Il Toyota Hilux entra nella sua nona generazione e, per la prima volta dal 1968, si elettrifica. Una svolta storica per il celebre pick-up giapponese, che si prepara ad aggredire i mercati in un’inedita versione 100% elettrica. E tra due anni arriva anche il modello d idrogeno.
L’arrivo del Hilux elettrico è una chiara risposta di Toyota all’offensiva dei costruttori cinesi, che stanno invadendo il mercato globale dei pick-up a zero emissioni. Marchi come BYD, Maxus e altri player emergenti hanno già lanciato modelli elettrificati o ibridi plug-in, spingendo i giapponesi a reagire.
S’allarga la famiglia dei pick-up elettrici Usa, ma il mercato non decolla
Fuori dagli Stati Uniti (dove domina la gamma Tacoma), Hilux è da anni uno dei pick-up più apprezzati e venduti, con mezzo milione di unità consegnate ogni anno. Il suo debutto elettrico rappresenta dunque un segnale strategico chiaro. Toyota non vuole perdere terreno in un segmento che potrebbe crescere rapidamente in Europa, Asia e Oceania grazie alla transizione verso la mobilità sostenibile.

Identità chiara, prestazioni così così…
Nell’approccio “multi-energetico” lanciato da Toyota, il nuovo Hilux Electric avrà un ruolo importante.
L’evoluzione BEV non va ad intaccare i tratti distintivi di robustezza ed affidabilità del pick-up. La struttura body-on-frame viene mantenuta, ma riprogettata per proteggere la batteria. La profondità di guado resta identica a quella della versione termica, confermando una certa vocazione avventurosa del veicolo.
Il sistema di propulsione prevede una batteria da 59,2 kWh e due assali motorizzati che assicurano trazione integrale permanente. La coppia combinata supera i 470 Nm. L’autonomia dichiarata è di circa 240 km WLTP, un valore non eccezionale, ma comunque in linea con le esigenze di utilizzo quotidiano e professionale. La ricarica rapida a 150 kW promette tempi di fermo ridotti, elemento fondamentale per l’uso intensivo in ambito lavorativo.
Sul fronte praticità, il carico utile raggiunge i 715 kg ma la capacità di traino si ferma a 1.600 kg. Un limite forse significativo per chi utilizza il pick-up in ambito professionale.

E dopo l’elettrico arriva l’idrogeno
Anche se i dati tecnici non lo rendono il pick-up più prestazionale sul mercato, il modello giapponese promette di unire la tradizionale solidità con più tecnologia e sostenibilità, in un’unica proposta. Il nuovo Hilux sarà disponibile anche sul mercato italiano nella seconda metà del 2026. Il listino previsto è di circa 70.000 euro.
Toyota punta sulla forte identità del marchio e sulla reputazione di affidabilità di Hilux. Ma in un mercato europeo sempre più attento al rapporto prezzo/prestazioni, il confronto potrebbe risultare difficile. La casa giapponese cercherà probabilmente di compensare con la gamma diversificata: oltre alla nuova versione elettrica, resteranno infatti disponibili le varianti benzina, diesel e mild hybrid a 48V.
E’ stato poi confermato l’arrivo anche di una versione Fuel Cell a idrogeno nel 2028. Un progetto pensato per dimostrare la validità dell’idrogeno nei veicoli da lavoro.
Si tratta di una mossa con cui la casa giapponese intende sostenere la crescita delle infrastrutture di rifornimento anche in Europa, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema dell’idrogeno in linea con gli obiettivi di neutralità climatica fissati dalla UE per il 2035.

- Guarda anche il VIDEO di Marco Berti Quattrini

