica proprietaria competitiva nel breve termine.

Honda costretta a rincorrere
Il congelamento del progetto rappresenta un colpo anche per il Canada, che puntava a costruire una catena del valore domestica per le batterie. Il piano era sostenuto anche da incentivi pubblici significativi.
Nonostante Honda abbia confermato che l’occupazione attuale nello stabilimento di Alliston (circa 4.200 addetti) non subirà impatti, il segnale industriale resta forte. Il rischio, per il costruttore giapponese, è quello di perdere terreno proprio mentre concorrenti come BYD o i marchi europei consolidano la loro posizione. In un mercato in rapida evoluzione, ritardare può significare dover poi rincorrere.
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