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Greenpeace contro Volkswagen: è sempre più guerra

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Greenpeace contro Volkswagen, sempre più guerra. Un report della ONG accusa il colosso tedesco di vendite fittizie di auto elettrificate, per evitare le multe UE.

Greenpeace contro Volkswagen
La copertina del report di Greenpeace.

Greenpeace contro Volkswagen per le auto-immatricolazioni

Già a fine settembre Greenpeace aveva attaccato molto duramente la Volkswagen. Allora l’accusa era: è un bluff parlare di “impatto climaticamente neutro” per i nuovi modelli ID.3 e ID.4. E che “le compensazioni per le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione attraverso un progetto forestale in Indonesia sono inefficaci“. Adesso un altro affondo, al quale la Volkswagen ha già replicato. Secondo la ONG, in dicembre la Volkswagen si è auto-immatricolata il 27,3% delle auto elettriche vendute. Come? Acquistandole con proprie società o imponendo alla propria rete dei concessionari di farlo. Questo per evitare di incorrere nelle sanzioni UE sugli sforamenti dei limiti sulle emissioni, calcolato sulla media di tutte le auto vendute nel 2020. Anche per le ibride plug-in, accusa Greenpeace, Volkswagen sarebbe ricorsa alle auto-immatricolazioni per una quota doppia rispetto alla concorrenza.

“Così la VW ha evitato multe UE per 140 milioni”

Nonostante tutto, la Volkswagen non è riuscita a rientrare nei limiti UE per lo scorso anno, e una multa dovrà comunque pagarla (qui le stime IPCC produttore per produttore). Il problema è nato soprattutto per i ritardi nel lancio della ID.3. Ma con questo escamotage delle auto-immatricolazioni, accusa Greenpeace, avrebbe risparmiato sanzioni da Bruxelles per 140 milioni di euro.

Greenpeace contro VolkswagenLa Volkswagen ha risposto spiegando di non vedere nulla di anomalo nel suo comportamento: “È nella natura delle cose che quando lanci un’offensiva elettrica e devi far conoscere molti nuovi modelli, per prima cosa equipaggi i concessionari“. In pratica si tratterebbe di un grande sforzo per dotare la rete di vendita di auto “demo. Auto da esporre nei saloni con la dovuta evidenza e da mettere a disposizione dei potenziali clienti per i test-drive.

SECONDO NOI. La verità è che un po’ tutte le Case a dicembre hanno spinto sulle auto-immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug-in, proprio per il problema delle emissioni. Così fan tutte. Basta guardare i dati di vendita delle elettriche di dicembre e di gennaio sui principali Paesi europei, Italia compresa . Di solito si vende molto di più in gennaio, visto che l’auto nel mercato dell’usato viene poi valutata proprio in relazione all’anno di immatricolazione. Ma stranamente dicembre 2020 è stata un mese-boom, seguito invece da un gennaio molto, molto fiacco, con un terzo delle vendite. Strano, no? 

 

 

 

greenpeace.de , automobilwoche.de

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49 COMMENTI

  1. Che aspettarsi da un gruppo che nelle pubblicità usa termini tipo “sostenibilità” per sub Audi da centinaia di CV. . .la stessa poi delle etichette blumotion e sappiamo com’è finita

  2. Io sono riuscito a provarla…carina, aimpatica, ma mi hanno congelato con 50 mila dollaroni aull’unghia…poi ipt, icp, xxx, ips, passaggio e pseudo balzelli vari auuperava i 50 mila-petrol-euro. La volevo comprare😭😭😭quando avrò 2 soldi mi faccio la TESLA… anche usata è spettacolare🥰

  3. A regole assurde seguono trucchi assurdi.. vogliamo parlare dei crediti verdi venduti da Tesla ad fca per evitare proprio le vituperate multe? Le regole europee sono una sciocchezza, pensino ad investire i soldi invece di imporre transizioni improponibili. Greenpeace ormai è come M5S.

    • I crediti verdi sono in vigore, da anni, in tutti i settori: chi più inquina paga chi inquina meno. Non è affatto una regola assurda: è uno stimolo ad investire nell’efficientamento energetico. Ha funzionato eccome. Infatti l’Europa è l’unica area del mondo che ha rispettato in pieno gli obiettivi del Protocollo di Kyoto (riduzione del 20% delle emissioni entro il 2020) e rispetterà quelli dell’Accordo di Parigi.

      • I crediti verdi sono, a tutti gli effetti, una truffa. Senza fette di salame agli occhi non è difficile capire che le nazioni più inquinanti sono sempre più quelle in via di sviluppo e/o del terzo mondo e alla fine devono sempre pagare loro, che già non navigano nell’oro, nazioni ben più ricche. Stesso discorso vale per le aziende, le aziende più piccole hanno meno capacità economica per poter investire e migliorare i loro impianti per renderli climaticamente neutri e si trovano costrette a pagare multinazionali che intasano dalla vendita di crediti verdi anche quando non ne avrebbero bisogno. Questo è il sistema ed infatti all’ultimo forum sul clima svoltosi non sono riusciti a raggiungere un accordo visto che le suddette nazioni si sono opposte con veemenza a questi ricatti.

    • Non sono d’accordo, non mi viene in mente metodo migliore di questo per ottenere i risultati voluti nella lotta contro l’inquinamento.
      Questo spinge le aziende o a diminuire il loro impatto ambientale o a premiare altre aziende che già lo fanno innescando un circolo virtuoso di cui stiamo vedendo gli effetti.

  4. Per quanto riguarda la competenza e soprattutto l’intenzione di vendere auto elettriche credo dipenda dal singolo e non si possa fare di tutta l’erba un fascio. Io sono sono entrato alla Renault con l’intenzione di prendere una Clio e invece… sono uscito con una Zoe 😅😅😅. Certo vw dopo il dieselgate di credibilità ne ha persa parecchia…

  5. Mah, invece io farei un plauso a VW, perché le EV le fa e le vende da qualche anno (e-golf ed è-up)
    Che dire invece di FCa, ad esempio, che le EV ha appena iniziato a farle, tutte le immatricolazioni degli ultimi mesi del 2020? Non ditemi che sono tutti clienti finali!
    E le quote che FCA ha comprato da Tesla per non pagare multe non è peggio?
    Dai, cerchiamo di essere più obiettivi.

    Ciao

    • E infatti noi abbiamo scritto che “così fan tutti”. Ma è chiaro che Greenpeace Germany prende di mira la Volkswagen perché è l’azienda simbolo dell’automotive tedesco, “DAS AUTO”, come dice la pubblicità.

      • Siccome lavoro nel gruppo menzionato (anche se compro Tesla) mi sento in dovere di sottolineare che per farci rientrare nei limiti EU, abbiamo legalmente acquistato crediti da Tesla.
        Non abbiamo bisogno di barare sulle immatricolazioni.

        • Certo, ma è anche vero che VW non ha acquistato credito da qualcun altro, ha investito in ricerca e sviluppo e le auto EV le produce.
          Fiat ha esordito con la 500e, e quante ne ha vendute ai privati? Privati, non immatricolate da concessionari o flotte di autonoleggi.
          Un po’ di serietà, per favore

          • Risposta a Gabriele Mattioli: no, noleggiare non è reato, ma falsa i numeri delle immatricolazioni.
            La società di noleggio sceglie sopratutto sul prezzo per grossi volumi, il privato sceglia anche su altri parametri.
            Quando poi la società di noleggio fa capo alla stessa famiglia, mi pare un poco un inciucio..

          • Quindi secondo lei (Athos) è peggio usufruire di pratiche legali e permesse come l’acquisto crediti green da terzi e autonoleggio…..dell’immatricolazione fittizia di auto x poi ritrovarle tutte su autoscout et simila a km 0 mentre ai tuoi clienti, certamente non fittizi, fai aspettare anche più di CINQUE MESI per averla?!?! Per me no.

      • Gas auto 😂, a parte le battute , sono andato in una concessionaria vw, mi hanno spiegato praticamente tutto sulle elettriche , ho provato una id3 x mezz’ora , con le termiche è uguale , nel senso che la provi x lo stesso tempo circa, e, cosa più importante , avevo subito detto che non avrei comprato un’auto a breve. Sarò stato fortunato? Non credo, ah ho aspettato circa 10 minuti x provare l’auto perché era fuori x una prova, se qualcuno si spazientisce x questo allora stia a casa , o compri una Tesla online

        • Ho una e-up, sono andato a vedere la id3 con mia moglie, il titolare ci ha fatto vedere l’auto ed ha detto ” ecco le chiavi, andate a farvi un giro e ci vediamo dopo”.
          Eravamo increduli, e ce la siamo goduta per un’oretta circa.
          Disponibilità al top.

          • Beati voi, ma a questo punto penso che la differenza la faccia il proprietario della concessionaria.

  6. Il lupo perde il pelo (svolta “green”), ma non il vizio (Dieselgate, per il quale il consumatore italiano NON HA RICEVUTO ALCUNA COMPENSAZIONE, a differenza del consumatore americano). Morale: non comprerò Volkswagen (cosi’ come non compro piu’ Microsoft) perchè NON MI FIDO di chi si e’ comportato in un certo modo (truffaldino? ditemi voi) e continua imperterrito a seguire le orme di tale comportamento.

    @Redazione: per cortesia, evitate di minimizzare comportamenti esecrabili utilizzando motivazioni del tipo “Così fan tutte”: oltre ad essere eticamente (e logicamente) scorretto, vi esponete inutilmente (… forse).

      • Devo correggerla, sg Tedeschi….non tutte, Tesla no dato che non producendo auto con motori a scoppio non ne ha proprio nessuna necessità per farlo e anzi, vende i suoi crediti green a terzi. Quindi dire così fan tutte è errato…così fan QUASI tutte è più corretto. 😉

    • L’anno scorso a settembre sono andato in una concessionaria VW intenzionato a comprare un’auto elettrica e ho constatato che non vogliono venderle! Ho chiesto di una e-up e mi hanno detto di tornare a gennaio solo per prenotarla. Non hanno neanche provato a chiedermi se mi interessava un altro modello (e-glof, id.3…). Sembrava che il venditore fosse infastidito dalla mia richiesta e che avesse cose più importanti da fare.
      Non hanno dovuto aggiungere altro. Ho comprato una Peugeot e208 con cui mi trovo benissimo.
      C’è qualcosa che non va con questo piano di VW di “lanciare un’offensiva elettrica”. Mi sembra che non stiano lanciando un bel niente. Potremmo vederne delle belle anche stavolta, non so se ridere o piangere..

      • Premesso che anch’io penso che qualcosa non vada nel piano elettrico di VW, devo però dire che per quanto riguarda i concessionari, ognuno fa caso a sé.
        Anch’io sono passato a settembre per la eUp ma il venditore era molto deluso di non poterla proporre (mi disse : “peccato, si vendeva bene!”) e mi invitò a ritornare più avanti per un test drive della ID.3.
        Sono invece stato snobbato da Renault cercando informazioni sulla Twingo, al posto della quale il venditore mi consigliava una Clio.
        Penso che a volte all’ interno della stessa concessionaria ci siano posizioni diversissime.

  7. Nicola…non solo. Io l’ho ordinata il 14 Ottobre….subito mi han detto che provavano x Dicembre….poi x fine Gennaio….e infine, non mi hanno assicurato neanche l’arrivo della mia auto x metà Marzo. ALLUCINANTE. Ho chiesto rimborso che, dopo tante pene, mi hanno finalmente concesso ieri. Ho appuntamento domani mattina col Tesla store, per test drive e firma contratto. Prendo una Model 3 SR+ nuova, modello 2021. Già concordato tutto, e sono sicuro loro siano più seri di VW che fa immatricolazioni fittizie x schivare multe e poi non le consegna ai clienti che le hanno ordinate davvero. Ripeto, allucinante.

    • Gabriele : hai ragione !
      Ricordiamoci che Tesla vende solo auto elettriche e lo fa direttamente .
      Mentre i costruttori classici vendono auto a pistoni (che sono sono tuttora il core business) ed anche auto elettriche. Vendite che passano attraverso i concessionari .

      • Lo capisco che Tesla non abbia intermediari e quindi sia meglio…ciò che non capisco è Volkswagen….che per evitare la multa, fa poi arrabbiare i suoi clienti a cui tocca aspettare più di 5 mesi l’auto ordinata non fittizia.
        Brava VW, non hai pagato la multa…ma i tuoi ex clienti sono tutti stra-inc…..passatemi il francesismo, e non compreranno più tuoi mezzi. Una soluzione davvero “geniale” direi. Io temo che i media e i social abbiano bruciato tutti i neuroni a questi signori….e che l’unico rimasto buono sia Musk. Incluse provocazioni. Come ho detto, ora confido in Tesla.

    • Hai fatto bene, anche se ultimamente Elon Musk mi ha fortemente deluso dando credibilità ai Bit Coin (che per me è solo una grande truffa che quando crollerà rovinerà la vita a parecchi innocenti).

    • Le uniche due cose che mi lasciano nel dubbio sulla Model 3 sono:

      – la lamiera sottilissima (per ragioni di peso) che (se pensata per il clima della California) si faccia aggredire facilmente dal nostro freddo e dal nostro sale;

      – i due tipologie di campi elettromagnetici presenti:

      >il primo di alta frequenza arriva dal bluetooth presente nel mobiletto centrale (immagino per dialogare con lo smartphone per apertura a distanza e altro) e dagli Rfid presenti nei montanti delle porte (dove appoggi la carta per aprire l’auto) – praticamente si sta ore e ore con l’intensità in V/m di un modem wifi nel fianco ed un altro meno potente a livello della testa.
      N.B.:Il problema è presente anche su Jeep Compass, Zoe, con intensità più elevata (stessa cosa anche su 3008 ma con intensità più bassa).

      >il secondo a bassa frequenza si verifica nella zona del sedile posteriore sinistro (dietro il guidatore) ed è un qualcosa che si misura (ironia della sorte in Tesla) e lo rilevi quando l’auto è in carica (più è alto il voltaggio, più si alza il valore) e con la frenata rigenerativa (ma qui i valori sono bassi se non ricordo male intorno al singolo Tesla).
      Io mi sono recato presso le colonnine enel x da 22, che però caricano fino a 11 sulla Model 3, ed il valore è arrivato a 3-4 Tesla (da ricerche sul Dott. Google a mio avviso meglio non starci seduti a lungo in fase di ricarica).
      E sempre da ricerche effettuate sembrerebbe che il problema si verifichi solo in fase di ricarica da corrente alternata, con la continua non dovrebbe generare nulla, ma non ho ancora verificato.

      Comunque è una gran bella macchina l’ho avuta 3 gg e da guidare è un sogno.

      • Bhe Nicola, se guardiamo fra 5G….bluetooth di TUTTO…smartphones…smartwatch…perfino sigarette elettroniche ora hanno app su smartphone….onde radio varie….wifi ovunque….praticamente siamo bombardati di campi elettromagnetici….credo che la Tesla sia il meno, anche perché mentre la si carica meglio sgranchirsi un po’ le gambe, no? 😉

      • @Nicola : tu citi un campo elettromagnetico in bassa frequenza “intorno al singolo Tesla” : questo è un valore troppo elevato, raggiungibile solo all’interno di apparecchiature ad esempio per la risonanza magnetica.
        I valori misurabili nell’abitacolo sono nell’ordine di qualche decina di micro (milionesimi) Tesla.
        Infine per i campi in alta frequenza :
        -gli Rfid emettono il segnale SOLO all’esterno dell’auto
        -il Bluetooth e gli Rfid emettono potenze molto più basse di un modem Wi-Fi : qualche milli Watt al massimo.
        Un qualsiasi smartphone emette (per collegarsi alla stazione radio base) un campo molto più intenso !

        • Ciao Paolo, intorno al singolo Tesla quando rilasci in frenata rigenerativa (ma anche più basso in quanto varia), i 3/4 Tesla li ho rilevati in ricarica alla colonnina ENEL X da 11KW, e ricaricandola a casa (impostandola da tablet a 5 ampere) si creava anche li un campo elettromagnetico di intensità bassa (se non ricordo male) di poco superiore al Tesla.
          Gli Rfid fanno campo anche verso l’interno dell’abitacolo, ho verificato bene, e all’interno dell’auto ci sono dei campi simili al modem si casa mia, e provengono innanzi tutto dal mobiletto centrale, quello tra i sedili anteriori. Come ho scritto sopra da ricerche sembrerebbe sia una sorgente bluetooth.

          Comunque ripeto Zoe e Jeep Compass (a gasolio) ne hanno il doppio.

          Ho verificato anche Model X e Model S e loro di campi nell’abitacolo non ne hanno, o meglio hanno 200/300 milliVolt, poca roba.

          Paolo se vuoi ci possiamo incontrare e ti faccio vedere cosa dicono gli strumenti.

          Si vero anche gli smartphone emettono una bella botta di campo elettromagnetico, ma lo fanno solo in aggiornamento o scarico video/foto ecc..

        • Nicola :
          Bene, sono contento che tu abbia misurato qualche micro (milionesimo) di Tesla, valore direi molto buono ed accettabile.
          Tanto per darti una idea del valore :
          -il campo magnetico terrestre è compreso tra i 30 ed i 50 micro Tesla
          -Terna per elettrodotti e gabine di trasformazione garantisce (alla popolazione) un valore inferiore a 10 micro Tesla
          -il Decreto Legislativo N.159 del 1 AGOSTO 2016 stabilisce come i valori massimi di induzione magnetica a cui possono essere esposti i lavoratori

          • Ti ringrazio per l’informativa, io li vado a cercare e misurare per mie necessità personali, ma non dimenticare i V/m presenti nell’abitacolo provenienti da Rfid e (immagino) Bluetooth che variano da 0,800 a 1,4 – 1,6 (che per dovere di cronaca ho rilevato anche su altre vetture: Zoe (il doppio), Jeep Compass (il triplo) e Peugeot 3008 (simili).

            Quello che mi inquieta è che da sempre ci sconsigliano di utilizzare il telefono (che da valori simili) in auto in quanto la carrozzeria amplifica il problema – e qui in queste auto (salvo errori) è come avere sempre una telefonata in corso ininterrottamente – il mio timore è che prima o poi arrivi la sorpresa, in quanto i limiti imposti dalla legge non sono solo frutta della tutela della salute ma anche della necessità di fare business da parte delle aziende.

    • Hai fatto la stessa cosa vhe ho fatto io
      Io avevo fatto il pre ordine della ID3, poi alla presentazione a Milano in anteprima, vista dal vivo, non era gran che e c’erano troppi “vedremo” faremo, cercheremo di.
      Appena uscito, visto che ero a Milano, sono passato in Tesla. Ho prenotato un Test drive con la bellissima Isabella(che ora lavora allo Store Tesla di Brescia) firmato subito il contratto e la macchina è arrivata 4 mesi dopo come mi avevano detto. Non tornerei più indietro. Se la compri e ti chiedono un codice referrall, puoi usare il mio nome?😉

  8. Scoperta l’acqua calda, da sempre le aziende tendono ad anticipare le fatturazioni prima della chiusura dell’anno finanziario . Alle case automobilistiche , in questo caso , serve x evitare le multe

  9. Da VW dopo il dieselgate mi aspetto di tutto.
    Mi viene da ridere, da un lato vendite fittizie, dall’altro lato gente che la vorrebbe provare, vedere e neppure l’ombra.
    C’è qualcosa che non va.

  10. A mio avviso, sarebbe stato molto bello se i vari Media avessero sottolineato questa corsa alle vendite fittizie nel momento in cui annunciavano e gli ottimi risultati delle immatricolazione di dicembre 2020.
    Comunque anche per il 2021 bisognerà superare gli obbiettivi per NON incorrere nelle multe: aspettiamo fiduciosi .

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