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Ho ricaricato 20 EV nelle ultra-fast: quanti km in 5 minuti

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operatore ricarica
La Volkswagen ID.4, una delle 20 elettriche testate (anche nella ricarica) da Paolo Mariano.

ho ricaricato 20 EVHo ricaricato 20 EV nelle colonnine ultra-fast, annotando quanta energia ho immesso nella batterie. Sono le 20 auto elettriche da me testate. BMW i3, Volkswagen E-Golf, Tesla Model S, Tesla Model X, Tesla Model 3, Mazda MX-30, Fiat 500 elettrica, Volkswagen e-Up, BMW iX3, Mercedes EQA, Volkswagen ID.3 e ID.4, Hyundai Kona, Dacia Spring, Renault Zoe, Volvo XC40 bev, Citroen e-C4, DS3 Crossback E-Tense, Peugeot e-208, Audi Q4 e-tron. Ho poi incrociato i dati con i consumi nel percorso misto extra-urbano, per vedere quanta autonomia…

Si trattava di  simulare la situazione in cui avessimo la batteria vuota e dovessimo voler usare immediatamente l’auto. Oppure per immaginare che ogni stazione di ricarica da, diciamo 4 stalli, avesse una sorta di Cassa rapida. Come quelle dei supermercati, dove si passa con non più di 10 pezzi. Nel nostro caso, dove non si ricarica per oltre 5 minuti. Oppure dove la ricarica è autorizzata solo se lo stato di carica iniziale è inferiore al 10%. Ecco quanti km saremmo in grado di ricaricare!

La curva di ricarica di ID3 1st rilevata da Fastned. Come si vede, la potenza  immessa non è omogenea, se non…

Ho ricaricato 20 EV… /  In gioco efficienza e potenza

Analizzando i dati, ci rendiamo conto che a influire sulla rapidità con la quale un’auto recupera km preziosi di autonomia è in buona parte la potenza di ricarica accettata. Ma questo non è l’unico parametro. Auto particolarmente parche nei consumi possono essere un’eccezione alla regola. La potenza massima accettata di 36 kW per Volkswagen e-Up non le impedisce di vincere la sfida della velocità di ricarica (seppure di poco) con la Zoe. Nonostante questa ricarichi in fast fino a 46 kW (ben 10 in più). Anche Volkswagen e-Golf riesce a battere BMW i3 grazie alla propria efficienza. Lo stesso riescono a fare con potenza accettata di “soli” 100 kW DS3 Crossback E-Tense, Peugeot e-208, Volkswagen ID.3, Citroen e-C4 nei confronti di Volvo XC40. Nonostante i 125 kW accettati dal modello svedese.

A confronto i km recuperati in tre minuti presso un’ultrafast con ognuna delle 20 elettriche da me testate.

Ho ricaricato 20 EV / Come abbiamo fatto i conti

ho ricaricato 20 EV
La Nuova 500, in ricarica presso una stazione ultrafast di Ionity, in città

Come ormai chi ci legge sa molto bene, la ricarica ultrafast non è lineare. Quando andiamo a rifornire un’auto termica di carburante il numero di litri al secondo si mantiene costante per tutto il tempo del rifornimento. La stessa cosa non avviene con un’elettrica. Quando si rifornisce un’elettrica in ultra-fast la velocità di ricarica dipende dalla curva di ricarica dell’auto stessa. E, tendenzialmente, la massima performance, cioè la massima potenza, è accettata solo in corrispondenza di uno stato di carica molto basso. Detto più semplicemente, quando la batteria è più scarica si ricarica alla massima velocità. Ecco, noi abbiamo immaginato proprio questa situazione di emergenza, in cui la batteria è molto bassa ma abbiamo bisogno di utilizzare subito l’auto. Ovviamente ci sono eccezioni a questa regola. Alcune delle auto testate sono in grado di mantenere la potenza massima di ricarica ben oltre il 30%. Altre no. Ma, con un livello di partenza inferiore al 5%, tutte ricaricano alla massima potenza per almeno 5 minuti.

ho ricaricato 20 EVIn media un’elettrica, già oggi, ricarica 10 km al minuto.

Una sosta di 5 minuti presso una stazione ultra-fast significa, per le auto di questo test, un campione rappresentativo di quanto offre il mercato oggi, recuperare energia utile a percorrere una media di 50 km di autonomia in ambito extraurbano. Oltre 70 in ambito urbano. Forse stazioni ultrafast cittadine potrebbero in qualche caso costituire un supporto psicologico in più per chi ha ancora qualche timore a scegliere l’elettrico. O per chi semplicemente non può farlo. Perché ad esempio parcheggia in strada e non può ricaricare a casa. In fondo, lo ricordo, in Italia la media di percorrenza giornaliera è di circa 30 km. Tre minuti del vostro tempo per ripristinare tale autonomia. Senza attendere il futuro.

Proposta: e se le stazioni ultra-fast avessero una corsia preferenziale per i rabbocchi rapidi?

ho ricaricato 20 EV

Siamo andati oltre e abbiamo immaginato che… Per venire incontro a un’esigenza di questo tipo, stazioni ultrafast come alcune Enel X e quelle di Ionity, adibiscano uno degli stalli alle ricariche rapide. Cioè a quelle delle auto che sonon sotto al 5%. E consentirne la ricarica per non oltre 5 minuti. Magari con tariffe dedicate. Quando si guardano le video-prove delle auto elettriche, ma anche quando gli stessi costruttori parlano delle proprie auto, si fa sempre riferimento ai tempi della ricarica ultrafast fino all’80%. Come se, avendo un’elettrica, la ricarica ultrafast dovessi necessariamente farla così, come il pieno di una termica. Ma in realtà, nello stesso tempo di rifornimento di un’auto termica, qualche minuto, una piccola citycar è in grado di recuperare oltre 20 km di autonomia nel ciclo extraurbano. E lo può fare già oggi. Senza dover attendere mirabolanti batterie al grafene e stazioni da 600 kW e oltre.


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41 COMMENTI

  1. Non credo occorrano colonnine dedicate per un rabbocco da 5 minuti. Parlando di FAST si tratta di colonnine con un costo notevole diversamente dalle Quick a 22 KWh.
    Basterebbe una tariffazione DIFFERENZIATA SUL TEMPO: i primi 5 minuti di carica a tariffa “ridotta”, i successivi a tariffa piena.
    Chi deve caricare di fretta e fare 5 minuti è agevolato dal costo inferiore, chi deve fare una carica più lunga non vedrà differenze; per evitare i soliti “furbetti della colonnina” che terrebbero impegnata la colonnina per 5 minuti, poi si scollegano, poi si ricollegano per pagare di meno etc. fare in modo che la carica “agevolata si possa fare solo su una colonnina alla volta e non alla stessa, tariffando nel caso delle cariche ripetute alla stessa colonnina a tariffa piena.
    Questo farebbe in modo da non dover installare colonnine dedicate ad un uso che non sapremmo quanto possa rendere: parlo per l’interesse dei gestori delle colonnine, che comunque hanno necessità di rientrare dell’investimento che fanno, e solo grazie a loro che muoversi in elettrico diventerà una realtà per tutti

  2. Le tabelle matematiche fanno perdere il senso della realtà delle cose, dell’uso “Reale”, che senso ha fermarsi solo 5 minuti, quando solo per il fatto di aver interrotto l’itinerario se ne perdono di più? Io punterei almeno minimo minimo 10 minuti o anche 15 minuti, quindi piuttosto di una colonnina da 150 kW con ricarica 5 minuti, sarebbero meglio 3 colonnine da 50kw per 15 minuti.
    L’ideale sarebbe una colonnina da 150 kW con 3 pistole, se si usa una sola , ok per i150 kW, ma se sono in uso tutte e tre ,l’elettronica di potenza poterebbe suddividersi in 3 per 50 kW cadauna.

    • Vi ricordo che la gente con motori a scoppio non sempre fa il pieno quando va al distributore di carburante, ma magari mette pochi litri. In quei casi la ricarica Ultra Fast e il rabbocco di pochi litri hanno tempi non troppo diversi tra loro, con la medesima interruzione del viaggio. Si tratta solo di adattare la propria mentalitá ai mezzi correnti: chi aveva i primi cellulari Nokia caricava una volta alla settimana, oggi con iPhone e Android si é costretti a caricare lo smartphone tutti i giorni, magari più volte al giorno, e nessuno ha nulla da ridire, perché NESSUNO ritornerebbe ai vecchi cellulari.

  3. Buongiorno, sono fra i fortunati che “per un pelo” è riuscito ad ordinare una Kona 2021 da 64 kwh con gli incentivi statali… e, se leggo bene le specifiche (almeno del modello XCLASS), l’auto dovrebbe poter ricaricare sino a 100 kw e non “solo” a 75.
    Pertanto nei 5 minuti del test di Paolo dovrebbe immagazzinare circa 50 km.
    Sbaglio interpretazione, oppure nell’articolo si fa riferimento ad un modello diverso (2020)?
    Grazie mille

  4. Lancio una provocazione ….. immaginate che tutti i distributori attuali di benzina avessero anche una colonna di ricarica ultrafast per consentire appunto il rabbocco come evidenziate nell’articolo … sarebbe un primo passo verso la transizione ….. magari tra 10 anni ci fermeremo 5 minuti per fare la ricarica completa….

    • Non sarebbe più comodo se fra 10 anni tutti potessimo ricaricare a casa, ogni notte, senza perdere un minuto, e utilizzare la ricarica rapida solo per i pochi viaggi a lungo raggio, due o tre volte all’anno in media?

      • Quello sarebbe il top , ma ci vorrebbero troppi cambiamenti es. chi abita in condominio come gestire la ricarica domestica? Quello che immagino io è che tra 10 anni il distributore attuale di benzina diventi il distributore di energia elettrica , ti fermi per fare il rabbocco oppure il pieno cosi come avviene adesso …… il tutto in tempi brevi .
        Credo che saranno sviluppate nuove tecnologie per poter gestire il tutto.

        • Non funzionerà così, sarei pronto a scommetterci. Cosa c’è di più facile che portare vicino a casa una presa di corrente per l’auto? Abbiamo portato in casa le fogne, l’acqua, il telefono, il gas e l’elettricità per usi domestici: troveremo il modo di dare a tutti una presa per l’auto. A quel punto perchè mai dovremmo recarci appositamente al distributore, tra l’altro stressando le batterie e la rete elettrica con ricariche ad altissima potenza?

      • È già così, io lo faccio da 40 giorni, arrivo a casa la sera collego l’auto , mi lavo mangio vado a fare una passeggiata , guardo la TV e prima di andare a letto scollego l’auto, non ho la batteria al 100% ma se servisse ho comunque tre giorni di autonomia, un cambiamento di abitudini , prima facevo due pieni e mazzo al mese, ora è come avere lo smartphone che per tranquilla si mette sotto carica tutte le sere, ma con autonomia di 2/3 giorni ( parlo del mio modello )
        Sulle colonne ho fatto delle prove e per caricare un 20% ci vogliono 55 minuti con una 11kwh.
        Con la fast non ho ancora provato ma la mia carica a 50kwh, diciamo che imporre sotto il 5% per chi ha batterie piccole è un controsenso non ha senso e anche caricare solo il 5 minuti, almeno 15, poi ovvio che se ho fretta si fa anche prima ma vale anche con le termiche.

        Enzo un ora di strada al giorno se non si prende tangenziale o autostrada, l’auto ci sta comoda con una batteria da 21/23kwh perché sei su una percorrenza di 180/190km quindi al rientro la attacchi alla spina e la mattina è pronta per un altro giorno, se si superano quei km si cerca auto con batteria più capiente, e a questo punto di pensa ad aumentare la potenza del contatore, così il tempo di ricarica resta invariato.

    • Mauro io la penso come te: ricarica completa in 5 minuti da completarsi presso un distributore. E va bene anche quello che dice Massimo: ricaricare da casa è comodo ed economico, anche se non copre il 100% delle esigenze, ovvero lunghi viaggi, più auto per la stessa abitazione, impossibilità di ricaricare in casa per mancanza di box auto. In questo modo chi deve acquistare un’elettrica può davvero farlo in modo spensierato.

      Riporto un esempio perché questo è un caso che può capitare ad ognuno di noi: stamattina ho fatto un colloquio di lavoro ad una persona che vive ad oltre un’ora di auto dall’ufficio (sud Italia e assenza di treni). Questo ogni giorno dovrebbe fare oltre un’ora di auto sia all’andata che al ritorno. E’ interessato all’offerta e valuterà anche un trasferimento per avvicinarsi alla sede di lavoro. Immaginate se questa persona fosse proprietaria di un’auto elettrica che ricarica a casa (è una ipotesi, non gliel’ho chiesto): dovendo trasferirsi, sarebbe obbligato a selezionare solo gli alloggi con box auto su cui far montare una nuova wallbox o con molte colonnine nei paraggi, dovendo scansare tutte le soluzioni prive di ricarica domestica. Infatti presso la sede di lavoro non ci sono colonnine aziendali né ce ne sono nei paraggi, ma quando anche ci fossero questo dipendente dovrebbe interrompere le riunioni sul più bello per andare fisicamente a scollegare l’auto dalla colonnina perché si è caricata al 100%, arrivare a piedi fino all’auto, spostarla da lì, cercare un parcheggio normale nei paraggi (cosa non facile), ritornare in azienda. In un lavoro full-time non riuscirebbe mai a caricare l’auto, se non imponendosi tappe forzate presso colonnine in giro per la città dove dover compiere delle attività. Sarebbe uno schiavo del suo stesso veicolo, follia totale, la tecnologia serve per farci vivere meglio e non peggio, per risparmiare tempo e non per sprecarlo, per ridarci la libertà e non per obbligarci ad organizzare il nostro tempo come automi.

      Ecco che c’è un abisso incolmabile tra chi “tifa” per lo status quo e chi “tifa” per le ricaricare super veloci: i primi non ne hanno bisogno perché le loro esigenze sono già tutte appagate e sono sordi alle esigenze altrui, gli altri invece vorrebbero passare all’elettrico ma non sono disposti a peggiorare la qualità della propria vita e quindi auspicano e invocano un’evoluzione della tecnologia.

      • Vedi, all’aumentare della richiesta, aumenterà anche l’offerta.
        Se rimane dove abita ora, ogni sera ricarica a casa.
        Se si trasferisce per essere più vicino, non avrà bisogno di ricaricare ogni sera, magari una carica completa nel fine settimana al supermercato o ppura alla colonnina vicino allo stesso, e magari una breve carica una sera nel mezzo della settimana.
        Non mi sembra così impossibile e non si diventa schiavi del proprio veicolo.
        Nessuna follia.
        Poi, magari, un sacrificio a fronte di un grosso risparmio annuo non gli dispiacerà mica.
        Le ricariche fast o HPC, servono per caricarti velocemente quando sei in viaggio.

        • Athos anche se a parole sembra facile, in realtà ci sono già dei paletti in quello che dici e mi permetto di fartelo notare:
          – stai dicendo che la scelta dell’alloggio (nel caso di alloggio senza box) deve avvenire comunque in un raggio d’azione tale che sia compatibile con la ricarica settimanale al supermercato, ovvero che i km percorsi
          – stai dicendo che devo scegliere il supermercato in base alla presenza, nel suo parcheggio, di un punto di ricarica
          – stai dicendo che devo impiegare oltre un’ora per fare la spesa (io impiego generalmente pochi minuti) e che sia obbligato ad andarci almeno una volta a settimana (magari potrei decidere di fare la spesa una volta al mese e mettere tutto nel congelatore o di farmela consegnare a domicilio)
          – stai dicendo che la colonnina del supermercato deve essere libera e funzionante quando mi reco al supermercato
          – stai dicendo che quella ricarica potrebbe non bastarmi e che dovrò trovare il modo di fare un’altra ricarica nel corso della settimana.

          Io non dico che è impossibile, dico che così la tecnologia sta lavorando non per migliorare la mia vita, ma per peggiorarla. Poi cerchi di compensare questi problemi con la voce risparmio: il risparmio non c’è o è molto ridotto se ricarichi alle colonnine private, soprattutto se confronti l’auto con modelli a gpl o metano o con i migliori ibridi (penso alla Dacia Sandero GPL a 11000 euro o alla VW Polo TGI a metano in offerta a 16000 euro). Inoltre l’argomento risparmio non “attecchisce” con il mercato elettrico e ti spiego perché: un’auto elettrica è molto più costosa rispetto ad un’auto normale (sono quasi tutte premium) e quindi più che interessare a quella fascia di popolazione che guida vecchie auto e per risparmiare al massimo va nei peggiori discount di Caracas, ad oggi interessa solo a persone benestanti per i quali il confort vince sul risparmio (guarda infatti come sono ossessionati dalla qualità dell’assemblaggio, della dotazione dell’infotainment, degli interni e del confort acustico). E te lo confermo anche con un altro dato: il discorso risparmio da sempre perde rispetto al confort, diversamente guideremmo tutti auto a metano o gpl che invece rappresentano solo una piccola nicchia del mercato e questo solo perché le persone si scocciano di andare a rifornire alle “poche” pompe gpl/metano anziché comodamente al primo distributore.

          • L’elettrico, stante l’attuale infrastruttura, non è per tutti.
            Certo che ora sono “premium”: per ripagarsi velocemente gli investimenti si comincia sempre con i modelli più remunerativi per poi estendere ai modelli in cui contano i volumi perchè i margini sono bassi.
            Io possiedo una Model3 SR+, ho percorso fino ad ora 3500 km e ho ricaricato 2 (DUE) volte per un totale di ben 20kWh (cioè due ricariche di pochi minuti) perchè ero in autostrada e volevo margine di sicurezza.
            Ricarico semplicemente nel mio garage con una normale Shucko, a 2kWh di potenza. Dalle 20 alle 8 sono 12 ore. In 12 ore si ricaricano 24kWh, sufficienti per percorrere 200 km al giorno, ma io ne faccio meno di 50…
            Caricando in casa il costo è di circa 0,2€ a kWh (in teoria: in realtà ho il fotovoltaico e finora ho almeno un 50% di ricarica esclusivamente da energia gratuita) e con 1kWh ci percorro mediamente (media dei 3500km) oltre 7km. Se io avessi una VW EcoUp a Metano (credo la macchina più parsimoniosa in assoluto che esista!) che percorre mediamente 100 Km con 3 Kg spenderei circa 3,10€, io ne spendo 2,70€… ma ho una macchina con prestazioni da Ferrari… Se facciamo il parallelo con una Metano di pari dimensioni (non dico prestazioni) e finiture o una Diesel, per non parlare di benzina, le cose cambiano drammaticamente.
            Dipende come si usa la macchina, perchè etc. etc.

            Oggi non è per tutti. Domani potrebbe esserlo.
            Ricordo che 25 anni fa io caricavo il telefono una volta ogni 2 settimane. Oggi lo carico due volte al giorno e mi sembra normale.

          • Una risposta più azzeccata non l’ho mai vista…
            Sei stato perfetto.
            Purtroppo probabilmente nessuno ti darà una replica sensata.
            Scrivo spesso anche io. Nessuno che abbia mai replicato in modo oggettivo e costruttivo.
            L’elettrico è fantastico.
            Ma non è per tutti. Per tasche, per luogo in cui si vive e per il lavoro che si fa.
            In questo spazio quasi nessuno vuole ammetterlo.

          • Sig. Luca,
            ma cosa sta dicendo? Nessuno qui secondo lei vuole ammettere che l’elettrico non si può scegliere senza averlo prima soppesato?
            E secondo lei allora per quale motivo ci dedicheremmo a rispondere nella rubrica “Vaielettrico risponde…”? Secondo lei per quale motivo ci cimenteremmo in tutti i calcoli per consigliare l’auto adatta, se c’è, a chi ci scrive. Se fossimo sostenitori dell’idea che l’elettrico è per tutti, oggi e indistintamente, non ce ne sarebbe bisogno.
            Una replica sensata io la do ad argomenti sensati. Punto.

  5. Veramente io, per le mie esigenze di spostamenti urbani ed extra-urbani, non posso né devo né desidero fermarmi per la ricarica rapida ogni 30/40/50 km.
    Se mi fermo al distributore con la mia BMW 320d in 5 minuti metto nel serbatoio quanto basta per un’autonoma di 600 km almeno, a modico prezzo.
    Ergo io ho gia tratto le mie conclusioni.

    • Buon giorno Paolo,
      nemmeno io mi fermo per la ricarica rapida ogni 30/40/50 km.
      Ma nemmeno ogni 300/400/500 visto che non ricarico alle fast se non in rare occasioni.
      il discorso è un po’ più complesso di come lei lo sta sintetitzzando.

  6. Articolo interessante ma faccio due domande:
    -Da dove vengono i consumi “reali” utilizzati per costruire la tabella? Che quei bestioni delle Tesla consumino come citycar per un ingegnere è difficile da credere e non corrisponde a quanto si legge su altre fonti.
    -Se invece si fossero usati i consumi autostradali come cambierebbe la classifica? Secondo me la situazione più probabile in cui occorre fare un “rabbocchino” rapido non è il tragitto quotidiano di pochi chilometri da casa al lavoro ma piuttosto una lunga percorrenza

    • Buon giorno,
      i consumi vengono da mie rilevazioni su prove su strada da me effettuate.
      Abbiamo parlato molte volte di lunghi viaggi autostradali. In questo caso abbiamo affrontato un aspetto diverso.

    • La risposta alla prima domanda raffigura proprio il divario tecnologico tra tesla e gli altri, ed è si. Da utilizzatore della model 3 2021LR confermo che in extraurbano percorro 120Wh/km, ovvero 8,3km/kWh con aria condizionata… inarrivabile per qualsiasi altro EV.

      • Da propietario di M3SR+ nei primi 3500 km misti (di cui 50% urbani) ho una media di 136Wh/km, ma in extraurbano facilmente scendo a 110.
        In un percorso città-montagna e ritorno (650mt dislivello) mi attesto sotto ai 100. Ovviamente parlo degli ultimi 3 mesi, condizionatore a palla!

    • Proprietario di una Model3 SR+, è vero, quei numeri non sembrano veritieri: infatti il mio consumo medio dei primi 3500 km che ho percorso è migliore.
      Tesla è un altro mondo semplicemente perchè ha un vantaggio di oltre 10 anni su tutte le altre marche automobilistiche. Da ingegnere bisogna prendere atto che l’efficienza complessiva è composta da tante (in)efficienze, dal software all’hardware. Tesla ha semiconduttori proprietari con temperatura di esercizio di 160°, gli altri hanno conduttori tradizionali che non possono superare i 110°, già questo implica una riprogettazione del raffreddamento e del dimensionamento semplicemente irraggiungibile.
      Questa settimana Tesla mi ha “regalato” un aumento di capacità della batteria del 5%, da remoto: dopo avere raccolto dati di decine di migliaia di vetture in ogni condizione climatica e di utilizzo, hanno sbloccato una parte di batteria di riserva. Chi altro può farlo, se non Tesla, oggi?
      Se poi si ritiene di saperne più di tutti gli altri, mandate un curriculum e vi assumeranno subito… oppure dimostrate, calcoli alla mano, che è fisicamente impossibile quanto dichiarato e misurato e rilevato da tutti i possessori di Tesla. Io ho un contatore dedicato per la ricarica, integrato col fotovoltaico, e so quanta energia ho infilato dentro e i conti tornano perfettamente.

      • Sig. Guido, ma davvero?
        Visto che è proprietario di una Tesla Model3 SR+, saprà che ha consumi diversi da una Model3 Long Range (alla quale io faccio riferimento nell’articolo). Saprà anche che i consumi sono influenzati da tipologia di percorso, stile di guida, carico, temperatura.
        Qui non si trattava di dire: “una tesla model3, qualsiasi tesla model3, consuma così, sempre”. Che ovviamente è qualcosa di impossibile da dichiarare. Qua si trattava solo di evidenziare che con pochi minuti di ricarica si recuperano potenzialmente molti km. Se lei ha un consumo migliore di quello che ho rilevato io, ben venga. Ma non è affatto questo il punto.
        E chi le ha mai detto che è impossibile che lei abbia consumi inferiori a questi?
        Davvero non capisco.

        • Sig. Paolo,
          la risposta era rivolta all’altro Paolo, che afferma “Che quei bestioni delle Tesla consumino come citycar per un ingegnere è difficile da credere e non corrisponde a quanto si legge su altre fonti.”
          Ovvio che la mia consumi meno, dei vari modelli di M3 è quella con l’efficienza migliore. Il mio appunto era per il lettore e significava che la sua affermazione è decisamente azzardata, dato che la mia pesa quanto una Long Range (ho la LiFePo) ma mantiene un’efficienza straordinaria.
          La sua prova è un test sul campo che non ha pretese di fornire un dato universalmente valido (ed è ben spiegato e chiarito) e non ho nulla da ridire sull’articolo che trovo completo ed eloquente!

  7. Non capisco alcuni dati cone la model3 che carica a 200kwh e di fatto va a 250… per cui cercavo di capire su che dati poi uscivano tutti i calcoli, infine manca un dato importante le auto a 800 volt

    • Buon giorno,
      non ho ancora testato nessuna auto con impianto a 800 volt. Per questo non ne compaiono.
      Per quanto riguarda Model 3, non ho avuto modo di testare la ricarica a 250 kW. Cerco sempre di parlare solo di quanto ho sperimentato di persona. E se non lo faccio, evidenzio che si tratta di simulazioni.
      Paolo

  8. Bell’articolo Paolo, da sottolineare (e sottoscrivere) la conclusione: non sono indispensabili batterie gigantesche o stazioni da 600 kW nemmeno per lunghi viaggi (a patto di trovare un numero sufficiente di stazioni super-fast (anche solo da 150 kW). Proprio sfruttando la curva di ricarica, il metodo più veloce che ho sperimentato per percorrere 2.100 km (da Hirtshals in Danimarca a Livorno) è stato quello di ricaricare dal 10 a non oltre il 60%, con soste di una dozzina di minuti. Fattibile in 21 ore, ricariche comprese.

      • Ti posso solo dire che con la termica non me la sono mai sentita di farlo. Ma se ti fa piacere credere che con la tua 320d sarebbe stata una passeggiata, fai pure come ti pare.
        Di sicuro c’è che ho speso 1/3 di quanto avresti speso tu e non mi sono fermato ogni 50 km come pensi… ma che te lo dico a fare?

  9. Quindi durante un lungo viaggio in autostrada con una ID4, quando finisce l’autonomia, uno dovrebbe ogni 60 minuti di viaggio fare una pausa di 15 minuti. 60 minuti di viaggio e 15 di ricarica. In un viaggio Bari – Aosta, finita la ricarica iniziale, inizia la “danza della pipì”: 60 – 15 – 60 – 15 – 60 – 15 …

    Io aspetto le batterie fantasmagoriche. Senza offesa x chi non ha le mie necessità. Dopotutto, se Tesla ha incrementato la potenza dei supercharger da 250 a 300 kW, Enel X offre le ricariche fino a 350 kW e il governo ha varato una legge che prevede tempi di ricarica non superiori alle termiche, un minimo di logica ci sarà dietro questa scelta …

    • Ma che ragionamento è, se devi fare un viaggio così lungo ovviamente ti fermi e ricarichi almeno al 60 o 80 %, l’articolo faceva un esempio di quanto possiamo ricaricare in caso di emergenza in 5 minuti, 50 Km possono essere sufficienti per il tragitto andata e ritorno da lavoro se nel range, se parliamo di un viaggio molto lungo non c’entra la ricarica da 5 minuti.

      Comunque aspettate pure le superbatterie, non sapete che goduria vi perdete a non guidare un’auto elettrica 😀

    • Bravo! Aspetta (e spera) le batterie fantasmagoriche. Abbiamo assodato che l’elettrico non ti piace e non fa per te, ma ce lo devi ricordare ripetutamente nei commenti di ogni articolo? Ma pensi davvero di essere l’unico genio e tutti quelli che guidano attualmente una EV (senza nemmeno le batterie fantasmagoriche) siano tutti dei fessi?

      • Che Enzo esageri un po’ ci sta.
        Ma che francamente siate (eccessivamente) di parte, è altrettanto vero. Alcuni commenti non ci sarebbero se chi guida elettrico, riconoscesse che non è solo rose e fiori. Sono un convinto sostenitore delle EV ma so che è presto, a mio parere. E se i numeri pubblicati fossero più coerenti (Tesla che consuma meno di Zoe francamente non l’ho capita, magari mi mancano ancora molte informazioni).
        Come già scritto, conosco un (in)felice possessore di ID3. guidare con l’ansia da autonomia, non è il massimo. Alcune tratte non c’è modo di percorrerle. Credo non esista nulla di equivalente con il termico.
        Perché non ammetterlo?
        A leggervi sembra che chi non acquista EV sia un troglodita quando le ragioni sono ben altre

        • Luca, come scritto, ho pubblicato i dati da me rilevati nelle prove che personalmente ho effettuato. Non si tratta di rilevazioni scientifiche fatte al banco e a temperatura controllata. Non è questo lo scopo.
          Ad ogni modo se anche Zoe avesse un consumo leggermente inferiore, non cambierebbe la sostanza del messaggio. Il messaggio qui era: attenzione, è un luogo comune che se sono a corto di energia con un’elettrica sono spacciato perché costretto a lunghissime attese per la ricarica. Non è così. Una ricarica fast mi può restituire molti km in pochi minuti.
          In quanto al suo infelice conoscente possessore di ID.3, sarei estremamente felice di intervistarlo per Vaielettrico per portare in evidenza la sua esperienza. Ci faccia avere i suoi riferimenti!
          Non abbiamo mai detto che chi non acquista EV sia un troglodita. E’ però un fatto che moltissime delle persone che non acquistano un EV non lo fanno per presa coscienza dell’impossibilità di farlo, ma lo fanno senza nemmeno conoscere pregi e limiti dell’elettrico.

        • Io ho riportato semplicemente la mia esperienza reale, tra l’altro perfettamente documentabile dai dati scaricati in modo continuativo da TezLab, mica sto qui a parlare di cose che nemmeno conosco.
          Sul discorso consumi, avendo in casa sia una Model 3 LR che una Zoe posso confermarti che la Zoe consuma di più, nonostante la differenza in dimensioni, peso, potenza e prestazioni.

    • Non ho capito sinceramente con che auto elettrica vorresti viaggiare in autostrada per fare una sosta ogni ora, forse con una Smart Elettrica saresti costretto a fare questa “danza della pipì”. Con una vettura con batteria “seria” puoi fare almeno 250-300 Km prima di ricaricare, e puoi allungare di un po’ la sosta alle colonnine Fast ed Ultrafast ottimizzando la sosta, a meno che tu non faccia il camionista di professione con tratte di 500 Km senza mai fermarti….

  10. Articolo molto interessante. Da circa un mese, grazie anche al vostro sito, ho acquistato la mia prima auto elettrica. Ho preso una e-UP con cui mi trovo veramente bene, basso costo d’acquisto (incentivi statali + regionali + rottamazione), niente bollo, -55% sull’assicurazione, ottimi consumi, costo inferiore del carburante e ricarica comoda da casa.
    La diffusione delle colonnine in DC aumenterà sempre di più la possibilità di spostarsi anche con una citycar come la mia.

    • Posso chiederti rispetto a quale auto hai risparmiato il 55%, e con quale compagnia? Anche noi abbiamo una E-Up, ma non abbiamo risparmiato molto passando dalla HYUNDAI Atos, ormai 22enne! Grazie

      • Prima avevo una Panda 1.3 Diesel (l’assicurazione per il Diesel è già più cara del 10%).
        Per essere più precisi, il mio risparmio è stato del 53% e non 55%.

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