Home Auto Ho guidato le prime BYD che arriveranno in Italia e ve le...

Ho guidato le prime BYD che arriveranno in Italia e ve le racconto

9
CONDIVIDI
BYD Atto 3 alla prova accelerazione. La trazione anteriore la penalizza un po'.

Ho guidato le prime BYD che arriveranno sul mercato italiano (leggi anche) in occasione della presentazione alla stampa a Amsterdam. In occasione della presentazione di Atto 3 (suv compatto), Han e Tang (rispettivamente la berlina e il SUV del segmento E), ho avuto la possibilità di una prima presa di contatto con le tre auto, seppur in un circuito privato. Un’ottima occasione per poter mettere le mani sui materiali, osservare la fattura e raccogliere anche qualche prima impressione di guida.

BYD Atto 3 durante i nostri test in circuito

Ho guidato le prime BYD: materiali e assemblaggi ottimi!

Gli interni sono molto curati, tanto nel design quanto nella qualità dei materiali.

Le auto presentate sono tre. Ma l’auto che più probabilmente per prima potrà fare breccia sul mercato italiano è certamente Atto 3. SUV compatto del segmento C dallo stile molto europeo costruito sulla base dell’e-Platform 3.0 avanzata di BYD. Il motore eroga 204 cavalli, che consentono alla vettura di raggiungere i 100 km/h in 7,3 secondi. Ha pompa di calore di serie e un pacco batteria da 60,48 kWh di capacità, per un’autonomia di 420 km nel ciclo WLTP. Le dimensioni sono quelle di un SUV compatto, come ad esempio di un Nissan Qashqai (che di recente abbiamo provato a Stoccolma nella sua esclusivissima versione E-Power). Ciò che ho immediatamente notato osservando le auto in esposizione la sera della presentazione è la cura con cui sono stati eseguiti gli assemblaggi della carrozzeria e la verniciatura. Siamo davvero a livelli molto alti, in grado di accontentare anche il più esigente dei clienti.

BYD Atto 3. Particolare del selettore di marcia.

Una volta salito a bordo di Atto 3, la prima impressione positiva è stata confermata dalla qualità generale dei materiali e del design degli interni. Ampio uso di plastiche morbide, sedili sportivi realizzati secondo i più recenti dettami di ergonomia, e rivestiti di un’ecopelle molto morbida e piacevolissima al tatto. Look aeronautico per la consolle centrale, ma ottenuto con soluzioni stilistiche davvero inedite. Vedi ad esempio le maniglie per l’apertura delle porte (dall’interno) o le “corde di chitarra” delle tasche laterali. In alcuni punti le plastiche utilizzate sono meno nobili (come ad esempio quelle accanto alle bocchette di aerazione) ma mai cedevoli o scricchiolanti. Al contrario ho rilevato una grande solidità anche in elementi che generalmente non la mostrano, come ad esempio nella struttura della plafoniera anteriore. Buona l’abitabilità anche se i passeggeri dei sedili posteriori avrebbero potuto avere qualche cm in più per le gambe.

L’ecopelle dei sedili è di un livello mai visto su auto di questa categoria.

Alla guida? Tutto bene, ma le sospensioni…

La prova è avvenuta in un circuito privato, perché le auto non erano ancora immatricolate. Ma ho potuto avere un primo assaggio del comportamento alla guida. Certamente le buone impressioni di qualità relative agli interni dell’auto hanno trovato una piacevole conferma anche nella silenziosità di marcia. Molto buono l’isolamento acustico dai rumori del fruscio aerodinamico. Un po’ più sottotono quello relativo al pavimento, che lascia filtrare eventuali rumori provenienti dal sottoscocca (come ad esempio il pietrisco che si solleva al passaggio dell’auto).

BYD Atto 3 alla prova accelerazione. La trazione anteriore la penalizza un po’.

In Atto 3 la trazione è anteriore. Una scelta questa che porta inevitabilmente all’impossibilità di scaricare la coppia a terra con la stessa efficacia che caratterizza la motricità di auto elettriche a trazione posteriore. Il classico tempo 0-100 km/h è di tutto rispetto (si copre in poco più di 7 secondi), ma le partenze da fermo non sono certo fulminee. Si recupera poi, nell’allungo.

Come detto, Atto 3 è la prima ad adottare la nuova e più evoluta e-Platform 3.0, che prevede l’utilizzo di un powertrain altamente integrato 8-in-1, che consente, almeno sulla carta, di ottenere livelli di efficienza superiori alla media. Ma soprattutto fa un utilizzo strutturale della ormai celebre blade battery. L’inedita organizzazione del pacco batteria  (nella blade battery le celle sono semplicemente accostante le une alle altre protette da una “scatola di alluminio” che è direttamente ancorata al telaio) consente di aumentare del 50% la densità energetica. E BYD ha utilizzato tale vantaggio al fine di ridurre ingombri e peso. Con il risultato che Atto 3 ferma l’ago della bilancia a 1680 kg, quando le concorrenti dirette raggiungono spesso le due tonnellate. Una scelta apparentemente molto intelligente. Della quale possono beneficiare l’handling (anche se al momento la taratura delle sospensioni appare un po’ troppo morbida) ma soprattutto i consumi. Nella nostra brevissima prova non abbiamo potuto certo testarli. Anche se, le auto usate in pista (e spesso spinte anche al limite), hanno avuto consumi medi (indicati) inferiori a 20 kWh/100km.

La blade battery di Atto 3? Non accetta più di 88 kW, ma…

Byd blade battery

Siamo ormai abituati a potenze di ricarica estremamente elevate, che oggigiorno, anche in un’auto media del segmento C raggiungono e superano i 100 kW. Atto 3 non ne accetta più di 88. Han e Tang si fermano rispettivamente a 110 e 120. Ma attenzione! Ciò che conta non è solo la potenza massima accettata, ma la famosa curva di ricarica. E quella di queste auto è probabilmente davvero poco curva. Visto che BYD dichiara comunque performance di tutto rispetto, con tempi inferiori ai 30 minuti per ripristinare la carica dal 30 all’80%. Tutto bene, quindi. E se ancora non lo avete visto, ecco le mie prime impressioni in video:

YouTube player

Han e Tang? Niente male… Ma forse poco adatte al mercato di casa nostra

Una berlina e un SUV di lusso (7 posti fissi nativi) di quasi 5 metri di lunghezza. Un powertrain da 380 kW, che proiettano il suv a 100 km/h in 4,6 secondi e la berlina in meno di 4. Finiture di pregio, tantissimo spazio a disposizione e una qualità percepita molto vicina a quella di premium Europee. Guidabilità molto buona, appena penalizzata dall’assenza dell’asse sterzante posteriore, e un’autonomia un po’ sotto la media (521 km per la berlina e 400 per il suv). Tutto starà a vedere con quali prezzi si posizioneranno sul mercato italiano. Su questo BYD non si è espressa, nemmeno a riguardo di Atto 3. Ma attendiamo fiduciosi. Anche se i tempi saranno ancora un po’ lunghi per il nostro paese. La sensazione è che si arriverà alla seconda metà del 2023.

— Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico—

Responsabile acquisti per Sasa spa (società che gestisce il trasporto pubblico a Bolzano e Merano) a Bolzano. Si occupa dei veicoli elettrici aziendali a idrogeno e a batteria. Da oltre 10 anni gestisce flotte aziendali anche di grandi dimensioni.
Apri commenti

9 COMMENTI

  1. Ma la vera domanda è: con un “pieno” si va e si torna da Riva del Garda a Fico-Bologna? 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
    Calcolando che al ritorno si è più carichi.

    (e la prossima volta, se mi avvisa per tempo, magari conti un altro 90 kg di carico “pagante” extra 🙂 )

  2. Due domande,
    La prima stupida, ma quell’affare con tanti tondi davanti al selettore di marcia… Che cos’è? Per esere un portaoggetti ha troppe robe in mezzo, sembrano tante ruote di selezione tipi temperatura etc ma appunto son troppe per quellutilizzo hehehe

    Quella meno stupida, ma come mai dichiarano i tempi dal 30 a 80 quando qualunque altra casa li ha sempre dati a partire dal 20 se non addirittura dal 10? Magari in Cina usano così o han semplicemente deciso di usare quel range per poter dire che anche la loro in 30 min arriva a 80? Che così sembra la solita cinesata stile aliexpress che ti cambiano i valori di riferimento per far passare un prototto come uno con prestazioni migliori

      • Si 🙂 sono le bocchette dell’aria.
        Riguardo ai tempi di di ricarica, ne sapremo di più quando potremo provarle più estensivamente

  3. Concordo che la Atto 3 è il modello più interessante, anche se io avrei voluto provare la Seal, la berlina “economica” (rispetto alla Han) considerata diretta rivale della Model 3 (addirittura …).

    Per quanto riguarda i prezzi, ho sensazioni negative. Temo che BYD vorrà proporsi come premium in Europa e quindi aspettiamoci prezzi gonfiati rispetto al listino cinese, anche se stento a immaginare una Atto 3 più costosa di una Marvel R, sarebbe davvero stupida come mossa. Sperando che BYD ci sorprenda piacevolmente …

    Interessante sarebbe conoscere anche le formule per la garanzia di questi veicoli e i relativi piani di manutenzione.

    Spero comunque di poter vedere la prova della HAN.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome