Un nuovo insieme di norme obbligatorie per i sistemi di guida autonoma di livello 3 in Cina, avvicinandoli a L4 superiore. Il focus è sulla sicurezza e sulla capacità dei veicoli di gestire situazioni critiche senza intervento umano. Il progetto di standard potrebbe entrare in vigore dal 1° luglio 2027.

Standard che avvicinano il L3 alla guida autonoma di livello superiore
Fino ad oggi, i sistemi di guida autonoma di livello 3 (L3) secondo la classificazione SAE possono gestire completamente la guida in condizioni specifiche, ma richiedono al conducente di essere pronto a riprendere il controllo su richiesta. Il nuovo standard introduce una novità fondamentale: qualora il conducente non risponda alla richiesta di riprendere il controllo, il sistema dovrà effettuare manovre di rischio minimo in autonomia, come cambiare corsia o parcheggiare in un punto sicuro che non ostacoli il traffico e riduca i rischi per chi si trova a bordo e per gli altri utenti della strada.
Questa capacità – finora tipica dei sistemi di livello 4 (L4) – avvicina dunque i sistemi L3 a comportamenti più autonomi e sicuri, facendo emergere un confine sempre più sottile tra le due categorie.
“Scatola nera” e tracciabilità dei dati di guida
Un’altra novità dei nuovi requisiti riguarda la registrazione dei dati di guida: ogni veicolo autonomo dovrà essere equipaggiato con un sistema di registrazione dati (DSSAD), simile alla “scatola nera” degli aeroplani, già oggetto di uno standard obbligatorio dal gennaio 2026. Questo dispositivo raccoglierà i dati operativi critici, permettendo di ricostruire gli scenari in caso di incidente e facilitare così le indagini e l’analisi delle cause.
Il documento esplicativo che accompagna la bozza cita diversi incidenti di guida autonoma di alto profilo in tutto il mondo come motivazione per normative più severe. Tra questi, le collisioni che hanno coinvolto veicoli Waymo, Uber, Cruise e Toyota.

Anche la Cina ha subito un recente incidente nel dicembre 2025, quando un Hello Robotaxi ha investito un pedone a Zhuzhou, nella provincia di Hunan, non riuscendo a identificare una persona caduta su una strada scivolosa.
Nel contesto europeo e italiano, dove la normativa sulla guida autonoma è ancora molto prudente, un sistema di tracciamento dati così dettagliato suggerisce la direzione in cui potrebbe evolvere il quadro regolatorio anche da noi. Garantire la trasparenza degli eventi critici è un elemento chiave per incrementare la fiducia degli utenti e delle autorità nella tecnologia.
Un passo oltre il semplice “hands-off”
Una volta approvato, il nuovo standard sostituirà le linee guida non vincolanti adottate nel settembre 2024. A differenza di questi ultimi, i requisiti obbligatori imporranno che qualsiasi prodotto non conforme non potrà essere prodotto, venduto o importato in Cina dopo l’entrata in vigore. Per i modelli già approvati, le aziende avranno un periodo di transizione di 13 mesi per adeguarsi.
Queste norme arrivano in un momento in cui la Cina sta già sperimentando su strada veicoli con funzioni L3 e L4: alcuni modelli – come quelli di Changan e di Arcfox – sono stati autorizzati a circolare in aree designate di grandi città come Pechino e Chongqing.
Il nuovo approccio cinese riflette una evoluzione normativa globale: la semplice capacità di togliere le mani dal volante non è più sufficiente se non è accompagnata da un solido sistema di sicurezza che possa gestire situazioni impreviste. Se attuate integralmente, le nuove regole cinesi potrebbero accelerare non solo lo sviluppo di tecnologie L3 più robuste, ma anche creare un ponte verso applicazioni L4 su scala più ampia, includendo servizi robotaxi e flotte autonome nelle aree urbane.
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