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Ho guidato 20 elettriche / Vi racconto le mie impressioni

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ho guidato 20 elettriche
Paolo Mariano

Ho guidato 20 elettriche. Ho iniziato nel 2013, con BMW i3, quando il mercato offriva davvero poco. E nel 2018, quando ho avuto bisogno di acquistare un’auto, ho scelto Volkswagen E-Golf. Ma il mio lavoro, unito alla passione, e a quella che nel tempo è diventata una professione, mi ha portato a bordo di Tesla Model S, Model X e Model 3, Mazda MX-30, Fiat 500 elettrica, Volkswagen e-Up, BMW iX3, Mercedes EQA, Volkswagen ID.3 e ID.4, Hyundai Kona (prima e seconda versione), Dacia Spring, Renault Zoe, Volvo XC40 bev, Citroen e-C4, DS3 Crossback E-Tense, Peugeot e-208, Audi Q4 e-tron. Vi racconto come è andata. Cosa mi è piaciuto e cosa no. 

auto elettrica
BMW i3

Ho guidato 20 elettriche. La prima che ho provato è stata BMW i3

Si tratta della prima auto elettrica sulla quale ho messo le mani. Era il 2013… Le uniche altre elettriche delle quali si sentiva parlare erano le Tesla. Mi ricordava molto un’auto termica che avevo molto apprezzato in passato: Audi A2. Me la ricordava non solo per la forma, da piccola monovolume, ma anche per alcune scelte fuori dagli schemi: se da una parte Audi aveva optato per un telaio completamente in alluminio, su i3, per la prima volta in un’auto di grande produzione, il telaio era in plastica rinforzata con fibra di carbonio. Auto compatta, a trazione posteriore, dal design molto futuristico. Molto curata nei materiali e negli assemblaggi. Vera sportiva premium compatta. Negli anni ha visto tre upgrade di batteria, raddoppiando la propria autonomia iniziale. A mio avviso è tutt’ora un’elettrica premium interessante. Difetti? Molto suscettibile al vento laterale. In autostrada, con vento laterale molto forte, può diventare ingovernabile.

La mia prima auto elettrica: Volkswagen E-Golf

E’ stata la mia prima auto elettrica. L’ho guidata per due anni e 100.000 km, la durata del mio progetto valore Volkswagen (formula di finanziamento con possibilità di restituzione al termine del secondo anno). Per me sostanzialmente un noleggio. Una Golf in tutto e per tutto. Livello di finitura elevato, materiali di ottima fattura, grandissima efficienza. E-Golf nasceva su una piattaforma condivisa con le trazioni termiche e persino ibride, ma è un’auto che non ha posto comunque alcun limite alle mie necessità di mobilità.

e-Golf
La mia e-Golf

In 2 anni ho percorso 100.000 km senza mai dover rinunciare a uno spostamento. Estremamente confortevole e con un’autonomia ancora molto interessante (grazie alla sua efficienza), nonostante ormai un po’ fuori dagli standard di categoria. Cosa ho apprezzato meno? Il suo rapidgate in caso di spostamenti autostradali a lungo raggio in estate. La batteria non è climatizzata e si scalda facilmente dopo ore di viaggi autostradali con temperature superiori ai 30 gradi.

C’è chi ci ha percorso ad oggi oltre 200.000 km senza alcun problema. Qui un’intervista a Gabriele, quando ci ha raccontato i primi 185.000.

Ho guidato 20 elettriche/ Tesla Model 3 LR, uno dei riferimenti di mercato

Quando si parla all’auto elettrica è uno dei primi modelli a essere citato. E si tratta sicuramente di una delle auto più vendute. Presenta il vantaggio di poter accedere, in quanto Tesla appunto, alla rete di ricarica proprietaria dei supercharger. Fa dell’efficienza e delle prestazioni i suoi cavalli di battaglia. Ne ho apprezzato moltissimo la pulizia delle linee, l’essenzialità della progettazione e la razionalità dell’interfaccia. Anche se, eliminare completamente i tasti fisici, in determinate situazioni, comporta una riduzione della sicurezza a bordo. Mi è piaciuta la possibilità, complice la rete di supercharger, di raggiungere comodamente qualsiasi destinazione con il supporto di un sistema di pianificazione dei viaggi davvero molto ben realizzato. Non mi sono piaciute le finiture, la qualità degli assemblaggi e la scelta di alcuni materiali. Anche se, per dovere di cronaca, devo ammettere che nelle più recenti produzioni si sono visti molti miglioramenti.

Tesla Model X, esageratamente americana

52 mila km col Model X
Michele con la sua Tesla Model X: dopo oltre 50 mila km “più che soddisfatto”. Qui il link all’intervista

SUV sportivo davvero mastodontico eppure estremamente semplice da gestire. Spazio di bordo sopra le aspettative europee. Potenza e accelerazione fino ad oggi sconosciute per un veicolo di queste dimensioni. Buona insonorizzazione ma molto lontana da quella delle concorrenti tedesche che sono arrivate in seguito. Alcune soluzioni tecniche, come l’apertura delle porte ad ali di falco, sono di grande impatto scenico, ma agli effetti poco pratiche. Un’auto, in definitiva, a mio avviso poco adatta al pubblico italiano.

Ho guidato 20 elettriche/ Tesla Model S, berlina spaziosa e performante

Si tratta di una berlina di grandi dimensioni e conosciuta per essere una delle auto elettriche capaci delle migliori prestazioni, soprattutto nella sua ultima versione Plaid. Alla guida è molto piacevole, non solo per la coppia esuberante, ma anche per la capacità delle sospensioni pneumatiche di restituire un confort molto elevato. Peccato, anche in questo caso, che la qualità costruttiva generale non sia all’altezza delle alternative premium europee. Ma non è detto che all’acquirente di un’auto come questa ciò importi più di tanto.

Mazda MX-30, la compatta premium con poca autonomia

Auto compatta con batteria di dimensioni inferiori alla media della generazione attuale. Tuttavia ciò è compensato da un livello di finiture e materiali tali da renderla sostanzialmente un’auto premium. Se le nostre necessità di mobilità e se diamo una grande importanza al confort a bordo può essere un’ottima soluzione. La ricarica Fast limitata a 30 kW e i consumi autostradali sopra la media possono costringere in alcuni casi a limitare la velocità in caso di spostamenti a medio raggio. Sconsigliati invece con quest’auto i viaggi sopra i 400 km di distanza. Qui il link al resoconto di una nostra lettrice, Serena, dopo il suoi primi 5.000 km.

Ho guidato 20 elettriche/ Fiat 500e – l’icona che si fa pagare

Molto ben progettata e realizzata. In un corpo compatto ed iconico i tecnici sono riusciti a stoccare energia a sufficienza per dotare quest’auto di un’autonomia di 320 km nel ciclo WLTP (con batteria da 42 kWh). Autonomia che in città può raggiungere molto facilmente i 400 km reali. Si tratta di un’auto modaiola, e questo vale anche per la sua controparte termica. Ciò che si paga è quindi in parte anche il fatto che 500 è un’icona di stile. Si paga la sua desiderabilità. Ma, come detto, l’auto è molto ben realizzata ed è predisposta per la ricarica ultra Fast fino a 85 kW. In 5 minuti si recupera energia utile a percorrere circa 50 km in città. Scongiurando anche gli eventuali disagi dovuti a situazioni di emergenza. L’abbiamo messa alla prova qui.

Volkswagen e-Up – regge il peso degli anni

Si tratta del primo progetto elettrico di Volkswagen. Nonostante sia nata su una piattaforma condivisa con il termico, si è sempre distinta per un’alta efficienza. E ancora oggi (nella versione attuale monta una batteria da 37 kWh) si difende molto bene dalla concorrenza. La qualità della verniciatura, dei materiali e degli assemblaggi in genere è quella alla quale ci ha da sempre abituati Volkswagen. Persino in autostrada si viaggia con un discreto confort. Peccato che, a differenza di altre citycar (come ad esempio Renault Twingo) la batteria non sia climatizzata. Questo, negli eventuali spostamenti di lungo raggio (specie se estivi), porta al fenomeno del rapidgate e costringe a soste lunghe. Ma l’auto nasce fondamentalmente per la città. E qui da davvero il meglio di sé, con consumi estremamente contenuti. L’ho provata d’inverno, per metterne alla prova i consumi in una condizione difficile.

Ho guidato 20 elettriche/ BMW iX3 – la prima vera full electric di BMW

Pur non nascendo elettrica, ma su una base condivisa con i motori endotermici, grazie all’affinamento dell’aerodinamica e a un motore molto efficiente, BMW iX3 è in grado di offrire un’autonomia molto elevata, di oltre 450 km nel ciclo WLTP. Non è quindi difficile percorrere oltre 350 km a velocità da codice in autostrada prima di doversi fermare per una ricarica. Km che si percorrono con un alto confort di bordo, circondati da un’atmosfera ovattata. Davvero difficile trovarle dei difetti. Si tratta certamente della prima full electric di BMW che si può utilizzare quasi come una termica. Qui la nostra prova su 400 km di autostrada.

Mercedes EQA – non tutto il confort che mi sarei immaginato

La Mercedes EQA on un pausa del nostro test: è l’elettrica più abbordabile nella gamma della Stella.

Mercedes EQA è un suv compatto molto ben realizzato. Estremamente silenzioso anche alle andature autostradali si è dimostrato appena un po’ troppo rigido nelle sospensioni. Perlomeno un po’ di più di quanto mi sarei atteso da un’auto di questo tipo. Ma nulla di preoccupante. Su fondi a bassa aderenza si fanno sentire i limiti della trazione anteriore. Diventa infatti più difficile scaricare a terra i tanti cavalli dell’auto. In condizioni di aderenza standard le sospensioni invece aiutano parecchio e quasi non ci si accorge di essere a bordo di un’elettrica a trazione anteriore. Gli interni sono degni del blasone del marchio e lo spazio a disposizione è moltissimo. Si viaggia molto comodi anche nei sedili posteriori. L’autonomia è in linea con la concorrenza.

Ho guidato 20 elettriche/ Volkswagen ID.3 – la mia scelta, equilibrata

L’ho scelta in sostituzione della mia precedente, una e-Golf. Volkswagen ID.3 raccoglie l’eredità di e-Golf e ne porta certamente il fardello. E’ stata criticata da molti, soprattutto all’inizio, per la bassa qualità dei materiali utilizzati e per i bug di un software forse troppo immaturo per essere commercializzato. Qualcuno ritiene persino che, al di là dell’immaturità, ci sia stato un vero e proprio errore nella scelta dell’architettura stessa del sistema. Ad ogni modo, a oggi, dopo vari aggiornamenti e un certo numero di fermi auto dovuti ai problemi più disparati, l’auto sembra aver raggiunto la sua maturità. E se le critiche relative ai materiali non sono del tutto campate per aria (non siamo certo ai livelli di Golf 7), nel complesso l’auto è molto godibile. Oltre a poter vantare il fatto di essere tra le più efficienti elettriche in commercio. Qui parlo più diffusamente dei pro e contro di quest’auto.

Volkswagen ID.4 – auto dal grande confort e dall’autonomia adeguata ai lunghi viaggi

Qui, rispetto a Mercedes EQA il confort generale di bordo è decisamente più elevato. Forse appena inferiore la silenziosità alle velocità autostradali ma senza dubbio migliore la capacità di isolare l’abitacolo dal suolo, anche con fondi stradali sconnessi. A bordo di Volkswagen ID.4 si possono macinare km e km senza sentirne il peso. Questo anche grazie a una dotazione davvero completa: dall’head up display a realtà aumentata, a sedili sportivi molto comodi e con possibilità di massaggio, passando attraverso un sistema di infotainment che ha ormai raggiunto la sua maturità. Qualche nota negativa per l’utilizzo di alcune plastiche che meglio si addicono ad auto di categoria nettamente inferiore. Ma nel complesso un ottimo progetto. Ecco la mia prova.

Hyundai Kona 2021 – compatta per chi macina km

Hyundai Kona 2021 è considerata l’elettrica compatta per chi deve percorrere molti km. Nella sua ultima versione, nonostante una batteria di “soli” 64 kWh, è in grado di coprire 300 km a velocità autostradale prima di doversi fermare per una ricarica. E rispetto alla prima generazione, è diventata decisamente più morbida su fondi stradali sconnessi. Molto buoni quindi i consumi. Con una media autostradale di poco superiore ai 20 kWh/100 km e medie cittadine attorno ai 12. Peccato per gli spazi non proprio generosi. E per un bagagliaio davvero troppo piccolo per un’auto di questo tipo.

Ecco il test autostradale di 300 km.

Dacia Spring – l’elettrica più economica ha un buon rapporto prezzo qualità

Dacia Spring è l’elettrica più economica che è possibile acquistare in Italia. Il suo prezzo di listino, di 19.600,00 Euro la pone come la prima scelta per chi desidera una citycar elettrica e vuole spendere il meno possibile. Sono soldi ben spesi? Per quanto ho potuto verificare si, lo sono. L’auto è ben realizzata. Il connubio motore – batteria molto ben bilanciato in un’ottica di contenimento dei costi e di realizzazione di performance adeguate all’utilizzo. Spring non incolla certo al sedile, ma si muove con molta agilità in città e sulle strade extraurbane, molto meglio di una pari auto termica, costretta all’utilizzo di motori piccoli e poco potenti. E non va in difficoltà nemmeno in autostrada. Brava Dacia! Qui la nostra prima presa di contatto con l’auto.

Renault Zoe – quasi dieci anni di storia al servizio del cliente

La Renault Zoe sempre più leader tra le auto elettriche, con oltre 500 immatricolazioni anche in agosto.

Renault Zoe è tra le auto elettriche più diffuse. La sua formula probabilmente è un giusto mix tra dimensioni, autonomia e prezzo. Non trascurabile la possibilità di ricaricarla fino a 22 kW di potenza in corrente alternata. Caratteristica questa che poche auto in commercio possono vantare. Si sceglie quindi per sua versatilità e per la maturità di un progetto che, a suon di rinnovamenti, ha ormai quasi 10 anni alle spalle. Con i suoi oltre 280 km di autonomia in autostrada e gli oltre 350 km in città, è riuscita a conquistare la fiducia di molti.

Volvo XC40 BEV – potenza esagerata

Nella versione da me provata, l’unica al momento disponibile, è un SUV compatto dalle prestazioni letteralmente esagerate. Esagerate rispetto alla struttura dell’auto, alle caratteristiche di sterzo e sospensioni, alla vocazione generale dell’auto. Certo, le prestazioni in un’auto sono parte del gioco. E possono contribuire anche alla sicurezza. Ma qui forse si è fatto il passo un po’ più lungo della gamba. Personalmente avrei forse dedicato qualche attenzione in più agli assemblaggi degli interni che, almeno nell’esemplare in prova, presentavano numerosi scricchiolii. Nel complesso una bella auto, ma forse saranno preferibili le versioni meno “pompate”. Ecco la mia prova.

Citroen e-C4 – grande efficienza ma poco intuitiva

Una Citroen e-C4 (foto d’archivio)

Citroen e-C4 si associa, per merito del marketing di Citroen, a un sistema di sospensioni che dovrebbe garantire un isolamento sconosciuto alla categoria delle auto compatte. Un sistema di smorzatori idraulici progressivi dovrebbe rendere possibile un effetto “tappeto volante” che di fatto, personalmente, non ho rilevato. Quello che ho rilevato invece è una potenziale estrema efficienza. Non è difficile mantenere medie di 12/13 kWh/100 km nell’ambito urbano ed extraurbano. Ottime per un’auto con batteria da 50 kWh. Il confort a bordo è comunque discreto. A mio avviso davvero poco intuitiva l’interfaccia dei comandi, questo vale anche per la sorella DS3, e l’infotainment in generale.

DS3 Crossback E-Tense – record di silenziosità per la categoria

DS3 Crossback E-Tense
La DS 3 Crossback E-Tense dichiara 400 km di autonomia con 50 kWh di batterie.

Dovrebbe fare della raffinatezza il suo maggior punto di forza, ma, come detto, l’effetto ottenuto dal disegno e dai comandi della plancia è piuttosto di scarsa intuitività. Per il resto l’auto è ben realizzata, l’efficienza molto elevata e del tutto simile a quella di Citroen e-C4. Forse con un livello di insonorizzazione, specie a velocità autostradale, ancora più elevato. Molto buono anche lo spazio a bordo anche per il passeggeri dei sedili posteriori. Peccato per il bagagliaio, piuttosto risicato.

Peugeot e-208 – l’elettrica per i neopatentati

Rispetto a DS3 ed e-C4 forse quella che maggiormente potrà essere apprezzata da un pubblico più giovane. Il confort a bordo è molto buono. E anche i consumi sono nella norma, almeno fino a quando non la si porta in autostrada, dove le medie si alzano notevolmente e raggiungono valori di 22/23 kWh/100 km. Riducendo quindi l’autonomia autostradale a circa 210 km. Non moltissimo per un’auto con batteria da 50 kWh.

Ho guidato 20 elettriche/ Audi Q4 e-tron – certamente quella che ho più apprezzato

L’Audi Q4 e-tron quattro della nostra prova al rifugio Malga Ritorto di Madonna di Campiglio

Senza alcun dubbio una delle più belle auto elettriche da me provate. Mix eccellente di design, tecnica e confort. Ho provato la versione top di gamma con doppio motore e 220 kW di potenza complessiva. Prestazioni notevoli anche se sempre molto “addomesticate” (e questo forse per alcuni sarà un difetto) e mai brutali. Silenziosità di marcia al top. Handling e tenuta di strada molto oltre le normali necessità della guida nei limiti del codice della strada. Isolamento dal fondo stradale quasi al livello di auto di categoria superiore (e dotate di sospensioni pneumatiche). Grande sfoggio di tecnologia inedita (ad esempio l’impianto di illuminazione matrix con firma luminosa personalizzabile) e la capacità di ricaricarsi presso colonnine ultra fast a velocità ben oltre la soglia massima dichiarata. Una nota negativa solo per la scelta di alcune plastiche lucide degli interni e di alcuni pannelli di tappezzeria, troppo delicati. La nostra prova a questo link.

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Vesper
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38 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    ma sulle auto elettriche tipo Dacia Spring che NON hanno la “P” sul cambio automatico:
    – come bisogna lasciare il selettore quando si accende l’auto, su “N”, “D” o è indifferente ?
    – quando si parcheggia l’auto e la si lascia in sosta, in “D” o in “N” o in “R” nel caso sia in discesa ?

    questi dubbi perchè avendo solo il freno a mano meccanico potrebbe non essere sufficiente in caso di soste in pendenza, o sbaglio ?

    Grazie
    Roberto

  2. Ho trovato molto interessante il suo articolo. Premetto che ho un’auto a benzina e onestamente dovessi cambiare auto non ne acquisterei una elettrica per un motivo che le vado ad esporre: in Italia e credo anche in altri stati, non penso ci sia la possibilità di ricaricare facilmente le batterie. Si immagini nel mese di agosto o nei week end le code che si formerebbero nelle aree di servizio autostradali in particolare. Se ho capito bene una mezz’ora per la ricarica è indispensabile, pensi a quante colonnine ci vorrebbero… Spero che nel futuro la ricarica si possa fare in molto meno tempo, perché a mio parere, attualmente nelle lunghe distanze la vettura elettrica ha dei limiti notevoli.

    • Buon giorno Gian Piero,
      grazie.
      Provo a risponderle qui anche se l’argomento è complesso e i moltissimi articoli che pubblichiamo ogni giorno ne affrontano di volta in volta un aspetto.
      Chi oggi guida un’auto elettrica, di base, la ricarica a casa propria o comunque la ricarica quando in ogni caso sarebbe parcheggiata (al lavoro, al supermercato, in palestra, al ristorante…). Quindi nessun tempo di attesa e nessuna coda. Ci sono molte persone che percorrono decine di migliaia di km all’anno in elettrico e non hanno mai caricato presso una colonnina pubblica.
      Quando si affronta un lungo viaggio, se la distanza da coprire non supera l’autonomia dell’auto, non si ricarica in itinere ma una volta giunti a destinazione.
      Solo nel caso in cui il percorso supera l’autonomia dell’auto (in media un’elettrica moderna gestisce circa 250/300 km autostradali o 400 km di percorsi extraurbani) si effettua una ricarica fast in itinere. Ma in questo caso si ricarica solo il necessario per arrivare a destinazione. Alle volte anche 5 minuti possono bastare.
      Se vuole provare a fare qualche simulazione, può scaricare un’app della quale abbiamo parlato spesso. Si chiama ABRP e le consente di pianificare un percorso e capire se ha bisogno di ricariche intermedie per farlo, dove si trovano e di quanti minuti di ricarica ha bisogno. Si accorgerà che i tempi di percorrenza in elettrico non sono così diversi da quelli che si hanno con un’auto termica.
      Forse mi dirà: eh, ma devo cambiare qualche mia abitudine se voglio un’elettrica!
      Si, è vero. Ma non mi sembra così tragico. A meno che lei non possa ricaricare a casa, e a meno che lei percorra moltissimi km al giorno ogni giorno. E questi cambiamenti li farebbe a fronte di un risparmio economico e di emissioni estremamente più ridotte.
      Riguardo all’affollamento alle colonnine, è evidente che in ogni caso, al crescere del parco elettrico, dovranno crescere di conseguenza anche gli stalli di ricarica. E questo sta succedendo. La posso comunque tranquillizzare sul fatto che, fino a oggi, non mi è mai capitato di dover attendere più di qualche minuto per ricaricare. Ed è successo poche volte.
      Nel mio test di 1300 km in un giorno in ID.3 non ho trovato auto in carica nelle colonnine a fianco alla mia in nessuna delle stazioni di ricarica dove mi sono fermato.
      Continui a leggerci e magari vada a leggere anche le nostre prove passate.
      Grazie!

      • E, per forza non ha atteso per la ricarica, le auto elettriche si contano con le dita di una mano !!

      • Non vorrei rischiare di sembrare polemico.
        Credo che occorra essere trasparenti e chiari. L’auto elettrica ha numerosissimi svantaggi e qualche vantaggio se comparata alla più sfigata delle termiche. Partiamo da qui.
        Dire che in caso di ressa alle stazioni di servizio, non ci sarebbero problemi, è francamente inaccettabile. Non esiste scenario possibile che possa accogliere 400 macchine tutte in attesa di ricarica (fosse pure di 5 minuti). E nei giorni da bollino rosso sulle autostrade, ci sarebbe l’aggravante caldo (l’autonomia delle elettriche scenderebbe peraltro) che porterebbe la gente a litigare.
        L’auto elettrica NON è una alternativa alle termiche, benché abbia, come detto, qualche (trascurabile?) vantaggio.
        Non è ipotizzabile un viaggio con bambini e cane al seguito.
        Qualche matto lo farà pure, ma c’è chi fa la Parigi-Pechino con una Bugatti degli anni’20. Ciò non significa che tutti possano farlo e che possano permetterselo.
        Sono dubbi che hanno tutti.
        Conosco un possessore di ID3 che già dopo 4 mesi si è pentito dell’acquisto.
        Da Salerno a Maratea e ritorno (con carro attrezzi…)

        Comincerei da qui. Un po’ di onestà intellettuale…

        • Sei un po’ confuso ( o lo fai di proposito). Le auto elettriche hanno molti più vantaggi che svantaggi non so dove hai letto ma credo che dovresti informarti altrove! L’auto elettrica oggi già è un’alternativa valida al termico nel 90% dei casi. Ipotizzare viaggi è si più complicato se ci sono poche infrastrutture pubbliche ma se possibile con una buona programmazione e un po’ di più di tempo in più è perfettamente fattibile. Hai messo l’1% di coloro che si pentono dato che oltre il 95% non tornerebbe indietro. Un po’ di disonestà intellettuale nel tuo post è poco direi….!!!!

        • Come ha ampiamente dimostrato con le sue sballate convizioni sul sistema elettrico italiano, lei è solito parlare di ciò che non conosce. La controprova è questo commento. Poi chiede a noi onestà intellettuale?

  3. Buongiorno Paolo Mariano, il suo è come sempre un articolo bello, esaustivo ed obiettivo. Ho comprato la mia prima auto elettrica a 47 anni, dopo 29 anni di auto termiche benzina, diesel e GPL. Ritirata l’auto sono partito da Ravenna per le ferie a Corvara in Badia, senza nessuna esperienza in ricarica e guida elettrica, sono riuscito a fare le vacanze più serene della mia vita! Girare in elettrico è facile anche per uno di mezza età come me. Grazie alla provincia di Bolzano veramente ben strutturata per l’elettrico, non ho avuto nessun problema di riferimento, nonostante la mia id3 abbia solo 45 kWh di batteria, non sentendo mai sentito la necessità di avere un autonomia maggiore.

    • Qualcuno mi deve spiegare come si possono fare in elettrico 100.000 km in due anni !!! Considerando 250 giorni lavorativi l’anno vuol dire 200 km al giorno !!!! Per cortesia, non dite cazzate sulla mobilità elettrica e fatevi due botte di conti in termini di costi di ricarica, tempi di attesa per la ricarica, affidabilità temporale delle batterie di ricarica, accessibilità delle stazioni di ricarica, costi dell’auto elettrica, per non parlare delle attuali guerre per accaparrarsi il Litio….e mi fermo. Sviluppiamo il GPL e il metano e per l’elettrico…. aspettiamo un po’

      • Evitiamo frasi del tipo “non dite cazzate”, noi rispettiamo il parere di tutti senza offendere nessuno e vorremmo che i si attenesse a questa linea.

      • Buona sera Paolo,
        non sia scortese. Non ce n’è motivo.
        Vivo a Riva del Garda e lavoro a Bolzano. Fino a prima della pandemia, percorrevo oltre 200 km al giorno dal lunedì al venerdì solo per recarmi al lavoro. E oltre 300 km in media il fine settimana.
        La mia media mensile era infatti di circa 5.500 km al mese. Il chilometraggio totale, se non fosse stato per la pandemia, sarebbe quindi stato di oltre 130.000 km al termine dei due anni.
        https://www.vaielettrico.it/la-mia-vita-in-e-golf-5-500-km-al-mese/
        I conti, sig. Paolo, noi ce li facciamo in continuazione. Lei invece quali conti ha fatto? Ci vogliamo confrontare?
        Resto in attesa. Probabilmente vana.

      • Pensate prima di scrivere cose fantasiose grazie. Un semplice calcolo prima sarebbe dovuto, anche perchè chi ha percorrenze così alte può tranquillamente farlo con i supercharger tesla e la long range ha autonomie ben oltre i 200km…

        • Peraltro io i 100.000 km in due anni li ho fatti quasi esclusivamente ricaricando a casa e in azienda, senza utilizzare fast.

          • Certamente è già possibile farlo anche da casa aumentando la potenza dell’impianto portandolo ad esempio a 6kW che caricando dalle 24 alle 7 sono almeno 40 kW. Ad oggi è perfettamente fattibile, io volevo dar modo di star tranquilli e comodi anche per chi non ha o vuole caricare a casa 😉

          • All’epoca il mio impianto era da 3,7 kW. Ricaricando la notte, quando tutto il resto era spento, non avevo nemmeno aumentato la potenza di fornitura.

  4. Leggere le impressioni da parte di una persona con una esperienza così ampia sicuramente contribuisce ad avvicinare le persone all’elettrico..anche grazie ai suoi video abbiamo preso id3 pro ad aprile ed a ora siamo a 10.000km..semplicemente fantastica..unico appunto sul comando vocale..lentino ed impreciso…sarebbe stato favoloso poter gestire in toto la climatizzazione…oppure aprire i finestrini..o comandare le luci interne…ci potrebbero essere possibilità con gli ota?

    • Buon giorno Greta,
      Mi fa piacere. 🙂
      Si, immagino che sia tecnicamente possibile ma non so quanto questo sia nei progetti di Volkswagen.

  5. Bella lettura, immediata nella sintesi della sua esperienza di guida delle varie auto da lei provate. Io a forza di guardare i vari suoi video postati su Youtube (e i tanti altri esistenti anche esteri) e le letture degli tanti articoli sull’argomento, da maggio sono un più che soddisfatto proprietario di una ID3 (modello Family), con la quale ho percorso, sinora, circa 6.500 km. Abito sotto il Monviso e giornalmente percorro poco più di 100 km (casa – ufficio in Cuneo). Sinora ho una media di consumo di 13,3 kwh/100 km, che reputo buona in considerazione che guido la macchina come fosse la precedente e che i miei percorsi sono spesso in montagna.
    Ho fatto alcuni viaggi “lunghi” in Liguria senza alcuna preoccupazione di ricarica; anzi, attraverso la frenata rigenerativa, visti i dislivelli dell’autostrada, una carica completa mi è stata più che sufficiente a percorrere l’intero tragitto (circa 350 km).
    Ho letto e sentito commenti non entusiastici sulle plastiche utilizzate ma io prima avevo una T-Roc e anche lì di plastica ce n’era quanto basta; io, al riguardo non sono così negativo. A me la ID3 piace così com’è.
    Anche a livello di strumentazione, in fin dei conti la trovo esauriente nelle informazioni fornite. Sto aspettando l’aggiornamento del software alla versione 2.3.
    Se devo proprio lamentarmi di qualcosa evidenzierei il fatto che sul mio modello non esistono le casse audio posteriori; non che pretendo un impianto professionale, ma due casse anche per i posti posteriori non penso avrebbe inciso sul prezzo.
    Altra lamentela, forse per me più importante, riguarda il gancio traino (da utilizzare solo per il trasporto di bici), per il quale ho già speso telefonate e pec con il servizio assistenza e il concessionario dove ho comprato l’auto. Quando ero in trattativa per l’acquisto, tale accessorio mi è stato detto che sarebbe stato possibile montarlo anche in post-vendita ma a tutt’oggi non se ne sa nulla… speriamo in bene, perché altrimenti non c’è modo di portare le bici se non smontate all’interno della macchina.
    Comunque, trovo la macchina interessante nella guida di tutti i giorni, con percorrenze complessive che si attestano a circa 400 km (io ricarico la batteria al 90%).

  6. ….non vedo comunque nessun accenno alle Opel Corsa e -Mokka e…..forse le uniche europee con un buon rapporto qualità- autonomia- prezzo …. perché non le ha mai trattate?

  7. Interessante articolo anche se fai troppa pubblicità a Volkswagen che nell’elettrico non brilla sicuramente….la e-golf era un aborto come impostazione e autonomia …ridicola!….id3 e id4 promettono mari e monti senza mantenere manco la metà delle autonomie dichiarate…..non parliamo poi degli interni scarsi e spartani!…..volete comprare elettrico?…..o Dacia spring…o Nissan…. o tesla….dipende dal vostro portafoglio….le altre le vedo molto inutili…..

    • La pubblicità è quando si viene pagati per scrivere bene di un prodotto. Non è davvero questo il caso. Io scrivo liberamente ciò che rilevo ogni giorno nelle mie prove. L’autonomia non è l’unico parametro di valutazione per un’auto. In alcuni frangenti un’alta autonomia può essere persino un limite. ID.3 e ID.4 consentono autonomie reali del tutto in linea con quelle dichiarate nel ciclo WLTP, come si può vedere anche dalle prove effettuate.

  8. Grazie Paolo, ho letto con molto interesse sia dei pro che dei contro dei vari modelli. È rincuorante vedere l’ampia scelta di modelli ormai disponibili. A quando una carrellata o un confronto sulla rapidità di ricarica dei vari modelli?
    Saluti

    • Buon giorno Gianluigi, grazie.
      Riguardo a quanto da lei suggerito, sto lavorando proprio a qualcosa del genere… 🙂

  9. Buongiorno Paolo,
    avrei bisogno di un consiglio se possibile.
    Ho acquistato la mia prima auto full electric (dacia spring confort plus), mi arriverà quest’autunno.
    Per ricaricare l’auto vorrei installare nel mio box privato una stazione di ricarica da 7,4 kwh.
    Ho letto un po in giro per internet ma sono ancora molto indeciso:
    – meglio una wallbox fissa oppure una stazione di ricarica mobile
    – qual’è secondo voi la scelta migliore come vendor (SILLA, PULSAR, MOREC, ETC)

    Grazie
    Roberto

    • Buon giorno Roberto,
      non posso consigliarle un modello in particolare.
      Soprattutto senza conoscere le sue necessità specifiche.
      Eventualmente ci scriva a info@vaielettrico.it con qualche dettaglio in più e cercheremo di aiutarla se possibile.

  10. Io ho ordinato da Dorigoni una id3 pro s a luglio. Non vedo l’ ora che arrivi (sperando che i tempi vengano rispettati)

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