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Guida a Eicma 2019: le moto elettriche da vedere in extremis

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Eicma 2019: Oscar dell'innovazione alla moto elettrica Hypertek H7

 

Gran finale tutto dedicato alle moto per Eicma 2019 con gare titolate, spettacoli d’intrattenimento ed evoluzioni freestyle (qui il programma). E per chi volesse chiudere in bellezza con una domenica di motori elettrici a Fiera Milano, ecco una guida a Eicma 2019 con le novità da non perdere. 

Energica sfoggia Eva Ribelle

Prima citazione nella guida a Eicma 2019 per la regina delle moto elettriche italiane, Energica Motor (Pad. 15 stand Q48). Ad Eicma 2019 ha presentato Energica Eva Ribelle, nuova versione del cavallo di battaglia dell’azienda modenese. La moto è stata aggiornata e potenziata anche grazie all’esperienza di quest’anno come fornitore unico del campionato mondiale Fim Enel X MotoE World Cup.

«Proprio qui ad Eicma 2019 presentiamo la prima innovazione raggiunta in campo racing applicata alle nostre moto di serie: un vantaggio ora tangibile sul mercato e per tutti i nostri clienti» ha detto, presentandola, la fondatrice Livia Cevolini.

Livia Cevolini con il vicepresidente di Octo Telematics Edwin Colella

La nuova gamma 2020 prevede tre modelli in più: Ego+, Eva EsseEsse9+ entrambe con un nuovo powertrain e una batteria più capace, e l’inedita Eva Ribelle. La Casa modenese ha sviluppato un motore aggiornato con una batteria a polimeri di litio da 21.5 kWh. La nuova batteria sarà disponibile su tutti i modelli 2020 e affiancherà la versione con batteria da 13.4 kWh nei modelli Ego ed Eva EsseEsse9.

«E’ il  pacco batteria più capiente e potente su una moto elettrica di serie» ha precisato  Giampiero Testoni, responsabile tecnico Energica. La nuova power unit garantisce alla gamma Energica 2020 anche migliori prestazioni con una coppia che va dai 200 Nm per la Eva EsseEsse9+ ai 215 Nm per Ego+ ed Eva Ribelle. Tuttavia il peso complessivo cala del 5%. Ora in condizioni reali di marcia le Ego+, Eva Ribelle, Eva EsseEsse9+ sono in grado di percorrere 400 km in città, 230 km nel ciclo combinato e 180 km sulle strade extra urbane.

Eva Ribelle si presenta con una potenza di 107kW (145 cv), con una coppia di 215 Nm. Può essere ricaricata con fast charge immagazzinando 6,7 km al minuto oppure in slow charge per 65 km in un’ora. E’ disponibile in due colorazioni: Stealth Grey e Rosso Corsa.

La Energica Eva EsseEsse9 potenziata.

Nuovi anche i colori disponibili per la Ego: Rosso Corsa e Asteroid Grey, affiancate dalla versione Ego Sport Black ispirata alla livrea della Ego Corsa, la moto ufficiale della FIM Enel MotoE World Cup. Disponibile anche il Kit Corsa Clienti, esclusivamente per l’uso in circuito. Anche la Eva EsseEsse9 rinnova i colori: Modena Yellow, Shocking Blue e a Metal Black.

 

Grazie a un accordo con Octo Telematics la gamma Energica 2020 sarà dotata, di serie, di connettività remota. Il dispositivo telematico di bordo (ProShare XT) Octo, consentirà, attraverso una app, di monitorare le proprie performance motociclistiche. Saranno inoltre disponibili molte informazioni sullo stato della moto e avvisi intelligenti notificati al cliente finale come l’eventuale interruzione della ricarica, spostamento imprevisto della moto, posizione in tempo reale e condivisione dei dati di guida.
Arriva dal Sudafrica l’incredibile Hypertk

Dalla regina delle moto elettriche dal look più tradizionale e rassicurante, passiamo alle regine dell’innovazione, stilistica e tecnologica. Una su tutte: la Hypertek progettata dal  designer Pierre Terblanche (ex Lamborghini) per il costruttore di cerchioni in carbonio sudafricano BST (Pad. 15 stand S15).

Tornato nella sua terra d’origine è stato chiamato dal presidente di Blackstone Tek Gary Turner a realizzare una moto elettrica davvero rivoluzionaria. Il prototipo in esposizione a Eicma non tradisce le attese. E’ un progetto estremo, sia per stile sia per tecnologia e telaistica. Un trave centrale monoscocca in carbonio collega avantreno e sella a sbalzo, in alto, con un blocco batterie-motore elettrico forcella con ammortizzatore integrato al retrotreno, in basso.

Il motore sviluppa 80 kW e 120 nm di coppia ed è raffreddato ad acqua. L’autonomia arriva a 300 km, raddoppiando la batteria con un elemento supplementare che può essere agganciato in basso, sotto quella principale, al posto della piccola carenatura.

Il manubrio è essenziale, senza indicatori e specchietti poiché tutte le informazioni, compresa la visione laterale e posteriore, sono integrate nel casco in dotazione. Sempre nel casco il pilota, se vuole, può sentire un rumore generato elettronicamente in sintonia con i giri motore.

Incredibile il posteriore, con un sistema di leveraggi che consente all’ammortizzatore di lavorare all’interno del monobraccio oscillante della sospensione e con il disco freno inglobato nel mozzo.  Una moto da fantascienza. O forse una moto che semplicemente anticipa il futuro elettrico a due ruote.

Carbogatto, dalla Russia a Eicma 2019

Altrettanto immaginifica, ma molto più fashion, è la proposta che arriva dalla Russia con Carbogatto H7. Un nome che non ha nulla di sovietico, ma che svela un particolare in comune con Hypertek: l’ampio uso del carbonio. Anzi, l’uso esclusivo della fibra di carbonio in un telaio monoblocco a elle rovesciata, a cui si attaccano soltanto la forcella anteriore e il forcellone della sospensione posteriore, entrambi in alluminio. Originalità da vendere e citazione d’obbligo nella nostra guida a Eicma 2019.

La batteria estraibile è collocata in verticale nel vano che si apre alzando la selletta a sbalzo. Iil motore è integrato nel mozzo della ruota posteriore. Velocità massima di 45 km/h, autonomia da 70 a 120 km, accelerazione da fermo alla velocità massima in 6,2 secondi. Finiture e ruote, anche piene lenticolari, tutte in carbonio, con un incredibile peso finale, batterie comprese, di appena 36 kg. Sono sei le diverse colorazioni proposte. Ma il prezzo, dicono i ragazzi moscoviti che l’hanno ideata e portata ad Eicma 2019, non starà sotto i 7 mila euro. Uno sfizio che di certo permetterà di non passare inosservati.

RMK Verge TS, il motore nel cerchione

Viene dal freddo, per la prima volta in Italia, la RMK Verge TS (Pad.18 stand G75). L’azienda finlandese che la propone è già stata oggetto dell’attenzione internazionale quando presentò il primo concept RMK E2 con la sconvolgente novità del motore integrato al cerchione della ruota posteriore.  La versione definitiva esibita ad Eicma 2019, che presto sarà in commercio, non si discosta molto da quel concept.

Nonostante la soluzione che di fatto toglie di mezzo il motore, l’aspetto finale della RMK è tozzo e massiccio. Lo spazio centrale è infatti interamente occupato da una vistosa batteria;  e lo spazio del “serbatoio” è sfruttato per ospitare il sistema di ricarica. L’impressione finale è che i progettisti non abbiano sfruttato appieno le potenzialità dell’innovativa trasmissione.

Cake Kalk e la sorella da lavoro Ösa

 Per a prima volta approda in Italia un’altra moto scandinava, questa volta svedese, dalla filosofia esattamente opposta. La KalK di Cake (Pad. 9 stand A56) è una libellula dall’aspetto quasi evanescente. E’ una moto off-road, già sul mercato anche in versione omologata.

Il nuovo modello Ösa, in anteprima ad Eicma 2019, riprende lo stesso stile, applicandolo a un mezzo da lavoro tanto essenziale da apparire quasi un’abbozzo fatto in casa con il Meccano. Kalk e Ösa sono in realtà moto elettriche raffinatissime  e molto costose. Quest’ultima, in particolare, è concepita per essere “modulare” fin dal telaio; un semplice trave orizzontale su cui sono fissati, in diverse configurazioni possibili, tutti gli altri componenti.

Malaguti risorge a Eicma con l’elettrica RSTE

Inevitabile segnalare nella nostra guida a Eicma 2019  il ritorno in grande stile di Malaguti (Pad.9 tand E86), oggi austriaca. Due i nuovi concept presentati, tra cui  l’elettrica RSTE. Si tratta di una moto decisamente sportiva completamente carenata, spinta da un motore elettrico centrale con potenza massima di 8 kW (continua 3 kW). Non è un concentrato di tecnica e il design non è appariscente  come altri prototipi visti a Eicma 2019. Però incarna la volontà di rilancio dei nuovi proprietari  del marchio Malaguti  KSR. Gli austriaci di KSR sono i più grandi importatori  di scooter elettrici in Europa. Il conceptRSTE  dispone anche di cambio manuale. Il motore è alimentato da 2 pacchi batteria al litio. Sarà sul mercato entro la fine del 2020.

Sur Ron Storm Bee ha un nuovo nome: Voge

Nella stessa categoria si colloca Voge ER 10, una nuova stradale elettrica di origine cinese, nata dall’acquisizione dei progetti della già nota Sur Ron Storm Bee.

E’ una moto elettrica in grado di toccare i 100 km/h e rappresenta l’anello di congiunzione fra una moto di grossa potenza e una Urban. Il motore è raffreddato a liquido e sviluppa 6 kW (8 CV) di potenza con un picco a 14 kW (18,7 CV), il peso è di 115 kg, La velocità massima è di 100 km/h. La  batteria, compresa nella scocca, può immagazzinare 4,2 kWh senza occupare troppo spazio grazie ai suoi 60 V e alla sua architettura a 70 Ah. Questo permette alla moto di viaggiare per 100 km con una singola carica. Dovrebbe costare meno di 5.000 dollari .

Horwin, un’altra elettrica con il cambio

Restando nel settore delle medie segnaliamo ancora un prodotto austriaco, la Horwin (Pad.18 stand E65). Ad Eicma 2019 mette in mostra due versioni: la CR6 e la CR6 Pro. L’estetica è classica, per non dire banale e fa il verso alle naked dei primi anni Dumila. E le prestazioni sono solo leggermente superiori a quelle di uno e-scooter. Il motore è da 7,2 kW mentre la versione Pro arriva a 11 Kw. Passa da 0 a 60 km/h in 6 secondi, e la velocità massima è di 105 km/h. La versione Pro monta un cambio manuale a 5 marce. L’autonomia è di 150 km a 45 km/h per la base, e di 130 per la Pro. La dotazione comprende luci a led, display LCD, Theft warning system e  Keyless Go. Il prezzo è di 5.890 euro per la CR6 e di 6.990 per la versione con il cambio.

Chi si rivede? BMW Vision DC Roadster 

Al Padiglione 13, stand N54 si può ammirare il già noto concept elettrico di BMW Vision DC Roadster. Nessun dettaglio tecnico in più di quel che si sapeva, ma le linee avveniristiche continuano ad impressionare. Degne di nota sono le protuberanze laterali che richiamano il leggendario bicilindrico boxer della casa bavarese. Trapela però una possibile data per il lancio sul mercato: fine 2021.

Hadin, sognando la California

Chiudiamo la nostra guida a Eicma 2019 con il brand californiano HADIN. La moto però sarà 100% made in China. Si chiama  Panther, ma lo scatto non è certo assimilabile a quello di una pantera. Una moto imponente, retrò, pachidermica e tranquilla. La si può ammirare al Padiglione 14 stand E26. Hadin è nata nel 2016 e arriverà sul mercato a metà del prossimo anno. Conta di vendere 1.500 pezzi all’anno, fra Stati Uniti e Europa. Il motore elettrico asincrono ha una potenza di 45 kW ed è alimento dalla batteria Ternary Lithium di Panasonic. In modalità Eco l’autonoma è di 220 km a velocità massima di 70 km/h; in quella Sport si scende a 160 km con una velocità massima di 129 km/h. Interconnettività, sistemi di controllo elettronico e telecamere di bordo non mancano in una moto elettrica fatta soprattutto per la guida in completo relax.

5 COMMENTI

  1. L’elettrica più leggera.

    A Maranello in un piccolo capannone in via Musso, a dieci passi dalla sede della Ferrari c’è Vins Motors, una startup nata da un investimento di 700mila euro e dal sogno di ragazzi cresciuti alla corte del Cavallino.

    Cosa potranno mai realizzare dei giovani ingegneri ex collaboratori della Ferrari?

    Una leggerissima motocicletta elettrica sportiva con monoscocca realizzata interamente in fibra di carbonio caratterizzata da soluzioni brevettate e innovative dal punto di vista ciclistico e aerodinamico come il forcellone in carbonio e la forcella Hossack in carbonio con il cinematismo della mitica Britten V1000, inoltre non ci sono saldature, per le parti collaminate e incollate viene utilizzato l’adesivo strutturale. Tutto viene realizzato nell’autoclave a Maranello.

    La Vins EV-01 è un esclusivo prodotto artigianale made in Italy prodotto nel capannone di Maranello, ad eccezione del pacco batterie e del motore elettrico Zero ZF75-5 incastonato nella monoscocca.

    Rapporto peso/potenza ≈0,4 cv/kg
    Potenza massima 70 CV di potenza
    Coppia motrice massima oltre 150 Nn di coppia
    velocità massima intorno ai 200 km/h
    peso inferiore a 170 kg

    La EV-01 si interfaccia con un’app allo smartphone per gestire le mappature Sport, Eco e Custom e altre funzionalità. Per la ricarica del motore sono previste due modalità: 1. Standard (circa 10 ore), 2. Rapida (circa 2.5 ore).

    https://vinsmotors.com/it/ev-01/
    https://www.gpone.com/it/2019/11/09/eicma/vins-dalla-2-tempi-alla-sportiva-elettrica-piu-leggera-sul-mercato.html

  2. vedo con tristezza che siamo ancora ben lontani da una moto elettrica per tutti. solo prototipi e mezzi che nussuno guidera’ mai. una moto da 6000 euro che vada a 120 km h e faccia 200 km di autonomia non esiste. che fine ha fatto il fantic elettrico? possibile che ad oggi l’unica cosa umana sia quel frullatore dell’askoll 3 ?

    • Ha ragione, però a mio modesto avviso il tentativo lo farà Erik Buell con la Fuell Flow, che oltre ad ereditare la compattezza e il corto interasse tipico delle Buell, ha: batteria, motore e caricabatterie sostituibili e aggiornabili.

      La Fuell Flow è stata progettata con criteri modulari per facilitare la sostituzione degli elementi della tecnologia elettrica – come nella Centoventi Fiat – quando questi verranno sostituiti da nuovi sviluppi tecnici per avere un mezzo sempre aggiornato nelle prestazioni.

      Questa soluzione inedita, chiamata da Buell MonoStruct© Technology, verrà presto brevettata e allora sapremo meglio come funziona.

      Anche Kawasaki ha recentemente brevettato un sistema per estrarre le batterie aprendo su un lato il telaio a traliccio tubolare.

      La necessità di aggiornamento tecnologico si estende anche alla dashboard collegata per scaricare automaticamente gli aggiornamenti software.

      I prezzi per l’Europa non sono stati comunicati, ma potrebbero essere veramente competitivi, negli states saranno di 10.995 dollari per la versione da 11 kW e 15.500 dollari per quella da 35 kW con accelerazione da superbike.

      Svariati gli optional, comprendono i finanziamenti, il leasing e le batterie.

      Flow è disponibile in due versioni di potenza.

      La più contenuta è da 11 kW l’equivalente di una moto leggera, mentre il modello da 35 kW esegue lo 0-100 km/h di soli 2,7 secondi, una accelerazione da superbike è una velocità massima limitata a 135 km/h e un’autonomia di 240 km.

      La batteria da 10 KwH si ricarica in 10 ore con il caricabatterie di bordo. Sono inoltre disponibili vari caricabatterie opzionali che riducono i tempi di ricarica fino a 30 minuti con il DC “supercharger”.

      Al posto del motore e del serbatoio ci sono 50 litri di spazio sotto il coperchio del gavone a foggia di serbatoio per ospitare giacca, casco e altro.

      Le funzionalità hi-tech includono una modalità di movimento lento avanti e indietro per agevolare il parcheggio, il controllo di trazione “eTraction”, il rilevamento di punti ciechi, avvisi di collisione anteriore e posteriore e un’app per iPhone/Android che fornisce lo stato del veicolo.

      Veniamo alle perplessità.

      Ci aspetteremmo da Buell il motore incastonato nel telaio, invece è stato progettato un inedito motore elettrico coassiale al mozzo ruota posteriore, attualmente in attesa di brevetto.

      È da quando le ruote girano che i progettisti s’ingegnano nel ridurre il peso delle masse non sospese, maggiormente deleterie nelle due ruote.

      Gli effetti negativi sulla dinamica della motocicletta sono risaputi, particolarmente l’effetto giroscopico che contrasta la velocità nei cambi di direzione.

      Per cui l’inedito motore elettrico collocato nella ruota posteriore lenticolare, come la famosa ruota di Copenhagen, dovrà essere leggero, estremamente leggero per assicurare maneggevolezza e rapidità nell’inserimento in curva.

      Riporto i numeri in attesa dei brevetti

      Motore: motore elettrico coassiale nella ruota posteriore lenticolare di progettazione propria (in attesa di brevetto)

      Il motore e configurato secondo due modalità: per un uso urbano o sportivo.

      Potenza: 35 kW (48 CV) continua
      Coppia: 750Nm
      Velocità: 90 km/h o fino a 135 km/h su richiesta
      Autonomia: 260 km in uso urbano
      Batteria: 10 KwH, costituita da una serie di celle cilindriche Li-ION da 400 V in alloggiamento strutturale in magnesio denominato: MonoStruct© Technology con frenata rigenerativa della ruota posteriore attivata automaticamente dall’applicazione del sistema di frenatura (in attesa di brevetto)
      Ricarica: ricarica rapida o a casa con caricabatterie rapido a bordo o accessorio
      Porta di ricarica CCS Tipo 2 (disponibili adattatori per Tipo 1)
      Velocità di ricarica 750 W a bordo, 3,3 kW e 6,6 kW disponibili caricabatterie rapidi accessori
      Ricarica: 10 ore ~ 2,5 ore (3,3 kW opzionali) ~ 1,25 ore (6,6 kW opzionale), ~ 30 min (CCS Tipo 2, Compressore CC/CCS)
      Tempo di ricarica a casa
      Carica al 100%: ~ 10 ore ~ 2,5 ore (3,3 kW opzionale) ~ 1,25 ore (6,6 kW opzionale)
      Sospensioni: forcelle da 40 mm USD (foderi steli superiori) – forcellone monobraccio, mono ammortizzatore con precarico regolabile
      Freni: disco anteriore idraulico singolo, frenata rigenerativa posteriore, ABS
      Ruote: 2,50 x 17 “; 4,00 x 17 ″
      Pneumatici: 110 / 70-17; 140 / 70-17
      Peso: 180 kg
      Interasse: 1370 mm
      Garanzia: Power pack 5 anni/km illimitati; moto 2 anni/km illimitati

      Video:

      https://fuell.us/us/flow.html

      • 1 un motore integrato al mozzo e’ una sola
        2 con 10kw/ di batteria dovresti far 26 km a kw . manco con una bici elettrica ci riesci se non pedali.
        3 vedrai che costera’ un botto siamo sempre ben sopra i 10000 euro
        4 ma ci vuol tanto a fare un motoretto con 7 kw /h di batteria che vada a 90-100 km/h in modo che fuori citta’ non sei un pericolo sulla strada perche’ vai troppo piano? per me non vogliono farlo vogliono continuare a vendere a benzina.

    • Le allego il video della più pragmatica Ninja elettrica di Kawasaki.
      Dimensionalmente si presenta come una 400 bicilindrica, peso a parte, e dovrebbe avere l’innovazione del telaio scomponibile su un lato per consentire l’estrazione della batteria con l’ausilio di un cobot.

      Sapendo chi è il Project Leader che la sta sviluppando, non ci deluderà, parola di Yoshimoto Matsuda.

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