La presunta “favola delle rinnovabili” continua a far discutere. I toni si accendono e nella nostra casella di posta elettronica fioccano gli insulti dei leoni da tastiera. Qui sotto le new entry più civili e la bellissima replica di Lorenzo Vannucci. Diremmo che “ci ha tolto le parole di bocca” se non fosse che in realtà ne ha trovate di molto migliori. Per scriverci: info@vaielettrico.it.

Ha perfettamente ragione Renato: smettetela di illudere la gente
“Di sordi è vero ce ne sono tanti ma voi li superate. Ha perfettamente ragione Renato Rovelli. Dunque secondo voi dovremmo lastricare di pannelli tutto lo spazio possibile perché così riduciamo le emissioni di CO2. Bene, chi costruisce I pannelli? La Cina naturalmente e chi sta inquinando il pianeta a più non posso? La Cina è uno dei maggiori inquinatori e quindi la CO2 che finisce in atmosfera in Cina poi viaggia e finisce da noi. Che goduria! Di grazia, in assenza di sole e vento chi ci darà l’energia per i treni? E per gli ospedali? E per i condizionatori? Pedaleremo tutti sulle biciclette? Ma per favore smettetela di illudere la gente„. Nicola


Azzerare la CO2? Se iniziate con questa scemata…
“Il risultato sarebbe azzerare le emissioni di CO2“… Ecco se lei inizia con sta scemata inizia malissimo. Azzerare la CO2 significa morire ! Se scriveste correttamente abbassare i azzerare i livelli di CO2 prodotti dall’uomo forse, forse iniziereste ad essere più credibili. O pensa che senza CO2 le piante e l’ossigeno esisterebbero sulla terra?„ Giuseppe

E’ poco serio delegare la vostra risposta a un robot. E sulla sperequazione sociale?
“Ho letto la vostra risposta all’utente che definisce una favola il fotovoltaico e sinceramente sono rimasto un po’ deluso da come avete voluto affrontare la replica. Delegarla tutta all’intelligenza artificiale secondo me è stata una mossa poco furba, perché chi si dimostra per così dire scettico nei confronti di una tecnologia che produce elettricità – e se pur con qualche fallacia, vi sta spiegando il perché – non si farà convincere certo da una risposta data da una tecnologia (la IA) che di elettricità (e acqua!) ne consuma tantissima per ogni singola risposta e che per di più rischia di mettere davvero in crisi la gestione del fabbisogno energetico di tutti.
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Francamente non capisco tutti quelli – e quindi neanche voi – che scrivono articoli dicendo “abbiamo chiesto all’IA cosa ne pensa di…” come se fosse una cosa positiva delegare a un robot la spiegazione di un argomento complesso e che richiede invece la profusione di quante più capacità relazionali e didattiche umane possibili per rompere i dubbi altrui, soprattutto di quelli che per ignoranza o indottrinamento al contrario sono sfavorevoli alla svolta solare.
Detto questo, tra le argomentazioni dell’utente, l’unica che aveva senso era quella relativa a coloro che vivono con fasce di reddito più basse. Lo Stato avrebbe dovuto usare il superbonus per garantire l’indipendenza energetica a quelle persone, non distribuire a pioggia e indiscriminatamente i fondi anche a chi aveva la possibilità economica di installarseli da soli i pannelli, o di fare il cappotto termico, o comunque di efficientare casa propria con i propri mezzi. Questo tipo di politiche rendono ancora più evidente la sperequazione dell’accesso ad un bene primario e soprattutto lo trasformano in bene di lusso, cosa che non dovrebbe essere„. Luigi Briganti
Premessa: sul Web è ormai un duello di robot
Risposta – Lasciamo a un lettore, Lorenzo Vannucci, il compito di tornare sulla lettera di Renato che ha innescato questa discussione. Ma aggiungiamo poche note di risposta a Luigi, che ci critica per aver delegato la risposa a un robot. Capiamo le sue perplessità. Nemmeno a noi piace ricorrere all’IA, che tra l’altro rappresenta una minaccia letale in primis per noi giornalisti e noi editori. Però si può anche capire quanto ci esasperi continuare a ricevere contestazioni come quella del perito industriale Renato.
Abbiamo risposto centinai di volte in questa rubrica, sul nostro blog, dalle pagine del sito e dal nostro canale Youtube, mettendo a disposizione dei lettori studi scientifici, dati, pareri tecnici e accademici, esperienze sul campo di operatori energetici. Alcuni di questi richiamati anche nell’articolo che lei commenta.
Eppure l’assalto dei negazionisti non si arresta e le loro mail, più o meno identiche, continuano a bersagliarci da quando siamo nati, nove anni fa. Tanto da sospettare che si tratti in prevalenza di campagne mediatiche pianificate a tavolino e condotte con l’utilizzo di chatbot (al proposito, consiglio questa lettura). Quindi, ci siamo detti, perchè non rispondere con i robot ai robot?
Ma tutt’altro che artificiale è l’autore dello scritto che pubblichiamo qui sotto: è un nostro lettore e si chiama Lorenzo Vannucci
Caro Renato, cominciamo dallo spauracchio blackout…
“Caro Renato, la sua lettera solleva dubbi legittimi che meritano una risposta approfondita e basata sui dati, proprio per il rispetto dovuto alla sua qualifica di perito industriale. Liquidare la transizione energetica come una “favola”, tuttavia, rischia di nascondere il fatto che la fisica delle reti e la pianificazione ingegneristica affrontano queste sfide non con l’ideologia, ma con i numeri.
Analizziamo i tre punti chiave della sua critica con il rigore che la materia impone:
1. Il mito del blackout e la gestione della rete elettrica. Nella sua provocazione lei propone una “giornata di sole rinnovabili” per dimostrare che l’Italia andrebbe incontro a un blackout immediato. Dal punto di vista fisico ha perfettamente ragione: se oggi spegnessimo all’improvviso ogni altra centrale e pretendessimo di alimentare il Paese con il solo solare fotovoltaico, la rete collasserebbe in pochi istanti.
Black out in Spagna: rinnovabili assolte, accuse a gestore rete e utility
Tuttavia, nessun ingegnere o gestore di rete (come Terna) ha mai ipotizzato un sistema del genere. La stabilità della trasmissione nazionale non si affida a una sola fonte intermittente, bensì a un portafoglio diversificato di tecnologie (eolico onshore e offshore, idroelettrico, geotermia e biomasse programmabili), coordinato con sistemi di accumulo elettrochimico di grande taglia, pompaggi idroelettrici e meccanismi di modulazione della domanda industriale.
Se vogliamo osservare un esempio reale e non teorico, basta guardare alle prestazioni operative di reti elettriche europee di medie dimensioni. Nel tardo autunno del 2023, la rete elettrica del Portogallo ha coperto l’intero fabbisogno nazionale di famiglie e industrie per 149 ore consecutive (oltre sei giorni) esclusivamente tramite fonti rinnovabili (eolico e idroelettrico, supportati dal solare).
In quel lasso di tempo, la produzione verde ha superato del 20% i consumi interni, consentendo l’esportazione netta verso la Spagna e dimostrando la stabilità del sistema in assenza totale di generazione termoelettrica fossile per ben 131 ore consecutive.
La fisica urbana e l’effetto albedo: è tutta un’altra storia
2. Fisica urbana: effetto albedo, ombreggiamento e sistemi biosolari. Sull’effetto termico dei pannelli solari nei contesti urbani, lei rileva correttamente che i moduli fotovoltaici in silicio cristallino, essendo scuri, presentano un albedo inferiore (cioè riflettono meno luce) rispetto a coperture chiare o manti erbosi, convertendo la radiazione non utilizzata in calore sensibile. L’analisi della fisica edilizia, tuttavia, deve considerare l’effetto di “ombreggiamento tecnologico”. Il pannello solare agisce come uno schermo fisico sopra il tetto. Intercettando la radiazione diretta prima che colpisca la soletta del fabbricato, riduce la conduzione termica verso l’interno.
Simulazioni microclimatiche condotte su grandi aree metropolitane dimostrano che questo ombreggiamento riduce del 12% il fabbisogno energetico estivo per il condizionamento dell’aria dell’edificio sottostante, abbassando al contempo la temperatura dell’aria circostante di 0,2 °C durante il giorno e fino a 0,3 °C nelle ore notturne, quando le coperture tradizionali rilascerebbero altrimenti il calore accumulato.
La contrapposizione tra coperture riflettenti (cool roofs), tetti verdi e solare è un falso dilemma operativo. La moderna progettazione adotta sistemi “biosolari”, in cui i moduli sono integrati su tetti verdi o membrane ad alto albedo. L’evapotraspirazione delle piante o la riflettanza dello sfondo abbassano la temperatura dell’aria circostante il pannello, mitigando la perdita di rendimento del silicio (che degrada all’aumentare delle temperature d’esercizio) e aumentandone la resa elettrica complessiva. Dal punto di vista del bilancio di carbonio globale, l’energia pulita prodotta da un metro quadrato di fotovoltaico offre un vantaggio ambientale e di abbattimento delle emissioni fossili di gran lunga superiore alla sola riflettanza passiva di un tetto chiaro.
Tutte le politiche tariffarie italiane premiano i più ricchi
3. Equità sociale e la regressività degli oneri di sistema. La sua critica sull’ingiustizia sociale del finanziamento delle rinnovabili tocca una problematica reale e dolorosa delle politiche tariffarie applicate storicamente in Italia. Il sostegno economico alla produzione verde è stato traslato sui clienti finali tramite gli oneri generali di sistema in bolletta (in particolare la componente $A_{SOS}$).

Questo metodo di prelievo ha mostrato un carattere fortemente regressivo: gravando in parte come quote fisse e in parte sui consumi volumetrici di base, ha finito per pesare in percentuale molto di più sui bilanci delle famiglie a basso reddito rispetto a quelle abbienti, mentre i beneficiari storici dei primi incentivi erano spesso proprietari di grandi immobili privati.
La risposta corretta a questa distorsione distributiva, però, non è bloccare lo sviluppo delle energie pulite, bensì correggere la regolamentazione.
Ma l’equità sociale si ottiene con la riforma della bolletta
Oggi si sta agendo su due fronti normativi precisi.
1.Spostamento degli oneri generali. E’ in corso un forte dibattito istituzionale volto a trasferire la copertura degli oneri di sistema dalla bolletta elettrica alla fiscalità generale progressiva.
Questa riforma ricondurrebbe la bolletta al solo costo reale dell’energia e delle reti, riequilibrando la tassazione tra i diversi vettori energetici (oggi l’elettricità sconta un prelievo parafiscale medio di 11 c€/kWh contro i soli 3 c€/kWh del gas naturale) e alleviando la pressione sulle famiglie più vulnerabili.
2.Il Reddito Energetico Nazionale (REN). Lo Stato ha istituito un fondo da 200 milioni di euro per il biennio 2024-2025 (riservando l’80% delle risorse alle regioni del Mezzogiorno) per finanziare l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici domestici in autoconsumo (fino a 6 kW) per famiglie in condizione di disagio economico. I proventi dell’energia non autoconsumata ceduta al GSE alimentano la rotazione del fondo per nuove installazioni.
Questo strumento inverte la polarità sociale del passato, portando l’autoconsumo e l’abbattimento strutturale delle bollette direttamente a chi vive in contesti di povertà energetica o nell’edilizia sociale. La transizione energetica, Renato, non è una favola, ma una complessa opera infrastrutturale, analoga alla costruzione delle reti autostradali o della rete telefonica nel secolo scorso. Presenta sfide tecniche, fisiche e distributive enormi, che vanno governate con rigore e riforme eque, ma i dati e i riscontri operativi ci dicono che la direzione è tracciata.
- LEGGI anche: E.ON scommette: «Le auto elettriche diventeranno batterie per la rete» e guarda il VIDEO


i miei più sinceri complimenti al super Lorenzo Vannucci chiarezza e semplicità nell’argomentare
di nuovo complimenti
Buon giorno, premetto che ho un impianto fotovoltaico di 7.12 kWp, quindi sono favorevole alle rinnovabili.
Co questo impianto senza accumulo sono passato da un consumo di circa 3000 kWh a circa 1400 kWh. Anno
Quindi ho ridotto della metà i miei consumi.
Ho registrato giornalmente l’energia prodotta, immessa in rete e ripresa, se avessi avuto un accumulo di 10 kW avrei teoricamente consumato 48 kWh anno.
Ora dovrei sostituire la mia caldaia a metano che ha 18 anni e sto pensando di passare a una PDC con r 290 ad alta efficienza e produttore di acqua calda sanitaria per staccarmi dal alimentazione del metano, chiaramente sostituendo anche il piano di cottura.
Il mio pensiero per il futuro, vista la mia simulazione è:
Avere un parco delle rinnovabili tra idrico, eolico, fotovoltaico, molto più grande della richiesta, quindi stoccare su Mega batterie e trasformare questo esubero in idrogeno verde, stoccarlo, e usarlo sulle attuali centrali a fonti fossili riconvertite.
Abbiamo la tecnologia, quindi perché non farlo?
Attuare questa tecnologia è più immediata che puntare su centrali atomiche di ultima generazione che verranno pronte tra una decina di anni e abbiamo visto che dai dati tra l’altro costa di più.
Ero favorevole a questa tecnologia ma ora siamo rimasti indietro e la considero una battaglia persa.
ALTRO MIO PENSIERO:
Attualmente per riscaldare case, produzione di fabbriche si hanno tubazioni di metano, alcune zone non sono metanizzate, quindi bomboloni di GPL o bombole con il pericolo che ogni tanto qualcosa scoppia.
Tutto questo è molto frastagliato e un po’ precario.
Invece tutte le case. Fabbriche anche se posizionate in zone comunque non raggiungibile dal metano sono alimentate con energia elettrica
Quindi perche non abbandonare tubazioni, bomboloni e bombole e non passare totalmente all’elettrico?
Certo tutto questo non sarà immediato, il tutto dovrà essere gestito, ci sarà un periodo di transizione.
Ma basta volerlo, come dicevo le tecnologie e conoscenze le abbiamo.
A mio avviso chi ci governa su queste cose è miope, ognuno spinge per qualcosa che se si analizza bene non è utile alla collettività e le risorse vengono disperse.
Ancora si pensa a perforare per trovare nuove risorse o al nucleare.
Ho espresso in breve la mia idea.
Scusate eventuali errori, non ho riletto.
Saluti
Abbiamo tantissimi tipi di accumulo disponibili, pure di brevetto italiano venduti all’estero (come quelli a CO2), oppure quello scelto dai vicini svizzeri a flusso redox (https://www.geopop.it/batteria-a-flusso-redox-piu-potente-del-mondo-in-costruzione-svizzera-capacita-2-1-gwh/ ) che richiedono un grande investimento ma son molto più rapidi da attuare rispetto ai progetti nucleari .
Giustamente scrive di parcellizzazione degli impianti ad idrocarburi che pongono anche gravi rischi di sicurezza (frequenti esplosioni per sistemi a gas – piccole o grandi bombole in troppe case) ma anche dispersioni di gas clima-alteranti in atmosfera.
Comunque complimenti per le scelte fatte per la propria abitazione e consiglio di passare subito alla combo perfetta “piano induzione + pentole a pressione” che consente risparmi di energia e tempo straordinari ed anche tantissimo calore in meno in cucina (di questi tempi surriscaldati è fondamentale, oltre che eliminare sottoprodotti nocivi di combustione.. niente più “aloni neri ” su pentole e bruciatori .. e neppure nei polmoni ! 😉)
Con investimenti privati e 1-4 anni di installazione:
70 GW fotovoltaico a terra
12 GW eolico su terra
9 GW eolico in mare
0,3 GW biometano (accumulo stagionale)
230 GW-h batterie BESS (accumulo giornaliero)
-> potenza media effettiva stabilizzata 17,2 GW
Oppure stesso costo investimento, qui fondi pubblici, e tempi biblici:
8 GW nuculari -> potenza media effettiva 6 GW
Volevo fare i complimenti a Lorenzo Vannucci per il suo stile piacevole e gli argomenti portati
Aggiungo che man mano che i pannelli fotovoltaici in commercio aumentano di rendimento luminoso anno su anno, aumentano i contesti in cui hanno un’effetto “raffreddante” invece che “riscaldante”
in passato con i pannelli a bassa resa, esempio 10%, era previsto un leggero effetto riscaldante dei pannelli, nei deserti o in città, per modifica dell’ albedo, la riflettività, cioè il colore scuro
la maggior parte delle superfici come prati, terreni, tetti in tegole, etc ha un riflettività dell’energia luminosa di circa 20-25%.. mentre un pannello fotovoltaico riflette solo il 6% circa.. fin qui, abbiamo una differenza di energia assorbita del 15-20% a sfavore del pannello scuro
però oggi le celle fotovoltaiche commerciali hanno rendimenti di conversione in elettricità tra il 25% e il 28%, cioè le superfici scure delle celle sono un “pozzo” che sottrae e trasforma in elettricità 1/4 dell’energia ricevuta (radiazione ultravioletta, visibile e infrarossa)
questa quota (25%) è maggiore della differenza in energia riflessa (15-20%) tra pannello fotovoltaico e superficie chiara ma passiva
questo semplificando, poi la spiegazione ha aspetti ancora più sottili, come scritto da Lorenzo, di giorno il pannello sale di temperatura, ma ha poca massa, poca capacità di stoccaggio termico, e non trasferisce molto calore al tetto, che quindi non lo accumula
PS: chi volesse fare un impianto sui tetti, per avere più sicurezza anti-surriscaldamento e prestazioni anti-ombreggiamento, ad oggi per sfizio guarderei ai pannelli “premium” con tecnologia Back-Contact, che ancora più difficilmente possono surriscaldarsi localmente per correnti di bypass anche in caso di danni gravi, forte sporcizia, montaggio scorretto
oggi i Back Contact e derivati, si trovano on-line da grandi brand in versioni con efficenza di modulo 24% o superiori quasi allo stesso modesto costo dei pannelli medi di gamma con tecnologia TopCon, a loro volta già molto belli pure loro
Ma mi scusi, il principio di conservazione dell’energia?
Cosa cavolo c’entra la poca massa del pannello FV che di sera si raffredda subito e perciò non scalda il tetto sottostante?
Il calore dissipatori dal pannello, vero e proprio radiatore termico, se non scalda il tetto, scalda e arroventa l’atmosfera.
Un calcolo semplice: poiché si assume un irraggiamento di 1 kW per mq e il rendimento del pannello, se va benissimo arriva a malapena al 25%, e l’energia riflessa nello spazio è solo il 3%, vuol dire che questa piastra nera immette in atmosfera ben 725 w/h di calore.
Hai così voglia di condizionare, che alla fine si emette altro calore in atmosfera.
Alla faccia dell’ecologico.
tegola:
– assorbe 75-80%, riflette 20-25%,
– trasforma in calore 75-80%
pannello fotovoltaico:
– assorbe 94%, riflette 6%
– trasforma in elettricità 26% ***
– trasforma in calore 70%
cioè hai meno calore rispetto alla tegola
*** 26% efficenza delle aree nere, cioè le celle,
cioè 24% efficenza modulo comprese cornici alluminio
sul discorso della capacità/conduzione del calore poi non insisto perchè è un po’ complicato, ma ti do un indizio:
..di notte il sole non c’è, se di giorno il tetto non ha potuto accumulare calore perchè ha sopra uno schermo staccato di qualche cm, di notte già per questo la casa è più fresca
un plauso alla redazione che ben ha fatto a mettere nuovamente in evidenza la perfetta e chiara risposta di Lorenzo Vannucci, che toglie tanti dubbi a chi i dubbi li vuol comprendere davvero…. gli altri, amen.
Come si vede (e di esempi sparsi nel mondo ne esistono ormai tantissimi) i problemi si risolvono e spesso anche velocemente e brillantemente; più che altro è una questione di volontà politica e di coerenza nel rispettare i cronoprogrammi per raggiungere effettivamente gli obiettivi prefissati secondo le varie scadenze intermedie fino al raggiungimento dell’obiettivo finale.
Ho sempre un dubbio grande sulla bontà di certe soluzioni, tipo
“2.Il Reddito Energetico Nazionale (REN). Lo Stato ha istituito un fondo da 200 milioni di euro per il biennio 2024-2025 (riservando l’80% delle risorse alle regioni del Mezzogiorno) per finanziare l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici domestici in autoconsumo (fino a 6 kW) per famiglie in condizione di disagio economico. I proventi dell’energia non autoconsumata ceduta al GSE alimentano la rotazione del fondo per nuove installazioni.”
Quello che contesto è che si “regalano soldi” per mettere piccoli impianti fotovoltaici a “famiglie bisognose” che però devono avere un tetto sufficiente (come spazi e.. solidità ! aggiungerei) per montare il fotovoltaico da 6kWp… come se tutti stessero in villette ben esposte al sole (neppure dove abito io ho copertura sufficiente d’inverno….). Si presta più che altro ad intercettare quei solerti “furbetti dell’ISEE basso” con villetta di proprietà.
Esclude a prescindere poi coloro che son veramente bisognosi ed abitano in vecchi casermoni mal coibentati e peggio mantenuti…..
I 200 Milioni di euro vanno impiegati per creare C.E.R. cui tutti coloro che possono iscriversi (dipende dalla distanza dalle cabine di media tensione coinvolte ), così da aiutare chi sta nelle peggiori soluzioni abitative ad avere direttamente il vantaggio di tariffe basse…
Non vanno spesi fondi per scontare le bollette (come nel caso delle accise carburanti) perché sono provvedimenti che non risolvono il problema: l’impianto F.E.R. della C.E.R. (scusate lo scioglilingua) crea energia più economica per molti anni a seguire senza richiedere particolari manutenzioni (certo molto meno di quanto necessitano le normali centrali turbo-gas, nucleari o a carbone…); ogni tot anni si può fare un revamping parziale o completo dell’impianto aumentando le prestazioni complessive.
Comunque le risposte ai troll non basteranno mai… sarà sempre corrente sprecata (da PC/smartphone/rete internet e cellulare)😭