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Ha fatto bene la Polizia locale a non rimuovere l’auto

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Ha fatto bene la Polizia locale a non rimuovere l’auto che, a Riva del Garda,  occupava la piazzola pur avendo terminato la ricarica da ore. È il parere di tre colleghi, che replicano all’ex ispettore di Polizia che ritiene più appropriato il termine di vigili urbani per gli agenti alle dipendenze dei Comuni. 

Ha fatto bene la Polizia… / Senza certezza dell’infrazione non chiami il carro attrezzi

 Il video, cliccatissimo su Youtube, in cui si racconta che cos’è accaduto a Riva del Garda a Paolo Mariano.
“Sono un agente scelto della Polizia Locale di Garbagnate Milanese. Mi duole leggere le parole di questo “collega” ( siamo colleghi solo quando fa comodo…) che purtroppo non conosce la legge. Si, perché è una legge che regolamenta la Polizia Locale (i vigili urbani sono un retaggio del passato), la 65/1986, che equipara la Polizia Locale alle altre forze di Polizia Statali. Non siamo invece forze dell’ordine, quelle identificate con la legge 120. Ma nel territorio di competenza, siamo agenti di polizia giudiziaria al pari della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Anzi, spesso siamo l’unico presidio. Basterebbe confrontarsi con i colleghi di Milano per vedere quanto fa il Radiomobile tutti i giorni o i vari nuclei in tutta la penisola (Pisa, Genova, Brescia…)Per quanto concerne la mancata rimozione su stallo riservato alla ricarica, non avendo certezza dell’infrazione, bene hanno fatto i colleghi a non rimuovere l’auto. Scusate lo sfogo, ma quando fai un lavoro con passione tutti i giorni e lo vedi sminuire con tanta cattiveria è difficile restare inerti. Grazie per quel che fate per divulgare la mobilità elettrica“. Giorgio Vicari

ha fatto bene la poliziaHa fatto bene la Polizia…/ Nessun errore commesso dagli agenti

“Esprimo fermo dissenso per l’articolo da voi pubblicato, lesivo per la categoria della Polizia Locale e fuorviante per i lettori. Mi dispiace constatare così tante inesattezze e luoghi comuni in così poche righe, scomodare morti di mafia  lo trovo vergognoso per tutti i poliziotti caduti in servizio. Sarebbe opportuno verificare le informazioni prima di far uscire un articolo, facendo parlare una persona che non conosce né la legge né la categoria. Ed è rimasto a oltre 40 fa.  Dire che gli agenti abbiamo commesso dei reati lo trovo azzardato,  sia il 328 C.P. che il 323 C.P. parlano chiaro. È evidente che qualcuno ha le idee confuse se se la prenda con agenti che in soli 6 minuti erano lì e hanno cercato di risolvere la problematica nel miglior modo possibile. Effettuare una rimozione e sanzionare non è cosa che si fa a cuor leggero. E se è la prima volta che capita una simile situazione è giusto approfondire prima di commettere errori. Polizia di Stato e Polizie Locali lavorano gomito a gomito ogni giorno per il bene comune.  Ivan

ha fatto bene la PoliziaHa fatto bene la Polizia…/ Sarebbero ripassati un’ora dopo, come da Codice

“Quale vecchio comandante di un corpo intercomunale di polizia locale, ancora in servizio, Vi leggo per formarmi un’opinione sui veicoli elettrici. Quanto all’episodio di Riva del Garda, la norma da poco introdotta nel Codice della Strada all’art. 158 prevede che la violazione si configuri nel lasciare che il veicolo permanga nello spazio di ricarica oltre un’ora dopo il completamento della ricarica. Correttamente hanno agito i colleghi della polizia locale di Riva se hanno omesso di redigere il verbale in mancanza di una propria constatazione del superamento del tempo consentito. Ma, come si evince dall’articolo: “promettendo di passare un’ora dopo a verificare se l’auto incriminata è ancora lì“. Ricordo che il verbale degli agenti gode di fede privilegiata fino a prova del falso solo qualora sia frutto dell’accertamento e della testimonianza visiva diretta degli stessi sui fatti accaduti. E integranti la fattispecie della violazione. Non so dire (non posseggo un’auto elettrica) se su alcune colonnine siano visibili (da tutti) i tempi di inizio e fine carica. Se non ci fossero, proprio per com’è strutturata la norma, sarebbero utili per rilevare le violazioni da parte degli agenti senza dover poi ripassare. Fabrizio Materassi

Ci interessa solo capire che cosa deve succedere in questi casi

Risposta. Cerchiamo di dare spazio a tutte le opinioni e, con questo spirito, avevamo pubblicato anche il contributo dell’ex ispettore di Polizia in pensione. Confutando però quelle che erano solo le sue tesi nella nostra risposta. Non era certo nostra intenzione aprire un dibattito (e tanto meno un dualismo) su poteri e meriti di Polizia di Stato e Polizie Locali. Entrambe operano (e collaborano) in contesti difficili e hanno tutta la nostra stima. Ci premeva capire che cosa succede quando una colonnina viene occupata indebitamente da chi ha già terminato da tempo la ricarica. E tutti questi contributi sono preziosi (per esempio il suggerimento di rendere visibile sul display l’orario di fine ricarica). Con una certezza: l’intervento della Polizia Locale di Riva è avvenuto in tempi molto rapidi, come abbiamo più volte riconosciuto.
Phoenix
Vesper
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52 COMMENTI

  1. Come utente delle ricariche pubbliche sono ovviamente interessato al civile utilizzo di queste infrastrutture che, proprio in quanto bene pubblico, sono disposte sul territorio con lo scopo di rendere disponibile agli utilizzatori dei veicoli elettrici di poter ricaricare il proprio autoveicolo su area pubblica e nel contempo svolgere attività commerciale agli operatori che, a proprie spese, investono in tali infrastrutture.
    Il comportamento incivile che purtroppo si riscontra in taluni casi risulta dunque contemporaneamente lesivo sia degli altri utenti della ricarica sia degli operatori elettrici.
    Questo è dunque il problema che è stato sollevato dal video di Paolo Mariano e che evidenzia come non esista di fatto uno strumento che consenta alle forze di Polizia Locale di accertare il momento dal quale la ricarica sia terminata.
    A tal proposito ho letto uno dei vari commenti che cita, in modo semplicistico, la possibilità di un agente di Polizia Locale di telefonare al gestore dell’infrastruttura per avere l’informativa del momento in cui è terminata la ricarica.
    Non sono affatto esperto in materia ma credo che una simile soluzione non sia affatto sostenibile dal punto di vista giuridico perché è impossibile per un agente qualificarsi in modo inequivocabile tramite telefono e nulla obbliga un addetto del call center dell’operatore a rilasciare tale informazione ad una mera richiesta telefonica e, tantomeno, effettuare a distanza lo sblocco del cavo di ricarica su una richiesta fatta da una persona per la quale non è verificabile il ruolo di pubblico ufficiale.
    Dunque è con un certo sconcerto che ho letto sia le accuse mosse nei confronti dell’operato degli agenti di polizia municipale sia relative polemiche che ne sono seguite da parte degli stessi.
    Se in futuro vogliamo affrontare in modo risolutivo il problema è necessario che siano resi disponibili le informazioni sul tempo di stand-by successivo al termine ricarica di ogni infrastruttura pubblica e dare modo agli agenti di polizia municipale di operare in modo “informatico” (tramite sistemi operativi che siano connessi in modo sicuro agli operatori elettrici che gestiscono le infrastrutture sul territorio) in modo da richiedere il distacco degli abusivi della ricarica senza il dubbio che tali operazioni vengano effettuate in modo illecito e che siano tracciabili dal punto di vista operativo e legale.
    Questo mi sembra il tema e mi sarebbe piaciuto che queste richieste fossero state proposte proprio dagli agenti di polizia locale piuttosto che le sole loro rimostranze, per quanto comprensibili.
    Purtroppo sembra che i nostri legislatori sappiano solo produrre norme senza peraltro fornire gli strumenti idonei di controllo a coloro che poi sono chiamati al controllo e alla repressione degli abusi.
    Buona Pasqua a tutti, sia coloro che vorranno cogliere lo spirito costruttivo del commento sia quanto vorranno esprimere un differente punto di vista.

    • Il fatto è che si voglia o meno risolvere il problema. Ti assicuro che ci sono i modi per dare dei canali riservati e preferenziali alle forze dell’ordine, almeno in altri ambiti. Per cui, se il codice della strada dice che dopo un’ora da fine carica l’auto va sanzionata, basterebbe richiedere ai gestori delle colonnine di interfacciarsi con un sistema accessibile alle forze dell’ordine per controllare.
      Del resto la polizia può controllare in qualunque momento se sei assicurato o meno, quindi per le assicurazioni un sistema di questo tipo esiste, non è fantascienza.

  2. La soluzione c’è basterebbe fare le batterie tutte uguali ed estraibili dall’auto con facilità a quel punto potrebbero essere sostituite direttamente al distributore in pochi minuti. Distributore che poi penserà a ricaricare le stesse e poi rimetterle nel circuito. Avremmo gli stessi vantaggi delle auto termiche risparmiando miliardi di euro in colonnine di ricarica ed i problemi in questione.

    • Sì certo, e quindi spendere decine di miliardi in batterie e logistica creando problemi ancora più grandi.

    • Ci provi lei a fare batterie da 300-400 kg, grandi come un tavolo “facilmente estraibili dall’auto al distributore”. E farne almeno il doppio delle auto circolanti (una sull’auto e una in ricarica, almeno). E stoccarne un centinaio sempre al distributore, tutte in ricarica.

    • A parte il peso delle batterie che arrivano alla mezza tonnellata, ma poi io compro l’auto con le batterie nuove, arrivo al distributore e me le cambiano con un pacco esausto! E quando rivendi l’auto con che pacco la cedi, o la garanzia sulla tua batteria che fine fa? etc etc ma come le pensate certe robe senza senso?

      • C’è un’incomprensione di fondo: si acquista l’auto e si noleggiano le batterie. Per sempre. È un modello completamente diverso, con vantaggi e svantaggi.
        Ad alcuni potrebbe anche convenire, ma non a tutti.
        Insomma, non è l’uovo di Colombo.

        • Ma ancora? Ma credete che cambiare la batteria a un’auto elettrica sia come farlo con lo smartphone?

          Va smontata mezza auto e il pacco batteria pesa 1/3 del peso totale dell’auto. Con le auto in programma per i prossimi 10 anni non è possibile, dove addirittura il pacco batteria è strutturale, per il futuro ci vorrebbe un brevetto e un’operatività comune, incluse attrezzature, uguale per tutti i produttori mondiali di auto. Praticamente le auto elettriche dovrebbero essere tutte uguali a meno di carrozzeria e interni, ma dovrebbero derivare dalla stessa piattaforma compatibile, cosa che non accadrà mai dato che vorrebbe dire obbligare i costruttori a fare tutti la medesima auto.
          Oltretutto tecnicamente le batterie dovrebbero essere piccole e maneggevoli e le stazioni di ricarica diventare delle centrali di ricarica batterie uguali in tutto il mondo e distribuite in tutto il mondo con le medesime tecnologie. Una roba del genere neanche se fossimo in Blade Runner.

          • Ho riletto, ma lei insiste.

            Il noleggio non può esser runa soluzione perché, dato il mercato disomogenea, implicherebbe che nelle stazioni ci sia sempre una batteria disponibile per il mio modello di auto. Le sembra plausibile come possibilità, oltre tutto quello che ho già scritto?

  3. Che noia tutte ste lamentele! Vi siete fatti l’auto a pile in un periodo storico che considerare ACERBO è quantomeno un efumeismo? Ecco, ora dovete anche accettare tutte le rotture di balle ad esso collegate! Avete voluto la bicicletta? Eh mo pedalate! Io nel frattempo me ne sto in giro con la mia GT-R R35 ultra elaborata. All’auto a pile ci penserò quando i tempi saranno maturi. Ossia, a mio avviso, fra una 20/30ina d’anni ALMENO. FORSE.

    APPPPPPPROOPOSITO di colonnine: dato che tutti in futuro avranno diritto di ricaricare la propria auto a pile senza problemi, il che implica un dispiegamento di colonnine a tappeto su tutto il territorio nazionale. Mi chiedo:

    1) come si farà a piazzare colonnine a tappeto in zone come le microvie del centro di Napoli e di Roma (che a Roma sono il 40% del tessuto stradale) o in zone un po’ più, come dire, “popolari”, come Magliana, Torbella, Scampia, Spagnoli e via dicendo dove, nella migliore delle ipotesi, le colonnine, se mai installate, verranno sistematicamente vandalizzate?

    2) considerando che, SOLO A ROMA, ci vorranno centinaia di migliaia di colonnine, diciamo almeno 5/6cento mila ( a Roma i veicoli circolanti sono 1.8 MILIONI) mi chiedo se bisognerà installare nuove centrali elettriche belle cazzute. Oltre che sfasciare tutta la pavimentazione anche del centro storico per passare cavi ancora più cazzuti.

    Io sono molto pragmatico. Quello scritto sopra è assolutamente INFATTIBILE.

    Ora vi dico io come andrà a finire:

    – con l’avvicinarsi del 2035 inizieranno a fare proroghe su proroghe e modifiche legislative che pian piano lasceranno spazio all’uso dei combustibili per motore termico.

    – nel frattempo però avranno raggiunto il vero obiettivo: spingere molti a comprarsi l’elettrico per paura di fare tardi. Stessa cosa che hanno fatto con green pass e minkiate simili.

    Poi il tutto passerà in cavalleria ma nel frattempo molti (di voi) saranno passati alle auto a pile. Io di certo no.

    Vado spesso a sciare in Val Thorens. Con un’auto a pile sarebbe un’odissea infinita in quanto dovrei ricaricare più volte. Con il benzina il problema non esiste. Non rinuncerò MAI a questa comodità. E come me molti, molti, molti altri. Lo stesso zoccolo duro che mai si è fatto mettere all’angolo dal green pass e che oggi gode di ottima salute invece di avere “malori improvvisi”

    Buona fortuna a tutti! 🌹

        • sbagli ..
          è lo stesso film che un secolo fa diceva che serviva un distributore per ogni automobile a scoppio
          invece che una mangiatoia e una fontana per l’abbeveraggio dei cavalli

          il problema de rifernimento delle auto a scoppio è stato risolto ?
          tranne quello del letame dei cavalli e delle auto a scoppio

          le assicuro che anche per le EV è risolto , dato che molti utenti useranno le colonnine poche volte l’anno

          in compenso le ev lascioano poco letame in giro ..

          Buona Pasqua

    • Buongiorno. Totalmente d’accordo con te, quello ché hai scritto riflette pura verità. Un saluto da un appassionato del termico.

  4. Sinceramente, da possessore di una Zoe posso essere d’accordo sullo sconforto che ci può prendere nel non trovare dove ricaricare, un po’ meno sulla possibilità di rimozione. Con l’abbonamento che ho per le colonnine enelx accetto che se sosto oltre l’ora mi venga addebitato 9 cent al minuto, quindi 5,4 euro l’ora … Se decido di pagarlo, mi sento titolato a sostare anche 10 ore, magari non è carino ma sicuramente non è illegale
    Altro discorso è farsi i conti per sapere da quanto non è sotto carica … Che ne sappiamo se quella macchina ha un problema e ricarica ad 1kw ? (Con la Zoe faccio fino ad un ora di bilanciamento) La misurazione del tempo per essere utilizzata per una sanzione deve essere certificata, non basta neanche l’indicazione sulla colonnina, se il software sbaglia e mi conta i minuti a 4 a 4?
    Per me ha fatto benissimo il poliziotto (che come tutti noi non possiamo essere formati su tutto) ad usare l’aiuto da casa e se un superiore su una materia ancora acerba da un indicazione perché non seguirla? Anche perché bisogna vedere cosa il legislatore intenda per “processo di ricarica” cosa diversa da cui che tecnicamente è!
    Anche per il distacco del cavo, è una cosa che va normata, l’operatore che risponde al telefono ed ha il potere di dare il consenso al distacco del cavo deve essere certo di chi lo sta chiamando, onde evitare che chiamo io …
    In più sulle aree private (così mi è sembrato di capire visto che parla di sbarra per l’accesso) andrebbe sentito il proprietario dell’area, la Lidl dove vado a fare la spesa con tutto che a fine carica la colonnina in automatico libera la presa non ha come indicazione quella di staccare il cavo e mettere il mio anche se il posto accanto è libero … (Ho chiesto ai dipendenti)

  5. Questa è l’Italia. Ci sono le leggi e regolamenti da rispettare.
    La Polizia Municipale è nel giusto, ma il.menefreghismo di alcuni automobilisti la fa da padrona.

  6. Peccato che l’agente abbia dichiarato di pensare di conoscere il proprietario del mezzo che guarda caso dopo un pó è spuntato fuori, prima che passasse un’ora dalla prima constatazione, per la rimozione dello stesso evitando così la sanzione.

    • qual’ era l’ effetto che si voleva ottenere?
      liberare lo stallo ? RIUSCITO
      far fare un verbale? MANCATO

    • Infatti ho pensato anche io la stessa cosa. Sicuramente sapevano di chi era, chiesta la visura, capito chi era, gli hanno fatto un fischio. Non pigliamoci in giro. Sarei curioso di sapere se l’auto era targata di un concessionario di Milano o Bologna cosa facevano.
      E poi a casa mia quando i vigili fanno la multa mica chiedono la vista x ogni auto

    • In ogni caso senza avere assoluta certezza dell’orario di fine ricarica non era possibile contestare alcunché.
      Attenzione, la fede privilegiata ex art. 2700 cod. civ. di cui godono i suoi verbali è limitata ESCLUSIVAMENTE a quanto egli riporta in riferimento a propria percezione diretta, non in relazione a deduzioni o altro tipo di apprezzamenti personali; nel caso di specie non si poteva individuare l’orario di fine carica facendo ipotesi sul wattaggio di ricarica!
      Mi spiego meglio: il pubblico ufficiale può verbalizzare contestando la violazione dell’articolo 146 comma 3 del CdS se vede un veicolo che passa con il semaforo rosso ESCLUSIVAMENTE se lo stesso pubblico ufficiale vede la luce rossa del semaforo dal lato del trasgressore; non può “dedurre” che sia passato con il rosso perché dall’altro lato avevano il verde (potrebbe esserci un malfunzionamento e comunque non può verbalizzare di “avere visto che Tizio passasse benché LO STESSO avesse luce rossa nel semaforo).
      Quindi tutte le ipotesi sul “sapeva chi era” non significano nulla perché non poteva comunque verbalizzare.

  7. Spassosi i 3 interventi. Mi è capitato a Mestre, stessa situazione. Auto plug-in per 3 giorni consecutivi attaccata alla presa. Chiamati (perché da soli non controllano nulla, in particolare almeno 100 auto al giorno in divieto nel mio quartiere), fatta multa ma l’auto è rimasta per un altro giorno ! Quindi la segnaletica stradale non ha valore. Diro di piu: auto entra in una via e parcheggia contro mano. Fermata la pattuglia dei vigili, mi rispondono quasi annoiati che non è di loro competenza! ITAGLIA!

    • guardi, non voglio fare l’esterofilo, ma vorrei aggiungere che esiste un solo paese al mondo, tra quelli sviluppati, ma non solo, dove una cosa del genere possa accadere e dove ci sia un numero tale di piagnistei in favore – perché alla fine questo è quello che conta – di cittadini che violano palesemente le leggi creando un problema ad altri cittadini.

      Il nostro paese è condannato a restare quello che è per sempre. Questo episodio, e le polemiche che ne sono seguite, lo dimostra.

  8. Mio fratello della polizia di stato dice sempre che la locale non sa mai che pesci prendere, ed ecco la dimostrazione. La colonnina dice le ore che l’auto è stata in carica, e ci sono i veri numeri per accertarsi della questione. Quando gli fa comodo rimuovono e fanno multe, in questo caso faceva troppa fatica telefonare, e magari era pure una persona che conoscevano. Top come al solito i vigili.

    • Non mi risulta che la colonnina dia l’orario di fine carica.
      Senza quel dato oggettivo non si può verbalizzare ed eventuali “deduzioni” basate su IPOTESI del wattaggio reale con il quale la ricarica è avvenuta non godono di fede privilegiata ex art. 2700 cod. civ., quindi un eventuale verbale sarebbe annullato da qualsiasi giudice di pace con la condanna al pagamento delle spese legali a carico dell’Amministrazione soccombente.

  9. Interessante vedere come siano tutti solerti a scrivere a vaielettrico.it per bisticciare tra loro su quale sia il nome giusto con cui chiamarsi, mentre l’unica cosa che hanno da dire nel merito è che è giusto che non si sia fatto nulla per salvaguardare il diritto dell’automobilista che non ha potuto caricare avendone diritto. E che, guarda caso, sia arrivata la proprietaria dell’auto da sanzionare giusto poco dopo che erano rimasti d’accordo che sarebbero tornati dopo un’ora a controllare.
    Che poi non è l’episodio in sé, il fatto è che questa è la regola applicata sempre ed ovunque…

      • Intanto c’è modo e modo di affrontare il problema e la discussione. Dal video il sospetto che la proprietaria dell’auto sia stata avvisata è alto. Inoltre è innegabile che le poliziotta non sapesse cosa fare (eppure le colonnine non sono lì da ieri), quindi si capisce che non avranno mai fatto una sola contravvenzione per occupazione abusiva dello stallo di ricarica (o almeno non l’ha fatto quella che compare nel video). Eppure scommetto che non è così infrequente che capiti che gli stalli vengano occupati abusivamente. In secondo luogo, se ci sono delle difficoltà per applicare quanto stabilito dal codice della strada, parliamone in modo costruttivo, invece che bisticciare su chi ha il nome più lungo e “lavarsene le mani”. Perché se di fatto non si possono sanzionare, allora io, cittadino onesto, pretenderei che quel cartello intimidatorio di avviso di rimozione venga tolto, che venga messo che vale solo nei giorni feriali se non ci sono carroattrezzi nel weekend (baggianata) ed a questo punto togliamo anche il divieto di sosta se tanto i poliziotti non hanno tempo di farsi due giri a distanza di un’ora o se non hanno voglia di fare una telefonata per chiedere al fornitore della colonnina da quanto tempo l’auto ha smesso di caricare e farsi sganciare il cavo. Perché alla fine chi ci rimette in questi casi è sempre il fesso che rispetta le regole.
        Se c’è la volontà, un modo legittimo di applicare quanto stabilito dal codice della strada scommetto che si trova.

        • Forse non è chiara una cosa: NON ERA POSSIBILE CONTESTARE ALCUNCHÉ visto che non vi era PROVA che fosse passata oltre un ora dal termine della ricarica.
          Inoltre il sentire parlare di “sbarra” all’ingresso mi fa sospettare che si tratti di luogo che giuridicamente è definito come “non soggetto a pubblico passaggio” (definizione diversa rispetto a “privato”) sul quale in ogni caso non è possibile effettuare contestazioni ai sensi del CdS.

          • A me sembra di aver scritto un’altra cosa, ma se vogliamo continuare a limitarci a giustificare un atteggiamento da “Ponzio Pilato” sull’argomento, facciamolo pure. Anzi, fatelo pure.

        • Totalmente d’accordo. Siamo un paese di azzeccagarbugli. E di gente che protegge gli azzeccagarbugli (non a caso personaggio fondamentale di uno dei più caratteristici romanzi italiani).

  10. Se fosse abilitato il plug&charge e dopo un ora dalla fine della ricarica la sosta fosse automaticamente fatta pagare a peso d’oro il problema si risolverebbe rapidamente … speriamo nel futuro e nel progresso tecnologico perché fidarsi dell’onestà delle persone è inutile, purtroppo.

    • resterebbe il problema di quelli che inseriscono il cavo senza avviare la ricarica…. perchè ovviamente ci sono anche quelli di incivili…
      L’unica è obbligare a installare colonnine che mostrino chiaramente se la ricarica è in corso e da quanto è finita, uniformare le leggi che regolano la sosta alle colonnine e sopratutto normare la rimozione su aree private in cui di solito le polizie locali non intervengono (vedi parcheggi dei supermercati).
      Negli Stati Uniti ad es. i privati possono far rimuovere i veicoli dalle loro proprietà a ditte convenzionate (poi non so come funzioni a livello normativo per pagamenti e ricorsi)

      • Negli Stati Uniti il servizio di rimozione forzata è appaltato ai privati con contratti multipli (ossia contemporaneamente il servizio è appaltato a più ditte nella stessa città), quindi quando viene diramato un avviso di rimozione, arriva il carroattrezzi più veloce, quindi il servizio per il cittadino è immediato.
        E la ditta di rimozioni più veloce ci guadagna.

      • Esatto. Non si può lasciare il calcolo ad un vigile urbano… E se il display è in tilt? Che prove ci sono. Come detto sopra. Deve essere la colonnina ad indicarlo.. Magari con un bel display lampeggiante rosso o altro.

  11. Come si fa a dire che la Polizia Locale ha fatto bene a non redigere il verbale , ha fatto male anzi ha fatto malissimo . La sua collega non deve tornare dopo un’ora per constatare l’infrazione e non deve neanche fare telefonate ai suoi superiori, la sua collega dovrebbe sapere che su ogni colonnina di ricarica pubblica esiste un numero di telefono attivo 24 ore su 24 che informa su inizio e fine di ogni ricarica.

  12. Mi permetto di far notare al comandante Materassi, che il CdS dice una cosa diversa. Ovvero che il veicolo deve essere rimosso entro 1h dalla fine della ricarica e non come lui sostiene, che l’ora parta dal primo sopralluogo.

    • Premesso che è più che possibile che la colonnina non mostri i tempi di ricarica e/o da quanto tempo è finita, un verbale ai sensi del CdS è un verbale di accertamento degli agenti operanti. È sbagliato utilizzare informazioni terze (nel caso la persona che voleva, giustamente, ricaricare la propria autovettura) senza avere certezza assoluta della validità delle stesse.
      Attualmente a Roma esistono due tipi di colonnine, il primo tipo indica solo il tempo alla ricarica completa, il secondo anche da quanto la ricarica è completa. Detto questo, il Codice della Strada regola anche i costi aggiuntivi che il proprietario delle colonnine elettriche addebita a chi la lascia in sosta oltre il completamento della ricarica stessa.
      Aggiungo per informazione personale di chi legge e non come risposta specifica che:
      a) le polizie locali non possono sbloccare da remoto i cavi delle auto in sosta. Vi è bisogno dell’intervento di un operatore delle varie compagnie che ovviamente non garantiscono un intervento immediato (paradossalmente inoltre crea il problema di quando sono gli stessi operatori a staccare i cavi senza dare opportuna comunicazione alle forze di polizia di zona).
      b) la situazioni in strada è oltretutto complicata dalla presenza di vari tipi di attacchi e ricariche. Se vi sono 4 stalli per le ricariche ed uno solo è libero non è detto che tutte le vetture vi possano ricaricare sebbene le varie applicazioni le ritengano libere.
      c) le ricariche elettriche in aree private (centri commerciali) non sono soggette al CdS che vige solo in aree pubbliche
      d) nel caso di distributori di benzina, forse e volendo stirare al massimo il CdS si può applicare l’articolo 158 c2 riguardante i distributori in ore di esercizio, non la normativa specifica riguardante i veicoli elettrici.

      La mia opinione è che questo cambiamento non è stato progettato con raziocinio ma solo buttato così sperando nel meglio. A mio avviso, invece di dare incentivi a grandi società, sarebbe stato preferibile incentivate i singoli proprietari/condomini ad installare le colonnine in aree private e solo in un secondo momento utilizzare le aree pubbliche.

      • Riguardo il punto a), esistono i call center degli operatori che possono staccare i cavi da remoto, il tempo di una telefonata.

      • Quindi se non vale il CDS nei centri commerciali posso sfrecciarci a 100km/h invece che 10? Posso parcheggiare dove cazzo mi pare, compresi i posti per gli invalidi?
        E che ci stanno a fare i cartelli con i sensi di marcia ed i divieto di sosta?
        Tanto non vale nulla, è il far west!
        Allora posso scassare l’auto di chi parcheggia negli spazi riservati, tanto nel privato non vale nulla! Che discorsi sono?

        • Vale il diritto civile/penale, puoi rompere le auto altrui ma sarai soggetto alla relativa denuncia e richiesta di risarcimento. Quella sì da effettuare presso gli uffici di polizia.
          Per il parcheggio, sì, a meno di casi eccezionali di centri commerciali su base pubblica (che io non conosco ma è possibile ci siano) puoi parcheggiare negli stalli disabili, sfrecciare a 100 km/h, ecc.. detto questo ti possono imporre di andartene gli addetti della sicurezza interna ma dubito abbiano un servizio di rimozione forzata.

          Per la risposta sopra, gli operatori del call center ovviamente richiedono un identificativo che le forze di polizia non hanno. Al momento non vi sono convenzioni/accordi in merito. Quindi il tempo è quello di un intervento sul posto.

  13. Se davvero interessava sapere da quanto la ricarica fosse finita, bastava chiamare il numero dell’assistenza della colonnina o leggere lo schermo! Almeno leggere sapranno farlo?
    Inqualificabili sia quelli intervenuti a Riva del Garda che i colleghi che li difendono!!

  14. PASQUETTA …. TUTTI A RIVA DEL GARDA!!!
    Sai che panico per i vigili….
    Mi porto via il grill elettrico, parcheggio nello stallo dedicato e comincio a grigliare.
    nel secondo stallo piazzo tavolino e gazebo. Come faranno mai i vigili di Riva?
    Se arrivano stacco la griglia e metto sotto carica l’autoveicolo, tanto dieci minuti e poi … ricomincio a grigliare. Ho un’ora di tempo per gustarmi tutto.
    Poi… riattacco la carica dieci minuti … e poi rigriglio ancora.
    Interpretazione del codice stradale ad personam.
    Magari viene anche “Sparalesto” così sgargarozza un pò di Amarone a scrocco.

  15. Non mi intrometto su quelle che sono le figure in gioco, però mi pare poco sensato dover ritornare un ora dopo quando la macchina è già li da 7 ore o quelle che sono.
    Secondo me ci deve essere apportato un fix sulle colonnine che non mostrato il tempo di NON RICARICA, indicandolo, e un aggiornamento del corpo di Polizie e delle altre figure in gioco in questo contesto al fine di interpretare al meglio la nuova situazione ( ricarica/parcheggio auto elettriche ) cosi da prendere le giuste decisioni

    • Aggiornamento della Polizia Locale?
      è di oggi la notizia di un candidato che ha sbagliato TUTTE le risposte della Pre-selezione, ottenendo “ZERO” punti, ma va avanti lo stesso….
      Tu pensa che “fenomeni” assumono alla Polizia Locale.

    • prima l’agente deve chiamare “l’ammico”, “il cuggino” per farla spostare senza fargli la multa, capisc’amme!!

  16. Molto bene che arrivino i suddetti chiarimenti che ci aiutano a comprendere meglio le situazioni.

    Nella speranza che le varie forze dell’ordine possano collaborare al meglio, ringrazio e auguro loro buon lavoro

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