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Ho provato Mercedes EQA 250 e vi spiego perchè non si vendono le BEV

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mercedes eqa 250
Un lettore racconta perché ha già venduto la ID.3 passando alla Mercedes EQA (foto).

Ruben ha guidato per un giorno la Mercedes EQA 250 che l’autofficina gli ha consegnato come auto sostitutiva della sua Mercedes turbodiesel in riparazione. Si è trovato spaesato ed è corso a farsela sostituire. Ci scrive per spiegarci perchè, a suo parere, l’auto elettrica non “sfonda”. Ricordiamo che potete inviarci domande e interventi scrivendo a info@vaielettrico.it.

Qui sotto la video prova di Mercedes EQA realizzata da Matteo Valenza

Ho resistito un giorno, poi l’ho riconsegnata

Buongiorno redazione,
vi scrivo perché ho un’avventura da raccontare ai lettori di VaiElettrico che potrebbe rispondere ad un’annosa domanda che spesso viene posta sia negli articoli, sia nei commenti: come mai gli acquirenti scelgono ancora auto termiche?
In questi giorni abbiamo dovuto lasciare la nostra auto di famiglia in officina Mercedes per un controllo; in cambio ci è stata data un’auto di cortesia: questa sarebbe dovuta essere una CLA benzina. All’arrivo in officina ecco la sorpresa: la CLA era ancora in mano di un altro cliente e l’unica auto di cortesia libera rimaneva una EQA 250.
Qui inizia la mia riflessione: all’arrivo a casa, premesso che l’auto ci è stata consegnata con carica al 100% (e autonomia da strumento di ca 325 km), abbiamo iniziato a discutere delle esigenze che avremmo avuto nei giorni successivi dell’auto. Se è vero che probabilmente saremmo riusciti a percorrere gran parte delle tratte previste, abbiamo optato per posticipare il posticipabile e abbiamo riconsegnato l’auto con la carica attorno al 60%.

Troppa fatica capire come e dove ricaricare

Questo mi ha portato a riflettere sul perché le persone ancora non optano per la trazione elettrica: non avendo nessuna esperienza avremmo impiegato del tempo a capire dove e come usare le colonnine; dato che si, a casa avremmo anche potuto caricare, ma senza wallbox sarebbe stato estremamente lungo; inoltre la reale autonomia non corrisponde a quella indicata dalla strumentazione; il che comporta un certo periodo di adattamento. Va anche segnalato che le colonnine avremmo dovuto cercarle e per questo avremmo dovuto per lo meno scaricare un’app, dal quale poi pagare anche la carica.
Tutto questo è veramente poco pratico: chiunque avesse ricevuto un’auto a benzina o diesel come auto di cortesia non avrebbe avuto nessun problema di questo tipo, sapendo di trovare senza aiuti esterni un distributore nel quale pagare cash o con cc; oltre, naturalmente, a potersi fidare a grandi linee dell’autonomia indicata.
Questo secondo me spiega perché molte persone, ancor prima del prezzo, optano ancora per un’auto termica: è estremamente più intuitiva. Una volta presa la mano questi problemi indubbiamente passano, ma l’auto elettrica è lungi dall’essere usata senza timore da un neofita. In due giorni non avremmo mai avuto il tempo (e sinceramente la voglia) di entrare in questo mondo e così pensano ancora in molti.

Comoda e piacevole, ma la super ripresa dov’é?

Quando ci saranno più colonnine, di più facile utilizzo, non si avrà bisogno di un app e si avrà la stessa facilità d’uso di un’auto termica le quote cresceranno indubbiamente.
Qualcuno potrebbe dirmi che volere è potere: a questi rispondo che moltissimi oggi non hanno uno smartphone oppure sanno usarlo solo per sms e chiamate; oltre al prezzo l’auto elettrica veramente non è ancora per tutti.
Infine, se me lo concedete, due parole brevissime sull’auto. Dopo pochissimi km percorsi non posso certo fornire una recensione approfondita: posso dire indubbiamente che si viaggia molto bene; la macchina è molto silenziosa; nota dolente però sono le prestazioni: 190 cv non sono pochi e il mio primo passo è stato trovare una strada dritta sul quale provare l’inebriante accelerazione elettrica. Non che la macchina faccia fatica a raggiungere discrete velocità ma, quanto meno scendendo da una GLC 300d (che di cavalli ne ha 245), non sono rimasto sorpreso quanto mi aspettavo!
Ruben

E’ solo il “trauma” della prima volta

Risponde Massimo Degli Esposti- Caro Ruben capisco il suo disorientamento trovandosi tra le mani un’auto che non ha marce, ha un’autonomia ballerina e molto inferiore a quella per lei abituale e nemmeno può essere rifornita da una pompa di benzina, a lei e a tutti noi così familiare. Quello che più mi meraviglia è che l’autofficina gliel’abbia consegnata senza preoccuparsi di darle le istruzioni di base sull’utilizzo e sulla ricarica. E magari consegnarle la RFID Card di un grande operatore (Enel X Way, Plenitude Be Charge, A2A o Neogy, tutte interoperabili tra loro), con la quale avrebbe potuto fare il pieno da quasi tutte le colonnine italiane, molto più velocemente che con un Bancomat a una pompa di benzina.
Invece l’hanno sottoposta a un “trauma”, ci passi il termine, che l’allontanerà dall’opzione elettrica per molto tempo ancora. Non è così che dovrebbe comportarsi un’officina. E tanto meno un concessionario, consegnando le chiavi di una BEV a un acquirente neofita. Ma tant’è: accade sovente.
Capisco anche il suo rifiuto “a priori” di entrare mentalmente nell’ecosistema della mobilità elettrica per pochi giorni appena di utilizzo. Le assicuro però che è molto più semplice di quel che crede e in un’oretta di smanettamenti su Internet lei avrebbe potuto registrarsi presso un operatore della ricarica e dotarsi di un’app per identificare le stazioni in tutta Italia, capire se sono disponibili, attivare il navigatore per raggiungerle, prenotarle con 15 minuti di anticipo, attivarle e addebitare sulla sua carta di credito il pagamento.
Alla terza ricarica l’operazione le sarebbe parsa addirittura banale. E a casa la ricarica sarà anche lenta, ma avrebbe avuto tutta la notte davanti…
mercedes eqa 250
La nostra Mercedes EQA 250 sulla pedana d’arrivo della Mille Miglia Green, al traguardo di Brescia in Viale Venezia (per gentile concessione del fotografo Stefano Bertolino)

Ma noi alla Mille Miglia ci innamorammo della EQA

Il suo racconto, tuttavia, mi ha colpito anche per un’altra ragione. Un anno fa Mercedes mi offrì l’opportunità di partecipare alla 1000 Miglia Green proprio al volante di una EQA 250. Se ne ha voglia legga qui. Percorremmo i canonici 1.750 km in quattro giorni, come tutto il resto della comitiva, completando le prove speciali e in alcuni tratti, per esempio sulla Futa, giocandocela alla pari con le auto da competizione degli anni d’oro. Nessun problema con le ricariche, tutte con la app di Enel X Way e principalmente di notte o nelle pause pranzo della carovana.
Della Mercedes EQA 250 mi entusiasmarono  la maneggevolezza, la tenuta in curva e l’autonomia, che fuori dall’autostrada può comodamente arrivare fino a 500 km. Forse, come dice lei, in accelerazione pura, in rettilineo, si avverte la differenza fra i 240 Cv del suo turbodiesel e i 190 Cv della Mercedes EQA 250.

Lo spunto che c’è ma non si vede

Ma le assicuro che nel traffico caotico delle città che attraversammo di gran carriera e fra i tornanti della Futa e della Cisa l’erogazione immediata e costante della coppia ci permise allunghi e sorpassi impensabili per una equivalente termica.
Si conceda un’altra possibilità e scoprirà anche i motivi per acquistarla, un’auto elettrica.

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129 COMMENTI

  1. Ho comperato una Mercedes Classe C300de garantita autonomia 50 km, effettiva solo 30 km. Mi sono lasciato imbrogliare, avrei dovuto chiedere un giorno di prova prima di comperarla. Raccomando a tutti i nuovi acquirenti di esigere la prova di autonomia.

    • 50 km si ma dipende come si usa il mezzo, è la stessa cosa che dichiarano 20km con un litro poi nella realtà solo in certe condizioni si potrà arrivare a quelle autonomie/consumi, ma non mi sembra che nessuno si lamenti.

  2. Non so se il motivo per cui le vendite delle BEV non decollano sia da ricercare nella situazione esposta nell’articolo da Ruben. Probabilmente c’è anche quello. Credo però che l’ostacolo più grosso siano la non conoscenza dell’argomento ed i costi di acquisto guardando solo ai listini. Molte persone con cui parlo non hanno quasi idea di cosa voglia dire auto elettrica (od elettrificata nel mio caso). Quindi non sanno veramente quali vantaggi o svantaggi si possano avere che, dunque, non sono elementi oggettivi per la scelta “si o no BEV”. Soprattutto, nessuno lo fa in relazione al proprio utilizzo reale. Spesso è solo un “sentito dire”. Genericamente ti dicono “belle ma carissime”, “puoi usarle solo in città”, “non ho dove caricare ma comunque non mi fido: come vado in ferie?”, “la corrente costa più del gasolio”, ecc… Insomma, le solite cose senza aver né approfondito la conoscenza, né aver provato. Soprattutto! E poi dipende ovviamente dalla personale sensibilità sul tema ecologico. Con una forte convinzione “verde”, ogni difficoltà viene minimizzata ed ogni vantaggio enfatizzato.

    Quanto a Ruben, che invece ha provato, secondo me ha fatto una cosa normale con una reazione normale. Mi serve una cosa per breve tempo, perché mai devo mettermi a studiare, scaricare APP, ecc…?
    Se devo fare una telefonata, e non ho il mio vecchio cellulare, mi prestano un iPhone sostitutivo, mica mi metto a studiare un manuale per come usarlo. E se, dopo la telefonata, si spegne e devo farne un’altra e non so come sbloccarlo, non è che scarico da internet il manuale e mi metto a leggerlo. Vado invece dal tipo che me lo ha prestato e gli chiedo se può darmi un cellulare normale in sostituzione temporanea del mio.
    Fretta, pigrizia mentale (che, più o meno, abbiamo tutti) ed abitudini consolidate portano inevitabilmente ad un comportamento, normalissimo, come quello di Ruben.

    In effetti, essendo io un enorme pigro (più del normale), per fare le cose, quando devo o voglio, non me le faccio prestare e non le affitto: DEVO comperarle!
    Ad esempio sciare: conoscendomi, ho comperato tutta l’attrezzatura senza mai aver messo uno sci ai piedi. Dopo la prima “giornata di sciate” (si fa per dire: sono stato più col muso nella neve (alta, perché finivo fuori pista e non riuscivo ad alzarmi per delle mezze ore) che in piedi sugli sci), alla sera sono arrivato a casa inzuppato ed avevo 38 di febbre, ed ero “morto” (ed avevo 17 anni, mica ora). Se avessi affittato l’attrezzatura, non avrei mai imparato a sciare, perché avrei certamente abbandonato dopo la prima, “tragica” volta (fatta stupidamente senza nessuno che mi spiegasse qualcosa, come con le concessionarie, pare). A letto, alla sera, mi sono ripetuto un sacco di volte “mai più”. Ma avevo acquistato tutto. Buttavo via? Mi sono divertito per una 50ina di anni a sciare, godendomi ogni minuto!
    Con le dovute proporzioni, la stessa cosa vale per la mia plug-in: la prima ricarica ad una colonnina della Repower nel centro commerciale vicino a casa, il giorno dopo aver ritirato l’auto, è stata da incubo. Non ve la racconto in dettaglio, perché ogni cosa che poteva andare storta, dall’inizio alla fine, è andata anche peggio. Dico solo che per due ore di carica necessarie, sono restato attaccato alla colonnina per oltre sei ore, temperatura -1°C: non c’era verso di staccare il cavo dalla palina! Alla fine, non riuscendo l’assistenza (gentilissimi) a fare nulla via telefono/rete, ho dovuto chiamare i tecnici adibiti all’assistenza per il centro commerciale dov’erano le paline. Dopo vani tentativi con card e sul retro della palina, sono stati obbligati a spegnere e riavviare l’intero impianto di ricarica.
    Se la macchina, invece di essere mia, l’avessi avuta in prova, col cavolo che… ed ora ne sono arcicontento!
    Quindi, secondo me, un conto è fare quel che serve per una cosa propria, un altro conto è fare una serie di cose inusuali per una cosa prestata in uso temporaneo.

  3. “Non che la macchina faccia fatica a raggiungere discrete velocità ma, quanto meno scendendo da una GLC 300d (che di cavalli ne ha 245), non sono rimasto sorpreso quanto mi aspettavo!”

    Che bello questo commento! Da incorniciare!

    Ho sempre pensato che gli entusiasti dell’auto elettrica hanno sempre guidato catorci o vecchi trofei. La GLC diesel da 245 fa lo 0-100 in 6.6, la EQA in 9.1. Tutti quelli che si sperticano a lodare l’elettrico che auto hanno guidato fino ad oggi? La EQA è pesante e lenta, la sua accelerazione è inferiore a quella di una Fiat 500e che già non è una scheggia. E invece tutti a parlare di prestazioni straordinarie, solo perché il confronto viene fatto sempre con catorci da motori minuscoli, con cambi manuali in cui ogni cambiata avviene in 5 secondi, con pochissima coppia, motori a cui va tirato il collo e che in salita se non metti la terza non salgono. Avendo avuto ultimamente auto per le mani con rapporto potenza/peso interessante ho trovato l’elettrico veloce ma non in modo sbalorditivo. La verità è che le potenzialità ci sono tutte (e infatti mi aspetto che la mia prox auto sia una sportivetta elettrica) ma i costruttori sono ancora “tirchi” sui cavalli, limitando gli stessi per generare un’offerta premium e vendere le versioni “sbloccate” a prezzo maggiorato. Esempio: perché la KIA EV6 77.4 kWh Air AWD ha 325 cv e la versione 77.4 kWh GT AWD ne ha 585, pur avendo entrambe doppio motore e stessa batteria? Sappiamo che il limite di queste auto sono le batterie mentre i motori in teoria potrebbero raggiungere velocità e potenze stellari (sono limite anche sulle Tesla solo per motivi di consumi), però per avere lo “sblocco” si passa da un listino di 56950 a 71450: lo “sblocco” (che per il produttore ha costo 0) a noi costa 14500 €.

    • Condivido appieno sia il tuo commento che il commento dello sfortunato che ha dovuto affidarsi all officina mercedes! Ho una Smart elettrica e vivo a Genova…come assistenza la Mercedes fa veramente pena! E sono degli incompetenti! In più per ricaricare tramite le colonnine si è smagnetizzata 2 volte la tessera, poi colonnine non funzionanti e lasciamo perdere le app che non si può dover usare uno smartphone x ricaricare…Perche semplicemente non si può fare come con il carburante? Metto 5 euro in banconota e mi eroga 5 euro di corrente! Sarebbe semplicissimo!!! Per questo viva le auto storiche di grossa cilindrata! Comode, con ripresa e chissenefrega dell inquinamento! Anzi, più inquinano e meglio vanno perché non sono tappate allo scarico! Pensiamo a ridurre l uso del riscaldamento a casa per far del bene al pianeta! Le macchine per poter vivere 30-40 anni devono circolare!!!!

      • Solo 2 appunti: 1) le tessere non sono magnetiche quindi non possono smagnetizzarsi. 2) il contante sta sparendo, come le termiche. 😀

      • Vive a Genova?
        E come faranno a ricaricare l’auto i suoi concittadini che non possiedono un garage?
        Faranno penzolare il cavo della ricarica dalla casa alla macchina?
        Siccome uno degli assiomi che circola in questo sito è “l’auto si ricarica quando non serve”, la circostanza si verifica quando si dorme, si mangia o si lavora.
        Insomma, se abitate tutti in luoghi pianeggianti e villette indipendenti ca bene. Ma l’Italia è tutta così?

      • Più inquinano meglio è, già questo fa capire che persona sei! Le future generazioni, se ce ne saranno, sapranno chi ringraziare. Non aggiungo altro.

      • “Perché semplicemente non si può fare come con il carburante?”

        Da quanto ho capito dai commenti di Massimo Degli Esposti non è un problema tecnico ma è un problema di legge fiscale. L’elettricità non è considerata un bene fisico ma un servizio ed occorre identificare l’utente e fatturare. Sarebbe auspicabile un cambiamento di normative soprattutto con l’aumento prevedibile delle auto elettriche in circolazione, ed una conseguente semplificazione ed unificazione delle modalità di erogazione e di pagamento tra i vari gestori. Ma, per ora, è così.

        “…e chissenefrega dell’inquinamento!”

        Magari anche no! Passiamo da ondate di calore con aridità africane a grandinate spaventose e tornado, e sono eventi estremi che vanno peggiorando di anno in anno! Sono d’accordo che le auto sono una quota minore delle emissioni globali, e che molto ci sia da fare in molti ambiti, ma ritengo che ciascuno, nel suo piccolo, debba fare qualcosa.

        Quanto alle mega prestazioni, probabilmente per la mia età, non è che mi sembrino così fondamentali. Capisco la passione di Enzo e di chi ama potenza e rombi, ma ci sono limiti ovunque, un sacco di traffico… che ci fai con 1.000 cavalli? Quando hai la cavalleria necessaria ad un buon spunto per un sorpasso in sicurezza, l’auto di tutti i giorni ha fatto il suo. Se lo fa senza emissioni, anche meglio…
        Io mondo è bello perché con x miliardi di abitanti ci sono x miliardi meno uno di pareri!
        Ho detto il mio! (Per quel che vale!).

      • La pensi come vuole, ma il suo “chissenefrega dell’inquinamento” lo scrive da un’altra parte. Chiaro?. E poi: come mai ha comprato una Smart elettrica? E’ proprio sicuro? Dia una controllata: dovrebbe avere uno sportellino con una presa elettrica.

        • Ho comprato un auto elettrica perché mi sono fatto abbindolare dagli incentivi rottamando una macchina di 19 anni… Cmq non ho insultato nessuno e se non andava bene il commento potevate censurarlo come fanno tutti in questo paese…Quindi a chiunque voglia pensare di comprare un auto elettrica perché è comoda e non inquinante: pensateci bene perché con tessere malfunzionanti( non si smagnetizzano?? Cmq non funzionano più…) e colonnine guaste o occupate abusivamente come parcheggi dai termici: chiamato la polizia e mi sono sentito rispondere: Abbiamo cose più importanti a cui pensare!! SICURAMENTE vi farete del nervoso con un auto NUOVA e CARA…poi ognuno fa come vuole…Io per i viaggi giro col benzina di almeno 15 anni e in città,ricaricando a casa, con l elettrico…Poi se tutti voi siete fortunati, potete venire in Liguria a provare a vivere in elettrico, magari alle Cinque terre…

          • Scrivendo “chissenefrega dell’inquinamento” lei insulta tutti. Comunque, noi cerchiamo di evitare il cestino: meglio cercare il dialogo, non trova?

      • Mi chiedo cosa fate con tutta questa tecnologia, se siete così ostici perché non siete rimasti con carta e penna, ovviamente niente TV e radio.
        Così magari certe figuracce non le avreste potute fare 🤷

    • Per far sbloccare diciamo cosi “il motore”, e pagare quei soldi per operare ( secondo me ) solo sulla centralina, mi pare un bell’esborso da truffa.

    • Il problema di base secondo me sta proprio nel puntare solo sulle prestazioni, sono all’atto pratico l’unica cosa che ti da in più l’elettrico (a parità di categoria), si non inquina ma te che sei in auto non ti cambia niente mentre guidi è più una cosa di fondo che al guidatore non da cmq beneficio o utilità immediata (al max si sporca meno il garage e non devi imbiancarlo hehe). Possibile sia tutto qui quello che ha da offrire il mercato elettrico? Sicuramente no, ma tante cose sono messe come optional o magari di serie senza valorizzarle, ad esempio un cavolo di keyless vero su tutte le elettriche di qualsiasi fascia, cavolo lo ho sulla clio del 2014! Ed è veramente una cosa che una volta abituato ti cambia la vita, oltre che una chiave piatta in tasca da molto meno fastidio e non rovina tasche o oggetti, invece no una robetta che oramai costa niente da mettere, viene riservata come optional per marginare, bracciolo guidatore altro optional che tutti vorrebbero ma visto che spesso ti chiedono cifre assurde lasciano stare (e con cento euro aftermarket spesso ne metti di migliori), cavolo vi sono mille cose che l’auto può fare per noi e pensiamo solo ai cavalli per fare gli spari? Ci credo che non decollano se è l’unico vero punto di forza su cui tutti puntano, io prima che uscissero in massa ero entusiasta per il silenzio a bordo enormemente maggiore, salvo poi scoprire che se non vai su segmento medioalto l’isolamento acustico esterno è praticamente lo stesso di una citycar economica.

      PS ma il cambio manuale cosa vi ha fatto di male? Io al contrario con automatico mi trovo veramente di merda, magari lho provato sulle auto sbagliate non so, una smart e una golf provate un paio d’ore e una karok di famiglia che guido spesso, ma cavolo ogni stop o rotonda rischi un incidente perché tra che premi il pedale e l’effettivo movimento c’è un gap assurdo e anche a passare il gradino a tavoletta non è reattivo per niente, oltre che fa consumare un’enormità in più, nonostante sulla Skoda il manuale sia sequenziale e non mi ci sono mai abituato, l’unica volta che ho provato a fare 30km in manuale ho cmq consumato meno che in automatico. Oltre che anni fa avevo letto articoli riguardo lautomatico per chi fa tanti km non è il massimo per circolazione e articolazioni (hai metà sinistra che sta immobile tutto il tempo), non ho mai saputo quanto di vero ci fosse ma la cosa sembra avere abbastanza senso.

      • Lei si chiede quali siano i vantaggi dell’elettrica? Ecco, la trazione diretta e la coppia istantanea a zero giri di un’elettrica non ha i problemi che l’infastidiscono nel cambio automatico.

        • Si quello lo si sa fin da piccoli sugli autoscontri 😂 ma non è un vantaggio, è una pecca degli automatici piuttosto, probabilmente anche elettrica gioverebbe assai nei consumi con un cambio, soprattutto a velocità autostradali

      • Strano che non ti trovi col cambio automatico di casa VW (Skoda). Io ho guidato tutta la vita con cambio manuale e, dopo i primi problemi di adattamento con il DSG 6 marce di questa nuova (per mesi ho “cercato” la frizione), ora mi sembra essere una tecnologia irrinunciabile. Reattivo ed estremamente comodo! Quando sono obbligato a guidare la 308SW diesel di mio suocero con cambio manuale a 6 marce, tra l’altro un ottimo cambio, migliore del 5 marce delle mie precedenti Skoda Octavia Wagon diesel, mi trovo (relativamente) male. Non tornerei più indietro! Ed ora, succede l’inverso rispetto all’inizio: talvolta imballo il motore della Peugeot perché mi “dimentico” di frizionare o mi “dimentico” di inserire la marcia accelerando in folle da fermo.
        Però, suppongo anche che sia possibile che l’ottimo funzionamento del mio DSG 6 marce possa essere collegato alla elettrificazione della mia nuova Octavia: andando sempre in elettrico e disponendo di tutta la coppia da zero giri, non trovo nessuna esitazione né nelle rotatorie, né nelle accelerazioni (rapidissime), né nel salire su marciapiedi o rialzi. Rapido ed efficace! E mostruosamente comodo! Non ho la controprova con auto termiche normali in quanto non mi è mai capitato di guidare con un cambio automatico in precedenza. Ma sono soddisfattissimo del mio! Davvero un’altra vita (facilitata ulteriormente da tutti gli assistenti alla guida anche in manovra).

        • Mah il forte ritardo della risposta del pedale lho trovato anche su golf (un filo meno ma ha anche ben altro motore e potenza) e su smart diversi anni fa, se per la smart do colpa all’età dell’auto, la karok cmq mi ha stupito in peggio, le prime volte ho rischiato ti farmi entrare nella fiancata perché partendo quel mezzo secondo abbondante in ritardo ti fa perdere la finestra per passare senza causare pericoli, stessa cosa agli stop, i semafori frega poco alla fine.
          Per dire, devo togliere start and stop ogni volta che accendo il motore o sta roba diventa un inferno, non so forse perché è un benzina piccino c’è un cambio diverso che sulle top gamma (mai cagati quindi non li conosco) o chissà, anche cambiando modalità d/s sulle ripartenze non fa differenza al massimo ha più ripresa ma il ritardo è imbarazzante. In marcia nessun problema, qualche cambiata troppo rapida quando io ne farei meno e più lente per abbassare i consumi ma vabbè, la usano due pensionati va bene così

          • attacchi carista alla presa obd disattivi start stop e metti risposta acceleraretore diretto diventa sensibile come uno a filo

        • Mha, ho provato il cambio automatico della Polo gt, e poi quello della Fiesta st, e fra i due ho preferito quello della Fiesta, la polo si sentiva la cambiata, quell’attimo tra una marcia e l’altra…. Però ammetto che fra tutti la comodità dell’elettrico e indubbia

    • Enzo non riesci mai a non questionare inutilmente, mi domando cosa ci fai qui 🤦🤦
      Io lodo la 500e anche se fa i 0 100 in oltre 9 secondi e vengo da un auto che li faceva i 5.6 secondi ma la differenza sostanziale è che con la 500e ho meno problemi a immettermi nel traffico perché da 0 a 50 è molto più reattiva, non fa i 280 ma chi se ne frega il limite il Italia è 130 in autostrada, quindi la mia 500e a 135 li supera .

      Detto questo un elettrica dovrebbe esser pensata nel rispetto del ambiente, quindi leggere e poco energivore, il 0 100 non dovrebbe neanche esser dichiarato, non è fatta per questo.

      E il signore ha perso l’occasione di provare un EV , peccato per lui prima o poi o si dovrà adattare o viaggerà con auto vecchie se si troveranno ancora.

  4. Per Massimo Degli Esposti e Mauro Tedeschini.
    Gentilissimi, in questo sito parlate del piacere di guida, di tutela dell’ambiente, di autonomie, di velocità di ricarica, di riprese brucianti delle auto, di supercharger.
    Vorrei però suggerirvi la lettura di una articolo apparso su Il Sole 24 ore del 20 Luglio 2022 a firma di Alberto Forchielli e Fabio Scacciavillani (i silenzi della politica e gli interrogativi sulle auto elettriche). Non dovrebbe essere difficile, visto che a quanto risulta Massimo Degli Esposti è un giornalista del quotidiano. Ma se non lo trovate, ve lo invio io.
    E non sarebbe male che lo leggessero anche i frequentatori del forum.

    • I due signori in questione, Forchielli e Scacciavillani, nel 2021 erano esperti di questa straordinaria levatura: https://youtu.be/0YubMiWeTe0. Non credo che a distanza di un anno siano diventate voci tanto autorevoli da meritare di essere ascoltate.

      • È un classico della letteratura retorica, molto diffuso in questo paese: poiché non mi piace la posizione altrui, ma non sono presentare controdeduzioni, getto discredito sull’autore.
        Quindi mi faccia capire, Massimo Degli Esposti, di autorevole qui c’è solo lei?

    • Io amo le auto elettriche e a chi dice che è meglio il diesel dico che nel 2035 saranno bandite da tutta Europa , e chi nn si aggiorna con un auto elettrica dovrà andare a lavorare o a piedi o in bicicletta..o con auto a idrogeno ..nn ci sono altre alternative..prima lo capiamo e meglio sarà per tutti e soprattutto ci guadagneremo in salute …

      • In realtà non saranno bandite ma non più prodotte. Quindi quelle prodotte sino a fine 2034 potranno comunque circolare e vista la tendenza media di vita di un veicolo potrebbero vedersene in giro anche fino al 2070!

      • Per Luciano Zoccari: e chi non si potrà permettere più un auto?
        Oggi una Panda è alla portata di quasi tutti. Ma gli esperti di automotive sostengono che il segmento A è destinato a sparire. Siccome non voglio questo, sosterrò fino in fondo la mia convinzione: l’ambiente è solo una giustificazione.

  5. Scusate, non possiedo un’auto elettrica,ma è un po’ che seguo vai elettrico.Penso che oltre al prezzo x tanti ci siano altri problemi tipo non tutti abbiamo un garage e non tutti e a Genova molto pochi vivono in case indipendenti quindi pochi pannelli solari.Tralascio il problema app,anche se sono un asino in materia, perché magari all’inizio mi potrebbero aiutare le figlie.Non sono un negazionista del cambiamento climatico,abitando a 50 metri dal mare e andando a pescare x passione lo vedo tutti i giorni.Cercate di capire chi ha ancora tanti dubbi, soprattutto se incominciano ad essere anzianotti come. Perché le risposte da talebani non fanno bene e vi fanno assomigliare a un club

    • Mai dato risposte da talebani, se lo fossimo non avremmo pubblicato con tanto risalto i tanti interventi di chi sostiene che il diesel è ancora infinitamente migliore dell’elettrico.

      • Mi scusi, Mauro Tedeschini, ma quale peccato commette chi sostiene che il diesel è ancora infinitamente migliore dell’elettrico?
        Il “migliore” non è forse soggettivo?
        Solo lei possiede “il verbo”?

          • Si sbaglia, e se voleva indossare i panni del giurista (o improvvisarsi tale) dimentica una vecchia sentenza della Corte Costituzionale che in certi casi ha ammesso la rilevanza dell’ignoranza.

        • Quelli che sostengono la superiorità del Diesel rispetto all’elettrico non commettono peccato né violano alcuna legge, ma deve dare atto ai direttori della rivista VaiElettrico che a loro è permesso scrivere su questo blog senza limitazioni da “talebano”. Scriva l’opposto (elettrico migliore dei motori a scoppio) su Greg Garage Youtube e si accorgerá della fine che faranno lei e i suoi commenti.

      • Buona sera , che l’ auto diesel e meglio dell’ elettrico neanche lei ci crede diciamocelo chiaramente e nn sia così ipocrita dato che il diesel e il più inquinante insieme alla benzina , questi 2 diesel e benzina sono i più inquinanti di sempre insieme al petrolio da cui si ricava … Quindi dica a chi sostiene queste falsità che il diesel e meglio dell’ elettrico nn sa di cosa sta parlando in definitiva …per dire tutte queste falsità , e vorrei porgere una domanda al signor Ruben e a chi la pensa come il signor Ruben , con cosa andrebbe a lavorare quando nel 2035 il diesel e la benzina e il metano e gas saranno obsoleti e saranno banditi e fuori legge chi li usa , lui cosa farebbe ?

    • In Norvegia l’80% delle vendite di automobili sono elettriche. Non mi risulta che sia un paese talebano e neppure che manchino gli anziani. La differenza, credo, sta nel fatto che non c’è il fanatismo per i motori termici che c’è qui in Italia e che pervade la stampa e l’informazione rendendo una cosa semplice come l’elettrico molto più complicata di quello che sia.

      • Certo, certo, peccato però che lo stato norvegese abbia fatto parecchi soldi vendendo petrolio al resto del mondo, tanto che il fondo statale norvegese è tanto ricco da pagare pensioni ai norvegesi per chissà quante generazioni.
        Ha idea di quanti siano gli abitanti della Norvegia in rapporto alle dimensioni del paese?

        • Rimango sempre sorpreso di vedere persone si questo blog che vengono a criticare l’elettrico.
          Mi viene da chiedere…. Ma che cosa venire a fare qua se è solo per denigrare?
          Non lo capisco o magari hanno un certo interesse nell’elettrico ma non vogliono riconoscerlo.
          Per aggiungere all’argomento di questa discussione, non capisco come Ruben può concludere l’esperienza con così pochi km di prove non preparate. Non mi sembra molto corretto venire a diffondere un commento e sfogo in quel modo.
          Se uno vuole provare una BEV si prepara in anticipo e soprattutto si informa bene. Nel caso di Ruben sarebbe stato meglio di rifiutare l’utilizzo di questa vettura chiaramente non fatta per lui in quel istante

      • In Norvegia c’è la maggiore produzione di idrocarburi di tutti i paesi europei, metano e petrolio compresi. Produzione che la Norvegia recentemente ha deciso di aumentare in merito al metano, quella di petrolio con anche perforazioni in acque profonde nel mare del Nord proseguie come sempre. Ora forse gli idrocarburi norvegesi non sono gravemente clima alteranti? Se per i 5 scarsi milioni di abitanti norvegesi si prospetta un futuro elettrico (bisogna vedere alimentato come) quanti milioni di auto endotermiche alimenta il petrolio norvegese?

        • Certo che gli idrocarburi norvegesi inquinano come gli altri ma la colpa è loro che vendono o nostra che continuiamo a comprarli per alimentare le nostre (vostre) auto? È un po’ come la storia dello stato italiano che fa campagne contro il fumo e l’alcol ma continua a vendere sigarette e liquori perché incassa milioni dal monopolio

          • In Norvegia chiunque ha un garage per ricaricare l’auto, perché la densità abitativa fa ridere considerando i 5mln di abitanti che ha per la sua colossale estensione.
            Oltretutto l’energia elettrica ha un prezzo bassissimo, essendo totalmente autosufficienti per la sua produzione, e il reddito medio é molto alto grazie alle esportazioni di petrolio che consentono di mantenere basse le tasse.
            Non é un paese paragonabile al nostro, nemmeno lontanamente

          • Poveri norvegesi obbligati a vendere il loro petrolio e metano e a fare guadagni miliardari, loro che vorrebbero rispettare tanto l’ambiente, cattivoni gli altri stati che li riempiono di soldi a loro insaputa.

      • Ho detto talebani perché nel corso di qualche mese che leggo risposte scarbate ne sono state date.Ma non è questo il punto i maleducati esistono dappertutto. Nessuno mi ha detto cosa succede a chi ha una elettrica ma non ha il garage,non ha una casa indipendente etc etc
        Ringrazio chi mi vorrà rispondere

        • Io ho il garage ma non posso usarlo per caricare (burocrazia VVFF, se porto la mia linea elettrica devo ricertificare intera area sotterranea con costi eccessivi).
          Ho una city car elettrica la Skoda Citigo con 260km di autonomia effettiva in città ed extraurbano, che uso per casa-lavoro quotidiano + spese nel weekend. Con questo uso devo caricare 1 volta a settimana al massimo (tipicamente sabato mattina) e uso colonnine BeCharge o EnelX (ne ho 4 a circa 800mt-1km). La porto, faccio passeggiata di ritorno a piedi e poi vado a prenderla dopo pranzo (4h circa). Ogni tanto sono fortunato e trovo la fast gratuita dell’esselunga libera, in tal caso nella mezz’ora della spesa carico all’80% e sono a posto. Per me è fantastica anche senza ricarica in garage che ne aumenterebbe solo la meraviglia. Penso non tornerò più indietro e quando il diesel prima auto di famiglia mi abbandonerà penso prenderò altra elettrica con almeno 400km di autonomia dichiarata.

          • Bravo sono felice per lei veramente lei sì che è uno che capisce qualcosa di elettrico , e poi ci vogliono le app per sapere dove ricaricare le macchine , sono contento per lei e sono sicuro che nn se ne pentirai … E poi oggi come oggi si incominciano a trovare anche in autostrada le colonnine di ricarica per le auto elettriche …e anche gli alberghi più in ce le anno le colonnine …

        • Se ci legge da qualche mese, avrà letto almeno dieci volte come la pensiamo: chi non ha la possibilità di ricaricare in uno spazio privato (il 32 % degli italiani, secondo i dati Istat) deve pensarci due volte prima di comprare un’auto elettrica. Tuttavia c’è chi se la cava lo stesso egregiamente, vivendo in aree ben servite da punti di ricarica pubblici. Per esempio: E’ indispensabile poter ricaricare l’auto a casa? A Milano no

      • Un esempio un po’ del piff, rispetto a noi la Norvegia a più capitali, al punto che per vendere le auto elettriche non facevano pagare il bollo, parcheggi, pedaggi, hanno tolto le tasse in fase di acquisto, i cittadini prendono nettamente più soldi di noi. Bhe che dire, uguali a noi italiani, l’unica cosa che ci accomuna è il bollo e l’assicurazione più bassa per le elettriche.

  6. Sono convinto che l’unico grosso problema in Italia per cui l’elettrico non sfonda sia la assoluta a mancanza di spirito di adattmento che si è andato a creare negli ultimi 20 anni. Ora le cose sono tutte semplici e appena si va fuori dalla confort zone non si prova a apserimentare per paura (infondata il più delle volte).

  7. “Va anche segnalato che le colonnine avremmo dovuto cercarle e per questo avremmo dovuto per lo meno scaricare un’app, dal quale poi pagare anche la carica.”

    “dal quale poi pagare anche la carica”, ma perche’ quando vai dal benzinaio il combustinbile e’ gratis?

    Ussignur

    • L’autore è stato molto gentile e moderato, magari si pretende eguale trattamento da chi commenta. E comunque capire ciò che è scritto tante volte aiuta.

  8. Io credo che questa mail sia una testimonianza di qualcosa che non va a livello di società, non solo in un contesto di mobilità elettrica.
    Ogni individuo dovrebbe essere pronto al cambiamento piuttosto che esserne refrattario se è conveniente per lui e per la società in cui vive.
    Pensare di non poter perdere un’ora per una cosa del genere (ma secondo me il tempo necessario sarebbe stato parecchio minore se tutti quelli coinvolti, compreso il concessionario, non fossero stati ugualmente pigri) quando, attorno a me, vedo perdere continuamente molto più tempo in sciocchezze varie è frustrante.
    Io vedo questa come la testimonianza del non aver sfruttato una facile opportunità, che avrebbe portato anche altri benefici oltre a quello di avere un’auto sostitutiva a disposizione e credo che, alla fine, comportandosi in questo modo, abbia in realtà perso tempo rispetto ad impiegarlo per raccogliere informazioni che dovrà comunque fare proprie in un futuro neanche tanto lontano.

    • Gentilissimo, una cosa è essere pronti al cambiamento. Altro è che questo cambiamento venga imposto per legge, costringendo parecchie famiglie ad esborsi insostenibili. Mi piacerebbe che si potesse fare una mappa geografica dei possessori di auto elettriche. Sono pronto a scommettere che la maggior parte risiede nella opulenta Lombardia, o forse in Trentino Alto Adige.

      • Ma non dire sciocchezze che l’obbligo arriva fra oltre 10 anni di non vendere più termiche quindi potrai comprarle ancora per 20/30 anni!!! E secondo te dall’alto della tua saccenza fra 10 anni l’elettrico puro costerà di meno o di più facendo indebitare cosa o chi??? Ma leggi cosa scrivi???

        • Certo, e potrei anche documentare le mie congetture. Ma lo faccio con meno arroganza di lei.
          Le auto elettriche NON potranno scendere di prezzo a motivo della presenza in distinta base di sovrastrutture di software molto sofisticate. Lo ha scritto il presidente di una casa automobilistica che per prima si è mossa nell’elettrico. Non si tratta però di Tesla.
          Legga di più lei.

          • Sa sono ormai stufo di leggere le vostre enormità, come il fatto che non scenderanno di prezzo su che base??? Una c0 qualche anno fa costava 30k oggi a pressi simili hai un’opel corsa con batteria che è molto più grande quindi già ne ha detta un’altra. Quindi Toyota deve per forza aver ragione perché lo dice sempre lei che conosce poco o nulla ed i ragionamenti lasciano il tempo che trova. Legga per lei serve a poco a nulla se ragiona così è un caso perso…

      • Imposizioni per legge ce ne sono di continuo e quelle relative alla transizione alla mobilità stradale elettrica, in Italia, sono solo a livello di voci, mentre le altre mi sono sembrate tutte con prospettive temporali assai più dilatate rispetto alla durata media di un autoveicolo.
        Più che altro mi è sembrato che siano più stretti i tempi per l’abbandono della propulsione termica da parte dei costruttori di autoveicoli che, comunque, sono società d’impresa e possono decidere come meglio credono. Anche loro non credono possano essere obbligati a continuare a produrre mezzi che vogliono vendere.

  9. come auto di cortesia (da usare quindi per pochi giorni) non ha proprio senso usare un auto cosi diversa dalla propria auto.

    tanto quanto un auto di cortesia con cambio manuale se si consegna un auto con cambio automatico.

    PS io continuo ad essere convinto che le colonnine debbano poter gestire direttamente una qualunque CC tanto quanto un self service qualunque. (se il problema sono le leggi, vanno aggiornate)

      • Peccato che le commissioni le paga l’esercente, non il cliente, per il quale la forma di pagamento non influisce minimamente sul prezzo finale.

  10. Solo una parola per commentare l’aneddoto del sig. Ruben: abitudine.
    Sì le abitudini sono dure da scardinare perché il cervello umano le brama e le desidera, e anche se sono cose “semplici” il nostro cervello le rifiuta, un cambiamento bisogna proprio “volerlo” fortemente per accettarlo e farlo proprio, poi, come commenta MDE, una volta “presa la mano” ecco che tutto diventa nuovamente abitudine e il nostro cervello lo accetta senza problemi.
    Vi faccio un esempio veloce per spiegare meglio il concetto: ormai 20anni fa iniziai a fare la raccolta differenziata in modo più serio (per via delle impostazioni del comune dove abitavo), separando umido, plastica, vetro, carta… tutto per benino in contenitori separati; all’inizio una faticaccia… adesso se vado in ferie e in un posto non fanno la differenziata sono a disagio, mi trovo male a buttare cose che sono abituato a separare in un unico contenitore.
    Forse il sig. Ruben avrebbe dovuto approfittare dell’opportunità per esplorare il mondo elettrico (più che per fare un’abitudine che giustamente in 2 giorni non si forma): per il resto concordo con lui che il sistema dei rifornimenti dovrebbe essere più agile, per carità ci si fa l’abitudine, però servirebbe un sistema che:
    – segnali in maniera evidente dove sono le colonnine (come si fa adesso con i distributori con quelle insegne belle grandi ed evidenti che vedi a grande distanza)
    – ci sia l’obbligo di esporre i prezzi in modo che uno si possa regolare senza dover consultare tutte le app (che alle volte i prezzi non li riportano) e magari nella tabella differenziare tra prezzo pieno (per tipologia di connettore e potenza) e sconti divisi per app (sui flat invece ci si riferisce all’app stessa)
    – ci sia la possibilità di pagare con la carta (meglio ancora se con il plug&charge)

  11. Ciao a tutti, sono l’autore dell’email. Cerco di rispondere sinteticamente a tutti coloro che hanno commentato per fare un pochino di chiarezza.

    Prima di tutto, confermo quanto pensato da Massimo: la consegna della macchina è stata correlata da una spiegazione uguale a “il cambio è come la tua, quando l’accendi appare pronta alla marcia e significa che puoi partire”. Grazie al ciuffo. Niente card, nulla di nulla. Il cavo di ricarica l’ho scoperto per caso aprendo il baule, giusto per intenderci.

    Potrebbe apparire strano, ma si, molti oggi ancora non hanno uno smartphone o non lo sanno usare, nonostante siano nel ’22; ho ho 23 anni e della mia generazione sono pochi, ma dei miei genitori e più anziani sono molti.

    La ricarica non l’ho fatta, è vero, ma per sapere che non è la cosa più intuitiva del mondo basta leggere regolarmente questo sito, mettiti negli occhi di chi non ne ha mai fatta una e non ha il tempo oggettivo di informarsi su come funziona.

    Sul perché del mio intervento: un’auto di cortesia per due giorni è il modo perfetto di capire se l’auto elettrica è già alla portata di tutti: questo perché più o meno è il tempo che una persona impiega a prendere la mano con un’auto appena acquistata. Con un elettrica serve invece molto più tempo, perché sono diverse le cose che cambiano in una sola volta: il modo di viaggiare (110 anziché 130, non obbligatorio ma consigliabile), il modo di rifornirsi (la scelta della wallbox stessa può prendere del tempo), dove rifornirsi (trovare le colonnine, oltre a trovare quelle adatte tra fast o lente in base alle esigenze), come rifornirsi (che app, quale operatore, come pagare) e quanti fidarsi della strumentazione (sapere che lo strumento viene chiamato “indovinometro” fa già capire molto…).
    Non tutte le persone possono adeguarsi a così tante cose in una volta, altre invece semplicemente non vogliono. Non sono presuntuoso, semplicemente auspico una maggiore facilità d’uso, che pian piano sta arrivando. Un app trasversale da usare su tutte le colonnine o l’eventuale pagamento con cc, così come maggiori autonomie con software più precisi sono sempre più presenti. Sicuramente chi ha la mano oggi non ci fa più caso, ma nulla toglie che tutto può essere migliorato; così da lasciare la difficoltà maggiore nella “” difficile “” scelta della wallbox.
    In due giorni ho capito che invece oggi non è possibile, senza averne il tempo, adeguarsi a così tante cose contemporaneamente ; il che, ne sono convintissimo, è ancora un freno mentale per la scelta di un’auto elettrica.

        • Lei è molto ingenuo se pensa che le auto elettriche alimentate in Europa e in Cina col carbone e col metano non siano fortemente clima alteranti.
          Ancora più carbone in Europa rispetto a prima, causa guerra.

    • Grazie Ruben. Per la pazienza, il buon senso e il tono civile: non era scontato, visti i commenti di alcuni lettori. Mi permetta solo di ribadire un concetto: se avesse avuto modo di perdere quell’oretta su Internet, avrebbe avuto un’occasione d’oro per sperimentare davvero anche i lati positivi dell’auto elettrica e della Mercedes EQA 250 in particolare. In privato, se crede, le racconterò la storia tragicomica della mia prima giornata in elettrico.

      • In realtà non avrebbe neanche dovuto perderla quell’oretta per informarsi. Era un’auto di cortesia per un uso quotidiano di spostamento in città o fra paesi vicini, non doveva fare Palermo-Berlino; bastava ricaricare la notte per recuperare i chilometri percorsi durante il giorno, semplice e senza neanche dover cercare colonnine, capire come funzionano, scaricare app, iscriversi a qualche servizio ecc.
        Dalla sua risposta si evince che è già informato (sa anche che si chiama indovinometro) e ha deciso che l’auto elettrica non è adatta alle sue esigenze, legittimo, ma restituirla con la scusa che “la ricarica a casa è lenta” è francamente ridicolo. Sarebbe più onesto intellettualmente ammettere che si è fatto condizionare dai pregiudizi.

        Poi certo ha ragione a dire che l’auto elettrica non è per tutti (io non la darei mai a mia madre, e non solo perché non ha lo smartphone), ma lui ha 23 anni e rifiutarsi per principio di usare comodamente una elettrica per due giorni è sinceramente molto triste.

        Chiaramente anche il concessionario ci ha messo del suo, poteva usare due minuti per spiegare quello che ho detto io nella prima parte di questo commento.

    • Credo sia stato detto tutto tra l’articolo e i vari commenti. Le risposte di Massimo Degli Esposti sono state encomiabili. Capisco entrambi i punti di vista perfettamente. L’unica cosa che non capisco invece è chi di piega dalle risate alla frase “non tutti ancora hanno lo smartphone”. Vi sembrerà strano ma ne conosco tanti tra anziani e gente più giovane. È gente che semplicemente vuole vivere in maniera semplice e non sente il bisogno di “aggiornarsi”. Gli vogliamo per forza dire qualcosa? Sono da biasimare? A parer mio assolutamente no. E alcuni saranno ancora più stupiti dal sapere che sono molti di più quelli che non posseggono una carta di credito…molti di più di quelli che non hanno uno smartphone. Saluti a tutti e buon weekend.

    • Bè se hai questa considerazione delle cose e del modo di fare siamo messi bene in quanto “giovane”. Voi dovreste essere li a sperimentare migliorare provare. Ma abbiamo capito che il contributo non contribuisce utilmente 😁😁

    • Risposta interessante, ma rimango convinto che non sia possibile generalizzare la sua esperienza, che è del tutto particolare. Il disagio che lei ha provato – assolutamente comprensibile – non è il motivo per cu in Italia non si vendono le BEV, o forse non è il solo e certamente non è il principale… diciamo invece che lei spiega molto bene perchè le BEV non sono adatte a essere auto sostitutive! L’idea che le BEV non siano auto per tutti era forse vera tre o quattro anni fa, ma con un mercato in continua espansione su tutti i segmenti è sempre meno vera.

  12. Beh passare di botto da una termica a un’elettrica senza un minimo di informazioni di sicuro lascia in balia dell’ansia, lmmaginatevi 15 anni fa se in sostituzione del vostro cellulare vi avessero dato un IPhone senza spiegarvi nulla! Poi con il tempo lo smartphone ha sostituito i cellulari… e non solo. Così sarà per le termiche con le elettriche

    • Credo che il suo, nella sua concisa semplicità, sia uno degli interventi più brillanti che abbia mai letto, e parlo sul serio.

  13. “Faccio notare che oggi moltissimi non hanno uno smartphone”. A questa mi sono piegato dal ridere!:))) Ma in che secolo siamo???ahahah

    • Forse può sembrare ridicolo ma alcune persone che non hanno necessità di viaggiare o lavorare (quindi parliamo di persone un po grandine) non sentono il bisogno di possedere uno smartphone. E le regioni sono molteplici: tempo per stare sul telefono, si sentono rimbambiti così come la pensano di coloro che lo usano (come dargli torto!), non vogliono imparare ad usarlo. Se in Italia molti pensionati vanno di persona a ritirare la pensione in contanti alla posta seppur potrebbero farsela depositare sul c/c, non vedo come sia strano che molti non vogliano uno smartphone!

      • Come le stesse che non viaggiano molto possono avere uno smartphone vivere in una casa dove mettere una Wall box od usare una presa schuko con tutti i rischi, facendo pochi km. Non è che le cose che dite sono solo a favore di quanto scrivete

  14. Il punto è: perché per usare un’auto per due giorni (quindi non scelta e da usarsi per qualche anno), uno debba perdere “un’oretta di smanettamenti su Internet”.
    Perché perderla?? Dovrebbe essere il sistema ad adattarsi all’utilizzatore e non viceversa.

    • Secondo lei il “sistema” dell’auto termica si adetterebbe all’utilizzatore, se questi fosse sua nonna? Il problema non è nel mezzo, ma di chi dà per scontato che tutti lo sappiano gestire.

      • L’auto termica è talmente adattata al suo utente che richiede dei corsi specifici di teoria e pratica di svariate ore, una prova pratica e un attestato che ne autorizza l’uso. Il tutto noto come patente di guida.
        Però aggiungere un’ora a leggere il manuale di un nuovo prodotto, vade retro.
        Nel nostro settore IT, un buon 80% dei problemi degli utenti si risolve col più classico RTFM. Cosa che nessuno fa mai, salvo poi dire che il prodotto è complicato.

  15. Ma come si fa a pubblicare una cosa scritto del genere e’ palese che se uno non ha mai avuto un mezzo elettrico si trova in difficolta ad usarlo.E’ ormai da tre anni che viaggio in elettrico e tolte le difficolta’ iniziali piu che altro dovute alla paura di restare per strada subito sopite con i primi viaggi,oggi sono ultra convinto che non tornero’ piu indietro sono passato dalla niro plugin alla niro ev ora guido una ev6 gt line e a settembre la sostituero’ con il modello gt non ho mai avuto nessun problema anche perche’ se faccio un viaggio mi programmo le soste con le ricariche.Oggi poi le colonnine almeno dal nord al centro le trovi da per tutto ,ma anche al sud iniziano a metterle.

    • Mi dispiace deluderla, Silvano, ma noi continueremo a pubblicare gli interventi di chi esprime dubbi, paure e pregiudizi di quel 90% di italiani che continua a comprare auto terimiche. E anzichè deriderli dall’alto della sua esperienza (e, se mi permette, delle sue non comuni possibilità economiche) faccia la sua parte per rassicurarli e informarli.

      • Lungi da me deridere l’amico che ha scritto sinceramente non avrei ritirato un mezzo differente dal mio senza le dovute spiegazioni su come ricaricare e nemmeno avere una card per poterla fare.Io sono per l’elettrico ma non sono nemmeno contro quelli che continuano a comprare auto tradizionali con motore termico.Di conto non voglio essere criticato perche posso permettermi un certo tipo di auto come i tanti amici che hanno le auto di una certa fascia di prezzo.

    • Spirito green dai… e soprattutto un occhio all’economia, nel senso di farla girare 4 macchine in due anni è la media no?

      • Daniele, guarda alla parte positiva, Silvano cambia auto spesso, e le auto che cambia le rimette in vendita come usato, vista la frequenza delle sostituzioni saranno auto praticamente nuove con prezzo da usato che potranno essere acquistate da chi non si può premettere o non vuole acquistare un veicolo nuovo. Le auto usate rimesse in vendita non vengono rottamate, quindi cosa ti fa pensare che non abbia uno spirito green? Inoltre dove leggi che ha un’occhio particolare all’economia? Se l’attività che conduce gli permette di cambiare auto spesso, chi siamo noi per giudicarlo?

  16. Mah, anche io il primo giorno in elettrico mi son trovato spaesato e in balia di problemi ad affrontare le ricariche e relative app, non avendo nessunissima esperienza. Poi ci si abitua e ci si innamora (almeno io, chiaro) 😘

  17. Siete davvero assurdi, la vostra difesa di queste primordiali batterie viaggianti (peso, riduzione del bagagliaio, mille accortezze etc …) rasenta il ridicolo.
    A voi piace fare gli sperimentatori? Fatelo, ma smettetela di fare proselitismo. Io il cellulare l’ho adottato quando ha assunto dimensioni sopportabili e le batterie consentivano almeno 20 chiamate, le valigette con cui girare come nomadi per cercare il segnale le ho lasciate agli innovatori come voi.
    Un’ultima considerazione, non invocate più il rispetto ambientale, non vi crediamo.

    • Il suo tono è inadeguato. Ma a parte ciò, l’informo che su questo sito non accettiamo che vengano messe in dubbio le evidenze scentifiche sulla crisi climatica.

      • Le evidenze scientifiche sulla crisi climatica sono lampanti e ci ricordano che con il passo indietro dell’Ue causa guerra e il ritorno all’uso del carbone (in Europa, in Cina mai abbandonato) il mix energetico con cui si alimentano le elettriche in Europa (per non parlare della Cina)è e sarà fortemente clima alterante. Non che l’uso del metano per alimentare le centrrali elettriche non fosse già clima alterante, lo era anche prima della guerra ma ora la situazione è fortemente peggiorata. Ciò nonostante è utile che la tecnologia dell’auto elettrica venga sviluppata e si spera migliorata. E’ pura ingenuità pensare che se si gira con auto elettrica non si alteri fortemente il clima. L’unica cosa efficace che si può fare oggi per danneggiare meno l’ambiente è usare meno l’auto.

    • Proselitismo. Lei riduce scambi di esperienze, concetti “pensieri” ad un mero schieramento. O stai con noi o stai con gli altri. Chi tenta di provare, di sperimentare, di cambiare, di evolversi viene visto come un nemico da deridere ed abbattere. Sul discorso climatico poi si rasenta la follia. SI contesta quello che abbiamo davanti gli occhi. Ma secondo lei i ghiacciai si stanno sciogliendo per opera di folletti che di notte li riscaldano? Ma dove vive? Secondo lei l’abbassamento (misurabile) delle calotte polari sono effetti temporanei e inventati? RIesce a guardare oltre i pochi centimetri del suo naso?

        • Emanuele, non solo, ma anche le auto a motore termico ed elettrico, ma guarda caso quelle a motore termico (non lo dico io che sono ignorante, ma la maggior parte degli scienziati) sono un po’ peggio delle EV.

  18. Da possessore ormai da lungo tempo di una MB EQA capisco che possano esserci delle difficoltà iniziali che abbiamo dovuto subire tutti all’inizio del percorso. Posso solo dire che, avendo assistito a scene di panico da parte di neofiti a cui erano state consegnate auto elettriche sostitutive, ritengo che le concessionarie siano le uniche colpevoli di queste situazioni non facilitando le procedure per la ricarica al cliente.

    • Si, le officine che danno le BEV come sostitutive senza spiegare nulla sono davvero dei criminali: mercoledì ho trovato un povero rappresentante fiorentino a Reggio Emilia con una BEV volvo che doveva rientrare a FI, era al 35% e stava collegandosi alla AC type 2 perché non sapeva che occorre togliere il “tappo” che copre i due poli inferiori per caricare alla CCS da 50 kW. Aveva stimato che al ritmo della type 2 avrebbe dovuto restare li quelle 3-4 ore. Quando gli ho mostrato come togliere quel tappo e l’ha collegata alla CCS ha stimato una 40ina di minuti e ha ripreso vita “Certo che potevano dirmi qualcosa, eh? Se non c’era lei io ripartivo alle 22 come minimo…”
      Almeno adesso ha un’idea positiva delle BEV

      • Possibile che i concessionari diano le elettriche come sostitutive per levarsele di torno visto che non riescono a venderle se gli incentivi non sono enormi? (In Italia).

    • Bè se hai questa considerazione delle cose e del modo di fare siamo messi bene in quanto “giovane”. Voi dovreste essere li a sperimentare migliorare provare. Ma abbiamo capito che il contributo non contribuisce utilmente 😁😁

  19. Da utilizzatore di una BEV da due anni, confermo che all’inizio è necessario un certo apprendistato che può durare qualche e mese e ci vuole un minimo di volontà di applicarsi.
    Dopodiché l’ansia da ricarica scompare.
    Purtroppo l’ecosistema che gira intorno alle BEV tra software inadeguate e punti di rifornimento, non aiuta, ma si può fare.
    Importante avere la possibilità di rifornirsi a casa.
    Io con la e-Golf e batteria all’incirca da 30 kWh e potenza di ricarica 40 kW, batterie non climatizzate, non ho più problemi per affrontare qualsivoglia percorso almeno fino a 500km con due fast da 30minuti, mi manca solo provare percorsi internazionali, tipo Padova Praga o Padova Dortmund, insomma roda da 1000 e passa chilometri, ma li eventualmente spezzerei con una notte in hotel facendolo diventare un percorso 500km+ 500km.

    • Ma soprattutto perchè non consentono di pagare a tutte le colonnine pubbliche, di qualsiasi tipo, con la carta di credito, senza doversi scaricare l’ennesima stupida app?

      • Se la domanda non è retorica, mi rassegno a spiegarlo per l’ennesima volta: la legge italiana impone che la ricarica sia fatturata. Pagando con carta di credito sarebbe necessario inserire ogni volta dati personali e codice fiscale, con relativa verifica che tutto corrisponda al titolare della carta. In alcune stazioni è possibile, ma non è il massio della praticità nè per l’utente, nè per l’operatore della ricarica.

        • Capisco, il massimo della praticità non si è raggiunto nemmeno con la soluzione attuale. Credo che questa “innovazione” vada fatta, penso che si possa fare, altrimenti è inutile sperare nell’arrivo delle batterie allo stato solido. E lo dico volendo favorire l’uso dell’auto elettrica.

        • In merito al pagamento con CC (ed anche con carta di debito), credo che alla luce della manifesta volontà politica di passare alla mobilità elettrica, la modifica delle astruse logiche burocratiche che ostacolano un utilizzo pratico e universale delle stazioni di ricarica dovrebbe essere in cima alla lista delle priorità. Sopratutto in considerazione del fatto che non necessiterebbe di investimenti, studi e interventi infrastutturali, solo ‘semplificazione burocratica’.

        • Ma per assurdo: se uno è titolare di CC e vuole ricaricare in una colonnina Enel X, metterà i propri dati la prima volta (magari facendolo anticipatamente sul web) e così le prossime volte dovrà solo pagare perché i dati collegati a quella CC saranno già in possesso dell’utilizzatore. E così per tutte le aziende fornitrici di servizio elettrico di ricarica. Non credo sia impossibile!
          Quando faccio acquisti su un sito di fermacia e-commerce non mi chiede ogni volta i dati perché essendomi registrato con magari l’ausilio di una username e una pw in automatico sono “schedato” di tutti i dati per farmi la fattura….. Siamo così messi male?

          • Quello che ha descritto è la stessa cosa che si fa con una card rfid!
            Mi registro sul sito del fornitore, ci abbino un metodo di pagamento (solitamente una carta di credito), ricevo la card e da lo la uso senza più nessuna procedura di autenticazione o autorizzazione.
            Sulle colonnine con una card rfid ci si mette al massimo 30 secondi a far partire una ricarica, molto più velocemente di un self service di carburante.

  20. Una persona che non sa scaricare un’app come ha fatto a scrivere una mail? Il negozio gli ha configurato il telefono?

    Speriamo che non prenda mai l’autostrada perché ci son caselli così aggressivi che non accettano contante, rischia di morire dentro!

  21. In pratica questo ci viene a dire che la ricarica è complicata ma lui non ne ha mai effettuata una :))
    Le elettriche si faticano a vendere (in Italia) perché c’è paura della novità e il testo qui sopra ne è la prova. Anziché vedere effettivamente com’è la vita in elettrico si preferisce restituire l’auto di cortesia spaventati da miti e dalla novità senza aver nemmeno verificato la veridicità di questi.
    Ad uno che non ha mai avuto un’auto termica utilizzare un’auto a benzina apparirebbe complicato altrettanto quanto un’elettrica può apparire complicata la prima volta ad uno che ha sempre avuto auto termiche.

  22. Capisco tutto, inclusa la refrattarietà al nuovo di certe persone, ma qui si parla di attacco di panico da ricarica… Restituirla con il 60% è assurdo! Molto probabilmente riusciva a fare tutto quel che gli serviva senza manco una ricarica e poi avendo la possibilità di caricarla a casa con la shuko… In una sola notte intera la ricaricava qualsiasi kilometraggio avesse fatto.
    Certo la concessionaria proprio impedita… Certa gente devi anche saperla gestire altrimenti che venditore sei?

    • ” In una sola notte intera la ricaricava qualsiasi kilometraggio avesse fatto.” Un’auto elettrica abbisogna di circa 20 Kwh (suppergiù) per fare 100 Km. In una notte, supponiamo di 10 ore, con 3 Kw disponibili ammettendo che avanzino 2,5 ricarichi 20 Kwh (circa) che sono appunto più o meno 100 Km. Ecco, non proprio “qualsiasi kilometraggio avesse fatto”.

      • Quanto dura “una notte”? Dalle 8 di sera alle 8 di mattina sono 12 ore, uguale, secondo i suoi calcoli, 30 kWh. Dalle 10 alle 8 sono 10 ore, uguale a 25 kWh. La Mercedes 250 EQA che ho guidato io alla Mille Miglia ha percorso 1.815 km con 270,46 kWh totali. Consumo di 14 kWh/100Km. Prendendo un consumo medio su percorso misto, un’auto elettrica consuma in media fra 13 e 16 kWh/100 km. I Km recuperati in una notte potrebbero essere fra 200 e 250. Quindi, Astuto, va bene tutto, ma cerchiamo di rispettare i numeri.

        • La ringrazio per la precisazione, so che legge con un occhio particolarmente attento i miei interventi, quindi aggiungo qualche piccolo contributo a quanto già scritto. Recentemente è stato fatto un test sull’efficenza della ricarica di alcuni autoveicoli elettrici, ed è risultato che alcuni di essi hanno perdite che a volte superano il 17% (ad esempio la Renault Zoe e la Opel Mokka e). Nel mio caso, quindi, supponendo una notte di 10 ore (collego l’auto alle 21,00 e parto da casa alle 7,00) potrei caricare 2.5*0.82*10= 20.5 Kwh. A questa stregua, i kilometri che si potrebbero percorrere secondo i consumi da lei riportati sarebbero 20.5/15(diciamo 15 per fare media fra 14 e 16)=137 km.Oppure, considerando una ricarica di 12 ore, 164 km. Sono certo che anche lei apprezzerà la maggior precisione dei calcoli che ho effettuato questa volta e la ringrazio per la sua spinta al miglioramento.

          • Nel caso peggiore possibile, cioè di perdita del 18%, la verità sta a metà strada fra la sua e la mia stima. Mi sta bene. Purtroppo, però, non creda di essere un privilegiato: io devo avere un occhio particolarmente attento su tutti i commenti.

          • Mi scusi, ma o ho sbagliato i calcoli o non capisco come la verità dovrebbe essere a metà fra la mia seconda stima e la sua. La ringrazio per l’attenzione e le auguro buona serata.

  23. Non è che era inserito l’eco mode? Non conosco la macchina ma ho visto dalle schede tecniche che ha un eco mode. Io guido una Nissan leaf e con scomode inserito ha lo scatto di poco superiore ad una benzina. Ma senza scomode tiene testa, in scatto, alle moto e scooter.

    • La MErcedes dichiara uno 0/100 in 8,9 secondi. Che siano fatti con ‘auto diesel, benzina od elettrica, sempre 8,9 secondi sono, e la definirei certo un’accelerzazione brillanti. Direi meglio della maggior parte degli autoveicoli senz’altro, ma brillante, insomma….

  24. Mah, che l’esperienza di Ruben possa essere la risposta alla domanda “perchè molte persone scelgono ancora le auto termiche” mi sembra una affermazione presuntuosa dell’autore e assolutamente non centrata. Si comprende il disorientamento di Ruben, ma l’errore è stato di chi gli ha “affibbiato” una auto per cui evidentemente non era preparato. Penso che sia la stessa sensazione che avrebbe chi si vedesse consegnare un’auto con il cambio automatico, essendo abituato a un cambio manuale; oppure chi, aduso a una 500, si vedesse consegnare una Q7. L’auto elettrica – ma come tutte le auto – deve rispondere alle esigenze di chi la utilizza. Arriveremo a un punto in cui ci saranno auto, anche elettriche, adatte a tutte le esigenze, e certamente la situazione odierna è nettamente migliore rispetto a quella di 5 anni fa. Ruben dovrà semplicemente fare uno sforzo, aprire un poco i propri orizzonti, e magari tra 5-6 anni sarà possessore entusiasta di una BEV. Poi, la relativa “carenza” di punti ricarica, la frammentazione dei fornitori, sono problemi da risolvere, certamente; ma mi sembra che siamo sulla buona strada.

  25. Invece penso che sia utile come testimonianza.. Fa vedere con un altra prospettiva l’approccio ad un auto elettrica.. Le sue considerazioni le trovo condivisibili nella sua situazione ovvero l’uso di alcuni giorni come auto sostitutiva.. Non si ha il tempo di ambientarsi in un altro mondo x così poco tempo..

  26. Questa testimonianza è priva si senso logico… forse non meriterebbe neanche una risposta… primo, come si fa a dare ad un cliente che non ha mai usato un EV, come auto sostitutiva proprio un EV? Poi le argomentazioni usate sono semplicistiche; ma come si fa a giudicare l’approccio che un utente dovrebbe avere con un EV con i criteri usati per le auto termiche? Ma lo volete capire che possedere un EV significa accettare un cambiamento paradigmatico nell’utilizzo dell’auto? Se non c’è un minimo di modestia, umiltà, o fosse anche curiosità nello scoprire questo nuovo modo di utilizzare l’auto, ci si astenga da certe testimonianze vuote di senso e significato. La gente vuole l’aria pulita ma nche lo scatto bruciante, le tasche piene e l’autonomia a 1000 km, nonché la possibilità di fare “il pieno” in 5 minuti… beh la tecnologia EV è ancora relativamente nuova e, sebbene in rapido sviluppo, tutto questo insieme ancora non esiste.. ma ci arriveremo, se dopo un primo passo, faremo anche un secondo e poi un terzo e così via… ma con umiltà per favore!

    • Giusto per curiosità, ma ti ha offeso la mamma?
      È andato bene alla redazione con tanto di lunga risposta di mde, prenditela con loro..

    • Danilo, mettiti nei panni di Ruben, vai a ritirare un’auto sostitutiva termica e ti danno una EV, già lo vedo Ruben parecchio alterato, ricordiamoci che il nuovo mette in difficoltà un po’ tutti, soprattutto se non cercato e voluto. Come dice Massimo magari non gli anno dato neppure una card per la ricarica e posso capire Ruben che già la EV non la voleva. Se poi doveva iniziare a smanettare con smartphone, app e carte di credito la poca voglia che aveva gli è passata. Io essendo uno “smanettone” da quando avevo 15 anni ci ho messo 5 minuti a registrarmi con JuicePass, Ruben ce ne avrebbe messi 10, ma la voglia gli era già passata quando gli hanno detto che gli avrebbero consegnato una EV.
      Per Ruben, è ovvio che l’accelerazione non ti abbia entusiasmato, il rapporto peso potenza della tua auto rispetto alla EQA 250 è a sfavore di quest’ultima per ben oltre il 45%, forse una EQB 350 4MATIC sarebbe stata più vicina a quella che guidi abitualmente.

    • Wow, quindi “la gente” vuole semplicemente mantenere quello che aveva (tasche piene pagandola poco, autonomia da minimo 600km e velocità di rifornimento) aggiungendo l’aria pulita… Ma per farlo deve rinunciare a tutte le comodità che un’auto fin ora gli ha dato e sulla quale l’intera società si è formata nell’ultimo mezzo secolo… Beh si mi pare giusto dargli degli stronzi 😂 pensa te, questi addirittura vogliono che una tecnologia più avanzata gli tolga problemi senza aggiungerne e, udite udite! Addirittura la vogliono pagare meno! E non vogliono nemmeno fare da betatester mentre la tecnologia compie i suoi primi passi nel mondo.
      Che brutte persone eh?
      Ma come si può anche solo lontanamente biasimare qualcuno che si è trovato in mano (in situazione di emergenza pena restare a piedi nel parcheggio dell’officina) un’auto elettrica che non ha mai nemmeno pensato di valutare fino a 5 secondi prima? Che competenze vuoi che abbia del mondo elettrico? Al massimo sa che da qualche parte ha visto delle colonnine per strada, è come se a me chiedessero di scegliere una tavola da surf su cui fare la mia prima lezione nella vita, non so nemmeno come è fatta quasi figuriamoci se so capire cosa mi serve o no, non ci son mai salito prima né mi è mai interessato il surf, so giusto che si fa con una tavola sulle onde, non so, è chiaro quanto non abbia senso?

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