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Hai una Jaguar E? Te la trasformano in elettrico

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Avete in garage una vecchia, mitica Jaguar E, l’auto di Diabolik? La Casa inglese ve la trasforma in una modernissima elettrica a emissioni zero.

La Casa garantisce 270 km di autonomia

La decisione di far partire questo progetto è stata presa dopo il successo ottenuto dalla concept mostrata nel settembre del 2017 al Jaguar Land Rover Tech Fest. Si tratta di un lavoro artigianale, che richiede il suo tempo: i primo modelli trasformati nello stabilimento Classic Works di Coventry, nel Regno Unito, verranno consegnati nel 2020. Con l’assicurazione da parte di Jaguar (leggi) che non saranno solo dei preziosi oggetti da far ammirare in garage. Qui si parla di almeno 270 km di autonomia, con un pacco-batterie della capacità di 40 kWh (ricarica in sei-sette ore). Il peso è ridottissimo, grazie all’ampio utilizzo di fibra di carbonio. Oltre naturalmente a un’aerodinamica molto efficace. Il tutto fa dire a Tim Hanning, direttore di Jaguar Land Rover Classic, che l’accelerazione della Jaguar E elettrica sarà superiore a quella dell’originale. Per preservare l’autenticità della vettura, comunque, la conversione ad EV sarà completamente reversibile. “La E-type Zero mantiene inalterato il fascino di questa iconica vettura e rende merito alla nostra esperienza e alla nostra maestria artigianale”, ha aggiunto Hanning, “E dimostra la dedizione di Jaguar Land Rover nel creare veicoli a zero emissioni in ogni ambito, compreso quello delle vetture d’epoca”. 

Le batterie pesano come il sei cilindri originale

Utilizzando molti componenti della Jaguar I-PACE (guarda), gli ingegneri hanno sviluppato un apposito sistema di propulsione elettrica a singola velocità con riduttore. Il pacco-batterie agli ioni di litio ha le stesse dimensioni, lo stesso posizionamento e un peso del tutto simile a quello del motore XK sei cilindri benzina della E-type originale. Il motore elettrico si trova subito a ridosso del pacco-batterie, nella medesima posizione del cambio della E-type. Un nuovo albero di trasmissione invia la potenza ad un differenziale e alla trasmissione finale. L’utilizzo di una motorizzazione elettrica con peso e dimensioni simili al motore a benzina precedente, non ha comportato alcuna modifica alla struttura, alle sospensioni e ai freni. Semplificando notevolmente la trasformazione e mantenendo l’esperienza di guida in linea con la vettura originale. La distribuzione dei pesi è rimasta invariata, quindi l’auto si guida, frena e si comporta come la Jaguar E tradizionale. Oltre all’innovativo sistema di propulsione, la strumentazione modificata e il cruscotto con sistema di infotainment touchscreen (optional), la E-type Zero è in gran parte fedele all’originale. Con i fari LED che completano l’iconico design della Series 1. Il tutto è garantito da Jaguar Land Rover Classic. Il cui team, composto da ingegneri, laureati e apprendisti altamente qualificati, è in costante crescita da quando è stata aperta l’attività, nel giugno del 2017. Il team è specializzato in eccezionali Reborn (rinascite), in restauri completi e nella costruzione di esclusivi modelli “New Original”, come la Jaguar D-type.

Guarda anche: la Jaguar E del 1968 convertita in elettrico per le nozze del principe Harry con Meghan. Con l’auto gli sposi hanno lasciato la Chiesa dove si era svolta la cerimonia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 COMMENTI

  1. Ho sempre pensato che il retrofit elettrico potesse avere delle potenzialità, inizialmente sull’alto di gamma (vedi Jaguar E-Type) ma entro qualche anno anche su auto dal DNA ben più modesto. I prezzi dei componenti necessari per la trasformazione da auto a combustione interna ad elettrica (batterie, inverter, caricabatterie, motori elettrici…) sono in costante diminuzione. Tempo 4-5 anni e basterà un budget di circa € 5.000 per trasformare una media diesel in una media full electric con un’autonomia di 250-300 km reali con la capacità del fast charge. Per un futuro sostenibile, anche dal punto di vista economico oltre che ecologico, bisogna pensare anzitutto al riutilizzo (riconversione, ergo retrofit) delle risorse che già abbiamo prodotto allungandone il ciclo di vita. Solo alla fine di questo ulteriore ciclo si passerà all’ultima fase del riciclaggio. Il retrofit può inoltre essere un’opportunità per tante officine meccaniche che oggi rischiano di chiudere. Chi di loro avrà visione e coraggio di innovare potrà godere di una seconda carriera come specialista in retrofit come per esempio EV West in California
    http://www.evwest.com/catalog/index.php?cPath=40?osCsid=qpknl1et6m40013quf1vtbt346

    • Forse potrebbe farlo una rete di officine, che abbia la capacità tecnologica e finanziaria per cogliere questa opportunità.

      • Ottima idea, la rete Bosch sarebbe ideale. Avrebbero già tutti i componenti in “catalogo” con l’esclusione della batteria che si potrebbe acquistare separatamente a seconda delle esigenze del cliente (con più o meno autonomia).

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