General Motors compie un passo importante verso l’economia circolare delle batterie elettriche ampliando la collaborazione con Redwood Materials. L’intesa copre ora l’intero ciclo di vita degli accumulatori: dal recupero degli scarti di produzione al riciclo delle batterie a fine vita, fino al loro riutilizzo come sistemi di accumulo energetico.
L’ultimo tassello della partnership riguarda un sistema di accumulo da 1,5 MW e 7,2 MWh realizzato utilizzando circa 100 pacchi batteria GM dismessi dal servizio automobilistico. L’impianto sarà installato in uno stabilimento produttivo del Michigan e, secondo Redwood, consentirà un risparmio superiore a 3 milioni di dollari sui costi energetici durante il suo ciclo operativo.

Dal recupero degli scarti al riciclo delle materie prime
La collaborazione tra GM e Redwood non nasce oggi. Attraverso Ultium Cells, la joint venture tra General Motors e LG Energy Solution per la produzione di celle, Redwood riceve già da anni gli scarti provenienti dalle linee produttive statunitensi.
I numeri evidenziano la dimensione del progetto: oltre 28 mila tonnellate di materiali provenienti da GM e Ultium Cells sono già state avviate al riciclo. A queste si aggiungono circa 10 mila pacchi batteria destinati a programmi di riutilizzo attraverso Redwood Energy, la divisione specializzata nello storage.
Per il costruttore americano il vantaggio è duplice: da una parte recuperare materiali critici da reinserire nella filiera produttiva, dall’altra ridurre i costi legati alla gestione delle batterie a fine vita.
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Redwood, punto di riferimento per il second-life
L’accordo con GM segue altre collaborazioni siglate da Redwood nel settore automotive. Ad aprile anche Rivian aveva annunciato un sistema di accumulo da 10 MWh presso il proprio impianto dell’Illinois, sempre basato su batterie provenienti da veicoli elettrici.
Alla base di questi progetti c’è Redwood Energy, piattaforma lanciata nel 2025 che utilizza il software Pack Manager per integrare batterie con differenti chimiche e diversi livelli di degrado in un unico asset energetico.
Il progetto più significativo resta il microgrid da 12 MW e 63 MWh realizzato nel campus di Sparks, in Nevada, che alimenta infrastrutture dedicate all’Intelligenza artificiale attraverso 792 batterie recuperate da veicoli elettrici.

Un modello che può interessare anche l’Europa
L’aspetto più interessante dell’operazione non è tanto la dimensione del sistema installato in Michigan, quanto la logica industriale che lo sostiene. GM affida a Redwood gli scarti di produzione, le batterie a fine vita e, successivamente, acquista sistemi di accumulo realizzati con gli stessi accumulatori recuperati.
Si tratta di un modello di economia circolare applicata alle batterie che potrebbe diventare un riferimento anche per il mercato europeo, dove la disponibilità di materie prime critiche e la gestione sostenibile degli accumulatori rappresentano temi sempre più strategici.
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