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Gli incentivi ci sono, ma ora mancano le auto…

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La Fiat 500, l'elettrica più venduta: che cosa succederà con i tempi di consegna?

Gli incentivi ci sono, ma ora mancano le auto. I principali costruttori confermano  di avere difficoltà a soddisfare nuovi ordini in tempi accettabili. E così…

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La ID.4 è l’elettrica di maggior successo del Gruppo Volkswagen.

Gli incentivi ci sono, ma VW  e Mercedes: produzione 2022 quasi sold-out

Il problema non è italiano, naturalmente, ma globale. La crisi nelle forniture di componenti, acuita dalla guerra in Ucraina, fanno sì che le catene di montaggio vadano a singhiozzo. E molti tra i principali marchi avvisano che per quest’anno si limiteranno a soddisfare gli ordini già in casa. Peccato che il governo si sia ostinato a mantenere il limite dei 180 giorni per la consegna dell’auto, pena la perdita del bonus. L’Associazione dei costruttori, Unrae, ha chiesto al ministro Giancarlo Giorgetti di allungare il termine, ma niente da fare, la scadenza dei sei mesi rimane. E questo rischia di azzoppare ulteriormente una norma che già ha escluso la grande platea delle persone giuridiche. Nei giorni scorsi è stato il presidente di Volkswagen Group, Herbert Diess, ad annunciare che la produzione di quest’anno è di fatto tutta prenotata. Situazione di fatto confermata anche per Mercedes dal presidente Ora Kallenius.

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ILlsito Tesla annuncia 8-10 mesi di attesa per la consegna del Model 3.

8-10 mesi di attesa anche per Tesla Model 3

Ora il cerino passa nelle mani dei concessionari, a cui i clienti chiederanno di garantire quel che i venditori non possono promettere. Ovvero la consegna entro sei mesi. Chi n passato è sempre riuscito a contenere i tempi di consegna è Tesla, azienda nota per la straordinaria flessibilità e anche per la trasparenza sui tempi di attesa. Le auto della marca americana sono tutte fuori dagli incentivi, a causa di prezzi superiori al limite dei 35 mila euro più Iva. Ma anche chi prenota un Model 3 oggi sicuramente non l’avrà tra le mani quest’anno: stando al sito ufficiale deve aspettare fino a gennaio-marzo 2023. Lo stesso Elon Musk ha rivelato che  “la domanda sta superando la produzione in misura ridicola. In realtà probabilmente limiteremo o semplicemente smetteremo di accettare ordini per qualsiasi cosa oltre un certo periodo di tempo. Perché le attese (per la consegna di nuovi ordini) sono anche a più di un anno di distanza“.

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11 COMMENTI

  1. Ironico no? Le auto non ci sono e non ci saranno. Le cause sono note a tutti: produrre in Cina è una fregatura, come è ovvio quando si produce in una dittatura militare. Tesla ha esportato ZERO auto ad Aprile e farà il bis a Maggio. A Giugno? Dovrà produrre per il mercato interno se non vuole perdere quote di mercato indispensabili a sopravvivere là. E la produzione “europea”? Penosa. Le batterie sono cinesi, ed arrivano in ritardo e quando arrivano sono costose visti i prezzi in aumento da 105 $ per kWh a circa 160$ in continuo rialzo causa aumento materie prime. Senza considerare la supply chain interrotta dopo l’intelligente embargo contro la Russia. Un boomerang totale. Nel 2022 le EVs non si producono, e quando le produci, senza incentivi non le vendi perché care e complicate. Tutto il mercato è in calo, i consumatori non vogliono quello che si propone neanche se obbligati dai governi econazisti e decidono di comprare auto usate. Il giochino è rotto. Senza Tesla, unico marchio che veramente vende EVs e vale da sola almeno un terzo del mercato EVs complessivo, i numeri di maggio saranno paurosi. Aprile già viene censurato per nascondere il disastro. La rivoluzione EVs nel 2022 è stata abortita. Apriamo gli occhi. Se vogliamo le EVs, deve essere costruita l’intera filiera in Europa e tagliare ogni dipendenza dala Cina. Solo dopo l’industria sarà capace di offrire prodotti comprabili.

  2. ai commenti prima del mio: siete fantastici..
    i produttori (causa guerra in ucraina???🤦‍♂️🤣🤦‍♂️🤣), non riescono a produrre le auto già vendute dalle concessionarie, e la colpa è? rullo di tamburi: del governo.. occhei occhei

    piove, governo ladro..

  3. Mi sono perso qualcosa? A quanto mi risulta:
    — il DPCM sugli incentivi c’è dal 6 aprile
    — è stato anche approvato il 3 maggio dalla Corte dei Conti
    — ma a tutto ieri il DPCM non era ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale
    — ed il portale del MiSE è ancora fermo alla legge precedente e ancora chiuso ai concessionari.
    Risultato: sono 4 mesi e mezzo che l’Italia sta affossando il mercato delle auto più ambientalmente sostenibili, mentre all’estero tale mercato letteralmente vola.
    Facciamoci una domanda e diamoci una risposta.

  4. Quindi, in sintesi, le supercazzole (con il massimo rispetto per Conte Mascetti) sono:

    – inutile investire in colonnine, tanto le auto sono poche;
    – inutile investire in fotovoltaico, tanto mancano gli accumuli (peccato che anche senza accumuli il fotovoltaico è importantissimo in quanto la maggior parte delle persone di notte dorme).
    – non vogliamo la schiavitù elettrica (quindi incentivi poco fruibili per limitarne la diffusione e di conseguenza avere l’alibi per non investire in colonnine);
    – tra 10 anni avremo tutti le auto a idrogeno con corrente prodotta da fusione nucleare (fumo negli occhi per confondere il popolino che nel dubbio resta con il termico);
    – faremo tante piccole centrali nucleari (per spaventare gli italiani affinché scelgano di restare a benzina e gasolio);

  5. “ma ora mancano le auto…” Aggiungerei anche “la scelta”, soprattutto nei segmenti A e B, citycar ed utilitarie. Bella, efficiente e tecnologica la 500e, però caruccia e poco sfruttabile.

  6. “Peccato che il governo si sia ostinato a mantenere il limite dei 180 giorni per la consegna dell’auto, pena la perdita del bonus. ”
    ___________________
    Ostinatamente contrari ad una vera transizione ecologica.

  7. Il problema di fondo è continuare a produrre fuori dai confini europei, siamo stati bravissimi a delegare ora ne paghiamo il conto e molto salato, spero che questo sia il punto per tornare a fare le produzioni in loco.

  8. Tra gas e auto elettriche, l’Italia si candida a prendere una legnata nei denti memorabile, nei prossimi anni. Urge una politica di vera transizione energetica. Cingolani può tornare al CdA di Illy caffè o Ferrari dov’era prima di vincere il biglietto premio per un ministero.

  9. L’intento dei membri politici del governo purtroppo è palese, fingere di sostenere il mercato delle auto, in particolare le elettriche che incidono meno sulla produzione nostrana, utile per le elezioni di Giugno, ma fare in modo che i soldi non vengano spesi per lo scopo previsto, vedremo se i soldi non spesi quest’anno verranno girati sulla stessa voce di spesa l’anno prossimo, se l’importo previsto rimarrà invariato significa che i soldi li avranno spesi per altro.

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